ὀνόματι λάζαρος

Chosen site – Paul Klee

Domenica 25 settembre

Luca 16, 19-31
19C’era un uomo ricco, che indossava vestiti di porpora e di lino finissimo, e ogni giorno si dava a lauti banchetti. 20Un povero, di nome Lazzaro, stava alla sua porta, coperto di piaghe, 21bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco; ma erano i cani che venivano a leccare le sue piaghe. 22Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli accanto ad Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. 23Stando negli inferi fra i tormenti, alzò gli occhi e vide di lontano Abramo, e Lazzaro accanto a lui. 24Allora gridando disse: “Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell’acqua la punta del dito e a bagnarmi la lingua, perché soffro terribilmente in questa fiamma”. 25Ma Abramo rispose: “Figlio, ricòrdati che, nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora in questo modo lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti. 26Per di più, tra noi e voi è stato fissato un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi, non possono, né di lì possono giungere fino a noi”. 27E quello replicò: “Allora, padre, ti prego di mandare Lazzaro a casa di mio padre, 28perché ho cinque fratelli. Li ammonisca severamente, perché non vengano anch’essi in questo luogo di tormento”. 29Ma Abramo rispose: “Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro”. 30E lui replicò: “No, padre Abramo, ma se dai morti qualcuno andrà da loro, si convertiranno”. 31Abramo rispose: “Se non ascoltano Mosè e i Profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti”

Una favola
nemmeno tanto piacevole
una favoletta
un racconto
un aneddoto

Due personaggi
due storie
due vite
un incontro
che dura
una vita

Una porta
che mette
in comunicazione
che non mette
in relazione

C’è ancora tempo
per chi non aspetta
tempo

C’è ancora margine
per chi non accetta
argine

C’è ancora vita
per chi non aspetta
morte

Ora
c’è ancora tempo
subito
immediatamente

v. 20
πτωχός (ptochòs) δέ τις ὀνόματι λάζαρος ἐβέβλητο πρός τόν πυλῶνα αὐτοῦ εἱλκωμένος
Et erat quidam mendicus, nomine Lazarus, qui jacebat ad januam ejus, ulceribus plenus
Un povero, di nome Lazzaro, stava alla sua porta, coperto di piaghe

πτωχός (ptochòs) da ptosso che significa acquattare; il povero (pitocco) è colui che è ridotto alla piccolezza, all’insignificanza, in posizione strisciante, implorante:

  • Luca 18,22
    ἀκούσας δέ ὁ Ἰησοῦς εἶπεν αὐτῷ· Ἔτι ἕν σοι λείπει· πάντα ὅσα ἔχεις πώλησον κα διάδος πτωχοῖς (ptochòis), κα ἕξεις θησαυρόν ἐν οὐρανοῖς, κα δεῦρο ἀκολούθει μοι
    Gesù, udito questo, gli disse: Una cosa ti manca ancora: vendi tutto quello che hai, e distribuiscilo ai poveri, e avrai un tesoro nel cielo; poi vieni e seguimi
  • Luca 19,8
    σταθες δέ Ζακχαῖος εἶπεν πρός τόν κύριον· Ἰδοὺ τ ἡμίσιά μου τῶν ὑπαρχόντων, κύριε, τοῖς πτωχοῖς (ptochòis) δίδωμι, κα εἴ τινός τι ἐσυκοφάντησα ἀποδίδωμι τετραπλοῦν
    Ma Zaccheo si fece avanti e disse al Signore: Ecco, Signore, io do la metà dei miei beni ai poveri; se ho frodato qualcuno di qualcosa gli rendo il quadruplo
  • Luca 21,3
    κα εἶπεν· Ἀληθῶς λέγω ὑμῖν ὅτι ἡ χήρα ἡ πτωχή (ptoché) αὕτη πλεῖον πάντων ἔβαλεν
    E disse: In verità vi dico che questa povera vedova ha messo più di tutti

v. 24
κα αὐτός φωνήσας (phonésas) εἶπεν, πάτερ ἀβραάμ, ἐλέησόν με κα πέμψον λάζαρον ἵνα βάψῃ τό ἄκρον τοῦ δακτύλου αὐτοῦ ὕδατος κα καταψύξῃ τν γλῶσσάν μου, ὅτι ὀδυνῶμαι ἐν τῇ φλογ ταύτῃ
Et ipse clamans dixit: Pater Abraham, miserere mei, et mitte Lazarum ut intingat extremum digiti sui in aquam, ut refrigeret linguam meam, quia crucior in hac flamma
Allora gridando disse: Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell’acqua la punta del dito e a bagnarmi la lingua, perché soffro terribilmente in questa fiamma

φωνέω (phonéo) emettere un suono, una voce, una φωνή (foné):

  • Luca 8,8
    κα ἕτερον ἔπεσεν εἰς τν γῆν τν ἀγαθήν, κα φυν ἐποίησεν καρπόν ἑκατονταπλασίονα. ταῦτα λέγων ἐφώνει (ephònei)· Ὁ ἔχων ὦτα ἀκούειν ἀκουέτω
    Un’altra parte cadde in un buon terreno: quando fu germogliato, produsse il cento per uno. Dicendo queste cose, esclamava: Chi ha orecchi per udire oda
  • Luca 8,54
    αὐτός δ κρατήσας τῆς χειρός αὐτῆς ἐφώνησεν (ephònesen) λέγων· Ἡ παῖς, ἔγειρε
    Ma egli, prendendole la mano, disse ad alta voce: Bambina, àlzati
  • Luca 23,46
    κα φωνήσας φωνῇ (phonésas phoné) μεγάλῃ ὁ Ἰησοῦς εἶπεν· Πάτερ, εἰς χεῖράς σου παρατίθεμαι τό πνεῦμά μου. τοῦτο δ εἰπών ἐξέπνευσεν
    Gesù, gridando a gran voce, disse: Padre, nelle tue mani rimetto lo spirito mio. Detto questo, spirò

v. 30
ὁ δ εἶπεν, οὐχί, πάτερ ἀβραάμ, ἀλλ᾽ ἐάν τις ἀπό νεκρῶν πορευθῇ πρός αὐτος μετανοήσουσιν (metanoésusin)
At ille dixit: Non, pater Abraham: sed si quis ex mortuis ierit ad eos, pœnitentiam agent
E lui replicò: No, padre Abramo, ma se dai morti qualcuno andrà da loro, si convertiranno

μετανοέω (metanoéo) cambiare la propria idea, la propria mente νοῦς (nous):

  • Luca 13,5
    οὐχί, λέγω ὑμῖν, ἀλλ’ ἐάν μή μετανοῆτε (metanoéte) πάντες ὡσαύτως ἀπολεῖσθε
    No, vi dico; ma se non vi convertite, perirete tutti come loro
  • Luca 15,7
    λέγω ὑμῖν ὅτι οὕτως χαρά ἐν τῷ οὐρανῷ ἔσται ἐπί ἑνί ἁμαρτωλῷ μετανοοῦντι (metanosùnti) ἢ ἐπί ἐνενήκοντα ἐννέα δικαίοις οἵτινες οὐ χρείαν ἔχουσιν μετανοίας (metanòias)
    Vi dico che, allo stesso modo, ci sarà più gioia in cielo per un solo peccatore che si converte che per novantanove giusti che non hanno bisogno di conversione
  • Luca 17,4
    καίάν ἑπτάκις τῆς ἡμέρας ἁμαρτήσῃ εἰς σ καί ἑπτάκις ἐπιστρέψῃ πρός σ λέγων· Μετανοῶ (metanòo), ἀφήσεις αὐτῷ
    E se pecca sette volte al giorno contro di te e sette volte ti dice: Mi pento, tu gli perdonerai

Nemmeno se uno
risorgesse
dai morti

Che cosa ancora
Signore
può smuoverci
dal nostro divano?

Chi
siamo disposti
ad ascoltare?

Per quanto
possiamo
continuare
a non vedere?

Canterellano al suono dell’arpa,
come Davide improvvisano su strumenti musicali;
bevono il vino in larghe coppe
e si ungono con gli unguenti più raffinati,
ma della rovina di Giuseppe non si preoccupano
Amos 6

οἰκονόμος

Apfelbrei – Thomas Bayrle

Domenica 18 settembre 2022

Luca 16, 1-13
1Diceva anche ai discepoli: «Un uomo ricco aveva un amministratore, e questi fu accusato dinanzi a lui di sperperare i suoi averi. 2Lo chiamò e gli disse: «Che cosa sento dire di te? Rendi conto della tua amministrazione, perché non potrai più amministrare». 3L’amministratore disse tra sé: «Che cosa farò, ora che il mio padrone mi toglie l’amministrazione? Zappare, non ne ho la forza; mendicare, mi vergogno. 4So io che cosa farò perché, quando sarò stato allontanato dall’amministrazione, ci sia qualcuno che mi accolga in casa sua». 5Chiamò uno per uno i debitori del suo padrone e disse al primo: «Tu quanto devi al mio padrone?». 6Quello rispose: «Cento barili d’olio». Gli disse: «Prendi la tua ricevuta, siediti subito e scrivi cinquanta». 7Poi disse a un altro: «Tu quanto devi?». Rispose: «Cento misure di grano». Gli disse: «Prendi la tua ricevuta e scrivi ottanta». 8Il padrone lodò quell’amministratore disonesto, perché aveva agito con scaltrezza. I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce.  9Ebbene, io vi dico: fatevi degli amici con la ricchezza disonesta, perché, quando questa verrà a mancare, essi vi accolgano nelle dimore eterne.
10Chi è fedele in cose di poco conto, è fedele anche in cose importanti; e chi è disonesto in cose di poco conto, è disonesto anche in cose importanti. 11Se dunque non siete stati fedeli nella ricchezza disonesta, chi vi affiderà quella vera? 12E se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi darà la vostra?
13Nessun servitore può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza»

Homo oeconomicus
ragioniere
egli ci deve dare
egli deve avere

Contabilità
degli affetti
economia
delle relazioni
registrazione
della fedeltà

Rimetti a noi
i nostri debiti
perché
noi non sappiamo
perdonarci

Rimetti anche
ai nostri debitori
perché
noi non sappiamo
perdonarli

v. 1
ἔλεγεν δέ καί πρός τούς μαθητάς, ἄνθρωπός τις ἦν πλούσιος ὃς εἶχεν οἰκονόμον, καί οὖτος διεβλήθη αὐτῶ ὡς διασκορπίζων τά ὑπάρχοντα (ypàrchonta) αὐτοῦ
Dicebat autem et ad discipulos suos: Homo quidam erat dives, qui habebat villicum: et hic diffamatus est apud illum quasi dissipasset bona ipsius
Diceva anche ai discepoli: Un uomo ricco aveva un amministratore, e questi fu accusato dinanzi a lui di sperperare i suoi averi

ὑπάρχοντα (ypàrchonta) possessi, beni, ricchezza:

  • Luca 11,21
    ὅταν ὁ ἰσχυρς καθωπλισμένος φυλάσσῃ τν ἑαυτοῦ αὐλήν, ἐν εἰρήνῃ ἐστίν τ ὑπάρχοντα (ypàrchonta) αὐτοῦ
    Quando un uomo forte, bene armato, fa la guardia al suo palazzo, tutti i suoi beni stanno al sicuro
  • Luca 12,33
    πωλήσατε τ ὑπάρχοντα (ypàrchonta) ὑμῶν καί δότε ἐλεημοσύνην· ποιήσατε ἑαυτοῖς βαλλάντια μ παλαιούμενα, θησαυρν ἀνέκλειπτον ἐν τοῖς οὐρανοῖς, ὅπου κλέπτης οὐκ ἐγγίζει οὐδ σς διαφθείρει
    Vendete i vostri beni, e dateli in elemosina; fatevi delle borse che non invecchiano, un tesoro inesauribile nel cielo, dove ladro non si avvicina e tignola non rode

v. 5
κα προσκαλεσάμενος ἕνα ἕκαστον τῶν χρεοφειλετῶν τοῦ κυρίου ἑαυτοῦ ἔλεγεν τῶ πρώτῳ, πόσον ὀφείλεις (ophéilei) τῶ κυρίῳ μου;
Convocatis itaque singulis debitoribus domini sui, dicebat primo: Quantum debes domino meo?
Chiamò uno per uno i debitori del suo padrone e disse al primo: Tu quanto devi al mio padrone?

ὀφείλω (ophéilo) dovere, essere in debito:

  • Luca 7,41
    δύο χρεοφειλέται ἦσαν δανιστῇ τινι· ὁ εἷς ὤφειλεν (òpheilen) δηνάρια πεντακόσια, ὁ δ ἕτερος πεντήκοντα
    Un creditore aveva due debitori; l’uno gli doveva cinquecento denari e l’altro cinquanta
  • Luca 11,4
    κα ἄφες ἡμῖν τς ἁμαρτίας ἡμῶν, κα γρ αὐτο ἀφίομεν παντ ὀφείλοντι (ophéilonti) ἡμῖν· κα μ εἰσενέγκῃς ἡμᾶς εἰς πειρασμόν
    E perdonaci i nostri peccati, perché anche noi perdoniamo a ogni nostro debitore; e non ci abbandonare alla tentazione
  • Luca 17,10
    οὕτως κα ὑμεῖς, ὅταν ποιήσητε πάντα τ διαταχθέντα ὑμῖν, λέγετε ὅτι Δοῦλοι ἀχρεῖοί ἐσμεν, ὃ ὠφείλομεν (ophéilomen) ποιῆσαι πεποιήκαμεν
    Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: Siamo servi inutili, abbiamo fatto quanto dovevamo fare

v. 8
κα ἐπῄνεσεν ὁ κύριος τόν οἰκονόμον τῆς ἀδικίας ὅτι φρονίμως ἐποίησεν· ὅτι οἱ υἱο τοῦ αἰῶνος τούτου φρονιμώτεροι ὑπρ τούς υἱούς τοῦ φωτός (photòs) εἰς τν γενεν τν ἑαυτῶν εἰσιν
Et laudavit dominus villicum iniquitatis, quia prudenter fecisset: quia filii hujus sæculi prudentiores filiis lucis in generatione sua sunt
Il padrone lodò quell’amministratore disonesto, perché aveva agito con scaltrezza. I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce

φῶς (phòs) luce:

  • Luca 2,32
    φῶς (phòs) εἰς ἀποκάλυψιν ἐθνῶν κα δόξαν λαοῦ σου Ἰσραήλ
    Luce per illuminare le genti e gloria del tuo popolo Israele
  • Luca 8,16
    Οὐδες δ λύχνον ἅψας καλύπτει αὐτν σκεύει ἢ ὑποκάτω κλίνης τίθησιν, ἀλλ’ ἐπ λυχνίας τίθησιν, ἵνα οἱ εἰσπορευόμενοι βλέπωσιν τ φῶς (phòs)
    Nessuno accende una lampada e la copre con un vaso o la pone sotto un letto; la pone invece su un lampadario, perché chi entra veda la luce
  • Luca 11,35
    σκόπει οὖν μ τ φῶς (phòs) τ ἐν σο σκότος ἐστίν
    Bada dunque che la luce che è in te non sia tenebra

Adesso
che farò
non so
che dire

Non ho la forza
di zappare
mi vergogno
a chiedere
aiuto

L’unica cosa
che rimane
è ridurre
i nostri
presunti
crediti
per scoprirci
debitori
insolventi

Ascoltate questo,
voi che calpestate il povero
e sterminate gli umili del paese
Amos 8

Mortuus erat

Mosaique et ballons noire – Alexander Calder

Domenica 11 settembre 2022

Luca 15, 1-32
1 Si avvicinavano a lui tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. 2I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro». 3Ed egli disse loro questa parabola:
4«Chi di voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va in cerca di quella perduta, finché non la trova? 5Quando l’ha trovata, pieno di gioia se la carica sulle spalle, 6va a casa, chiama gli amici e i vicini, e dice loro: «Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora, quella che si era perduta». 7Io vi dico: così vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte, più che per novantanove giusti i quali non hanno bisogno di conversione.
8Oppure, quale donna, se ha dieci monete e ne perde una, non accende la lampada e spazza la casa e cerca accuratamente finché non la trova? 9E dopo averla trovata, chiama le amiche e le vicine, e dice: «Rallegratevi con me, perché ho trovato la moneta che avevo perduto». 10Così, io vi dico, vi è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte».
11Disse ancora: «Un uomo aveva due figli. 12Il più giovane dei due disse al padre: «Padre, dammi la parte di patrimonio che mi spetta». Ed egli divise tra loro le sue sostanze. 13Pochi giorni dopo, il figlio più giovane, raccolte tutte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò il suo patrimonio vivendo in modo dissoluto. 14Quando ebbe speso tutto, sopraggiunse in quel paese una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. 15Allora andò a mettersi al servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei suoi campi a pascolare i porci. 16Avrebbe voluto saziarsi con le carrube di cui si nutrivano i porci; ma nessuno gli dava nulla. 17Allora ritornò in sé e disse: «Quanti salariati di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! 18Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; 19non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi salariati». 20Si alzò e tornò da suo padre. Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. 21Il figlio gli disse: «Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio». 22Ma il padre disse ai servi: «Presto, portate qui il vestito più bello e fateglielo indossare, mettetegli l’anello al dito e i sandali ai piedi. 23Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, 24perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato». E cominciarono a far festa.
25Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; 26chiamò uno dei servi e gli domandò che cosa fosse tutto questo. 27Quello gli rispose: «Tuo fratello è qui e tuo padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo». 28Egli si indignò, e non voleva entrare. Suo padre allora uscì a supplicarlo. 29Ma egli rispose a suo padre: «Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai disobbedito a un tuo comando, e tu non mi hai mai dato un capretto per far festa con i miei amici. 30Ma ora che è tornato questo tuo figlio, il quale ha divorato le tue sostanze con le prostitute, per lui hai ammazzato il vitello grasso». 31Gli rispose il padre: «Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; 32ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato»»

La pecora perduta
la moneta perduta
il figlio perduto

La sagra della sbadataggine
personaggi apparentemente
distratti
disattenti
che improvvisamente
si mettono in ricerca
in attesa

Le cose si perdono
le persone si smarriscono
e qualcuno
va in cerca
accuratamente
ostinatamente

E non solo
per trovare
non solo
per recuperare
il perduto
ma per gioire insieme
del ritrovamento

Il gioire insieme
è
il ritrovamento

v. 6
καί ἐλθών εἰς τὸν οἶκον συγκαλεῖ τούς φίλους καί τούς γείτονας λέγων αὐτοῖς, συγχάρητέ (synchàrete) μοι, ὅτι εὖρον τό πρόβατόν μου τό ἀπολωλός
Et veniens domum convocat amicos et vicinos, dicens illis: Congratulamini mihi, quia inveni ovem meam, quæ perierat
Va a casa, chiama gli amici e i vicini, e dice loro: Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora, quella che si era perduta

v. 9
καί εὑροῦσα συγκαλεῖ τάς φίλας καί γείτονας λέγουσα, συγχάρητέ (synchàrete) μοι, ὅτι εὖρον τήν δραχμήν ἣν ἀπώλεσα
Et cum invenerit convocat amicas et vicinas, dicens: Congratulamini mihi, quia inveni drachmam quam perdideram
E dopo averla trovata, chiama le amiche e le vicine, e dice: Rallegratevi con me, perché ho trovato la moneta che avevo perduto

συγχαίρω (synchàiro) gioire insieme, rallegrarsi con qualcuno:

  • Luca 1,58
    καί ἤκουσαν οἱ περίοικοι καί οἱ συγγενεῖς αὐτῆς ὅτι ἐμεγάλυνεν κύριος τό ἔλεος αὐτοῦ μετ’ αὐτῆς, καί συνέχαιρον (synéchairon) αὐτῇ
    I suoi vicini e i parenti udirono che il Signore le aveva usato grande misericordia, e se ne rallegravano con lei
  • 1 Corinzi 12,26
    καί εἴτε πάσχει ἓν μέλος, συμπάσχει πάντα τ μέλη· εἴτε δοξάζεται μέλος, συγχαίρει (synchàirei) πάντα τ μέλη
    Se un membro soffre, tutte le membra soffrono con lui; se un membro è onorato, tutte le membra ne gioiscono con lui

v. 13
καί μετ᾽ οὐ πολλς ἡμέρας συναγαγών πάντα ὁ νεώτερος υἱός ἀπεδήμησεν εἰς χώραν μακράν, καί ἐκεῖ διεσκόρπισεν (dieskòrpisen) τήν οὐσίαν αὐτοῦ ζῶν ἀσώτως
Et non post multos dies, congregatis omnibus, adolescentior filius peregre profectus est in regionem longinquam, et ibi dissipavit substantiam suam vivendo luxuriose
Pochi giorni dopo, il figlio più giovane, raccolte tutte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò il suo patrimonio vivendo in modo dissoluto

διασκορπίζω (diaskorpìzo) spargere in giro, disperdere:

  • Luca 1,51
    Ἐποίησεν κράτος ἐν βραχίονι αὐτοῦ, διεσκόρπισεν (dieskòrpisen) ὑπερηφάνους διανοίᾳ καρδίας αὐτῶν
    Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore
  • Luca 16,1
    Ἔλεγεν δέ καί πρός τος μαθητάς· Ἄνθρωπός τις ἦν πλούσιος ὃς εἶχεν οἰκονόμον, καί οὗτος διεβλήθη αὐτῷ ὡς διασκορπίζων (diaskorpìzon) τ ὑπάρχοντα αὐτοῦ
    Gesù diceva ancora ai suoi discepoli: Un uomo ricco aveva un fattore, il quale fu accusato davanti a lui di sperperare i suoi beni

v. 18
ἀναστς (anastàs) πορεύσομαι πρός τόν πατέρα μου καί ἐρῶ αὐτῶ, πάτερ, ἥμαρτον εἰς τόν οὐρανόν καί ἐνώπιόν σου
Surgam, et ibo ad patrem meum, et dicam ei: Pater, peccavi in cælum, et coram te
Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te

v. 20
καί ἀναστάς (anastàs) ἦλθεν πρός τόν πατέρα ἑαυτοῦ. ἔτι δέ αὐτοῦ μακράν ἀπέχοντος εἶδεν αὐτόν ὁ πατρ αὐτοῦ καί ἐσπλαγχνίσθη καί δραμών ἐπέπεσεν ἐπί τν τράχηλον αὐτοῦ καί κατεφίλησεν αὐτόν
Et surgens venit ad patrem suum. Cum autem adhuc longe esset, vidit illum pater ipsius, et misericordia motus est, et accurrens cecidit super collum ejus, et osculatus est eum
Si alzò e tornò da suo padre. Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò

ἀνίστημι (anìstemi) alzarsi, sorgere, risorgere:

  • Luca 1,39
    Ἀναστᾶσα (anastàsa) δ Μαριάμ ἐν ταῖς ἡμέραις ταύταις ἐπορεύθη εἰς τν ὀρεινν μετά σπουδῆς εἰς πόλιν Ἰούδα
    In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta nella regione montuosa, in una città di Giuda
  • Luca 24,12
    Ὁ δ Πέτρος ἀναστάς (anastàs) ἔδραμεν ἐπί τό μνημεῖον· καί παρακύψας βλέπει τά ὀθόνια μόνα· καί ἀπῆλθεν πρός αὑτόν θαυμάζων τό γεγονός
    Ma Pietro, alzatosi, corse al sepolcro; si chinò a guardare e vide solo le fasce; poi se ne andò, meravigliandosi dentro di sé per quello che era avvenuto
  • Luca 24,46
    καί εἶπεν αὐτοῖς ὅτι οὕτως γέγραπται παθεῖν τόν χριστόν καί ἀναστῆναι (anasténai) ἐκ νεκρῶν τῇ τρίτῃ ἡμέρᾳ
    Così è scritto, che il Cristo avrebbe sofferto e sarebbe risorto dai morti il terzo giorno

Ho dissipato
ma mi alzerò

Sto dissipando
ma mi alzerò

Sto sprecando
tempo
relazioni
doni
ma mi alzerò

Sto perdendo
pecore
monete
figli
ma mi alzerò

Mi alzerò
cadrò
ma mi alzerò
barcollante
incontro
all’abbraccio benedicente

Questa parola è degna di fede e di essere accolta da tutti:
Cristo Gesù è venuto nel mondo per salvare i peccatori,
il primo dei quali sono io
1 Timoteo 1

Turrim ædificare

Quasi finito – Piero Dorazio

Domenica 4 settembre 2022

Luca 14, 25-33
25Una folla numerosa andava con lui. Egli si voltò e disse loro: 26«Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo. 27Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo.
28Chi di voi, volendo costruire una torre, non siede prima a calcolare la spesa e a vedere se ha i mezzi per portarla a termine? 29Per evitare che, se getta le fondamenta e non è in grado di finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, 30dicendo: «Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro». 31Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila? 32Se no, mentre l’altro è ancora lontano, gli manda dei messaggeri per chiedere pace. 33Così chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo

Chi ha mai costruito
una torre?

Ma soprattutto
chi ha una vaga idea
di come si costruisce
una torre?

Quanto lontane
sembrano
a volte
le tue parole

Forse la torre
è la vita stessa
è affrontare la vita
è renderla stabile
duratura
il più possibile

Forse la torre
è il nostro ruolo nel mondo
da costruire
da custodire
da salvaguardare

Forse la torre
è la nostra difesa
il nostro rifugio
la nostra porta
da chiudere
per lasciare fuori
ciò che non è
torre

Ma per tutto questo
non ci sono calcoli
non c’è previsione
non c’è stima
che possa
evitarci
l’impatto
la botta
la derisione

Forse l’architetto
ci sta dicendo
che la torre
sta in piedi
se utilizziamo
il suo progetto
le sue stime
i suoi calcoli

Non è un problema
di capacità
ma di fiducia
di affidamento
di abbandono

Forse allora
la torre
è faro per naviganti
rifugio per viandanti
luogo di incontro
appuntamento con la vita
occasione
di far accadere

v. 27
ὅστις οὐ βαστάζει τόν σταυρόν ἑαυτοῦ καί ἔρχεται ὀπίσω μου οὐ δύναται εἶναί μου μαθητής
Et qui non bajulat crucem suam, et venit post me, non potest meus esse discipulus
Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo

σταυρός (stauròs) è il palo piantato per costruire una recinzione, diventa poi la croce, costituita da due pali:

  • Luca 9,23
    Ἔλεγεν δ πρός πάντας· Εἴ τις θέλει ὀπίσω μου ἔρχεσθαι, ἀρνησάσθω ἑαυτόν καί ἀράτω τόν σταυρόν (stauròn) αὐτοῦ καθ’ ἡμέραν, καί ἀκολουθείτω μοι
    Diceva poi a tutti: Se uno vuol venire dietro a me, rinunci a se stesso, prenda ogni giorno la sua croce e mi segua
  • Luca 23,26
    Καί ὡς ἀπήγαγον αὐτόν, ἐπιλαβόμενοι Σίμωνά τινα Κυρηναῖον ἐρχόμενον ἀπ’ ἀγροῦ ἐπέθηκαν αὐτῷ τόν σταυρόν (stauròn) φέρειν ὄπισθεν τοῦ Ἰησοῦ
    Mentre lo portavano via, presero un certo Simone, di Cirene, che veniva dalla campagna, e gli misero addosso la croce perché la portasse dietro a Gesù

v. 29
ἵνα μήποτε θέντος αὐτοῦ θεμέλιον καί μή ἰσχύοντος ἐκτελέσαι πάντες οἱ θεωροῦντες ἄρξωνται αὐτῶ ἐμπαίζειν (empàizein)
Ne, posteaquam posuerit fundamentum, et non potuerit perficere, omnes qui vident, incipiant illudere ei
Per evitare che, se getta le fondamenta e non è in grado di finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo

ἐμπαίζω (empàizo) giocare come un bambino e quindi deridere, trattare come un bambino:

  • Luca 18,32
    παραδοθήσεται γάρ τοῖς ἔθνεσιν καί ἐμπαιχθήσεται (empaikthésetai) καί ὑβρισθήσεται καί ἐμπτυσθήσεται
    Perché egli sarà consegnato ai pagani, e sarà schernito e oltraggiato e gli sputeranno addosso
  • Luca 22,63
    Καί οἱ ἄνδρες οἱ συνέχοντες αὐτόν ἐνέπαιζον (enépaizon) αὐτῷ δέροντες
    Gli uomini che tenevano Gesù lo schernivano percotendolo
  • Luca 23,36
    ἐνέπαιξαν (enépaixan) δ αὐτῷ καί οἱ στρατιῶται προσερχόμενοι, ὄξος προσφέροντες αὐτῷ
    Pure i soldati lo schernivano, accostandosi, presentandogli dell’aceto e dicendo

v. 33
οὕτως οὗν πᾶς ἐξ ὑμῶν ὃς οὐκ ἀποτάσσεται (apotàssetai) πᾶσιν τοῖς ἑαυτοῦ ὑπάρχουσιν οὐ δύναται εἶναί μου μαθητής
Sic ergo omnis ex vobis, qui non renuntiat omnibus quæ possidet, non potest meus esse discipulus
Così chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo

ἀποτάσσομαι (apotàssomai) separarsi, rinunciare:

  • Luca 9,61
    εἶπεν δ καί ἕτερος· Ἀκολουθήσω σοι, κύριε· πρῶτον δ ἐπίτρεψόν μοι ἀποτάξασθαι (apotàxasthai) τοῖς εἰς τν οἶκόν μου
    Un altro ancora gli disse: Ti seguirò, Signore, ma lasciami prima salutare quelli di casa mia

Prender la propria croce
non può esaurirsi
in una pessimistica
accettazione
delle sofferenze della vita

La croce non può
rimanere impigliata
nella nostra
rassegnazione

Indispensabile
scrutare
investigare
chiedere
capire
la motivazione
lo scopo
l’obiettivo

Indispensabile
per poter caricare
sulla schiena
due legni incrociati
senza cadere vittime
dello sconforto


A stento immaginiamo le cose della terra,
scopriamo con fatica quelle a portata di mano;
ma chi ha investigato le cose del cielo?
Sapienza 9

In primo loco

The prophet – John Ferren

Domenica 28 agosto 2022

Luca 14, 7-14
Un sabato era entrato in casa di uno dei capi dei farisei per pranzare e la gente stava ad osservarlo. 7Diceva agli invitati una parabola, notando come sceglievano i primi posti: 8«Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto, perché non ci sia un altro invitato più degno di te, 9e colui che ha invitato te e lui venga a dirti: «Cedigli il posto!». Allora dovrai con vergogna occupare l’ultimo posto. 10Invece, quando sei invitato, va’ a metterti all’ultimo posto, perché quando viene colui che ti ha invitato ti dica: «Amico, vieni più avanti!». Allora ne avrai onore davanti a tutti i commensali. 11Perché chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato».
12Disse poi a colui che l’aveva invitato: «Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici né i tuoi fratelli né i tuoi parenti né i ricchi vicini, perché a loro volta non ti invitino anch’essi e tu abbia il contraccambio. 13Al contrario, quando offri un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; 14e sarai beato perché non hanno da ricambiarti. Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti»

Il bisogno
di essere
al primo posto
nel cuore dell’altro

Il bisogno
di essere ricordato
non
dimenticato

Il bisogno
di essere visto
cercato
aspettato

Il bisogno
di essere curato
rassicurato
riempito

Il bisogno
di essere irrigato
concimato
potato

Il bisogno
di non essere superato
oscurato
allontanato

Il bisogno
di essere avvolto
abbracciato
avviluppato

Il bisogno
di essere primo
nel cuore dell’altro
i miei bisogni
i bisogni
dell’altro
alchimia instabile
fuoco da curare
pianta secolare
e instancabile germoglio

v. 8
ὅταν κληθῇς ὑπό τινος εἰς γάμους, μή κατακλιθῇς εἰς τήν πρωτοκλισίαν (protoklisìan), μήποτε ἐντιμότερός σου ᾖ κεκλημένος ὑπ᾽ αὐτοῦ
Cum invitatus fueris ad nuptias, non discumbas in primo loco, ne forte honoratior te sit invitatus ab illo
Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto, perché non ci sia un altro invitato più degno di te

πρωτοκλισία (protoklisìa), πρῶτος + κλισία (pròtos + klisìa) il primo posto su cui sedersi, su cui re-clinarsi:

  • Luca 20,46
    Προσέχετε ἀπό τῶν γραμματέων τῶν θελόντων περιπατεῖν ἐν στολαῖς καί φιλούντων ἀσπασμος ἐν ταῖς ἀγοραῖς καί πρωτοκαθεδρίας ἐν ταῖς συναγωγαῖς καί πρωτοκλισίας (protoklisìas) ἐν τοῖς δείπνοις
    Guardatevi dagli scribi, i quali passeggiano volentieri in lunghe vesti, amano essere salutati nelle piazze, e avere i primi posti nelle sinagoghe e nei conviti

v. 11
ὅτι πᾶς ὁ ὑψῶν
(ypsòn) ἑαυτν ταπεινωθήσεται καί ὁ ταπεινῶν ἑαυτν ὑψωθήσεται
Quia omnis, qui se exaltat, humiliabitur: et qui se humiliat, exaltabitur
Perché chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato

ὑψόω (ypsòo) alzare, mettere in alto, da ὕψος (ypsos) altezza (da cui iso-ipse):

  • Luca 1,52
    καθεῖλεν δυνάστας ἀπ θρόνων καί ὕψωσεν (ypsosen) ταπεινούς
    Ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili
  • Luca 10,15
    καί σύ, Καφαρναούμ, μ ἕως οὐρανοῦ ὑψωθήσῃ (ypsothése); ἕως τοῦ ᾅδου καταβιβασθήσῃ
    E tu, Cafarnao, sarai innalzata fino al cielo? Fino agli inferi sarai precipitata
  • Luca 18,14
    λέγω ὑμῖν, κατέβη οὗτος δεδικαιωμένος εἰς τν οἶκον αὐτοῦ παρ’ ἐκεῖνον· ὅτι πᾶς ὁ ὑψῶν (ypsòn) ἑαυτν ταπεινωθήσεται, ὁ δὲ ταπεινῶν ἑαυτν ὑψωθήσεται (ypsothésetai)
    Io vi dico: questi tornò a casa sua giustificato, a differenza dell’altro, perché chi si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato

v. 14
καί μακάριος ἔσῃ, ὅτι οὐκ ἔχουσιν ἀνταποδοῦναί σοι, ἀνταποδοθήσεται γάρ σοι ἐν τῇ ἀναστάσει (anastàsei) τῶν δικαίων
Et beatus eris, quia non habent retribuere tibi: retribuetur enim tibi in resurrectione justorum
E sarai beato perché non hanno da ricambiarti. Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti

ἀνάστασις (anàstasis) sollevamento, portare in alto, e quindi resurrezione:

  • Luca 2,34
    καί εὐλόγησεν αὐτούς Συμεών καί εἶπεν πρς Μαριμ τν μητέρα αὐτοῦ· Ἰδού οὗτος κεῖται εἰς πτῶσιν καί ἀνάστασιν (anàstasin) πολλῶν ἐν τῷ Ἰσραλ καί εἰς σημεῖον ἀντιλεγόμενον
    Simeone li benedisse e parlò a Maria, sua madre: Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione
  • Luca 20,33
    ἡ γυν οὖν ἐν τῇ ἀναστάσει (anastàsei) τίνος αὐτῶν γίνεται γυνή; οἱ γρ ἑπτ ἔσχον αὐτν γυναῖκα
    Nella risurrezione, dunque, di chi sarà moglie quella donna? Perché tutti e sette l’hanno avuta per moglie

Accorgersi
finalmente
degli altri

Molti sono gli uomini orgogliosi e superbi,
ma ai miti Dio rivela i suoi segreti
Siracide 3,21

Angusta porta

Jim Holland

Domenica 21 agosto 2022

Luca 13, 22-30
22Passava insegnando per città e villaggi, mentre era in cammino verso Gerusalemme. 23Un tale gli chiese: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?». Disse loro: 24«Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno. 25Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, voi, rimasti fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: «Signore, aprici!». Ma egli vi risponderà: «Non so di dove siete». 26Allora comincerete a dire: «Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze». 27Ma egli vi dichiarerà: «Voi, non so di dove siete. Allontanatevi da me, voi tutti operatori di ingiustizia!». 28Là ci sarà pianto e stridore di denti, quando vedrete Abramo, Isacco e Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio, voi invece cacciati fuori. 29Verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio. 30Ed ecco, vi sono ultimi che saranno primi, e vi sono primi che saranno ultimi»

C’è una porta
è stretta
ma c’è una porta

C’è una porta
è stretta
ma è aperta

C’è una porta
è stretta
si entra senza bagaglio
senza zaino
senza trolley

C’è una porta
basta decidersi
varcare la soglia
magari abbassando
la testa

C’è una porta
una luce accesa
rumore di voci
odore di legno

C’ una porta
è stretta
stringiamoci un po’
per entrare
insieme
per non lasciare fuori
nessuno

C’è una porta
è stretta
è aperta
ancora
sempre

v. 24
ἀγωνίζεσθε εἰσελθεῖν διά τῆς στενῆς (stenés) θύρας, ὅτι πολλοί, λέγω ὑμῖν, ζητήσουσιν εἰσελθεῖν καί οὐκ ἰσχύσουσιν
Contendite intrare per angustam portam: quia multi, dico vobis, quærent intrare, et non poterunt
Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno

στενός (stenòs) stretto, angusto (da cui sténosi, restringimento):

  • Matteo 7,13
    Εἰσέλθατε διά τῆς στενῆς (stenés) πύλης· ὅτι πλατεῖα ἡ πύλη καί εὐρύχωρος ἡ ὁδός ἡ ἀπάγουσα εἰς τν ἀπώλειαν, καί πολλοί εἰσιν οἱ εἰσερχόμενοι δι’ αὐτῆς
    Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa
  • Matteo 7,14
    ὅτι στεν (stené) ἡ πύλη καί τεθλιμμένη ἡ ὁδός ἡ ἀπάγουσα εἰς τν ζωήν, καί ὀλίγοι εἰσίν οἱ εὑρίσκοντες αὐτήν
    Quanto stretta invece è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e quanto pochi sono quelli che la trovano

v. 25
ἀφ᾽οὖ ἂν ἐγερθῇ ὁ οἰκοδεσπότης καί ἀποκλείσῃ τν θύραν, καί ἄρξησθε ἔξω ἑστάναι καί κρούειν τν θύραν λέγοντες, κύριε, ἄνοιξον (ànoixon) ἡμῖν· καί ἀποκριθείς ἐρεῖ ὑμῖν, οὐκ οἶδα ὑμᾶς πόθεν ἐστέ
Cum autem intraverit paterfamilias, et clauserit ostium, incipietis foris stare, et pulsare ostium, dicentes: Domine, aperi nobis: et respondens dicet vobis: Nescio vos unde sitis
Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, voi, rimasti fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: «Signore, aprici!». Ma egli vi risponderà: «Non so di dove siete»

ἀνοίγω (anòigo) aprire:

  • Luca 11,9
    Κἀγ ὑμῖν λέγω, αἰτεῖτε, καί δοθήσεται ὑμῖν· ζητεῖτε, καί εὑρήσετε· κρούετε, καί ἀνοιγήσεται (anoighésetai) ὑμῖν
    Ebbene io vi dico: Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto
  • Luca 11,10
    πᾶς γάρ ὁ αἰτῶν λαμβάνει, καί ὁ ζητῶν εὑρίσκει, καί τῷ κρούοντι ἀνοιγήσεται (anoighésetai)
    Perché chiunque chiede riceve, chi cerca trova, e sarà aperto a chi bussa
  • Luca 12,36
    καί ὑμεῖς ὅμοιοι ἀνθρώποις προσδεχομένοις τν κύριον ἑαυτῶν πότε ἀναλύσῃ ἐκ τῶν γάμων, ἵνα ἐλθόντος καί κρούσαντος εὐθέως ἀνοίξωσιν (anòixosin) αὐτῷ
    Siate simili a coloro che aspettano il padrone quando torna dalle nozze, per aprirgli subito, appena arriva e bussa

v. 29
καί ἥξουσιν ἀπ ἀνατολῶν καί δυσμῶν καί ἀπ βορρᾶ καί νότου καί ἀνακλιθήσονται (anaklithésontai) ἐν τῇ βασιλείᾳ τοῦ θεοῦ
Et venient ab oriente, et occidente, et aquilone, et austro, et accumbent in regno Dei
Verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio

ἀνακλίνω (anaklìno) far sedere, far accomodare:

  • Luca 2,7
    καί ἔτεκεν τν υἱν αὐτῆς τν πρωτότοκον, καί ἐσπαργάνωσεν αὐτν καί ἀνέκλινεν (anéklinen) αὐτν ἐν φάτνῃ, διότι οὐκ ἦν αὐτοῖς τόπος ἐν τῷ καταλύματι
    Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c’era posto per loro nell’albergo
  • Luca 12,37
    μακάριοι οἱ δοῦλοι ἐκεῖνοι, οὓς ἐλθν ὁ κύριος εὑρήσει γρηγοροῦντας· ἀμν λέγω ὑμῖν ὅτι περιζώσεται καί ἀνακλινεῖ (anaklinéi) αὐτος καί παρελθν διακονήσει αὐτοῖς
    Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità vi dico, si cingerà le sue vesti, li farà mettere a tavola e passerà a servirli

Noi
così attenti
alle posizioni
ai posti riservati
alle precedenze

Lui
così attento
alle provenienze
agli spostamenti
ai cammini

Noi
davanti agli altri
prima
degli altri
prima di lui

Lui
accanto
dietro
insieme

Verranno
da tutte le parti
perché
da tutte le parti
sono stati invitati

Si siederanno a tavola
nella gioia
c’è anche il nostro posto
non restiamo fuori
non restiamo
in piedi

Fuori
c’è pianto
denti che scricchiolano
entriamo anche noi
rilassiamo le mandibole
apriamo la bocca
al sorriso
all’incontro

La porta è stretta
ma dentro c’è posto
per tutti
per noi

Rinfrancate le mani inerti e le ginocchia fiacche
e camminate diritti con i vostri piedi,
perché il piede che zoppica non abbia a storpiarsi,
ma piuttosto a guarire
Ebrei 12,13

διαμερισμός 

Forest and sun – Max Ernst

Luca 12, 49-53
49«Sono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse già acceso! 50Ho un battesimo nel quale sarò battezzato, e come sono angosciato finché non sia compiuto!
51Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, io vi dico, ma divisione. 52D’ora innanzi, se in una famiglia vi sono cinque persone, saranno divisi tre contro due e due contro tre; 53si divideranno padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera»

Se anche Gesù
è impaziente

Se anche Gesù
non vede l’ora

Se anche Gesù
fatica
ad aspettare
ad attendere

Quanto vorrei
che il fuoco
fosse già acceso

Quanto vorrei
che la stanza
fosse già riscaldata

Quanto vorrei
che fosse
tutto illuminato
a giorno

E invece
con i nostri poveri
acciarini
le nostre fiammelle
tremolanti
piccoli fiammiferai
che coprono
il barlume
con le mani
a scodella

Come vorrei
volere
come lui
e come lui
impaziente
sperare

v. 49
πῦρ ἦλθον βαλεῖν ἐπί τήν γῆν, καί τί θέλω εἰ ἤδη ἀνήφθη (anéfthe)
Ignem veni mittere in terram, et quid volo nisi ut accendatur?
Sono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse già acceso

ἀνάπτω (anàpto) accendere (in inglese kindle):

  • Giacomo 3,5
    οὕτως καί ἡ γλῶσσα μικρόν μέλος ἐστίν καί μεγάλα αὐχεῖ. Ἰδού ἡλίκον πῦρ ἡλίκην ὕλην ἀνάπτει (anàptei)
    Così anche la lingua: è un piccolo membro e può vantarsi di grandi cose. Vedete un piccolo fuoco quale grande foresta può accendere

v. 52
ἔσονται γρ ἀπό τοῦ νῦν πέντε ἐν ἑνί οἴκῳ διαμεμερισμένοι (diamemerisménoi), τρεῖς ἐπί δυσίν καί δύο ἐπί τρισίν
Erunt enim ex hoc quinque in domo una divisi, tres in duos, et duo in tres
D’ora innanzi, se in una famiglia vi sono cinque persone, saranno divisi tre contro due e due contro tre

διαμερίζω (diamerìzo) dividere, separare in parti (μέρος méros):

  • Luca 11,17
    αὐτὸς δὲ εἰδὼς αὐτῶν τὰ διανοήματα εἶπεν αὐτοῖς· Πᾶσα βασιλεία ἐφ’ ἑαυτὴν διαμερισθεῖσα (diameristhéisa) ἐρημοῦται, καὶ οἶκος ἐπὶ οἶκον πίπτει
    Ma egli, conoscendo i loro pensieri, disse loro: Ogni regno diviso contro se stesso va in rovina, e casa crolla su casa
  • Luca 22,17
    καὶ δεξάμενος ποτήριον εὐχαριστήσας εἶπεν· Λάβετε τοῦτο καὶ διαμερίσατε (diamerìsate) εἰς ἑαυτούς
    E, preso un calice, rese grazie e disse: Prendete questo e distribuitelo fra di voi
  • Luca 23,34
    ὁ δὲ Ἰησοῦς ἔλεγεν· Πάτερ, ἄφες αὐτοῖς, οὐ γὰρ οἴδασιν τί ποιοῦσιν. διαμεριζόμενοι (diamerizòmenoi) δὲ τὰ ἱμάτια αὐτοῦ ἔβαλον κλήρους
    Gesù diceva: «Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno». Poi divisero le sue vesti, tirandole a sorte

v. 53
διαμερισθήσονται (diameristhésontai) πατήρ ἐπί υἱῶ καί υἱός ἐπί πατρί, μήτηρ ἐπί τήν θυγατέρα καί θυγάτηρ ἐπί τήν μητέρα, πενθερά (pentherà) ἐπί τήν νύμφην αὐτῆς καί νύμφη ἐπί τήν πενθεράν (pentheràn)
Dividentur: pater in filium, et filius in patrem suum, mater in filiam, et filia in matrem, socrus in nurum suam, et nurus in socrum suam
Si divideranno padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera

πενθερά (pentherà) suocera, parola utilizzata nei vangeli solo per la suocera di Pietro:

  • Luca 4,38
    Ἀναστὰς δὲ ἀπὸ τῆς συναγωγῆς εἰσῆλθεν εἰς τὴν οἰκίαν Σίμωνος. πενθερὰ (pentherà) δὲ τοῦ Σίμωνος ἦν συνεχομένη πυρετῷ μεγάλῳ, καὶ ἠρώτησαν αὐτὸν περὶ αὐτῆς
    Uscito dalla sinagoga entrò nella casa di Simone. La suocera di Simone era in preda a una grande febbre e lo pregarono per lei

Divisione
del pane

Divisione
dei pani

Divisone
delle vesti

Divisione
dei regni
delle comunità
delle famiglie

Operazione
incomprensibile
perché naturale
ovvia
banale

All’interno
di questa frazione
veniamo lanciati
come denominatore comune
fuoco che rischiara
luce sopra il moggio

Come vorrei
Signore
come farei
come farai
come
ci sarai

Mi ha tratto da un pozzo di acque tumultuose,
dal fango della palude;
ha stabilito i miei piedi sulla roccia,
ha reso sicuri i miei passi
Salmo 39

Estote parati

Between the days – Matt Bollinger

Domenica 7 agosto 2022

Luca 12, 32-48
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
32«Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto dare a voi il Regno. 33Vendete ciò che possedete e datelo in elemosina; fatevi borse che non invecchiano, un tesoro sicuro nei cieli, dove ladro non arriva e tarlo non consuma. 34Perché, dov’è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore.
35Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese; 36siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando torna dalle nozze, in modo che, quando arriva e bussa, gli aprano subito. 37Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità io vi dico, si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli. 38E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell’alba, li troverà così, beati loro!  39Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. 40Anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».
41Allora Pietro disse: «Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?». 
42Il Signore rispose: «Chi è dunque l’amministratore fidato e prudente, che il padrone metterà a capo della sua servitù per dare la razione di cibo a tempo debito? 43Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così. 44Davvero io vi dico che lo metterà a capo di tutti i suoi averi. 45Ma se quel servo dicesse in cuor suo: «Il mio padrone tarda a venire» e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi, 46il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l’aspetta e a un’ora che non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli infedeli.
47Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; 48quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche. A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più

Come si può
vivere
con le vesti cinte ai fianchi
e le lampade
sempre accese?

Come si fa
ad essere
sempre pronti?

Pronti a cosa?
A chi?
Per quanto?
Perché?

Estote parati
è uno stile di vita
un invito al presente
non al futuro

Un invito
a cogliere il silenzio
dell’altro
a vedere la sofferenza
a riconoscere
la solitudine

Un invito
ad alzare lo sguardo
altezza uomo
a muovere
la mano
direzione
mano

Un invito
ad abbassare i toni
smorzare i conflitti
riconoscere
e contenere
invidie
e gelosie

Estote parati
siate pronti
non connessi
ma pronti

v. 34
ὅπου γάρ ἐστιν ὁ θησαυρς ὑμῶν, ἐκεῖ καί ἡ καρδία (kardìa) ὑμῶν ἔσται
Ubi enim thesaurus vester est, ibi et cor vestrum erit
Perché, dov’è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore

καρδία (kardìa) il cuore, l’organo della vita fisica e spirituale:

  • Luca 1,51
    Ἐποίησεν κράτος ἐν βραχίονι αὐτοῦ, διεσκόρπισεν ὑπερηφάνους διανοίᾳ καρδίας (kardìas) αὐτῶν
    Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore
  • Luca 2,19
    ἡ δέ Μαρία πάντα συνετήρει τ ῥήματα ταῦτα συμβάλλουσα ἐν τῇ καρδίᾳ (kardìa) αὐτῆς
    Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore
  • Luca 24,32
    καί εἶπαν πρς ἀλλήλους· Οὐχί ἡ καρδία (kardìa) ἡμῶν καιομένη ἦν ἐν ἡμῖν ὡς ἐλάλει ἡμῖν ἐν τῇ ὁδῷ, ὡς διήνοιγεν ἡμῖν τς γραφάς;
    Ed essi si dissero l’un l’altro: Non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre conversava con noi lungo il cammino, quando ci spiegava le Scritture?

v. 35
ἔστωσαν ὑμῶν αἱ ὀσφύες περιεζωσμέναι καί οἱ λύχνοι
(lychnoi) καιόμενοι
Sint lumbi vestri præcincti, et lucernæ ardentes in manibus vestris
Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese

λύχνος (lychnos) lampada, candela, da λευκός (leukos), bianco, chiaro, da cui luce:

  • Luca 8,16
    Οὐδείς δ λύχνον (lychnon) ἅψας καλύπτει αὐτόν σκεύει ἢ ὑποκάτω κλίνης τίθησιν, ἀλλ’ ἐπί λυχνίας τίθησιν, ἵνα οἱ εἰσπορευόμενοι βλέπωσιν τό φῶς
    Nessuno accende una lampada e la copre con un vaso o la pone sotto un letto; la pone invece su un lampadario, perché chi entra veda la luce
  • Luca 11,34
    ὁ λύχνος (lychnos) τοῦ σώματός ἐστιν ὁ ὀφθαλμός σου. ὅταν ὁ ὀφθαλμός σου ἁπλοῦς ᾖ, καί ὅλον τό σῶμά σου φωτεινόν ἐστιν· ἐπν δ πονηρς ᾖ, καί τ σῶμά σου σκοτεινόν
    La lampada del tuo corpo è l’occhio. Se il tuo occhio è sano, anche il tuo corpo è tutto nella luce; ma se è malato, anche il tuo corpo è nelle tenebre
  • Luca 15,8
    Ἢ τίς γυν δραχμς ἔχουσα δέκα, ἐν ἀπολέσῃ δραχμν μίαν, οὐχί ἅπτει λύχνον (lychnon) καί σαροῖ τν οἰκίαν καί ζητεῖ ἐπιμελῶς ἕως οὗ εὕρῃ;
    O quale donna, se ha dieci dramme e ne perde una, non accende la lampada e spazza la casa e cerca attentamente finché non la ritrova?

v. 40
καί ὑμεῖς γίνεσθε ἕτοιμοι (étoimoi), ὅτι ᾗ ὥρᾳ οὐ δοκεῖτε ὁ υἱς τοῦ ἀνθρώπου ἔρχεται
Et vos estote parati: quia qua hora non putatis, Filius hominis veniet
Anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo

ἕτοιμος (étoimos) preparati, pronti, in maniera adeguata:

  • Luca 14,17
    καί ἀπέστειλεν τν δοῦλον αὐτοῦ τῇ ὥρᾳ τοῦ δείπνου εἰπεῖν τοῖς κεκλημένοις· Ἔρχεσθε, ὅτι ἤδη ἕτοιμά (etoimà) ἐστιν
    All’ora della cena, mandò il suo servo a dire agli invitati: Venite, è pronto
  • Luca 22,33
    ὁ δ εἶπεν αὐτῷ· Κύριε, μετ σοῦ ἕτοιμός (etoimòs) εἰμι καί εἰς φυλακν καί εἰς θάνατον πορεύεσθαι
    E Pietro gli disse: Signore, con te sono pronto ad andare in prigione e alla morte
  • Giovanni 7,6
    λέγει οὖν αὐτοῖς ὁ Ἰησοῦς· Ὁ καιρς ὁ ἐμς οὔπω πάρεστιν, ὁ δ καιρς ὁ ὑμέτερος πάντοτέ ἐστιν ἕτοιμος (étoimos)
    Gesù allora disse loro: Il mio tempo non è ancora venuto, il vostro invece è sempre pronto

Beato quel servo
perché il suo Signore
ritorna

Beato quel servo
perché le sue mani
non conoscono
riposo

Beato quel servo
perché
i suoi fratelli
lo benedicono

Beati noi
quando conosciamo
servi beati
perché
anche per noi
il Signore
ritorna

L’anima nostra attende il Signore:
egli è nostro aiuto e nostro scudo.
Su di noi sia il tuo amore, Signore,
come da te noi speriamo
Salmo 32

κληρονομία

Lesender Mann – Karl Schmidt Rottluff

Domenica 31 luglio 2022

Luca 12, 13-21
13Uno della folla gli disse: «Maestro, di’ a mio fratello che divida con me l’eredità». 14Ma egli rispose: «O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?». 15E disse loro: «Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia perché, anche se uno è nell’abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede».
16Poi disse loro una parabola: «La campagna di un uomo ricco aveva dato un raccolto abbondante. 17Egli ragionava tra sé: «Che farò, poiché non ho dove mettere i miei raccolti? 18Farò così – disse -: demolirò i miei magazzini e ne costruirò altri più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. 19Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; ripòsati, mangia, bevi e divèrtiti!». 20Ma Dio gli disse: «Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato, di chi sarà?». 21Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce presso Dio»

Abbondanza
ciò che sta sopra l’onda
che ab-unda
che ti permette
di guardare
dall’alto
gli altri
che stanno
nell’onda

Abbondanza
giusta
meritata
dovuta
regolare
indiscutibile
la nostra
abbondanza

Un uomo ricco
la campagna
il raccolto abbondante
storia già nota
fastidiosa
non è un bel finale
volta la pagina
parlaci ancora
del regno
del padre

Non parliamo
di soldi
di raccolti
di magazzini
di ricchezza
di abbondanza

Non parliamone
più
non c’è
bisogno

v. 13
εἶπεν δέ τις ἐκ τοῦ ὄχλου αὐτῶ, διδάσκαλε, εἰπέ τῶ ἀδελφῶ μου μερίσασθαι μετ᾽ ἐμοῦ τν κληρονομίαν (kleronomìan)
Ait autem ei quidam de turba: Magister, dic fratri meo ut dividat mecum hæreditatem
Uno della folla gli disse: «Maestro, di’ a mio fratello che divida con me l’eredità»

κληρονομία (kleronomìa) da κλῆρος (kléros) che è la tavoletta di legno usata per tirare a sorte, e νόμος che è la regola; l’eredità è ciò che ci è toccato in sorte ma secondo la regola:

  • Luca 20,14
    ἰδόντες δέ αὐτν οἱ γεωργοί διελογίζοντο πρς ἀλλήλους λέγοντες· Οὗτός ἐστιν ὁ κληρονόμος (kleronòmos)· ἀποκτείνωμεν αὐτόν, ἵνα ἡμῶν γένηται ἡ κληρονομία (kleronomìa)
    Quando lo videro, i coltivatori discutevano fra loro dicendo: Costui è l’erede. Uccidiamolo e così l’eredità sarà nostra
  • Atti 20,32
    καί τά νῦν παρατίθεμαι ὑμᾶς τῷ θεῷ καί τῷ λόγῳ τῆς χάριτος αὐτοῦ, τῷ δυναμένῳ οἰκοδομῆσαι καί δοῦναι τὴν κληρονομίαν (kleronomìan) ἐν τοῖς ἡγιασμένοις πᾶσιν
    E ora vi affido a Dio e alla Parola della sua grazia, la quale può edificarvi e darvi l’eredità di tutti i santificati
  • Salmo 15,5
    κύριος μερίς τῆς κληρονομίας (kleronomìan) μου καί τοῦ ποτηρίου μου
    Il Signore è mia parte di eredità e mio calice

v. 15
εἶπεν δέ πρς αὐτούς, ὁρᾶτε κα φυλάσσεσθε ἀπ πάσης πλεονεξίας, ὅτι οὐκ ἐν τῶ περισσεύειν (perisséuein) τιν ἡ ζω αὐτοῦ ἐστιν ἐκ τῶν ὑπαρχόντων αὐτῶ
Dixitque ad illos: Videte, et cavete ab omni avaritia: quia non in abundantia cujusquam vita ejus est ex his quæ possidet
E disse loro: «Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia perché, anche se uno è nell’abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede»

περισσεύω (perisséuo) eccedere, essere sopra ciò che è sufficiente, abbondare, avanzare:

  • Luca 9,17
    κα ἔφαγον κα ἐχορτάσθησαν πάντες, κα ἤρθη τ περισσεῦσαν (perisséusan) αὐτοῖς κλασμάτων κόφινοι δώδεκα
    Tutti mangiarono a sazietà e dei pezzi avanzati si portarono via dodici ceste
  • Luca 15,17
    εἰς ἑαυτν δέ ἐλθν ἔφη· Πόσοι μίσθιοι τοῦ πατρός μου περισσεύονται (perisséuontai) ἄρτων, ἐγ δέ λιμῷ ὧδε ἀπόλλυμαι
    Allora, rientrato in sé, disse: Quanti servi di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame
  • Luca 21,4
    πάντες γρ οὗτοι ἐκ τοῦ περισσεύοντος (perisséuontos) αὐτοῖς ἔβαλον εἰς τ δῶρα, αὕτη δέ ἐκ τοῦ ὑστερήματος αὐτῆς πάντα τν βίον ὃν εἶχεν ἔβαλεν
    Perché tutti costoro hanno messo nelle offerte del loro superfluo; ma lei vi ha messo del suo necessario, tutto quello che aveva per vivere

v. 18
κα εἶπεν, τοῦτο ποιήσω· καθελῶ (kathelò) μου τς ἀποθήκας κα μείζονας οἰκοδομήσω, κα συνάξω ἐκεῖ πάντα τν σῖτον κα τά ἀγαθά μου
Et dixit: Hoc faciam: destruam horrea mea, et majora faciam: et illuc congregabo omnia quæ nata sunt mihi, et bona mea
Farò così – disse -: demolirò i miei magazzini e ne costruirò altri più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni

καθαιρέω (kathairéo) abbassare, tirare giù, far cadere e quindi demolire:

  • Luca 1,52
    καθεῖλεν (kathéilen) δυνάστας ἀπ θρόνων κα ὕψωσεν ταπεινούς
    Ha rovesciato i potenti dai troni e ha innalzato gli umili
  • Luca 23,53
    κα καθελν (kathelòn) ἐνετύλιξεν αὐτ σινδόνι, κα ἔθηκεν αὐτν ἐν μνήματι λαξευτῷ οὗ οὐκ ἦν οὐδες οὔπω κείμενος
    Lo calò dalla croce, lo avvolse in un lenzuolo e lo depose in una tomba scavata nella roccia, nella quale nessuno era stato ancora deposto
  • Atti 13,29
    ὡς δέ ἐτέλεσαν πάντα τ περ αὐτοῦ γεγραμμένα, καθελόντες (kathelòntes) ἀπ τοῦ ξύλου ἔθηκαν εἰς μνημεῖον
    Dopo aver compiuto tutte le cose che erano scritte di lui, lo trassero giù dal legno e lo deposero in un sepolcro

Demolirò
i miei magazzini
ne costruirò
di più grandi
per me
per i miei figli
per i figli
dei miei figli

Verrò ricordato
per quello
che ho fatto
costruito
demolito
lasciato

Verrò ricordato
nonostante
non sapessi più
dove mettere
il raccolto
sovrabbondante

Verrò ricordato
nonostante
la mia stoltezza
la mia cecità
la mia adeguatezza

Verrò ricordato
e mi verrà richiesta
la vita
questa notte
ogni notte

Verrò ricordato
nella notte
della presenza
e la presenza
non sarà
determinata
dal raccolto stipato
in un magazzino

Ebbene, io vi dico: Procuratevi amici con la disonesta ricchezza, perché, quand’essa verrà a mancare, vi accolgano nelle dimore eterne
Luca 16,9

agnos inter lupos

Course cycliste – Lyonel Feininger

Domenica 3 luglio 2022

Luca 10, 1-12.17-20
1 Dopo questi fatti il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. 2Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! 3Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; 4non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada. 5In qualunque casa entriate, prima dite: «Pace a questa casa!». 6Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. 7Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra. 8Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, 9guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: «È vicino a voi il regno di Dio». 10Ma quando entrerete in una città e non vi accoglieranno, uscite sulle sue piazze e dite: 11«Anche la polvere della vostra città, che si è attaccata ai nostri piedi, noi la scuotiamo contro di voi; sappiate però che il regno di Dio è vicino». 12Io vi dico che, in quel giorno, Sòdoma sarà trattata meno duramente di quella città

17I settantadue tornarono pieni di gioia, dicendo: «Signore, anche i demòni si sottomettono a noi nel tuo nome». 18Egli disse loro: «Vedevo Satana cadere dal cielo come una folgore. 19Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra serpenti e scorpioni e sopra tutta la potenza del nemico: nulla potrà danneggiarvi. 20Non rallegratevi però perché i demòni si sottomettono a voi; rallegratevi piuttosto perché i vostri nomi sono scritti nei cieli»

Non esiste
buono o cattivo tempo
diceva BP
ma solo
buono o cattivo
equipaggiamento

Non portate
borsa
né sacca
né sandali

Non preoccupatevi
non fate
piani
programmi
previsioni

Entrate
nelle case
fermatevi
mangiate
dormite
portate la pace

E’ tutto
così semplice
Signore
così lineare
così rasserenante
come agnelli
che pascolano
in mezzo
ai lupi

v. 4
μή βαστάζετε βαλλάντιον (ballàntion), μή πήραν, μή ὑποδήματα, καί μηδένα κατά τήν ὁδόν ἀσπάσησθε
Nolite portare sacculum, neque peram, neque calceamenta, et neminem per viam salutaveritis
Non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada

βαλλάντιον (ballàntion) la borsa per i soldi, per i valori, per le cose importanti:

  • Luca 12,33
    πωλήσατε τ ὑπάρχοντα ὑμῶν καί δότε ἐλεημοσύνην· ποιήσατε ἑαυτοῖς βαλλάντια (ballàntia) μ παλαιούμενα, θησαυρόν ἀνέκλειπτον ἐν τοῖς οὐρανοῖς, ὅπου κλέπτης οὐκ ἐγγίζει οὐδ σς διαφθείρει
    Vendete i vostri beni, e dateli in elemosina; fatevi delle borse che non invecchiano, un tesoro inesauribile nel cielo, dove ladro non si avvicina e tignola non rode
  • Luca 22,35
    Καί εἶπεν αὐτοῖς· Ὅτε ἀπέστειλα ὑμᾶς ἄτερ βαλλαντίου (ballantìu) καί πήρας καί ὑποδημάτων, μή τινος ὑστερήσατε; οἱ δ εἶπαν· Οὐθενός
    Poi disse loro: «Quando vi mandai senza borsa, senza sacca da viaggio e senza calzari, vi è forse mancato qualcosa?» Essi risposero: «Niente»
  • Luca 22,36
    εἶπεν δ αὐτοῖς· Ἀλλ νῦν ὁ ἔχων βαλλάντιον (ballàntion) ἀράτω, ὁμοίως καί πήραν, καί ὁ μ ἔχων πωλησάτω τό ἱμάτιον αὐτοῦ καί ἀγορασάτω μάχαιραν
    Ma ora, chi ha una borsa, la prenda; così pure una sacca; e chi non ha spada, venda il mantello e ne compri una

v. 9
καί θεραπεύετε τούς ἐν αὐτῇ ἀσθενεῖς, καί λέγετε αὐτοῖς, ἤγγικεν (énghiken) ἐφ᾽ ὑμᾶς ἡ βασιλεία τοῦ θεοῦ
Et curate infirmos, qui in illa sunt, et dicite illis: Appropinquavit in vos regnum Dei
Guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: Si è avvicinato a voi il regno di Dio

ἐγγίζω (enghìzo) farsi vicino, avvicinarsi, da ἐγγύς (engùs) vicino:

  • Luca 21,28
    ἀρχομένων δ τούτων γίνεσθαι ἀνακύψατε καί ἐπάρατε τς κεφαλς ὑμῶν, διότι ἐγγίζει (enghìzei) ἡ ἀπολύτρωσις ὑμῶν
    Ma quando queste cose cominceranno ad avvenire, rialzatevi, levate il capo, perché la vostra liberazione si avvicina
  • Luca 22,47
    Ἔτι αὐτοῦ λαλοῦντος ἰδο ὄχλος, καί ὁ λεγόμενος Ἰούδας εἷς τῶν δώδεκα προήρχετο αὐτούς, καί ἤγγισεν (énghisen) τῷ Ἰησοῦ φιλῆσαι αὐτόν
    Mentre parlava ancora, ecco una folla; e colui che si chiamava Giuda, uno dei dodici, la precedeva, e si avvicinò a Gesù per baciarlo
  • Luca 24,28
    Καί ἤγγισαν (énghisan) εἰς τν κώμην οὗ ἐπορεύοντο, καί αὐτς προσεποιήσατο πορρώτερον πορεύεσθαι
    Quando si furono avvicinati al villaggio dove andavano, egli fece come se volesse proseguire

v. 20
πλν ἐν τούτῳ μ χαίρετε ὅτι τά πνεύματα ὑμῖν ὑποτάσσεται, χαίρετε δ ὅτι τά ὀνόματα (onòmata) ὑμῶν ἐγγέγραπται ἐν τοῖς οὐρανοῖς
Verumtamen in hoc nolite gaudere quia spiritus vobis subjiciuntur: gaudete autem, quod nomina vestra scripta sunt in cælis
Non rallegratevi però perché i demòni si sottomettono a voi; rallegratevi piuttosto perché i vostri nomi sono scritti nei cieli

ὄνομα (ònoma) il nome, dalla radice di γινώσκω (ginòsko) conoscere; il nome è ciò che mi permette di dire che ti conosco, è ciò che ti consegno per farmi conoscere:

  • Luca 9,48
    καί εἶπεν αὐτοῖς· Ὃς ἂν δέξηται τοῦτο τ παιδίον ἐπί τῷ ὀνόματί (onomatì) μου ἐμ δέχεται, καί ὃς ἂν ἐμ δέξηται δέχεται τν ἀποστείλαντά με· ὁ γρ μικρότερος ἐν πᾶσιν ὑμῖν ὑπάρχων οὗτός ἐστιν μέγας
    Chi riceve questo bambino nel nome mio, riceve me; e chi riceve me, riceve Colui che mi ha mandato. Perché chi è il più piccolo tra di voi, quello è grande
  • Luca 11,2
    εἶπεν δ αὐτοῖς· Ὅταν προσεύχησθε, λέγετε· Πάτερ, ἁγιασθήτω τ ὄνομά (onomà) σου· ἐλθέτω ἡ βασιλεία σου
    Ed egli disse loro: «Quando pregate, dite: Padre, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno
  • Luca 21,17
    καί ἔσεσθε μισούμενοι ὑπ πάντων δι τ ὄνομά (onomà) μου
    Sarete odiati da tutti per causa del mio nome

Partirono
a due a due
tornarono
tutti
e settantadue

Esperienza incredibile
fondante
missione
che segna
entusiasma
trascina

Tornarono
pieni di gioia
che altro?
Tornarono
pieni di gioia
con la voglia
di raccontare
agli altri
a lui

Gesù
non crederai mai
cosa
siamo riusciti
a fare
nel tuo nome
impossibile
incredibile

Nel tuo nome
con i nostri
poveri
nomi

Venite, ascoltate, voi tutti che temete Dio,
e narrerò quanto per me ha fatto.
Sia benedetto Dio,
che non ha respinto la mia preghiera,
non mi ha negato la sua misericordia

Salmo 65