ἀγάπη

Architecture with Stars II – Lyonel Feininger

Domenica 9 maggio 2021 – Sesta di Pasqua

Giovanni 15, 9-17
 9Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. 10Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. 11Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.
12Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. 13Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. 14Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. 15Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi. 
16Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. 17Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri

Rimanere nell’amore, μένειν (ménein), implica un’azione, una decisione; non è fissità, staticità, non è come stare: “E’ bello per noi stare qui, facciamo tre tende…” (Marco 9,5)
Rimanere è tornare, ritornare, ri-volgersi ogni volta

v. 9 καθώς ἠγάπησέν (egàpesen) με ὁ πατήρ, κἀγώ ὑμᾶς ἠγάπησα (egàpesa)· μείνατε ἐν τῇ ἀγάπῃ (agàpe) τῇ ἐμῇ
Sicut dilexit me Pater, et ego dilexi vos. Manete in dilectione mea
Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore

v. 10 άν τάς ἐντολάς μου τηρήσητε, μενεῖτε ἐν τῇ ἀγάπῃ (agàpe) μου, καθώς ἐγώ τάς ἐντολάς τοῦ πατρός μου τετήρηκα καί μένω αὐτοῦ ἐν τῇ ἀγάπῃ (agàpe)
Si præcepta mea servaveritis, manebitis in dilectione mea, sicut et ego Patris mei præcepta servavi, et maneo in ejus dilectione
Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore

v. 13 μείζονα ταύτης ἀγάπην (agàpen) οὐδείς ἔχει, ἵνα τις τήν ψυχήν αὐτοῦ θῇ ὑπέρ τῶν φίλων αὐτοῦ
Majorem hac dilectionem nemo habet, ut animam suam ponat qui pro amicis suis
Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici

ἀγάπη (agàpe) amore fraterno, benevolenza, amore disinteressato; compare ben 116 volte nel nuovo testamento ma solo 8 nei vangeli, è una delle parole chiave di Paolo e delle altre lettere:

  • Giovanni 13,35
    ἐν τούτῳ γνώσονται πάντες ὅτι ἐμο μαθηταί ἐστε, ἐν ἀγάπην (agàpen) ἔχητε ἐν ἀλλήλοις (allélois)
    Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri
  • 1 Giovanni 2,15
    ὃς δ’ ἂν τηρῇ αὐτοῦ τν λόγον, ἀληθῶς ἐν τούτῳ ἡ ἀγάπη (agàpe) τοῦ θεοῦ τετελείωται. ἐν τούτῳ γινώσκομεν ὅτι ἐν αὐτῷ ἐσμεν
    Chi invece osserva la sua parola, in lui l’amore di Dio è veramente perfetto. Da questo conosciamo di essere in lui
  • 1 Giovanni 3,1
    ἴδετε ποταπν ἀγάπην (agàpen) δέδωκεν ἡμῖν ὁ πατρ ἵνα τέκνα θεοῦ κληθῶμεν, κα ἐσμέν. δι τοῦτο ὁ κόσμος οὐ γινώσκει ἡμᾶς ὅτι οὐκ ἔγνω αὐτόν
    Vedete quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente! Per questo il mondo non ci conosce: perché non ha conosciuto lui

v. 12 αὕτη ἐστίν ἡ ἐντολή ἡ ἐμή, ἵνα ἀγαπᾶτε (agapàte) ἀλλήλους (allélus) καθώς ἠγάπησα (egàpesa) ὑμᾶς
Hoc est præceptum meum, ut diligatis invicem, sicut dilexi vos
Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi

v. 17 ταῦτα ἐντέλλομαι ὑμῖν, ἵνα ἀγαπᾶτε (agapàte) ἀλλήλους (allélus)
Hæc mando vobis: ut diligatis invicem
Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri

ἀλλήλων (allélon) plurale raddoppiato di ἄλλος (allos) l’altro, per cui allélon è l’un l’altro, reciprocamente, a vicenda; non c’è un attivo e un passivo, ma una reciprocità di azione:

  • Giovanni 13,14
    εἰ οὖν ἐγ ἔνιψα ὑμῶν τος πόδας ὁ κύριος κα ὁ διδάσκαλος, κα ὑμεῖς ὀφείλετε ἀλλήλων (allélon) νίπτειν τος πόδας
    Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri
  • Giovanni 13,34
    ἐντολν καινν δίδωμι ὑμῖν ἵνα ἀγαπᾶτε (agapàte) ἀλλήλους (allélus), καθώς ἠγάπησα (egàpesa) ὑμᾶς ἵνα κα ὑμεῖς ἀγαπᾶτε (agapàte) ἀλλήλους (allélus)
    Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri
  • 1 Giovanni 4,7
    Ἀγαπητοί, ἀγαπῶμεν (agapòmen) ἀλλήλους (allélus), ὅτι ἡ ἀγάπη (agàpe) ἐκ τοῦ θεοῦ ἐστιν, κα πᾶς ὁ ἀγαπῶν (agapòn) ἐκ τοῦ θεοῦ γεγέννηται κα γινώσκει τν θεόν
    Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, perché l’amore è da Dio: chiunque ama è stato generato da Dio e conosce Dio

v. 15 οὐκέτι λέγω ὑμᾶς δούλους, ὅτι ὁ δοῦλος οὐκ οἶδεν τί ποιεῖ αὐτοῦ ὁ κύριος· ὑμᾶς δέ εἴρηκα φίλους, ὅτι πάντα ἃ ἤκουσα παρά τοῦ πατρός μου ἐγνώρισα (egnòrisa) ὑμῖν
Jam non dicam vos servos: quia servus nescit quid faciat dominus ejus. Vos autem dixi amicos: quia omnia quæcumque audivi a Patre meo, nota feci vobis
Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi

γνωρίζω (gnorìzo) da γινώσκω (ginòsko), far conoscere, rendere noto, manifesto:

  • Giovanni 17,26
    κα ἐγνώρισα (egnòrisa) αὐτοῖς τ ὄνομά σου κα γνωρίσω (gnorìso), ἵνα ἡ ἀγάπη (agàpe) ἣν ἠγάπησάς (egàpesas) με ἐν αὐτοῖς ᾖ κἀγώ ἐν αὐτοῖς
    E io ho fatto conoscere loro il tuo nome e lo farò conoscere, perché l’amore con il quale mi hai amato sia in essi e io in loro
  • Luca 2,15
    Κα ἐγένετο ὡς ἀπῆλθον ἀπ’ αὐτῶν εἰς τν οὐρανν οἱ ἄγγελοι, οἱ ποιμένες ἐλάλουν πρς ἀλλήλους· Διέλθωμεν δ ἕως Βηθλέεμ κα ἴδωμεν τ ῥῆμα τοῦτο τ γεγονς ὃ ὁ κύριος ἐγνώρισεν (egnòrisen) ἡμῖν
    Appena gli angeli si furono allontanati da loro, verso il cielo, i pastori dicevano l’un l’altro: Andiamo dunque fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere
  • Atti 2,28
    ἐγνρισάς (egnòrisas) μοι ὁδος ζωῆς, πληρώσεις με εὐφροσύνης μετ τοῦ προσώπου σου
    Mi hai fatto conoscere le vie della vita, mi colmerai di gioia con la tua presenza

Gesù ci chiama amici perché ci ha fatto conoscere tutto quello che ha udito dal Padre.
E la sua gioia è entrata in noi, e la sua gioia è piena, letteralmente è riempita completamente, come quella “buona misura, pigiata, scossa e traboccante vi sarà versata nel grembo” (Luca 6,38)
Facciamo spazio a questa gioia traboccante; da questo straripamento nasce il comandamento nuovo: amarsi l’un l’altro è condividere i frutti, frutti che rimangono

καρπὸν φέρειν

Mele verdi – Paul Cezanne

Domenica 2 maggio – Quinta di Pasqua

Giovanni 15, 1-8
1 «Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore. 2Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. 3Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato. 4Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. 5Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. 6Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano. 7Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. 8In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli

αἴρω (àiro) e καθ-αίρω (kata-àiro), tagliare e potare, gettare via e purificare, niente frutti e molti frutti.
E’ tutto un problema di profondità del taglio: se troppo butti via tutto, se troppo poco non avrai frutti.
Va tagliato ma tagliato giusto: quanto dobbiamo togliere? quanto dobbiamo tagliare? quanto dobbiamo purificare?

v. 1 ἐγώ εἰμι ἡ ἄμπελος ἡ ἀληθινή (alethiné), καί ὁ πατήρ μου ὁ γεωργός ἐστιν
Ego sum vitis vera, et pater meus agricola est
Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore

ἀληθινός (alethinòs) vero, opposto a ciò che è fittizio, falsificato,immaginario:

  • Giovanni 1,9
    ἦν τ φῶς τ ἀληθινν (alethinòn) ὃ φωτίζει πάντα ἄνθρωπον ἐρχόμενον εἰς τν κόσμον
    Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo
  • Giovanni 6,32
    εἶπεν οὖν αὐτοῖς ὁ Ἰησοῦς· Ἀμήν ἀμήν λέγω ὑμῖν, οὐ Μωϋσῆς δέδωκεν ὑμῖν τν ἄρτον ἐκ τοῦ οὐρανοῦ, ἀλλ’ ὁ πατήρ μου δίδωσιν ὑμῖν τν ἄρτον ἐκ τοῦ οὐρανοῦ τν ἀληθινόν (alethinòn)
    Rispose loro Gesù: In verità, in verità io vi dico: non è Mosè che vi ha dato il pane dal cielo, ma è il Padre mio che vi dà il pane dal cielo, quello vero
  • Giovanni 19,35
    κα ὁ ἑωρακώς μεμαρτύρηκεν, κα ἀληθινή (alethiné) αὐτοῦ ἐστιν ἡ μαρτυρία, κα ἐκεῖνος οἶδεν ὅτι ἀληθῆ (alethé) λέγει, ἵνα κα ὑμεῖς πιστεύητε
    Chi ha visto ne dà testimonianza e la sua testimonianza è vera; egli sa che dice il vero, perché anche voi crediate

v. 2 πᾶν κλῆμα ἐν ἐμοί μή φέρον καρπόν, αἴρει (àirei) αὐτό, καί πᾶν τό καρπόν (karpòn) φέρον καθαίρει αὐτό ἵνα καρπόν πλείονα φέρῃ
Omnem palmitem in me non ferentem fructum, tollet eum, et omnem qui fert fructum, purgabit eum, ut fructum plus afferat
Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto

αἴρω (àiro) portare via, togliere, rimuovere:

  • Giovanni 1,29
    Τῇ ἐπαύριον βλέπει τν Ἰησοῦν ἐρχόμενον πρς αὐτόν, κα λέγει· Ἴδε ὁ ἀμνς τοῦ θεοῦ ὁ αἴρων (àiron) τν ἁμαρτίαν τοῦ κόσμου
    Il giorno dopo, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo
  • Giovanni 17,15
    οὐκ ἐρωτῶ ἵνα ἄρῃς (àres) αὐτος ἐκ τοῦ κόσμου ἀλλ’ ἵνα τηρήσῃς αὐτος ἐκ τοῦ πονηροῦ
    Non prego che tu li tolga dal mondo, ma che tu li custodisca dal maligno
  • Giovanni 20,13
    κα λέγουσιν αὐτῇ ἐκεῖνοι· Γύναι, τί κλαίεις; λέγει αὐτοῖς ὅτι Ἦραν (èran) τν κύριόν μου, κα οὐκ οἶδα ποῦ ἔθηκαν αὐτόν
    Ed essi le dissero: Donna, perché piangi? Rispose loro: Hanno portato via il mio Signore e non so dove l’hanno posto

v. 4 μείνατε ἐν ἐμοί, κἀγώ ἐν ὑμῖν. καθώς τό κλῆμα οὐ δύναται καρπόν (karpòn) φέρειν ἀφ᾽ ἑαυτοῦ ἐάν μή μένῃ ἐν τῇ ἀμπέλῳ, οὕτως οὐδέ ὑμεῖς ἐάν μή ἐν ἐμοί μένητε
Manete in me, et ego in vobis. Sicut palmes non potest fere fructum a semetipso, nisi manserit in vite, sic nec vos, nisi in me manseritis
Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me

v. 5 ἐγώ εἰμι ἡ ἄμπελος, ὑμεῖς τά κλήματα. ὁ μένων ἐν ἐμοί κἀγώ ἐν αὐτῶ οὖτος φέρει καρπόν (karpòn) πολύν, ὅτι χωρίς ἐμοῦ οὐ δύνασθε ποιεῖν οὐδέν
Ego sum vitis, vos palmites: qui manet in me, et ego in eo, hic fert fructum multum, quia sine me nihil potestis facere
Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla

v. 8 ἐν τούτῳ ἐδοξάσθη ὁ πατήρ μου, ἵνα καρπόν (karpòn) πολύν φέρητε καί γένησθε ἐμοί μαθηταί
In hoc clarificatus est Pater meus, ut fructum plurimum afferatis, et efficiamini mei discipuli
In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli

καρπός (karpòs) frutto, la parola deriva da ἁρπάζω (arpàzo) che significa afferrare, strappare; il frutto è ciò che si afferra, che si porta via:

  • Giovanni 4,36
    ὁ θερίζων μισθν λαμβάνει κα συνάγει καρπν (karpòn) εἰς ζων αἰώνιον, ἵνα ὁ σπείρων ὁμοῦ χαίρῃ κα ὁ θερίζων
    Chi miete riceve il salario e raccoglie frutto per la vita eterna, perché chi semina gioisca insieme a chi miete
  • Giovanni 12,24
    ἀμν ἀμν λέγω ὑμῖν, ἐν μ ὁ κόκκος τοῦ σίτου πεσν εἰς τν γῆν ἀποθάνῃ, αὐτς μόνος μένει· ἐν δ ἀποθάνῃ, πολν καρπν (karpòn) φέρει
    In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto
  • Giovanni 15,16
    οὐχ ὑμεῖς με ἐξελέξασθε, ἀλλ’ ἐγ ἐξελεξάμην ὑμᾶς, κα ἔθηκα ὑμᾶς ἵνα ὑμεῖς ὑπάγητε κα καρπν (karpòn) φέρητε κα ὁ καρπς (karpòs) ὑμῶν μένῃ, ἵνα ὅ τι ἂν αἰτήσητε τν πατέρα ἐν τῷ ὀνόματί μου δῷ ὑμῖν
    Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda

Portare frutto: mani ricolme di frutti, mani che portano, che consegnano frutti.
E mani che tagliano, che saggiano il legno, che cercano il punto e poi tagliano.
L’immagine di una chiesa che fruttifica, che taglia e fruttifica, in continuazione: eterno rimanere in lui, parole feconde in noi

μία ποίμνη, εἷς ποιμήν

Les Châtaigniers à Munot, effet de soleil – Francis Picabia

Domenica 25 aprile 2021 – Quarta di Pasqua

Giovanni 10, 11-18
11Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. 12Il mercenario – che non è pastore e al quale le pecore non appartengono – vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; 13perché è un mercenario e non gli importa delle pecore.
14Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, 15così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. 16E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore. 17Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. 18Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio»

Gesù è il pastore bello (καλός kalòs), e il bello sta proprio nel fatto che dona la vita per le sue pecore semplicemente perché le conosce.
Il padre, il pastore, le pecore: una triangolazione di conoscenza, di intimità, di dono, di offerta; da cui viene escluso il mercenario perché non gli importa, non è preoccupato delle pecore, non ha pensieri per loro

v. 11 ἐγώ εἰμι ὁ ποιμήν ὁ καλός· ὁ ποιμήν ὁ καλός τήν ψυχήν αὐτοῦ τίθησιν (tìthesin) ὑπέρ τῶν προβάτων
Ego sum pastor bonus. Bonus pastor animam suam dat pro ovibus suis
Io sono il buon pastore. Il buon pastore la propria vita per le pecore

v. 17 διά τοῦτό με ὁ πατήρ ἀγαπᾷ ὅτι ἐγώ τίθημι (tìthemi) τήν ψυχήν μου, ἵνα πάλιν λάβω αὐτήν
Propterea me diligit Pater: quia ego pono animam meam, ut iterum sumam eam
Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo

τίθημι (tìthemi) dare, porre, mettere ma anche mettere in gioco:

  • Giovanni 13,37
    λέγει αὐτῷ ὁ Πέτρος· Κύριε, διά τί οὐ δύναμαί σοι ἀκολουθῆσαι ἄρτι; τν ψυχήν μου ὑπρ σοῦ θήσω (théso)
    Pietro disse: Signore, perché non posso seguirti ora? Darò la mia vita per te!
  • Giovanni 15,13
    μείζονα ταύτης ἀγάπην οὐδες ἔχει, ἵνα τις τν ψυχν αὐτοῦ θῇ (thé) ὑπρ τῶν φίλων αὐτοῦ
    Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici
  • Giovanni 20,13
    κα λέγουσιν αὐτῇ ἐκενοι· Γύναι, τί κλαίεις; λέγει αὐτοῖς ὅτι Ἦραν τν κύριόν μου, κα οὐκ οἶδα ποῦ ἔθηκαν (éthekan) αὐτόν
    Ed essi le dissero: Donna, perché piangi?. Rispose loro: Hanno portato via il mio Signore e non so dove l’hanno posto

v. 14 ἐγώ εἰμι ὁ ποιμήν ὁ καλός, καί γινώσκω (ghinòsko) τά ἐμά καί γινώσκουσί με τά ἐμά
Ego sum pastor bonus: et cognosco meas, et cognoscunt me meæ
Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me

v. 15 καθώς γινώσκει (ghinòskei) με ὁ πατήρ κἀγώ γινώσκω (ghinòsko) τόν πατέρα· καί τήν ψυχήν μου τίθημι (tìthemi) ὑπέρ τῶν προβάτων
Sicut novit me Pater, et ego agnosco Patrem: et animam meam pono pro ovibus meis
Così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore

γινώσκω (ghinòsko) il verbo della conoscenza, della comprensione; quella conoscenza che si impara, che si apprende, che si ri-conosce:

  • Giovanni 1,10
    Ἐν τῷ κόσμῳ ἦν, κα ὁ κόσμος δι’ αὐτοῦ ἐγένετο, κα ὁ κόσμος αὐτν οὐκ ἔγνω (éghno)
    Era nel mondo e il mondo è stato fatto per mezzo di lui; eppure il mondo non lo ha riconosciuto
  • Giovanni 17,25
    Πάτερ δίκαιε, κα ὁ κόσμος σε οὐκ ἔγνω (éghno), ἐγώ δέ σε ἔγνων (éghnon), κα οὗτοι ἔγνωσαν (éghnosan) ὅτι σύ με ἀπέστειλας
    Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto, e questi hanno conosciuto che tu mi hai mandato
  • Giovanni 21,17
    λέγει αὐτῷ τ τρίτον· Σίμων Ἰωάννου, φιλεῖς με; ἐλυπήθη ὁ Πέτρος ὅτι εἶπεν αὐτῷ τ τρίτον· Φιλεῖς με; κα εἶπεν αὐτῷ· Κύριε, πάντα σ οἶδας, σ γινώσκεις (ghinòskeis) ὅτι φιλῶ σε. λέγει αὐτῷ ὁ Ἰησοῦς· Βόσκε τ πρόβατά μου
    Gli disse per la terza volta: Simone, figlio di Giovanni, mi vuoi bene?. Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli domandasse: Mi vuoi bene?, e gli disse: Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene. Gli rispose Gesù: Pasci le mie pecore

v. 18 οὐδείς αἴρει αὐτήν ἀπ᾽ ἐμοῦ, ἀλλ᾽ ἐγώ τίθημι (tìthemi) αὐτήν ἀπ᾽ ἐμαυτοῦ. ἐξουσίαν (exusìan) ἔχω θεῖναι (théinai) αὐτήν, καί ἐξουσίαν (exusìan) ἔχω πάλιν λαβεῖν αὐτήν· ταύτην τήν ἐντολήν ἔλαβον παρά τοῦ πατρός μου
Nemo tollit eam a me: sed ego pono eam a meipso, et potestatem habeo ponendi eam, et potestatem habeo iterum sumendi eam. Hoc mandatum accepi a Patre meo
Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio

ἐξουσία (exusìa) parola composta da ἐκ + εἰμί (ek + eimì) nel senso di è legale, e quindi è permesso, è nelle mie possibilità di scelta, è in mio potere:

  • Giovanni 1,12
    ὅσοι δ ἔλαβον αὐτόν, ἔδωκεν αὐτοῖς ἐξουσίαν (exusìan) τέκνα θεοῦ γενέσθαι, τοῖς πιστεύουσιν εἰς τ ὄνομα αὐτοῦ
    A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome
  • Giovanni 5,27
    κα ἐξουσίαν (exusìan) ἔδωκεν αὐτῷ κρίσιν ποιεῖν, ὅτι υἱς ἀνθρώπου ἐστίν
    E gli ha dato il potere di giudicare, perché è Figlio dell’uomo
  • Giovanni 19,11
    ἀπεκρίθη αὐτῷ Ἰησοῦς· Οὐκ εἶχες ἐξουσίαν (exusìan) κατ’ ἐμοῦ οὐδεμίαν εἰ μή ἦν δεδομένον σοι ἄνωθεν· διά τοῦτο ὁ παραδούς μέ σοι μείζονα ἁμαρτίαν ἔχει
    Gli rispose Gesù: Tu non avresti alcun potere su di me, se ciò non ti fosse stato dato dall’alto. Per questo chi mi ha consegnato a te ha un peccato più grande

Il mio Dio ha pensieri per ogni singola pecora del gregge, le difende dal lupo, non le lascia sole: dona loro un pastore, un pastore bello.
E le pecore, ascoltando la parola del pastore, diventano un solo gregge: un solo pastore, un solo gregge.
Le pecore, ascoltando la parola del pastore, conoscono le altre pecore, ri-conoscono le altre pecore

ἐγώ εἰμι αὐτός

Seebüll – Emil Nolde

Domenica 18 aprile 2021 – Terza di Pasqua

Luca 24, 35-48
35Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.
36Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». 37Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. 38Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? 39Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho». 40Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. 41Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». 42Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; 43egli lo prese e lo mangiò davanti a loro.
44Poi disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». 45Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture 46e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, 47e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. 48Di questo voi siete testimoni

Ecco sono io: Gesù arriva, porta doni, mostra segni.
Ma i suoi sono turbati, pieni di dubbi, di paure.
E allora l’unica è ripartire da dove si erano lasciati: mangiare insieme.
Avete qualcosa da mangiare?
Signore, cosa vuoi che abbiamo, del pesce… siamo pescatori, non ti ricordi?
Certo che mi ricordo, speravo proprio che vi fosse rimasto del pesce, avevo proprio voglia di un po’ di pesce arrostito; lo mangerò qui davanti a voi, come una volta, come pochi giorni fa

v. 36 ταῦτα δέ αὐτῶν λαλούντων αὐτς ἔστη ἐν μέσῳ (en méso) αὐτῶν κα λέγει αὐτοῖς, εἰρήνη ὑμῖν
Dum autem hæc loquuntur, stetit Jesus in medio eorum, et dicit eis: Pax vobis
Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: Pace a voi

ἐν μέσῳ (en méso) in mezzo, in mezzo allo spazio, in mezzo al tempo, in mezzo alle persone, in mezzo a noi:

  • Luca 2,46
    κα ἐγένετο μετ ἡμέρας τρεῖς εὗρον αὐτν ἐν τῷ ἱερῷ καθεζόμενον ἐν μέσῳ (en méso) τῶν διδασκάλων κα ἀκούοντα αὐτῶν κα ἐπερωτῶντα αὐτούς
    Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava
  • Luca 6,8
    αὐτς δ ᾔδει τος διαλογισμος (dialoghismùs) αὐτῶν, εἶπεν δ τῷ ἀνδρ τῷ ξηρν ἔχοντι τήν χεῖρα· Ἔγειρε κα στῆθι εἰς τ μέσον (eis tò méson)· κα ἀναστς ἔστη
    Ma Gesù conosceva i loro pensieri e disse all’uomo che aveva la mano paralizzata: Àlzati e mettiti qui in mezzo. Si alzò e si mise in mezzo
  • Luca 22,27
    τίς γρ μείζων, ὁ ἀνακείμενος ἢ ὁ διακονῶν; οὐχ ὁ ἀνακείμενος; ἐγώ δ ἐν μέσῳ (en méso) ὑμῶν εἰμι ὡς ὁ διακονῶν
    Infatti chi è più grande, chi sta a tavola o chi serve? Non è forse colui che sta a tavola? Eppure io sto in mezzo a voi come colui che serve

v. 38 καί εἶπεν αὐτοῖς, τί τεταραγμένοι ἐστέ, καί διά τί διαλογισμοί (dialoghismòi) ἀναβαίνουσιν ἐν τῇ καρδίᾳ ὑμῶν;
Et dixit eis: Quid turbati estis, et cogitationes ascendunt in corda vestra?
Ma egli disse loro: Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? 

διαλογισμός (dialoghismòs) da διά + λόγος (dià-lògos) i pensieri, i ragionamenti che girano nella testa dell’uomo e che generano dubbi, fanno nascere discussioni:

  • Luca 2,35
    κα σοῦ δέ αὐτῆς τήν ψυχήν διελεύσεται ῥομφαία, ὅπως ἂν ἀποκαλυφθῶσιν ἐκ πολλῶν καρδιῶν διαλογισμοί (dialoghismòi)
    E anche a te una spada trafiggerà l’anima, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori
  • Luca 5,22
    ἐπιγνος δέ ὁ Ἰησοῦς τος διαλογισμος (dialoghismùs) αὐτῶν ἀποκριθες εἶπεν πρός αὐτούς· Τί διαλογίζεσθε (dialoghìzesthe) ἐν ταῖς καρδίαις ὑμῶν;
    Ma Gesù, conosciuti i loro ragionamenti, rispose: Perché pensate così nel vostro cuore? 
  • Luca 9,46-47
    Εἰσῆλθεν δέ διαλογισμός (dialoghismòs) ἐν αὐτοῖς, τό τίς ἂν εἴη μείζων αὐτῶν. ὁ δέ Ἰησοῦς εἰδώς τόν διαλογισμόν (dialoghismòs) τῆς καρδίας αὐτῶν ἐπιλαβόμενος παιδίον ἔστησεν αὐτό παρ’ ἑαυτῷ
    Nacque poi una discussione tra loro, chi di loro fosse più grande. Allora Gesù, conoscendo il pensiero del loro cuore, prese un bambino, se lo mise vicino

v. 45 τότε διήνοιξεν (diévoixen) αὐτῶν τόν νοῦν τοῦ συνιέναι τάς γραφάς
Tunc aperuit illis sensum ut intelligerent scripturas
Allora aprì loro la mente per comprendere le scritture

διανοίγω (dianòigo) aprire, spalancare, dividere in due parti; il primogenito è il figlio che per primo “apre” l’utero:

  • Luca 2,23
    καθώς γέγραπται ἐν νόμῳ κυρίου ὅτι Πᾶν ἄρσεν διανοῖγον (dianòigon) μήτραν ἅγιον τῷ κυρίῳ κληθήσεται
    Come è scritto nella legge del Signore: Ogni maschio primogenito (che apre l’utero) sarà sacro al Signore
  • Luca 24,31
    αὐτῶν δ διηνοίχθησαν (dienòikthesan) οἱ ὀφθαλμο κα ἐπέγνωσαν αὐτόν· κα αὐτς ἄφαντος ἐγένετο ἀπ’ αὐτῶν
    Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista
  • Luca 24,32
    κα εἶπαν πρός ἀλλήλους· Οὐχ ἡ καρδία ἡμῶν καιομένη ἦν ἐν ἡμῖν ὡς ἐλάλει ἡμῖν ἐν τῇ ὁδῷ, ὡς διήνοιγεν (diénoighen) ἡμῖν τς γραφάς;
    Ed essi dissero l’un l’altro: Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?

Si chiamano “ripetizioni”: quando un insegnante prova ad aprire la testa degli studenti più ostici per infilarci qualche nozione sperando che attecchisca…
Gesù propone delle ripetizioni, rispiega tutto da capo, risemina la parola, ma questa volta da risorto, questa volta sappiamo già come è finita, questa volta il cuore non può indurirsi, non può rallentare.
Gesù apri la nostra mente,
semina parole germoglianti,
spiegaci ancora una volta la conversione e il perdono:
ancora questa volta,
ancora come ieri,
ancora per sempre!

εἰρήνη ὑμῖν

Gli evangelisti – Natal’ja Gončarova

Domenica 11 aprile 2021 – Seconda di Pasqua

Giovanni 20, 19-31
19La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». 20Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. 21Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». 22Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. 23A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».
24Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. 25Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».
26Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». 27Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». 28Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». 29Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».
30Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. 31Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.

Porte chiuse, occhi chiusi, cuori chiusi: non c’è spazio per la speranza, non c’è spiraglio di luce, non c’è possibilità di entrare.
Ma Gesù non aspetta: è la sera di quello stesso giorno, vuole incontrare di nuovo i suoi amici che sono chiusi nel loro dolore, nel loro senso di colpa, nel loro mal-essere.
E Gesù si presenta con un regalo grande: pace a voi!
Non un augurio, ma un dono di ben-essere, di stare bene, con lui, tra noi.
Il soffio scuote le porte, sbreccia i muri, asciuga gli occhi, rigenera i cuori: la resurrezione riattiva la vita!

v. 19 Οὔσης οὖν ὀψίας τῇ ἡμέρᾳ ἐκείνῃ τῇ μιᾷ σαββάτων, κα τῶν θυρῶν κεκλεισμένων (tòn thyròn kekleisménon) ὅπου ἦσαν οἱ μαθητα δι τν φόβον τῶν Ἰουδαίων, ἦλθεν ὁ Ἰησοῦς κα ἔστη εἰς τ μέσον, κα λέγει αὐτοῖς· Εἰρήνη ὑμῖν
Cum ergo sero esset die illo, una sabbatorum, et fores essent clausæ, ubi erant discipuli congregati propter metum Judæorum: venit Jesus, et stetit in medio, et dixit eis: Pax vobis
La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: Pace a voi!

v. 26 Κα μεθ’ ἡμέρας ὀκτ πάλιν ἦσαν ἔσω οἱ μαθητα αὐτοῦ κα Θωμᾶς μετ’ αὐτῶν. ἔρχεται ὁ Ἰησοῦς τῶν θυρῶν κεκλεισμένων (tòn thyròn kekleisménon), κα ἔστη εἰς τ μέσον κα εἶπεν· Εἰρήνη ὑμῖν
Et post dies octo, iterum erant discipuli ejus intus, et Thomas cum eis. Venit Jesus januis clausis, et stetit in medio, et dixit: Pax vobis
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: Pace a voi!

κλείω (kléio) da cui il latino clàudere e quindi chiudere, chiave (clàvis), clausura:

  • Matteo 6,6
    σ δέ ὅταν προσεύχῃ, εἴσελθε εἰς τ ταμεῖόν σου καί κλείσας τν θύραν (kléisas ten thyran) σου πρόσευξαι τῷ πατρί σου τῷ ἐν τῷ κρυπτῷ· κα ὁ πατήρ σου ὁ βλέπων ἐν τῷ κρυπτῷ ἀποδώσει σοι
    Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà
  • Luca 11,7
    κἀκεῖνος ἔσωθεν ἀποκριθες εἴπῃ· Μή μοι κόπους πάρεχε· ἤδη ἡ θύρα κέκλεισται (thyra kékleistai), κα τ παιδία μου μετ’ ἐμοῦ εἰς τν κοίτην εἰσίν· οὐ δύναμαι ἀναστς δοῦναί σοι
    E se quello dall’interno gli risponde: Non m’importunare, la porta è già chiusa, io e i miei bambini siamo a letto, non posso alzarmi per darti i pani
  • Apocalisse 21,25
    κα οἱ πυλῶνες αὐτῆς οὐ μ κλεισθῶσιν (kleisthòsin) ἡμέρας, νξ γρ οὐκ ἔσται ἐκεῖ
    Le sue porte non si chiuderanno mai durante il giorno, perché non vi sarà più notte

v. 21 εἶπεν οὗν αὐτοῖς [ὁ ἰησοῦς] πάλιν, εἰρήνη ὑμῖν· καθς ἀπέσταλκέν (apèstalken) με ὁ πατήρ, κἀγ πέμπω (pémpo) ὑμᾶς
Dixit ergo eis iterum: Pax vobis. Sicut misit me Pater, et ego mitto vos
Gesù disse loro di nuovo: Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi

ἀποστέλλω (apostéllo) e πέμπω (pémpo), i due verbi si alternano in tutto il vangelo di Giovanni, spesso danzando nella stessa frase o in versetti consecutivi:

  • Giovanni 4,34
    λέγει αὐτοῖς ὁ Ἰησοῦς· Ἐμν βρῶμά ἐστιν ἵνα ποιήσω τ θέλημα τοῦ πέμψαντός (pémpsantos) με κα τελειώσω αὐτοῦ τ ἔργον
    Gesù disse loro: Il mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e compiere la sua opera
  • Giovanni 4,38
    ἐγ ἀπέστειλα (apésteila) ὑμᾶς θερίζειν ὃ οὐχ ὑμεῖς κεκοπιάκατε· ἄλλοι κεκοπιάκασιν, κα ὑμεῖς εἰς τν κόπον αὐτῶν εἰσεληλύθατε
    Io vi ho mandati a mietere ciò per cui non avete faticato; altri hanno faticato e voi siete subentrati nella loro fatica
  • Giovanni 5,37
    κα ὁ πέμψας (pémpsas) με πατρ ἐκεῖνος μεμαρτύρηκεν περ ἐμοῦ. οὔτε φωνν αὐτοῦ πώποτε ἀκηκόατε οὔτε εἶδος αὐτοῦ ἑωράκατε
    E anche il Padre, che mi ha mandato, ha dato testimonianza di me. Ma voi non avete mai ascoltato la sua voce né avete mai visto il suo volto
  • Giovanni 5,38
    κα τν λόγον αὐτοῦ οὐκ ἔχετε ἐν ὑμῖν μένοντα, ὅτι ὃν ἀπέστειλεν (apésteilen) ἐκεῖνος τούτῳ ὑμεῖς οὐ πιστεύετε
    E la sua parola non rimane in voi; infatti non credete a colui che egli ha mandato

v. 22 καί τοῦτο εἰπών ἐνεφύσησεν (enephysesen) καί λέγει αὐτοῖς· Λάβετε πνεῦμα ἅγιον
Hæc cum dixisset, insufflavit, et dixit eis: Accipite Spiritum Sanctum
Detto questo, soffiò e disse loro: Ricevete lo Spirito Santo

ἐμφυσάω (emphysào) in tutta la Bibbia il verbo compare solo due volte: nella Genesi quando Dio soffia la vita dentro l’uomo e alla fine del vangelo di Giovanni, quando Gesù soffia lo spirito vitale sui suoi amici

  • Genesi 2,7
    καί ἔπλασεν ὁ θες τν ἄνθρωπον χοῦν ἀπ τῆς γῆς κα ἐνεφύσησεν (enephysesen) εἰς τ πρόσωπον αὐτοῦ πνον ζωῆς καὶ ἐγένετο ὁ ἄνθρωπος εἰς ψυχν ζῶσαν
    Allora il Signore Dio plasmò l’uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l’uomo divenne un essere vivente

Gesù non è l’unico a tornare dopo una settimana: torna anche Tommaso.
Non era scontato…
Poteva andarsene, qualcuno l’aveva fatto, invece ritorna; dove andremo Signore? dove possiamo andare se non tornare qui?
E qui ti incontriamo, sempre stupiti, sempre increduli, sempre balbuzienti: mio Signore e mio Dio.
E’ già qualcosa, è già tutto!

Surrexit, non est hic

Pontormo

Domenica 4 aprile 2021 – Pasqua del Signore

Marco 16,1-7
1Passato il sabato, Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo e Salome comprarono oli aromatici per andare a ungerlo. 2Di buon mattino, il primo giorno della settimana, vennero al sepolcro al levare del sole. 3Dicevano tra loro: «Chi ci farà rotolare via la pietra dall’ingresso del sepolcro?». 4Alzando lo sguardo, osservarono che la pietra era già stata fatta rotolare, benché fosse molto grande. 5Entrate nel sepolcro, videro un giovane, seduto sulla destra, vestito d’una veste bianca, ed ebbero paura. 6Ma egli disse loro: «Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui. Ecco il luogo dove l’avevano posto. 7Ma andate, dite ai suoi discepoli e a Pietro: «Egli vi precede in Galilea. Là lo vedrete, come vi ha detto»

Questa notte dura poco, le donne si alzano presto, all’alba, di buon mattino.
Gesù è morto, ma le donne si alzano e escono lo stesso: c’è sempre qualcosa da fare!
Non sanno come faranno a spostare la pietra: un ostacolo razionalmente insormontabile, che avrebbe fatto desistere chiunque, non le donne.
Loro vanno, di buon mattino, con tutto l’occorrente: sono donne, qualcosa combineranno…

v. 2 καί λίαν πρωΐ (pròi) τῇ μιᾷ τῶν σαββάτων ἔρχονται ἐπί τό μνημεῖον ἀνατείλαντος τοῦ ἡλίου
Et valde mane una sabbatorum, veniunt ad monumentum, orto jam sole
Di buon mattino, il primo giorno della settimana, vennero al sepolcro al levare del sole

πρωΐ (pròi) di mattina, presto; da προ (pro) prima:

  • Marco 1,35
    Καί πρωΐ (pròi) ἔννυχα λίαν ἀναστάς ἐξῆλθεν καί ἀπῆλθεν εἰς ἔρημον τόπον κἀκεῖ προσηύχετο
    Al mattino
    presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava
  • Marco 13,35
    γρηγορεῖτε οὖν, οὐκ οἴδατε γάρ πότε ὁ κύριος τῆς οἰκίας ἔρχεται, ἢ ὀψ ἢ μεσονύκτιον ἢ ἀλεκτοροφωνίας ἢ πρωΐ (pròi)
    Vegliate dunque: voi non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino
  • Giovanni 20,1
    Τῇ δ μιᾷ τῶν σαββάτων Μαρία ἡ Μαγδαληνή ἔρχεται πρωΐ (pròi) σκοτίας ἔτι οὔσης εἰς τ μνημεῖον, κα βλέπει τν λίθον ἠρμένον ἐκ τοῦ μνημείου
    Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro

v. 5 καί εἰσελθοῦσαι εἰς τό μνημεῖον εἶδον νεανίσκον καθήμενον ἐν τοῖς δεξιοῖς περιβεβλημένον στολήν λευκήν, καί ἐξεθαμβήθησαν (exethambéthesan)
Et introëuntes in monumentum viderunt juvenem sedentem in dextris, coopertum stola candida, et obstupuerunt
Entrate nel sepolcro, videro un giovane, seduto sulla destra, vestito d’una veste bianca, ed ebbero paura

v. 6 ὁ δ λέγει αὐταῖς· Μή ἐκθαμβεῖσθε (ekthambéisthe)· Ἰησοῦν ζητεῖτε τόν Ναζαρηνόν τόν ἐσταυρωμένον· ἠγέρθη, οὐκ ἔστιν ὧδε· ἴδε ὁ τόπος ὅπου ἔθηκαν αὐτόν
Qui dicit illis: Nolite expavescere: Jesum quæritis Nazarenum, crucifixum: surrexit, non est hic, ecce locus ubi posuerunt eum
Ma egli disse loro: Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui. Ecco il luogo dove l’avevano posto.

ἐκθαμβέομαι (ekthambéomai) verbo usato solo da Marco, significa spaventarsi al punto da rimanere immobili, pietrificati:

  • Marco 9,15
    καί εὐθύς πᾶς ὁ ὄχλος ἰδόντες αὐτόν ἐξεθαμβήθησαν (exethambéthesan), καί προστρέχοντες ἠσπάζοντο αὐτόν
    E subito tutta la folla, al vederlo, fu presa da meraviglia e corse a salutarlo
  • Marco 14,33
    καί παραλαμβάνει τόν Πέτρον καί Ἰάκωβον καί Ἰωάννην μετ’ αὐτοῦ, καί ἤρξατο ἐκθαμβεῖσθαι (ekthambéisthai) κα ἀδημονεῖν
    Prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e cominciò a sentire paura e angoscia

v. 7 ἀλλ ὑπάγετε εἴπατε τοῖς μαθηταῖς αὐτοῦ κα τῷ Πέτρῳ ὅτι Προάγει (proàghei) ὑμᾶς εἰς τήν Γαλιλαίαν· ἐκεῖ αὐτόν ὄψεσθε, καθώς εἶπεν ὑμῖν
Sed ite, dicite discipulis ejus, et Petro, quia præcedit vos in Galilæam: ibi eum videbitis, sicut dixit vobis
Ma andate, dite ai suoi discepoli e a Pietro: Egli vi precede in Galilea. Là lo vedrete, come vi ha detto

προάγω (proàgo) precedere, essere davanti nello spazio e nel tempo; nel vangelo di Marco è ciò che fa il maestro con i propri discepoli:

  • Marco 10,32
    Ἦσαν δέ ἐν τῇ ὁδῷ ἀναβαίνοντες εἰς Ἱεροσόλυμα, καί ἦν προάγων (proàgon) αὐτούς ὁ Ἰησοῦς, καί ἐθαμβοῦντο, οἱ δέ ἀκολουθοῦντες ἐφοβοῦντο
    Mentre erano sulla strada per salire a Gerusalemme, Gesù camminava davanti a loro ed essi erano sgomenti; coloro che lo seguivano erano impauriti
  • Marco 14,28
    ἀλλ μετ τ ἐγερθῆναί με προάξω (proàxo) ὑμᾶς εἰς τήν Γαλιλαίαν
    Ma, dopo che sarò risorto, vi precederò in Galilea
  • Matteo 2,9
    οἱ δέ ἀκούσαντες τοῦ βασιλέως ἐπορεύθησαν, κα ἰδο ὁ ἀστήρ ὃν εἶδον ἐν τῇ ἀνατολῇ προῆγεν (proèghen) αὐτούς, ἕως ἐλθών ἐστάθη ἐπάνω οὗ ἦν τό παιδίον
    Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino

Non è qui, è risorto!
Donne, andate a dirlo agli uomini, ditelo anche a Pietro: vi precede in Galilea.
Ve l’aveva anche detto: “Dopo che sarò risorto, vi precederò in Galilea” (Mc 14,28)
Ma è difficile fidarsi, è difficile credere che Gesù ci aspetta proprio lì dove è iniziata la nostra storia con lui: bisogna ripartire da lì.
L’aveva detto anche a Nicodemo: “Se uno non rinasce dall’alto, non può vedere il regno di Dio” (Gv 3,3).
Davvero “la destra del Signore si è alzata, la destra del Signore ha fatto meraviglie. Non morirò, ma resterò in vita e annuncerò le opere del Signore” (Salmo 117).
“Celebriamo dunque la festa con azzimi di sincerità e di verità” (1 Cor 5)

ὁ θεός μου ὁ θεός μου

Golgotha – Edvard Munch

Domenica 28 marzo 2021 – Domenica delle Palme

Marco 14,1-15,47
1 Mancavano due giorni alla Pasqua e agli Azzimi, e i capi dei sacerdoti e gli scribi cercavano il modo di catturarlo con un inganno per farlo morire. 2Dicevano infatti: «Non durante la festa, perché non vi sia una rivolta del popolo».
3Gesù si trovava a Betània, nella casa di Simone il lebbroso. Mentre era a tavola, giunse una donna che aveva un vaso di alabastro, pieno di profumo di puro nardo, di grande valore. Ella ruppe il vaso di alabastro e versò il profumo sul suo capo. 4Ci furono alcuni, fra loro, che si indignarono: «Perché questo spreco di profumo? 5Si poteva venderlo per più di trecento denari e darli ai poveri!». Ed erano infuriati contro di lei.
6Allora Gesù disse: «Lasciatela stare; perché la infastidite? Ha compiuto un’azione buona verso di me. 7I poveri infatti li avete sempre con voi e potete far loro del bene quando volete, ma non sempre avete me. 8Ella ha fatto ciò che era in suo potere, ha unto in anticipo il mio corpo per la sepoltura. 9In verità io vi dico: dovunque sarà proclamato il Vangelo, per il mondo intero, in ricordo di lei si dirà anche quello che ha fatto».
10Allora Giuda Iscariota, uno dei Dodici, si recò dai capi dei sacerdoti per consegnare loro Gesù. 11Quelli, all’udirlo, si rallegrarono e promisero di dargli del denaro. Ed egli cercava come consegnarlo al momento opportuno.
12Il primo giorno degli Azzimi, quando si immolava la Pasqua, i suoi discepoli gli dissero: «Dove vuoi che andiamo a preparare, perché tu possa mangiare la Pasqua?». 13Allora mandò due dei suoi discepoli, dicendo loro: «Andate in città e vi verrà incontro un uomo con una brocca d’acqua; seguitelo. 14Là dove entrerà, dite al padrone di casa: «Il Maestro dice: Dov’è la mia stanza, in cui io possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli?». 15Egli vi mostrerà al piano superiore una grande sala, arredata e già pronta; lì preparate la cena per noi». 16 I discepoli andarono e, entrati in città, trovarono come aveva detto loro e prepararono la Pasqua.
17Venuta la sera, egli arrivò con i Dodici. 18Ora, mentre erano a tavola e mangiavano, Gesù disse: «In verità io vi dico: uno di voi, colui che mangia con me, mi tradirà». 19Cominciarono a rattristarsi e a dirgli, uno dopo l’altro: «Sono forse io?». 20Egli disse loro: «Uno dei Dodici, colui che mette con me la mano nel piatto. 21Il Figlio dell’uomo se ne va, come sta scritto di lui; ma guai a quell’uomo, dal quale il Figlio dell’uomo viene tradito! Meglio per quell’uomo se non fosse mai nato!».
22E, mentre mangiavano, prese il pane e recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: «Prendete, questo è il mio corpo». 23Poi prese un calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. 24E disse loro: «Questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti. 25In verità io vi dico che non berrò mai più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo, nel regno di Dio».
26Dopo aver cantato l’inno, uscirono verso il monte degli Ulivi. 27Gesù disse loro: «Tutti rimarrete scandalizzati, perché sta scritto: Percuoterò il pastore e le pecore saranno disperse.28Ma, dopo che sarò risorto, vi precederò in Galilea». 29Pietro gli disse: «Anche se tutti si scandalizzeranno, io no!». 30Gesù gli disse: «In verità io ti dico: proprio tu, oggi, questa notte, prima che due volte il gallo canti, tre volte mi rinnegherai». 31Ma egli, con grande insistenza, diceva: «Anche se dovessi morire con te, io non ti rinnegherò». Lo stesso dicevano pure tutti gli altri.
32Giunsero a un podere chiamato Getsèmani ed egli disse ai suoi discepoli: «Sedetevi qui, mentre io prego». 33Prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e cominciò a sentire paura e angoscia. 34Disse loro: «La mia anima è triste fino alla morte. Restate qui e vegliate». 35Poi, andato un po’ innanzi, cadde a terra e pregava che, se fosse possibile, passasse via da lui quell’ora. 36E diceva: «Abbà! Padre! Tutto è possibile a te: allontana da me questo calice! Però non ciò che voglio io, ma ciò che vuoi tu». 37Poi venne, li trovò addormentati e disse a Pietro: «Simone, dormi? Non sei riuscito a vegliare una sola ora? 38Vegliate e pregate per non entrare in tentazione. Lo spirito è pronto, ma la carne è debole». 39Si allontanò di nuovo e pregò dicendo le stesse parole. 40Poi venne di nuovo e li trovò addormentati, perché i loro occhi si erano fatti pesanti, e non sapevano che cosa rispondergli. 41Venne per la terza volta e disse loro: «Dormite pure e riposatevi! Basta! È venuta l’ora: ecco, il Figlio dell’uomo viene consegnato nelle mani dei peccatori. 42Alzatevi, andiamo! Ecco, colui che mi tradisce è vicino».
43E subito, mentre ancora egli parlava, arrivò Giuda, uno dei Dodici, e con lui una folla con spade e bastoni, mandata dai capi dei sacerdoti, dagli scribi e dagli anziani. 44Il traditore aveva dato loro un segno convenuto, dicendo: «Quello che bacerò, è lui; arrestatelo e conducetelo via sotto buona scorta». 45Appena giunto, gli si avvicinò e disse: «Rabbì» e lo baciò. 46Quelli gli misero le mani addosso e lo arrestarono. 47Uno dei presenti estrasse la spada, percosse il servo del sommo sacerdote e gli staccò l’orecchio. 48Allora Gesù disse loro: «Come se fossi un ladro siete venuti a prendermi con spade e bastoni. 49Ogni giorno ero in mezzo a voi nel tempio a insegnare, e non mi avete arrestato. Si compiano dunque le Scritture!».
50Allora tutti lo abbandonarono e fuggirono. 51Lo seguiva però un ragazzo, che aveva addosso soltanto un lenzuolo, e lo afferrarono. 52Ma egli, lasciato cadere il lenzuolo, fuggì via nudo.
53Condussero Gesù dal sommo sacerdote, e là si riunirono tutti i capi dei sacerdoti, gli anziani e gli scribi. 54Pietro lo aveva seguito da lontano, fin dentro il cortile del palazzo del sommo sacerdote, e se ne stava seduto tra i servi, scaldandosi al fuoco.
55I capi dei sacerdoti e tutto il sinedrio cercavano una testimonianza contro Gesù per metterlo a morte, ma non la trovavano. 56Molti infatti testimoniavano il falso contro di lui e le loro testimonianze non erano concordi. 57Alcuni si alzarono a testimoniare il falso contro di lui, dicendo: 58«Lo abbiamo udito mentre diceva: «Io distruggerò questo tempio, fatto da mani d’uomo, e in tre giorni ne costruirò un altro, non fatto da mani d’uomo»». 59Ma nemmeno così la loro testimonianza era concorde. 60Il sommo sacerdote, alzatosi in mezzo all’assemblea, interrogò Gesù dicendo: «Non rispondi nulla? Che cosa testimoniano costoro contro di te?». 61Ma egli taceva e non rispondeva nulla. Di nuovo il sommo sacerdote lo interrogò dicendogli: «Sei tu il Cristo, il Figlio del Benedetto?». 62Gesù rispose: «Io lo sono! E vedrete il Figlio dell’uomo seduto alla destra della Potenza e venire con le nubi del cielo».63Allora il sommo sacerdote, stracciandosi le vesti, disse: «Che bisogno abbiamo ancora di testimoni? 64Avete udito la bestemmia; che ve ne pare?». Tutti sentenziarono che era reo di morte. 65Alcuni si misero a sputargli addosso, a bendargli il volto, a percuoterlo e a dirgli: «Fa’ il profeta!». E i servi lo schiaffeggiavano.
66Mentre Pietro era giù nel cortile, venne una delle giovani serve del sommo sacerdote 67e, vedendo Pietro che stava a scaldarsi, lo guardò in faccia e gli disse: «Anche tu eri con il Nazareno, con Gesù». 68Ma egli negò, dicendo: «Non so e non capisco che cosa dici». Poi uscì fuori verso l’ingresso e un gallo cantò. 69E la serva, vedendolo, ricominciò a dire ai presenti: «Costui è uno di loro». 70Ma egli di nuovo negava. Poco dopo i presenti dicevano di nuovo a Pietro: «È vero, tu certo sei uno di loro; infatti sei Galileo». 71Ma egli cominciò a imprecare e a giurare: «Non conosco quest’uomo di cui parlate». 72E subito, per la seconda volta, un gallo cantò. E Pietro si ricordò della parola che Gesù gli aveva detto: «Prima che due volte il gallo canti, tre volte mi rinnegherai». E scoppiò in pianto.

1 E subito, al mattino, i capi dei sacerdoti, con gli anziani, gli scribi e tutto il sinedrio, dopo aver tenuto consiglio, misero in catene Gesù, lo portarono via e lo consegnarono a Pilato. 2Pilato gli domandò: «Tu sei il re dei Giudei?». Ed egli rispose: «Tu lo dici». 3I capi dei sacerdoti lo accusavano di molte cose. 4Pilato lo interrogò di nuovo dicendo: «Non rispondi nulla? Vedi di quante cose ti accusano!». 5Ma Gesù non rispose più nulla, tanto che Pilato rimase stupito.
6A ogni festa, egli era solito rimettere in libertà per loro un carcerato, a loro richiesta. 7Un tale, chiamato Barabba, si trovava in carcere insieme ai ribelli che nella rivolta avevano commesso un omicidio. 8La folla, che si era radunata, cominciò a chiedere ciò che egli era solito concedere. 9Pilato rispose loro: «Volete che io rimetta in libertà per voi il re dei Giudei?». 10Sapeva infatti che i capi dei sacerdoti glielo avevano consegnato per invidia. 11Ma i capi dei sacerdoti incitarono la folla perché, piuttosto, egli rimettesse in libertà per loro Barabba. 12Pilato disse loro di nuovo: «Che cosa volete dunque che io faccia di quello che voi chiamate il re dei Giudei?». 13Ed essi di nuovo gridarono: «Crocifiggilo!». 14Pilato diceva loro: «Che male ha fatto?». Ma essi gridarono più forte: «Crocifiggilo!». 15Pilato, volendo dare soddisfazione alla folla, rimise in libertà per loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso.
16Allora i soldati lo condussero dentro il cortile, cioè nel pretorio, e convocarono tutta la truppa. 17Lo vestirono di porpora, intrecciarono una corona di spine e gliela misero attorno al capo. 18Poi presero a salutarlo: «Salve, re dei Giudei!». 19E gli percuotevano il capo con una canna, gli sputavano addosso e, piegando le ginocchia, si prostravano davanti a lui. 20Dopo essersi fatti beffe di lui, lo spogliarono della porpora e gli fecero indossare le sue vesti, poi lo condussero fuori per crocifiggerlo.
21Costrinsero a portare la sua croce un tale che passava, un certo Simone di Cirene, che veniva dalla campagna, padre di Alessandro e di Rufo.
22Condussero Gesù al luogo del Gòlgota, che significa «Luogo del cranio», 23e gli davano vino mescolato con mirra, ma egli non ne prese. 24Poi lo crocifissero e si divisero le sue vesti, tirando a sorte su di esse ciò che ognuno avrebbe preso. 25Erano le nove del mattino quando lo crocifissero. 26La scritta con il motivo della sua condanna diceva: «Il re dei Giudei». 27Con lui crocifissero anche due ladroni, uno a destra e uno alla sua sinistra. [ 28]
29Quelli che passavano di là lo insultavano, scuotendo il capo e dicendo: «Ehi, tu che distruggi il tempio e lo ricostruisci in tre giorni, 30salva te stesso scendendo dalla croce!». 31Così anche i capi dei sacerdoti, con gli scribi, fra loro si facevano beffe di lui e dicevano: «Ha salvato altri e non può salvare se stesso! 32Il Cristo, il re d’Israele, scenda ora dalla croce, perché vediamo e crediamo!». E anche quelli che erano stati crocifissi con lui lo insultavano.
33Quando fu mezzogiorno, si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio. 34Alle tre, Gesù gridò a gran voce: «Eloì, Eloì, lemà sabactàni?», che significa: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?». 35Udendo questo, alcuni dei presenti dicevano: «Ecco, chiama Elia!». 36Uno corse a inzuppare di aceto una spugna, la fissò su una canna e gli dava da bere, dicendo: «Aspettate, vediamo se viene Elia a farlo scendere». 37Ma Gesù, dando un forte grido, spirò.
38Il velo del tempio si squarciò in due, da cima a fondo. 39Il centurione, che si trovava di fronte a lui, avendolo visto spirare in quel modo, disse: «Davvero quest’uomo era Figlio di Dio!».
40Vi erano anche alcune donne, che osservavano da lontano, tra le quali Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo il minore e di Ioses, e Salome, 41le quali, quando era in Galilea, lo seguivano e lo servivano, e molte altre che erano salite con lui a Gerusalemme.
42Venuta ormai la sera, poiché era la Parasceve, cioè la vigilia del sabato, 43Giuseppe d’Arimatea, membro autorevole del sinedrio, che aspettava anch’egli il regno di Dio, con coraggio andò da Pilato e chiese il corpo di Gesù. 44Pilato si meravigliò che fosse già morto e, chiamato il centurione, gli domandò se era morto da tempo. 45Informato dal centurione, concesse la salma a Giuseppe. 46Egli allora, comprato un lenzuolo, lo depose dalla croce, lo avvolse con il lenzuolo e lo mise in un sepolcro scavato nella roccia. Poi fece rotolare una pietra all’entrata del sepolcro. 47Maria di Màgdala e Maria madre di Ioses stavano a osservare dove veniva posto.

La nostra settimana santa inizia con un vaso rotto (fracto) e una cascata di profumo sulla testa (caput): un effluvio di unguento, di aroma inebriante, una sorta di casco per aiutarci ad entrare nell’apnea della passione
Davanti a noi la croce, “stoltezza per quelli che si perdono”…

v.14-3 καί ὄντος αὐτοῦ ἐν βηθανίᾳ ἐν τῇ οἰκίᾳ σίμωνος τοῦ λεπροῦ κατακειμένου αὐτοῦ ἦλθεν γυνή ἔχουσα ἀλάβαστρον μύρου νάρδου πιστικῆς πολυτελοῦς· συντρίψασα τήν ἀλάβαστρον κατέχεεν αὐτοῦ τῆς κεφαλῆς (kephalés)
Et cum esset Bethaniæ in domo Simonis leprosi, et recumberet, venit mulier habens alabastrum unguenti nardi spicati pretiosi: et fracto alabastro, effudit super caput ejus
Gesù si trovava a Betània, nella casa di Simone il lebbroso. Mentre era a tavola, giunse una donna che aveva un vaso di alabastro, pieno di profumo di puro nardo, di grande valore. Ella ruppe il vaso di alabastro e versò il profumo sul suo capo

κεφαλή (kephalé) la testa, dalla parola primaria kapto da cui il latino caput:

  • Marco 12,10
    οὐδέ τήν γραφήν ταύτην ἀνέγνωτε· Λίθον ὃν ἀπεδοκίμασαν οἱ οἰκοδομοῦντες, οὗτος ἐγενήθη εἰς κεφαλν (kephalén) γωνίας
    Non avete letto questa Scrittura: La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la testa d’angolo
  • Marco 15,19
    κα ἔτυπτον αὐτοῦ τν κεφαλν (kephalén) καλάμῳ κα ἐνέπτυον αὐτῷ, κα τιθέντες τά γόνατα προσεκύνουν αὐτῷ
    E gli percuotevano il capo con una canna, gli sputavano addosso e, piegando le ginocchia, si prostravano davanti a lui
  • Giovanni 13,9
    λέγει αὐτῷ Σίμων Πέτρος· Κύριε, μ τος πόδας μου μόνον ἀλλ κα τς χεῖρας κα τν κεφαλήν (kephalèn)
    Gli disse Simon Pietro: Signore, non solo i miei piedi, ma anche le mani e il capo

v.15-21 Καί ἀγγαρεύουσιν παράγοντά τινα Σίμωνα Κυρηναῖον ἐρχόμενον ἀπ’ ἀγροῦ, τν πατέρα Ἀλεξάνδρου καί Ῥούφου, ἵνα ἄρῃ τν σταυρν (stauròn) αὐτοῦ
Et angariaverunt prætereuntem quempiam, Simonem Cyrenæum venientem de villa, patrem Alexandri et Rufi, ut tolleret crucem ejus
Costrinsero a portare la sua croce un tale che passava, un certo Simone di Cirene, che veniva dalla campagna, padre di Alessandro e di Rufo

v.15-30 σῶσον σεαυτόν καταβς ἀπό τοῦ σταυροῦ (staurù)
Salvum fac temetipsum descendens de cruce
Salva te stesso scendendo dalla croce

v.15-32 ὁ χριστός ὁ βασιλεύς ἰσραήλ καταβάτω νῦν ἀπό τοῦ σταυροῦ (staurù), ἵνα ἴδωμεν καί πιστεύσωμεν. καί οἱ συνεσταυρωμένοι (sunestauroménoi) σύν αὐτῶ ὠνείδιζον αὐτόν
Christus rex Israël descendat nunc de cruce, ut videamus, et credamus. Et qui cum eo crucifixi erant, convitiabantur ei
Il Cristo, il re d’Israele, scenda ora dalla croce, perché vediamo e crediamo! E anche quelli che erano stati crocifissi con lui lo insultavano

σταυρός (stauròs) la croce:

  • Marco 8,34
    Κα προσκαλεσάμενος τν ὄχλον σν τοῖς μαθηταῖς αὐτοῦ εἶπεν αὐτοῖς· Εἴ τις θέλει ὀπίσω μου ἐλθεῖν, ἀπαρνησάσθω ἑαυτν καὶ ἀράτω τν σταυρν (stauròn) αὐτοῦ κα ἀκολουθείτω μοι
    Convocata la folla insieme ai suoi discepoli, disse loro: Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua
  • 1 Corinzi 1,18
    Ὁ λόγος γρ ὁ τοῦ σταυροῦ (staurù) τοῖς μν ἀπολλυμένοις μωρία ἐστίν, τοῖς δ σῳζομένοις ἡμῖν δύναμις θεοῦ ἐστιν
    La parola della croce infatti è stoltezza per quelli che si perdono, ma per quelli che si salvano, ossia per noi, è potenza di Dio
  • Galati 6,14
    ἐμο δ μή γένοιτο καυχᾶσθαι εἰ μή ἐν τῷ σταυρῷ (staurò) τοῦ κυρίου ἡμῶν Ἰησοῦ Χριστοῦ, δι’ οὗ ἐμο κόσμος ἐσταύρωται (estàurotai) κἀγ κόσμῳ
    Quanto a me invece non ci sia altro vanto che nella croce del Signore nostro Gesù Cristo, per mezzo della quale il mondo per me è stato crocifisso, come io per il mondo

v.15-33 Καί γενομένης ὥρας ἕκτης σκότος (skòtos) ἐγένετο ἐφ’ ὅλην τήν γῆν ἕως ὥρας ἐνάτης
Et facta hora sexta, tenebræ factæ sunt per totam terram usque in horam nonam
Quando fu mezzogiorno, si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio

σκότος (skòtos) il buio, l’oscurità, dalla radice di σκιά (skia) ombra:

  • Luca 1,79
    ἐπιφᾶναι τοῖς ἐν σκότει (skòtei) καί σκιᾷ (skìa) θανάτου καθημένοις, τοῦ κατευθῦναι τος πόδας ἡμῶν εἰς ὁδόν εἰρήνης
    Per risplendere su quelli che stanno nelle tenebre e nell’ombra di morte, e dirigere i nostri passi sulla via della pace
  • Romani 13,12
    νξ προέκοψεν, ἡ δ ἡμέρα ἤγγικεν. ἀποβαλώμεθα οὖν τ ἔργα τοῦ σκότους (skòtus), ἐνδυσώμεθα δ τ ὅπλα τοῦ φωτός
    La notte è avanzata, il giorno è vicino. Perciò gettiamo via le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce
  • Efesini 5,8
    ἦτε γάρ ποτε σκότος (skòtos), νῦν δ φῶς ἐν κυρίῳ· ὡς τέκνα φωτς περιπατεῖτε
    Un tempo infatti eravate tenebra, ora siete luce nel Signore. Comportatevi perciò come figli della luce

“Venuta ormai la sera”…
Viene il buio, la tenebra: bisogna entrare nella passione per poter uscire dal sepolcro
Non si può assistere come spettatori, osservare la tenebra, schivare il buio

“Abbiamo proseguito imperterriti pensando di rimanere sani in un mondo malato”
Papa Francesco 27 marzo 2020

θέλομεν τὸν ἰησοῦν ἰδεῖν

People, birds and sun – Karel Appel

Domenica 21 marzo 2021 – Quinta di Quaresima

Giovanni 12, 20-33
20Tra quelli che erano saliti per il culto durante la festa c’erano anche alcuni Greci. 21Questi si avvicinarono a Filippo, che era di Betsàida di Galilea, e gli domandarono: «Signore, vogliamo vedere Gesù». 22Filippo andò a dirlo ad Andrea, e poi Andrea e Filippo andarono a dirlo a Gesù. 23Gesù rispose loro: «È venuta l’ora che il Figlio dell’uomo sia glorificato. 24In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. 25Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna. 26Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà. 27Adesso l’anima mia è turbata; che cosa dirò? Padre, salvami da quest’ora? Ma proprio per questo sono giunto a quest’ora! 28Padre, glorifica il tuo nome». Venne allora una voce dal cielo: «L’ho glorificato e lo glorificherò ancora!».
29La folla, che era presente e aveva udito, diceva che era stato un tuono. Altri dicevano: «Un angelo gli ha parlato». 30Disse Gesù: «Questa voce non è venuta per me, ma per voi. 31Ora è il giudizio di questo mondo; ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori. 32E io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me». 33Diceva questo per indicare di quale morte doveva morire

“Vogliamo vedere Gesù”
Bellissimo questo passaparola, questo trenino di persone che vuole vedere Gesù: la voglia di vedere Gesù mette in moto, fa cercare compagni di viaggio, colleghi di domande, cercatori di risposte

v. 23 ὁ δέ ἰησοῦς ἀποκρίνεται αὐτοῖς λέγων, ἐλήλυθεν ἡ ὥρα (òra) ἵνα δοξασθῇ ὁ υἱός τοῦ ἀνθρώπου
Jesus autem respondit eis, dicens: Venit hora, ut clarificetur Filius hominis
Gesù rispose loro: È venuta l’ora che il Figlio dell’uomo sia glorificato

v. 27 νῦν ἡ ψυχή μου τετάρακται. καί τί εἴπω; πάτερ, σῶσόν με ἐκ τῆς ὥρας (òras) ταύτης; ἀλλά διά τοῦτο ἦλθον εἰς τήν ὥραν (òran) ταύτην
Nunc anima mea turbata est. Et quid dicam? Pater, salvifica me ex hac hora. Sed propterea veni in horam hanc
Adesso l’anima mia è turbata; che cosa dirò? Padre, salvami da quest’ora? Ma proprio per questo sono giunto a quest’ora

ὥρα (òra) il momento, un tempo ben definito; parola chiave per Giovanni (la usa 24 volte!), tutto il suo vangelo è orientato all’ora che a un certo punto verrà:

  • Giovanni 2,4
    καί λέγει αὐτῇ ὁ Ἰησοῦς· Τί ἐμοί καί σοί, γύναι; οὔπω ἥκει ἡ ὥρα (òra) μου
    E Gesù le rispose: Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora
  • Giovanni 4,23
    ἀλλά ἔρχεται ὥρα (òra) καί νῦν ἐστιν, ὅτε οἱ ἀληθινοί προσκυνηταί προσκυνήσουσιν τῷ πατρί ἐν πνεύματι καί ἀληθείᾳ, καί γάρ ὁ πατήρ τοιούτους ζητεῖ τούς προσκυνοῦντας αὐτόν
    Ma viene l’ora – ed è questa – in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità: così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano
  • Giovanni 17,1
    Ταῦτα ἐλάλησεν Ἰησοῦς, καί ἐπάρας τούς ὀφθαλμούς αὐτοῦ εἰς τόν οὐρανόν εἶπεν· Πάτερ, ἐλήλυθεν ἡ ὥρα (òra)· δόξασόν σου τόν υἱόν, ἵνα ὁ υἱός δοξάσῃ σέ
    Così parlò Gesù. Poi, alzàti gli occhi al cielo, disse: Padre, è venuta l’ora: glorifica il Figlio tuo perché il Figlio glorifichi te

v. 24 ἀμήν ἀμήν λέγω ὑμῖν, ἐάν μή ὁ κόκκος τοῦ σίτου πεσών εἰς τήν γῆν ἀποθάνῃ, αὐτός μόνος μένει· ἐάν δέ ἀποθάνῃ, πολύν καρπόν (karpòn) φέρει
Amen, amen dico vobis, nisi granum frumenti cadens in terram, mortuum fuerit, ipsum solum manet: si autem mortuum fuerit, multum fructum affert
In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto

καρπός (karpòs) il frutto, parola derivata da ἁρπάζω (arpàzo) afferrare, prendere:

  • Giovanni 4,36
    ὁ θερίζων μισθόν λαμβάνει καί συνάγει καρπόν (karpòn) εἰς ζωήν αἰώνιον, ἵνα ὁ σπείρων ὁμοῦ χαίρῃ καί ὁ θερίζων
    Chi miete riceve il salario e raccoglie frutto per la vita eterna, perché chi semina gioisca insieme a chi miete
  • Giovanni 15,2
    πᾶν κλῆμα ἐν ἐμοί μή φέρον καρπόν (karpòn) αἴρει αὐτό, καί πᾶν τό καρπόν φέρον καθαίρει αὐτό ἵνα καρπόν (karpòn) πλείονα φέρῃ
    Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto
  • Giovanni 15,8
    ἐν τούτῳ ἐδοξάσθη ὁ πατήρ μου ἵνα καρπόν (karpòn) πολύν φέρητε καί γένησθε ἐμοί μαθηταί
    In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli

v. 32 κἀγώάν ὑψωθῶ ἐκ τῆς γῆς, πάντας ἑλκύσω (elkyso) πρός ἐμαυτόν
Et ego, si exaltatus fuero a terra, omnia traham ad meipsum
E io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me

ἕλκω (élko) parola utilizzata solamente da Giovanni, attirare, sollevare verso di sé:

  • Giovanni 6,44
    οὐδείς δύναται ἐλθεῖν πρός με ἐάν μή ὁ πατήρ ὁ πέμψας με ἑλκύσῃ (elkyse) αὐτόν, κἀγ ἀναστήσω αὐτόν ἐν τῇ ἐσχάτῃ ἡμέρᾳ
    Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno
  • Giovanni 18,10
    Σίμων οὖν Πέτρος ἔχων μάχαιραν εἵλκυσεν (éilkusen) αὐτήν καί ἔπαισεν τόν τοῦ ἀρχιερέως δοῦλον καί ἀπέκοψεν αὐτοῦ τό ὠτάριον τό δεξιόν. ἦν δέ ὄνομα τῷ δούλῳ Μάλχος
    Allora Simon Pietro, che aveva una spada, la trasse fuori, colpì il servo del sommo sacerdote e gli tagliò l’orecchio destro. Quel servo si chiamava Malco
  • Giovanni 21,6
    ὁ δέ εἶπεν αὐτοῖς· Βάλετε εἰς τά δεξιά μέρη τοῦ πλοίου τό δίκτυον, καί εὑρήσετε. ἔβαλον οὖν, καί οὐκέτι αὐτό ἑλκύσαι (elkysai) ἴσχυον ἀπό τοῦ πλήθους τῶν ἰχθύων
    Allora egli disse loro: Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete. La gettarono e non riuscivano più a tirarla su per la grande quantità di pesci

Volevate vedere Gesù?
Eccolo!
Seme che muore, frutto da distribuire, vita e morte, gloria qui e ora, croce che attira, giudizio di questo mondo: fecondità del dono

Qui facit veritatem, venit ad lucem

Preludio lunare – Mario Reviglione

Domenica 14 marzo 2021 – Quarta di Quaresima

Giovanni 3, 14-21
In quel tempo, Gesù disse a Nicodemo: 14«E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, 15perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna.
16Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. 17Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. 18Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio.
19E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. 20Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. 21Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio»

Nicodemo va di notte a cercare Gesù, per chiedergli come può un uomo rinascere dall’alto, e Gesù gli parla di un uomo che è disceso per essere “innalzato”: Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo figlio unigenito…
Prospettiva nuova, da vertigine!

v. 14 καί καθώς Μωϋσῆς ὕψωσεν (ypsosen) τόν ὄφιν ἐν τῇ ἐρήμῳ, οὕτως ὑψωθῆναι (ypsothénai) δεῖ τόν υἱόν τοῦ ἀνθρώπου
Et sicut Moyses exaltavit serpentem in deserto, ita exaltari oportet Filium hominis
E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo

ὑψόω (ypsòo) alzare, sollevare, portare in alto; parola derivata da ὑπέρ (ypér):

  • Giovanni 8,28
    εἶπεν οὖν ὁ Ἰησοῦς· Ὅταν ὑψώσητε (ypsòsete) τόν υἱόν τοῦ ἀνθρώπου, τότε γνώσεσθε ὅτι ἐγώ εἰμι, καί ἀπ’ ἐμαυτοῦ ποιῶ οὐδέν, ἀλλά καθώς ἐδίδαξέν με ὁ πατήρ ταῦτα λαλῶ
    Disse allora Gesù: Quando avrete innalzato il Figlio dell’uomo, allora conoscerete che Io Sono e che non faccio nulla da me stesso, ma parlo come il Padre mi ha insegnato
  • Giovanni 12,32
    κἀγώάν ὑψωθῶ (ypsothò) ἐκ τῆς γῆς, πάντας ἑλκύσω πρός ἐμαυτόν
    E io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me
  • Luca 1,52
    καθεῖλεν δυνάστας ἀπό θρόνων καί ὕψωσεν (ypsosen) ταπεινούς
    Ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili

v. 15 ἵνα πᾶς ὁ πιστεύων ἐν αὐτῶ ἔχῃ ζωήν αἰώνιον (zoèn aiònion)
Ut omnis qui credit in ipsum, non pereat, sed habeat vitam æternam
Perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna

v. 16 οὕτως γάρ ἠγάπησεν ὁ θεός τόν κόσμον, ὥστε τόν υἱόν τόν μονογενῆ ἔδωκεν, ἵνα πᾶς ὁ πιστεύων εἰς αὐτόν μή ἀπόληται ἀλλ᾽ ἔχῃ ζωήν αἰώνιον (zoèn aiònion)
Sic enim Deus dilexit mundum, ut Filium suum unigenitum daret: ut omnis qui credit in eum, non pereat, sed habeat vitam æternam
Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna

ζωή αἰώνια (zoé aiònia) per diciassette volte nel vangelo di Giovanni viene nominata e promessa la vita eterna, per chi crede, per chi mangia la sua carne, per chi ascolta la sua parola:

  • Giovanni 4,14
    ὃς δ’ ἂν πίῃ ἐκ τοῦ ὕδατος οὗ ἐγώ δώσω αὐτῷ, οὐ μή διψήσει εἰς τόν αἰῶνα (aiòna), ἀλλά τό ὕδωρ ὃ δώσω αὐτῷ γενήσεται ἐν αὐτῷ πηγή ὕδατος ἁλλομένου εἰς ζωήν αἰώνιον (aiònion)
    Ma chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna
  • Giovanni 6,54
    ὁ τρώγων μου τήν σάρκα καί πίνων μου τό αἷμα ἔχει ζωήν αἰώνιον (aiònion), κἀγώ ἀναστήσω αὐτόν τῇ ἐσχάτῃ ἡμέρᾳ
    Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno
  • Giovani 6,68
    ἀπεκρίθη αὐτῷ Σίμων Πέτρος· Κύριε, πρός τίνα ἀπελευσόμεθα; ῥήματα ζωῆς αἰωνίου (aionìu) ἔχεις
    Gli rispose Simon Pietro: Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna

v. 17 οὐ γάρ ἀπέστειλεν ὁ θεός τόν υἱόν εἰς τόν κόσμον ἵνα κρίνῃ (krìne) τόν κόσμον, ἀλλ᾽ ἵνα σωθῇ ὁ κόσμος δι᾽ αὐτοῦ
Non enim misit Deus Filium suum in mundum, ut judicet mundum, sed ut salvetur mundus per ipsum
Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui

v. 18 ὁ πιστεύων εἰς αὐτόν οὐ κρίνεται (krìnetai)· ὁ δέ μή πιστεύων ἤδη κέκριται (kékritai), ὅτι μή πεπίστευκεν εἰς τό ὄνομα τοῦ μονογενοῦς υἱοῦ τοῦ θεοῦ
Qui credit in eum, non judicatur; qui autem non credit, jam judicatus est: quia non credit in nomine unigeniti filii Dei
Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio

κρίνω (krìno) alla lettera significa dividere, separare: il crinale separa due valli; la crisi (κρίσις krisis) è un momento che separa due modi diversi di essere.
Quindi separando il bene dal il male, la cosa giusta da quella sbagliata, il verbo ha preso il significato di giudicare, pronunciare un’opinione, non necessariamente una condanna (infatti in latino judicare, esprimere un giudizio);

  • Giovanni 7,24
    μή κρίνετε (krìnete) κατ’ ὄψιν, ἀλλά τήν δικαίαν κρίσιν κρίνετε (krìsin krìnete)
    Non giudicate secondo le apparenze; giudicate con giusto giudizio
  • Giovanni 8,15
    ὑμεῖς κατά τήν σάρκα κρίνετε (krìnete), ἐγώ οὐ κρίνω (krìno) οὐδένα
    Voi giudicate secondo la carne; io non giudico nessuno
  • Giovanni 12,47
    καί ἐάν τίς μου ἀκούσῃ τῶν ῥημάτων καί μή φυλάξῃ, ἐγώ οὐ κρίνω (krìno) αὐτόν, οὐ γάρ ἦλθον ἵνα κρίνω (krìno) τόν κόσμον ἀλλ’ ἵνα σώσω τόν κόσμον
    Se qualcuno ascolta le mie parole e non le osserva, io non lo condanno; perché non sono venuto per condannare il mondo, ma per salvare il mondo

Chiunque fa il male, odia la luce
Invece chi fa la verità viene verso la luce

Fare la verità, costruire la verità, contribuire alla verità: non è essere nella luce ma andare verso la luce, rinascere a vita nuova, percorrere una via nuova, mettersi in movimento, coltivare una speranza nella fiducia che accoglie la fragilità e la trasforma

Invenit in templo vendentes

Ad Parnassum – Paul Klee

Domenica 7 marzo 2021 – Terza di Quaresima

Giovanni 2, 13-25
13Si avvicinava intanto la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. 14Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete. 15Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori dal tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, 16e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!». 17I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: Lo zelo per la tua casa mi divorerà.
18Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?». 19Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere». 20Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?». 21Ma egli parlava del tempio del suo corpo. 22Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù.
23Mentre era a Gerusalemme per la Pasqua, durante la festa, molti, vedendo i segni che egli compiva, credettero nel suo nome. 24Ma lui, Gesù, non si fidava di loro, perché conosceva tutti 25e non aveva bisogno che alcuno desse testimonianza sull’uomo. Egli infatti conosceva quello che c’è nell’uomo

Sicuramente gli evangelisti sono rimasti colpiti dall’episodio: lo raccontano in quattro!
Siamo ancora all’inizio della predicazione, Gesù ha appena compiuto il primo segno a Cana, l’acqua trasformata in vino, e subito dopo compie un gesto di rottura con l’ordine costituito, un ‘azione che secondo alcuni studiosi gli verrà contestata come capo di imputazione nella condanna a morte.
E la spiegazione peggiora ulteriormente le cose: parla di ricostruire il tempio ma verrà accusato di volerlo distruggere…

v. 18 ἀπεκρίθησαν οὗν οἱ ἰουδαῖοι καί εἶπαν αὐτῶ, τί σημεῖον δεικνύεις (deiknùeis) ἡμῖν, ὅτι ταῦτα ποιεῖς;
Responderunt ergo Judæi, et dixerunt ei: Quod signum ostendis nobis, quia hæc facis?
Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: Quale segno ci mostri per fare queste cose?

δείκνυμι (déiknumi) mostrare, esporre, dare evidenza:

  • Giovanni 5,20
    ὁ γάρ πατρ φιλεῖ τόν υἱόν καί πάντα δείκνυσιν (déiknusin) αὐτῷ ἃ αὐτός ποιεῖ, καί μείζονα τούτων δείξει (déixei) αὐτῷ ἔργα, ἵνα ὑμεῖς θαυμάζητε
    Il Padre infatti ama il Figlio, gli manifesta tutto quello che fa e gli manifesterà opere ancora più grandi di queste, perché voi ne siate meravigliati
  • Giovanni 10,32
    ἀπεκρίθη αὐτοῖς ὁ Ἰησοῦς· Πολλά ἔργα καλά ἔδειξα (édeixa) ὑμῖν ἐκ τοῦ πατρός· διά ποῖον αὐτῶν ἔργον ἐμε λιθάζετε;
    Gesù disse loro: Vi ho fatto vedere molte opere buone da parte del Padre: per quale di esse volete lapidarmi?
  • Giovanni 14,8
    Λέγει αὐτῷ Φίλιππος· Κύριε, δεῖξον (déixon) ἡμῖν τόν πατέρα, καί ἀρκεῖ ἡμῖν
    Gli disse Filippo: Signore, mostraci il Padre e ci basta
  • Giovanni 20,20
    καί τοῦτο εἰπων ἔδειξεν (édeixen) τάς χεῖρας καί τήν πλευράν αὐτοῖς. ἐχάρησαν οὖν οἱ μαθηταί ἰδόντες τόν κύριον
    Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore

v. 19 ἀπεκρίθη ἰησοῦς καί εἶπεν αὐτοῖς, λύσατε (lùsate) τόν ναόν τοῦτον καί ἐν τρισίν ἡμέραις ἐγερῶ αὐτόν
Respondit Jesus, et dixit eis: Solvite templum hoc, et in tribus diebus excitabo illud
Rispose loro Gesù: Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere

λύω (lùo) sciogliere, slegare, liberare (solvere in latino, loose in inglese):

  • Giovanni 1,27
    ὁ ὀπίσω μου ἐρχόμενος, οὗ οὐκ εἰμί ἄξιος ἵνα λύσω (lùso) αὐτοῦ τόν ἱμάντα τοῦ ὑποδήματος
    Colui che viene dopo di me: a lui io non sono degno di slegare il laccio del sandalo
  • Giovanni 5,18
    διά τοῦτο οὖν μᾶλλον ἐζήτουν αὐτόν οἱ Ἰουδαῖοι ἀποκτεῖναι ὅτι οὐ μόνον ἔλυε (élue) τό σάββατον, ἀλλά καί πατέρα ἴδιον ἔλεγε τόν θεόν, ἴσον ἑαυτόν ποιῶν τῷ θεῷ
    Per questo i Giudei cercavano ancor più di ucciderlo, perché non soltanto violava il sabato, ma chiamava Dio suo Padre, facendosi uguale a Dio
  • Giovanni 11,44
    ἐξῆλθεν ὁ τεθνηκώς δεδεμένος τούς πόδας καί τάς χεῖρας κειρίαις, καί ἡ ὄψις αὐτοῦ σουδαρίῳ περιεδέδετο. λέγει αὐτοῖς ὁ Ἰησοῦς· Λύσατε (lùsate) αὐτόν καί ἄφετε αὐτόν ὑπάγειν
    Il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario. Gesù disse loro: Liberatelo e lasciatelo andare

v. 21 ἐκεῖνος δ ἔλεγεν περί τοῦ ναοῦ τοῦ σώματος (sòmatos) αὐτοῦ
Ille autem dicebat de templo corporis sui
Ma egli parlava del tempio del suo corpo

σῶμα (sòma) il corpo di Gesù viene nominato cinque volte nel vangelo di Giovanni, sempre con riferimento alla sua morte:

  • Giovanni 19,31
    Οἱ οὖν Ἰουδαῖοι, ἐπεί παρασκευ ἦν, ἵνα μή μείνῃ ἐπί τοῦ σταυροῦ τά σώματα (sòmata) ἐν τῷ σαββάτῳ, ἦν γάρ μεγάλη ἡ ἡμέρα ἐκείνου τοῦ σαββάτου, ἠρώτησαν τόν Πιλᾶτον ἵνα κατεαγῶσιν αὐτῶν τά σκέλη καί ἀρθῶσιν
    Era il giorno della Parasceve e i Giudei, perché i corpi non rimanessero sulla croce durante il sabato – era infatti un giorno solenne quel sabato -, chiesero a Pilato che fossero spezzate loro le gambe e fossero portati via
  • Giovanni 19,38
    Μετά δέ ταῦτα ἠρώτησεν τόν Πιλᾶτον Ἰωσφ ἀπό Ἁριμαθαίας, ὢν μαθητς τοῦ Ἰησοῦ κεκρυμμένος δέ διά τόν φόβον τῶν Ἰουδαίων, ἵνα ἄρῃ τό σῶμα (sòma) τοῦ Ἰησοῦ· καί ἐπέτρεψεν ὁ Πιλᾶτος. ἦλθεν οὖν καί ἦρεν τό σῶμα (sòma) αὐτοῦ
    Dopo questi fatti Giuseppe di Arimatea, che era discepolo di Gesù, ma di nascosto, per timore dei Giudei, chiese a Pilato di prendere il corpo di Gesù. Pilato lo concesse. Allora egli andò e prese il corpo di Gesù
  • Giovanni 19,40
    ἔλαβον οὖν τό σῶμα (sòma) τοῦ Ἰησοῦ καί ἔδησαν αὐτό ὀθονίοις μετά τῶν ἀρωμάτων, καθώς ἔθος ἐστίν τοῖς Ἰουδαίοις ἐνταφιάζειν
    Essi presero allora il corpo di Gesù e lo avvolsero con teli, insieme ad aromi, come usano fare i Giudei per preparare la sepoltura
  • Giovanni 20,12
    καί θεωρεῖ δύο ἀγγέλους ἐν λευκοῖς καθεζομένους, ἕνα πρός τῇ κεφαλῇ καί ἕνα πρός τοῖς ποσίν, ὅπου ἔκειτο τό σῶμα (sòma) τοῦ Ἰησοῦ
    E vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù

Non è un Gesù accomodante quello che ci raggiunge in questa domenica di Quaresima; mina le nostre certezze, le nostre consuetudini, rovescia le nostre difese.
In questa pandemia che ci vede sempre più seduti, sempre più chiusi, sempre più in attesa, questo vangelo prova a darci una scossa, una sveglia, un defibrillatore: cosa ci chiede di rovesciare a terra nelle nostre vite?
Forse il vero digiuno non è rinuncia ma cercare e fare la volontà del Padre