οὔπω ἔχετε πίστιν;

Cathedral – Frantisek Kupka

Domenica 20 giugno 2021

Marco 4,35-41
35In quel medesimo giorno, venuta la sera, disse loro: «Passiamo all’altra riva». 36E, congedata la folla, lo presero con sé, così com’era, nella barca. C’erano anche altre barche con lui. 37Ci fu una grande tempesta di vento e le onde si rovesciavano nella barca, tanto che ormai era piena. 38Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero: «Maestro, non t’importa che siamo perduti?». 39Si destò, minacciò il vento e disse al mare: «Taci, calmati!». Il vento cessò e ci fu grande bonaccia. 40Poi disse loro: «Perché avete paura? Non avete ancora fede?». 41E furono presi da grande timore e si dicevano l’un l’altro: «Chi è dunque costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono?»

Su questa Chiesa in difficoltà, questa comunità che annaspa e cerca una strada, possibilmente insieme, su questo Sinodo, cammino che si avvicina e che dovrebbe avvicinarci, piove oggi l’invito di Gesù: passiamo all’altra riva!
Prendete armi e bagagli e facciamo un bel passo fuori dalle secche, foriamo la cortina di abitudini e paure (cit.), andiamo a vedere se di là c’è aria più pura, voglia di confrontarsi apertamente, desiderio di cambiamento e di passi insieme!

v. 35
καί λέγει αὐτοῖς ἐν ἐκείνῃ τῇ ἡμέρᾳ ὀψίας γενομένης, διέλθωμεν εἰς τό πέραν (péran)
Et ait illis in illa die, cum sero esset factum: Transeamus contra
In quel medesimo giorno, venuta la sera, disse loro: Passiamo all’altra riva

πέραν (péran) dall’altra parte, parola derivata da péiro che significa forare, passare proprio dall’altra parte; un luogo non-luogo:

  • Marco 5,21
    Κα διαπεράσαντος τοῦ Ἰησοῦ ἐν τῷ πλοίῳ πάλιν εἰς τ πέραν (péran) συνήχθη ὄχλος πολς ἐπ’ αὐτόν, κα ἦν παρ τν θάλασσαν
    Essendo Gesù passato di nuovo in barca all’altra riva, gli si radunò attorno molta folla ed egli stava lungo il mare
  • Marco 6,45
    Κα εὐθς ἠνάγκασεν τος μαθητς αὐτοῦ ἐμβῆναι εἰς τ πλοῖον κα προάγειν εἰς τ πέραν (péran) πρς Βηθσαϊδάν, ἕως αὐτς ἀπολύει τν ὄχλον
    E subito costrinse i suoi discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva, a Betsàida, finché non avesse congedato la folla
  • Marco 8,13
    κα ἀφες αὐτος πάλιν ἐμβς ἀπῆλθεν εἰς τ πέραν (péran)
    Li lasciò, risalì sulla barca e partì per l’altra riva

v. 37
καί γίνεται λαῖλαψ μεγάλη ἀνέμου (anému), καί τ κύματα ἐπέβαλλεν εἰς τό πλοῖον, ὥστε ἤδη γεμίζεσθαι τό πλοῖον
Et facta est procella magna venti, et fluctus mittebat in navim, ita ut impleretur navis
Ci fu una grande tempesta di vento e le onde si rovesciavano nella barca, tanto che ormai era piena

v. 39
καί διεγερθείς ἐπετίμησεν τῶ ἀνέμῳ (anémo) καί εἶπεν τῇ θαλάσσῃ, σιώπα, πεφίμωσο. καί ἐκόπασεν ὁ ἄνεμος, καί ἐγένετο γαλήνη μεγάλη
Et exsurgens comminatus est vento, et dixit mari: Tace, obmutesce. Et cessavit ventus: et facta est tranquillitas magna
Si destò, minacciò il vento e disse al mare: Taci, calmati! Il vento cessò e ci fu grande bonaccia

v. 41
καί ἐφοβήθησαν φόβον μέγαν, καί ἔλεγον πρός ἀλλήλους, τίς ἄρα οὖτός ἐστιν ὅτι καί ὁ ἄνεμος (ànemos) καί ἡ θάλασσα ὑπακούει αὐτῶ;
Et timuerunt timore magno, et dicebant ad alterutrum: Quis, putas, est iste, quia et ventus et mare obediunt ei?

ἄνεμος (ànemos) il vento, l’aria in movimento, inspiegabile, improvviso, inquietante:

  • Marco 6,48
    κα ἰδών αὐτος βασανιζομένους ἐν τῷ ἐλαύνειν, ἦν γρ ὁ ἄνεμος (ànemos) ἐναντίος αὐτοῖς, περ τετάρτην φυλακήν τῆς νυκτς ἔρχεται πρς αὐτος περιπατῶν ἐπ τῆς θαλάσσης· κα ἤθελεν παρελθεῖν αὐτούς
    Vedendoli però affaticati nel remare, perché avevano il vento contrario, sul finire della notte egli andò verso di loro, camminando sul mare, e voleva oltrepassarli
  • Marco 6,51
    κα ἀνέβη πρς αὐτος εἰς τ πλοῖον, κα ἐκόπασεν ὁ ἄνεμος. κα λίαν ἐκ περισσοῦ ἐν ἑαυτοῖς ἐξίσταντο
    E salì sulla barca con loro e il vento cessò. E dentro di sé erano fortemente meravigliati
  • Marco 13,27
    κα τότε ἀποστελεῖ τος ἀγγέλους κα ἐπισυνάξει τος ἐκλεκτος ἐκ τῶν τεσσάρων ἀνέμων (anémon) ἀπ’ ἄκρου γῆς ἕως ἄκρου οὐρανοῦ
    Egli manderà gli angeli e radunerà i suoi eletti dai quattro venti, dall’estremità della terra fino all’estremità del cielo

v. 38
καί αὐτός ἦν ἐν τῇ πρύμνῃ ἐπί τό προσκεφάλαιον καθεύδων· καί ἐγείρουσιν αὐτόν καί λέγουσιν αὐτῶ, διδάσκαλε, οὐ μέλει σοι ὅτι ἀπολλύμεθα (apollùmetha);
Et erat ipse in puppi super cervical dormiens: et excitant eum, et dicunt illi: Magister, non ad te pertinet, quia perimus?
Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero: Maestro, non t’importa che siamo perduti?

ἀπόλλυμι (apòllumi) distruggere, togliere di mezzo; non è solo morire, è proprio essere persi, rovinati:

  • Marco 2,22
    κα οὐδες βάλλει οἶνον νέον εἰς ἀσκος παλαιούς· εἰ δ μή, ῥήξει ὁ οἶνος τος ἀσκούς, κα ὁ οἶνος ἀπόλλυται (apòllutai) κα οἱ ἀσκοί. ἀλλ οἶνον νέον εἰς ἀσκος καινούς
    E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti il vino spaccherà gli otri, e si perdono vino e otri. Ma vino nuovo in otri nuovi
  • Marco 8,35
    ὃς γρ ἐν θέλῃ τν ψυχν αὐτοῦ σῶσαι ἀπολέσει (apolései) αὐτήν· ὃς δ’ ἂν ἀπολέσει (apolései) τν ψυχν αὐτοῦ ἕνεκεν ἐμοῦ κα τοῦ εὐαγγελίου σώσει αὐτήν
    Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo, la salverà
  • Marco 12,9
    τί ποιήσει ὁ κύριος τοῦ ἀμπελῶνος; ἐλεύσεται κα ἀπολέσει (apolései) τος γεωργούς, κα δώσει τν ἀμπελῶνα ἄλλοις
    Che cosa farà dunque il padrone della vigna? Verrà e farà morire i contadini e darà la vigna ad altri

Barca piena d’acqua e tempesta di vento: la fine è davvero vicina?
Nessuno grida, sembra regnare lo sconforto più che la disperazione: Signore, non ti importa la nostra distruzione? Il dissolvimento delle nostre comunità, della nostra Chiesa…?
Non avete ancora fede…? Vivete ancora nella paura?
Sì Signore, viviamo sempre nella paura…
Chiamaci ancora ad andare dall’altra parte, invitaci sempre a riprendere il largo, e ficcaci in testa che “se il seme cresce anche durante il sonno del contadino, la presenza divina resta anche se Gesù dorme” (Stefania Monti)

μικρότερον πάντων

Gli spaccapietre – Georges Seurat

Domenica 13 giugno 2021

Marco 4,26-34
26Diceva: «Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; 27dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. 28Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; 29e quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché è arrivata la mietitura».
30Diceva: «A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? 31È come un granello di senape che, quando viene seminato sul terreno, è il più piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; 32ma, quando viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte le piante dell’orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra».
33Con molte parabole dello stesso genere annunciava loro la Parola, come potevano intendere. 34Senza parabole non parlava loro ma, in privato, ai suoi discepoli spiegava ogni cosa

Chiunque abbia mai piantato qualcosa in terra sa che due sono gli ingredienti indispensabili per la crescita: il tempo e la pazienza
La dinamica della produzione e del raccolto implica cura, dedizione, ascolto, osservazione; serve tempo, da dedicare, e pazienza, per aspettare
Il germoglio nasce nell’apparente immobilismo di una pianta che all’improvviso germoglia e si apre alla novità, alla vita nuova e antica
Qualunque seme, anche un seme piccolo, anche il più piccolo di tutti

v. 27
κα καθεύδῃ κα ἐγείρηται νύκτα κα ἡμέραν, κα ὁ σπόρος βλαστᾷ (blastà) κα μηκύνηται ὡς οὐκ οἶδεν αὐτός
Et dormiat, et exsurgat nocte et die, et semen germinet, et increscat dum nescit ille
Dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa

βλαστάνω (blastàno), da βλαστός (blastòs) germoglio, germogliare, mettere nuove foglie e quindi crescere e produrre:

  • Matteo 13,26
    ὅτε δ ἐβλάστησεν (eblàstesen) ὁ χόρτος κα καρπν ἐποίησεν, τότε ἐφάνη κα τ ζιζάνια
    Quando poi lo stelo crebbe e fece frutto, spuntò anche la zizzania
  • Giacomo 5,18
    κα πάλιν προσηύξατο, κα ὁ οὐρανς ὑετν ἔδωκεν κα ἡ γῆ ἐβλάστησεν (eblàstesen) τν καρπν αὐτῆς
    Poi pregò di nuovo e il cielo diede la pioggia e la terra produsse il suo frutto

v. 29
ὅταν δ παραδοῖ ὁ καρπός, εὐθς ἀποστέλλει τ δρέπανον, ὅτι παρέστηκεν ὁ θερισμός (therismòs)
Et cum produxerit fructus, statim mittit falcem, quoniam adsit messis
E quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché è arrivata la mietitura

θερισμός (therismòs) raccolta, mietitura:

  • Matteo 13,30
    ἄφετε συναυξάνεσθαι ἀμφότερα μέχρι τοῦ θερισμοῦ (therismù)· κα ἐν καιρῷ τοῦ θερισμοῦ (therismù) ἐρῶ τοῖς θερισταῖς (theristàis)· Συλλέξατε πρῶτον τ ζιζάνια κα δήσατε αὐτ εἰς δέσμας πρς τ κατακαῦσαι αὐτά, τν δ σῖτον συναγάγετε εἰς τν ἀποθήκην μου
    Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; il grano invece riponételo nel mio granaio
  • Luca 10,2
    ἔλεγεν δ πρς αὐτούς· Ὁ μν θερισμς (therismòs) πολύς, οἱ δ ἐργάται ὀλίγοι· δεήθητε οὖν τοῦ κυρίου τοῦ θερισμοῦ (therismù) ὅπως ἐργάτας ἐκβάλῃ εἰς τν θερισμν (therismòn) αὐτοῦ
    Diceva loro: La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe
  • Giovanni 4,35
    οὐχ ὑμεῖς λέγετε ὅτι Ἔτι τετράμηνός ἐστιν κα ὁ θερισμς (therismòs) ἔρχεται; ἰδο λέγω ὑμῖν, ἐπάρατε τος ὀφθαλμος ὑμῶν κα θεάσασθε τς χώρας ὅτι λευκαί εἰσιν πρς θερισμόν (therismòn)
    Voi non dite forse: Ancora quattro mesi e poi viene la mietitura? Ecco, io vi dico: alzate i vostri occhi e guardate i campi che già biondeggiano per la mietitura

v. 32
καί ὅταν σπαρῇ, ἀναβαίνει καί γίνεται μεῖζον πάντων τῶν λαχάνων καί ποιεῖ κλάδους (klàdus) μεγάλους, ὥστε δύνασθαι ὑπ τήν σκιάν αὐτοῦ τά πετεινά τοῦ οὐρανοῦ κατασκηνοῦν
et cum seminatum fuerit, ascendit, et fit majus omnibus oleribus, et facit ramos magnos, ita ut possint sub umbra ejus aves cæli habitare
Ma, quando viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte le piante dell’orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra

κλάδος (klàdos) il ramo, spesso inteso come posterità rispetto alle radici:

  • Marco 13,28
    Ἀπ δ τῆς συκῆς μάθετε τν παραβολήν· ὅταν ἤδη ὁ κλάδος (klàdos) αὐτῆς ἁπαλς γένηται κα ἐκφύῃ τ φύλλα, γινώσκετε ὅτι ἐγγς τ θέρος ἐστίν
    Dalla pianta di fico imparate la parabola: quando ormai il suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie, sapete che l’estate è vicina
  • Matteo 21,8
    ὁ δ πλεῖστος ὄχλος ἔστρωσαν ἑαυτῶν τ ἱμάτια ἐν τῇ ὁδῷ, ἄλλοι δ ἔκοπτον κλάδους (klàdus) ἀπ τῶν δένδρων κα ἐστρώννυον ἐν τῇ ὁδῷ
    La folla, numerosissima, stese i propri mantelli sulla strada, mentre altri tagliavano rami dagli alberi e li stendevano sulla strada
  • Romani 11,16
    εἰ δ ἡ ἀπαρχ ἁγία, κα τ φύραμα· κα εἰ ἡ ῥίζα ἁγία, κα οἱ κλάδοι (klàdoi)
    Se le primizie sono sante, lo sarà anche l’impasto; se è santa la radice, lo saranno anche i rami

Che bello sentirsi rami!
Lontani dalle radici ma fortemente ancorati alla pianta, distesi per poter prendere più luce possibile, ripieni di germogli, frutti, foglie
Che gioia scoprirsi rami!
Robusti ma flessibili, intricati ma sempre attaccati al tronco
Che voglia di sentirsi rami!
Ripieni di linfa per portare vita, saldamente agganciati all’origine ma protesi all’esterno, ad accarezzare il vento, a regalare ombra
Che bisogno di essere rami!
Nostalgia da semi, sogno da germogli; tempo e pazienza, cura e crescita, terra e regno

τοῦτό ἐστιν τὸ σῶμά μου

Composition 31 – Sonia Delaunay

Domenica 6 giugno 2021 – Corpo e Sangue di Cristo

Mc 14,12-16.22-26
12Il primo giorno degli Azzimi, quando si immolava la Pasqua, i suoi discepoli gli dissero: «Dove vuoi che andiamo a preparare, perché tu possa mangiare la Pasqua?». 13Allora mandò due dei suoi discepoli, dicendo loro: «Andate in città e vi verrà incontro un uomo con una brocca d’acqua; seguitelo. 14Là dove entrerà, dite al padrone di casa: «Il Maestro dice: Dov’è la mia stanza, in cui io possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli?». 15Egli vi mostrerà al piano superiore una grande sala, arredata e già pronta; lì preparate la cena per noi». 16I discepoli andarono e, entrati in città, trovarono come aveva detto loro e prepararono la Pasqua.

22E, mentre mangiavano, prese il pane e recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: «Prendete, questo è il mio corpo». 23Poi prese un calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. 24E disse loro: «Questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti. 25In verità io vi dico che non berrò mai più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo, nel regno di Dio»

Mi sono sempre piaciute le indicazioni di Gesù per trovare il luogo dove preparare la Pasqua: un misto di magico e mistero, sorpresa e conferma
Incontrerete un uomo, basta seguirlo; chiedete e vi mostreranno, è già tutto pronto, basta fidarsi
Vanno a trovano proprio così come aveva detto
Ma il bello doveva ancora venire…

v. 22
καί ἐσθιόντων αὐτῶν λαβών ἄρτον εὐλογήσας (euloghésas) ἔκλασεν (éklasen) καί ἔδωκεν αὐτοῖς καί εἶπεν, λάβετε, τοῦτό ἐστιν τό σῶμά μου
Et manducantibus illis, accepit Jesus panem: et benedicens fregit, et dedit eis, et ait: Sumite, hoc est corpus meum
E, mentre mangiavano, prese il pane e recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: Prendete, questo è il mio corpo

εὐλογέω (euloghéo) da εὖ e λόγος, benedire e chiedere la benedizione per qualcuno, per qualcosa:

  • Marco 6,41
    καί λαβών τος πέντε ἄρτους καί τος δύο ἰχθύας ἀναβλέψας εἰς τν οὐρανν εὐλόγησεν (eulòghesen) καί κατέκλασεν (katéklasen) τος ἄρτους καί ἐδίδου τοῖς μαθηταῖς αὐτοῦ ἵνα παρατιθῶσιν αὐτοῖς, καί τος δύο ἰχθύας ἐμέρισεν πᾶσιν
    Prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li dava ai suoi discepoli perché li distribuissero a loro; e divise i due pesci fra tutti
  • Marco 8,7
    καί εἶχον ἰχθύδια ὀλίγα· καί εὐλογήσας (euloghésas) αὐτά εἶπεν καί ταῦτα παρατιθέναι
    Avevano anche pochi pesciolini; recitò la benedizione su di essi e fece distribuire anche quelli
  • Marco 11,9
    καί οἱ προάγοντες καί οἱ ἀκολουθοῦντες ἔκραζον· Ὡσαννά· Εὐλογημένος (eulogheménos) ὁ ἐρχόμενος ἐν ὀνόματι κυρίου
    Quelli che precedevano e quelli che seguivano, gridavano: Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore

κλάω (klào) rompere, spezzare, un verbo raro, Marco lo usa solo per il pane:

  • Marco 8,6
    καί παραγγέλλει τῷ ὄχλῳ ἀναπεσεῖν ἐπί τῆς γῆς· καί λαβών τος ἑπτ ἄρτους εὐχαριστήσας (eukaristésas) ἔκλασεν (éklasen) καί ἐδίδου τοῖς μαθηταῖς αὐτοῦ ἵνα παρατιθῶσιν καί παρέθηκαν τῷ ὄχλῳ
    Ordinò alla folla di sedersi per terra. Prese i sette pani, rese grazie, li spezzò e li dava ai suoi discepoli perché li distribuissero; ed essi li distribuirono alla folla
  • Marco 8,19
    ὅτε τος πέντε ἄρτους ἔκλασα (éklasa) εἰς τος πεντακισχιλίους, πόσους κοφίνους κλασμάτων πλήρεις ἤρατε; λέγουσιν αὐτῷ· Δώδεκα
    Quando ho spezzato i cinque pani per i cinquemila, quante ceste colme di pezzi avete portato via? Gli dissero: Dodici

v. 23
καί λαβών ποτήριον εὐχαριστήσας (eukaristésas) ἔδωκεν αὐτοῖς, καί ἔπιον ἐξ αὐτοῦ πάντες
Et accepto calice, gratias agens dedit eis: et biberunt ex illo omnes
Poi prese un calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti

εὐχαριστέω (eukaristéo) essere grati, riconoscenti, e quindi ringraziare; non scontato che la nostra eucaristia faccia riferimento già nel nome al sentimento di gratitudine e ringraziamento che provano (o dovrebbero provare) i partecipanti:

  • Marco 8,6
    καί παραγγέλλει τῷ ὄχλῳ ἀναπεσεῖν ἐπί τῆς γῆς· καί λαβών τος ἑπτ ἄρτους εὐχαριστήσας (eukaristésas) ἔκλασεν (éklasen) καί ἐδίδου τοῖς μαθηταῖς αὐτοῦ ἵνα παρατιθῶσιν καί παρέθηκαν τῷ ὄχλῳ
    Ordinò alla folla di sedersi per terra. Prese i sette pani, rese grazie, li spezzò e li dava ai suoi discepoli perché li distribuissero; ed essi li distribuirono alla folla

Benedice, rende grazie e spezza
Benedice, rende grazie e spezza
Benedice, rende grazie e spezza
La moltiplicazione dei pani, dei corpi, degli affamati, degli sfamati
Questo è il suo corpo, questi siamo noi
Incontro di persone, relazione da coltivare: inaudito cadere nell’abitudine, impossibile rimanere spettatori

Dubitaverunt

Statue di sale – Natalia Goncharova

Domenica 30 maggio 2021 – Trinità

Matteo 28,16-20
16Gli undici discepoli, intanto, andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato. 17Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. 18Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. 19Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, 20insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo»

Gesù lo aveva detto alle donne: annunciate ai miei fratelli di andare in Galilea, ci incontreremo lì.
E loro vanno, titubanti, impauriti, insicuri.
E appena lo vedono… dubitano!
Che serenità ci donano i discepoli! Vedono Gesù e dubitano, non sanno che fare, che dire, cosa decidere, a cosa credere…

v. 17
κα ἰδόντες αὐτν προσεκύνησαν, οἱ δέ ἐδίστασαν (edìstasan)
Et videntes eum adoraverunt: quidam autem dubitaverunt
Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono

διστάζω (distàzo) dubitare, da δίς (dis) due volte; verbo usato solo da Matteo e solo due volte:

  • Matteo 14,31
    εὐθέως δέ ὁ Ἰησοῦς ἐκτείνας τήν χεῖρα ἐπελάβετο αὐτοῦ κα λέγει αὐτῷ· Ὀλιγόπιστε, εἰς τί ἐδίστασας (edìstasas);
    E subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: Uomo di poca fede, perché hai dubitato?

v. 18
κα προσελθών ὁ ἰησοῦς ἐλάλησεν αὐτοῖς λέγων, ἐδόθη μοι πᾶσα ἐξουσία (exusìa) ἐν οὐρανῶ καί ἐπί [τῆς] γῆς
Et accedens Jesus locutus est eis, dicens: Data est mihi omnis potestas in cælo et in terra
Gesù si avvicinò e disse loro: A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra

ἐξουσία (exusìa) potere di scelta, libertà di fare come piace:

  • Matteo 7,29
    ἦν γρ διδάσκων αὐτος ὡς ἐξουσίαν (exusìan) ἔχων κα οὐχ ὡς οἱ γραμματεῖς αὐτῶν
    Egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come i loro scribi
  • Matteo 9,6
    ἵνα δ εἰδῆτε ὅτι ἐξουσίαν (exusìan) ἔχει ὁ υἱς τοῦ ἀνθρώπου ἐπ τῆς γῆς ἀφιέναι ἁμαρτίας- τότε λέγει τῷ παραλυτικῷ· Ἐγερθες ἆρόν σου τήν κλίνην κα ὕπαγε εἰς τν οἶκόν σου
    Ma, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere sulla terra di perdonare i peccati: Àlzati – disse allora al paralitico -, prendi il tuo letto e va’ a casa tua
  • Matteo 21,23
    Κα ἐλθόντος αὐτοῦ εἰς τ ἱερν προσῆλθον αὐτῷ διδάσκοντι οἱ ἀρχιερεῖς κα οἱ πρεσβύτεροι τοῦ λαοῦ λέγοντες· Ἐν ποίᾳ ἐξουσίᾳ (exusìa) ταῦτα ποιεῖς; κα τίς σοι ἔδωκεν τήν ἐξουσίαν (exusìan) ταύτην;
    Entrò nel tempio e, mentre insegnava, gli si avvicinarono i capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo e dissero: Con quale autorità fai queste cose? E chi ti ha dato questa autorità?

v. 20
διδάσκοντες αὐτος τηρεῖν πάντα ὅσα ἐνετειλάμην ὑμῖν· καί ἰδο ἐγώ μεθ᾽ ὑμῶν εἰμι πάσας τάς ἡμέρας ἕως τῆς συντελείας (synteléias) τοῦ αἰῶνος
Docentes eos servare omnia quæcumque mandavi vobis: et ecce ego vobiscum sum omnibus diebus, usque ad consummationem sæculi
Insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo

συντέλεια (syntéleia) completamento, compimento, da συντελέω (sunteleo) finire insieme:

  • Matteo 13,40
    ὥσπερ οὖν συλλέγεται τ ζιζάνια κα πυρ καίεται, οὕτως ἔσται ἐν τῇ συντελείᾳ (synteléia) τοῦ αἰῶνος
    Come dunque si raccoglie la zizzania e la si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo
  • Matteo 13,49
    οὕτως ἔσται ἐν τῇ συντελείᾳ (synteléia) τοῦ αἰῶνος· ἐξελεύσονται οἱ ἄγγελοι κα ἀφοριοῦσιν τος πονηρος ἐκ μέσου τῶν δικαίων
    Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni
  • Matteo 24,3
    Καθημένου δ αὐτοῦ ἐπ τοῦ Ὄρους τῶν Ἐλαιῶν προσῆλθον αὐτῷ οἱ μαθητα κατ’ ἰδίαν λέγοντες· Εἰπν ἡμῖν πότε ταῦτα ἔσται, κα τί τ σημεῖον τῆς σῆς παρουσίας κα συντελείας (synteléias) τοῦ αἰῶνος
    Al monte degli Ulivi poi, sedutosi, i discepoli gli si avvicinarono e, in disparte, gli dissero: Di’ a noi quando accadranno queste cose e quale sarà il segno della tua venuta e della fine del mondo

La soluzione che propone Gesù ai dubitanti è quasi banale: a me è stato dato ogni potere in cielo e in terra, sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo, beh che aspettate? Andate!
Signore, ci manca il coraggio, ci manca la forza, ci manca lo sguardo, ci manca l’equipaggiamento, ci manca la convinzione… resta con noi Signore, rimani con noi tutti i giorni, fino alla fine del mondo

τὸ πνεῦμα τῆς ἀληθείας

Untitled – Amadeo Cardoso

Domenica 23 maggio 2021 – Pentecoste

Giovanni 15,26-27; 16,12-15
26Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; 27e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio.

12Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. 13Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. 14Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. 15Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà

Arriva il παράκλητος (paràkletos), il convocato, il chiamato accanto, l’ad-vocatum; lo spirito che è relazione procede dal padre e dà testimonianza del figlio.
Dopo la “solitudine” dell’ascensione, la partenza e l’assenza del figlio, ci viene regalato uno spirito che ci riporta direttamente tutto ciò che ha udito, che ci guida alla verità, che ci testimonia affinché anche noi testimoniamo.
Non semplice districarsi in questa danza trinitaria, dove tutto è relazione, dove i soggetti si intrecciano in un tripudio di cose ascoltate, annunciate e da annunciare

v. 26
ὅταν ἔλθῃ ὁ παράκλητος (paràkletos) ὃν ἐγώ πέμψω ὑμῖν παρά τοῦ πατρός, τό πνεῦμα τῆς ἀληθείας ὃ παρά τοῦ πατρός ἐκπορεύεται, ἐκεῖνος μαρτυρήσει (martyrései) περί ἐμοῦ
Cum autem venerit Paraclitus, quem ego mittam vobis a Patre, Spiritum veritatis, qui a Patre procedit, ille testimonium perhibebit de me
Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me

v. 27
καί ὑμεῖς δέ μαρτυρεῖτε (martyréite), ὅτι ἀπ᾽ ἀρχῆς μετ᾽ ἐμοῦ ἐστε
et vos testimonium perhibebitis, quia ab initio mecum estis
e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio

μαρτυρέω (martyréo) dare testimonianza, affermare di aver visto, aver ascoltato qualcosa; verbo fondamentale per Giovanni che lo utilizza più di trenta volte:

  • Giovanni 1,7
    οὗτος ἦλθεν εἰς μαρτυρίαν (martyrìan), ἵνα μαρτυρήσῃ (martyrése) περ τοῦ φωτός, ἵνα πάντες πιστεύσωσιν δι’ αὐτοῦ
    Egli venne come testimone per dare testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui
  • Giovanni 4,39
    Ἐκ δ τῆς πόλεως ἐκείνης πολλο ἐπίστευσαν εἰς αὐτν τῶν Σαμαριτῶν δι τν λόγον τῆς γυναικς μαρτυρούσης (martyrùses) ὅτι Εἶπέν μοι πάντα ἃ ἐποίησα
    Molti Samaritani di quella città credettero in lui per la parola della donna, che testimoniava: Mi ha detto tutto quello che ho fatto
  • Giovanni 5,36
    ἐγώ δ ἔχω τν μαρτυρίαν (martyrìan) μείζω τοῦ Ἰωάννου, τ γρ ἔργα ἃ δέδωκέν μοι ὁ πατρ ἵνα τελειώσω αὐτά, αὐτ τ ἔργα ἃ ποιῶ, μαρτυρεῖ (martyréi) περ ἐμοῦ ὅτι ὁ πατήρ με ἀπέσταλκεν
    Io però ho una testimonianza superiore a quella di Giovanni: le opere che il Padre mi ha dato da compiere, quelle stesse opere che io sto facendo, testimoniano di me che il Padre mi ha mandato

v. 12
ἔτι πολλά ἔχω ὑμῖν λέγειν, ἀλλ᾽ οὐ δύνασθε βαστάζειν (bastàzein) ἄρτι
Adhuc multa habeo vobis dicere, sed non potestis portare modo
Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso

βαστάζω (bastàzo) portare, sostenere, da cui il bastone che serve per sorreggersi:

  • Giovanni 19,17
    κα βαστάζων (bastàzon) αὑτῷ τν σταυρν ἐξῆλθεν εἰς τν λεγόμενον Κρανίου Τόπον, ὃ λέγεται Ἑβραϊστ Γολγοθα
    Ed egli, portando la croce, si avviò verso il luogo detto del Cranio, in ebraico Gòlgota
  • Giovanni 20,15
    λέγει αὐτῇ Ἰησοῦς· Γύναι, τί κλαίεις; τίνα ζητεῖς; ἐκείνη δοκοῦσα ὅτι ὁ κηπουρός ἐστιν λέγει αὐτῷ· Κύριε, εἰ σ ἐβάστασας (ebàstasas) αὐτόν, εἰπέ μοι ποῦ ἔθηκας αὐτόν, κἀγώ αὐτν ἀρῶ
    Le disse Gesù: Donna, perché piangi? Chi cerchi?. Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove l’hai posto e io andrò a prenderlo
  • Matteo 20,12
    λέγοντες· Οὗτοι οἱ ἔσχατοι μίαν ὥραν ἐποίησαν, κα ἴσους αὐτος ἡμῖν ἐποίησας τοῖς βαστάσασι (bastàsasi) τ βάρος τῆς ἡμέρας κα τν καύσωνα
    Dicendo: Questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo

v. 13
ὅταν δέ ἔλθῃ ἐκεῖνος, τό πνεῦμα τῆς ἀληθείας, ὁδηγήσει (odeghései) ὑμᾶς ἐν τῇ ἀληθείᾳ πάσῃ· οὐ γάρ λαλήσει ἀφ᾽ ἑαυτοῦ, ἀλλ᾽ ὅσα ἀκούσει λαλήσει, καί τά ἐρχόμενα ἀναγγελεῖ ὑμῖν
Cum autem venerit ille Spiritus veritatis, docebit vos omnem veritatem: non enim loquetur a semetipso, sed quæcumque audiet loquetur, et quæ ventura sunt annuntiabit vobis
Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future

ὁδηγέω (odeghéo) condurre, guidare, da ὁδός (hodos) via, cammino (il syn-odo è il cammino fatto insieme):

  • Matteo 15,14
    ἄφετε αὐτούς· τυφλοί εἰσιν ὁδηγοί (odegòi) τυφλῶν· τυφλς δ τυφλν ἐν ὁδηγῇ (odeghé), ἀμφότεροι εἰς βόθυνον πεσοῦνται
    Lasciateli stare! Sono ciechi e guide di ciechi. E quando un cieco guida un altro cieco, tutti e due cadranno in un fosso
  • Atti 8,31
    ὁ δ εἶπεν· Πῶς γρ ἂν δυναίμην ἐν μή τις ὁδηγήσει (odeghései) με; παρεκάλεσέν τε τν Φίλιππον ἀναβάντα καθίσαι σν αὐτῷ
    Egli rispose: E come potrei capire, se nessuno mi guida? E invitò Filippo a salire e a sedere accanto a lui

Il παράκλητος (paràkletos) è un participio passivo, è “chiamato accanto” solo se davvero qualcuno lo chiama.
La relazione si instaura solo se cercata.
Veniamo guidati alla verità solo se in cammino.
Veniamo sorretti solo se vacillanti ma in piedi.
L’annuncio ha bisogno di orecchie e cuori aperti, la testimonianza necessita di bocche spalancate e mani in movimento

εἰς τὸν οὐρανὸν

Sorrowful Landscape – André Derain

Domenica 16 maggio 2021 – Ascensione del Signore

Marco 16, 15-20
15E disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. 16Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. 17Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, 18prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno».
19Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio. 20Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano

Siamo alla fine del vangelo di Marco, anzi, siamo più che alla fine: alcuni testi più antichi si fermavano al versetto 8, con le donne ammutolite dalla paura davanti al sepolcro scoperchiato e all’annuncio della risurrezione.
Poi una mano posteriore ha aggiunto l’elenco delle apparizioni e la missione dei dodici: andate e proclamate, nel vostro cammino sarete accompagnati da segni incredibili

v. 15 καί εἶπεν αὐτοῖς, πορευθέντες εἰς τόν κόσμον ἅπαντα κηρύξατε (keryxate) τό εὐαγγέλιον πάσῃ τῇ κτίσει
Et dixit eis: Euntes in mundum universum prædicate Evangelium omni creaturæ
E disse loro: Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura

κηρύσσω (kerysso) proclamare apertamente, pubblicamente, come un araldo; deriva da κήρυγμα (kérygma) che è proprio il succo, il nocciolo della predicazione:

  • Marco 1,38
    καί λέγει αὐτοῖς· Ἄγωμεν ἀλλαχοῦ εἰς τς ἐχομένας κωμοπόλεις, ἵνα καί ἐκεῖ κηρύξω (keryxo), εἰς τοῦτο γρ ἐξῆλθον
    Egli disse loro: Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto
  • Marco 3,14
    καί ἐποίησεν δώδεκα, ἵνα ὦσιν μετ’ αὐτοῦ καί ἵνα ἀποστέλλῃ αὐτος κηρύσσειν (keryssein) καί ἔχειν ἐξουσίαν ἐκβάλλειν τ δαιμόνια
    Ne costituì Dodici – che chiamò apostoli -, perché stessero con lui e per mandarli a predicare con il potere di scacciare i demòni
  • Marco 7,36
    καί διεστείλατο αὐτοῖς ἵνα μηδενί λέγωσιν· ὅσον δ αὐτοῖς διεστέλλετο, αὐτοί μᾶλλον περισσότερον ἐκήρυσσον
    E comandò loro di non dirlo a nessuno. Ma più egli lo proibiva, più essi lo proclamavano

v. 19 ὁ μν οὗν κύριος ἰησοῦς μετά τό λαλῆσαι αὐτοῖς ἀνελήμφθη εἰς τόν οὐρανόν καί ἐκάθισεν (ekàthisen) ἐκ δεξιῶν τοῦ θεοῦ
Et Dominus quidem Jesus postquam locutus est eis, assumptus est in cælum, et sedet a dextris Dei
Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio

καθίζω (kathìzo) sedersi, ma anche fermarsi, prendere dimora:

  • Marco 9,35
    κα καθίσας (kathìsas) ἐφώνησεν τούς δώδεκα κα λέγει αὐτοῖς· Εἴ τις θέλει πρῶτος εἶναι ἔσται πάντων ἔσχατος κα πάντων διάκονος
    Sedutosi, chiamò i Dodici e disse loro: Se uno vuole essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servitore di tutti
  • Marco 10,37
    οἱ δ εἶπαν αὐτῷ· Δός ἡμῖν ἵνα εἷς σου ἐκ δεξιῶν κα εἷς ἐξ ἀριστερῶν καθίσωμεν (kathìsomen) ἐν τῇ δόξῃ σου
    Gli risposero: Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra
  • Marco 14,32
    Κα ἔρχονται εἰς χωρίον οὗ τ ὄνομα Γεθσημανί, κα λέγει τοῖς μαθηταῖς αὐτοῦ· Καθίσατε (kathìsate) ὧδε ἕως προσεύξωμαι
    Giunsero a un podere chiamato Getsèmani ed egli disse ai suoi discepoli: Sedetevi qui, mentre io prego

v. 20 ἐκεῖνοι δ ἐξελθόντες ἐκήρυξαν (ekéryxan) πανταχοῦ, τοῦ κυρίου συνεργοῦντος (sunergùntos) κα τόν λόγον βεβαιοῦντος (bebaiùntos) διά τῶν ἐπακολουθούντων σημείων
Illi autem profecti prædicaverunt ubique, Domino cooperante, et sermonem confirmante, sequentibus signis
Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la parola con i segni che la accompagnavano

συνεργέω (synerghéo) e βεβαιόω (bebaiòo), il Signore lavora insieme (syn-ergo, da cui sinergia) e conferma, rende stabile, sicuro, affidabile:

  • 2 Corinzi 6,1
    Συνεργοῦντες (synergùntes) δ κα παρακαλοῦμεν μ εἰς κενόν τν χάριν τοῦ θεοῦ δέξασθαι ὑμᾶς
    Poiché siamo suoi collaboratori, vi esortiamo a non accogliere invano la grazia di Dio
  • 1 Corinzi 1,8
    ὃς κα βεβαιώσει (bebaiòsei) ὑμᾶς ἕως τέλους ἀνεγκλήτους ἐν τῇ ἡμέρᾳ τοῦ κυρίου ἡμῶν Ἰησοῦ Χριστοῦ
    Egli vi confermerà sino alla fine, irreprensibili nel giorno del Signore nostro Gesù Cristo
  • Colossesi 2,7
    ἐρριζωμένοι κα ἐποικοδομούμενοι ἐν αὐτῷ κα βεβαιούμενοι (bebaiùmenoi) τῇ πίστει καθς ἐδιδάχθητε, περισσεύοντες ἐν εὐχαριστίᾳ
    Radicati e costruiti su di lui, confermati nella fede come vi è stato insegnato, sovrabbondando nel rendimento di grazie

Gesù sale al cielo e si siede, si mette comodo; nuovo settimo giorno di un Dio che ha rinnovato la sua creazione, la sua creatura.
Adesso anche l’uomo può operare miracoli, può lasciare segni, perché il Signore agisce insieme a noi e ci conferma con la sua parola.
Cooperazione trinitaria di inaudita potenza, se solo sapessimo fidarci e affidarci…
Chi ci separerà dunque dall’amore di Cristo? (Romani 8,35)

ἀγάπη

Architecture with Stars II – Lyonel Feininger

Domenica 9 maggio 2021 – Sesta di Pasqua

Giovanni 15, 9-17
 9Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. 10Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. 11Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.
12Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. 13Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. 14Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. 15Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi. 
16Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. 17Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri

Rimanere nell’amore, μένειν (ménein), implica un’azione, una decisione; non è fissità, staticità, non è come stare: “E’ bello per noi stare qui, facciamo tre tende…” (Marco 9,5)
Rimanere è tornare, ritornare, ri-volgersi ogni volta

v. 9 καθώς ἠγάπησέν (egàpesen) με ὁ πατήρ, κἀγώ ὑμᾶς ἠγάπησα (egàpesa)· μείνατε ἐν τῇ ἀγάπῃ (agàpe) τῇ ἐμῇ
Sicut dilexit me Pater, et ego dilexi vos. Manete in dilectione mea
Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore

v. 10 άν τάς ἐντολάς μου τηρήσητε, μενεῖτε ἐν τῇ ἀγάπῃ (agàpe) μου, καθώς ἐγώ τάς ἐντολάς τοῦ πατρός μου τετήρηκα καί μένω αὐτοῦ ἐν τῇ ἀγάπῃ (agàpe)
Si præcepta mea servaveritis, manebitis in dilectione mea, sicut et ego Patris mei præcepta servavi, et maneo in ejus dilectione
Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore

v. 13 μείζονα ταύτης ἀγάπην (agàpen) οὐδείς ἔχει, ἵνα τις τήν ψυχήν αὐτοῦ θῇ ὑπέρ τῶν φίλων αὐτοῦ
Majorem hac dilectionem nemo habet, ut animam suam ponat qui pro amicis suis
Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici

ἀγάπη (agàpe) amore fraterno, benevolenza, amore disinteressato; compare ben 116 volte nel nuovo testamento ma solo 8 nei vangeli, è una delle parole chiave di Paolo e delle altre lettere:

  • Giovanni 13,35
    ἐν τούτῳ γνώσονται πάντες ὅτι ἐμο μαθηταί ἐστε, ἐν ἀγάπην (agàpen) ἔχητε ἐν ἀλλήλοις (allélois)
    Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri
  • 1 Giovanni 2,15
    ὃς δ’ ἂν τηρῇ αὐτοῦ τν λόγον, ἀληθῶς ἐν τούτῳ ἡ ἀγάπη (agàpe) τοῦ θεοῦ τετελείωται. ἐν τούτῳ γινώσκομεν ὅτι ἐν αὐτῷ ἐσμεν
    Chi invece osserva la sua parola, in lui l’amore di Dio è veramente perfetto. Da questo conosciamo di essere in lui
  • 1 Giovanni 3,1
    ἴδετε ποταπν ἀγάπην (agàpen) δέδωκεν ἡμῖν ὁ πατρ ἵνα τέκνα θεοῦ κληθῶμεν, κα ἐσμέν. δι τοῦτο ὁ κόσμος οὐ γινώσκει ἡμᾶς ὅτι οὐκ ἔγνω αὐτόν
    Vedete quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente! Per questo il mondo non ci conosce: perché non ha conosciuto lui

v. 12 αὕτη ἐστίν ἡ ἐντολή ἡ ἐμή, ἵνα ἀγαπᾶτε (agapàte) ἀλλήλους (allélus) καθώς ἠγάπησα (egàpesa) ὑμᾶς
Hoc est præceptum meum, ut diligatis invicem, sicut dilexi vos
Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi

v. 17 ταῦτα ἐντέλλομαι ὑμῖν, ἵνα ἀγαπᾶτε (agapàte) ἀλλήλους (allélus)
Hæc mando vobis: ut diligatis invicem
Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri

ἀλλήλων (allélon) plurale raddoppiato di ἄλλος (allos) l’altro, per cui allélon è l’un l’altro, reciprocamente, a vicenda; non c’è un attivo e un passivo, ma una reciprocità di azione:

  • Giovanni 13,14
    εἰ οὖν ἐγ ἔνιψα ὑμῶν τος πόδας ὁ κύριος κα ὁ διδάσκαλος, κα ὑμεῖς ὀφείλετε ἀλλήλων (allélon) νίπτειν τος πόδας
    Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri
  • Giovanni 13,34
    ἐντολν καινν δίδωμι ὑμῖν ἵνα ἀγαπᾶτε (agapàte) ἀλλήλους (allélus), καθώς ἠγάπησα (egàpesa) ὑμᾶς ἵνα κα ὑμεῖς ἀγαπᾶτε (agapàte) ἀλλήλους (allélus)
    Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri
  • 1 Giovanni 4,7
    Ἀγαπητοί, ἀγαπῶμεν (agapòmen) ἀλλήλους (allélus), ὅτι ἡ ἀγάπη (agàpe) ἐκ τοῦ θεοῦ ἐστιν, κα πᾶς ὁ ἀγαπῶν (agapòn) ἐκ τοῦ θεοῦ γεγέννηται κα γινώσκει τν θεόν
    Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, perché l’amore è da Dio: chiunque ama è stato generato da Dio e conosce Dio

v. 15 οὐκέτι λέγω ὑμᾶς δούλους, ὅτι ὁ δοῦλος οὐκ οἶδεν τί ποιεῖ αὐτοῦ ὁ κύριος· ὑμᾶς δέ εἴρηκα φίλους, ὅτι πάντα ἃ ἤκουσα παρά τοῦ πατρός μου ἐγνώρισα (egnòrisa) ὑμῖν
Jam non dicam vos servos: quia servus nescit quid faciat dominus ejus. Vos autem dixi amicos: quia omnia quæcumque audivi a Patre meo, nota feci vobis
Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi

γνωρίζω (gnorìzo) da γινώσκω (ginòsko), far conoscere, rendere noto, manifesto:

  • Giovanni 17,26
    κα ἐγνώρισα (egnòrisa) αὐτοῖς τ ὄνομά σου κα γνωρίσω (gnorìso), ἵνα ἡ ἀγάπη (agàpe) ἣν ἠγάπησάς (egàpesas) με ἐν αὐτοῖς ᾖ κἀγώ ἐν αὐτοῖς
    E io ho fatto conoscere loro il tuo nome e lo farò conoscere, perché l’amore con il quale mi hai amato sia in essi e io in loro
  • Luca 2,15
    Κα ἐγένετο ὡς ἀπῆλθον ἀπ’ αὐτῶν εἰς τν οὐρανν οἱ ἄγγελοι, οἱ ποιμένες ἐλάλουν πρς ἀλλήλους· Διέλθωμεν δ ἕως Βηθλέεμ κα ἴδωμεν τ ῥῆμα τοῦτο τ γεγονς ὃ ὁ κύριος ἐγνώρισεν (egnòrisen) ἡμῖν
    Appena gli angeli si furono allontanati da loro, verso il cielo, i pastori dicevano l’un l’altro: Andiamo dunque fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere
  • Atti 2,28
    ἐγνρισάς (egnòrisas) μοι ὁδος ζωῆς, πληρώσεις με εὐφροσύνης μετ τοῦ προσώπου σου
    Mi hai fatto conoscere le vie della vita, mi colmerai di gioia con la tua presenza

Gesù ci chiama amici perché ci ha fatto conoscere tutto quello che ha udito dal Padre.
E la sua gioia è entrata in noi, e la sua gioia è piena, letteralmente è riempita completamente, come quella “buona misura, pigiata, scossa e traboccante vi sarà versata nel grembo” (Luca 6,38)
Facciamo spazio a questa gioia traboccante; da questo straripamento nasce il comandamento nuovo: amarsi l’un l’altro è condividere i frutti, frutti che rimangono

καρπὸν φέρειν

Mele verdi – Paul Cezanne

Domenica 2 maggio – Quinta di Pasqua

Giovanni 15, 1-8
1 «Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore. 2Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. 3Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato. 4Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. 5Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. 6Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano. 7Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. 8In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli

αἴρω (àiro) e καθ-αίρω (kata-àiro), tagliare e potare, gettare via e purificare, niente frutti e molti frutti.
E’ tutto un problema di profondità del taglio: se troppo butti via tutto, se troppo poco non avrai frutti.
Va tagliato ma tagliato giusto: quanto dobbiamo togliere? quanto dobbiamo tagliare? quanto dobbiamo purificare?

v. 1 ἐγώ εἰμι ἡ ἄμπελος ἡ ἀληθινή (alethiné), καί ὁ πατήρ μου ὁ γεωργός ἐστιν
Ego sum vitis vera, et pater meus agricola est
Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore

ἀληθινός (alethinòs) vero, opposto a ciò che è fittizio, falsificato,immaginario:

  • Giovanni 1,9
    ἦν τ φῶς τ ἀληθινν (alethinòn) ὃ φωτίζει πάντα ἄνθρωπον ἐρχόμενον εἰς τν κόσμον
    Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo
  • Giovanni 6,32
    εἶπεν οὖν αὐτοῖς ὁ Ἰησοῦς· Ἀμήν ἀμήν λέγω ὑμῖν, οὐ Μωϋσῆς δέδωκεν ὑμῖν τν ἄρτον ἐκ τοῦ οὐρανοῦ, ἀλλ’ ὁ πατήρ μου δίδωσιν ὑμῖν τν ἄρτον ἐκ τοῦ οὐρανοῦ τν ἀληθινόν (alethinòn)
    Rispose loro Gesù: In verità, in verità io vi dico: non è Mosè che vi ha dato il pane dal cielo, ma è il Padre mio che vi dà il pane dal cielo, quello vero
  • Giovanni 19,35
    κα ὁ ἑωρακώς μεμαρτύρηκεν, κα ἀληθινή (alethiné) αὐτοῦ ἐστιν ἡ μαρτυρία, κα ἐκεῖνος οἶδεν ὅτι ἀληθῆ (alethé) λέγει, ἵνα κα ὑμεῖς πιστεύητε
    Chi ha visto ne dà testimonianza e la sua testimonianza è vera; egli sa che dice il vero, perché anche voi crediate

v. 2 πᾶν κλῆμα ἐν ἐμοί μή φέρον καρπόν, αἴρει (àirei) αὐτό, καί πᾶν τό καρπόν (karpòn) φέρον καθαίρει αὐτό ἵνα καρπόν πλείονα φέρῃ
Omnem palmitem in me non ferentem fructum, tollet eum, et omnem qui fert fructum, purgabit eum, ut fructum plus afferat
Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto

αἴρω (àiro) portare via, togliere, rimuovere:

  • Giovanni 1,29
    Τῇ ἐπαύριον βλέπει τν Ἰησοῦν ἐρχόμενον πρς αὐτόν, κα λέγει· Ἴδε ὁ ἀμνς τοῦ θεοῦ ὁ αἴρων (àiron) τν ἁμαρτίαν τοῦ κόσμου
    Il giorno dopo, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo
  • Giovanni 17,15
    οὐκ ἐρωτῶ ἵνα ἄρῃς (àres) αὐτος ἐκ τοῦ κόσμου ἀλλ’ ἵνα τηρήσῃς αὐτος ἐκ τοῦ πονηροῦ
    Non prego che tu li tolga dal mondo, ma che tu li custodisca dal maligno
  • Giovanni 20,13
    κα λέγουσιν αὐτῇ ἐκεῖνοι· Γύναι, τί κλαίεις; λέγει αὐτοῖς ὅτι Ἦραν (èran) τν κύριόν μου, κα οὐκ οἶδα ποῦ ἔθηκαν αὐτόν
    Ed essi le dissero: Donna, perché piangi? Rispose loro: Hanno portato via il mio Signore e non so dove l’hanno posto

v. 4 μείνατε ἐν ἐμοί, κἀγώ ἐν ὑμῖν. καθώς τό κλῆμα οὐ δύναται καρπόν (karpòn) φέρειν ἀφ᾽ ἑαυτοῦ ἐάν μή μένῃ ἐν τῇ ἀμπέλῳ, οὕτως οὐδέ ὑμεῖς ἐάν μή ἐν ἐμοί μένητε
Manete in me, et ego in vobis. Sicut palmes non potest fere fructum a semetipso, nisi manserit in vite, sic nec vos, nisi in me manseritis
Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me

v. 5 ἐγώ εἰμι ἡ ἄμπελος, ὑμεῖς τά κλήματα. ὁ μένων ἐν ἐμοί κἀγώ ἐν αὐτῶ οὖτος φέρει καρπόν (karpòn) πολύν, ὅτι χωρίς ἐμοῦ οὐ δύνασθε ποιεῖν οὐδέν
Ego sum vitis, vos palmites: qui manet in me, et ego in eo, hic fert fructum multum, quia sine me nihil potestis facere
Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla

v. 8 ἐν τούτῳ ἐδοξάσθη ὁ πατήρ μου, ἵνα καρπόν (karpòn) πολύν φέρητε καί γένησθε ἐμοί μαθηταί
In hoc clarificatus est Pater meus, ut fructum plurimum afferatis, et efficiamini mei discipuli
In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli

καρπός (karpòs) frutto, la parola deriva da ἁρπάζω (arpàzo) che significa afferrare, strappare; il frutto è ciò che si afferra, che si porta via:

  • Giovanni 4,36
    ὁ θερίζων μισθν λαμβάνει κα συνάγει καρπν (karpòn) εἰς ζων αἰώνιον, ἵνα ὁ σπείρων ὁμοῦ χαίρῃ κα ὁ θερίζων
    Chi miete riceve il salario e raccoglie frutto per la vita eterna, perché chi semina gioisca insieme a chi miete
  • Giovanni 12,24
    ἀμν ἀμν λέγω ὑμῖν, ἐν μ ὁ κόκκος τοῦ σίτου πεσν εἰς τν γῆν ἀποθάνῃ, αὐτς μόνος μένει· ἐν δ ἀποθάνῃ, πολν καρπν (karpòn) φέρει
    In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto
  • Giovanni 15,16
    οὐχ ὑμεῖς με ἐξελέξασθε, ἀλλ’ ἐγ ἐξελεξάμην ὑμᾶς, κα ἔθηκα ὑμᾶς ἵνα ὑμεῖς ὑπάγητε κα καρπν (karpòn) φέρητε κα ὁ καρπς (karpòs) ὑμῶν μένῃ, ἵνα ὅ τι ἂν αἰτήσητε τν πατέρα ἐν τῷ ὀνόματί μου δῷ ὑμῖν
    Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda

Portare frutto: mani ricolme di frutti, mani che portano, che consegnano frutti.
E mani che tagliano, che saggiano il legno, che cercano il punto e poi tagliano.
L’immagine di una chiesa che fruttifica, che taglia e fruttifica, in continuazione: eterno rimanere in lui, parole feconde in noi

μία ποίμνη, εἷς ποιμήν

Les Châtaigniers à Munot, effet de soleil – Francis Picabia

Domenica 25 aprile 2021 – Quarta di Pasqua

Giovanni 10, 11-18
11Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. 12Il mercenario – che non è pastore e al quale le pecore non appartengono – vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; 13perché è un mercenario e non gli importa delle pecore.
14Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, 15così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. 16E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore. 17Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. 18Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio»

Gesù è il pastore bello (καλός kalòs), e il bello sta proprio nel fatto che dona la vita per le sue pecore semplicemente perché le conosce.
Il padre, il pastore, le pecore: una triangolazione di conoscenza, di intimità, di dono, di offerta; da cui viene escluso il mercenario perché non gli importa, non è preoccupato delle pecore, non ha pensieri per loro

v. 11 ἐγώ εἰμι ὁ ποιμήν ὁ καλός· ὁ ποιμήν ὁ καλός τήν ψυχήν αὐτοῦ τίθησιν (tìthesin) ὑπέρ τῶν προβάτων
Ego sum pastor bonus. Bonus pastor animam suam dat pro ovibus suis
Io sono il buon pastore. Il buon pastore la propria vita per le pecore

v. 17 διά τοῦτό με ὁ πατήρ ἀγαπᾷ ὅτι ἐγώ τίθημι (tìthemi) τήν ψυχήν μου, ἵνα πάλιν λάβω αὐτήν
Propterea me diligit Pater: quia ego pono animam meam, ut iterum sumam eam
Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo

τίθημι (tìthemi) dare, porre, mettere ma anche mettere in gioco:

  • Giovanni 13,37
    λέγει αὐτῷ ὁ Πέτρος· Κύριε, διά τί οὐ δύναμαί σοι ἀκολουθῆσαι ἄρτι; τν ψυχήν μου ὑπρ σοῦ θήσω (théso)
    Pietro disse: Signore, perché non posso seguirti ora? Darò la mia vita per te!
  • Giovanni 15,13
    μείζονα ταύτης ἀγάπην οὐδες ἔχει, ἵνα τις τν ψυχν αὐτοῦ θῇ (thé) ὑπρ τῶν φίλων αὐτοῦ
    Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici
  • Giovanni 20,13
    κα λέγουσιν αὐτῇ ἐκενοι· Γύναι, τί κλαίεις; λέγει αὐτοῖς ὅτι Ἦραν τν κύριόν μου, κα οὐκ οἶδα ποῦ ἔθηκαν (éthekan) αὐτόν
    Ed essi le dissero: Donna, perché piangi?. Rispose loro: Hanno portato via il mio Signore e non so dove l’hanno posto

v. 14 ἐγώ εἰμι ὁ ποιμήν ὁ καλός, καί γινώσκω (ghinòsko) τά ἐμά καί γινώσκουσί με τά ἐμά
Ego sum pastor bonus: et cognosco meas, et cognoscunt me meæ
Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me

v. 15 καθώς γινώσκει (ghinòskei) με ὁ πατήρ κἀγώ γινώσκω (ghinòsko) τόν πατέρα· καί τήν ψυχήν μου τίθημι (tìthemi) ὑπέρ τῶν προβάτων
Sicut novit me Pater, et ego agnosco Patrem: et animam meam pono pro ovibus meis
Così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore

γινώσκω (ghinòsko) il verbo della conoscenza, della comprensione; quella conoscenza che si impara, che si apprende, che si ri-conosce:

  • Giovanni 1,10
    Ἐν τῷ κόσμῳ ἦν, κα ὁ κόσμος δι’ αὐτοῦ ἐγένετο, κα ὁ κόσμος αὐτν οὐκ ἔγνω (éghno)
    Era nel mondo e il mondo è stato fatto per mezzo di lui; eppure il mondo non lo ha riconosciuto
  • Giovanni 17,25
    Πάτερ δίκαιε, κα ὁ κόσμος σε οὐκ ἔγνω (éghno), ἐγώ δέ σε ἔγνων (éghnon), κα οὗτοι ἔγνωσαν (éghnosan) ὅτι σύ με ἀπέστειλας
    Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto, e questi hanno conosciuto che tu mi hai mandato
  • Giovanni 21,17
    λέγει αὐτῷ τ τρίτον· Σίμων Ἰωάννου, φιλεῖς με; ἐλυπήθη ὁ Πέτρος ὅτι εἶπεν αὐτῷ τ τρίτον· Φιλεῖς με; κα εἶπεν αὐτῷ· Κύριε, πάντα σ οἶδας, σ γινώσκεις (ghinòskeis) ὅτι φιλῶ σε. λέγει αὐτῷ ὁ Ἰησοῦς· Βόσκε τ πρόβατά μου
    Gli disse per la terza volta: Simone, figlio di Giovanni, mi vuoi bene?. Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli domandasse: Mi vuoi bene?, e gli disse: Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene. Gli rispose Gesù: Pasci le mie pecore

v. 18 οὐδείς αἴρει αὐτήν ἀπ᾽ ἐμοῦ, ἀλλ᾽ ἐγώ τίθημι (tìthemi) αὐτήν ἀπ᾽ ἐμαυτοῦ. ἐξουσίαν (exusìan) ἔχω θεῖναι (théinai) αὐτήν, καί ἐξουσίαν (exusìan) ἔχω πάλιν λαβεῖν αὐτήν· ταύτην τήν ἐντολήν ἔλαβον παρά τοῦ πατρός μου
Nemo tollit eam a me: sed ego pono eam a meipso, et potestatem habeo ponendi eam, et potestatem habeo iterum sumendi eam. Hoc mandatum accepi a Patre meo
Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio

ἐξουσία (exusìa) parola composta da ἐκ + εἰμί (ek + eimì) nel senso di è legale, e quindi è permesso, è nelle mie possibilità di scelta, è in mio potere:

  • Giovanni 1,12
    ὅσοι δ ἔλαβον αὐτόν, ἔδωκεν αὐτοῖς ἐξουσίαν (exusìan) τέκνα θεοῦ γενέσθαι, τοῖς πιστεύουσιν εἰς τ ὄνομα αὐτοῦ
    A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome
  • Giovanni 5,27
    κα ἐξουσίαν (exusìan) ἔδωκεν αὐτῷ κρίσιν ποιεῖν, ὅτι υἱς ἀνθρώπου ἐστίν
    E gli ha dato il potere di giudicare, perché è Figlio dell’uomo
  • Giovanni 19,11
    ἀπεκρίθη αὐτῷ Ἰησοῦς· Οὐκ εἶχες ἐξουσίαν (exusìan) κατ’ ἐμοῦ οὐδεμίαν εἰ μή ἦν δεδομένον σοι ἄνωθεν· διά τοῦτο ὁ παραδούς μέ σοι μείζονα ἁμαρτίαν ἔχει
    Gli rispose Gesù: Tu non avresti alcun potere su di me, se ciò non ti fosse stato dato dall’alto. Per questo chi mi ha consegnato a te ha un peccato più grande

Il mio Dio ha pensieri per ogni singola pecora del gregge, le difende dal lupo, non le lascia sole: dona loro un pastore, un pastore bello.
E le pecore, ascoltando la parola del pastore, diventano un solo gregge: un solo pastore, un solo gregge.
Le pecore, ascoltando la parola del pastore, conoscono le altre pecore, ri-conoscono le altre pecore

ἐγώ εἰμι αὐτός

Seebüll – Emil Nolde

Domenica 18 aprile 2021 – Terza di Pasqua

Luca 24, 35-48
35Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.
36Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». 37Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. 38Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? 39Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho». 40Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. 41Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». 42Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; 43egli lo prese e lo mangiò davanti a loro.
44Poi disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». 45Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture 46e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, 47e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. 48Di questo voi siete testimoni

Ecco sono io: Gesù arriva, porta doni, mostra segni.
Ma i suoi sono turbati, pieni di dubbi, di paure.
E allora l’unica è ripartire da dove si erano lasciati: mangiare insieme.
Avete qualcosa da mangiare?
Signore, cosa vuoi che abbiamo, del pesce… siamo pescatori, non ti ricordi?
Certo che mi ricordo, speravo proprio che vi fosse rimasto del pesce, avevo proprio voglia di un po’ di pesce arrostito; lo mangerò qui davanti a voi, come una volta, come pochi giorni fa

v. 36 ταῦτα δέ αὐτῶν λαλούντων αὐτς ἔστη ἐν μέσῳ (en méso) αὐτῶν κα λέγει αὐτοῖς, εἰρήνη ὑμῖν
Dum autem hæc loquuntur, stetit Jesus in medio eorum, et dicit eis: Pax vobis
Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: Pace a voi

ἐν μέσῳ (en méso) in mezzo, in mezzo allo spazio, in mezzo al tempo, in mezzo alle persone, in mezzo a noi:

  • Luca 2,46
    κα ἐγένετο μετ ἡμέρας τρεῖς εὗρον αὐτν ἐν τῷ ἱερῷ καθεζόμενον ἐν μέσῳ (en méso) τῶν διδασκάλων κα ἀκούοντα αὐτῶν κα ἐπερωτῶντα αὐτούς
    Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava
  • Luca 6,8
    αὐτς δ ᾔδει τος διαλογισμος (dialoghismùs) αὐτῶν, εἶπεν δ τῷ ἀνδρ τῷ ξηρν ἔχοντι τήν χεῖρα· Ἔγειρε κα στῆθι εἰς τ μέσον (eis tò méson)· κα ἀναστς ἔστη
    Ma Gesù conosceva i loro pensieri e disse all’uomo che aveva la mano paralizzata: Àlzati e mettiti qui in mezzo. Si alzò e si mise in mezzo
  • Luca 22,27
    τίς γρ μείζων, ὁ ἀνακείμενος ἢ ὁ διακονῶν; οὐχ ὁ ἀνακείμενος; ἐγώ δ ἐν μέσῳ (en méso) ὑμῶν εἰμι ὡς ὁ διακονῶν
    Infatti chi è più grande, chi sta a tavola o chi serve? Non è forse colui che sta a tavola? Eppure io sto in mezzo a voi come colui che serve

v. 38 καί εἶπεν αὐτοῖς, τί τεταραγμένοι ἐστέ, καί διά τί διαλογισμοί (dialoghismòi) ἀναβαίνουσιν ἐν τῇ καρδίᾳ ὑμῶν;
Et dixit eis: Quid turbati estis, et cogitationes ascendunt in corda vestra?
Ma egli disse loro: Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? 

διαλογισμός (dialoghismòs) da διά + λόγος (dià-lògos) i pensieri, i ragionamenti che girano nella testa dell’uomo e che generano dubbi, fanno nascere discussioni:

  • Luca 2,35
    κα σοῦ δέ αὐτῆς τήν ψυχήν διελεύσεται ῥομφαία, ὅπως ἂν ἀποκαλυφθῶσιν ἐκ πολλῶν καρδιῶν διαλογισμοί (dialoghismòi)
    E anche a te una spada trafiggerà l’anima, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori
  • Luca 5,22
    ἐπιγνος δέ ὁ Ἰησοῦς τος διαλογισμος (dialoghismùs) αὐτῶν ἀποκριθες εἶπεν πρός αὐτούς· Τί διαλογίζεσθε (dialoghìzesthe) ἐν ταῖς καρδίαις ὑμῶν;
    Ma Gesù, conosciuti i loro ragionamenti, rispose: Perché pensate così nel vostro cuore? 
  • Luca 9,46-47
    Εἰσῆλθεν δέ διαλογισμός (dialoghismòs) ἐν αὐτοῖς, τό τίς ἂν εἴη μείζων αὐτῶν. ὁ δέ Ἰησοῦς εἰδώς τόν διαλογισμόν (dialoghismòs) τῆς καρδίας αὐτῶν ἐπιλαβόμενος παιδίον ἔστησεν αὐτό παρ’ ἑαυτῷ
    Nacque poi una discussione tra loro, chi di loro fosse più grande. Allora Gesù, conoscendo il pensiero del loro cuore, prese un bambino, se lo mise vicino

v. 45 τότε διήνοιξεν (diévoixen) αὐτῶν τόν νοῦν τοῦ συνιέναι τάς γραφάς
Tunc aperuit illis sensum ut intelligerent scripturas
Allora aprì loro la mente per comprendere le scritture

διανοίγω (dianòigo) aprire, spalancare, dividere in due parti; il primogenito è il figlio che per primo “apre” l’utero:

  • Luca 2,23
    καθώς γέγραπται ἐν νόμῳ κυρίου ὅτι Πᾶν ἄρσεν διανοῖγον (dianòigon) μήτραν ἅγιον τῷ κυρίῳ κληθήσεται
    Come è scritto nella legge del Signore: Ogni maschio primogenito (che apre l’utero) sarà sacro al Signore
  • Luca 24,31
    αὐτῶν δ διηνοίχθησαν (dienòikthesan) οἱ ὀφθαλμο κα ἐπέγνωσαν αὐτόν· κα αὐτς ἄφαντος ἐγένετο ἀπ’ αὐτῶν
    Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista
  • Luca 24,32
    κα εἶπαν πρός ἀλλήλους· Οὐχ ἡ καρδία ἡμῶν καιομένη ἦν ἐν ἡμῖν ὡς ἐλάλει ἡμῖν ἐν τῇ ὁδῷ, ὡς διήνοιγεν (diénoighen) ἡμῖν τς γραφάς;
    Ed essi dissero l’un l’altro: Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?

Si chiamano “ripetizioni”: quando un insegnante prova ad aprire la testa degli studenti più ostici per infilarci qualche nozione sperando che attecchisca…
Gesù propone delle ripetizioni, rispiega tutto da capo, risemina la parola, ma questa volta da risorto, questa volta sappiamo già come è finita, questa volta il cuore non può indurirsi, non può rallentare.
Gesù apri la nostra mente,
semina parole germoglianti,
spiegaci ancora una volta la conversione e il perdono:
ancora questa volta,
ancora come ieri,
ancora per sempre!