Giovanni 20, 19-31 19La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». 20Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. 21Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». 22Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. 23A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati». 24Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. 25Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo». 26Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». 27Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». 28Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». 29Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!». 30Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. 31Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.
Porte chiuse, occhi chiusi, cuori chiusi: non c’è spazio per la speranza, non c’è spiraglio di luce, non c’è possibilità di entrare. Ma Gesù non aspetta: è la sera di quello stesso giorno, vuole incontrare di nuovo i suoi amici che sono chiusi nel loro dolore, nel loro senso di colpa, nel loro mal-essere. E Gesù si presenta con un regalo grande: pace a voi! Non un augurio, ma un dono di ben-essere, di stare bene, con lui, tra noi. Il soffio scuote le porte, sbreccia i muri, asciuga gli occhi, rigenera i cuori: la resurrezione riattiva la vita!
v. 19 Οὔσης οὖν ὀψίας τῇ ἡμέρᾳ ἐκείνῃ τῇ μιᾷ σαββάτων, καί τῶν θυρῶν κεκλεισμένων (tòn thyròn kekleisménon) ὅπου ἦσαν οἱ μαθηταί διά τόν φόβον τῶν Ἰουδαίων, ἦλθεν ὁ Ἰησοῦς καί ἔστη εἰς τό μέσον, καί λέγει αὐτοῖς· Εἰρήνη ὑμῖν Cum ergo sero esset die illo, una sabbatorum, et fores essent clausæ, ubi erant discipuli congregati propter metum Judæorum: venit Jesus, et stetit in medio, et dixit eis: Pax vobis La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: Pace a voi!
v. 26 Καί μεθ’ ἡμέρας ὀκτώ πάλιν ἦσαν ἔσω οἱ μαθηταί αὐτοῦ καί Θωμᾶς μετ’ αὐτῶν. ἔρχεται ὁ Ἰησοῦς τῶν θυρῶν κεκλεισμένων (tòn thyròn kekleisménon), καί ἔστη εἰς τό μέσον καί εἶπεν· Εἰρήνη ὑμῖν Et post dies octo, iterum erant discipuli ejus intus, et Thomas cum eis. Venit Jesus januis clausis, et stetit in medio, et dixit: Pax vobis Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: Pace a voi!
κλείω (kléio) da cui il latino clàudere e quindi chiudere, chiave (clàvis), clausura:
Matteo 6,6 σύ δέ ὅταν προσεύχῃ, εἴσελθε εἰς τό ταμεῖόν σου καί κλείσας τήν θύραν (kléisas ten thyran) σου πρόσευξαι τῷ πατρί σου τῷ ἐν τῷ κρυπτῷ· καί ὁ πατήρ σου ὁ βλέπων ἐν τῷ κρυπτῷ ἀποδώσει σοι Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà
Luca 11,7 κἀκεῖνος ἔσωθεν ἀποκριθείς εἴπῃ· Μή μοι κόπους πάρεχε· ἤδη ἡ θύρα κέκλεισται (thyra kékleistai), καί τά παιδία μου μετ’ ἐμοῦ εἰς τήν κοίτην εἰσίν· οὐ δύναμαι ἀναστάς δοῦναί σοι E se quello dall’interno gli risponde: Non m’importunare, la porta è già chiusa, io e i miei bambini siamo a letto, non posso alzarmi per darti i pani
Apocalisse 21,25 καί οἱ πυλῶνες αὐτῆς οὐ μή κλεισθῶσιν (kleisthòsin) ἡμέρας, νύξ γάρ οὐκ ἔσται ἐκεῖ Le sue porte non si chiuderanno mai durante il giorno, perché non vi sarà più notte
v. 21 εἶπεν οὗν αὐτοῖς [ὁ ἰησοῦς] πάλιν, εἰρήνη ὑμῖν· καθώς ἀπέσταλκέν (apèstalken) με ὁ πατήρ, κἀγώ πέμπω (pémpo) ὑμᾶς Dixit ergo eis iterum: Pax vobis. Sicut misit me Pater, et ego mitto vos Gesù disse loro di nuovo: Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi
ἀποστέλλω (apostéllo) e πέμπω (pémpo), i due verbi si alternano in tutto il vangelo di Giovanni, spesso danzando nella stessa frase o in versetti consecutivi:
Giovanni 4,34 λέγει αὐτοῖς ὁ Ἰησοῦς· Ἐμόν βρῶμά ἐστιν ἵνα ποιήσω τό θέλημα τοῦ πέμψαντός (pémpsantos) με καί τελειώσω αὐτοῦ τό ἔργον Gesù disse loro: Il mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e compiere la sua opera
Giovanni 4,38 ἐγώ ἀπέστειλα (apésteila) ὑμᾶς θερίζειν ὃ οὐχ ὑμεῖς κεκοπιάκατε· ἄλλοι κεκοπιάκασιν, καί ὑμεῖς εἰς τόν κόπον αὐτῶν εἰσεληλύθατε Io vi ho mandati a mietere ciò per cui non avete faticato; altri hanno faticato e voi siete subentrati nella loro fatica
Giovanni 5,37 καί ὁ πέμψας (pémpsas) με πατήρ ἐκεῖνος μεμαρτύρηκεν περί ἐμοῦ. οὔτε φωνήν αὐτοῦ πώποτε ἀκηκόατε οὔτε εἶδος αὐτοῦ ἑωράκατε E anche il Padre, che mi ha mandato, ha dato testimonianza di me. Ma voi non avete mai ascoltato la sua voce né avete mai visto il suo volto
Giovanni 5,38 καί τόν λόγον αὐτοῦ οὐκ ἔχετε ἐν ὑμῖν μένοντα, ὅτι ὃν ἀπέστειλεν (apésteilen) ἐκεῖνος τούτῳ ὑμεῖς οὐ πιστεύετε E la sua parola non rimane in voi; infatti non credete a colui che egli ha mandato
v. 22 καί τοῦτο εἰπών ἐνεφύσησεν (enephysesen) καί λέγει αὐτοῖς· Λάβετε πνεῦμα ἅγιον Hæc cum dixisset, insufflavit, et dixit eis: Accipite Spiritum Sanctum Detto questo, soffiò e disse loro: Ricevete lo Spirito Santo
ἐμφυσάω (emphysào) in tutta la Bibbia il verbo compare solo due volte: nella Genesi quando Dio soffia la vita dentro l’uomo e alla fine del vangelo di Giovanni, quando Gesù soffia lo spirito vitale sui suoi amici
Genesi 2,7 καί ἔπλασεν ὁ θεός τόν ἄνθρωπον χοῦν ἀπό τῆς γῆς καί ἐνεφύσησεν (enephysesen) εἰς τό πρόσωπον αὐτοῦ πνοήν ζωῆς καὶ ἐγένετο ὁ ἄνθρωπος εἰς ψυχήν ζῶσαν Allora il Signore Dio plasmò l’uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l’uomo divenne un essere vivente
Gesù non è l’unico a tornare dopo una settimana: torna anche Tommaso. Non era scontato… Poteva andarsene, qualcuno l’aveva fatto, invece ritorna; dove andremo Signore? dove possiamo andare se non tornare qui? E qui ti incontriamo, sempre stupiti, sempre increduli, sempre balbuzienti: mio Signore e mio Dio. E’ già qualcosa, è già tutto!
Marco 16,1-7 1Passato il sabato, Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo e Salome comprarono oli aromatici per andare a ungerlo. 2Di buon mattino, il primo giorno della settimana, vennero al sepolcro al levare del sole. 3Dicevano tra loro: «Chi ci farà rotolare via la pietra dall’ingresso del sepolcro?». 4Alzando lo sguardo, osservarono che la pietra era già stata fatta rotolare, benché fosse molto grande. 5Entrate nel sepolcro, videro un giovane, seduto sulla destra, vestito d’una veste bianca, ed ebbero paura. 6Ma egli disse loro: «Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui. Ecco il luogo dove l’avevano posto. 7Ma andate, dite ai suoi discepoli e a Pietro: «Egli vi precede in Galilea. Là lo vedrete, come vi ha detto»
Questa notte dura poco, le donne si alzano presto, all’alba, di buon mattino. Gesù è morto, ma le donne si alzano e escono lo stesso: c’è sempre qualcosa da fare! Non sanno come faranno a spostare la pietra: un ostacolo razionalmente insormontabile, che avrebbe fatto desistere chiunque, non le donne. Loro vanno, di buon mattino, con tutto l’occorrente: sono donne, qualcosa combineranno…
v. 2 καί λίαν πρωΐ (pròi) τῇ μιᾷ τῶν σαββάτων ἔρχονται ἐπί τό μνημεῖον ἀνατείλαντος τοῦ ἡλίου Et valde mane una sabbatorum, veniunt ad monumentum, orto jam sole Di buon mattino, il primo giorno della settimana, vennero al sepolcro al levare del sole
πρωΐ (pròi) di mattina, presto; da προ (pro) prima:
Marco 1,35 Καί πρωΐ(pròi) ἔννυχα λίαν ἀναστάς ἐξῆλθεν καί ἀπῆλθεν εἰς ἔρημον τόπον κἀκεῖ προσηύχετο Al mattino presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava
Marco 13,35 γρηγορεῖτε οὖν, οὐκ οἴδατε γάρ πότε ὁ κύριος τῆς οἰκίας ἔρχεται, ἢ ὀψέ ἢ μεσονύκτιον ἢ ἀλεκτοροφωνίας ἢ πρωΐ (pròi) Vegliate dunque: voi non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino
Giovanni 20,1 Τῇ δέ μιᾷ τῶν σαββάτων Μαρία ἡ Μαγδαληνή ἔρχεται πρωΐ(pròi) σκοτίας ἔτι οὔσης εἰς τό μνημεῖον, καί βλέπει τόν λίθον ἠρμένον ἐκ τοῦ μνημείου Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro
v. 5 καί εἰσελθοῦσαι εἰς τό μνημεῖον εἶδον νεανίσκον καθήμενον ἐν τοῖς δεξιοῖς περιβεβλημένον στολήν λευκήν, καί ἐξεθαμβήθησαν (exethambéthesan) Et introëuntes in monumentum viderunt juvenem sedentem in dextris, coopertum stola candida, et obstupuerunt Entrate nel sepolcro, videro un giovane, seduto sulla destra, vestito d’una veste bianca, ed ebbero paura
v. 6 ὁ δέ λέγει αὐταῖς· Μή ἐκθαμβεῖσθε (ekthambéisthe)· Ἰησοῦν ζητεῖτε τόν Ναζαρηνόν τόν ἐσταυρωμένον· ἠγέρθη, οὐκ ἔστιν ὧδε· ἴδε ὁ τόπος ὅπου ἔθηκαν αὐτόν Qui dicit illis: Nolite expavescere: Jesum quæritis Nazarenum, crucifixum: surrexit, non est hic, ecce locus ubi posuerunt eum Ma egli disse loro: Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui. Ecco il luogo dove l’avevano posto.
ἐκθαμβέομαι (ekthambéomai) verbo usato solo da Marco, significa spaventarsi al punto da rimanere immobili, pietrificati:
Marco 9,15 καί εὐθύς πᾶς ὁ ὄχλος ἰδόντες αὐτόν ἐξεθαμβήθησαν (exethambéthesan), καί προστρέχοντες ἠσπάζοντο αὐτόν E subito tutta la folla, al vederlo, fu presa da meraviglia e corse a salutarlo
Marco 14,33 καί παραλαμβάνει τόν Πέτρον καί Ἰάκωβον καί Ἰωάννην μετ’ αὐτοῦ, καί ἤρξατο ἐκθαμβεῖσθαι (ekthambéisthai) καί ἀδημονεῖν Prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e cominciò a sentire paura e angoscia
v. 7 ἀλλά ὑπάγετε εἴπατε τοῖς μαθηταῖς αὐτοῦ καί τῷ Πέτρῳ ὅτι Προάγει (proàghei) ὑμᾶς εἰς τήν Γαλιλαίαν· ἐκεῖ αὐτόν ὄψεσθε, καθώς εἶπεν ὑμῖν Sed ite, dicite discipulis ejus, et Petro, quia præcedit vos in Galilæam: ibi eum videbitis, sicut dixit vobis Ma andate, dite ai suoi discepoli e a Pietro: Egli vi precede in Galilea. Là lo vedrete, come vi ha detto
προάγω (proàgo) precedere, essere davanti nello spazio e nel tempo; nel vangelo di Marco è ciò che fa il maestro con i propri discepoli:
Marco 10,32 Ἦσαν δέ ἐν τῇ ὁδῷ ἀναβαίνοντες εἰς Ἱεροσόλυμα, καί ἦν προάγων (proàgon) αὐτούς ὁ Ἰησοῦς, καί ἐθαμβοῦντο, οἱ δέ ἀκολουθοῦντες ἐφοβοῦντο Mentre erano sulla strada per salire a Gerusalemme, Gesù camminava davanti a loro ed essi erano sgomenti; coloro che lo seguivano erano impauriti
Marco 14,28 ἀλλά μετά τό ἐγερθῆναί με προάξω (proàxo) ὑμᾶς εἰς τήν Γαλιλαίαν Ma, dopo che sarò risorto, vi precederò in Galilea
Matteo 2,9 οἱ δέ ἀκούσαντες τοῦ βασιλέως ἐπορεύθησαν, καί ἰδού ὁ ἀστήρ ὃν εἶδον ἐν τῇ ἀνατολῇ προῆγεν (proèghen) αὐτούς, ἕως ἐλθών ἐστάθη ἐπάνω οὗ ἦν τό παιδίον Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino
Non è qui, è risorto! Donne, andate a dirlo agli uomini, ditelo anche a Pietro: vi precede in Galilea. Ve l’aveva anche detto: “Dopo che sarò risorto, vi precederò in Galilea” (Mc 14,28) Ma è difficile fidarsi, è difficile credere che Gesù ci aspetta proprio lì dove è iniziata la nostra storia con lui: bisogna ripartire da lì. L’aveva detto anche a Nicodemo: “Se uno non rinasce dall’alto, non può vedere il regno di Dio” (Gv 3,3). Davvero “la destra del Signore si è alzata, la destra del Signore ha fatto meraviglie. Non morirò, ma resterò in vita e annuncerò le opere del Signore” (Salmo 117). “Celebriamo dunque la festa con azzimi di sincerità e di verità” (1 Cor 5)
Marco 14,1-15,47 1 Mancavano due giorni alla Pasqua e agli Azzimi, e i capi dei sacerdoti e gli scribi cercavano il modo di catturarlo con un inganno per farlo morire. 2Dicevano infatti: «Non durante la festa, perché non vi sia una rivolta del popolo». 3Gesù si trovava a Betània, nella casa di Simone il lebbroso. Mentre era a tavola, giunse una donna che aveva un vaso di alabastro, pieno di profumo di puro nardo, di grande valore. Ella ruppe il vaso di alabastro e versò il profumo sul suo capo. 4Ci furono alcuni, fra loro, che si indignarono: «Perché questo spreco di profumo? 5Si poteva venderlo per più di trecento denari e darli ai poveri!». Ed erano infuriati contro di lei. 6Allora Gesù disse: «Lasciatela stare; perché la infastidite? Ha compiuto un’azione buona verso di me. 7I poveri infatti li avete sempre con voi e potete far loro del bene quando volete, ma non sempre avete me. 8Ella ha fatto ciò che era in suo potere, ha unto in anticipo il mio corpo per la sepoltura. 9In verità io vi dico: dovunque sarà proclamato il Vangelo, per il mondo intero, in ricordo di lei si dirà anche quello che ha fatto». 10Allora Giuda Iscariota, uno dei Dodici, si recò dai capi dei sacerdoti per consegnare loro Gesù. 11Quelli, all’udirlo, si rallegrarono e promisero di dargli del denaro. Ed egli cercava come consegnarlo al momento opportuno. 12Il primo giorno degli Azzimi, quando si immolava la Pasqua, i suoi discepoli gli dissero: «Dove vuoi che andiamo a preparare, perché tu possa mangiare la Pasqua?». 13Allora mandò due dei suoi discepoli, dicendo loro: «Andate in città e vi verrà incontro un uomo con una brocca d’acqua; seguitelo. 14Là dove entrerà, dite al padrone di casa: «Il Maestro dice: Dov’è la mia stanza, in cui io possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli?». 15Egli vi mostrerà al piano superiore una grande sala, arredata e già pronta; lì preparate la cena per noi». 16 I discepoli andarono e, entrati in città, trovarono come aveva detto loro e prepararono la Pasqua. 17Venuta la sera, egli arrivò con i Dodici. 18Ora, mentre erano a tavola e mangiavano, Gesù disse: «In verità io vi dico: uno di voi, colui che mangia con me, mi tradirà». 19Cominciarono a rattristarsi e a dirgli, uno dopo l’altro: «Sono forse io?». 20Egli disse loro: «Uno dei Dodici, colui che mette con me la mano nel piatto. 21Il Figlio dell’uomo se ne va, come sta scritto di lui; ma guai a quell’uomo, dal quale il Figlio dell’uomo viene tradito! Meglio per quell’uomo se non fosse mai nato!». 22E, mentre mangiavano, prese il pane e recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: «Prendete, questo è il mio corpo». 23Poi prese un calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. 24E disse loro: «Questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti. 25In verità io vi dico che non berrò mai più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo, nel regno di Dio». 26Dopo aver cantato l’inno, uscirono verso il monte degli Ulivi. 27Gesù disse loro: «Tutti rimarrete scandalizzati, perché sta scritto: Percuoterò il pastore e le pecore saranno disperse.28Ma, dopo che sarò risorto, vi precederò in Galilea». 29Pietro gli disse: «Anche se tutti si scandalizzeranno, io no!». 30Gesù gli disse: «In verità io ti dico: proprio tu, oggi, questa notte, prima che due volte il gallo canti, tre volte mi rinnegherai». 31Ma egli, con grande insistenza, diceva: «Anche se dovessi morire con te, io non ti rinnegherò». Lo stesso dicevano pure tutti gli altri. 32Giunsero a un podere chiamato Getsèmani ed egli disse ai suoi discepoli: «Sedetevi qui, mentre io prego». 33Prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e cominciò a sentire paura e angoscia. 34Disse loro: «La mia anima è triste fino alla morte. Restate qui e vegliate». 35Poi, andato un po’ innanzi, cadde a terra e pregava che, se fosse possibile, passasse via da lui quell’ora. 36E diceva: «Abbà! Padre! Tutto è possibile a te: allontana da me questo calice! Però non ciò che voglio io, ma ciò che vuoi tu». 37Poi venne, li trovò addormentati e disse a Pietro: «Simone, dormi? Non sei riuscito a vegliare una sola ora? 38Vegliate e pregate per non entrare in tentazione. Lo spirito è pronto, ma la carne è debole». 39Si allontanò di nuovo e pregò dicendo le stesse parole. 40Poi venne di nuovo e li trovò addormentati, perché i loro occhi si erano fatti pesanti, e non sapevano che cosa rispondergli. 41Venne per la terza volta e disse loro: «Dormite pure e riposatevi! Basta! È venuta l’ora: ecco, il Figlio dell’uomo viene consegnato nelle mani dei peccatori. 42Alzatevi, andiamo! Ecco, colui che mi tradisce è vicino». 43E subito, mentre ancora egli parlava, arrivò Giuda, uno dei Dodici, e con lui una folla con spade e bastoni, mandata dai capi dei sacerdoti, dagli scribi e dagli anziani. 44Il traditore aveva dato loro un segno convenuto, dicendo: «Quello che bacerò, è lui; arrestatelo e conducetelo via sotto buona scorta». 45Appena giunto, gli si avvicinò e disse: «Rabbì» e lo baciò. 46Quelli gli misero le mani addosso e lo arrestarono. 47Uno dei presenti estrasse la spada, percosse il servo del sommo sacerdote e gli staccò l’orecchio. 48Allora Gesù disse loro: «Come se fossi un ladro siete venuti a prendermi con spade e bastoni. 49Ogni giorno ero in mezzo a voi nel tempio a insegnare, e non mi avete arrestato. Si compiano dunque le Scritture!». 50Allora tutti lo abbandonarono e fuggirono. 51Lo seguiva però un ragazzo, che aveva addosso soltanto un lenzuolo, e lo afferrarono. 52Ma egli, lasciato cadere il lenzuolo, fuggì via nudo. 53Condussero Gesù dal sommo sacerdote, e là si riunirono tutti i capi dei sacerdoti, gli anziani e gli scribi. 54Pietro lo aveva seguito da lontano, fin dentro il cortile del palazzo del sommo sacerdote, e se ne stava seduto tra i servi, scaldandosi al fuoco. 55I capi dei sacerdoti e tutto il sinedrio cercavano una testimonianza contro Gesù per metterlo a morte, ma non la trovavano. 56Molti infatti testimoniavano il falso contro di lui e le loro testimonianze non erano concordi. 57Alcuni si alzarono a testimoniare il falso contro di lui, dicendo: 58«Lo abbiamo udito mentre diceva: «Io distruggerò questo tempio, fatto da mani d’uomo, e in tre giorni ne costruirò un altro, non fatto da mani d’uomo»». 59Ma nemmeno così la loro testimonianza era concorde. 60Il sommo sacerdote, alzatosi in mezzo all’assemblea, interrogò Gesù dicendo: «Non rispondi nulla? Che cosa testimoniano costoro contro di te?». 61Ma egli taceva e non rispondeva nulla. Di nuovo il sommo sacerdote lo interrogò dicendogli: «Sei tu il Cristo, il Figlio del Benedetto?». 62Gesù rispose: «Io lo sono! E vedrete il Figlio dell’uomo seduto alla destra della Potenza e venire con le nubi del cielo».63Allora il sommo sacerdote, stracciandosi le vesti, disse: «Che bisogno abbiamo ancora di testimoni? 64Avete udito la bestemmia; che ve ne pare?». Tutti sentenziarono che era reo di morte. 65Alcuni si misero a sputargli addosso, a bendargli il volto, a percuoterlo e a dirgli: «Fa’ il profeta!». E i servi lo schiaffeggiavano. 66Mentre Pietro era giù nel cortile, venne una delle giovani serve del sommo sacerdote 67e, vedendo Pietro che stava a scaldarsi, lo guardò in faccia e gli disse: «Anche tu eri con il Nazareno, con Gesù». 68Ma egli negò, dicendo: «Non so e non capisco che cosa dici». Poi uscì fuori verso l’ingresso e un gallo cantò. 69E la serva, vedendolo, ricominciò a dire ai presenti: «Costui è uno di loro». 70Ma egli di nuovo negava. Poco dopo i presenti dicevano di nuovo a Pietro: «È vero, tu certo sei uno di loro; infatti sei Galileo». 71Ma egli cominciò a imprecare e a giurare: «Non conosco quest’uomo di cui parlate». 72E subito, per la seconda volta, un gallo cantò. E Pietro si ricordò della parola che Gesù gli aveva detto: «Prima che due volte il gallo canti, tre volte mi rinnegherai». E scoppiò in pianto.
1 E subito, al mattino, i capi dei sacerdoti, con gli anziani, gli scribi e tutto il sinedrio, dopo aver tenuto consiglio, misero in catene Gesù, lo portarono via e lo consegnarono a Pilato. 2Pilato gli domandò: «Tu sei il re dei Giudei?». Ed egli rispose: «Tu lo dici». 3I capi dei sacerdoti lo accusavano di molte cose. 4Pilato lo interrogò di nuovo dicendo: «Non rispondi nulla? Vedi di quante cose ti accusano!». 5Ma Gesù non rispose più nulla, tanto che Pilato rimase stupito. 6A ogni festa, egli era solito rimettere in libertà per loro un carcerato, a loro richiesta. 7Un tale, chiamato Barabba, si trovava in carcere insieme ai ribelli che nella rivolta avevano commesso un omicidio. 8La folla, che si era radunata, cominciò a chiedere ciò che egli era solito concedere. 9Pilato rispose loro: «Volete che io rimetta in libertà per voi il re dei Giudei?». 10Sapeva infatti che i capi dei sacerdoti glielo avevano consegnato per invidia. 11Ma i capi dei sacerdoti incitarono la folla perché, piuttosto, egli rimettesse in libertà per loro Barabba. 12Pilato disse loro di nuovo: «Che cosa volete dunque che io faccia di quello che voi chiamate il re dei Giudei?». 13Ed essi di nuovo gridarono: «Crocifiggilo!». 14Pilato diceva loro: «Che male ha fatto?». Ma essi gridarono più forte: «Crocifiggilo!». 15Pilato, volendo dare soddisfazione alla folla, rimise in libertà per loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso. 16Allora i soldati lo condussero dentro il cortile, cioè nel pretorio, e convocarono tutta la truppa. 17Lo vestirono di porpora, intrecciarono una corona di spine e gliela misero attorno al capo. 18Poi presero a salutarlo: «Salve, re dei Giudei!». 19E gli percuotevano il capo con una canna, gli sputavano addosso e, piegando le ginocchia, si prostravano davanti a lui. 20Dopo essersi fatti beffe di lui, lo spogliarono della porpora e gli fecero indossare le sue vesti, poi lo condussero fuori per crocifiggerlo. 21Costrinsero a portare la sua croce un tale che passava, un certo Simone di Cirene, che veniva dalla campagna, padre di Alessandro e di Rufo. 22Condussero Gesù al luogo del Gòlgota, che significa «Luogo del cranio», 23e gli davano vino mescolato con mirra, ma egli non ne prese. 24Poi lo crocifissero e si divisero le suevesti,tirando a sorte su di esse ciò che ognuno avrebbe preso. 25Erano le nove del mattino quando lo crocifissero. 26La scritta con il motivo della sua condanna diceva: «Il re dei Giudei». 27Con lui crocifissero anche due ladroni, uno a destra e uno alla sua sinistra. [ 28] 29Quelli che passavano di là lo insultavano, scuotendo il capo e dicendo: «Ehi, tu che distruggi il tempio e lo ricostruisci in tre giorni, 30salva te stesso scendendo dalla croce!». 31Così anche i capi dei sacerdoti, con gli scribi, fra loro si facevano beffe di lui e dicevano: «Ha salvato altri e non può salvare se stesso! 32Il Cristo, il re d’Israele, scenda ora dalla croce, perché vediamo e crediamo!». E anche quelli che erano stati crocifissi con lui lo insultavano. 33Quando fu mezzogiorno, si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio. 34Alle tre, Gesù gridò a gran voce: «Eloì, Eloì, lemà sabactàni?», che significa: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?». 35Udendo questo, alcuni dei presenti dicevano: «Ecco, chiama Elia!». 36Uno corse a inzuppare di aceto una spugna, la fissò su una canna e gli dava da bere, dicendo: «Aspettate, vediamo se viene Elia a farlo scendere». 37Ma Gesù, dando un forte grido, spirò. 38Il velo del tempio si squarciò in due, da cima a fondo. 39Il centurione, che si trovava di fronte a lui, avendolo visto spirare in quel modo, disse: «Davvero quest’uomo era Figlio di Dio!». 40Vi erano anche alcune donne, che osservavano da lontano, tra le quali Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo il minore e di Ioses, e Salome, 41le quali, quando era in Galilea, lo seguivano e lo servivano, e molte altre che erano salite con lui a Gerusalemme. 42Venuta ormai la sera, poiché era la Parasceve, cioè la vigilia del sabato, 43Giuseppe d’Arimatea, membro autorevole del sinedrio, che aspettava anch’egli il regno di Dio, con coraggio andò da Pilato e chiese il corpo di Gesù. 44Pilato si meravigliò che fosse già morto e, chiamato il centurione, gli domandò se era morto da tempo. 45Informato dal centurione, concesse la salma a Giuseppe. 46Egli allora, comprato un lenzuolo, lo depose dalla croce, lo avvolse con il lenzuolo e lo mise in un sepolcro scavato nella roccia. Poi fece rotolare una pietra all’entrata del sepolcro. 47Maria di Màgdala e Maria madre di Ioses stavano a osservare dove veniva posto.
La nostra settimana santa inizia con un vaso rotto (fracto) e una cascata di profumo sulla testa (caput): un effluvio di unguento, di aroma inebriante, una sorta di casco per aiutarci ad entrare nell’apnea della passione Davanti a noi la croce, “stoltezza per quelli che si perdono”…
v.14-3 καί ὄντος αὐτοῦ ἐν βηθανίᾳ ἐν τῇ οἰκίᾳ σίμωνος τοῦ λεπροῦ κατακειμένου αὐτοῦ ἦλθεν γυνή ἔχουσα ἀλάβαστρον μύρου νάρδου πιστικῆς πολυτελοῦς· συντρίψασα τήν ἀλάβαστρον κατέχεεν αὐτοῦ τῆς κεφαλῆς (kephalés) Et cum esset Bethaniæ in domo Simonis leprosi, et recumberet, venit mulier habens alabastrum unguenti nardi spicati pretiosi: et fracto alabastro, effudit super caput ejus Gesù si trovava a Betània, nella casa di Simone il lebbroso. Mentre era a tavola, giunse una donna che aveva un vaso di alabastro, pieno di profumo di puro nardo, di grande valore. Ella ruppe il vaso di alabastro e versò il profumo sul suo capo
κεφαλή (kephalé) la testa, dalla parola primaria kapto da cui il latino caput:
Marco 12,10 οὐδέ τήν γραφήν ταύτην ἀνέγνωτε· Λίθον ὃν ἀπεδοκίμασαν οἱ οἰκοδομοῦντες, οὗτος ἐγενήθη εἰς κεφαλήν (kephalén) γωνίας Non avete letto questa Scrittura: La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la testa d’angolo
Marco 15,19 καί ἔτυπτον αὐτοῦ τήν κεφαλήν (kephalén) καλάμῳ καί ἐνέπτυον αὐτῷ, καί τιθέντες τά γόνατα προσεκύνουν αὐτῷ E gli percuotevano il capo con una canna, gli sputavano addosso e, piegando le ginocchia, si prostravano davanti a lui
Giovanni 13,9 λέγει αὐτῷ Σίμων Πέτρος· Κύριε, μή τούς πόδας μου μόνον ἀλλά καί τάς χεῖρας καί τήν κεφαλήν (kephalèn) Gli disse Simon Pietro: Signore, non solo i miei piedi, ma anche le mani e il capo
v.15-21 Καί ἀγγαρεύουσιν παράγοντά τινα Σίμωνα Κυρηναῖον ἐρχόμενον ἀπ’ ἀγροῦ, τόν πατέρα Ἀλεξάνδρου καί Ῥούφου, ἵνα ἄρῃ τόν σταυρόν (stauròn) αὐτοῦ Et angariaverunt prætereuntem quempiam, Simonem Cyrenæum venientem de villa, patrem Alexandri et Rufi, ut tolleret crucem ejus Costrinsero a portare la sua croce un tale che passava, un certo Simone di Cirene, che veniva dalla campagna, padre di Alessandro e di Rufo
v.15-30 σῶσον σεαυτόν καταβάς ἀπό τοῦ σταυροῦ (staurù) Salvum fac temetipsum descendens de cruce Salva te stesso scendendo dalla croce
v.15-32 ὁ χριστός ὁ βασιλεύς ἰσραήλ καταβάτω νῦν ἀπό τοῦ σταυροῦ (staurù), ἵνα ἴδωμεν καί πιστεύσωμεν. καί οἱ συνεσταυρωμένοι (sunestauroménoi) σύν αὐτῶ ὠνείδιζον αὐτόν Christus rex Israël descendat nunc de cruce, ut videamus, et credamus. Et qui cum eo crucifixi erant, convitiabantur ei Il Cristo, il re d’Israele, scenda ora dalla croce, perché vediamo e crediamo! E anche quelli che erano stati crocifissi con lui lo insultavano
σταυρός (stauròs) la croce:
Marco 8,34 Καί προσκαλεσάμενος τόν ὄχλον σύν τοῖς μαθηταῖς αὐτοῦ εἶπεν αὐτοῖς· Εἴ τις θέλει ὀπίσω μου ἐλθεῖν, ἀπαρνησάσθω ἑαυτόν καὶ ἀράτω τόν σταυρόν (stauròn) αὐτοῦ καί ἀκολουθείτω μοι Convocata la folla insieme ai suoi discepoli, disse loro: Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua
1 Corinzi 1,18 Ὁ λόγος γάρ ὁ τοῦ σταυροῦ (staurù) τοῖς μέν ἀπολλυμένοις μωρία ἐστίν, τοῖς δέ σῳζομένοις ἡμῖν δύναμις θεοῦ ἐστιν La parola della croce infatti è stoltezza per quelli che si perdono, ma per quelli che si salvano, ossia per noi, è potenza di Dio
Galati 6,14 ἐμοί δέ μή γένοιτο καυχᾶσθαι εἰ μή ἐν τῷ σταυρῷ (staurò) τοῦ κυρίου ἡμῶν Ἰησοῦ Χριστοῦ, δι’ οὗ ἐμοί κόσμος ἐσταύρωται (estàurotai) κἀγώ κόσμῳ Quanto a me invece non ci sia altro vanto che nella croce del Signore nostro Gesù Cristo, per mezzo della quale il mondo per me è stato crocifisso, come io per il mondo
v.15-33 Καί γενομένης ὥρας ἕκτης σκότος (skòtos) ἐγένετο ἐφ’ ὅλην τήν γῆν ἕως ὥρας ἐνάτης Et facta hora sexta, tenebræ factæ sunt per totam terram usque in horam nonam Quando fu mezzogiorno, si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio
σκότος (skòtos) il buio, l’oscurità, dalla radice di σκιά (skia) ombra:
Luca 1,79 ἐπιφᾶναι τοῖς ἐν σκότει (skòtei) καί σκιᾷ (skìa) θανάτου καθημένοις, τοῦ κατευθῦναι τούς πόδας ἡμῶν εἰς ὁδόν εἰρήνης Per risplendere su quelli che stanno nelle tenebre e nell’ombra di morte, e dirigere i nostri passi sulla via della pace
Romani 13,12 ή νύξ προέκοψεν, ἡ δέ ἡμέρα ἤγγικεν. ἀποβαλώμεθα οὖν τά ἔργα τοῦ σκότους (skòtus), ἐνδυσώμεθα δέ τά ὅπλα τοῦ φωτός La notte è avanzata, il giorno è vicino. Perciò gettiamo via le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce
Efesini 5,8 ἦτε γάρ ποτε σκότος (skòtos), νῦν δέ φῶς ἐν κυρίῳ· ὡς τέκνα φωτός περιπατεῖτε Un tempo infatti eravate tenebra, ora siete luce nel Signore. Comportatevi perciò come figli della luce
“Venuta ormai la sera”… Viene il buio, la tenebra: bisogna entrare nella passione per poter uscire dal sepolcro Non si può assistere come spettatori, osservare la tenebra, schivare il buio
“Abbiamo proseguito imperterriti pensando di rimanere sani in un mondo malato” Papa Francesco 27 marzo 2020
Giovanni 12, 20-33 20Tra quelli che erano saliti per il culto durante la festa c’erano anche alcuni Greci. 21Questi si avvicinarono a Filippo, che era di Betsàida di Galilea, e gli domandarono: «Signore, vogliamo vedere Gesù». 22Filippo andò a dirlo ad Andrea, e poi Andrea e Filippo andarono a dirlo a Gesù. 23Gesù rispose loro: «È venuta l’ora che il Figlio dell’uomo sia glorificato. 24In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. 25Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna. 26Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà. 27Adesso l’anima mia è turbata; che cosa dirò? Padre, salvami da quest’ora? Ma proprio per questo sono giunto a quest’ora! 28Padre, glorifica il tuo nome». Venne allora una voce dal cielo: «L’ho glorificato e lo glorificherò ancora!». 29La folla, che era presente e aveva udito, diceva che era stato un tuono. Altri dicevano: «Un angelo gli ha parlato». 30Disse Gesù: «Questa voce non è venuta per me, ma per voi. 31Ora è il giudizio di questo mondo; ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori. 32E io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me». 33Diceva questo per indicare di quale morte doveva morire
“Vogliamo vedere Gesù” Bellissimo questo passaparola, questo trenino di persone che vuole vedere Gesù: la voglia di vedere Gesù mette in moto, fa cercare compagni di viaggio, colleghi di domande, cercatori di risposte
v. 23 ὁ δέ ἰησοῦς ἀποκρίνεται αὐτοῖς λέγων, ἐλήλυθεν ἡ ὥρα (òra) ἵνα δοξασθῇ ὁ υἱός τοῦ ἀνθρώπου Jesus autem respondit eis, dicens: Venit hora, ut clarificetur Filius hominis Gesù rispose loro: È venuta l’ora che il Figlio dell’uomo sia glorificato
v. 27 νῦν ἡ ψυχή μου τετάρακται. καί τί εἴπω; πάτερ, σῶσόν με ἐκ τῆς ὥρας (òras) ταύτης; ἀλλά διά τοῦτο ἦλθον εἰς τήν ὥραν (òran) ταύτην Nunc anima mea turbata est. Et quid dicam? Pater, salvifica me ex hac hora. Sed propterea veni in horam hanc Adesso l’anima mia è turbata; che cosa dirò? Padre, salvami da quest’ora? Ma proprio per questo sono giunto a quest’ora
ὥρα (òra) il momento, un tempo ben definito; parola chiave per Giovanni (la usa 24 volte!), tutto il suo vangelo è orientato all’ora che a un certo punto verrà:
Giovanni 2,4 καί λέγει αὐτῇ ὁ Ἰησοῦς· Τί ἐμοί καί σοί, γύναι; οὔπω ἥκει ἡ ὥρα (òra) μου E Gesù le rispose: Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora
Giovanni 4,23 ἀλλά ἔρχεται ὥρα (òra) καί νῦν ἐστιν, ὅτε οἱ ἀληθινοί προσκυνηταί προσκυνήσουσιν τῷ πατρί ἐν πνεύματι καί ἀληθείᾳ, καί γάρ ὁ πατήρ τοιούτους ζητεῖ τούς προσκυνοῦντας αὐτόν Ma viene l’ora – ed è questa – in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità: così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano
Giovanni 17,1 Ταῦτα ἐλάλησεν Ἰησοῦς, καί ἐπάρας τούς ὀφθαλμούς αὐτοῦ εἰς τόν οὐρανόν εἶπεν· Πάτερ, ἐλήλυθεν ἡ ὥρα (òra)· δόξασόν σου τόν υἱόν, ἵνα ὁ υἱός δοξάσῃ σέ Così parlò Gesù. Poi, alzàti gli occhi al cielo, disse: Padre, è venuta l’ora: glorifica il Figlio tuo perché il Figlio glorifichi te
v. 24 ἀμήν ἀμήν λέγω ὑμῖν, ἐάν μή ὁ κόκκος τοῦ σίτου πεσών εἰς τήν γῆν ἀποθάνῃ, αὐτός μόνος μένει· ἐάν δέ ἀποθάνῃ, πολύν καρπόν (karpòn) φέρει Amen, amen dico vobis, nisi granum frumenti cadens in terram, mortuum fuerit, ipsum solum manet: si autem mortuum fuerit, multum fructum affert In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto
καρπός (karpòs) il frutto, parola derivata da ἁρπάζω (arpàzo) afferrare, prendere:
Giovanni 4,36 ὁ θερίζων μισθόν λαμβάνει καί συνάγει καρπόν (karpòn) εἰς ζωήν αἰώνιον, ἵνα ὁ σπείρων ὁμοῦ χαίρῃ καί ὁ θερίζων Chi miete riceve il salario e raccoglie frutto per la vita eterna, perché chi semina gioisca insieme a chi miete
Giovanni 15,2 πᾶν κλῆμα ἐν ἐμοί μή φέρον καρπόν (karpòn) αἴρει αὐτό, καί πᾶν τό καρπόν φέρον καθαίρει αὐτό ἵνα καρπόν (karpòn) πλείονα φέρῃ Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto
Giovanni 15,8 ἐν τούτῳ ἐδοξάσθη ὁ πατήρ μου ἵνα καρπόν (karpòn) πολύν φέρητε καί γένησθε ἐμοί μαθηταί In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli
v. 32 κἀγώ ἐάν ὑψωθῶ ἐκ τῆς γῆς, πάντας ἑλκύσω (elkyso) πρός ἐμαυτόν Et ego, si exaltatus fuero a terra, omnia traham ad meipsum E io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me
ἕλκω (élko) parola utilizzata solamente da Giovanni, attirare, sollevare verso di sé:
Giovanni 6,44 οὐδείς δύναται ἐλθεῖν πρός με ἐάν μή ὁ πατήρ ὁ πέμψας με ἑλκύσῃ (elkyse) αὐτόν, κἀγὠ ἀναστήσω αὐτόν ἐν τῇ ἐσχάτῃ ἡμέρᾳ Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno
Giovanni 18,10 Σίμων οὖν Πέτρος ἔχων μάχαιραν εἵλκυσεν (éilkusen) αὐτήν καί ἔπαισεν τόν τοῦ ἀρχιερέως δοῦλον καί ἀπέκοψεν αὐτοῦ τό ὠτάριον τό δεξιόν. ἦν δέ ὄνομα τῷ δούλῳ Μάλχος Allora Simon Pietro, che aveva una spada, la trasse fuori, colpì il servo del sommo sacerdote e gli tagliò l’orecchio destro. Quel servo si chiamava Malco
Giovanni 21,6 ὁ δέ εἶπεν αὐτοῖς· Βάλετε εἰς τά δεξιά μέρη τοῦ πλοίου τό δίκτυον, καί εὑρήσετε. ἔβαλον οὖν, καί οὐκέτι αὐτό ἑλκύσαι (elkysai) ἴσχυον ἀπό τοῦ πλήθους τῶν ἰχθύων Allora egli disse loro: Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete. La gettarono e non riuscivano più a tirarla su per la grande quantità di pesci
Volevate vedere Gesù? Eccolo! Seme che muore, frutto da distribuire, vita e morte, gloria qui e ora, croce che attira, giudizio di questo mondo: fecondità del dono
Giovanni 3, 14-21 In quel tempo, Gesù disse a Nicodemo: 14«E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, 15perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna. 16Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. 17Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. 18Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio. 19E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. 20Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. 21Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio»
Nicodemo va di notte a cercare Gesù, per chiedergli come può un uomo rinascere dall’alto, e Gesù gli parla di un uomo che è disceso per essere “innalzato”: Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo figlio unigenito… Prospettiva nuova, da vertigine!
v. 14 καί καθώς Μωϋσῆς ὕψωσεν (ypsosen) τόν ὄφιν ἐν τῇ ἐρήμῳ, οὕτως ὑψωθῆναι (ypsothénai) δεῖ τόν υἱόν τοῦ ἀνθρώπου Et sicut Moyses exaltavit serpentem in deserto, ita exaltari oportet Filium hominis E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo
ὑψόω (ypsòo) alzare, sollevare, portare in alto; parola derivata da ὑπέρ (ypér):
Giovanni 8,28 εἶπεν οὖν ὁ Ἰησοῦς· Ὅταν ὑψώσητε (ypsòsete) τόν υἱόν τοῦ ἀνθρώπου, τότε γνώσεσθε ὅτι ἐγώ εἰμι, καί ἀπ’ ἐμαυτοῦ ποιῶ οὐδέν, ἀλλά καθώς ἐδίδαξέν με ὁ πατήρ ταῦτα λαλῶ Disse allora Gesù: Quando avrete innalzato il Figlio dell’uomo, allora conoscerete che Io Sono e che non faccio nulla da me stesso, ma parlo come il Padre mi ha insegnato
Giovanni 12,32 κἀγώ ἐάν ὑψωθῶ (ypsothò) ἐκ τῆς γῆς, πάντας ἑλκύσω πρός ἐμαυτόν E io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me
Luca 1,52 καθεῖλεν δυνάστας ἀπό θρόνων καί ὕψωσεν (ypsosen) ταπεινούς Ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili
v. 15 ἵνα πᾶς ὁ πιστεύων ἐν αὐτῶ ἔχῃ ζωήν αἰώνιον (zoèn aiònion) Ut omnis qui credit in ipsum, non pereat, sed habeat vitam æternam Perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna
v. 16 οὕτως γάρ ἠγάπησεν ὁ θεός τόν κόσμον, ὥστε τόν υἱόν τόν μονογενῆ ἔδωκεν, ἵνα πᾶς ὁ πιστεύων εἰς αὐτόν μή ἀπόληται ἀλλ᾽ ἔχῃ ζωήν αἰώνιον (zoèn aiònion) Sic enim Deus dilexit mundum, ut Filium suum unigenitum daret: ut omnis qui credit in eum, non pereat, sed habeat vitam æternam Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna
ζωή αἰώνια (zoé aiònia) per diciassette volte nel vangelo di Giovanni viene nominata e promessa la vita eterna, per chi crede, per chi mangia la sua carne, per chi ascolta la sua parola:
Giovanni 4,14 ὃς δ’ ἂν πίῃ ἐκ τοῦ ὕδατος οὗ ἐγώ δώσω αὐτῷ, οὐ μή διψήσει εἰς τόν αἰῶνα (aiòna), ἀλλά τό ὕδωρ ὃ δώσω αὐτῷ γενήσεται ἐν αὐτῷ πηγή ὕδατος ἁλλομένου εἰς ζωήν αἰώνιον (aiònion) Ma chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna
Giovanni 6,54 ὁ τρώγων μου τήν σάρκα καί πίνων μου τό αἷμα ἔχει ζωήν αἰώνιον (aiònion), κἀγώ ἀναστήσω αὐτόν τῇ ἐσχάτῃ ἡμέρᾳ Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno
Giovani 6,68 ἀπεκρίθη αὐτῷ Σίμων Πέτρος· Κύριε, πρός τίνα ἀπελευσόμεθα; ῥήματα ζωῆς αἰωνίου (aionìu) ἔχεις Gli rispose Simon Pietro: Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna
v. 17 οὐ γάρ ἀπέστειλεν ὁ θεός τόν υἱόν εἰς τόν κόσμον ἵνα κρίνῃ (krìne) τόν κόσμον, ἀλλ᾽ ἵνα σωθῇ ὁ κόσμος δι᾽ αὐτοῦ Non enim misit Deus Filium suum in mundum, ut judicet mundum, sed ut salvetur mundus per ipsum Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui
v. 18 ὁ πιστεύων εἰς αὐτόν οὐ κρίνεται (krìnetai)· ὁ δέ μή πιστεύων ἤδη κέκριται (kékritai), ὅτι μή πεπίστευκεν εἰς τό ὄνομα τοῦ μονογενοῦς υἱοῦ τοῦ θεοῦ Qui credit in eum, non judicatur; qui autem non credit, jam judicatus est: quia non credit in nomine unigeniti filii Dei Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio
κρίνω (krìno) alla lettera significa dividere, separare: il crinale separa due valli; la crisi (κρίσις krisis) è un momento che separa due modi diversi di essere. Quindi separando il bene dal il male, la cosa giusta da quella sbagliata, il verbo ha preso il significato di giudicare, pronunciare un’opinione, non necessariamente una condanna (infatti in latino judicare, esprimere un giudizio);
Giovanni 7,24 μή κρίνετε (krìnete) κατ’ ὄψιν, ἀλλά τήν δικαίαν κρίσιν κρίνετε (krìsin krìnete) Non giudicate secondo le apparenze; giudicate con giusto giudizio
Giovanni 8,15 ὑμεῖς κατά τήν σάρκα κρίνετε (krìnete), ἐγώ οὐ κρίνω (krìno) οὐδένα Voi giudicate secondo la carne; io non giudico nessuno
Giovanni 12,47 καί ἐάν τίς μου ἀκούσῃ τῶν ῥημάτων καί μή φυλάξῃ, ἐγώ οὐ κρίνω (krìno) αὐτόν, οὐ γάρ ἦλθον ἵνα κρίνω (krìno) τόν κόσμον ἀλλ’ ἵνα σώσω τόν κόσμον Se qualcuno ascolta le mie parole e non le osserva, io non lo condanno; perché non sono venuto per condannare il mondo, ma per salvare il mondo
Chiunque fa il male, odia la luce Invece chi fa la verità viene verso la luce
Fare la verità, costruire la verità, contribuire alla verità: non è essere nella luce ma andare verso la luce, rinascere a vita nuova, percorrere una via nuova, mettersi in movimento, coltivare una speranza nella fiducia che accoglie la fragilità e la trasforma
Giovanni 2, 13-25 13Si avvicinava intanto la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. 14Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete. 15Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori dal tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, 16e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!». 17I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: Lo zelo per la tua casa mi divorerà. 18Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?». 19Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere». 20Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?». 21Ma egli parlava del tempio del suo corpo. 22Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù. 23Mentre era a Gerusalemme per la Pasqua, durante la festa, molti, vedendo i segni che egli compiva, credettero nel suo nome. 24Ma lui, Gesù, non si fidava di loro, perché conosceva tutti 25e non aveva bisogno che alcuno desse testimonianza sull’uomo. Egli infatti conosceva quello che c’è nell’uomo
Sicuramente gli evangelisti sono rimasti colpiti dall’episodio: lo raccontano in quattro! Siamo ancora all’inizio della predicazione, Gesù ha appena compiuto il primo segno a Cana, l’acqua trasformata in vino, e subito dopo compie un gesto di rottura con l’ordine costituito, un ‘azione che secondo alcuni studiosi gli verrà contestata come capo di imputazione nella condanna a morte. E la spiegazione peggiora ulteriormente le cose: parla di ricostruire il tempio ma verrà accusato di volerlo distruggere…
v. 18 ἀπεκρίθησαν οὗν οἱ ἰουδαῖοι καί εἶπαν αὐτῶ, τί σημεῖον δεικνύεις (deiknùeis) ἡμῖν, ὅτι ταῦτα ποιεῖς; Responderunt ergo Judæi, et dixerunt ei: Quod signum ostendis nobis, quia hæc facis? Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: Quale segno ci mostri per fare queste cose?
Giovanni 5,20 ὁ γάρ πατἡρ φιλεῖ τόν υἱόν καί πάντα δείκνυσιν (déiknusin) αὐτῷ ἃ αὐτός ποιεῖ, καί μείζονα τούτων δείξει (déixei) αὐτῷ ἔργα, ἵνα ὑμεῖς θαυμάζητε Il Padre infatti ama il Figlio, gli manifesta tutto quello che fa e gli manifesterà opere ancora più grandi di queste, perché voi ne siate meravigliati
Giovanni 10,32 ἀπεκρίθη αὐτοῖς ὁ Ἰησοῦς· Πολλά ἔργα καλά ἔδειξα (édeixa) ὑμῖν ἐκ τοῦ πατρός· διά ποῖον αὐτῶν ἔργον ἐμε λιθάζετε; Gesù disse loro: Vi ho fatto vedere molte opere buone da parte del Padre: per quale di esse volete lapidarmi?
Giovanni 14,8 Λέγει αὐτῷ Φίλιππος· Κύριε, δεῖξον (déixon) ἡμῖν τόν πατέρα, καί ἀρκεῖ ἡμῖν Gli disse Filippo: Signore, mostraci il Padre e ci basta
Giovanni 20,20 καί τοῦτο εἰπων ἔδειξεν (édeixen) τάς χεῖρας καί τήν πλευράν αὐτοῖς. ἐχάρησαν οὖν οἱ μαθηταί ἰδόντες τόν κύριον Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore
v. 19 ἀπεκρίθη ἰησοῦς καί εἶπεν αὐτοῖς, λύσατε (lùsate) τόν ναόν τοῦτον καί ἐν τρισίν ἡμέραις ἐγερῶ αὐτόν Respondit Jesus, et dixit eis: Solvite templum hoc, et in tribus diebus excitabo illud Rispose loro Gesù: Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere
λύω (lùo) sciogliere, slegare, liberare (solvere in latino, loose in inglese):
Giovanni 1,27 ὁ ὀπίσω μου ἐρχόμενος, οὗ οὐκ εἰμί ἄξιος ἵνα λύσω (lùso) αὐτοῦ τόν ἱμάντα τοῦ ὑποδήματος Colui che viene dopo di me: a lui io non sono degno di slegare il laccio del sandalo
Giovanni 5,18 διά τοῦτο οὖν μᾶλλον ἐζήτουν αὐτόν οἱ Ἰουδαῖοι ἀποκτεῖναι ὅτι οὐ μόνον ἔλυε (élue) τό σάββατον, ἀλλά καί πατέρα ἴδιον ἔλεγε τόν θεόν, ἴσον ἑαυτόν ποιῶν τῷ θεῷ Per questo i Giudei cercavano ancor più di ucciderlo, perché non soltanto violava il sabato, ma chiamava Dio suo Padre, facendosi uguale a Dio
Giovanni 11,44 ἐξῆλθεν ὁ τεθνηκώς δεδεμένος τούς πόδας καί τάς χεῖρας κειρίαις, καί ἡ ὄψις αὐτοῦ σουδαρίῳ περιεδέδετο. λέγει αὐτοῖς ὁ Ἰησοῦς· Λύσατε (lùsate) αὐτόν καί ἄφετε αὐτόν ὑπάγειν Il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario. Gesù disse loro: Liberatelo e lasciatelo andare
v. 21 ἐκεῖνος δἐ ἔλεγεν περί τοῦ ναοῦ τοῦ σώματος (sòmatos) αὐτοῦ Ille autem dicebat de templo corporis sui Ma egli parlava del tempio del suo corpo
σῶμα (sòma) il corpo di Gesù viene nominato cinque volte nel vangelo di Giovanni, sempre con riferimento alla sua morte:
Giovanni 19,31 Οἱ οὖν Ἰουδαῖοι, ἐπεί παρασκευἡ ἦν, ἵνα μή μείνῃ ἐπί τοῦ σταυροῦ τά σώματα (sòmata) ἐν τῷ σαββάτῳ, ἦν γάρ μεγάλη ἡ ἡμέρα ἐκείνου τοῦ σαββάτου, ἠρώτησαν τόν Πιλᾶτον ἵνα κατεαγῶσιν αὐτῶν τά σκέλη καί ἀρθῶσιν Era il giorno della Parasceve e i Giudei, perché i corpi non rimanessero sulla croce durante il sabato – era infatti un giorno solenne quel sabato -, chiesero a Pilato che fossero spezzate loro le gambe e fossero portati via
Giovanni 19,38 Μετά δέ ταῦτα ἠρώτησεν τόν Πιλᾶτον Ἰωσἡφ ἀπό Ἁριμαθαίας, ὢν μαθητἡς τοῦ Ἰησοῦ κεκρυμμένος δέ διά τόν φόβον τῶν Ἰουδαίων, ἵνα ἄρῃ τό σῶμα (sòma) τοῦ Ἰησοῦ· καί ἐπέτρεψεν ὁ Πιλᾶτος. ἦλθεν οὖν καί ἦρεν τό σῶμα (sòma) αὐτοῦ Dopo questi fatti Giuseppe di Arimatea, che era discepolo di Gesù, ma di nascosto, per timore dei Giudei, chiese a Pilato di prendere il corpo di Gesù. Pilato lo concesse. Allora egli andò e prese il corpo di Gesù
Giovanni 19,40 ἔλαβον οὖν τό σῶμα (sòma) τοῦ Ἰησοῦ καί ἔδησαν αὐτό ὀθονίοις μετά τῶν ἀρωμάτων, καθώς ἔθος ἐστίν τοῖς Ἰουδαίοις ἐνταφιάζειν Essi presero allora il corpo di Gesù e lo avvolsero con teli, insieme ad aromi, come usano fare i Giudei per preparare la sepoltura
Giovanni 20,12 καί θεωρεῖ δύο ἀγγέλους ἐν λευκοῖς καθεζομένους, ἕνα πρός τῇ κεφαλῇ καί ἕνα πρός τοῖς ποσίν, ὅπου ἔκειτο τό σῶμα (sòma) τοῦ Ἰησοῦ E vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù
Non è un Gesù accomodante quello che ci raggiunge in questa domenica di Quaresima; mina le nostre certezze, le nostre consuetudini, rovescia le nostre difese. In questa pandemia che ci vede sempre più seduti, sempre più chiusi, sempre più in attesa, questo vangelo prova a darci una scossa, una sveglia, un defibrillatore: cosa ci chiede di rovesciare a terra nelle nostre vite? Forse il vero digiuno non è rinuncia ma cercare e fare la volontà del Padre
Marco 9, 2-10 2 Sei giorni dopo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse su un alto monte, in disparte, loro soli. Fu trasfigurato davanti a loro 3 e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche. 4 E apparve loro Elia con Mosè e conversavano con Gesù. 5 Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Rabbì, è bello per noi essere qui; facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». 6 Non sapeva infatti che cosa dire, perché erano spaventati. 7 Venne una nube che li coprì con la sua ombra e dalla nube uscì una voce: «Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!». 8 E improvvisamente, guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo, con loro. 9 Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare ad alcuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell’uomo fosse risorto dai morti. 10 Ed essi tennero fra loro la cosa, chiedendosi che cosa volesse dire risorgere dai morti
“Sei giorni dopo” è il settimo giorno, lo Shabbat, il giorno in cui si riscopre il proprio rapporto con Dio. E Gesù porta i tre amici, i migliori amici, sul monte, a fare il pieno di immagini, a riempirsi gli occhi, il cuore; ne avranno bisogno, non lo capiranno subito
v. 5 καἰ ἀποκριθεἰς ὁ πέτρος λέγει τῶ ἰησοῦ, ῥαββί, καλόν ἐστιν ἡμᾶς ὧδε εἶναι, καἰ ποιήσωμεν τρεῖς σκηνάς (skenàs), σοἰ μίαν καἰ μωϊσεῖ μίαν καἰ ἠλίᾳ μίαν Et respondens Petrus, ait Jesu: Rabbi, bonum est nos hic esse: et faciamus tria tabernacula, tibi unum, et Moysi unum, et Eliæ unum Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: Rabbì, è bello per noi essere qui; facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia
σκηνή (skené) tenda fatta di rami per procurare ombra (σκιά skia è l’ombra); in latino tabernaculum perché fatto con le tabulae, tavole per costruire le capanne mobili, smontabili:
Genesi 18,1 ὤφθη δέ αὐτῷ ὁ θεός πρός τῇ δρυί τῇ Μαμβρη καθημένου αὐτοῦ ἐπί τῆς θύρας τῆς σκηνῆς (skenés) αὐτοῦ μεσημβρίας Poi il Signore apparve a lui alle Querce di Mamre, mentre egli sedeva all’ingresso della tenda nell’ora più calda del giorno
Genesi 26,25 καί ᾠκοδόμησεν ἐκεῗ θυσιαστήριον καί ἐπεκαλέσατο τό ὄνομα κυρίου καί ἔπηξεν ἐκεῗ τήν σκηνήν (skenèn) αὐτοῦ ὤρυξαν δέ ἐκεῗ οἱ παῗδες Ισαακ φρέαρ Allora egli costruì in quel luogo un altare e invocò il nome del Signore. Lì piantò la tenda, e i servi di Isacco scavarono un pozzo
Esodo 33,7 καί λαβων Μωυσῆς τήν σκηνήν (skenèn) αὐτοῦ ἔπηξεν ἔξω τῆς παρεμβολῆς μακράν ἀπό τῆς παρεμβολῆς καί ἐκλήθη σκηνή(skenè) μαρτυρίου καί ἐγένετο πᾶς ὁ ζητῶν κύριον ἐξεπορεύετο εἰς τήν σκηνήν (skenèn) ἔξω τῆς παρεμβολῆς Mosè prendeva la tenda e la piantava fuori dell’accampamento, a una certa distanza dall’accampamento, e l’aveva chiamata tenda del convegno; appunto a questa tenda del convegno, posta fuori dell’accampamento, si recava chiunque volesse consultare il Signore
v. 9 καἰ καταβαινόντων (katabainònton) αὐτῶν ἐκ τοῦ ὄρους διεστείλατο αὐτοῖς ἵνα μηδενἰ ἃ εἶδον διηγήσωνται, εἰ μή ὅταν ὁ υἱός τοῦ ἀνθρώπου ἐκ νεκρῶν ἀναστῇ Et descendentibus illis de monte, præcepit illis ne cuiquam quæ vidissent, narrarent: nisi cum Filius hominis a mortuis resurrexerit Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare ad alcuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell’uomo fosse risorto dai morti
καταβαίνω (katabàino) scendere, fare un passo (βάσις bàsis) verso il basso:
Marco 1,10 καί εὐθύς ἀναβαίνων ἐκ τοῦ ὕδατος εἶδεν σχιζομένους τούς οὐρανούς καί τό πνεῦμα ὡς περιστερἀν καταβαῖνον (katabàinon) εἰς αὐτόν E subito, uscendo dall’acqua, vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendere verso di lui come una colomba
Marco 15,30 Οὐἀ ὁ καταλύων τόν ναόν καί οἰκοδομῶν ἐν τρισίν ἡμέραις, σῶσον σεαυτόν καταβἀς (katabàs) ἀπό τοῦ σταυροῦ Ehi, tu che distruggi il tempio e lo ricostruisci in tre giorni, salva te stesso scendendo dalla croce
Luca 19,5 καί ὡς ἦλθεν ἐπί τόν τόπον, ἀναβλέψας ὁ Ἰησοῦς εἶπεν πρός αὐτόν· Ζακχαῖε, σπεύσας κατάβηθι (katàbethi), σήμερον γἀρ ἐν τῷ οἴκῳ σου δεῖ με μεῖναι Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua
v. 10 καί τόν λόγον ἐκράτησαν πρός ἑαυτους συζητοῦντες (syzetùntes) τί ἐστιν τό ἐκ νεκρῶν ἀναστῆναι Et verbum continuerunt apud se: conquirentes quid esset, cum a mortuis resurrexerit Ed essi tennero fra loro la cosa, chiedendosi che cosa volesse dire risorgere dai morti
συζητέω (syzetéo) verbo stupendo, significa cercare insieme, interrogarsi a vicenda:
Marco 1,27 καί ἐθαμβήθησαν ἅπαντες, ὥστε συζητεῖν (syzetéin) πρός ἑαυτούς λέγοντας· Τί ἐστιν τοῦτο; διδαχή καινή· κατ’ ἐξουσίαν καί τοῖς πνεύμασι τοῖς ἀκαθάρτοις ἐπιτάσσει, καί ὑπακούουσιν αὐτῷ Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono
Marco 8,11 Καί ἐξῆλθον οἱ Φαρισαῖοι καί ἤρξαντο συζητεῖν (syzetéin) αὐτῷ, ζητοῦντες παρ’ αὐτοῦ σημεῖον ἀπό τοῦ οὐρανοῦ, πειράζοντες αὐτόν Vennero i farisei e si misero a discutere con lui, chiedendogli un segno dal cielo, per metterlo alla prova
Luca 24,15 καί ἐγένετο ἐν τῷ ὁμιλεῖν αὐτούς καί συζητεῖν (syzetéin) καί αὐτός Ἰησοῦς ἐγγίσας συνεπορεύετο αὐτοῖς Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro
Tenero Pietro: facciamo tre tende, non andiamo più via, stiamo qui noi con te. E teneri tutti e tre: scendendo cercano di capire insieme (συν–ζητέω syn-zetéo), si chiedono a vicenda. La Chiesa che scende dal monte non può far altro che camminare insieme, interrogandosi, mettendo la luce sopra il lucerniere e spingendo lo sguardo più in là
Marco 1, 12-15 12 E subito lo Spirito lo sospinse nel deserto 13 e nel deserto rimase quaranta giorni, tentato da Satana. Stava con le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano. 14 Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, 15 e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo»
Deve essere bella la sensazione di essere spinti dallo Spirito, dà l’idea di vele gonfiate dal soffio del πνεῦμα (pnéuma). Gesù viene sospinto dallo Spirito nel deserto per essere messo alla prova da Satana: prima di giocarsi tra gli uomini è meglio conoscere a cosa si va incontro…!
v. 13 καἱ ἦν ἐν τῇ ἐρήμῳ τεσσεράκοντα ἡμέρας πειραζόμενος (peirazòmenos) ὑπό τοῦ σατανᾶ, καἱ ἦν μετά τῶν θηρίων, καἱ οἱ ἄγγελοι διηκόνουν αὐτῶ Et erat in deserto quadraginta diebus, et quadraginta noctibus: et tentabatur a Satana: eratque cum bestiis, et angeli ministrabant illi E nel deserto rimase quaranta giorni, tentato da Satana. Stava con le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano
πειράζω (peiràzo) tentare, mettere alla prova; deriva dall’antico verbo peiro che significa forare, attraversare: per vedere la resistenza di un materiale si prova a forarlo. Nel vangelo di Marco solo qui Gesù viene messo alla prova da Satana, in seguito sempre dagli uomini:
Marco 8,11 Καἱ ἐξῆλθον οἱ Φαρισαῖοι καἱ ἤρξαντο συζητεῖν αὐτῷ, ζητοῦντες παρ’ αὐτοῦ σημεῖον ἀπό τοῦ οὐρανοῦ, πειράζοντες (peiràzontes) αὐτόν Vennero i farisei e si misero a discutere con lui, chiedendogli un segno dal cielo, per metterlo alla prova
Marco 10,2 Καἱ ἐπηρώτων αὐτόν εἰ ἔξεστιν ἀνδρἱ γυναῖκα ἀπολῦσαι, πειράζοντες (peiràzontes) αὐτόν Alcuni farisei si avvicinarono e, per metterlo alla prova, gli domandavano se è lecito a un marito ripudiare la propria moglie
Marco 12,15 ὁ δέ εἰδώς αὐτῶν τήν ὑπόκρισιν εἶπεν αὐτοῖς· Τί με πειράζετε (peiràzete); φέρετέ μοι δηνάριον ἵνα ἴδω Ma egli, conoscendo la loro ipocrisia, disse loro: Perché volete mettermi alla prova? Portatemi un denaro: voglio vederlo
v. 14 μετά δέ τό παραδοθῆναι (paradothénai) τόν ἰωάννην ἦλθεν ὁ ἰησοῦς εἰς τήν γαλιλαίαν κηρύσσων τό εὐαγγέλιον τοῦ θεοῦ Postquam autem traditus est Joannes, venit Jesus in Galilæam, prædicans Evangelium regni Dei Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio
παραδίδωμι (paradìdomi) consegnare, ma assume spesso una valenza negativa, arrestare, tradire, condannare:
Marco 14,10 Καἱ Ἰούδας Ἰσκαριώθ ὁ εἷς τῶν δώδεκα ἀπῆλθεν πρός τούς ἀρχιερεῖς ἵνα αὐτόν παραδοῖ (paradòi) αὐτοῖς Allora Giuda Iscariota, uno dei Dodici, si recò dai capi dei sacerdoti per consegnare loro Gesù
Marco 14,18 καἱ ἀνακειμένων αὐτῶν καἱ ἐσθιόντων ὁ Ἰησοῦς εἶπεν· Ἀμήν λέγω ὑμῖν ὅτι εἷς ἐξ ὑμῶν παραδώσει (paradòsei) με ὁ ἐσθίων μετ’ ἐμοῦ Ora, mentre erano a tavola e mangiavano, Gesù disse: In verità io vi dico: uno di voi, colui che mangia con me, mi tradirà
Marco 14,41 καἱ ἔρχεται τό τρίτον καἱ λέγει αὐτοῖς· Καθεύδετε τό λοιπόν καἱ ἀναπαύεσθε· ἀπέχει· ἦλθεν ἡ ὥρα, ἰδου παραδίδοται (paradìdotai) ὁ υἱός τοῦ ἀνθρώπου εἰς τἁς χεῖρας τῶν ἁμαρτωλῶν Venne per la terza volta e disse loro: Dormite pure e riposatevi! Basta! È venuta l’ora: ecco, il Figlio dell’uomo viene consegnato nelle mani dei peccatori
v. 15 καἱ λέγων ὅτι πεπλήρωται ὁ καιρός καἱ ἤγγικεν ἡ βασιλεία (basiléia) τοῦ θεοῦ· μετανοεῖτε (metanoéite) καἱ πιστεύετε ἐν τῶ εὐαγγελίῳ Et dicens: Quoniam impletum est tempus, et appropinquavit regnum Dei: pœnitemini, et credite Evangelio E diceva: Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo
βασιλεία (basiléia) il regno di Dio viene nominato tre volte nel vangelo di Giovanni, diciotto in quello di Marco, quarantuno da Luca, cinquantadue da Matteo, più di centocinquanta in tutto il nuovo testamento. Non è solo un’idea, un concetto, è qualcosa di più dinamico; indispensabile ripartire dal regno, interrogarsi sul regno:
Marco 4,26 Καἱ ἔλεγεν· Οὕτως ἐστἱν ἡ βασιλεία (basiléia) τοῦ θεοῦ ὡς ἄνθρωπος βάλῃ τόν σπόρον ἐπἱ τῆς γῆς Diceva: Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno
Marco 10,15 ἀμήν λέγω ὑμῖν, ὃς ἂν μή δέξηται τήν βασιλείαν (basiléian) τοῦ θεοῦ ὡς παιδίον, οὐ μή εἰσέλθῃ εἰς αὐτήν In verità io vi dico: chi non accoglie il regno di Dio come lo accoglie un bambino, non entrerà in esso
Marco 10,25 εὐκοπώτερόν ἐστιν κάμηλον διά τῆς τρυμαλιᾶς τῆς ῥαφίδος διελθεῖν ἢ πλούσιον εἰς τήν βασιλείαν (basiléian) τοῦ θεοῦ εἰσελθεῖν È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio
Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino, vicinissimo; per credere al vangelo è indispensabile convertirsi, girare la mente (μετανοέω metanoéo), girare gli occhi, guardare in nuove direzioni, riscoprire le persone, le relazioni, riagganciare lo scorrere del tempo, i silenzi, gli spazi. μετανοέω (metanoéo) è dare un senso, dare una direzione, anche a ciò che ci investe, che ci spaventa, che ci destabilizza: il tempo si compie, il regno è qui dove decidiamo di farlo nascere, dove indirizziamo uno sguardo nuovo, attento, partecipe
Marco 1, 40-45 40 Allora venne a lui un lebbroso: lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi guarirmi!». 41 Mosso a compassione, stese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, guarisci!». 42 Subito la lebbra scomparve ed egli guarì. 43 E, ammonendolo severamente, lo rimandò e gli disse: 44 «Guarda di non dir niente a nessuno, ma va’, presentati al sacerdote, e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha ordinato, a testimonianza per loro». 45 Ma quegli, allontanatosi, cominciò a proclamare e a divulgare il fatto, al punto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma se ne stava fuori, in luoghi deserti, e venivano a lui da ogni parte
Un uomo solo, impuro, segnato nel corpo e nell’anima, segnato dal destino. Gesù, se vuoi puoi purificarmi; non solo guarirmi ma purificarmi, rendermi di nuovo puro, presentabile, ripulito. Gesù ascolta, stende la mano, tocca. Gesù vuole la sua purificazione, la nostra guarigione
v. 40 Καί ἔρχεται πρὁς αὐτὁν λεπρὁς παρακαλῶν αὐτὁν καί γονυπετῶν λέγων αὐτῷ ὅτι Ἐἀν θέλῃς δύνασαί με καθαρίσαι (katharìsai) Et venit ad eum leprosus deprecans eum: et genu flexo dixit ei: Si vis, potes me mundare Venne a lui un lebbroso e, buttandosi in ginocchio, lo pregò dicendo: Se vuoi, tu puoi purificarmi
καθαρίζω (katharìzo) mondare, rendere pulito, puro (καθαρός katharòs); non è solo un problema di guarigione, è proprio una purificazione per potersi ripresentare davanti agli altri:
Luca 7,22 καί ἀποκριθείς εἶπεν αὐτοῖς· Πορευθέντες ἀπαγγείλατε Ἰωάννῃ ἃ εἴδετε καί ἠκούσατε· τυφλοί ἀναβλέπουσιν, χωλοί περιπατοῦσιν, λεπροί καθαρίζονται (katharìzontai), κωφοί ἀκούουσιν, νεκροί ἐγείρονται, πτωχοί εὐαγγελίζονται Poi rispose loro: Andate a riferire a Giovanni quello che avete visto e udito: i ciechi ricuperano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, il vangelo è annunciato ai poveri
Luca 17,17 ἀποκριθείς δε ὁ Ἰησοῦς εἶπεν· Οὐχί οἱ δέκα ἐκαθαρίσθησαν (ekatharìsthesan); οἱ δε ἐννέα ποῦ; Gesù, rispondendo, disse: I dieci non sono stati tutti purificati? Dove sono gli altri nove?
Matteo 10,8 ἀσθενοῦντας θεραπεύετε, νεκρούς ἐγείρετε, λεπρούς καθαρίζετε (katharìzete), δαιμόνια ἐκβάλλετε· δωρεάν ἐλάβετε, δωρεάν δότε Guarite gli ammalati, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni; gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date
v. 41 καί σπλαγχνισθείς (splanchnisthéis) ἐκτείνας τἥν χεῖρα αὐτοῦ ἥψατο καί λέγει αὐτῶ, θέλω, καθαρίσθητι (katharìstheti) Jesus autem misertus ejus, extendit manum suam: et tangens eum, ait illi: Volo: mundare Gesù, impietositosi, stese la mano, lo toccò e gli disse: Lo voglio; sii purificato!
Due sono le versioni di questo versetto riportate dai codici: nella più antica il verbo utilizzato è ὀργίζομαι (orghìzomai), arrabbiarsi, inalberarsi, sentire un moto dentro che ci impedisce di restare fermi, qualcosa che si gonfia dentro. La seconda versione riporta σπλαγχνίζομαι (splanchnìzomai), avere compassione in senso fisico, con un rivolgimento delle viscere, un attorcigliamento delle budella (σπλάγχνον splanchnon sono le viscere, da dove partono l’amore e la pietà). In entrambi i casi i gesti di Gesù nascono da un qualcosa che si muove dentro, un rivolgimento che provoca una reazione:
Marco 6,34 καί ἐξελθὡν εἶδεν πολυν ὄχλον, καί ἐσπλαγχνίσθη (esplanchnìsthe) ἐπ’ αὐτους ὅτι ἦσαν ὡς πρόβατα μἥ ἔχοντα ποιμένα, καί ἤρξατο διδάσκειν αὐτους πολλά Come Gesù fu sbarcato, vide una gran folla e ne ebbe compassione, perché erano come pecore che non hanno pastore; e si mise a insegnare loro molte cose
Marco 8,2 Σπλαγχνίζομαι (splanchnìzomai) ἐπί τὄν ὄχλον ὅτι ἤδη ἡμέραι τρεῖς προσμένουσίν μοι καί οὐκ ἔχουσιν τί φάγωσιν Io ho pietà di questa gente; poiché da tre giorni sta con me e non ha da mangiare
Luca 10,33 Σαμαρίτης δέ τις ὁδεύων ἦλθεν κατ’ αὐτὄν καί ἰδὡν ἐσπλαγχνίσθη (esplanchnìsthe) Ma un Samaritano, che era in viaggio, giunse presso di lui e, vedendolo, ne ebbe pietà
v. 44 καί λέγει αὐτῷ· Ὅρα μηδενί μηδέν εἴπῃς, ἀλλἀ ὕπαγε σεαυτὄν δεῖξον τῷ ἱερεῖ καί προσένεγκε (prosénenke) περί τοῦ καθαρισμοῦ (katharismù) σου ἃ προσέταξεν Μωϋσῆς εἰς μαρτύριον αὐτοῖς Et dicit ei: Vide nemini dixeris: sed vade, ostende te principi sacerdotum, et offer pro emundatione tua, quæ præcepit Moyses in testimonium illis E gli disse: Guarda di non dire nulla a nessuno, ma va’, mostrati al sacerdote, offri per la tua purificazione quel che Mosè ha prescritto; questo serva loro di testimonianza
προσφέρω (prosphéro) offrire, portare a qualcuno:
Marco 2,4 καί μη δυνάμενοι προσενέγκαι (prosenénkai) αὐτῷ διἀ τὄν ὄχλον ἀπεστέγασαν την στέγην ὅπου ἦν, καί ἐξορύξαντες χαλῶσι τὄν κράβαττον ὅπου ὁ παραλυτικὄς κατέκειτο Non potendo però portarglielo innanzi, a causa della folla, scoperchiarono il tetto nel punto dov’egli si trovava e, fatta un’apertura, calarono il lettuccio su cui giaceva il paralitico
Marco 10,13 Καί προσέφερον (prosépheron) αὐτῷ παιδία ἵνα αὐτῶν ἅψηται· οἱ δἐ μαθηταί ἐπετίμησαν αὐτοῖς Gli presentavano dei bambini perché li toccasse; ma i discepoli sgridavano coloro che glieli presentavano
Matteo 25,20 καί προσελθων ὁ τά πέντε τάλαντα λαβων προσήνεγκεν (prosénenken) ἄλλα πέντε τάλαντα λέγων· Κύριε, πέντε τάλαντά μοι παρέδωκας· ἴδε ἄλλα πέντε τάλαντα ἐκέρδησα Colui che aveva ricevuto i cinque talenti venne e presentò altri cinque talenti, dicendo: Signore, tu mi affidasti cinque talenti: ecco, ne ho guadagnati altri cinque
Gesù tocca l’uomo solo, abbandonato, e si ritrova a sua volta isolato, in un luogo deserto, un luogo dove è possibile arrivare da ogni parte. In questa pandemia, dove sono vietati i contatti, aiutaci Signore a toccare le sofferenze degli altri, le solitudini, i destini segnati
Marco 1, 29-39 29 E, usciti dalla sinagoga, si recarono subito in casa di Simone e di Andrea, in compagnia di Giacomo e di Giovanni. 30 La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. 31 Egli, accostatosi, la sollevò prendendola per mano; la febbre la lasciò ed essa si mise a servirli. 32 Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. 33 Tutta la città era riunita davanti alla porta. 34 Guarì molti che erano afflitti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano. 35 Al mattino si alzò quando ancora era buio e, uscito di casa, si ritirò in un luogo deserto e là pregava. 36 Ma Simone e quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce 37 e, trovatolo, gli dissero: «Tutti ti cercano!». 38 Egli disse loro: «Andiamocene altrove per i villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!». 39 E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni
Dopo la sinagoga la casa, gli amici, la mamma dell’amico: famiglia piccola chiesa! Ma davanti alla porta si riunisce una folla: c’è gente da incontrare, tanto da fare Gesù non si sottrae Ma poi c’è un “altrove”, un andare più in là, avanti: c’è da portare a tutti il nocciolo, l’essenziale, quello che non si può tralasciare
v. 33 και ἦν ὅλη ἡ πόλις ἐπισυνηγμένη προς την θύραν (thyran) Et erat omnis civitas congregata ad januam Tutta la città era radunata alla porta
θύρα (thyra) è la porta, lo scudo che difende la casa (θυρεός thyreos è lo scudo, da cui la tiroide, a forma di scudo oblungo); in latino diventa ianua, inizio e fine della casa:
Marco 2,2 και συνήχθησαν πολλοι ὥστε μηκέτι χωρεῖν μηδε τα πρός την θύραν (thyran), και ἐλάλει αὐτοῖς τόν λόγον E si radunò tanta gente che neppure lo spazio davanti alla porta la poteva contenere. Egli annunciava loro la parola
Marco 13,29 οὕτως και ὑμεῖς, ὅταν ἴδητε ταῦτα γινόμενα, γινώσκετε ὅτι ἐγγύς ἐστιν ἐπι θύραις (thyrais) Così anche voi, quando vedrete accadere queste cose, sappiate che egli è vicino, alle porte
Marco 16,3 και ἔλεγον πρός ἑαυτάς· Τίς ἀποκυλίσει ἡμῖν τόν λίθον ἐκ τῆς θύρας (thyras) τοῦ μνημείου; E dicevano tra di loro: Chi ci rotolerà la pietra dalla porta del sepolcro?
v. 35 Και πρωῒ ἔννυχα λίαν ἀναστας ἐξῆλθεν και ἀπῆλθεν εἰς ἔρημον τόπον κἀκεῖ προσηύχετο (proséucheto) Et diluculo valde surgens, egressus abiit in desertum locum, ibique orabat Poi, la mattina, mentre era ancora notte, Gesù si alzò, uscì e se ne andò in un luogo deserto; e là pregava
Marco 11,24 διά τοῦτο λέγω ὑμῖν, πάντα ὅσα προσεύχεσθε (proséuchesthe) κα αἰτεῖσθε, πιστεύετε ὅτι ἐλάβετε, και ἔσται ὑμῖν Perciò vi dico: tutte le cose che voi pregherete e chiederete, credete che le avete ricevute, e voi le otterrete
Marco 14,35 και προελθων μικρόν ἔπιπτεν ἐπι τῆς γῆς, και προσηύχετο (proséucheto) ἵνα εἰ δυνατόν ἐστιν παρέλθῃ ἀπ’ αὐτοῦ ἡ ὥρα Andato un po’ più avanti, si gettò a terra; e pregava che, se fosse possibile, quell’ora passasse oltre da lui
Marco 14,38 γρηγορεῖτε και προσεύχεσθε (proséuchesthe), ἵνα μἡ ἔλθητε εἰς πειρασμόν· τό μέν πνεῦμα πρόθυμον ἡ δέ σἀρξ ἀσθενής Vegliate e pregate, per non cadere in tentazione; lo spirito è pronto, ma la carne è debole
v. 38 και λέγει αὐτοῖς· Ἄγωμεν ἀλλαχοῦ εἰς τας ἐχομένας κωμοπόλεις, ἵνα και ἐκεῖ κηρύξω (keryxo), εἰς τοῦτο γαρ ἐξῆλθον Et ait illis: Eamus in proximos vicos, et civitates, ut et ibi prædicem: ad hoc enim veni Ed egli disse loro: Andiamo altrove, per i villaggi vicini, affinché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto
κηρύσσω (kerysso) proclamare, annunciare una cosa importante, fondamentale; da cui κήρυγμα kerygma il centro, il nocciolo dell’annuncio:
Marco 3,14 και ἐποίησεν δώδεκα, ἵνα ὦσιν μετ’ αὐτοῦ και ἵνα ἀποστέλλῃ αὐτούς κηρύσσειν (keryssein) Ne costituì dodici per tenerli con sé e per mandarli a predicare
Marco 7,36 και διεστείλατο αὐτοῖς ἵνα μηδενι λέγωσιν· ὅσον δέ αὐτοῖς διεστέλλετο, αὐτοι μᾶλλον περισσότερον ἐκήρυσσον (ekérysson) Gesù ordinò loro di non parlarne a nessuno; ma più lo vietava loro e più lo divulgavano
Marco 16,15 και εἶπεν αὐτοῖς· Πορευθέντες εἰς τὅν κόσμον ἅπαντα κηρύξατε (kerùxate) τὅ εὐαγγέλιον πάσῃ τῇ κτίσει E disse loro: Andate per tutto il mondo, predicate il vangelo a ogni creatura
Tutti ti cercano; e lui incontra tutti Ma c’è anche il luogo deserto, la preghiera, il recupero: tornare alla fonte, verificare il messaggio, ripartire per andare altrove, per arrivare a tutti, per non dimenticare nessuno