διδαχὴ

Phil Hale

Domenica 31 gennaio 2021

Marco 1, 21-28
21 Andarono a Cafarnao e, entrato proprio di sabato nella sinagoga, Gesù si mise ad insegnare. 22 Ed erano stupiti del suo insegnamento, perché insegnava loro come uno che ha autorità e non come gli scribi. 23 Allora un uomo che era nella sinagoga, posseduto da uno spirito immondo, si mise a gridare: 24 «Che c’entri con noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci! Io so chi tu sei: il santo di Dio». 25 E Gesù lo sgridò: «Taci! Esci da quell’uomo». 26 E lo spirito immondo, straziandolo e gridando forte, uscì da lui. 27 Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Una dottrina nuova insegnata con autorità. Comanda persino agli spiriti immondi e gli obbediscono!». 28 La sua fama si diffuse subito dovunque nei dintorni della Galilea

Pronti via, la predicazione di Gesù ha inizio e le reazioni non sono confortanti: nel migliore dei casi si ha stupore e timore, ma si arriva alle grida e allo sdegno: “Sei venuto a rovinarci?”
E col primo miracolo zittisce chi lo ri-conosce senza conoscerlo: “Non chi dice Signore, Signore! entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli” Matteo 7,21

v. 22 καὶ ἐξεπλήσσοντο (exepléssonto) ἐπὶ τῇ διδαχῇ (didaché) αὐτοῦ, ἦν γὰρ διδάσκων αὐτοὺς ὡς ἐξουσίαν ἔχων καὶ οὐχ ὡς οἱ γραμματεῖς
Et stupebant super doctrina ejus: erat enim docens eos quasi potestatem habens, et non sicut scribæ
Essi si stupivano del suo insegnamento, perché egli insegnava loro come uno che ha autorità e non come gli scribi

ἐκπλήσσομαι (ekpléssomai) essere colpiti, sconvolti, stupiti; il sentimento prevalente tra i discepoli:

  • Marco 7,37 καὶ ὑπερπερισσῶς ἐξεπλήσσοντο (exepléssonto) λέγοντες· Καλῶς πάντα πεποίηκεν, καὶ τοὺς κωφοὺς ποιεῖ ἀκούειν καὶ ἀλάλους λαλεῖν
    Ed erano pieni di stupore e dicevano: Egli ha fatto ogni cosa bene; i sordi li fa udire, e i muti li fa parlare
  • Marco 10,26 οἱ δὲ περισσῶς ἐξεπλήσσοντο (exepléssonto) λέγοντες πρὸς ἑαυτούς· Καὶ τίς δύναται σωθῆναι;
    Ed essi sempre più stupiti dicevano tra di loro: Chi dunque può essere salvato?
  • Marco 11,18 καὶ ἤκουσαν οἱ ἀρχιερεῖς καὶ οἱ γραμματεῖς, καὶ ἐζήτουν πῶς αὐτὸν ἀπολέσωσιν· ἐφοβοῦντο γὰρ αὐτόν, πᾶς γὰρ ὁ ὄχλος ἐξεπλήσσετο (exeplésseto) ἐπὶ τῇ διδαχῇ(didaché) αὐτοῦ
    I capi dei sacerdoti e gli scribi udirono queste cose e cercavano il modo di farlo morire. Infatti avevano paura di lui, perché tutta la folla era piena d’ammirazione per il suo insegnamento

v. 24 λέγων, τί ἡμῖν καὶ σοί (tì emìn kai sòi), ἰησοῦ ναζαρηνέ; ἦλθες ἀπολέσαι ἡμᾶς; οἶδά σε τίς εἶ, ὁ ἅγιος τοῦ θεοῦ
Dicens: Quid nobis et tibi, Jesu Nazarene? venisti perdere nos? scio qui sis, Sanctus Dei
Che c’è fra noi e te, Gesù Nazareno? Sei venuto per mandarci in perdizione? Io so chi sei: il Santo di Dio!

τί ἡμῖν καὶ σοί (tì emìn kai sòi) che c’è tra noi e te! Un’espressione che viene usata spesso per prendere le distanze, sottolineare le differenze; la usa anche Gesù con sua mamma!

  • Marco 5,7 καὶ κράξας φωνῇ μεγάλῃ λέγει· Τί ἐμοὶ καὶ σοί (tì emòi kai sòi), Ἰησοῦ υἱὲ τοῦ θεοῦ τοῦ ὑψίστου; ὁρκίζω σε τὸν θεόν, μή με βασανίσῃς
    E a gran voce disse: Che c’è fra me e te, Gesù, Figlio del Dio altissimo? Io ti scongiuro, in nome di Dio, di non tormentarmi
  • Matteo 8,29 καὶ ἰδοὺ ἔκραξαν λέγοντες· Τί ἡμῖν καὶ σοί (tì emìn kai sòi), υἱὲ τοῦ θεοῦ; ἦλθες ὧδε πρὸ καιροῦ βασανίσαι ἡμᾶς;
    Ed ecco si misero a gridare: Che c’è fra noi e te, Figlio di Dio? Sei venuto qua prima del tempo a tormentarci?
  • Giovanni 2,4 καὶ λέγει αὐτῇ ὁ Ἰησοῦς· Τί ἐμοὶ καὶ σοί (tì emòi kai sòi), γύναι; οὔπω ἥκει ἡ ὥρα μου
    Gesù le disse: Che c’è fra me e te, o donna? L’ora mia non è ancora venuta

v. 27 καὶ ἐθαμβήθησαν ἅπαντες, ὥστε συζητεῖν πρὸς ἑαυτοὺς λέγοντας, τί ἐστιν τοῦτο; διδαχὴ (didachè) καινὴ κατ᾽ ἐξουσίαν· καὶ τοῖς πνεύμασι τοῖς ἀκαθάρτοις ἐπιτάσσει, καὶ ὑπακούουσιν αὐτῶ
Et mirati sunt omnes, ita ut conquirerent inter se dicentes: Quidnam est hoc? quænam doctrina hæc nova? quia in potestate etiam spiritibus immundis imperat, et obediunt ei
E tutti si stupirono e si domandavano tra di loro: che cos’è mai questo? È un nuovo insegnamento dato con autorità! Egli comanda perfino agli spiriti immondi, ed essi gli ubbidiscono!

διδαχή (didaché) l’insegnamento, l’oggetto dell’insegnamento; in latino diventerà doctrina e da lì in poi sinonimo di regole, regolamenti, codici, polvere…noia, proprio quello che non è questa διδαχὴ καινὴ (didaché kainé), questa nuova didaché:

  • Marco 4,2 καὶ ἐδίδασκεν αὐτοὺς ἐν παραβολαῖς πολλά καὶ ἔλεγεν αὐτοῖς ἐν τῇ διδαχῇ (didaché) αὐτοῦ· Ἀκούετε. ἰδοὺ ἐξῆλθεν ὁ σπείρων σπεῖραι
    Egli insegnava loro molte cose in parabole, e diceva loro nel suo insegnamento: Ascoltate, il seminatore uscì a seminare
  • Marco 12,38 Καὶ ἐν τῇ διδαχῇ (didaché) αὐτοῦ ἔλεγεν· Βλέπετε ἀπὸ τῶν γραμματέων τῶν θελόντων ἐν στολαῖς περιπατεῖν καὶ ἀσπασμοὺς ἐν ταῖς ἀγοραῖς
    Nel suo insegnamento Gesù diceva: Guardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, ed essere salutati nelle piazze
  • Giovanni 7,16 ἀπεκρίθη οὖν αὐτοῖς ὁ Ἰησοῦς καὶ εἶπεν· Ἡ ἐμὴ διδαχὴ (didaché) οὐκ ἔστιν ἐμὴ ἀλλὰ τοῦ πέμψαντός με
    Gesù rispose loro: Il mio insegnamento non è mio, ma di colui che mi ha mandato

L’insegnamento di Gesù è nuovo; l’autore non usa l’aggettivo νέος (neos), che significa nuovo, rinnovato, recente, ma καινός (kaivòs) che fa proprio riferimento alla novità totale, mai vista prima, senza precedenti.
Che c’entra con me tutto questo? Gesù ha già risposto…

Piscatores hominum

Macrino d’Alba

Domenica 24 gennaio 2021

Marco 1, 14-20
14 Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù si recò nella Galilea predicando il vangelo di Dio e diceva: 15 «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al vangelo».
16 Passando lungo il mare della Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. 17 Gesù disse loro: «Seguitemi, vi farò diventare pescatori di uomini». 18 E subito, lasciate le reti, lo seguirono. 19 Andando un poco oltre, vide sulla barca anche Giacomo di Zebedèo e Giovanni suo fratello mentre riassettavano le reti. 20 Li chiamò. Ed essi, lasciato il loro padre Zebedèo sulla barca con i garzoni, lo seguirono

Il tempo è compiuto, il chronos che scorre diventa kairos che si ferma, tempo sospeso perché pieno, gravido; è indispensabile girare la testa, entrare nella metànoia (cambio di mentalità) per cambiare la direzione dello sguardo, della mente, dei gesti: credere al vangelo per vedere il regno di Dio che è vicino, molto vicino

v. 15 καὶ λέγων ὅτι πεπλήρωται (peplérotai) ὁ καιρὸς καὶ ἤγγικεν ἡ βασιλεία τοῦ θεοῦ· μετανοεῖτε (metanoéite) καὶ πιστεύετε ἐν τῶ εὐαγγελίῳ
Et dicens: Quoniam impletum est tempus, et appropinquavit regnum Dei: pœnitemini, et credite Evangelio
E dicendo: Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al vangelo»

πληρόω (pleròo) riempire, completare:

  • Marco 14,49 καθ’ ἡμέραν ἤμην πρὸς ὑμᾶς ἐν τῷ ἱερῷ διδάσκων καὶ οὐκ ἐκρατήσατέ με· ἀλλ’ ἵνα πληρωθῶσιν (plerothòsin) αἱ γραφαί
    Ogni giorno ero in mezzo a voi insegnando nel tempio e voi non mi avete preso; ma questo è avvenuto affinché le Scritture fossero adempiute
  • Luca 2,40 Τὸ δὲ παιδίον ηὔξανεν καὶ ἐκραταιοῦτο πληρούμενον (plerùmenon) σοφίᾳ, καὶ χάρις θεοῦ ἦν ἐπ’ αὐτό
    E il bambino cresceva e si fortificava; era pieno di sapienza e la grazia di Dio era su di lui
  • Matteo 13,48 ἣν ὅτε ἐπληρώθη (epleròthe) ἀναβιβάσαντες ἐπὶ τὸν αἰγιαλὸν καὶ καθίσαντες συνέλεξαν τὰ καλὰ εἰς ἄγγη, τὰ δὲ σαπρὰ ἔξω ἔβαλον
    Quando (la rete) è piena, i pescatori la traggono a riva, poi si mettono a sedere e raccolgono il buono in vasi, e buttano via quello che non vale nulla.

v. 18 καὶ εὐθὺς ἀφέντες (ephéntes) τὰ δίκτυα ἠκολούθησαν αὐτῶ
Et protinus relictis retibus, secuti sunt eum
E subito, lasciate le reti, lo seguirono

ἀφίημι (aphìemi) lasciar andare, non considerare più e quindi anche perdonare:

  • Marco 2,5 καὶ ἰδὼν ὁ Ἰησοῦς τὴν πίστιν αὐτῶν λέγει τῷ παραλυτικῷ· Τέκνον, ἀφίενταί (aphìentai) σου αἱ ἁμαρτίαι
    Gesù, veduta la loro fede, disse al paralitico: Figliolo, i tuoi peccati ti sono perdonati
  • Marco 10,14 ἰδὼν δὲ ὁ Ἰησοῦς ἠγανάκτησεν καὶ εἶπεν αὐτοῖς· Ἄφετε (àphete) τὰ παιδία ἔρχεσθαι πρός με, μὴ κωλύετε αὐτά, τῶν γὰρ τοιούτων ἐστὶν ἡ βασιλεία τοῦ θεοῦ
    Gesù, veduto ciò, si indignò e disse loro: Lasciate che i bambini vengano da me; non glielo vietate, perché il regno di Dio è per chi assomiglia a loro
  • Marco 10,28 Ἤρξατο λέγειν ὁ Πέτρος αὐτῷ· Ἰδοὺ ἡμεῖς ἀφήκαμεν (aphékamen) πάντα καὶ ἠκολουθήκαμέν σοι
    Pietro gli disse: Ecco, noi abbiamo lasciato ogni cosa e ti abbiamo seguito

v. 20 καὶ εὐθὺς ἐκάλεσεν (ekàlesen) αὐτούς. καὶ ἀφέντες (aphéntes) τὸν πατέρα αὐτῶν ζεβεδαῖον ἐν τῶ πλοίῳ μετὰ τῶν μισθωτῶν ἀπῆλθον ὀπίσω αὐτοῦ
Et statim vocavit illos. Et relicto patre suo Zebedæo in navi cum mercenariis, secuti sunt eum
E subito li chiamò; ed essi, lasciato Zebedeo loro padre nella barca con gli operai, se ne andarono dietro a lui

καλέω (kaléo) chiamare qualcuno personalmente:

  • Marco 2,17 καὶ ἀκούσας ὁ Ἰησοῦς λέγει αὐτοῖς ὅτι Οὐ χρείαν ἔχουσιν οἱ ἰσχύοντες ἰατροῦ ἀλλ’ οἱ κακῶς ἔχοντες· οὐκ ἦλθον καλέσαι (kalésai) δικαίους ἀλλὰ ἁμαρτωλούς
    Gesù, udito questo, disse loro: Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Io non sono venuto a chiamare giusti, ma peccatori
  • Matteo 22,3 καὶ ἀπέστειλεν τοὺς δούλους αὐτοῦ καλέσαι (kalésai) τοὺς κεκλημένους (kekleménus) εἰς τοὺς γάμους, καὶ οὐκ ἤθελον ἐλθεῖν
    Mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze; ma questi non vollero venire
  • Matteo 20,8 ὀψίας δὲ γενομένης λέγει ὁ κύριος τοῦ ἀμπελῶνος τῷ ἐπιτρόπῳ αὐτοῦ· Κάλεσον (kàleson) τοὺς ἐργάτας καὶ ἀπόδος αὐτοῖς τὸν μισθὸν ἀρξάμενος ἀπὸ τῶν ἐσχάτων ἕως τῶν πρώτων
    Fattosi sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: Chiama i lavoratori e da’ loro la paga, cominciando dagli ultimi fino ai primi

Chi è chiamato per prima cosa lascia, molla la zavorra per essere più leggero, per non perdere il passo del chiamante; le reti verranno riempite, la vita verrà colmata, “una buona misura, pigiata, scossa e traboccante vi sarà versata nel grembo” Lc 6,38

Venite et videte

Autoritratto (part.) – Federico Faruffini

Domenica 17 gennaio 2021

Giovanni 1, 35-42
35 Il giorno dopo Giovanni stava ancora là con due dei suoi discepoli 36 e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: «Ecco l’agnello di Dio!». 37 E i due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù. 38 Gesù allora si voltò e, vedendo che lo seguivano, disse: «Che cercate?». Gli risposero: «Rabbì (che significa maestro), dove abiti?». 39 Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove abitava e quel giorno si fermarono presso di lui; erano circa le quattro del pomeriggio.
40 Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. 41 Egli incontrò per primo suo fratello Simone, e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia (che significa il Cristo)» 42 e lo condusse da Gesù. Gesù, fissando lo sguardo su di lui, disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; ti chiamerai Cefa (che vuol dire Pietro)»

Giovanni indica e i discepoli si muovono; lo sentono “parlare così” e seguono Gesù.
Possiamo solo intuire la potenza della sua voce, la forza del suo sguardo: Giovanni è uomo che mette in cammino, che tiene svegli

v. 37 καὶ ἤκουσαν οἱ δύο μαθηταὶ αὐτοῦ λαλοῦντος καὶ ἠκολούθησαν (ekolùthesan) τῶ ἰησοῦ
Et audierunt eum duo discipuli loquentem, et secuti sunt Jesum
E i due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù

ἀκολουθέω (akoluthéo) è costituito da alfa (particella di unione) + keleuthos (strada) , seguire qualcuno è fare la strada insieme (accolito è colui che fa la strada insieme, il chierico che cammina col vescovo: adesso finalmente non solo maschio…!)

  • Giovanni 10,4 ὅταν τὰ ἴδια πάντα ἐκβάλῃ, ἔμπροσθεν αὐτῶν πορεύεται, καὶ τὰ πρόβατα αὐτῷ ἀκολουθεῖ (akoluthéi), ὅτι οἴδασιν τὴν φωνὴν αὐτοῦ
    Quando ha messo fuori tutte le sue pecore, va davanti a loro, e le pecore lo seguono, perché conoscono la sua voce
  • Giovanni 13,37 λέγει αὐτῷ ὁ Πέτρος· Κύριε, διὰ τί οὐ δύναμαί σοι ἀκολουθῆσαι (akoluthésai) ἄρτι; τὴν ψυχήν μου ὑπὲρ σοῦ θήσω
    Pietro gli disse: Signore, perché non posso seguirti ora? Darò la mia vita per te
  • Giovanni 18,15 Ἠκολούθει (ekolùthei) δὲ τῷ Ἰησοῦ Σίμων Πέτρος καὶ ἄλλος μαθητής. ὁ δὲ μαθητὴς ἐκεῖνος ἦν γνωστὸς τῷ ἀρχιερεῖ καὶ συνεισῆλθεν τῷ Ἰησοῦ εἰς τὴν αὐλὴν τοῦ ἀρχιερέως
    Intanto Simon Pietro e un altro discepolo seguivano Gesù; e quel discepolo era noto al sommo sacerdote, ed entrò con Gesù nel cortile del sommo sacerdote

v. 38 στραφεὶς δὲ ὁ Ἰησοῦς καὶ θεασάμενος αὐτοὺς ἀκολουθοῦντας λέγει αὐτοῖς· Τί ζητεῖτε; οἱ δὲ εἶπαν αὐτῷ· Ῥαββί (ὃ λέγεται μεθερμηνευόμενον Διδάσκαλε), ποῦ μένεις (méneis);
Conversus autem Jesus, et videns eos sequentes se, dicit eis: Quid quæritis? Qui dixerunt ei: Rabbi (quod dicitur interpretatum Magister), ubi habitas?
Gesù allora si voltò e, vedendo che lo seguivano, disse: «Che cercate?». Gli risposero: «Rabbì (che significa maestro), dove abiti

v. 39 λέγει αὐτοῖς, ἔρχεσθε καὶ ὄψεσθε. ἦλθαν οὗν καὶ εἶδαν ποῦ μένει (ménei), καὶ παρ᾽ αὐτῶ ἔμειναν (émeinan) τὴν ἡμέραν ἐκείνην· ὥρα ἦν ὡς δεκάτη
Dicit eis: Venite et videte. Venerunt, et viderunt ubi maneret, et apud eum manserunt die illo: hora autem erat quasi decima
Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove abitava e quel giorno si fermarono presso di lui; erano circa le quattro del pomeriggio

μένω (méno) restare, rimanere (manere in latino); i discepoli vogliono sapere dove rimane Gesù, dove si ferma, dove lo possono trovare (εὑρίσκω eurìsko):

  • Giovanni 6,56 ὁ τρώγων μου τὴν σάρκα καὶ πίνων μου τὸ αἷμα ἐν ἐμοὶ μένει (ménei) κἀγὼ ἐν αὐτῷ
    Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me, e io in lui
  • Giovanni 8,31 Ἔλεγεν οὖν ὁ Ἰησοῦς πρὸς τοὺς πεπιστευκότας αὐτῷ Ἰουδαίους· Ἐὰν ὑμεῖς μείνητε (méinete) ἐν τῷ λόγῳ τῷ ἐμῷ, ἀληθῶς μαθηταί μού ἐστε
    Gesù allora disse a quei Giudei che avevano creduto in lui: «Se rimanete fedeli alla mia parola, sarete davvero miei discepoli
  • Luca 24,29 καὶ παρεβιάσαντο αὐτὸν λέγοντες· Μεῖνον (méinon) μεθ’ ἡμῶν, ὅτι πρὸς ἑσπέραν ἐστὶν καὶ κέκλικεν ἤδη ἡ ἡμέρα. καὶ εἰσῆλθεν τοῦ μεῖναι (méinai) σὺν αὐτοῖς
    Ma essi insistettero: «Resta con noi perché si fa sera e il giorno già volge al declino». Egli entrò per rimanere con loro.

v. 41 εὑρίσκει (eurìskei) οὖτος πρῶτον τὸν ἀδελφὸν τὸν ἴδιον σίμωνα καὶ λέγει αὐτῶ, εὑρήκαμεν (eurékamen) τὸν μεσσίαν ὅ ἐστιν μεθερμηνευόμενον χριστός
Invenit hic primum fratrem suum Simonem, et dicit ei: Invenimus Messiam quod est interpretatum Christus
Egli per primo trovò suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia» che, tradotto, è il Cristo

εὑρίσκω (eurìsko) trovare ma anche imparare a cercare, saper vedere dopo aver cercato:

  • Giovanni 1,45 εὑρίσκει (eurìskei) Φίλιππος τὸν Ναθαναὴλ καὶ λέγει αὐτῷ· Ὃν ἔγραψεν Μωϋσῆς ἐν τῷ νόμῳ καὶ οἱ προφῆται εὑρήκαμεν (eurékamen), Ἰησοῦν υἱὸν τοῦ Ἰωσὴφ τὸν ἀπὸ Ναζαρέτ
    Filippo trovò Natanaele e gli disse: «Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè nella legge e i profeti: Gesù da Nazaret, figlio di Giuseppe».
  • Giovanni 10,9 ἐγώ εἰμι ἡ θύρα· δι’ ἐμοῦ ἐάν τις εἰσέλθῃ σωθήσεται καὶ εἰσελεύσεται καὶ ἐξελεύσεται καὶ νομὴν εὑρήσει (eurései)
    Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvo; entrerà e uscirà e troverà pascolo
  • Giovanni 21,6 ὁ δὲ εἶπεν αὐτοῖς· Βάλετε εἰς τὰ δεξιὰ μέρη τοῦ πλοίου τὸ δίκτυον, καὶ εὑρήσετε (eurésete). ἔβαλον οὖν, καὶ οὐκέτι αὐτὸ ἑλκύσαι ἴσχυον ἀπὸ τοῦ πλήθους τῶν ἰχθύων
    Ed egli disse loro: «Gettate la rete dal lato destro della barca e ne troverete». Essi dunque la gettarono, e non potevano più tirarla su per il gran numero di pesci

Trovare Gesù là dove si fa trovare, là dove rimane, là dove dobbiamo andare a vedere per rimanere con lui

ὁ ἀγαπητός

Rosy light – Oscar Bluemner

Domenica 10 gennaio 2021 – Battesimo del Signore

Marco 1, 7-11
7 E predicava: «Dopo di me viene uno che è più forte di me e al quale io non son degno di chinarmi per sciogliere i legacci dei suoi sandali. 8 Io vi ho battezzati con acqua, ma egli vi battezzerà con lo Spirito Santo».
9 In quei giorni Gesù venne da Nazaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. 10 E, uscendo dall’acqua, vide aprirsi i cieli e lo Spirito discendere su di lui come una colomba. 11 E si sentì una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio prediletto, in te mi sono compiaciuto»

Il padre presenta il figlio attraverso lo spirito, una danza trinitaria da vertigine; il legame è fortissimo, alla radice della missione, è necessario ricordarlo, spesso

v. 7 καὶ ἐκήρυσσεν λέγων, ἔρχεται ὁ ἰσχυρότερός μου ὀπίσω (opìso) μου, οὖ οὐκ εἰμὶ ἱκανὸς κύψας λῦσαι τὸν ἱμάντα τῶν ὑποδημάτων αὐτοῦ
Et prædicabat dicens: Venit fortior post me, cujus non sum dignus procumbens solvere corrigiam calceamentorum ejus
E predicava, dicendo: Dietro di me viene colui che è più forte di me; al quale io non sono degno di chinarmi a sciogliere il legaccio dei calzari

ὀπίσω (opìso) dietro, stare dietro, andare dietro:

  • Marco 1,17 καὶ εἶπεν αὐτοῖς ὁ Ἰησοῦς· Δεῦτε ὀπίσω (opìso) μου, καὶ ποιήσω ὑμᾶς γενέσθαι ἁλιεῖς ἀνθρώπων
    Gesù disse loro: Venite dietro a me e io farò di voi dei pescatori di uomini
  • Marco 8,33 ὁ δὲ ἐπιστραφεὶς καὶ ἰδὼν τοὺς μαθητὰς αὐτοῦ ἐπετίμησεν Πέτρῳ καὶ λέγει· Ὕπαγε ὀπίσω (opìso) μου, Σατανᾶ, ὅτι οὐ φρονεῖς τὰ τοῦ θεοῦ ἀλλὰ τὰ τῶν ἀνθρώπων
    Ma Gesù si voltò e, guardando i suoi discepoli, rimproverò Pietro dicendo: Vai dietro di me, Satana! Tu non hai il senso delle cose di Dio, ma delle cose degli uomini
  • Marco 8,34 Καὶ προσκαλεσάμενος τὸν ὄχλον σὺν τοῖς μαθηταῖς αὐτοῦ εἶπεν αὐτοῖς· Εἴ τις θέλει ὀπίσω (opìso) μου ἐλθεῖν, ἀπαρνησάσθω ἑαυτὸν καὶ ἀράτω τὸν σταυρὸν αὐτοῦ καὶ ἀκολουθείτω μοι
    Chiamata a sé la folla con i suoi discepoli, disse loro: Se uno vuol venire dietro a me, rinunci a se stesso, prenda la sua croce e mi segua.

v. 10 καὶ εὐθὺς ἀναβαίνων ἐκ τοῦ ὕδατος εἶδεν σχιζομένους (schizoménus) τοὺς οὐρανοὺς καὶ τὸ πνεῦμα ὡς περιστερὰν καταβαῖνον εἰς αὐτόν
Et statim ascendens de aqua, vidit cælos apertos, et spiritum tamquam columbam descendentem, et manentem in ipso
A un tratto, come egli usciva dall’acqua, vide aprirsi i cieli e lo spirito scendere su di lui come una colomba

σχίζω (schìzo) aprire, squarciare, strappare:

  • Marco 15,38 καὶ τὸ καταπέτασμα τοῦ ναοῦ ἐσχίσθη (eschìsthe) εἰς δύο ἀπ’ ἄνωθεν ἕως κάτω
    Il velo del tempio si squarciò in due, dall’alto in basso
  • Giovanni 19,24 εἶπαν οὖν πρὸς ἀλλήλους· Μὴ σχίσωμεν (schìsomen) αὐτόν, ἀλλὰ λάχωμεν περὶ αὐτοῦ τίνος ἔσται· ἵνα ἡ γραφὴ πληρωθῇ ἡ λέγουσα· Διεμερίσαντο τὰ ἱμάτιά μου ἑαυτοῖς καὶ ἐπὶ τὸν ἱματισμόν μου ἔβαλον κλῆρον. Οἱ μὲν οὖν στρατιῶται ταῦτα ἐποίησαν
    Dissero dunque tra di loro: Non stracciamola, ma tiriamo a sorte a chi tocchi; affinché si adempisse la Scrittura che dice: «Hanno spartito fra loro le mie vesti, e hanno tirato a sorte la mia tunica». Questo fecero dunque i soldati
  • Giovanni 21,11 ἀνέβη οὖν Σίμων Πέτρος καὶ εἵλκυσεν τὸ δίκτυον εἰς τὴν γῆν μεστὸν ἰχθύων μεγάλων ἑκατὸν πεντήκοντα τριῶν· καὶ τοσούτων ὄντων οὐκ ἐσχίσθη (eschìsthe) τὸ δίκτυον
    Simon Pietro allora salì sulla barca e tirò a terra la rete piena di centocinquantatré grossi pesci; e benché ce ne fossero tanti, la rete non si strappò

v. 11 καὶ φωνὴ ἐγένετο ἐκ τῶν οὐρανῶν, σὺ εἶ ὁ υἱός μου ὁ ἀγαπητός, ἐν σοὶ εὐδόκησα (eudòkesa)
Et vox facta est de cælis: tu es filius meus dilectus, in te complacui
Una voce venne dai cieli: Tu sei il mio diletto figlio; in te mi sono compiaciuto

εὐδοκέω (eudokéo) essere compiaciuto, quando qualcosa genera un piacere immenso, una gioia pazzesca, una εὐδοκία (eudokia):

  • Luca 12,32 Μὴ φοβοῦ, τὸ μικρὸν ποίμνιον, ὅτι εὐδόκησεν (eudòkesen) ὁ πατὴρ ὑμῶν δοῦναι ὑμῖν τὴν βασιλείαν
    Non temere, piccolo gregge; perché al Padre vostro è piaciuto di darvi il regno
  • 1 Corinzi 1,21 ἐπειδὴ γὰρ ἐν τῇ σοφίᾳ τοῦ θεοῦ οὐκ ἔγνω ὁ κόσμος διὰ τῆς σοφίας τὸν θεόν, εὐδόκησεν (eudòkesen) ὁ θεὸς διὰ τῆς μωρίας τοῦ κηρύγματος σῶσαι τοὺς πιστεύοντας
    Poiché il mondo non ha conosciuto Dio mediante la propria sapienza, è piaciuto a Dio, nella sua sapienza, di salvare i credenti con la pazzia della predicazione
  • Colossesi 1,19 ὅτι ἐν αὐτῷ εὐδόκησεν (eudòkesen) πᾶν τὸ πλήρωμα κατοικῆσαι
    Poiché al Padre piacque di far abitare in lui tutta la pienezza

Tu sei il figlio amato, prediletto, fonte di gioia; il Signore gioca a carte scoperte.
Subito dopo lo spirito, appena comparso sulla scena, lo sospinge nel deserto: il gioco ha davvero inizio

Ἐν ἀρχῇ ἦν ὁ λόγος

Mosaico IV secolo d. C. – Alicarnasso

Domenica 3 gennaio – 2021

Giovanni 1, 1-18
1 In principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio.
2 Egli era in principio presso Dio: 3 tutto è stato fatto per mezzo di lui, e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste.
4 In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; 5 la luce splende nelle tenebre, ma le tenebre non l’hanno accolta.
6 Venne un uomo mandato da Dio e il suo nome era Giovanni.
7 Egli venne come testimone per rendere testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui.
8 Egli non era la luce, ma doveva render testimonianza alla luce.
9 Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo.
10 Egli era nel mondo, e il mondo fu fatto per mezzo di lui, eppure il mondo non lo riconobbe.
11 Venne fra la sua gente, ma i suoi non l’hanno accolto.
12 A quanti però l’hanno accolto, ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, 13 i quali non da sangue, né da volere di carne, né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati.
14 E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi vedemmo la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre, pieno di grazia e di verità.
15 Giovanni gli rende testimonianza e grida: «Ecco l’uomo di cui io dissi: Colui che viene dopo di me mi è passato avanti, perché era prima di me».
16 Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto e grazia su grazia.
17 Perché la legge fu data per mezzo di Mosè, la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.
18 Dio nessuno l’ha mai visto: proprio il Figlio unigenito, che è nel seno del Padre, lui lo ha rivelato

v. 1 Ἐν ἀρχῇ ἦν ὁ λόγος, καὶ ὁ λόγος ἦν πρὸς τὸν θεόν, καὶ θεὸς ἦν ὁ λόγος
In principio erat verbum, et verbum erat apud Deum, et Deus erat verbum
In principio era il verbo, e il verbo era presso Dio, e Dio era il verbo

Siamo all’inizio, al nuovo inizio, ad ogni inizio.
Nei giorni più bui dell’anno lo sguardo cerca la luce.
E la luce splende nelle tenebre, la luce che illumina ogni uomo

v. 4 ἐν αὐτῶ ζωὴ ἦν, καὶ ἡ ζωὴ ἦν τὸ φῶς (phòs) τῶν ἀνθρώπων
In ipso vita erat, et vita erat lux hominum
In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini

v. 5 καὶ τὸ φῶς (phòs) ἐν τῇ σκοτίᾳ φαίνει, καὶ ἡ σκοτία αὐτὸ οὐ κατέλαβεν (katélaben)
Et lux in tenebris lucet, et tenebræ eam non comprehenderunt
La luce splende nelle tenebre, ma le tenebre non l’hanno accolta

v. 7 οὖτος ἦλθεν εἰς μαρτυρίαν, ἵνα μαρτυρήσῃ περὶ τοῦ φωτός (photòs), ἵνα πάντες πιστεύσωσιν δι᾽ αὐτοῦ
Hic venit in testimonium ut testimonium perhiberet de lumine, ut omnes crederent per illum
Egli venne come testimone per rendere testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui

v. 8 οὐκ ἦν ἐκεῖνος τὸ φῶς (phòs), ἀλλ᾽ ἵνα μαρτυρήσῃ περὶ τοῦ φωτός (photòs)
Non erat ille lux, sed ut testimonium perhiberet de lumine
Egli non era la luce, ma doveva render testimonianza alla luce

v. 9 ἦν τὸ φῶς (phòs) τὸ ἀληθινόν, ὃ φωτίζει πάντα ἄνθρωπον, ἐρχόμενον εἰς τὸν κόσμον
Erat lux vera, quæ illuminat omnem hominem venientem in hunc mundum
Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo

φῶς (phòs) la luce vera è quella che fa apparire (φαίνω phàino), che genera epi-fanìa (ἐπί-φαίνω)

v. 5 καὶ τὸ φῶς (phòs) ἐν τῇ σκοτίᾳ (skotìa) φαίνει, καὶ ἡ σκοτία (skotìa) αὐτὸ οὐ κατέλαβεν (katélaben)
Et lux in tenebris lucet, et tenebræ eam non comprehenderunt
La luce splende nelle tenebre, ma le tenebre non l’hanno accolta

καταλαμβάνω (katalambàno) accogliere, ma anche afferrare, avviluppare per coprire, per neutralizzare:

  • Giovanni 12,35 Ἔτι μικρὸν χρόνον τὸ φῶς (phòs) ἐν ὑμῖν ἐστιν. περιπατεῖτε ὡς τὸ φῶς (phòs) ἔχετε, ἵνα μὴ σκοτία (skotìa) ὑμᾶς καταλάβῃ (katalàbe), καὶ ὁ περιπατῶν ἐν τῇ σκοτίᾳ (skotìa) οὐκ οἶδεν ποῦ ὑπάγει
    La luce è ancora per poco tempo tra di voi. Camminate mentre avete la luce, affinché non vi prendano le tenebre; chi cammina nelle tenebre, non sa dove va
  • Filippesi 3,12 Οὐχ ὅτι ἤδη ἔλαβον ἢ ἤδη τετελείωμαι, διώκω δὲ εἰ καὶ καταλάβω (katalàbo), ἐφ’ ᾧ καὶ κατελήμφθην (katelémphthen) ὑπὸ Χριστοῦ
    Non che io abbia già ottenuto tutto questo o sia già arrivato alla perfezione; ma proseguo il cammino per afferrare ciò per cui anche sono stato afferrato da Cristo Gesù
  • 1 Tessalonicesi 5,4 ὑμεῖς δέ, ἀδελφοί, οὐκ ἐστὲ ἐν σκότει (skòtei), ἵνα ἡ ἡμέρα ὑμᾶς ὡς κλέπτης καταλάβῃ (katalàbe)
    Ma voi, fratelli, non siete nelle tenebre, così che quel giorno abbia a prendervi come un ladro

v. 14 καὶ ὁ λόγος σὰρξ (sàrx) ἐγένετο καὶ ἐσκήνωσεν ἐν ἡμῖν, καὶ ἐθεασάμεθα τὴν δόξαν αὐτοῦ, δόξαν ὡς μονογενοῦς παρὰ πατρός, πλήρης χάριτος καὶ ἀληθείας
Et verbum caro factum est, et habitavit in nobis: et vidimus gloriam ejus, gloriam quasi unigeniti a Patre plenum gratiæ et veritatis
E il verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi vedemmo la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre, pieno di grazia e di verità

σὰρξ (sàrx) è la carne, il corpo umano (il sarco-fago è il contenitore che “fagocita” il corpo):

  • Genesi 2,24 ἕνεκεν τούτου καταλείψει ἄνθρωπος τὸν πατέρα αὐτοῦ καὶ τὴν μητέρα αὐτοῦ καὶ προσκολληθήσεται πρὸς τὴν γυναῖκα αὐτοῦ καὶ ἔσονται οἱ δύο εἰς σάρκα (sàrka) μίαν
    Per questo l’uomo abbandonerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una sola carne
  • Giovanni 6,51 ἐγώ εἰμι ὁ ἄρτος ὁ ζῶν ὁ ἐκ τοῦ οὐρανοῦ καταβάς· ἐάν τις φάγῃ ἐκ τούτου τοῦ ἄρτου ζήσει εἰς τὸν αἰῶνα, καὶ ὁ ἄρτος δὲ ὃν ἐγὼ δώσω ἡ σάρξ (sarx) μού ἐστιν ὑπὲρ τῆς τοῦ κόσμου ζωῆς
    Io sono il pane vivente, che è disceso dal cielo; se uno mangia di questo pane vivrà in eterno; e il pane che io darò per la vita del mondo è la mia carne
  • Galati 2,20 ζῶ δὲ οὐκέτι ἐγώ, ζῇ δὲ ἐν ἐμοὶ χριστός· ὃ δὲ νῦν ζῶ ἐν σαρκί (sarkì), ἐν πίστει ζῶ τῇ τοῦ υἱοῦ τοῦ θεοῦ τοῦ ἀγαπήσαντός με καὶ παραδόντος ἑαυτὸν ὑπὲρ ἐμοῦ
    Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me. Questa vita nella carne, io la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me

Il verbo viene ad abitare in mezzo a noi e, in questo periodo di distanziamento sociale, si fa carne, si fa abbraccio, diventa presenza.
Resta con con noi Signore perché si fa sera, abbiamo bisogno di luce, abbiamo bisogno della tua presenza

Reclinavit eum in præsepio

Natività (part.) – William Congdon

Venerdì 25 dicembre 2020 – Natale

Luca 2, 1-14
1 In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. 2 Questo primo censimento fu fatto quando era governatore della Siria Quirinio. 3 Andavano tutti a farsi registrare, ciascuno nella sua città. 4 Anche Giuseppe, che era della casa e della famiglia di Davide, dalla città di Nazaret e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide, chiamata Betlemme, 5 per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta. 6 Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. 7 Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c’era posto per loro nell’albergo.
8 C’erano in quella regione alcuni pastori che vegliavano di notte facendo la guardia al loro gregge. 9 Un angelo del Signore si presentò davanti a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande spavento, 10 ma l’angelo disse loro: «Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: 11 oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore. 12 Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia». 13 E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste che lodava Dio e diceva: 14 «Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama»

v. 5 ἀπογράψασθαι σὺν Μαριὰμ τῇ ἐμνηστευμένῃ (emnesteuméne) αὐτῷ, οὔσῃ ἐγκύῳ (enkyo)
ut profiteretur cum Maria desponsata sibi uxore prægnante
per farsi registrare insieme con Maria sua promessa sposa, che era incinta

Ci sono un uomo e una donna, ci sono delle incombenze da compiere, scomode, lontane, bisogna mettersi in viaggio. La donna è ἐμνηστευμένῃ (emnesteuméne) promessa sposa: la parola deriva da μνάομαι (mnaomai) ricordare; la donna è ricordata dal suo uomo, lui non la dimentica.
Ma la donna è anche ἐγκύῳ (enkyo) incinta: il termine deriva da ἐν (en) e la radice di κῦμα (kyma) l’onda, la curva che fa l’onda; Maria ha una pancia che fa la curva dell’onda.
Un uomo, una donna, una pancia incurvata dalla vita che nasce, il tempo che si incastra nel collo di clessidra della storia

v. 7 καὶ ἔτεκεν τὸν υἱὸν αὐτῆς τὸν πρωτότοκον, καὶ ἐσπαργάνωσεν αὐτὸν καὶ ἀνέκλινεν αὐτὸν ἐν φάτνῃ, διότι οὐκ ἦν αὐτοῖς τόπος ἐν τῷ καταλύματι (katalymati)
Et peperit filium suum primogenitum, et pannis eum involvit, et reclinavit eum in præsepio: quia non erat eis locus in diversorio
Ed ella diede alla luce il suo figlio primogenito, lo fasciò, e lo coricò in una mangiatoia, perché non c’era posto per loro nella locanda

κατάλυμα (katalyma) una parola che viene usata solo due volte da Luca, all’inizio del suo vangelo, quando non c’era posto per la nascita di Gesù, e alla fine del suo racconto, quando invece il posto si trova per mangiare l’ultima Pasqua:

  • Luca 22,11 καὶ ἐρεῖτε τῷ οἰκοδεσπότῃ τῆς οἰκίας· Λέγει σοι ὁ διδάσκαλος· Ποῦ ἐστιν τὸ κατάλυμα (katàlyma) ὅπου τὸ πάσχα μετὰ τῶν μαθητῶν μου φάγω;
    Et dicetis patrifamilias domus: Dicit tibi Magister: Ubi est diversorium, ubi pascha cum discipulis meis manducem?
    E direte al padrone di casa: Il Maestro ti dice: Dov’è la locanda in cui posso mangiare la Pasqua con i miei discepoli?

v. 9 καὶ ἄγγελος κυρίου ἐπέστη αὐτοῖς καὶ δόξα κυρίου περιέλαμψεν αὐτούς, καὶ ἐφοβήθησαν (ephobéthesan) φόβον μέγαν
Et ecce angelus Domini stetit juxta illos, et claritas Dei circumfulsit illos, et timuerunt timore magno
E un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore risplendé intorno a loro, e furono presi da gran timore

v. 10 καὶ εἶπεν αὐτοῖς ὁ ἄγγελος, μὴ φοβεῖσθε (phobéisthe), ἰδοὺ γὰρ εὐαγγελίζομαι ὑμῖν χαρὰν μεγάλην ἥτις ἔσται παντὶ τῶ λαῶ
Et dixit illis angelus: Nolite timere: ecce enim evangelizo vobis gaudium magnum, quod erit omni populo
L’angelo disse loro: Non temete, perché io vi porto la buona notizia di una grande gioia che tutto il popolo avrà

φοβέομαι (phobéomai) avere paura; tutta la Parola è intrisa di paura e di inviti a non avere paura:

  • Luca 1,13 εἶπεν δὲ πρὸς αὐτὸν ὁ ἄγγελος· Μὴ φοβοῦ (phobù), Ζαχαρία, διότι εἰσηκούσθη ἡ δέησίς σου, καὶ ἡ γυνή σου Ἐλισάβετ γεννήσει υἱόν σοι, καὶ καλέσεις τὸ ὄνομα αὐτοῦ Ἰωάννην
    Ma l’angelo gli disse: Non temere, Zaccaria, perché la tua preghiera è stata esaudita; tua moglie Elisabetta ti partorirà un figlio, e gli porrai nome Giovanni
  • Luca 1,30 καὶ εἶπεν ὁ ἄγγελος αὐτῇ· Μὴ φοβοῦ (phobù), Μαριάμ, εὗρες γὰρ χάριν παρὰ τῷ θεῷ
    L’angelo le disse: Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio
  • Luca 5,10 καὶ εἶπεν πρὸς τὸν Σίμωνα ὁ Ἰησοῦς· Μὴ φοβοῦ (phobù)· ἀπὸ τοῦ νῦν ἀνθρώπους ἔσῃ ζωγρῶν
    Allora Gesù disse a Simone: Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini
  • Luca 8,50 ὁ δὲ Ἰησοῦς ἀκούσας ἀπεκρίθη αὐτῷ· Μὴ φοβοῦ (phobù), μόνον πίστευσον, καὶ σωθήσεται
    Ma Gesù, udito ciò, rispose a Giaìro: Non temere; solo abbi fede, e sarà salva

v. 12 καὶ τοῦτο ὑμῖν τὸ σημεῖον (seméion), εὑρήσετε βρέφος ἐσπαργανωμένον καὶ κείμενον ἐν φάτνῃ
Et hoc vobis signum: invenietis infantem pannis involutum, et positum in præsepio
Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia

σημεῖον (seméion) da σημαίνω (semàino) dare un segno, un marchio e quindi dare un significato (la semantica è la scienza dei significati); in Giovanni i segni sono i miracoli, azioni straordinarie che indicano però qualcosa di ancora più grandioso:

  • Luca 2,34 καὶ εὐλόγησεν αὐτοὺς Συμεὼν καὶ εἶπεν πρὸς Μαριὰμ τὴν μητέρα αὐτοῦ· Ἰδοὺ οὗτος κεῖται εἰς πτῶσιν καὶ ἀνάστασιν πολλῶν ἐν τῷ Ἰσραὴλ καὶ εἰς σημεῖον (seméion) ἀντιλεγόμενον
    E Simeone li benedisse, dicendo a Maria, madre di lui: Ecco, egli è posto a caduta e a rialzamento di molti in Israele, come segno di contraddizione
  • Luca 21,7 Ἐπηρώτησαν δὲ αὐτὸν λέγοντες· Διδάσκαλε, πότε οὖν ταῦτα ἔσται, καὶ τί τὸ σημεῖον (seméion) ὅταν μέλλῃ ταῦτα γίνεσθαι;
    Essi gli domandarono: Maestro, quando avverranno dunque queste cose? E quale sarà il segno che tutte queste cose stanno per compiersi?
  • Giovanni 2,11 ταύτην ἐποίησεν ἀρχὴν τῶν σημείων (seméion) ὁ Ἰησοῦς ἐν Κανὰ τῆς Γαλιλαίας καὶ ἐφανέρωσεν τὴν δόξαν αὐτοῦ, καὶ ἐπίστευσαν εἰς αὐτὸν οἱ μαθηταὶ αὐτοῦ
    Gesù fece questo primo dei suoi segni in Cana di Galilea, e manifestò la sua gloria, e i suoi discepoli credettero in lui

Alla fine è tutto qui, questo è il segno; bisogna mettersi in cammino, andare a vedere, riempirsi gli occhi e le orecchie, ma non fermarsi al segno.
Anche in questo tempo di limitazioni, di paure, di incertezza: non è la festa della malinconia, della nostalgia, dei bei tempi andati; è la festa delle teste che si alzano, di occhi che si incrociano, di mani che si intrecciano, di piedi che si muovono, di cuori che ripartono; di nuovo, ancora, sempre.

κεχαριτωμένη

Zinaida Serebriakavo

Domenica 20 dicembre 2020 – Quarta di Avvento

Luca 1, 26-38
26 Nel sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, 27 a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. 28 Entrando da lei, disse: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te». 29 A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. 30 L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. 31 Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. 32 Sarà grande e chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre 33 e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
34 Allora Maria disse all’angelo: «Come è possibile? Non conosco uomo». 35 Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. 36 Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: 37 nulla è impossibile a Dio». 38 Allora Maria disse: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto». E l’angelo partì da lei

Una ragazza κεχαριτωμένη (kecharitoméne), piena di grazia, riempita dalla grazia (il verbo è al participio passivo), contenitore dell’Assoluto, che verrà ricoperta dalla potenza dell’Altissimo: difficile immaginare qualcosa di più potente, di più sensuale

v. 34 εἶπεν δὲ μαριὰμ πρὸς τὸν ἄγγελον, πῶς ἔσται τοῦτο, ἐπεὶ ἄνδρα οὐ γινώσκω (ghinòsko);
Dixit autem Maria ad angelum: Quomodo fiet istud, quoniam virum non cognosco?
Allora Maria disse all’angelo: Come è possibile? Non conosco uomo

γινώσκω (ghinòsko) conoscere, imparare a conoscere, capire. Conoscere un uomo, mia nonna diceva “si parlano”:

  • Luca 7,39 ἰδὼν δὲ ὁ Φαρισαῖος ὁ καλέσας αὐτὸν εἶπεν ἐν ἑαυτῷ λέγων· Οὗτος εἰ ἦν προφήτης, ἐγίνωσκεν (eghìnosken) ἂν τίς καὶ ποταπὴ ἡ γυνὴ ἥτις ἅπτεται αὐτοῦ, ὅτι ἁμαρτωλός ἐστιν
    Il fariseo che lo aveva invitato, veduto ciò, disse fra sé: Costui, se fosse profeta, conoscerebbe che donna è questa che lo tocca; perché è una peccatrice
  • Luca 12,2 οὐδὲν δὲ συγκεκαλυμμένον ἐστὶν ὃ οὐκ ἀποκαλυφθήσεται, καὶ κρυπτὸν ὃ οὐ γνωσθήσεται (gnosthésetai)
     Ma non c’è niente di nascosto che non sarà svelato, né di segreto che non sarà conosciuto
  • Luca 24,35 καὶ αὐτοὶ ἐξηγοῦντο τὰ ἐν τῇ ὁδῷ καὶ ὡς ἐγνώσθη (egnòsthe) αὐτοῖς ἐν τῇ κλάσει τοῦ ἄρτου
    Essi pure raccontarono le cose avvenute loro per la via, e come era stato da loro riconosciuto nello spezzare il pane

v. 35 καὶ ἀποκριθεὶς ὁ ἄγγελος εἶπεν αὐτῇ, πνεῦμα ἅγιον ἐπελεύσεται ἐπὶ σέ, καὶ δύναμις ὑψίστου ἐπισκιάσει (episkiàsei) σοι· διὸ καὶ τὸ γεννώμενον ἅγιον κληθήσεται, υἱὸς θεοῦ
Et respondens angelus dixit ei: Spiritus Sanctus superveniet in te, et virtus Altissimi obumbrabit tibi. Ideoque et quod nascetur ex te sanctum, vocabitur Filius Dei
Le rispose l’angelo: Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio

ἐπισκιάζω (episkiàzo) coprire con la propria ombra, avvolgere. Un termine antico che arriva dall’Antico Testamento, la nuvola che avvolge è l’azione diretta di Dio:

  • Esodo 40,35 καὶ οὐκ ἠδυνάσθη Μωυσῆς εἰσελθεῗν εἰς τὴν σκηνὴν τοῦ μαρτυρίου ὅτι ἐπεσκίαζεν (epeskìazen) ἐπ᾽ αὐτὴν ἡ νεφέλη καὶ δόξης κυρίου ἐπλήσθη ἡ σκηνή
    E Mosè non potè entrare nella tenda di convegno perché la nuvola si era posata sopra, e la gloria del Signore riempiva la tenda
  • Salmo 91,4 ἐν τοῗς μεταφρένοις αὐτοῦ ἐπισκιάσει (episkiàsei) σοι καὶ ὑπὸ τὰς πτέρυγας αὐτοῦ ἐλπιεῗς ὅπλῳ κυκλώσει σε ἡ ἀλήθεια αὐτοῦ
    Egli ti coprirà con le sue penne e sotto le sue ali troverai rifugio. La sua fedeltà ti sarà scudo e corazza
  • Luca 9,34 ταῦτα δὲ αὐτοῦ λέγοντος ἐγένετο νεφέλη καὶ ἐπεσκίαζεν (epeskìazen) αὐτούς· ἐφοβήθησαν δὲ ἐν τῷ εἰσελθεῖν αὐτοὺς εἰς τὴν νεφέλην
    Mentre parlava così, venne una nuvola che li avvolse; e i discepoli temettero quando quelli entrarono nella nuvola

v. 37 ὅτι οὐκ ἀδυνατήσει παρὰ τοῦ θεοῦ πᾶν ῥῆμα (rèma)
Quia non erit impossibile apud Deum omne verbum
Poiché nessuna parola di Dio rimarrà inefficace

v. 38 εἶπεν δὲ μαριάμ, ἰδοὺ ἡ δούλη κυρίου· γένοιτό μοι κατὰ τὸ ῥῆμά (réma) σου. καὶ ἀπῆλθεν ἀπ᾽ αὐτῆς ὁ ἄγγελος
Dixit autem Maria: Ecce ancilla Domini: fiat mihi secundum verbum tuum. Et discessit ab illa angelus
Maria disse: Ecco, io sono la serva del Signore; mi sia fatto secondo la tua parola. E l’angelo la lasciò

ῥῆμα (rèma) la parola, ciò che viene detto, l’argomento, il messaggio:

  • Luca 2,19 ἡ δὲ Μαρία πάντα συνετήρει τὰ ῥήματα (rémata) ταῦτα συμβάλλουσα ἐν τῇ καρδίᾳ αὐτῆς
    Maria serbava in sé tutte queste parole, meditandole in cuor suo
  • Luca 2,29 Νῦν ἀπολύεις τὸν δοῦλόν σου, δέσποτα, κατὰ τὸ ῥῆμά (réma) σου ἐν εἰρήνῃ
    Ora, o mio Signore, tu lasci andare in pace il tuo servo, secondo la tua parola
  • Luca 24,8 καὶ ἐμνήσθησαν τῶν ῥημάτων (remàton) αὐτοῦ, καὶ ὑποστρέψασαι ἀπὸ τοῦ μνημείου ἀπήγγειλαν ταῦτα πάντα τοῖς ἕνδεκα καὶ πᾶσιν τοῖς λοιποῖς
    Ed esse si ricordarono delle sue parole. E, tornate dal sepolcro, annunziarono tutto questo agli undici e a tutti gli altri

L’angelo proclama “nessuna parola di Dio rimane inefficace”, e Maria risponde “avvenga a me secondo la tua parola”.
Davanti a queste parole non si può che rimanere senza parole; l’incarnazione è passata da queste parole, l’incarnazione passa oggi dalle nostre parole, dalla nostra capacità di prenderci cura della Parola che crea

φωνὴ βοῶντος ἐν τῇ ἐρήμῳ

Johannes Johannesson

Domenica 13 dicembre 2020 – Terza di Avvento

Giovanni 1,6-8.19-28
6 Venne un uomo mandato da Dio e il suo nome era Giovanni. 7 Egli venne come testimone per rendere testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui.
8 Egli non era la luce, ma doveva render testimonianza alla luce.
19 E questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e leviti a interrogarlo: «Chi sei tu?». 20 Egli confessò e non negò, e confessò: «Io non sono il Cristo». 21 Allora gli chiesero: «Che cosa dunque? Sei Elia?». Rispose: «Non lo sono». «Sei tu il profeta?». Rispose: «No». 22 Gli dissero dunque: «Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di te stesso?». 23 Rispose:
«Io sono voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, come disse il profeta Isaia». 24 Essi erano stati mandati da parte dei farisei. 25 Lo interrogarono e gli dissero: «Perché dunque battezzi se tu non sei il Cristo, né Elia, né il profeta?». 26 Giovanni rispose loro: «Io battezzo con acqua, ma in mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, 27 uno che viene dopo di me, al quale io non son degno di sciogliere il legaccio del sandalo». 28 Questo avvenne in Betània, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando.

Una Chiesa che perde la voce, che perde i numeri, che non fa più presa…
Una pandemia che allontana le persone, che ci chiude in casa, che ci fa guardare gli altri con sospetto, con rabbia…
Poi arriva questo Vangelo nel tempo di attesa, nel tempo sospeso: Giovanni è una voce, una voce che grida, il volume è alto, impossibile non sentirlo, ma bisogna muoversi, andare verso il deserto, verso il silenzio ἐν τῇ ἐρήμῳ (en té erémo)

v. 7 οὗτος ἦλθεν εἰς μαρτυρίαν (martyrìan), ἵνα μαρτυρήσῃ (martyrése) περὶ τοῦ φωτός, ἵνα πάντες πιστεύσωσιν δι’ αὐτοῦ
Hic venit in testimonium ut testimonium perhiberet de lumine, ut omnes crederent per illum
Egli venne in testimonianza per rendere testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui

v. 19 καὶ αὕτη ἐστὶν ἡ μαρτυρία (martyrìa) τοῦ ἰωάννου, ὅτε ἀπέστειλαν [πρὸς αὐτὸν] οἱ ἰουδαῖοι ἐξ ἱεροσολύμων ἱερεῖς καὶ λευίτας ἵνα ἐρωτήσωσιν αὐτόν, σὺ τίς εἶ;
Et hoc est testimonium Joannis, quando miserunt Judæi ab Jerosolymis sacerdotes et Levitas ad eum ut interrogarent eum: Tu quis es?
E questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e leviti a interrogarlo: Chi sei tu?

μαρτυρία (martyrìa) la testimonianza di chi ha visto, di chi è stato presente:

  • Giovanni 5,31 Ἐὰν ἐγὼ μαρτυρῶ (martyrò) περὶ ἐμαυτοῦ, ἡ μαρτυρία (martyrìa) μου οὐκ ἔστιν ἀληθής· ἄλλος ἐστὶν ὁ μαρτυρῶν (martyròn) περὶ ἐμοῦ, καὶ οἶδα ὅτι ἀληθής ἐστιν ἡ μαρτυρία (martyrìa) ἣν μαρτυρεῖ (martyréi) περὶ ἐμοῦ
    Se io rendo testimonianza di me stesso, la mia testimonianza non è vera. Vi è un altro che rende testimonianza di me; e so che la testimonianza che egli testimonia di me è vera
  • Giovanni 19,35 καὶ ὁ ἑωρακὼς μεμαρτύρηκεν (memartypeken), καὶ ἀληθινὴ αὐτοῦ ἐστιν ἡ μαρτυρία (martyrìa), καὶ ἐκεῖνος οἶδεν ὅτι ἀληθῆ λέγει, ἵνα καὶ ὑμεῖς πιστεύητε
    Colui che lo ha visto, ne ha reso testimonianza, e la sua testimonianza è vera; ed egli sa che dice il vero, affinché anche voi crediate
  • Giovanni 21,24 Οὗτός ἐστιν ὁ μαθητὴς ὁ μαρτυρῶν (martyròn)περὶ τούτων καὶ ὁ γράψας ταῦτα, καὶ οἴδαμεν ὅτι ἀληθὴς αὐτοῦ ἡ μαρτυρία (martyrìa) ἐστίν
    Questo è il discepolo che rende testimonianza di queste cose, e che ha scritto queste cose; e noi sappiamo che la sua testimonianza è vera

v. 20 καὶ ὡμολόγησεν καὶ οὐκ ἠρνήσατο (ernésato), καὶ ὡμολόγησεν ὅτι ἐγὼ οὐκ εἰμὶ ὁ χριστός
Et confessus est, et non negavit, et confessus est: Quia non sum ego Christus
Egli confessò e non negò, e confessò: Io non sono il Cristo

ἀρνέομαι (arnéomai) negare, rinnegare, non accettare:

  • Giovanni 13,38 ἀποκρίνεται Ἰησοῦς· Τὴν ψυχήν σου ὑπὲρ ἐμοῦ θήσεις; ἀμὴν ἀμὴν λέγω σοι, οὐ μὴ ἀλέκτωρ φωνήσῃ ἕως οὗ ἀρνήσῃ (arnése) με τρίς
    Gesù gli rispose: Darai la tua vita per me? In verità, in verità ti dico che il gallo non canterà che già tu non mi abbia rinnegato tre volte
  • Giovanni 18,25 Ἦν δὲ Σίμων Πέτρος ἑστὼς καὶ θερμαινόμενος. εἶπον οὖν αὐτῷ· Μὴ καὶ σὺ ἐκ τῶν μαθητῶν αὐτοῦ εἶ; ἠρνήσατο (ernésato) ἐκεῖνος καὶ εἶπεν· Οὐκ εἰμί
    Intanto Simon Pietro stava là a scaldarsi, e gli dissero: Non sei anche tu uno dei suoi discepoli? Egli lo negò e disse: Non lo sono
  • Giovanni 18,27 πάλιν οὖν ἠρνήσατο (ernésato) Πέτρος· καὶ εὐθέως ἀλέκτωρ ἐφώνησεν
     E Pietro da capo lo negò, e subito il gallo cantò

v. 23 ἔφη, ἐγὼ φωνὴ βοῶντος ἐν τῇ ἐρήμῳ, εὐθύνατε (euthynate) τὴν ὁδὸν κυρίου, καθὼς εἶπεν ἠσαΐας ὁ προφήτης
Ait: Ego vox clamantis in deserto: Dirigite viam Domini, sicut dixit Isaias propheta
Egli disse: Io sono la voce di uno che grida nel deserto: Raddrizzate la via del Signore, come ha detto il profeta Isaia

εὐθύνω (euthyno) raddrizzare, rendere dritto, inclinare nella giusta direzione, ma anche far andare dritto, tenere dritto il timone:

  • Giosuè 24,23 καὶ νῦν περιέλεσθε τοὺς θεοὺς τοὺς ἀλλοτρίους τοὺς ἐν ὑμῖν καὶ εὐθύνατε (euthynate) τὴν καρδίαν ὑμῶν πρὸς κύριον θεὸν Ισραηλ
    Giosuè disse: Togliete dunque via gli dèi stranieri che sono in mezzo a voi, e inclinate il vostro cuore al Signore, che è il Dio d’Israele!
  • Proverbi 20,24 παρὰ κυρίου εὐθύνεται (euthynetai) τὰ διαβήματα ἀνδρί θνητὸς δὲ πῶς ἂν νοήσαι τὰς ὁδοὺς αὐτοῦ
    I passi dell’uomo li dirige il Signore; come può quindi l’uomo capire la propria via
  • Giacomo 3,4 ἰδοὺ καὶ τὰ πλοῖα, τηλικαῦτα ὄντα καὶ ὑπὸ ἀνέμων σκληρῶν ἐλαυνόμενα, μετάγεται ὑπὸ ἐλαχίστου πηδαλίου ὅπου ἡ ὁρμὴ τοῦ εὐθύνοντος (euthynontos) βούλεται
    Ecco, anche le navi, benché siano così grandi e siano spinte da venti impetuosi, sono guidate da un piccolo timone, dovunque vuole il timoniere

Giovanni uomo mandato da Dio, voce che grida nel deserto, testimone credente e credibile della luce, che invita a guardare la luce: i suoi gesti, le sue parole indicano il mittente, riflettono la luce.

E le mie parole? I miei gesti?
Che cosa raccontano? Chi raccontano?
Chi sei tu? Chi sono io? Chi sono veramente io?

Raddrizzare sentieri…?

Per due domeniche consecutive in questo tempo di attesa la liturgia ci propone due brani di vangelo in cui vengono richiamate le famose frasi di Isaia, nel primo capitolo di Marco (II di Avvento) e nel primo capitolo di Giovanni (III di Avvento).
Le due raccomandazioni gridate dalla voce nel deserto mi hanno sempre lasciato perplesso, anche in chiave natalizia di venuta del Signore: perché e per cosa preparare le strade? Ma soprattutto perché raddrizzare sentieri? Il sentiero per sua definizione aggira gli ostacoli per unire, per raggiungere. Come si raddrizza un sentiero? Per di più un sentiero del Signore…
Ho provato ad entrare in punta di piedi tra le parole utilizzate a secoli di distanza le une dalle altre

PREPARATE LA VIA DEL SIGNORE

I testi tradizionalmente richiamati dalla citazione dei Vangeli sono principalmente due: Malachia e Isaia.
In Malachia è proprio il Signore che invita a preparare la strada davanti a lui:

  • Malachia 3,1 ἰδοὺ ἐγὼ ἐξαποστέλλω τὸν ἄγγελόν μου καὶ ἐπιβλέψεται (epiblépsetai) ὁδὸν πρὸ προσώπου μου
    Ecce ego mitto angelum meum, et præparabit viam ante faciem meam
    Ecco, io mando un mio messaggero a preparare la via davanti a me

Il verbo ἐπιβλέπω (epiblépo) significa guardare nel senso di ammirare, riguardare, avere riguardo, avere cura; è il verbo che usa Luca nel magnificat

  • Luca 1,48 ἐπέβλεψεν (epéblepsen) ἐπὶ τὴν ταπείνωσιν τῆς δούλης αὐτοῦ
    Respexit humilitatem ancillæ suæ
    Ha guardato l’umiltà della sua serva

e anche nella guarigione di un indemoniato

  • Luca 9,38 Διδάσκαλε, δέομαί σου ἐπιβλέψαι (epiblépsai) ἐπὶ τὸν υἱόν μου, ὅτι μονογενής μοί ἐστιν
    Magister, obsecro te, respice in filium meum quia unicus est mihi
    Maestro, ti prego, volgi lo sguardo a mio figlio: è l’unico che io abbia

Per Malachia quindi la strada del Signore va ammirata, custodita, guardata e riguardata

Isaia per due volte invita il popolo a preparare la strada del Signore e lo fa utilizzando due verbi diversi: ἑτοιμάζω (etoimàzo) allestire, preparare, rendere appropriato, e καθαρίζω (katharìzo) rendere pulito, puro (καθαρός katharòs)

  • Isaia 40,3 φωνὴ βοῶντος ἐν τῇ ἐρήμῳ ἑτοιμάσατε (etoimàsate) τὴν ὁδὸν κυρίου εὐθείας ποιεῖτε (euthéias poiéite) τὰς τρίβους τοῦ θεοῦ ἡμῶν
    Vox clamantis in deserto: parate viam Domini, rectas facite in solitudine semitas Dei nostri
    Una voce grida nel deserto: preparate la via del Signore, raddrizzate i sentieri del nostro Dio
  • Isaia 57,14 καὶ ἐροῦσιν καθαρίσατε (katharìsate) ἀπὸ προσώπου αὐτοῦ ὁδοὺς καὶ ἄρατε σκῶλα ἀπὸ τῆς ὁδοῦ τοῦ λαοῦ μου
    Et dicam: Viam facite, præbete iter; declinate de semita, auferte offendicula de via populi mei
    Si dirà: preparate la via davanti a lui, rimuovete gli ostacoli sulla via del mio popolo

ἑτοιμάζω (etoimàzo) è anche il verbo utilizzato da Matteo, Luca e Marco con tre versetti identici:

  • Matteo 3,3 – Luca 3,4 – Marco 1,3 φωνὴ βοῶντος ἐν τῇ ἐρήμῳ, ἑτοιμάσατε (etoimàsate) τὴν ὁδὸν κυρίου, εὐθείας ποιεῖτε (euthéias poiéite) τὰς τρίβους αὐτοῦ
    Vox clamantis in deserto: parate viam Domini, rectas facite semitas ejus
    Voce di uno che grida nel deserto: preparate la strada del Signore, raddrizzate i suoi sentieri

Marco nel versetto precedente usa κατασκευάζω (kataskeuàzo) un verbo del mondo edile che significa attrezzare, costruire qualcosa completo di tutte le sue attrezzature (σκεῦος skéuos è l’attrezzo)

  • Marco 1,2 Καθὼς γέγραπται ἐν τῷ Ἠσαΐᾳ τῷ προφήτῃ· Ἰδοὺ ἀποστέλλω τὸν ἄγγελόν μου πρὸ προσώπου σου, ὃς κατασκευάσει (kataskeuàsei) τὴν ὁδόν σου
    Sicut scriptum est in Isaia propheta: Ecce ego mitto angelum meum ante faciem tuam, qui præparabit viam tuam ante te
    Ecco, io mando davanti a te il mio messaggero che preparerà la tua via

Stupisce la varietà di parole per esprimere (e riprendere) lo stesso concetto; una ricchezza di termini utilizzati nella lingua greca appiattiti poi nel verbo praeparare latino che ha lasciato un po’ indietro gli altri significati di salvaguardare, avere riguardo, ma anche allestire questa strada che si stende davanti al Signore (per raggiungerci?).
Forse non si tratta tanto di prepararla, questa strada, quanto di non perderla di vista (ri-guardarla), di curarla, di allestirla (come il presepe), di renderla scorrevole perché su questa strada il Signore viene a cercarci; o forse è proprio la strada con cui ritornare a lui, come quella che il padre misericordioso scruta dal terrazzo per scorgere in lontananza il figlio prodigo

RADDRIZZATE I SUOI SENTIERI

Per raddrizzare i sentieri invece i verbi utilizzati sono solamente due, ma entrambi mi hanno suggerito due diverse interpretazioni.

Isaia e e i sinottici utilizzano εὐθείας ποιεῖτε (euthéias poiéite) τὰς τρίβους, fare dritti i sentieri:

  • Isaia 40,3 φωνὴ βοῶντος ἐν τῇ ἐρήμῳ ἑτοιμάσατε (etoimàsate) τὴν ὁδὸν κυρίου εὐθείας ποιεῖτε (euthéias poiéite) τὰς τρίβους τοῦ θεοῦ ἡμῶν
    Vox clamantis in deserto: parate viam Domini, rectas facite in solitudine semitas Dei nostri
    Una voce grida nel deserto: preparate la via del Signore, raddrizzate i sentieri del nostro Dio
  • Matteo 3,3 – Luca 3,4 – Marco 1,3 φωνὴ βοῶντος ἐν τῇ ἐρήμῳ, ἑτοιμάσατε (etoimàsate) τὴν ὁδὸν κυρίου, εὐθείας ποιεῖτε (euthéias poiéite) τὰς τρίβους αὐτοῦ
    Vox clamantis in deserto: parate viam Domini, rectas facite semitas ejus
    Voce di uno che grida nel deserto: preparate la strada del Signore, raddrizzate i suoi sentieri

ποιέω (poiéo) è il verbo del fare, del creare dal nulla, l’azione principale del primo capitolo della Genesi:

  • Genesi 1,1 ἐν ἀρχῇ ἐποίησεν (epòiesen) ὁ θεὸς τὸν οὐρανὸν καὶ τὴν γῆν
    In principio creavit Deus cælum et terram
    In principio Dio creò il cielo e la terra

εὐθύς (euthùs) è un aggettivo che significa dritto nel senso di retto, posizionato nella giusta direzione:

  • Atti 8,21 οὐκ ἔστιν σοι μερὶς οὐδὲ κλῆρος ἐν τῷ λόγῳ τούτῳ, ἡ γὰρ καρδία σου οὐκ ἔστιν εὐθεῖα (euthéia) ἔναντι τοῦ θεοῦ
    Non est tibi pars neque sors in sermone isto: cor enim tuum non est rectum coram Deo
    Non v’è parte né sorte alcuna per te in questa cosa, perché il tuo cuore non è retto davanti a Dio
  • Atti 13,10 Ὦ πλήρης παντὸς δόλου καὶ πάσης ῥᾳδιουργίας, υἱὲ διαβόλου, ἐχθρὲ πάσης δικαιοσύνης, οὐ παύσῃ διαστρέφων τὰς ὁδοὺς κυρίου τὰς εὐθείας (euthéias);
    O plene omni dolo et omni fallacia, fili diaboli, inimice omnis justitiæ, non desinis subvertere vias Domini rectas
    O uomo pieno d’ogni frode e d’ogni malizia, figlio del diavolo, nemico di ogni giustizia, non cesserai mai di pervertire le rette vie del Signore?

Allora forse i sentieri del Signore vanno proprio fatti, costruiti, creati nella giusta direzione; non sono tracciati da modificare, da raddrizzare, ma itinerari da inventare, mappe da disegnare, orientandole in modo corretto.
I sentieri del Signore così assomigliano molto ai ponti di Papa Francesco: “Sempre costruire ponti, sempre la mano tesa”.
L’importante è che questi sentieri, questi ponti, siano dritti, siano giusti, nel senso che puntino dritto alla méta giusta, alla relazione, all’incontro con Dio, all’incontro con l’altro

E poi c’è Giovanni che arriva per ultimo e utilizza un verbo differente:

  • Giovanni 1,23 ἔφη, ἐγὼ φωνὴ βοῶντος ἐν τῇ ἐρήμῳ, εὐθύνατε (euthùnate) τὴν ὁδὸν κυρίου, καθὼς εἶπεν ἠσαΐας ὁ προφήτης
    Ait: Ego vox clamantis in deserto, dirigite viam Domini, sicut dixit Isaias propheta
    Rispose: Io sono voce di uno che grida nel deserto, raddrizzate la via del Signore, come disse il profeta Isaia

Giovanni usa εὐθύνω (euthùno stessa radice di εὐθύς euthùs) che nell’antico testamento significa inclinare, piegare per far prendere la giusta direzione (in latino dirigere):

  • Giosuè 24,23 καὶ νῦν περιέλεσθε τοὺς θεοὺς τοὺς ἀλλοτρίους τοὺς ἐν ὑμῖν καὶ εὐθύνατε (euthùnate) τὴν καρδίαν ὑμῶν πρὸς κύριον θεὸν Ισραηλ
    Nunc ergo, ait, auferte deos alienos de medio vestri, et inclinate corda vestra ad Dominum Deum Israël
    Giosuè disse: Togliete dunque via gli dèi stranieri che sono in mezzo a voi, e inclinate il vostro cuore al Signore, che è il Dio d’Israele!
  • Proverbi 20,24 παρὰ κυρίου εὐθύνεται (euthùnetai) τὰ διαβήματα ἀνδρί θνητὸς δὲ πῶς ἂν νοήσαι τὰς ὁδοὺς αὐτοῦ
    A Domino diriguntur gressus viri: quis autem hominum intelligere potest viam suam?
    I passi dell’uomo li dirige il Signore; come può quindi l’uomo capire la propria via

Nel nuovo testamento εὐθύνω compare solo un’altra volta, nella lettera di Giacomo, dove il participio sostantivato εὐθύνοντος (euthùnontos) assume una connotazione marinara e diventa colui che governa la nave, il timoniere, che inclina il timone in modo che la barca prenda la giusta direzione:

  • Giacomo 3,4 ἰδοὺ καὶ τὰ πλοῖα, τηλικαῦτα ὄντα καὶ ὑπὸ ἀνέμων σκληρῶν ἐλαυνόμενα, μετάγεται ὑπὸ ἐλαχίστου πηδαλίου ὅπου ἡ ὁρμὴ τοῦ εὐθύνοντος (euthùnontos) βούλεται
    Ecco, anche le navi, benché siano così grandi e siano spinte da venti impetuosi, sono guidate da un piccolo timone, dovunque vuole il movimento di colui che tiene la rotta

Quindi anche in questo caso non si tratterebbe di raddrizzare sentieri impervi o tortuosi, ma di tenere dritta la rotta, fermo il timone.
Ecco la vera conversione richiesta dalla voce che grida nel deserto: discernere per ri-conoscere la via del Signore e tenere dritto il timone sulla rotta giusta, quella dell’incontro col Signore, dell’incontro con gli altri uomini, con le altre isole

Parate viam Domini

Donne somale – Salvatore Fiume

Domenica 6 dicembre 2020 -Seconda di Avvento

Marco 1, 1-8
1 Inizio del vangelo di Gesù Cristo, Figlio di Dio. 2 Come è scritto nel profeta Isaia:
Ecco, io mando il mio messaggero davanti a te, egli ti preparerà la strada.
3 Voce di uno che grida nel deserto: preparate la strada del Signore, raddrizzate i suoi sentieri,
4 si presentò Giovanni a battezzare nel deserto, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati. 5 Accorreva a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati. 6 Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, si cibava di locuste e miele selvatico 7 e predicava: «Dopo di me viene uno che è più forte di me e al quale io non son degno di chinarmi per sciogliere i legacci dei suoi sandali. 8 Io vi ho battezzati con acqua, ma egli vi battezzerà con lo Spirito Santo»

E’ l’inizio, solamente l’inizio, e Marco parla già di εὐαγγέλιον (euanghélion) una buona notizia, un annuncio di speranza, una storia di sentieri raddrizzati

v. 1 ἀρχὴ (arché) τοῦ εὐαγγελίου ἰησοῦ χριστοῦ υἱοῦ θεοῦ
Initium evangelii Jesu Christi, filii Dei
Inizio del vangelo di Gesù Cristo, figlio di Dio

ἀρχὴ (arché) l’inizio, l’origine, il principio:

  • Giovanni 1,1 Ἐν ἀρχῇ (arché) ἦν ὁ λόγος, καὶ ὁ λόγος ἦν πρὸς τὸν θεόν, καὶ θεὸς ἦν ὁ λόγος. οὗτος ἦν ἐν ἀρχῇ (arché) πρὸς τὸν θεόν
    In principio era il verbo, il verbo era presso Dio e il verbo era Dio. Egli era in principio presso Dio
  • Genesi 1,1 ἐν ἀρχῇ ἐποίησεν ὁ θεὸς τὸν οὐρανὸν καὶ τὴν γῆν
    In principio Dio fece il cielo e la terra
  • Luca 1,1 Ἐπειδήπερ πολλοὶ ἐπεχείρησαν ἀνατάξασθαι διήγησιν περὶ τῶν πεπληροφορημένων ἐν ἡμῖν πραγμάτων, καθὼς παρέδοσαν ἡμῖν οἱ ἀπ’ ἀρχῆς (archés) αὐτόπται καὶ ὑπηρέται γενόμενοι τοῦ λόγου
    Poiché molti han posto mano a stendere un racconto degli avvenimenti successi tra di noi, 2 come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni fin da principio e divennero ministri della parola

v. 3 φωνὴ (phoné) βοῶντος ἐν τῇ ἐρήμῳ, ἑτοιμάσατε τὴν ὁδὸν κυρίου, εὐθείας ποιεῖτε τὰς τρίβους αὐτοῦ
Vox clamantis in deserto: parate viam Domini, rectas facite semitas ejus
Voce di uno che grida nel deserto: preparate la strada del Signore, raddrizzate i suoi sentieri

φωνὴ (phoné) dalla stessa radice di φῶς phòs (luce) e di φαίνω phàino (portare alla luce), per cui la voce (φωνὴ phoné) diventa una rivelazione, un portare alla luce tramite il suono:

  • Marco 1,11 καὶ φωνὴ (phoné) ἐγένετο ἐκ τῶν οὐρανῶν· Σὺ εἶ ὁ υἱός μου ὁ ἀγαπητός, ἐν σοὶ εὐδόκησα
    Una voce venne dai cieli: Tu sei il mio figlio amato, in te mi sono compiaciuto
  • Marco 15,37 ὁ δὲ Ἰησοῦς ἀφεὶς φωνὴν (phonén) μεγάλην ἐξέπνευσεν
    Gesù, emesso un gran grido, rese lo spirito
  • Luca 1,44 ἰδοὺ γὰρ ὡς ἐγένετο ἡ φωνὴ (phoné) τοῦ ἀσπασμοῦ σου εἰς τὰ ὦτά μου, ἐσκίρτησεν ἐν ἀγαλλιάσει τὸ βρέφος ἐν τῇ κοιλίᾳ μου
    Poiché ecco, non appena la voce del tuo saluto mi è giunta agli orecchi, per la gioia il bambino mi è balzato nel grembo

v. 7 καὶ ἐκήρυσσεν λέγων· Ἔρχεται ὁ ἰσχυρότερός (ischyròteros) μου ὀπίσω μου, οὗ οὐκ εἰμὶ ἱκανὸς κύψας λῦσαι τὸν ἱμάντα τῶν ὑποδημάτων αὐτοῦ
Et prædicabat dicens: Venit fortior post me, cujus non sum dignus procumbens solvere corrigiam calceamentorum ejus
E predicava dicendo: Dopo di me viene uno che è più forte di me e al quale io non son degno di chinarmi per sciogliere i legacci dei suoi sandali

ἰσχυρός (iskyròs) forte, potente, possente:

  • Marco 3,27 ἀλλ’ οὐδεὶς δύναται εἰς τὴν οἰκίαν τοῦ ἰσχυροῦ (iskyrù) εἰσελθὼν τὰ σκεύη αὐτοῦ διαρπάσαι ἐὰν μὴ πρῶτον τὸν ἰσχυρὸν (iskyròn) δήσῃ, καὶ τότε τὴν οἰκίαν αὐτοῦ διαρπάσει
    Nessuno può entrare nella casa di un uomo forte e rapire le sue cose se prima non avrà legato l’uomo forte; allora ne saccheggerà la casa
  • Matteo 14,30 βλέπων δὲ τὸν ἄνεμον ἰσχυρὸν (iskyròn) ἐφοβήθη, καὶ ἀρξάμενος καταποντίζεσθαι ἔκραξεν λέγων· Κύριε, σῶσόν με
    Ma, vedendo il vento forte, ebbe paura e, cominciando ad affondare, gridò: Signore, salvami!
  • 1 Corinzi 1,27 ἀλλὰ τὰ μωρὰ τοῦ κόσμου ἐξελέξατο ὁ θεός, ἵνα καταισχύνῃ τοὺς σοφούς, καὶ τὰ ἀσθενῆ τοῦ κόσμου ἐξελέξατο ὁ θεός, ἵνα καταισχύνῃ τὰ ἰσχυρά (iskyrà)
    Ma Dio ha scelto le cose pazze del mondo per svergognare i sapienti; Dio ha scelto le cose deboli del mondo per svergognare le forti

Parte tutto dal deserto, luogo improbabile per annunci e proclami; una voce rimbomba, non smette di risuonare, il seminatore lancia il seme, germoglierà, viene uno più forte, sta già arrivando, ne vedremo delle belle, se sapremo osservare con occhi nuovi!