πνεῦμά καί ζωή

Himalayas morning – Nicholas Roerich

Domenica 22 agosto 2021

Giovanni 6,60-69 
60Molti dei suoi discepoli, dopo aver ascoltato, dissero: “Questa parola è dura! Chi può ascoltarla?”. 61Gesù, sapendo dentro di sé che i suoi discepoli mormoravano riguardo a questo, disse loro: “Questo vi scandalizza?  62E se vedeste il Figlio dell’uomo salire là dov’era prima?  63È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che io vi ho detto sono spirito e sono vita. 64Ma tra voi vi sono alcuni che non credono”. Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito. 65E diceva: “Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre”.
66Da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui. 67Disse allora Gesù ai Dodici: “Volete andarvene anche voi?”. 68Gli rispose Simon Pietro: “Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna 69e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio”

Questa parola è dura, e noi avremmo bisogno di parole accoglienti
Questa parola allontana, e noi avremmo bisogno di parole per riavvicinare la gente
Questa parola scandalizza, e noi avremmo bisogno di parole che rassicurino
Signore, chi può ascoltare questa parola?
Chi è in grado?
A chi serve questa parola?
A cosa serve?
Ci sono alcuni che non credono
Uno tradisce, gli altri non credono: chi ben comincia…
Anche voi volete andare a nascondervi?

v. 62
άν οὗν θεωρῆτε (theoréte) τόν υἱόν τοῦ ἀνθρώπου ἀναβαίνοντα ὅπου ἦν τό πρότερον;
Si ergo videritis Filium hominis ascendentem ubi erat prius?
E se vedeste il Figlio dell’uomo salire là dov’era prima?

θεωρέω (theoréo) contemplare, essere spettatore, da cui teatro e anche teoria, che è proprio ciò che nasce dall’osservazione della realtà:

  • Giovanni 6,2
    ἠκολούθει δ αὐτῷ ὄχλος πολύς, ὅτι ἐθεώρουν (etheòrun) τ σημεῖα ἃ ἐποίει ἐπί τῶν ἀσθενούντων
    E una grande folla lo seguiva, vedendo i segni che faceva sugli infermi
  • Giovanni 8,51
    ἀμήν ἀμήν λέγω ὑμῖν, ἐάν τις τν ἐμν λόγον τηρήσῃ, θάνατον οὐ μ θεωρήσῃ (theorése) εἰς τν αἰῶνα
    In verità, in verità vi dico: se uno osserva la mia parola, non vedrà mai la morte
  • Giovanni 12,45
    καί ὁ θεωρῶν (theoròn) ἐμ θεωρεῖ (theoréi) τν πέμψαντά με
    E chi vede me, vede colui che mi ha mandato

v. 63
τό πνεῦμά ἐστιν τό ζῳοποιοῦν (zoopoiùn), ἡ σάρξ οὐκ ὠφελεῖ οὐδέν· τά ῥήματα ἃ ἐγώ λελάληκα ὑμῖν πνεῦμά ἐστιν καί ζωή ἐστιν
Spiritus est qui vivificat: caro non prodest quidquam: verba quæ ego locutus sum vobis, spiritus et vita sunt
È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che io vi ho detto sono spirito e sono vita

ζῳοποιέω (zoopoiéo) ζῷον + ποιέω generare la vita, un neologismo che compare solo in Giovanni e Paolo:

  • Giovanni 5,21
    ὥσπερ γρ ὁ πατήρ ἐγείρει τος νεκρος καί ζῳοποιεῖ (zoopoiéi), οὕτως καί ὁ υἱς οὓς θέλει ζῳοποιεῖ (zoopoiéi)
    Come il padre risuscita i morti e dà la vita, così anche il figlio dà la vita a chi vuole
  • 1 Corinzi 15,22
    ὥσπερ γρ ἐν τῷ Ἀδμ πάντες ἀποθνῄσκουσιν, οὕτως καί ἐν τῷ Χριστῷ πάντες ζῳοποιηθήσονται (zoopoiethésontai)
    E come tutti muoiono in Adamo, così tutti riceveranno la vita in Cristo
  • 1 Pietro 3,18
    ὅτι καί Χριστς ἅπαξ περί ἁμαρτιῶν ἔπαθεν, δίκαιος ὑπρ ἀδίκων, ἵνα ὑμᾶς προσαγάγῃ τῷ θεῷ, θανατωθείς μν σαρκί ζῳοποιηθείς (zoopoiethéis) δ πνεύματι
    Anche Cristo è morto una volta per sempre per i peccati, giusto per gli ingiusti, per ricondurvi a Dio; messo a morte nella carne, ma reso vivo nello spirito

v. 66
Ἐκ τούτου πολλοί ἐκ τῶν μαθητῶν αὐτοῦ ἀπῆλθον εἰς τά ὀπίσω
(opìso) καί οὐκέτι μετ’ αὐτοῦ περιεπάτουν
Ex hoc multi discipulorum ejus abierunt retro: et jam non cum illo ambulabant
Da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui

ὀπίσω (opìso) dietro, sia in senso fisico che temporale:

  • Giovanni 1,27
    ὁ ὀπίσω (opìso) μου ἐρχόμενος, οὗ οὐκ εἰμί ἄξιος ἵνα λύσω αὐτοῦ τν ἱμάντα τοῦ ὑποδήματος
    Uno che viene dietro di me, al quale io non son degno di sciogliere il legaccio del sandalo
  • Giovanni 12,19
    οἱ οὖν Φαρισαῖοι εἶπαν πρς ἑαυτούς· Θεωρεῖτε ὅτι οὐκ ὠφελεῖτε οὐδέν· ἴδε ὁ κόσμος ὀπίσω (opìso) αὐτοῦ ἀπῆλθεν
    I farisei allora dissero tra di loro: Vedete che non concludete nulla? Ecco che il mondo gli è andato dietro
  • Giovanni 18,6
    ὡς οὖν εἶπεν αὐτοῖς· Ἐγώ εἰμι, ἀπῆλθον εἰς τ ὀπίσω (opìso) καί ἔπεσαν χαμαί
    Appena disse: Sono io, andarono indietro e caddero a terra

Le tue parole Signore sono spirito e vita
Sono parole che generano vita
Sono parole che vanno seminate, con gesti larghi, abbondanti, fiduciosi
Sono parole che cercano fiducia, chiedono fedeltà
Le tue parole, ascoltate, osservate, richiamano altre parole, impongono gesti indispensabili, aprono canali inattesi, si appostano pazientemente vicino a orecchi disattenti
Parole di vita eterna: vertigine insondabile, realizzazione dell’impossibile
Dove altro andare?

εὐλογημένη

Seven trees – Paula Modersohn-Becker

Domenica 15 agosto 2021 – Assunzione

Luca 1,39-56
39In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. 40Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. 41Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo 42ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! 43A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? 44Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. 45E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto». 
46Allora Maria disse: «L’anima mia magnifica il Signore
47e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
48perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
49Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente e Santo è il suo nome;
50di generazione in generazione la sua misericordia per quelli che lo temono.
51Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
52ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili;
53ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote.
54Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia,
55come aveva detto ai nostri padri, per Abramo e la sua discendenza, per sempre».
56Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua

E’ difficile pulirsi gli occhi
E anche se li chiudi le immagini si presentano subito, ingombranti, colorate, improbabili, spesso improponibili
E’ difficile pensare a Maria senza pensieri di altri, senza parole di altri, senza visioni di altri
Indispensabile tornare a Luca, a quello che ha voluto raccontare tanti anni dopo tornando all’inizio di tutto: una ragazza che si alza in fretta e corre da sua cugina
Due cugine, ventri ripieni di vita, teste ingombre di pensieri, due ragazze ricolme di spirito santo che pronunciano parole incredibili, parole difficili da credere, parole impossibili da dimenticare
Benedicta tu inter mulieres, et benedictus fructus ventris tui
Magnificat anima mea Dominum: et exsultavit spiritus meus in Deo salutari meo

v. 41
καί ἐγένετο ὡς ἤκουσεν τόν ἀσπασμόν τῆς Μαρίας ἡ Ἐλισάβετ, ἐσκίρτησεν τό βρέφος ἐν τῇ κοιλίᾳ αὐτῆς, καί ἐπλήσθη (eplésthe) πνεύματος ἁγίου ἡ Ἐλισάβετ
Et factum est, ut audivit salutationem Mariæ Elisabeth, exsultavit infans in utero ejus: et repleta est spiritu sancto Elisabeth
Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di spirito santo

πίμπλημι (pìmplemi) da pleo, riempire, colmare:

  • Luca 1,15
    ἔσται γάρ μέγας ἐνώπιον τοῦ κυρίου, καί οἶνον καί σίκερα οὐ μ πίῃ, καί πνεύματος ἁγίου πλησθήσεται (plesthésetai) ἔτι ἐκ κοιλίας μητρς αὐτοῦ
    Poiché egli sarà grande davanti al Signore; non berrà vino né bevande inebrianti, sarà pieno di spirito santo fin dal seno di sua madre
  • Luca 1,57
    Τῇ δ Ἐλισάβετ ἐπλήσθη (eplésthe) ὁ χρόνος τοῦ τεκεῖν αὐτήν, καί ἐγέννησεν υἱόν
    Per Elisabetta intanto si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio
  • Luca 1,67
    Καί Ζαχαρίας ὁ πατρ αὐτοῦ ἐπλήσθη (eplésthe) πνεύματος ἁγίου καί ἐπροφήτευσεν λέγων
    Zaccaria, suo padre, fu pieno di spirito santo e profetò dicendo

v. 48
ὅτι ἐπέβλεψεν ἐπί τν ταπείνωσιν τῆς δούλης (dùles) αὐτοῦ, ἰδο γρ ἀπ τοῦ νῦν μακαριοῦσίν με πᾶσαι αἱ γενεαί
Quia respexit humilitatem ancillæ suæ: ecce enim ex hoc beatam me dicent omnes generationes
Perché ha guardato l’umiltà della sua serva, d’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata

δούλη (dùle) serva, schiava, parola che al femminile viene utilizzata solo da Luca; deriva dal verbo δέω (déo) che significa legare:

  • Luca 1,38
    εἶπεν δ Μαριάμ· Ἰδο ἡ δούλη (dùle) κυρίου· γένοιτό μοι κατ τ ῥῆμά σου. καί ἀπῆλθεν ἀπ’ αὐτῆς ὁ ἄγγελος
    Allora Maria disse: Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto». E l’angelo partì da lei
  • Atti 2,18
    καί γε ἐπί τος δούλους μου καί ἐπί τς δούλας (dùlas) μου ἐν ταῖς ἡμέραις ἐκείναις ἐκχεῶ ἀπ τοῦ πνεύματός μου, καί προφητεύσουσιν
    E anche sui miei servi e sulle mie serve in quei giorni effonderò il mio Spirito ed essi profeteranno

v. 49
ὅτι ἐποίησέν μοι μεγάλα ὁ δυνατός (dynatòs), καί ἅγιον τ ὄνομα αὐτοῦ
Quia fecit mihi magna qui potens est: et sanctum nomen ejus
Grandi cose ha fatto per me il potente e santo è il suo nome

δυνατός (dynatòs) capace, forte, potente, non necessariamente onnipotente…:

  • Luca 18,27
    ὁ δ εἶπεν· Τ ἀδύνατα (adynata) παρ ἀνθρώποις δυνατ (dynata) παρ τῷ θεῷ ἐστιν
    Rispose: Ciò che è impossibile agli uomini, è possibile a Dio
  • Luca 24,19
    καί εἶπεν αὐτοῖς· Ποῖα; οἱ δ εἶπαν αὐτῷ· Τ περί Ἰησοῦ τοῦ Ναζαρηνοῦ, ὃς ἐγένετο ἀνρ προφήτης δυνατς (dynatòs) ἐν ἔργῳ καί λόγῳ ἐναντίον τοῦ θεοῦ καί παντς τοῦ λαοῦ
    Domandò: Che cosa?. Gli risposero: Tutto ciò che riguarda Gesù Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo
  • Atti 25,25
    Οἱ οὖν ἐν ὑμῖν, φησίν, δυνατοί (dynatòi) συγκαταβάντες εἴ τί ἐστιν ἐν τῷ ἀνδρί ἄτοπον κατηγορείτωσαν αὐτοῦ
    Quelli dunque che hanno autorità tra voi, disse, vengano con me e se vi è qualche colpa in quell’uomo, lo denuncino


La serva del Signore: solo Luca usa questa parola, per due volte nel suo vangelo, e sempre riferita a Maria
Un Signore potente, molto potente, che può tutto, ma che ha bisogno di un passaggio, di una mano che apra la porta, di una donna che accolga
E la serva umile accoglie la richiesta, apre la porta all’imponderabile, ma poi ha bisogno di condividere la gioia e la paura: solidarietà femminile, grembi che sussultano, colloqui di pance
Parole scolpite, dialogo immortale, ripetuto da sempre e per sempre
Difficile pulirsi gli occhi, la retorica incombe, l’unica è farsi cullare dalle parole, dalle singole parole delle due cugine, dalle parole di Luca

Murmurabant

Domenica 8 agosto 2021

Gv 6,41-51
41Allora i Giudei si misero a mormorare contro di lui perché aveva detto: “Io sono il pane disceso dal cielo”. 42E dicevano: “Costui non è forse Gesù, il figlio di Giuseppe? Di lui non conosciamo il padre e la madre? Come dunque può dire: “Sono disceso dal cielo”?”.
43Gesù rispose loro: “Non mormorate tra voi. 44Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno.  45Sta scritto nei profeti: E tutti saranno istruiti da Dio. Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me. 46Non perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. 47In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna.
48Io sono il pane della vita. 49I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; 50questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia. 51Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo”

Mormorare: parlare senza aprire la bocca, con i denti che si toccano, che digrignano; dire senza esporsi, parole senza autore, idee buttate lì come sassi, domande che non vogliono risposte, dubbi lanciati come semi, germogli soffocati
E quando la parola non è chiara anche lo sguardo si offusca, l’occhio non vede, la testa gira a vuoto

v. 41
Ἐγόγγυζον (egònghyzon) οὖν οἱ Ἰουδαῖοι περί αὐτοῦ ὅτι εἶπεν· Ἐγώ εἰμι ὁ ἄρτος ὁ καταβάς ἐκ τοῦ οὐρανοῦ
Murmurabant ergo Judæi de illo, quia dixisset: Ego sum panis vivus, qui de cælo descendi
Allora i Giudei si misero a mormorare contro di lui perché aveva detto: Io sono il pane disceso dal cielo

v. 43
ἀπεκρίθη Ἰησοῦς καί εἶπεν αὐτοῖς· Μ γογγύζετε (gonghyzete) μετ’ ἀλλήλων
Respondit ergo Jesus, et dixit eis: Nolite murmurare in invicem
Gesù rispose loro: Non mormorate tra voi

γογγύζω (gonghyzo) verbo onomatopeico per mormorare, borbottare, grumble in inglese:

  • Gv 6,61
    εἰδώς δ ὁ Ἰησοῦς ἐν ἑαυτῷ ὅτι γογγύζουσιν (gonghyzusin) περί τούτου οἱ μαθηταί αὐτοῦ εἶπεν αὐτοῖς· Τοῦτο ὑμᾶς σκανδαλίζει;
    Gesù, conoscendo dentro di sé che i suoi discepoli proprio di questo mormoravano, disse loro: Questo vi scandalizza?
  • Gv 7,32
    Ἤκουσαν οἱ Φαρισαῖοι τοῦ ὄχλου γογγύζοντος (gonghyzontos) περί αὐτοῦ ταῦτα, καί ἀπέστειλαν οἱ ἀρχιερεῖς καί οἱ Φαρισαῖοι ὑπηρέτας ἵνα πιάσωσιν αὐτόν
    I farisei intanto udirono che la gente mormorava queste cose di lui e perciò i sommi sacerdoti e i farisei mandarono delle guardie per arrestarlo
  • 1 Corinzi 10,10
    μηδ γογγύζετε (gonghyzete), καθάπερ τινς αὐτῶν ἐγόγγυσαν (egònghysan), καί ἀπώλοντο ὑπ τοῦ ὀλοθρευτοῦ
    Non mormorate, come mormorarono alcuni di essi, e caddero vittime dello sterminatore

v. 44
οὐδείς δύναται ἐλθεῖν πρός με ἐν μ ὁ πατρ ὁ πέμψας με ἑλκύσῃ (elkyse) αὐτόν, κἀγώ ἀναστήσω αὐτν ἐν τῇ ἐσχάτῃ ἡμέρᾳ
Nemo potest venire ad me, nisi Pater, qui misit me, traxerit eum; et ego resuscitabo eum in novissimo die
Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno

ἕλκω (élko) trascinare, condurre a sé:

  • Giovanni 12.32
    κἀγώ ἐν ὑψωθῶ ἐκ τῆς γῆς, πάντας ἑλκύσω (elkyso) πρς ἐμαυτόν
    Io, quando sarò elevato da terra, attirerò tutti a me
  • Giovanni 21,11
    ἀνέβη οὖν Σίμων Πέτρος καί εἵλκυσεν (éilkysen) τ δίκτυον εἰς τν γῆν μεστν ἰχθύων μεγάλων ἑκατν πεντήκοντα τριῶν· κα τοσούτων ὄντων οὐκ ἐσχίσθη τ δίκτυον
    Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatré grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si spezzò

v. 50
οὗτός ἐστιν ὁ ἄρτος ὁ ἐκ τοῦ οὐρανοῦ καταβαίνων (katabàinon) ἵνα τις ἐξ αὐτοῦ φάγῃ καί μ ἀποθάνῃ
Hic est panis de cælo descendens: ut si quis ex ipso manducaverit, non moriatur
Questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia

v. 51
ἐγώ εἰμι ὁ ἄρτος ὁ ζῶν ὁ ἐκ τοῦ οὐρανοῦ καταβάς (katabàs)· ἐάν τις φάγῃ ἐκ τούτου τοῦ ἄρτου ζήσει εἰς τόν αἰῶνα· καί ὁ ἄρτος δέ ὃν ἐγώ δώσω ἡ σάρξ μού ἐστιν ὑπέρ τῆς τοῦ κόσμου ζωῆς
Ego sum panis vivus, qui de cælo descendi. Si quis manducaverit ex hoc pane, vivet in æternum: et panis quem ego dabo, caro mea est pro mundi vita
Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo

καταβαίνω (katabàino) da κατά + βάσις (katà + bàsis) un passo in discesa:

  • Giovanni 1,51
    καί λέγει αὐτῷ· Ἀμήν ἀμήν λέγω ὑμῖν, ὄψεσθε τν οὐρανν ἀνεῳγότα καί τούς ἀγγέλους τοῦ θεοῦ ἀναβαίνοντας καί καταβαίνοντας (katabàinontas) ἐπί τν υἱν τοῦ ἀνθρώπου
    Poi gli disse: In verità, in verità vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sul Figlio dell’uomo
  • Giovanni 3.13
    καί οὐδείς ἀναβέβηκεν εἰς τν οὐρανν εἰ μή ὁ ἐκ τοῦ οὐρανοῦ καταβάς (katabàs), ὁ υἱς τοῦ ἀνθρώπου
    Eppure nessuno è mai salito al cielo, fuorché il Figlio dell’uomo che è disceso dal cielo
  • Giovanni 6,38
    ὅτι καταβέβηκα (katabébeka) ἀπ τοῦ οὐρανοῦ οὐχ ἵνα ποιῶ τ θέλημα τ ἐμν ἀλλ τ θέλημα τοῦ πέμψαντός με
    Perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato

Tutto l’annuncio è una storia di discesa e salita, una danza verticale, un movimento circolare, un vortice a spirale
Impensabile restarne fuori, a guardare, a mormorare
C’è un figlio che scende, un pane distribuito, un padre che attira a sé: vita in abbondanza, fame saziata, vuoto che si riempie
E tutti saranno istruiti da Dio: basta fare un passo (βάσις bàsis), muovere un piede, allungare una mano, alzare lo sguardo, aprire la bocca e far uscire parole, non mormorii
Pane vivo, lievito che fermenta, vita del mondo

ἐσκανδαλίζοντο

Roofs of Paris – Francis Picabia

Domenica 4 luglio 2021

Marco 6, 1-6
1Partì di là e venne nella sua patria e i suoi discepoli lo seguirono. 2Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga. E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e dicevano: “Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani? 3Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?”. Ed era per loro motivo di scandalo. 4Ma Gesù disse loro: “Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua”.  5E lì non poteva compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì.  6E si meravigliava della loro incredulità. Gesù percorreva i villaggi d’intorno, insegnando

Il profeta in patria scaglia parole contro un muro, lancia semi in mezzo alle spine
Combatte contro il pre-giudizio, contro lo scandalizzarsi di chi sa già tutto
Come siamo bravi a incasellare le persone, le parole, i gesti ancora prima che vengano compiuti
Abbiamo già sentito, conosciamo già il detto e il non detto
Ci scandalizziamo facilmente e facilmente troviamo pretesti per fermarci, per inarcare sopracciglia, per interrompere cammini, processi

v. 2
καί γενομένου σαββάτου ἤρξατο διδάσκειν ἐν τῇ συναγωγῇ· καί πολλοί ἀκούοντες ἐξεπλήσσοντο (exepléssonto) λέγοντες, πόθεν τούτῳ ταῦτα, καί τίς ἡ σοφία ἡ δοθεῖσα τούτῳ καί αἱ δυνάμεις (dynàmeis) τοιαῦται διά τῶν χειρῶν αὐτοῦ γινόμεναι;
Et facto sabbato cœpit in synagoga docere: et multi audientes admirabantur in doctrina ejus, dicentes: Unde huic hæc omnia? et quæ est sapientia, quæ data est illi, et virtutes tales, quæ per manus ejus efficiuntur?
Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga. E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e dicevano: Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani?

ἐκπλήσσομαι (expléssomai) essere colpiti, rimanere stupiti a causa di qualcosa che ci colpisce quasi fisicamente:

  • Marco 1,22
    καί ἐξεπλήσσοντο (exepléssonto) ἐπί τῇ διδαχῇ αὐτοῦ, ἦν γρ διδάσκων αὐτούς ὡς ἐξουσίαν ἔχων καί οὐχ ὡς οἱ γραμματεῖς
    Ed erano stupiti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi
  • Marco 7,37
    καί ὑπερπερισσῶς ἐξεπλήσσοντο (exepléssonto) λέγοντες· Καλῶς πάντα πεποίηκεν, καί τος κωφος ποιεῖ ἀκούειν καί ἀλάλους λαλεῖν
    E, pieni di stupore, dicevano: Ha fatto bene ogni cosa: fa udire i sordi e fa parlare i muti
  • Marco 10,26
    οἱ δ περισσῶς ἐξεπλήσσοντο (exepléssonto) λέγοντες πρός ἑαυτούς· Κα τίς δύναται σωθῆναι;
    Essi, ancora più stupiti, dicevano tra loro: E chi può essere salvato?

v. 3
οὐχ οὖτός ἐστιν ὁ τέκτων, ὁ υἱός τῆς μαρίας καί ἀδελφός ἰακώβου καί ἰωσῆτος καί ἰούδα καί σίμωνος; καί οὐκ εἰσίν αἱ ἀδελφαί αὐτοῦ ὧδε πρός ἡμᾶς; καί ἐσκανδαλίζοντο (eskandalìzonto) ἐν αὐτῶ
Nonne hic est faber, filius Mariæ, frater Jacobi, et Joseph, et Judæ, et Simonis? nonne et sorores ejus hic nobiscum sunt? Et scandalizabantur in illo
Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi? Ed era per loro motivo di scandalo

σκανδαλίζω (skandalìzo) da σκάνδαλον (skàndalon) che è la trappola, il bastoncino che fa scattare la trappola; ciò che dà scandalo quindi fa inciampare, fa cadere, fa rallentare, fermare:

  • Marco 9,42
    Καί ὃς ἂν σκανδαλίσῃ (skandalìse) ἕνα τῶν μικρῶν τούτων τῶν πιστευόντων εἰς ἐμέ, καλόν ἐστιν αὐτῷ μᾶλλον εἰ περίκειται μύλος ὀνικς περί τν τράχηλον αὐτοῦ καί βέβληται εἰς τήν θάλασσαν
    Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, è molto meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare
  • Marco 14,27
    Καί λέγει αὐτοῖς ὁ Ἰησοῦς ὅτι Πάντες σκανδαλισθήσεσθε (skandalisthésesthe), ὅτι γέγραπται· Πατάξω τν ποιμένα, καί τ πρόβατα διασκορπισθήσονται
    Gesù disse loro: Tutti rimarrete scandalizzati, perché sta scritto: Percuoterò il pastore e le pecore saranno disperse
  • Marco 14,29
    ὁ δ Πέτρος ἔφη αὐτῷ· Εἰ καί πάντες σκανδαλισθήσονται (skandalisthésontai), ἀλλ’ οὐκ ἐγώ
    Pietro gli disse: Anche se tutti si scandalizzeranno, io no

v. 5
καί οὐκ ἐδύνατο ἐκεῖ ποιῆσαι οὐδεμίαν δύναμιν (dynamin), εἰ μή ὀλίγοις ἀρρώστοις ἐπιθείς τάς χεῖρας ἐθεράπευσεν
Et non poterat ibi virtutem ullam facere, nisi paucos infirmos impositis manibus curavit
E lì non poteva compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì

δύναμις (dynamis) forza, potenza, abilità, e quindi anche il prodigio che diventa possibile, il miracolo vero:

  • Marco 9,39
    ὁ δέ Ἰησοῦς εἶπεν· Μή κωλύετε αὐτόν, οὐδείς γάρ ἐστιν ὃς ποιήσει δύναμιν (dynamin) ἐπί τῷ ὀνόματί μου καί δυνήσεται ταχ κακολογῆσαί με
    Ma Gesù disse: Non glielo impedite, perché non c’è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito possa parlare male di me
  • Marco 12,24
    ἔφη αὐτοῖς ὁ Ἰησοῦς· Οὐ δι τοῦτο πλανᾶσθε μή εἰδότες τς γραφς μηδέ τήν δύναμιν (dynamin) τοῦ θεοῦ;
    Rispose loro Gesù: Non è forse per questo che siete in errore, perché non conoscete le scritture né la potenza di Dio?
  • Marco 14,62
    ὁ δέ Ἰησοῦς εἶπεν· Ἐγώ εἰμι, καί ὄψεσθε τν υἱν τοῦ ἀνθρώπου ἐκ δεξιῶν καθήμενον τῆς δυνάμεως (dynàmeos) καί ἐρχόμενον μετ τῶν νεφελῶν τοῦ οὐρανοῦ
    Gesù rispose: Io lo sono! E vedrete il Figlio dell’uomo seduto alla destra della potenza e venire con le nubi del cielo

Si meraviglia Gesù che compie meraviglie, si meraviglia della nostra incredulità, della nostra incapacità a credere alle meraviglie
Dopo tanto tempo ancora lo stupiamo con il nostro scandalizzarci, con la nostra capacità di mettere in dubbio, di storcere il naso, di voltare la faccia
Per fortuna si meraviglia ancora, Gesù, e continua a percorrere i nostri villaggi, imponendo le mani e le parole
Pochi prodigi, poche guarigioni, piccoli gesti, un passo alla volta, un cammino che non si arresta, un viaggio che continua
Spettatori increduli o personaggi credenti che si lasciano scoinvolgere (sconvolgere + coinvolgere)?

ταλιθα κουμ

Reclining woman – Richard Diebenkorn

Domenica 27 giugno 2021

Marco 5,21-43
21Essendo Gesù passato di nuovo in barca all’altra riva, gli si radunò attorno molta folla ed egli stava lungo il mare. 22E venne uno dei capi della sinagoga, di nome Giàiro, il quale, come lo vide, gli si gettò ai piedi 23e lo supplicò con insistenza: «La mia figlioletta sta morendo: vieni a imporle le mani, perché sia salvata e viva». 24Andò con lui. Molta folla lo seguiva e gli si stringeva intorno.
25Ora una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni 26e aveva molto sofferto per opera di molti medici, spendendo tutti i suoi averi senza alcun vantaggio, anzi piuttosto peggiorando, 27udito parlare di Gesù, venne tra la folla e da dietro toccò il suo mantello. 28Diceva infatti: «Se riuscirò anche solo a toccare le sue vesti, sarò salvata». 29E subito le si fermò il flusso di sangue e sentì nel suo corpo che era guarita dal male.
30E subito Gesù, essendosi reso conto della forza che era uscita da lui, si voltò alla folla dicendo: «Chi ha toccato le mie vesti?». 31I suoi discepoli gli dissero: «Tu vedi la folla che si stringe intorno a te e dici: «Chi mi ha toccato?»». 32Egli guardava attorno, per vedere colei che aveva fatto questo. 33E la donna, impaurita e tremante, sapendo ciò che le era accaduto, venne, gli si gettò davanti e gli disse tutta la verità. 34Ed egli le disse: «Figlia, la tua fede ti ha salvata. Va’ in pace e sii guarita dal tuo male».
35Stava ancora parlando, quando dalla casa del capo della sinagoga vennero a dire: «Tua figlia è morta. Perché disturbi ancora il Maestro?». 36Ma Gesù, udito quanto dicevano, disse al capo della sinagoga: «Non temere, soltanto abbi fede!». 37E non permise a nessuno di seguirlo, fuorché a Pietro, Giacomo e Giovanni, fratello di Giacomo. 38Giunsero alla casa del capo della sinagoga ed egli vide trambusto e gente che piangeva e urlava forte. 39Entrato, disse loro: «Perché vi agitate e piangete? La bambina non è morta, ma dorme». 40E lo deridevano. Ma egli, cacciati tutti fuori, prese con sé il padre e la madre della bambina e quelli che erano con lui ed entrò dove era la bambina. 41Prese la mano della bambina e le disse: «Talità kum», che significa: «Fanciulla, io ti dico: àlzati!». 42E subito la fanciulla si alzò e camminava; aveva infatti dodici anni. Essi furono presi da grande stupore. 43E raccomandò loro con insistenza che nessuno venisse a saperlo e disse di darle da mangiare

Il miracolo stupisce, lascia a bocca aperta, ma il miracolo inquieta, turba: quanti guariti? perché solo quelli? perché solo la figlia di Giàiro? perché non tutte le figlie?
Il miracolo mi urta, mi infastidisce, viene voglia di archiviarlo, di voltare pagina, di tornare alle parole di Gesù
Invece ci sono i miracoli, parole incarnate, gesti fecondi, scarti del cammino, accelerazioni improvvise
Accettiamo l’incontro, tocchiamo con mano

v. 27
ἀκούσασα περί τοῦ ἰησοῦ, ἐλθοῦσα ἐν τῶ ὄχλῳ ὄπισθεν ἥψατο (épsato) τοῦ ἱματίου αὐτοῦ
Cum audisset de Jesu, venit in turba retro, et tetigit vestimentum ejus
Udito parlare di Gesù, venne tra la folla e da dietro toccò il suo mantello

v. 28
ἔλεγεν γάρ ὅτι ἐάν ἅψωμαι (àpsomai) κἂν τῶν ἱματίων αὐτοῦ σωθήσομαι
dicebat enim: Quia si vel vestimentum ejus tetigero, salva ero
Diceva infatti: Se riuscirò anche solo a toccare le sue vesti, sarò salvata

v. 30
καί εὐθύς ὁ ἰησοῦς ἐπιγνούς ἐν ἑαυτῶ τήν ἐξ αὐτοῦ δύναμιν ἐξελθοῦσαν ἐπιστραφείς ἐν τῶ ὄχλῳ ἔλεγεν, τίς μου ἥψατο (épsato) τῶν ἱματίων;
Et statim Jesus in semetipso cognoscens virtutem quæ exierat de illo, conversus ad turbam, aiebat: Quis tetigit vestimenta mea?
E subito Gesù, essendosi reso conto della forza che era uscita da lui, si voltò alla folla dicendo: Chi ha toccato le mie vesti?

v. 31
καί ἔλεγον αὐτῶ οἱ μαθηταί αὐτοῦ, βλέπεις τόν ὄχλον συνθλίβοντά σε, καί λέγεις, τίς μου ἥψατο (épsato);
Et dicebant ei discipuli sui: Vides turbam comprimentem te, et dicis: Quis me tetigit?
I suoi discepoli gli dissero: Tu vedi la folla che si stringe intorno a te e dici: Chi mi ha toccato?

ἅπτω (àpto) da cui tangere latino e quindi tatto: toccare fisicamente, attraverso le mani, attraverso la pelle; un senso che utilizziamo poco, per discrezione, vergogna, poca abitudine. Chi vuole essere guarito tocca e viene toccato; e anche la Maddalena non cerca di trattenere ma di toccare, anche lei per essere guarita, cuore sanguinante e piangente:

  • Marco 1,41
    κα ὀργισθες ἐκτείνας τήν χεῖρα αὐτοῦ ἥψατο (épsato) κα λέγει αὐτῷ· Θέλω, καθαρίσθητι
    Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: Lo voglio, sii purificato
  • Marco 3,10
    πολλούς γρ ἐθεράπευσεν, ὥστε ἐπιπίπτειν αὐτῷ ἵνα αὐτοῦ ἅψωνται (àpsontai) ὅσοι εἶχον μάστιγας
    Infatti aveva guarito molti, cosicché quanti avevano qualche male si gettavano su di lui per toccarlo
  • Giovanni 20,17
    λέγει αὐτῇ Ἰησοῦς· Μή μου ἅπτου (àptu), οὔπω γρ ἀναβέβηκα πρός τόν πατέρα· πορεύου δ πρός τος ἀδελφούς μου κα εἰπ αὐτοῖς· Ἀναβαίνω πρός τόν πατέρα μου κα πατέρα ὑμῶν κα θεόν μου κα θεόν ὑμῶν
    Gesù le disse: Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro

v. 35
ἔτι αὐτοῦ λαλοῦντος ἔρχονται ἀπό τοῦ ἀρχισυναγώγου λέγοντες ὅτι ἡ θυγάτηρ σου ἀπέθανεν (apéthanen)· τί ἔτι σκύλλεις τόν διδάσκαλον;
Adhuc eo loquente, veniunt ab archisynagogo, dicentes: Quia filia tua mortua est: quid ultra vexas magistrum?
Stava ancora parlando, quando dalla casa del capo della sinagoga vennero a dire: Tua figlia è morta. Perché disturbi ancora il Maestro?

v. 39
καί εἰσελθών λέγει αὐτοῖς, τί θορυβεῖσθε καί κλαίετε; τό παιδίον οὐκ ἀπέθανεν (apéthanen) ἀλλά καθεύδει
Et ingressus, ait illis: Quid turbamini, et ploratis? puella non est mortua, sed dormit
Entrato, disse loro: Perché vi agitate e piangete? La bambina non è morta, ma dorme

ἀποθνῄσκω (apothnésko) il verbo di θάνατος (thanatos), la morte:

  • Marco 9,26
    κα κράξας κα πολλ σπαράξας ἐξῆλθεν· κα ἐγένετο ὡσε νεκρός ὥστε τούς πολλούς λέγειν ὅτι ἀπέθανεν (apéthanen)
    Gridando e scuotendolo fortemente, uscì. E il fanciullo diventò come morto, sicché molti dicevano: È morto
  • Marco 15,44
    ὁ δ Πιλᾶτος ἐθαύμασεν εἰ ἤδη τέθνηκεν, κα προσκαλεσάμενος τόν κεντυρίωνα ἐπηρώτησεν αὐτόν εἰ πάλαι ἀπέθανεν (apéthanen)
    Pilato si meravigliò che fosse già morto e, chiamato il centurione, gli domandò se era morto da tempo
  • Giovanni 11,21
    εἶπεν οὖν ἡ Μάρθα πρός τόν Ἰησοῦν· Κύριε, εἰ ἦς ὧδε οὐκ ἂν ἀπέθανεν (apéthanen) ὁ ἀδελφός μου
    Marta disse a Gesù: Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto

v. 40
καί κατεγέλων αὐτοῦ. αὐτός δέ ἐκβαλών (ekbalòn) πάντας παραλαμβάνει τόν πατέρα τοῦ παιδίου καί τήν μητέρα καί τούς μετ᾽ αὐτοῦ, καί εἰσπορεύεται ὅπου ἦν τό παιδίον
Et irridebant eum. Ipse vero ejectis omnibus assumit patrem, et matrem puellæ, et qui secum erant, et ingreditur ubi puella erat jacens
E lo deridevano. Ma egli, cacciati tutti fuori, prese con sé il padre e la madre della bambina e quelli che erano con lui ed entrò dove era la bambina

ἐκβάλλω (ekbàllo) scacciare via, allontanare, gettare lontano; di solito Gesù scaccia demòni, mercanti dal tempio, in questo caso caccia tutti fuori, la vita è miracolo non spettacolo:

  • Marco 1,34
    κα ἐθεράπευσεν πολλούς κακῶς ἔχοντας ποικίλαις νόσοις, κα δαιμόνια πολλ ἐξέβαλεν (exébalen), κα οὐκ ἤφιεν λαλεῖν τ δαιμόνια, ὅτι ᾔδεισαν αὐτόν
    Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano
  • Marco 9,47
    καν ὁ ὀφθαλμός σου σκανδαλίζῃ σε, ἔκβαλε (ékbale) αὐτόν· καλόν σέ ἐστιν μονόφθαλμον εἰσελθεῖν εἰς τὴν βασιλείαν τοῦ θεοῦ ἢ δύο ὀφθαλμος ἔχοντα βληθῆναι εἰς τήν γέενναν
    E se il tuo occhio ti è motivo di scandalo, gettalo via: è meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, anziché con due occhi essere gettato nella Geènna
  • Marco 11,15
    Κα ἔρχονται εἰς Ἱεροσόλυμα. κα εἰσελθών εἰς τ ἱερν ἤρξατο ἐκβάλλειν (ekbàllein) τούς πωλοῦντας κα τούς ἀγοράζοντας ἐν τῷ ἱερῷ, κα τς τραπέζας τῶν κολλυβιστῶν κα τς καθέδρας τῶν πωλούντων τς περιστερς κατέστρεψεν
    Giunsero a Gerusalemme. Entrato nel tempio, si mise a scacciare quelli che vendevano e quelli che compravano nel tempio; rovesciò i tavoli dei cambiamonete e le sedie dei venditori di colombe

Tutti fuori!
Qui c’è spazio solo per chi vuole toccare con mano, senza giudizio, senza pregiudizio, con fede, con fiducia
Toccare e farsi toccare; non c’è spazio per la mediazione, per l’interposta persona
Il con-tatto è diretto, immediato, cercato; incontri tangenti, contagi positivi
Quale contatto per noi oggi?
Quale guarigione?
Da quali mali?

οὔπω ἔχετε πίστιν;

Cathedral – Frantisek Kupka

Domenica 20 giugno 2021

Marco 4,35-41
35In quel medesimo giorno, venuta la sera, disse loro: «Passiamo all’altra riva». 36E, congedata la folla, lo presero con sé, così com’era, nella barca. C’erano anche altre barche con lui. 37Ci fu una grande tempesta di vento e le onde si rovesciavano nella barca, tanto che ormai era piena. 38Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero: «Maestro, non t’importa che siamo perduti?». 39Si destò, minacciò il vento e disse al mare: «Taci, calmati!». Il vento cessò e ci fu grande bonaccia. 40Poi disse loro: «Perché avete paura? Non avete ancora fede?». 41E furono presi da grande timore e si dicevano l’un l’altro: «Chi è dunque costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono?»

Su questa Chiesa in difficoltà, questa comunità che annaspa e cerca una strada, possibilmente insieme, su questo Sinodo, cammino che si avvicina e che dovrebbe avvicinarci, piove oggi l’invito di Gesù: passiamo all’altra riva!
Prendete armi e bagagli e facciamo un bel passo fuori dalle secche, foriamo la cortina di abitudini e paure (cit.), andiamo a vedere se di là c’è aria più pura, voglia di confrontarsi apertamente, desiderio di cambiamento e di passi insieme!

v. 35
καί λέγει αὐτοῖς ἐν ἐκείνῃ τῇ ἡμέρᾳ ὀψίας γενομένης, διέλθωμεν εἰς τό πέραν (péran)
Et ait illis in illa die, cum sero esset factum: Transeamus contra
In quel medesimo giorno, venuta la sera, disse loro: Passiamo all’altra riva

πέραν (péran) dall’altra parte, parola derivata da péiro che significa forare, passare proprio dall’altra parte; un luogo non-luogo:

  • Marco 5,21
    Κα διαπεράσαντος τοῦ Ἰησοῦ ἐν τῷ πλοίῳ πάλιν εἰς τ πέραν (péran) συνήχθη ὄχλος πολς ἐπ’ αὐτόν, κα ἦν παρ τν θάλασσαν
    Essendo Gesù passato di nuovo in barca all’altra riva, gli si radunò attorno molta folla ed egli stava lungo il mare
  • Marco 6,45
    Κα εὐθς ἠνάγκασεν τος μαθητς αὐτοῦ ἐμβῆναι εἰς τ πλοῖον κα προάγειν εἰς τ πέραν (péran) πρς Βηθσαϊδάν, ἕως αὐτς ἀπολύει τν ὄχλον
    E subito costrinse i suoi discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva, a Betsàida, finché non avesse congedato la folla
  • Marco 8,13
    κα ἀφες αὐτος πάλιν ἐμβς ἀπῆλθεν εἰς τ πέραν (péran)
    Li lasciò, risalì sulla barca e partì per l’altra riva

v. 37
καί γίνεται λαῖλαψ μεγάλη ἀνέμου (anému), καί τ κύματα ἐπέβαλλεν εἰς τό πλοῖον, ὥστε ἤδη γεμίζεσθαι τό πλοῖον
Et facta est procella magna venti, et fluctus mittebat in navim, ita ut impleretur navis
Ci fu una grande tempesta di vento e le onde si rovesciavano nella barca, tanto che ormai era piena

v. 39
καί διεγερθείς ἐπετίμησεν τῶ ἀνέμῳ (anémo) καί εἶπεν τῇ θαλάσσῃ, σιώπα, πεφίμωσο. καί ἐκόπασεν ὁ ἄνεμος, καί ἐγένετο γαλήνη μεγάλη
Et exsurgens comminatus est vento, et dixit mari: Tace, obmutesce. Et cessavit ventus: et facta est tranquillitas magna
Si destò, minacciò il vento e disse al mare: Taci, calmati! Il vento cessò e ci fu grande bonaccia

v. 41
καί ἐφοβήθησαν φόβον μέγαν, καί ἔλεγον πρός ἀλλήλους, τίς ἄρα οὖτός ἐστιν ὅτι καί ὁ ἄνεμος (ànemos) καί ἡ θάλασσα ὑπακούει αὐτῶ;
Et timuerunt timore magno, et dicebant ad alterutrum: Quis, putas, est iste, quia et ventus et mare obediunt ei?

ἄνεμος (ànemos) il vento, l’aria in movimento, inspiegabile, improvviso, inquietante:

  • Marco 6,48
    κα ἰδών αὐτος βασανιζομένους ἐν τῷ ἐλαύνειν, ἦν γρ ὁ ἄνεμος (ànemos) ἐναντίος αὐτοῖς, περ τετάρτην φυλακήν τῆς νυκτς ἔρχεται πρς αὐτος περιπατῶν ἐπ τῆς θαλάσσης· κα ἤθελεν παρελθεῖν αὐτούς
    Vedendoli però affaticati nel remare, perché avevano il vento contrario, sul finire della notte egli andò verso di loro, camminando sul mare, e voleva oltrepassarli
  • Marco 6,51
    κα ἀνέβη πρς αὐτος εἰς τ πλοῖον, κα ἐκόπασεν ὁ ἄνεμος. κα λίαν ἐκ περισσοῦ ἐν ἑαυτοῖς ἐξίσταντο
    E salì sulla barca con loro e il vento cessò. E dentro di sé erano fortemente meravigliati
  • Marco 13,27
    κα τότε ἀποστελεῖ τος ἀγγέλους κα ἐπισυνάξει τος ἐκλεκτος ἐκ τῶν τεσσάρων ἀνέμων (anémon) ἀπ’ ἄκρου γῆς ἕως ἄκρου οὐρανοῦ
    Egli manderà gli angeli e radunerà i suoi eletti dai quattro venti, dall’estremità della terra fino all’estremità del cielo

v. 38
καί αὐτός ἦν ἐν τῇ πρύμνῃ ἐπί τό προσκεφάλαιον καθεύδων· καί ἐγείρουσιν αὐτόν καί λέγουσιν αὐτῶ, διδάσκαλε, οὐ μέλει σοι ὅτι ἀπολλύμεθα (apollùmetha);
Et erat ipse in puppi super cervical dormiens: et excitant eum, et dicunt illi: Magister, non ad te pertinet, quia perimus?
Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero: Maestro, non t’importa che siamo perduti?

ἀπόλλυμι (apòllumi) distruggere, togliere di mezzo; non è solo morire, è proprio essere persi, rovinati:

  • Marco 2,22
    κα οὐδες βάλλει οἶνον νέον εἰς ἀσκος παλαιούς· εἰ δ μή, ῥήξει ὁ οἶνος τος ἀσκούς, κα ὁ οἶνος ἀπόλλυται (apòllutai) κα οἱ ἀσκοί. ἀλλ οἶνον νέον εἰς ἀσκος καινούς
    E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti il vino spaccherà gli otri, e si perdono vino e otri. Ma vino nuovo in otri nuovi
  • Marco 8,35
    ὃς γρ ἐν θέλῃ τν ψυχν αὐτοῦ σῶσαι ἀπολέσει (apolései) αὐτήν· ὃς δ’ ἂν ἀπολέσει (apolései) τν ψυχν αὐτοῦ ἕνεκεν ἐμοῦ κα τοῦ εὐαγγελίου σώσει αὐτήν
    Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo, la salverà
  • Marco 12,9
    τί ποιήσει ὁ κύριος τοῦ ἀμπελῶνος; ἐλεύσεται κα ἀπολέσει (apolései) τος γεωργούς, κα δώσει τν ἀμπελῶνα ἄλλοις
    Che cosa farà dunque il padrone della vigna? Verrà e farà morire i contadini e darà la vigna ad altri

Barca piena d’acqua e tempesta di vento: la fine è davvero vicina?
Nessuno grida, sembra regnare lo sconforto più che la disperazione: Signore, non ti importa la nostra distruzione? Il dissolvimento delle nostre comunità, della nostra Chiesa…?
Non avete ancora fede…? Vivete ancora nella paura?
Sì Signore, viviamo sempre nella paura…
Chiamaci ancora ad andare dall’altra parte, invitaci sempre a riprendere il largo, e ficcaci in testa che “se il seme cresce anche durante il sonno del contadino, la presenza divina resta anche se Gesù dorme” (Stefania Monti)

μικρότερον πάντων

Gli spaccapietre – Georges Seurat

Domenica 13 giugno 2021

Marco 4,26-34
26Diceva: «Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; 27dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. 28Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; 29e quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché è arrivata la mietitura».
30Diceva: «A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? 31È come un granello di senape che, quando viene seminato sul terreno, è il più piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; 32ma, quando viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte le piante dell’orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra».
33Con molte parabole dello stesso genere annunciava loro la Parola, come potevano intendere. 34Senza parabole non parlava loro ma, in privato, ai suoi discepoli spiegava ogni cosa

Chiunque abbia mai piantato qualcosa in terra sa che due sono gli ingredienti indispensabili per la crescita: il tempo e la pazienza
La dinamica della produzione e del raccolto implica cura, dedizione, ascolto, osservazione; serve tempo, da dedicare, e pazienza, per aspettare
Il germoglio nasce nell’apparente immobilismo di una pianta che all’improvviso germoglia e si apre alla novità, alla vita nuova e antica
Qualunque seme, anche un seme piccolo, anche il più piccolo di tutti

v. 27
κα καθεύδῃ κα ἐγείρηται νύκτα κα ἡμέραν, κα ὁ σπόρος βλαστᾷ (blastà) κα μηκύνηται ὡς οὐκ οἶδεν αὐτός
Et dormiat, et exsurgat nocte et die, et semen germinet, et increscat dum nescit ille
Dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa

βλαστάνω (blastàno), da βλαστός (blastòs) germoglio, germogliare, mettere nuove foglie e quindi crescere e produrre:

  • Matteo 13,26
    ὅτε δ ἐβλάστησεν (eblàstesen) ὁ χόρτος κα καρπν ἐποίησεν, τότε ἐφάνη κα τ ζιζάνια
    Quando poi lo stelo crebbe e fece frutto, spuntò anche la zizzania
  • Giacomo 5,18
    κα πάλιν προσηύξατο, κα ὁ οὐρανς ὑετν ἔδωκεν κα ἡ γῆ ἐβλάστησεν (eblàstesen) τν καρπν αὐτῆς
    Poi pregò di nuovo e il cielo diede la pioggia e la terra produsse il suo frutto

v. 29
ὅταν δ παραδοῖ ὁ καρπός, εὐθς ἀποστέλλει τ δρέπανον, ὅτι παρέστηκεν ὁ θερισμός (therismòs)
Et cum produxerit fructus, statim mittit falcem, quoniam adsit messis
E quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché è arrivata la mietitura

θερισμός (therismòs) raccolta, mietitura:

  • Matteo 13,30
    ἄφετε συναυξάνεσθαι ἀμφότερα μέχρι τοῦ θερισμοῦ (therismù)· κα ἐν καιρῷ τοῦ θερισμοῦ (therismù) ἐρῶ τοῖς θερισταῖς (theristàis)· Συλλέξατε πρῶτον τ ζιζάνια κα δήσατε αὐτ εἰς δέσμας πρς τ κατακαῦσαι αὐτά, τν δ σῖτον συναγάγετε εἰς τν ἀποθήκην μου
    Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; il grano invece riponételo nel mio granaio
  • Luca 10,2
    ἔλεγεν δ πρς αὐτούς· Ὁ μν θερισμς (therismòs) πολύς, οἱ δ ἐργάται ὀλίγοι· δεήθητε οὖν τοῦ κυρίου τοῦ θερισμοῦ (therismù) ὅπως ἐργάτας ἐκβάλῃ εἰς τν θερισμν (therismòn) αὐτοῦ
    Diceva loro: La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe
  • Giovanni 4,35
    οὐχ ὑμεῖς λέγετε ὅτι Ἔτι τετράμηνός ἐστιν κα ὁ θερισμς (therismòs) ἔρχεται; ἰδο λέγω ὑμῖν, ἐπάρατε τος ὀφθαλμος ὑμῶν κα θεάσασθε τς χώρας ὅτι λευκαί εἰσιν πρς θερισμόν (therismòn)
    Voi non dite forse: Ancora quattro mesi e poi viene la mietitura? Ecco, io vi dico: alzate i vostri occhi e guardate i campi che già biondeggiano per la mietitura

v. 32
καί ὅταν σπαρῇ, ἀναβαίνει καί γίνεται μεῖζον πάντων τῶν λαχάνων καί ποιεῖ κλάδους (klàdus) μεγάλους, ὥστε δύνασθαι ὑπ τήν σκιάν αὐτοῦ τά πετεινά τοῦ οὐρανοῦ κατασκηνοῦν
et cum seminatum fuerit, ascendit, et fit majus omnibus oleribus, et facit ramos magnos, ita ut possint sub umbra ejus aves cæli habitare
Ma, quando viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte le piante dell’orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra

κλάδος (klàdos) il ramo, spesso inteso come posterità rispetto alle radici:

  • Marco 13,28
    Ἀπ δ τῆς συκῆς μάθετε τν παραβολήν· ὅταν ἤδη ὁ κλάδος (klàdos) αὐτῆς ἁπαλς γένηται κα ἐκφύῃ τ φύλλα, γινώσκετε ὅτι ἐγγς τ θέρος ἐστίν
    Dalla pianta di fico imparate la parabola: quando ormai il suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie, sapete che l’estate è vicina
  • Matteo 21,8
    ὁ δ πλεῖστος ὄχλος ἔστρωσαν ἑαυτῶν τ ἱμάτια ἐν τῇ ὁδῷ, ἄλλοι δ ἔκοπτον κλάδους (klàdus) ἀπ τῶν δένδρων κα ἐστρώννυον ἐν τῇ ὁδῷ
    La folla, numerosissima, stese i propri mantelli sulla strada, mentre altri tagliavano rami dagli alberi e li stendevano sulla strada
  • Romani 11,16
    εἰ δ ἡ ἀπαρχ ἁγία, κα τ φύραμα· κα εἰ ἡ ῥίζα ἁγία, κα οἱ κλάδοι (klàdoi)
    Se le primizie sono sante, lo sarà anche l’impasto; se è santa la radice, lo saranno anche i rami

Che bello sentirsi rami!
Lontani dalle radici ma fortemente ancorati alla pianta, distesi per poter prendere più luce possibile, ripieni di germogli, frutti, foglie
Che gioia scoprirsi rami!
Robusti ma flessibili, intricati ma sempre attaccati al tronco
Che voglia di sentirsi rami!
Ripieni di linfa per portare vita, saldamente agganciati all’origine ma protesi all’esterno, ad accarezzare il vento, a regalare ombra
Che bisogno di essere rami!
Nostalgia da semi, sogno da germogli; tempo e pazienza, cura e crescita, terra e regno

τοῦτό ἐστιν τὸ σῶμά μου

Composition 31 – Sonia Delaunay

Domenica 6 giugno 2021 – Corpo e Sangue di Cristo

Mc 14,12-16.22-26
12Il primo giorno degli Azzimi, quando si immolava la Pasqua, i suoi discepoli gli dissero: «Dove vuoi che andiamo a preparare, perché tu possa mangiare la Pasqua?». 13Allora mandò due dei suoi discepoli, dicendo loro: «Andate in città e vi verrà incontro un uomo con una brocca d’acqua; seguitelo. 14Là dove entrerà, dite al padrone di casa: «Il Maestro dice: Dov’è la mia stanza, in cui io possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli?». 15Egli vi mostrerà al piano superiore una grande sala, arredata e già pronta; lì preparate la cena per noi». 16I discepoli andarono e, entrati in città, trovarono come aveva detto loro e prepararono la Pasqua.

22E, mentre mangiavano, prese il pane e recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: «Prendete, questo è il mio corpo». 23Poi prese un calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. 24E disse loro: «Questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti. 25In verità io vi dico che non berrò mai più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo, nel regno di Dio»

Mi sono sempre piaciute le indicazioni di Gesù per trovare il luogo dove preparare la Pasqua: un misto di magico e mistero, sorpresa e conferma
Incontrerete un uomo, basta seguirlo; chiedete e vi mostreranno, è già tutto pronto, basta fidarsi
Vanno a trovano proprio così come aveva detto
Ma il bello doveva ancora venire…

v. 22
καί ἐσθιόντων αὐτῶν λαβών ἄρτον εὐλογήσας (euloghésas) ἔκλασεν (éklasen) καί ἔδωκεν αὐτοῖς καί εἶπεν, λάβετε, τοῦτό ἐστιν τό σῶμά μου
Et manducantibus illis, accepit Jesus panem: et benedicens fregit, et dedit eis, et ait: Sumite, hoc est corpus meum
E, mentre mangiavano, prese il pane e recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: Prendete, questo è il mio corpo

εὐλογέω (euloghéo) da εὖ e λόγος, benedire e chiedere la benedizione per qualcuno, per qualcosa:

  • Marco 6,41
    καί λαβών τος πέντε ἄρτους καί τος δύο ἰχθύας ἀναβλέψας εἰς τν οὐρανν εὐλόγησεν (eulòghesen) καί κατέκλασεν (katéklasen) τος ἄρτους καί ἐδίδου τοῖς μαθηταῖς αὐτοῦ ἵνα παρατιθῶσιν αὐτοῖς, καί τος δύο ἰχθύας ἐμέρισεν πᾶσιν
    Prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li dava ai suoi discepoli perché li distribuissero a loro; e divise i due pesci fra tutti
  • Marco 8,7
    καί εἶχον ἰχθύδια ὀλίγα· καί εὐλογήσας (euloghésas) αὐτά εἶπεν καί ταῦτα παρατιθέναι
    Avevano anche pochi pesciolini; recitò la benedizione su di essi e fece distribuire anche quelli
  • Marco 11,9
    καί οἱ προάγοντες καί οἱ ἀκολουθοῦντες ἔκραζον· Ὡσαννά· Εὐλογημένος (eulogheménos) ὁ ἐρχόμενος ἐν ὀνόματι κυρίου
    Quelli che precedevano e quelli che seguivano, gridavano: Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore

κλάω (klào) rompere, spezzare, un verbo raro, Marco lo usa solo per il pane:

  • Marco 8,6
    καί παραγγέλλει τῷ ὄχλῳ ἀναπεσεῖν ἐπί τῆς γῆς· καί λαβών τος ἑπτ ἄρτους εὐχαριστήσας (eukaristésas) ἔκλασεν (éklasen) καί ἐδίδου τοῖς μαθηταῖς αὐτοῦ ἵνα παρατιθῶσιν καί παρέθηκαν τῷ ὄχλῳ
    Ordinò alla folla di sedersi per terra. Prese i sette pani, rese grazie, li spezzò e li dava ai suoi discepoli perché li distribuissero; ed essi li distribuirono alla folla
  • Marco 8,19
    ὅτε τος πέντε ἄρτους ἔκλασα (éklasa) εἰς τος πεντακισχιλίους, πόσους κοφίνους κλασμάτων πλήρεις ἤρατε; λέγουσιν αὐτῷ· Δώδεκα
    Quando ho spezzato i cinque pani per i cinquemila, quante ceste colme di pezzi avete portato via? Gli dissero: Dodici

v. 23
καί λαβών ποτήριον εὐχαριστήσας (eukaristésas) ἔδωκεν αὐτοῖς, καί ἔπιον ἐξ αὐτοῦ πάντες
Et accepto calice, gratias agens dedit eis: et biberunt ex illo omnes
Poi prese un calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti

εὐχαριστέω (eukaristéo) essere grati, riconoscenti, e quindi ringraziare; non scontato che la nostra eucaristia faccia riferimento già nel nome al sentimento di gratitudine e ringraziamento che provano (o dovrebbero provare) i partecipanti:

  • Marco 8,6
    καί παραγγέλλει τῷ ὄχλῳ ἀναπεσεῖν ἐπί τῆς γῆς· καί λαβών τος ἑπτ ἄρτους εὐχαριστήσας (eukaristésas) ἔκλασεν (éklasen) καί ἐδίδου τοῖς μαθηταῖς αὐτοῦ ἵνα παρατιθῶσιν καί παρέθηκαν τῷ ὄχλῳ
    Ordinò alla folla di sedersi per terra. Prese i sette pani, rese grazie, li spezzò e li dava ai suoi discepoli perché li distribuissero; ed essi li distribuirono alla folla

Benedice, rende grazie e spezza
Benedice, rende grazie e spezza
Benedice, rende grazie e spezza
La moltiplicazione dei pani, dei corpi, degli affamati, degli sfamati
Questo è il suo corpo, questi siamo noi
Incontro di persone, relazione da coltivare: inaudito cadere nell’abitudine, impossibile rimanere spettatori

Dubitaverunt

Statue di sale – Natalia Goncharova

Domenica 30 maggio 2021 – Trinità

Matteo 28,16-20
16Gli undici discepoli, intanto, andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato. 17Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. 18Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. 19Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, 20insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo»

Gesù lo aveva detto alle donne: annunciate ai miei fratelli di andare in Galilea, ci incontreremo lì.
E loro vanno, titubanti, impauriti, insicuri.
E appena lo vedono… dubitano!
Che serenità ci donano i discepoli! Vedono Gesù e dubitano, non sanno che fare, che dire, cosa decidere, a cosa credere…

v. 17
κα ἰδόντες αὐτν προσεκύνησαν, οἱ δέ ἐδίστασαν (edìstasan)
Et videntes eum adoraverunt: quidam autem dubitaverunt
Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono

διστάζω (distàzo) dubitare, da δίς (dis) due volte; verbo usato solo da Matteo e solo due volte:

  • Matteo 14,31
    εὐθέως δέ ὁ Ἰησοῦς ἐκτείνας τήν χεῖρα ἐπελάβετο αὐτοῦ κα λέγει αὐτῷ· Ὀλιγόπιστε, εἰς τί ἐδίστασας (edìstasas);
    E subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: Uomo di poca fede, perché hai dubitato?

v. 18
κα προσελθών ὁ ἰησοῦς ἐλάλησεν αὐτοῖς λέγων, ἐδόθη μοι πᾶσα ἐξουσία (exusìa) ἐν οὐρανῶ καί ἐπί [τῆς] γῆς
Et accedens Jesus locutus est eis, dicens: Data est mihi omnis potestas in cælo et in terra
Gesù si avvicinò e disse loro: A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra

ἐξουσία (exusìa) potere di scelta, libertà di fare come piace:

  • Matteo 7,29
    ἦν γρ διδάσκων αὐτος ὡς ἐξουσίαν (exusìan) ἔχων κα οὐχ ὡς οἱ γραμματεῖς αὐτῶν
    Egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come i loro scribi
  • Matteo 9,6
    ἵνα δ εἰδῆτε ὅτι ἐξουσίαν (exusìan) ἔχει ὁ υἱς τοῦ ἀνθρώπου ἐπ τῆς γῆς ἀφιέναι ἁμαρτίας- τότε λέγει τῷ παραλυτικῷ· Ἐγερθες ἆρόν σου τήν κλίνην κα ὕπαγε εἰς τν οἶκόν σου
    Ma, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere sulla terra di perdonare i peccati: Àlzati – disse allora al paralitico -, prendi il tuo letto e va’ a casa tua
  • Matteo 21,23
    Κα ἐλθόντος αὐτοῦ εἰς τ ἱερν προσῆλθον αὐτῷ διδάσκοντι οἱ ἀρχιερεῖς κα οἱ πρεσβύτεροι τοῦ λαοῦ λέγοντες· Ἐν ποίᾳ ἐξουσίᾳ (exusìa) ταῦτα ποιεῖς; κα τίς σοι ἔδωκεν τήν ἐξουσίαν (exusìan) ταύτην;
    Entrò nel tempio e, mentre insegnava, gli si avvicinarono i capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo e dissero: Con quale autorità fai queste cose? E chi ti ha dato questa autorità?

v. 20
διδάσκοντες αὐτος τηρεῖν πάντα ὅσα ἐνετειλάμην ὑμῖν· καί ἰδο ἐγώ μεθ᾽ ὑμῶν εἰμι πάσας τάς ἡμέρας ἕως τῆς συντελείας (synteléias) τοῦ αἰῶνος
Docentes eos servare omnia quæcumque mandavi vobis: et ecce ego vobiscum sum omnibus diebus, usque ad consummationem sæculi
Insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo

συντέλεια (syntéleia) completamento, compimento, da συντελέω (sunteleo) finire insieme:

  • Matteo 13,40
    ὥσπερ οὖν συλλέγεται τ ζιζάνια κα πυρ καίεται, οὕτως ἔσται ἐν τῇ συντελείᾳ (synteléia) τοῦ αἰῶνος
    Come dunque si raccoglie la zizzania e la si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo
  • Matteo 13,49
    οὕτως ἔσται ἐν τῇ συντελείᾳ (synteléia) τοῦ αἰῶνος· ἐξελεύσονται οἱ ἄγγελοι κα ἀφοριοῦσιν τος πονηρος ἐκ μέσου τῶν δικαίων
    Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni
  • Matteo 24,3
    Καθημένου δ αὐτοῦ ἐπ τοῦ Ὄρους τῶν Ἐλαιῶν προσῆλθον αὐτῷ οἱ μαθητα κατ’ ἰδίαν λέγοντες· Εἰπν ἡμῖν πότε ταῦτα ἔσται, κα τί τ σημεῖον τῆς σῆς παρουσίας κα συντελείας (synteléias) τοῦ αἰῶνος
    Al monte degli Ulivi poi, sedutosi, i discepoli gli si avvicinarono e, in disparte, gli dissero: Di’ a noi quando accadranno queste cose e quale sarà il segno della tua venuta e della fine del mondo

La soluzione che propone Gesù ai dubitanti è quasi banale: a me è stato dato ogni potere in cielo e in terra, sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo, beh che aspettate? Andate!
Signore, ci manca il coraggio, ci manca la forza, ci manca lo sguardo, ci manca l’equipaggiamento, ci manca la convinzione… resta con noi Signore, rimani con noi tutti i giorni, fino alla fine del mondo

τὸ πνεῦμα τῆς ἀληθείας

Untitled – Amadeo Cardoso

Domenica 23 maggio 2021 – Pentecoste

Giovanni 15,26-27; 16,12-15
26Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; 27e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio.

12Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. 13Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. 14Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. 15Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà

Arriva il παράκλητος (paràkletos), il convocato, il chiamato accanto, l’ad-vocatum; lo spirito che è relazione procede dal padre e dà testimonianza del figlio.
Dopo la “solitudine” dell’ascensione, la partenza e l’assenza del figlio, ci viene regalato uno spirito che ci riporta direttamente tutto ciò che ha udito, che ci guida alla verità, che ci testimonia affinché anche noi testimoniamo.
Non semplice districarsi in questa danza trinitaria, dove tutto è relazione, dove i soggetti si intrecciano in un tripudio di cose ascoltate, annunciate e da annunciare

v. 26
ὅταν ἔλθῃ ὁ παράκλητος (paràkletos) ὃν ἐγώ πέμψω ὑμῖν παρά τοῦ πατρός, τό πνεῦμα τῆς ἀληθείας ὃ παρά τοῦ πατρός ἐκπορεύεται, ἐκεῖνος μαρτυρήσει (martyrései) περί ἐμοῦ
Cum autem venerit Paraclitus, quem ego mittam vobis a Patre, Spiritum veritatis, qui a Patre procedit, ille testimonium perhibebit de me
Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me

v. 27
καί ὑμεῖς δέ μαρτυρεῖτε (martyréite), ὅτι ἀπ᾽ ἀρχῆς μετ᾽ ἐμοῦ ἐστε
et vos testimonium perhibebitis, quia ab initio mecum estis
e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio

μαρτυρέω (martyréo) dare testimonianza, affermare di aver visto, aver ascoltato qualcosa; verbo fondamentale per Giovanni che lo utilizza più di trenta volte:

  • Giovanni 1,7
    οὗτος ἦλθεν εἰς μαρτυρίαν (martyrìan), ἵνα μαρτυρήσῃ (martyrése) περ τοῦ φωτός, ἵνα πάντες πιστεύσωσιν δι’ αὐτοῦ
    Egli venne come testimone per dare testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui
  • Giovanni 4,39
    Ἐκ δ τῆς πόλεως ἐκείνης πολλο ἐπίστευσαν εἰς αὐτν τῶν Σαμαριτῶν δι τν λόγον τῆς γυναικς μαρτυρούσης (martyrùses) ὅτι Εἶπέν μοι πάντα ἃ ἐποίησα
    Molti Samaritani di quella città credettero in lui per la parola della donna, che testimoniava: Mi ha detto tutto quello che ho fatto
  • Giovanni 5,36
    ἐγώ δ ἔχω τν μαρτυρίαν (martyrìan) μείζω τοῦ Ἰωάννου, τ γρ ἔργα ἃ δέδωκέν μοι ὁ πατρ ἵνα τελειώσω αὐτά, αὐτ τ ἔργα ἃ ποιῶ, μαρτυρεῖ (martyréi) περ ἐμοῦ ὅτι ὁ πατήρ με ἀπέσταλκεν
    Io però ho una testimonianza superiore a quella di Giovanni: le opere che il Padre mi ha dato da compiere, quelle stesse opere che io sto facendo, testimoniano di me che il Padre mi ha mandato

v. 12
ἔτι πολλά ἔχω ὑμῖν λέγειν, ἀλλ᾽ οὐ δύνασθε βαστάζειν (bastàzein) ἄρτι
Adhuc multa habeo vobis dicere, sed non potestis portare modo
Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso

βαστάζω (bastàzo) portare, sostenere, da cui il bastone che serve per sorreggersi:

  • Giovanni 19,17
    κα βαστάζων (bastàzon) αὑτῷ τν σταυρν ἐξῆλθεν εἰς τν λεγόμενον Κρανίου Τόπον, ὃ λέγεται Ἑβραϊστ Γολγοθα
    Ed egli, portando la croce, si avviò verso il luogo detto del Cranio, in ebraico Gòlgota
  • Giovanni 20,15
    λέγει αὐτῇ Ἰησοῦς· Γύναι, τί κλαίεις; τίνα ζητεῖς; ἐκείνη δοκοῦσα ὅτι ὁ κηπουρός ἐστιν λέγει αὐτῷ· Κύριε, εἰ σ ἐβάστασας (ebàstasas) αὐτόν, εἰπέ μοι ποῦ ἔθηκας αὐτόν, κἀγώ αὐτν ἀρῶ
    Le disse Gesù: Donna, perché piangi? Chi cerchi?. Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove l’hai posto e io andrò a prenderlo
  • Matteo 20,12
    λέγοντες· Οὗτοι οἱ ἔσχατοι μίαν ὥραν ἐποίησαν, κα ἴσους αὐτος ἡμῖν ἐποίησας τοῖς βαστάσασι (bastàsasi) τ βάρος τῆς ἡμέρας κα τν καύσωνα
    Dicendo: Questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo

v. 13
ὅταν δέ ἔλθῃ ἐκεῖνος, τό πνεῦμα τῆς ἀληθείας, ὁδηγήσει (odeghései) ὑμᾶς ἐν τῇ ἀληθείᾳ πάσῃ· οὐ γάρ λαλήσει ἀφ᾽ ἑαυτοῦ, ἀλλ᾽ ὅσα ἀκούσει λαλήσει, καί τά ἐρχόμενα ἀναγγελεῖ ὑμῖν
Cum autem venerit ille Spiritus veritatis, docebit vos omnem veritatem: non enim loquetur a semetipso, sed quæcumque audiet loquetur, et quæ ventura sunt annuntiabit vobis
Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future

ὁδηγέω (odeghéo) condurre, guidare, da ὁδός (hodos) via, cammino (il syn-odo è il cammino fatto insieme):

  • Matteo 15,14
    ἄφετε αὐτούς· τυφλοί εἰσιν ὁδηγοί (odegòi) τυφλῶν· τυφλς δ τυφλν ἐν ὁδηγῇ (odeghé), ἀμφότεροι εἰς βόθυνον πεσοῦνται
    Lasciateli stare! Sono ciechi e guide di ciechi. E quando un cieco guida un altro cieco, tutti e due cadranno in un fosso
  • Atti 8,31
    ὁ δ εἶπεν· Πῶς γρ ἂν δυναίμην ἐν μή τις ὁδηγήσει (odeghései) με; παρεκάλεσέν τε τν Φίλιππον ἀναβάντα καθίσαι σν αὐτῷ
    Egli rispose: E come potrei capire, se nessuno mi guida? E invitò Filippo a salire e a sedere accanto a lui

Il παράκλητος (paràkletos) è un participio passivo, è “chiamato accanto” solo se davvero qualcuno lo chiama.
La relazione si instaura solo se cercata.
Veniamo guidati alla verità solo se in cammino.
Veniamo sorretti solo se vacillanti ma in piedi.
L’annuncio ha bisogno di orecchie e cuori aperti, la testimonianza necessita di bocche spalancate e mani in movimento