ὁ καιρός ἐστιν

Clytie – Frederic Leighton

Domenica 29 novembre 2020 – Prima di Avvento

Marco 13, 33-37
33 State attenti, vegliate, perché non sapete quando sarà il momento preciso. 34 È come uno che è partito per un viaggio dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai servi, a ciascuno il suo compito, e ha ordinato al portiere di vigilare. 35 Vigilate dunque, poiché non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino, 36 perché non giunga all’improvviso, trovandovi addormentati. 37 Quello che dico a voi, lo dico a tutti: Vegliate!»

Che bisogno di Avvento abbiamo quest’anno…!
Bisogno di attendere e di sperare, di stare svegli ad aspettare, di domande che ci scrollino dal torpore, che ci buttino giù dal letto di una quarantena dell’anima

v. 33 βλέπετε ἀγρυπνεῖτε· οὐκ οἴδατε γὰρ πότε ὁ καιρός (kairòs) ἐστιν
Videte, vigilate, et orate: nescitis enim quando tempus sit
State attenti, vegliate, perché non sapete quando sarà il tempo

καιρός (kairòs) il tempo opportuno, l’occasione favorevole, in contrapposizione al χρόνος (chronos), lo scorrere del tempo
“Il chronos fa avviare sempre e soltanto il presente; non avvia niente del futuro perché deve affrontare l’oggi e basta. Il kairos cin consente invece di capire l’oggi guardando al futuro, a chi verrà dopo. Scegliendo il chronos vogliamo che tutto sia nostro; con il kairos invece dobbiamo pensare che tutto sia loro, di che verrà dopo di noi” (Matteo Zuppi)

  • Marco 1,15 καὶ λέγων ὅτι Πεπλήρωται ὁ καιρὸς (kairòs) καὶ ἤγγικεν ἡ βασιλεία τοῦ θεοῦ· μετανοεῖτε καὶ πιστεύετε ἐν τῷ εὐαγγελίῳ
    Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al vangelo
  • Marco 11,13 καὶ ἰδὼν συκῆν ἀπὸ μακρόθεν ἔχουσαν φύλλα ἦλθεν εἰ ἄρα τι εὑρήσει ἐν αὐτῇ, καὶ ἐλθὼν ἐπ’ αὐτὴν οὐδὲν εὗρεν εἰ μὴ φύλλα, ὁ γὰρ καιρὸς (kairòs) οὐκ ἦν σύκων
    Veduto di lontano un fico, che aveva delle foglie, andò a vedere se vi trovasse qualche cosa; ma, avvicinatosi al fico, non vi trovò niente altro che foglie; perché non era tempo dei fichi
  • Giovanni 7,6 λέγει οὖν αὐτοῖς ὁ Ἰησοῦς· Ὁ καιρὸς (kairòs) ὁ ἐμὸς οὔπω πάρεστιν, ὁ δὲ καιρὸς (kairòs) ὁ ὑμέτερος πάντοτέ ἐστιν ἕτοιμος
    Gesù quindi disse loro: Il mio tempo non è ancora venuto; il vostro tempo, invece, è sempre pronto

v. 34 ὡς ἄνθρωπος ἀπόδημος ἀφεὶς τὴν οἰκίαν αὐτοῦ καὶ δοὺς τοῖς δούλοις αὐτοῦ τὴν ἐξουσίαν (exusìan), ἑκάστῳ τὸ ἔργον αὐτοῦ, καὶ τῶ θυρωρῶ ἐνετείλατο ἵνα γρηγορῇ
Sicut homo qui peregre profectus reliquit domum suam, et dedit servis suis potestatem cujusque operis, et janitori præcepit ut vigilet
È come uno che è partito per un viaggio dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai servi, a ciascuno il suo compito, e ha ordinato al portiere di vigilare

ἐξουσία (exusìa) è il potere di decidere, di scegliere, il potere dell’autorità, della responsabilità:

  • Marco 1,22 καὶ ἐξεπλήσσοντο ἐπὶ τῇ διδαχῇ αὐτοῦ, ἦν γὰρ διδάσκων αὐτοὺς ὡς ἐξουσίαν (exusìan) ἔχων καὶ οὐχ ὡς οἱ γραμματεῖς
    Essi si stupivano del suo insegnamento, perché egli insegnava loro come uno che ha autorità e non come gli scribi
  • Marco 2,10 ἵνα δὲ εἰδῆτε ὅτι ἐξουσίαν (exusìan) ἔχει ὁ υἱὸς τοῦ ἀνθρώπου ἐπὶ τῆς γῆς ἀφιέναι ἁμαρτίας- λέγει τῷ παραλυτικῷ· Σοὶ λέγω, ἔγειρε ἆρον τὸν κράβαττόν σου καὶ ὕπαγε εἰς τὸν οἶκόν σου
    Ma, affinché sappiate che il Figlio dell’uomo ha sulla terra autorità di perdonare i peccati, io ti dico – disse al paralitico – àlzati, prendi il tuo lettuccio, e vattene a casa tua
  • Marco 11,28 καὶ ἔλεγον αὐτῷ· Ἐν ποίᾳ ἐξουσίᾳ (exusìa) ταῦτα ποιεῖς; ἢ τίς σοι ἔδωκεν τὴν ἐξουσίαν (exusìan) ταύτην ἵνα ταῦτα ποιῇς;
    Con quale autorità fai queste cose? O chi ti ha dato l’autorità di fare queste cose?

v. 36 μὴ ἐλθὼν ἐξαίφνης εὕρῃ ὑμᾶς καθεύδοντας (kathéudontas)
Ne, cum venerit repente, inveniat vos dormientes
Perché, venendo all’improvviso, non vi trovi addormentati

καθεύδω (kathéudo) dormire, spesso anche nel senso di poltrire, impigrirsi, ma a volte anche nel senso di morire:

  • Marco 4,26 Καὶ ἔλεγεν· Οὕτως ἐστὶν ἡ βασιλεία τοῦ θεοῦ ὡς ἄνθρωπος βάλῃ τὸν σπόρον ἐπὶ τῆς γῆς καὶ καθεύδῃ (kathéude) καὶ ἐγείρηται νύκτα καὶ ἡμέραν, καὶ ὁ σπόρος βλαστᾷ καὶ μηκύνηται ὡς οὐκ οἶδεν αὐτός
    Diceva ancora: Il regno di Dio è come un uomo che getti il seme nel terreno, e dorma e si alzi, la notte e il giorno; il seme intanto germoglia e cresce senza che egli sappia come
  • Marco 14,37 καὶ ἔρχεται καὶ εὑρίσκει αὐτοὺς καθεύδοντας (kathéudontas), καὶ λέγει τῷ Πέτρῳ· Σίμων, καθεύδεις (kathéudeis); οὐκ ἴσχυσας μίαν ὥραν γρηγορῆσαι;
    Poi venne, li trovò che dormivano e disse a Pietro: Simone! Dormi? Non sei stato capace di vegliare un’ora sola?
  • Marco 14,41 καὶ ἔρχεται τὸ τρίτον καὶ λέγει αὐτοῖς· Καθεύδετε (kathèudete) τὸ λοιπὸν καὶ ἀναπαύεσθε· ἀπέχει· ἦλθεν ἡ ὥρα, ἰδοὺ παραδίδοται ὁ υἱὸς τοῦ ἀνθρώπου εἰς τὰς χεῖρας τῶν ἁμαρτωλῶν
    Venne la terza volta e disse loro: Dormite pure, ormai, e riposatevi! Basta! L’ora è venuta: ecco, il Figlio dell’uomo è consegnato nelle mani dei peccatori

Anche all’Avvento si può fare l’abitudine, ma l’Avvento torna, ogni anno, per svegliarci, aprirci gli occhi, scuoterci: la linea del tempo non cambia, scorre sempre allo stesso modo, ma il kàiros è occasione, tempo propizio, tempo che possiamo rendere propizio, oggi, ora, nell’attesa che inizia, nella veglia che ci attende

Venite benedicti patris mei

Una notte in Toscana – Alessandro Tofanelli

Domenica 22 novembre 2020 – Cristo Re

Matteo 25, 31-46
31 Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria. 32 E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri, 33 e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra. 34 Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. 35 Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, 36 nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi. 37 Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? 38 Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? 39 E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti? 40 Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me. 41 Poi dirà a quelli alla sua sinistra: Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli. 42 Perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e non mi avete dato da bere; 43 ero forestiero e non mi avete ospitato, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato. 44 Anch’essi allora risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato o assetato o forestiero o nudo o malato o in carcere e non ti abbiamo assistito? 45 Ma egli risponderà: In verità vi dico: ogni volta che non avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, non l’avete fatto a me. 46 E se ne andranno, questi al supplizio eterno, e i giusti alla vita eterna»

Un re che ha fame e sete, un re forestiero in paese straniero, un re nudo, malato, carcerato; un re piccolo come i suoi fratelli più piccoli

v. 33 καὶ στήσει τὰ μὲν πρόβατα ἐκ δεξιῶν (dexiòn) αὐτοῦ τὰ δὲ ἐρίφια ἐξ εὐωνύμων (euonùmon)
Et statuet oves quidem a dextris suis, hædos autem a sinistris
E metterà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra

δεξιός (dexiòs) destra, da δέχομαι (dechomai) prendere con la mano
εὐώνυμος (euòvumos) sinistra, da εὖ + ὄνομα (eu + onoma) di buon nome, nel senso di buon augurio desiderato: col tempo gli auguri sono diventati sfortunati e quindi sinistri

  • Matteo 20,21 ὁ δὲ εἶπεν αὐτῇ· Τί θέλεις; λέγει αὐτῷ· Εἰπὲ ἵνα καθίσωσιν οὗτοι οἱ δύο υἱοί μου εἷς ἐκ δεξιῶν (dexiòn) σου καὶ εἷς ἐξ εὐωνύμων (euonùmon) σου ἐν τῇ βασιλείᾳ σου
    Ed egli le domandò: Che vuoi? Ella gli disse: Di’ che questi miei due figli siedano l’uno alla tua destra e l’altro alla tua sinistra, nel tuo regno
  • Matteo 20,23 λέγει αὐτοῖς· Τὸ μὲν ποτήριόν μου πίεσθε, τὸ δὲ καθίσαι ἐκ δεξιῶν (dexiòn) μου καὶ ἐξ εὐωνύμων (euonùmon) οὐκ ἔστιν ἐμὸν δοῦναι, ἀλλ’ οἷς ἡτοίμασται ὑπὸ τοῦ πατρός μου
    Egli disse loro: Voi certo berrete il mio calice; ma quanto al sedersi alla mia destra e alla mia sinistra, non sta a me concederlo, ma sarà dato a quelli per cui è stato preparato dal Padre mio
  • Matteo 27,38 Τότε σταυροῦνται σὺν αὐτῷ δύο λῃσταί, εἷς ἐκ δεξιῶν (dexiòn) καὶ εἷς ἐξ εὐωνύμων (euonùmon)
    Allora furono crocifissi con lui due ladroni, uno a destra e l’altro a sinistra

v. 36 γυμνὸς καὶ περιεβάλετέ με, ἠσθένησα καὶ ἐπεσκέψασθέ (epesképsasthe) με, ἐν φυλακῇ ἤμην καὶ ἤλθατε πρός με
Nudus, et cooperuistis me: infirmus, et visitastis me: in carcere eram, et venistis ad me
Nudo e mi vestiste; fui ammalato e mi visitaste; fui in prigione e veniste a trovarmi

ἐπισκέπτομαι (episképtomai) da ἐπί + σκοπός (epi + skopòs), vedere con gli occhi, visitare: il vescovo è colui che visita per avere cura, per vedere con gli occhi come stanno le sue pecore

  • Luca 1,68 Εὐλογητὸς κύριος ὁ θεὸς τοῦ Ἰσραήλ, ὅτι ἐπεσκέψατο (epesképsato) καὶ ἐποίησεν λύτρωσιν τῷ λαῷ αὐτοῦ
    Benedetto sia il Signore, il Dio d’Israele, perché ha visitato e riscattato il suo popolo
  • Luca 1,78 διὰ σπλάγχνα ἐλέους θεοῦ ἡμῶν, ἐν οἷς ἐπισκέψεται (episképsetai) ἡμᾶς ἀνατολὴ ἐξ ὕψους
    Grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio, per cui verrà a visitarci dall’alto un sole che sorge
  • Luca 7,16 ἔλαβεν δὲ φόβος πάντας, καὶ ἐδόξαζον τὸν θεὸν λέγοντες ὅτι Προφήτης μέγας ἠγέρθη ἐν ἡμῖν, καὶ ὅτι Ἐπεσκέψατο (epesképsato) ὁ θεὸς τὸν λαὸν αὐτοῦ
    Tutti furono presi da timore, e glorificavano Dio, dicendo: Un grande profeta è sorto tra di noi; e: Dio ha visitato il suo popolo

v. 44 τότε ἀποκριθήσονται καὶ αὐτοὶ λέγοντες· Κύριε, πότε σε εἴδομεν πεινῶντα ἢ διψῶντα ἢ ξένον ἢ γυμνὸν ἢ ἀσθενῆ ἢ ἐν φυλακῇ καὶ οὐ διηκονήσαμέν (diekovésamen) σοι;
Tunc respondebunt ei et ipsi, dicentes: Domine, quando te vidimus esurientem, aut sitientem, aut hospitem, aut nudum, aut infirmum, aut in carcere, et non ministravimus tibi?
Allora anche questi gli risponderanno, dicendo: Signore, quando ti abbiamo visto aver fame, o sete, o essere straniero, o nudo, o ammalato, o in prigione, e non ti abbiamo assistito?

διακονέω (diakonéo) servire, avere cura di qualcuno, da διάκονος (diàkonos): in latino ministrare viene da minus, in contrapposizione al magister che viene da magis, per cui il ministro (o il diacono) è colui che adempie un compito per incarico di qualcuno più importante

  • Matteo 4,11 τότε ἀφίησιν αὐτὸν ὁ διάβολος, καὶ ἰδοὺ ἄγγελοι προσῆλθον καὶ διηκόνουν (diekònun) αὐτῷ
    Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco degli angeli si avvicinarono a lui e lo servivano
  • Matteo 8,15 καὶ ἥψατο τῆς χειρὸς αὐτῆς, καὶ ἀφῆκεν αὐτὴν ὁ πυρετός, καὶ ἠγέρθη καὶ διηκόνει (diekònei) αὐτῷ
    Ed egli le toccò la mano e la febbre la lasciò. Ella si alzò e si mise a servirlo
  • Matteo 20,28 ὥσπερ ὁ υἱὸς τοῦ ἀνθρώπου οὐκ ἦλθεν διακονηθῆναι (diakonethénai) ἀλλὰ διακονῆσαι (diakonésai) καὶ δοῦναι τὴν ψυχὴν αὐτοῦ λύτρον ἀντὶ πολλῶν
    Appunto come il figlio dell’uomo non è venuto per essere servito ma per servire e per dare la sua vita come prezzo di riscatto per molti

Assistere, visitare, provvedere, servire: un regno basato sulle relazioni, un regno da costruire, un regno in cui essere presenti, in tutti i sensi e con tutti i sensi.
L’alternativa è non vedere, non accorgersi, rimanere fuori, mettersi lontano, a distanza di sicurezza

Abscondi talentum tuum in terra

Deposizione (part.) – Rogier van der Weiden

Domenica 15 novembre 2020

Matteo 25, 14-30
14 Avverrà come di un uomo che, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni. 15 A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, a ciascuno secondo la sua capacità, e partì. 16 Colui che aveva ricevuto cinque talenti, andò subito a impiegarli e ne guadagnò altri cinque. 17 Così anche quello che ne aveva ricevuti due, ne guadagnò altri due. 18 Colui invece che aveva ricevuto un solo talento, andò a fare una buca nel terreno e vi nascose il denaro del suo padrone. 19 Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò, e volle regolare i conti con loro. 20 Colui che aveva ricevuto cinque talenti, ne presentò altri cinque, dicendo: Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ecco, ne ho guadagnati altri cinque. 21 Bene, servo buono e fedele, gli disse il suo padrone, sei stato fedele nel poco, ti darò autorità su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone. 22 Presentatosi poi colui che aveva ricevuto due talenti, disse: Signore, mi hai consegnato due talenti; vedi, ne ho guadagnati altri due. 23 Bene, servo buono e fedele, gli rispose il padrone, sei stato fedele nel poco, ti darò autorità su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone. 24 Venuto infine colui che aveva ricevuto un solo talento, disse: Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso; 25 per paura andai a nascondere il tuo talento sotterra; ecco qui il tuo. 26 Il padrone gli rispose: Servo malvagio e infingardo, sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; 27 avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e così, ritornando, avrei ritirato il mio con l’interesse. 28 Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti. 29 Perché a chiunque ha sarà dato e sarà nell’abbondanza; ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha. 30 E il servo fannullone gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti

Racconto antipatico: i due che guadagnano raddoppiano entrambi (chissà quanto è durato il lungo viaggio…)
Chi riceve tanto guadagna tanto (come sempre), proprio chi riceve poco decide di non investire quel poco (tristemente realista…)
Chi restituisce senza guadagno viene trattato come un ladro e il suo talento consegnato a chi ne ha già tanti
L’homo oeconomicus non può accettare tutto ciò, il ragioniere che è dentro di noi si ribella ad un trattamento ingiusto dall’inizio alla fine: gli operai della prima ora si lamentavano di aver lavorato tanto e guadagnato come gli altri (Mt 20,1), ma cosa dovrebbe dire colui che riceve in partenza meno degli altri…?

v. 16 πορευθεὶς ὁ τὰ πέντε τάλαντα λαβὼν ἠργάσατο ἐν αὐτοῖς καὶ ἐκέρδησεν (ekérdesen) ἄλλα πέντε
Abiit autem qui quinque talenta acceperat, et operatus est in eis, et lucratus est alia quinque
Subito, colui che aveva ricevuto i cinque talenti andò a farli fruttare, e ne guadagnò altri cinque

κερδαίνω (kerdàino)

  • Matteo 16,26 τί γὰρ ὠφεληθήσεται ἄνθρωπος ἐὰν τὸν κόσμον ὅλον κερδήσῃ (kerdése) τὴν δὲ ψυχὴν αὐτοῦ ζημιωθῇ; ἢ τί δώσει ἄνθρωπος ἀντάλλαγμα τῆς ψυχῆς αὐτοῦ;
    Che gioverà a un uomo se, dopo aver guadagnato tutto il mondo, perde poi l’anima sua? O che darà l’uomo in cambio dell’anima sua?
  • Matteo 18,15 Ἐὰν δὲ ἁμαρτήσῃ εἰς σὲ ὁ ἀδελφός σου, ὕπαγε ἔλεγξον αὐτὸν μεταξὺ σοῦ καὶ αὐτοῦ μόνου. ἐάν σου ἀκούσῃ, ἐκέρδησας (ekérdesas) τὸν ἀδελφόν σου
    Se tuo fratello ha peccato contro di te, va’ e convincilo fra te e lui solo. Se ti ascolta, avrai guadagnato tuo fratello
  • 1 Corinzi 9,19 Ἐλεύθερος γὰρ ὢν ἐκ πάντων πᾶσιν ἐμαυτὸν ἐδούλωσα, ἵνα τοὺς πλείονας κερδήσω (kerdéso)
    Poiché, pur essendo libero da tutti, mi sono fatto servo di tutti, per guadagnarne il maggior numero

v. 18 ὁ δὲ τὸ ἓν λαβὼν ἀπελθὼν ὤρυξεν γῆν καὶ ἔκρυψεν (ékrupsen) τὸ ἀργύριον τοῦ κυρίου αὐτοῦ
Qui autem unum acceperat, abiens fodit in terram, et abscondit pecuniam domini sui
Ma colui che ne aveva ricevuto uno, andò a fare una buca in terra e vi nascose il denaro del suo padrone

κρύπτω (krùpto)

  • Matteo 5,14 Ὑμεῖς ἐστε τὸ φῶς τοῦ κόσμου. οὐ δύναται πόλις κρυβῆναι ἐπάνω ὄρους κειμένη
    Voi siete la luce del mondo. Una città posta sopra un monte non può rimanere nascosta
  • Matteo 11,25 Ἐν ἐκείνῳ τῷ καιρῷ ἀποκριθεὶς ὁ Ἰησοῦς εἶπεν· Ἐξομολογοῦμαί σοι, πάτερ κύριε τοῦ οὐρανοῦ καὶ τῆς γῆς, ὅτι ἔκρυψας (ékrupsas) ταῦτα ἀπὸ σοφῶν καὶ συνετῶν, καὶ ἀπεκάλυψας αὐτὰ νηπίοις
    In quel tempo Gesù prese a dire: Io ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e agli intelligenti, e le hai rivelate ai piccoli
  • Matteo 13,44 Ὁμοία ἐστὶν ἡ βασιλεία τῶν οὐρανῶν θησαυρῷ κεκρυμμένῳ (kekrumméno) ἐν τῷ ἀγρῷ, ὃν εὑρὼν ἄνθρωπος ἔκρυψεν (ékrupsen), καὶ ἀπὸ τῆς χαρᾶς αὐτοῦ ὑπάγει καὶ πωλεῖ πάντα ὅσα ἔχει καὶ ἀγοράζει τὸν ἀγρὸν ἐκεῖνον
    Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo, che un uomo, dopo averlo trovato, nasconde; e, per la gioia che ne ha, va e vende tutto quello che ha, e compra quel campo

v. 23 ἔφη αὐτῶ ὁ κύριος αὐτοῦ, εὗ, δοῦλε ἀγαθὲ καὶ πιστέ, ἐπὶ ὀλίγα ἦς πιστός, ἐπὶ πολλῶν σε καταστήσω· εἴσελθε εἰς τὴν χαρὰν (charàn) τοῦ κυρίου σου
Ait illi dominus ejus: Euge serve bone, et fidelis: quia super pauca fuisti fidelis, super multa te constituam; intra in gaudium domini tui
Il suo padrone gli disse: Va bene, servo buono e fedele, sei stato fedele in poca cosa, ti costituirò sopra molte cose; entra nella gioia del tuo Signore

χαρά (charà)

  • Matteo 2,10 ἰδόντες δὲ τὸν ἀστέρα ἐχάρησαν χαρὰν (charàn) μεγάλην σφόδρα
    Quando videro la stella, si rallegrarono di grandissima gioia
  • Matteo 13,44 Ὁμοία ἐστὶν ἡ βασιλεία τῶν οὐρανῶν θησαυρῷ κεκρυμμένῳ ἐν τῷ ἀγρῷ, ὃν εὑρὼν ἄνθρωπος ἔκρυψεν, καὶ ἀπὸ τῆς χαρᾶς (charàs) αὐτοῦ ὑπάγει καὶ πωλεῖ πάντα ὅσα ἔχει καὶ ἀγοράζει τὸν ἀγρὸν ἐκεῖνον
    Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo, che un uomo, dopo averlo trovato, nasconde; e, per la gioia che ne ha, va e vende tutto quello che ha, e compra quel campo
  • Matteo 28,8 καὶ ἀπελθοῦσαι ταχὺ ἀπὸ τοῦ μνημείου μετὰ φόβου καὶ χαρᾶς (charàs) μεγάλης ἔδραμον ἀπαγγεῖλαι τοῖς μαθηταῖς αὐτοῦ
    E quelle se ne andarono in fretta dal sepolcro con spavento e grande gioia e corsero ad annunciarlo ai suoi discepoli

Forse la chiave di lettura si trova partendo dal fondo: il vero guadagno è entrare nella gioia del Signore, staccare il biglietto per l’ingresso nel suo regno che inizia dove compare la gioia piena.
Non è importante quanto viene dato, perché ad ognuno viene consegnata “una buona misura, pigiata, scossa e traboccante vi sarà versata nel grembo” (Lc 6,38).
E’ fondamentale alzarsi, mettersi in cammino, non abbassare gli occhi a terra per scavare buche.
Indispensabile leggere il racconto insieme a quello del seminatore: la Parola è consegnata a tutti, non conta la resa ma germogliare e fruttificare.
Non si viene giudicati sul risultato, ma la fedeltà stessa ci giudicherà

Media nocte clamor factus est

Ranch and moon – Jorge Damiani

Domenica 8 novembre 2020

Matteo 25, 1 -13
1 Il regno dei cieli è simile a dieci vergini che, prese le loro lampade, uscirono incontro allo sposo. 2 Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; 3 le stolte presero le lampade, ma non presero con sé olio; 4 le sagge invece, insieme alle lampade, presero anche dell’olio in piccoli vasi. 5 Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e dormirono. 6 A mezzanotte si levò un grido: Ecco lo sposo, andategli incontro! 7 Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. 8 E le stolte dissero alle sagge: Dateci del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono. 9 Ma le sagge risposero: No, che non abbia a mancare per noi e per voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene. 10 Ora, mentre quelle andavano per comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. 11 Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: Signore, signore, aprici! 12 Ma egli rispose: In verità vi dico: non vi conosco. 13 Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora

Il regno dei cieli è un movimento, una danza nuziale, un girotondo, un’attesa.
Tre verbi in sequenza che piacerebbero molto a papa Francesco: uscire, alzarsi, aprire

v. 6 μέσης δὲ νυκτὸς κραυγὴ γέγονεν, ἰδοὺ ὁ νυμφίος, ἐξέρχεσθε (exérchesthe) εἰς ἀπάντησιν αὐτοῦ
Media autem nocte clamor factus est: Ecce sponsus venit, exite obviam ei
Verso mezzanotte si levò un grido: Ecco lo sposo, uscitegli incontro!

ἐξέρχομαι (exérchomai) uscire, andare a vedere; in realtà le spose erano già uscite al v. 1 (uscirono incontro allo sposo), ma poi si addormentano. Uscire allora è anche svegliarsi, venir fuori dal sonno, scrollarsi il torpore di dosso:

  • Matteo 11,7 Τούτων δὲ πορευομένων ἤρξατο ὁ Ἰησοῦς λέγειν τοῖς ὄχλοις περὶ Ἰωάννου· Τί ἐξήλθατε (exélthate) εἰς τὴν ἔρημον θεάσασθαι; κάλαμον ὑπὸ ἀνέμου σαλευόμενον; ἀλλὰ τί ἐξήλθατε (exélthate) ἰδεῖν; ἄνθρωπον ἐν μαλακοῖς ἠμφιεσμένον; ἰδοὺ οἱ τὰ μαλακὰ φοροῦντες ἐν τοῖς οἴκοις τῶν βασιλέων εἰσίν. ἀλλὰ τί ἐξήλθατε (exélthate); προφήτην ἰδεῖν; ναί, λέγω ὑμῖν, καὶ περισσότερον προφήτου
    Mentre essi se ne andavano, Gesù cominciò a parlare di Giovanni alla folla: «Che cosa siete usciti a vedere nel deserto? Una canna agitata dal vento? Ma che cosa siete usciti a vedere? Un uomo avvolto in morbide vesti? Quelli che portano delle vesti morbide stanno nei palazzi dei re. Ma perché siete usciti? Per vedere un profeta? Sì, vi dico, e più che profeta
  • Matteo 13,3 καὶ ἐλάλησεν αὐτοῖς πολλὰ ἐν παραβολαῖς λέγων· Ἰδοὺ ἐξῆλθεν (exélthen) ὁ σπείρων τοῦ σπείρειν
    Egli insegnò loro molte cose in parabole, dicendo: Il seminatore uscì a seminare. 
  • Matteo 20,1 Ὁμοία γάρ ἐστιν ἡ βασιλεία τῶν οὐρανῶν ἀνθρώπῳ οἰκοδεσπότῃ ὅστις ἐξῆλθεν (exélthen) ἅμα πρωῒ μισθώσασθαι ἐργάτας εἰς τὸν ἀμπελῶνα αὐτοῦ
    Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa, il quale uscì di mattino presto per assumere dei lavoratori per la sua vigna

v. 7 τότε ἠγέρθησαν (eghérthesan) πᾶσαι αἱ παρθένοι ἐκεῖναι καὶ ἐκόσμησαν τὰς λαμπάδας ἑαυτῶν
Tunc surrexerunt omnes virgines illæ, et ornaverunt lampades suas
Allora tutte quelle vergini si alzarono e prepararono le loro lampade

ἐγείρω (eghéiro) sollevarsi, alzarsi, uno dei verbi della risurrezione:

  • Matteo 9,5 τί γάρ ἐστιν εὐκοπώτερον, εἰπεῖν· Ἀφίενταί σου αἱ ἁμαρτίαι, ἢ εἰπεῖν· Ἔγειρε (égheire) καὶ περιπάτει;
    Infatti, che cos’è più facile, dire: I tuoi peccati ti sono perdonati o dire: Alzati e cammina?
  • Matteo 17,6 καὶ ἀκούσαντες οἱ μαθηταὶ ἔπεσαν ἐπὶ πρόσωπον αὐτῶν καὶ ἐφοβήθησαν σφόδρα. καὶ προσῆλθεν ὁ Ἰησοῦς καὶ ἁψάμενος αὐτῶν εἶπεν· Ἐγέρθητε (eghérthete) καὶ μὴ φοβεῖσθε
    I discepoli, udito ciò, caddero con la faccia a terra e furono presi da gran timore. Ma Gesù, avvicinatosi, li toccò e disse: Alzatevi, non temete
  • Matteo 28,6 οὐκ ἔστιν ὧδε, ἠγέρθη (eghérthe) γὰρ καθὼς εἶπεν· δεῦτε ἴδετε τὸν τόπον ὅπου ἔκειτο· καὶ ταχὺ πορευθεῖσαι εἴπατε τοῖς μαθηταῖς αὐτοῦ ὅτι Ἠγέρθη (eghérthe) ἀπὸ τῶν νεκρῶν, καὶ ἰδοὺ προάγει ὑμᾶς εἰς τὴν Γαλιλαίαν, ἐκεῖ αὐτὸν ὄψεσθε· ἰδοὺ εἶπον ὑμῖν
    Egli non è qui, perché è risuscitato come aveva detto; venite a vedere il luogo dove giaceva. E andate presto a dire ai suoi discepoli: Egli è risuscitato dai morti, ed ecco, vi precede in Galilea; là lo vedrete. Ecco, ve l’ho detto

v. 11 ὕστερον δὲ ἔρχονται καὶ αἱ λοιπαὶ παρθένοι λέγουσαι, κύριε κύριε, ἄνοιξον (ànoixon) ἡμῖν
Novissime vero veniunt et reliquæ virgines, dicentes: Domine, domine, aperi nobis
Più tardi vennero anche le altre vergini, dicendo: Signore, Signore, aprici!

ἀνοίγω (anòigo) aprire, le porte, gli occhi, le tombe:

  • Matteo 7,7 Αἰτεῖτε, καὶ δοθήσεται ὑμῖν· ζητεῖτε, καὶ εὑρήσετε· κρούετε, καὶ ἀνοιγήσεται (anoighésetai) ὑμῖν
    Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto
  • Matteo 20,32 καὶ στὰς ὁ Ἰησοῦς ἐφώνησεν αὐτοὺς καὶ εἶπεν· Τί θέλετε ποιήσω ὑμῖν; λέγουσιν αὐτῷ· Κύριε, ἵνα ἀνοιγῶσιν (anoigòsin) οἱ ὀφθαλμοὶ ἡμῶν
    Gesù, fermatosi, li chiamò e disse: Che volete che io vi faccia? Ed essi: Signore, che i nostri occhi si aprano
  • Matteo 27,52 καὶ τὰ μνημεῖα ἀνεῴχθησαν (aneòkthesan) καὶ πολλὰ σώματα τῶν κεκοιμημένων ἁγίων ἠγέρθησαν (eghérthesan)
    Le tombe si aprirono e molti corpi dei santi, che dormivano, risuscitarono

Tutte le vergini hanno una lampada, non tutte hanno olio.
Tutte le vergini hanno sonno, si addormentano, tutte si svegliano improvvisamente: chi ha luce va verso lo sposo, chi non ha luce va a cercare olio.
Alla fine tutte le vergini hanno l’olio, ma alcune non hanno più tempo.
In questo tempo buio è necessario capire cosa alimenta le nostre lampade

Ipsorum est regnum cælorum

Pescatori dello Spirito Santo – Ubaldo Oppi

Domenica 1 novembre 2020 – Tutti i Santi

Matteo 5, 1-12
1 Vedendo le folle, Gesù salì sulla montagna e, messosi a sedere, gli si avvicinarono i suoi discepoli. 2 Prendendo allora la parola, li ammaestrava dicendo:
3 «Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.
4 Beati gli afflitti, perché saranno consolati.
5 Beati i miti, perché erediteranno la terra.
6 Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.
7 Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.
8 Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.
9 Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.
10 Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.
11 Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. 12 Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli

μακάριοι (makàrioi) da μάκαρ (màkar) beato, felice, benedetto; al plurale i μάκαρες (màkares) erano i definitivamente beati, i defunti, per cui i maccheroni erano il piatto che si consumava nei banchetti funebri

  • μακάριοι οἱ πτωχοὶ τῶ πνεύματι, ὅτι αὐτῶν ἐστιν ἡ βασιλεία τῶν οὐρανῶν
    Beati pauperes spiritu, quoniam ipsorum est regnum caelorum
    Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli

    πτωχός (ptochòs) è il pitocco, il povero, colui che manca di qualcosa, che ha bisogno: beati noi quando ci scopriamo insoddisfatti, incompleti, bisognosi
  • μακάριοι οἱ πενθοῦντες, ὅτι αὐτοὶ παρακληθήσονται
    Beati qui lugent, quoniam ipsi consolabuntur
    Beati gli afflitti, perché saranno consolati

    πένθος (pénthos) è il pianto, da cui pentimento: beati noi quando i nostri cuori sclerotizzati e assuefatti riescono ancora a produrre lacrime
  • μακάριοι οἱ πραεῖς, ὅτι αὐτοὶ κληρονομήσουσι τὴν γῆν
    Beati mites, quoniam ipsi possidebunt terram
    Beati i miti, perché erediteranno la terra

    πραΰς (pràus) mite, tollerante: in latino mitis è tenero, morbido, anche fertile (riferito alla terra): beati noi quando, lasciandoci modellare, sappiamo accogliere gli altri come semi di vita nuova
  • μακάριοι οἱ πεινῶντες καὶ διψῶντες τὴν δικαιοσύνην, ὅτι αὐτοὶ χορτασθήσονται
    Beati qui esuriunt et sitiunt justitiam, quoniam ipsi saturabuntur
    Beati quelli che hanno fame e sete di giustizia, perché saranno saziati

    πεινῶντες (peinòntes) sono quelli che hanno fame, nel senso di bisogno (πένης pénes, da cui penuria); e διψῶντες (dipsòntes) sono quelli che hanno sete (δίψος dìpsos, da cui dipsomania il bisogno di bere): beati noi quando il nostro bisogno di giustizia ci provoca arsura, sgomento, senso di vuoto
  • μακάριοι οἱ ἐλεήμονες, ὅτι αὐτοὶ ἐλεηθήσονται
    Beati misericordes, quia ipsi misericordiam consequentur
    Beati i misericordiosi, perché otterranno misericordia

    ἐλεήμων (eleémon) misericordioso, un termine che compare una sola volta nei Vangeli e che invece nell’Antico Testamento è sempre riferito a Dio, soprattutto nei Salmi:
    Salmo 86,15 καὶ σύ κύριε ὁ θεός οἰκτίρμων καὶ ἐλεήμων (eleémon) μακρόθυμος καὶ πολυέλεος καὶ ἀληθινός
    Ma tu, Signore, sei un Dio pietoso e misericordioso, lento all’ira e grande in bontà e in verità

    Beati noi quando riusciamo a guardare i bisogni dell’altro e veniamo travolti dalla misericordia di Dio
  • μακάριοι οἱ καθαροὶ τῇ καρδίᾳ, ὅτι αὐτοὶ τὸν θεὸν ὄψονται
    Beati mundo corde, quoniam ipsi Deum videbunt
    Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio

    καθαρός (katharòs) puro, purificato dal fuoco; beati noi quando le ustioni del cuore riescono far cadere dagli occhi le squame dell’egocentrismo
  • μακάριοι οἱ εἰρηνοποιοί, ὅτι αὐτοὶ υἱοὶ θεοῦ κληθήσονται
    Beati pacifici, quoniam filii Dei vocabuntur
    Beati i costruttori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio

    εἰρηνοποιός (eirevopoiòs) una delle parole più belle del vangelo: εἰρήνη (eiréne) + ποιέω (poiéo) costruire la pace; il verbo poiéo è proprio quello usato da Genesi 1, il verbo della creazione, perché la pace si crea dove prima non c’era, e perché non c’è pace senza impegno, senza la costruzione di relazioni, senza la creazione di rapporti
  • μακάριοι οἱ δεδιωγμένοι ἕνεκεν δικαιοσύνης, ὅτι αὐτῶν ἐστιν ἡ βασιλεία τῶν οὐρανῶν
    Beati qui persecutionem patiuntur propter justitiam, quoniam ipsorum est regnum caelorum
    Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli

    δικαιοσύνη (dikaiosyne) la giustizia, non la dea δίκη (dìke), ma proprio la giustizia terrena, la scelta più giusta, il regno dei cieli che comincia sulla terra
  • μακάριοί ἐστε ὅταν ὀνειδίσωσιν ὑμᾶς καὶ διώξωσιν καὶ εἴπωσιν πᾶν πονηρὸν καθ’ ὑμῶν ψευδόμενοι ἕνεκεν ἐμοῦ
    Beati estis cum maledixerint vobis et persecuti vos fuerint et dixerint omne malum adversum vos, mentientes, propter me
    Beati siete voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia

    μακάριοί ἐστε (makàrioi éste) beati siete voi: presente indicativo, non futuro; beati siamo noi che ascoltiamo queste parole, perché le beatitudini non sono punti di arrivo ma trampolini di lancio

Sicut teipsum

Calendario perpetuo – Enzo Mari

Domenica 25 ottobre 2020

Matteo 22, 34-40
34 Allora i farisei, udito che egli aveva chiuso la bocca ai sadducei, si riunirono insieme 35 e uno di loro, un dottore della legge, lo interrogò per metterlo alla prova: 36 «Maestro, qual è il grande comandamento della legge?». 37 Gli rispose: «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. 38 Questo è il grande e il primo dei comandamenti. 39 E il secondo è simile al primo: Amerai il prossimo tuo come te stesso40 Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti»

Non ci sono comandamenti più o meno grandi: ci sono due comandamenti, il primo è grande (μεγάλη megàle) il secondo è simile (ὁμοία omòia) al primo

v. 34 Οἱ δὲ Φαρισαῖοι ἀκούσαντες ὅτι ἐφίμωσεν (ephìmosen) τοὺς Σαδδουκαίους συνήχθησαν ἐπὶ τὸ αὐτό
Pharisæi autem audientes quod silentium imposuisset sadducæis, convenerunt in unum
Allora i farisei, udito che egli aveva chiuso la bocca ai sadducei, si riunirono insieme

φιμόω (phimòo) da fimos (museruola), mettere la museruola, tappare la bocca, ridurre la silenzio. Davanti a Gesù spesso le bocche rimangono chiuse…

  • Matteo 22,12 καὶ λέγει αὐτῷ· Ἑταῖρε, πῶς εἰσῆλθες ὧδε μὴ ἔχων ἔνδυμα γάμου; ὁ δὲ ἐφιμώθη (ephimòthe)
    E gli disse: Amico, come sei entrato qui senza avere un abito di nozze? E costui ammutolì
  • Marco 4,39 καὶ διεγερθεὶς ἐπετίμησεν τῷ ἀνέμῳ καὶ εἶπεν τῇ θαλάσσῃ· Σιώπα, πεφίμωσο (pephìmoso). καὶ ἐκόπασεν ὁ ἄνεμος, καὶ ἐγένετο γαλήνη μεγάλη
    Egli, svegliatosi, sgridò il vento e disse al mare: Taci, chiudi la bocca. Il vento cessò e si fece gran bonaccia
  • Luca 4,35 καὶ ἐπετίμησεν αὐτῷ ὁ Ἰησοῦς λέγων· Φιμώθητι (phimòtheti) καὶ ἔξελθε ἀπ’ αὐτοῦ. καὶ ῥίψαν αὐτὸν τὸ δαιμόνιον εἰς τὸ μέσον ἐξῆλθεν ἀπ’ αὐτοῦ μηδὲν βλάψαν αὐτόν
    Gesù lo sgridò, dicendo: Taci, ed esci da quest’uomo! E il demonio, gettatolo a terra in mezzo alla gente, uscì da lui senza fargli alcun male

v. 37 ὁ δὲ ἔφη αὐτῷ· Ἀγαπήσεις κύριον τὸν θεόν σου ἐν ὅλῃ τῇ καρδίᾳ (kardìa) σου καὶ ἐν ὅλῃ τῇ ψυχῇ (psyché) σου καὶ ἐν ὅλῃ τῇ διανοίᾳ (dianòia) σου
Ait illi Jesus: Diliges Dominum Deum tuum ex toto corde tuo, et in tota anima tua, et in tota mente tua
Gli rispose: Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente

διάνοια (diànoia) la mente e quindi i pensieri, i sentimenti, i desideri.
Pensare è oltrepassare (Ernest Bloch)

  • Luca 1,51 Ἐποίησεν κράτος ἐν βραχίονι αὐτοῦ, διεσκόρπισεν ὑπερηφάνους διανοίᾳ (dianòia) καρδίας αὐτῶν
    Egli ha operato potentemente con il suo braccio; ha disperso quelli che erano superbi nei pensieri del loro cuore
  • Ebrei 8,10 διδοὺς νόμους μου εἰς τὴν διάνοιαν (diànoian) αὐτῶν, καὶ ἐπὶ καρδίας αὐτῶν ἐπιγράψω αὐτούς, καὶ ἔσομαι αὐτοῖς εἰς θεόν καὶ αὐτοὶ ἔσονταί μοι εἰς λαόν
    Metterò le mie leggi nelle loro menti, le scriverò sui loro cuori; e sarò il loro Dio, ed essi saranno il mio popolo
  • 1 Giovanni 5,20 οἴδαμεν δὲ ὅτι ὁ υἱὸς τοῦ θεοῦ ἥκει, καὶ δέδωκεν ἡμῖν διάνοιαν (diànoian) ἵνα γινώσκωμεν τὸν ἀληθινόν· καὶ ἐσμὲν ἐν τῷ ἀληθινῷ, ἐν τῷ υἱῷ αὐτοῦ Ἰησοῦ Χριστῷ. οὗτός ἐστιν ὁ ἀληθινὸς θεὸς καὶ ζωὴ αἰώνιος
    Sappiamo pure che il Figlio di Dio è venuto e ci ha dato intelligenza per conoscere colui che è il Vero; e noi siamo in colui che è il Vero, cioè, nel suo Figlio Gesù Cristo. Egli è il vero Dio e la vita eterna

v. 39 Δευτέρα δὲ ὁμοία αὐτῇ· Ἀγαπήσεις τὸν πλησίον (plesìon) σου ὡς σεαυτόν
Secundum autem simile est huic: Diliges proximum tuum, sicut teipsum
E il secondo è simile al primo: Amerai il prossimo tuo come te stesso

πλησίον (plesìon) da pélas (vicino), il prossimo, colui che è vicino:

  • Matteo 5,43 Ἠκούσατε ὅτι ἐρρέθη· Ἀγαπήσεις τὸν πλησίον (plesìon) σου καὶ μισήσεις τὸν ἐχθρόν σου
    Voi avete udito che fu detto: Ama il tuo prossimo e odia il tuo nemico
  • Luca 10,29 Ὁ δὲ θέλων δικαιῶσαι ἑαυτὸν εἶπεν πρὸς τὸν Ἰησοῦν· Καὶ τίς ἐστίν μου πλησίον (plesìon);
    Ma egli, volendo giustificarsi, disse a Gesù: E chi è il mio prossimo?
  • Romani 13,10 ἡ ἀγάπη τῷ πλησίον (plesìon) κακὸν οὐκ ἐργάζεται· πλήρωμα οὖν νόμου ἡ ἀγάπη
    L’amore non fa nessun male al prossimo; l’amore quindi è l’adempimento della legge

Il primo comandamento ha senso solo perché ne esiste un secondo; e il secondo è fondato sul primo.
Una danza di comandamenti che si intrecciano, un’amalgama di cuore, anima e mente.
Sarà salvato chi salva gli altri

Quid me tentatis, hypocritæ?

Domenica 18 ottobre 2020

Matteo 22,15-21
15 Allora i farisei, ritiratisi, tennero consiglio per vedere di coglierlo in fallo nei suoi discorsi. 16 Mandarono dunque a lui i propri discepoli, con gli erodiani, a dirgli: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità e non hai soggezione di nessuno perché non guardi in faccia ad alcuno. 17 Dicci dunque il tuo parere: È lecito o no pagare il tributo a Cesare?». 18 Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «Ipocriti, perché mi tentate? 19 Mostratemi la moneta del tributo». Ed essi gli presentarono un denaro. 20 Egli domandò loro: «Di chi è questa immagine e l’iscrizione?». 21 Gli risposero: «Di Cesare». Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio»

Gesù non bada all’apparenza, alla faccia (πρόσωπον pròsopon) delle persone.
Se l’immagine (εἰκών eikòn) sulla moneta attribuisce un diritto, figuriamoci che importanza potrebbe avere il riconoscere Dio nel volto dei fratelli…!
Gesù chiede di non essere attori (ὑποκριτής ypokrités), di non mettere la maschera, di metterci la faccia

v. 16 καὶ ἀποστέλλουσιν αὐτῷ τοὺς μαθητὰς αὐτῶν μετὰ τῶν Ἡρῳδιανῶν λέγοντες· Διδάσκαλε, οἴδαμεν ὅτι ἀληθὴς εἶ καὶ τὴν ὁδὸν τοῦ θεοῦ ἐν ἀληθείᾳ διδάσκεις, καὶ οὐ μέλει σοι περὶ οὐδενός, οὐ γὰρ βλέπεις εἰς πρόσωπον (pròsopon) ἀνθρώπων
Et mittunt ei discipulos suos cum Herodianis, dicentes: Magister, scimus quia verax es, et viam Dei in veritate doces, et non est tibi cura de aliquo: non enim respicis personam hominum
E gli mandarono i loro discepoli con gli erodiani a dirgli: Maestro, noi sappiamo che sei sincero e insegni la via di Dio secondo verità, e non hai riguardi per nessuno, perché non guardi all’apparenza degli uomini

πρόσωπον (pròsopon) la faccia, il volto, ma anche l’apparenza, la prima cosa che si vede in una persona:

  • Matteo 16,6 Ὅταν δὲ νηστεύητε, μὴ γίνεσθε ὡς οἱ ὑποκριταὶ σκυθρωποί, ἀφανίζουσιν γὰρ τὰ πρόσωπα (pròsopa) αὐτῶν ὅπως φανῶσιν τοῖς ἀνθρώποις νηστεύοντες· ἀμὴν λέγω ὑμῖν, ἀπέχουσιν τὸν μισθὸν αὐτῶν
    Quando digiunate, non abbiate un aspetto malinconico come gli ipocriti; poiché essi si sfigurano la faccia per far vedere agli uomini che digiunano. Io vi dico in verità: questo è il premio che ne hanno
  • Matteo 17,2 καὶ μετεμορφώθη ἔμπροσθεν αὐτῶν, καὶ ἔλαμψεν τὸ πρόσωπον (pròsopon) αὐτοῦ ὡς ὁ ἥλιος, τὰ δὲ ἱμάτια αὐτοῦ ἐγένετο λευκὰ ὡς τὸ φῶς
    E fu trasfigurato davanti a loro; il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce
  • Matteo 17,6 καὶ ἀκούσαντες οἱ μαθηταὶ ἔπεσαν ἐπὶ πρόσωπον (pròsopon) αὐτῶν καὶ ἐφοβήθησαν σφόδρα
    I discepoli, udito ciò, caddero con la faccia a terra e furono presi da gran timore

v. 18 γνοὺς δὲ ὁ Ἰησοῦς τὴν πονηρίαν αὐτῶν εἶπεν· Τί με πειράζετε, ὑποκριταί (ypokritài);
Cognita autem Jesus nequitia eorum, ait: Quid me tentatis, hypocritæ?
Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, disse: Perché mi tentate, ipocriti?

ὑποκριτής (ypokrités) l’ipocrita era l’attore, colui che interpretava una parte sul palco, che indossava una maschera; in senso negativo un dissimulatore, uno che finge, che recita nella vita per apparire diverso. Una parola che Matteo usa per ben tredici volte, sempre in tono sprezzante:

  • Matteo 7,5 ὑποκριτά (ypokrità), ἔκβαλε πρῶτον ἐκ τοῦ ὀφθαλμοῦ σοῦ τὴν δοκόν, καὶ τότε διαβλέψεις ἐκβαλεῖν τὸ κάρφος ἐκ τοῦ ὀφθαλμοῦ τοῦ ἀδελφοῦ σου
    Ipocrita, togli prima dal tuo occhio la trave, e allora ci vedrai bene per trarre la pagliuzza dall’occhio di tuo fratello
  • Matteo 23,23 Οὐαὶ ὑμῖν, γραμματεῖς καὶ Φαρισαῖοι ὑποκριταί (ypokritài), ὅτι ἀποδεκατοῦτε τὸ ἡδύοσμον καὶ τὸ ἄνηθον καὶ τὸ κύμινον, καὶ ἀφήκατε τὰ βαρύτερα τοῦ νόμου, τὴν κρίσιν καὶ τὸ ἔλεος καὶ τὴν πίστιν· ταῦτα ἔδει ποιῆσαι κἀκεῖνα μὴ ἀφιέναι
    Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, perché pagate la decima della menta, dell’aneto e del comino, e trascurate le cose più importanti della legge: il giudizio, la misericordia, e la fede. Queste sono le cose che bisognava fare, senza tralasciare le altre
  • Matteo 24,50 ἥξει ὁ κύριος τοῦ δούλου ἐκείνου ἐν ἡμέρᾳ ᾗ οὐ προσδοκᾷ καὶ ἐν ὥρᾳ ᾗ οὐ γινώσκει, καὶ διχοτομήσει αὐτὸν καὶ τὸ μέρος αὐτοῦ μετὰ τῶν ὑποκριτῶν (ypokritòn) θήσει
    Il padrone di quel servo verrà nel giorno che non se l’aspetta, nell’ora che non sa, e lo farà punire a colpi di flagello e gli assegnerà la sorte degli ipocriti

vv.20/21 καὶ λέγει αὐτοῖς, τίνος ἡ εἰκὼν αὕτη καὶ ἡ ἐπιγραφή; λέγουσιν αὐτῶ, καίσαρος. τότε λέγει αὐτοῖς, ἀπόδοτε (apòdote) οὗν τὰ καίσαρος καίσαρι καὶ τὰ τοῦ θεοῦ τῶ θεῶ
Et ait illis Jesus: Cujus est imago hæc, et superscriptio? Dicunt ei: Cæsaris. Tunc ait illis: Reddite ergo quæ sunt Cæsaris, Cæsari: et quæ sunt Dei, Deo
Ed egli domandò loro: «Di chi è questa effigie e questa iscrizione?» Gli risposero: «Di Cesare». E Gesù disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare, e a Dio quello che è di Dio»

ἀποδίδωμι (apodìdomi) restituire, saldare un debito; verbo che Matteo conosce bene e che spesso utilizza in relazione a soldi o beni materiali:

  • Matteo 6,6 σὺ δὲ ὅταν προσεύχῃ, εἴσελθε εἰς τὸ ταμεῖόν σου καὶ κλείσας τὴν θύραν σου πρόσευξαι τῷ πατρί σου τῷ ἐν τῷ κρυπτῷ· καὶ ὁ πατήρ σου ὁ βλέπων ἐν τῷ κρυπτῷ ἀποδώσει (apodòsei) σοι
    Tu invece, quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà
  • Matteo 18,26 πεσὼν οὖν ὁ δοῦλος προσεκύνει αὐτῷ λέγων· Μακροθύμησον ἐπ’ ἐμοί, καὶ πάντα ἀποδώσω (apodòso) σοι
    Allora quel servo, gettatosi a terra, lo supplicava: Signore, abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa
  • Matteo 20,8 ὀψίας δὲ γενομένης λέγει ὁ κύριος τοῦ ἀμπελῶνος τῷ ἐπιτρόπῳ αὐτοῦ· Κάλεσον τοὺς ἐργάτας καὶ ἀπόδος (apòdos) αὐτοῖς τὸν μισθὸν ἀρξάμενος ἀπὸ τῶν ἐσχάτων ἕως τῶν πρώτων
    Fattosi sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: Chiama i lavoratori e da’ loro la paga, cominciando dagli ultimi fino ai primi

Restituire il dovuto, saldare il debito, per non perdere la faccia:

Ti benedica il Signore e ti protegga
Il Signore faccia brillare il suo volto su di te e ti sia propizio

Il Signore rivolga su di te il suo volto e ti conceda pace
(Numeri 6,24)

Qui recipit vos, me recipit

Natura morta – Giorgio Morandi

Domenica 28 giugno 2020

Matteo 10, 37-42
37 Chi ama il padre o la madre più di me non è degno di me; chi ama il figlio o la figlia più di me non è degno di me; 38 chi non prende la sua croce e non mi segue, non è degno di me. 39 Chi avrà trovato la sua vita, la perderà: e chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà.
40 Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato. 41 Chi accoglie un profeta come profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto come giusto, avrà la ricompensa del giusto. 42 E chi avrà dato anche solo un bicchiere di acqua fresca a uno di questi piccoli, perché è mio discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa»

Il brano è un intreccio di verbi: accogliere, ricevere, prendere, perdere, dare,amare.
La danza incalza, ci si può gettare nella mischia o stare a guardare

v. 37 ὁ φιλῶν πατέρα ἢ μητέρα ὑπὲρ ἐμὲ οὐκ ἔστιν μου ἄξιος (àxios)· καὶ ὁ φιλῶν υἱὸν ἢ θυγατέρα ὑπὲρ ἐμὲ οὐκ ἔστιν μου ἄξιος (àxios)
Qui amat patrem aut matrem plus quam me, non est me dignus: et qui amat filium aut filiam super me, non est me dignus
Chi ama padre o madre più di me, non è degno di me; e chi ama figlio o figlia più di me, non è degno di me

v. 38 καὶ ὃς οὐ λαμβάνει τὸν σταυρὸν αὐτοῦ καὶ ἀκολουθεῖ ὀπίσω μου, οὐκ ἔστιν μου ἄξιος (àxios)
Et qui non accipit crucem suam, et sequitur me, non est me dignus
Chi non prende la sua croce e non mi segue, non è degno di me

ἄξιος (àxios) degno, che merita, che ha il giusto valore:

  • Matteo 10, 9-10 μὴ κτήσησθε χρυσὸν μηδὲ ἄργυρον μηδὲ χαλκὸν εἰς τὰς ζώνας ὑμῶν, μὴ πήραν εἰς ὁδὸν μηδὲ δύο χιτῶνας μηδὲ ὑποδήματα μηδὲ ῥάβδον· ἄξιος (àxios) γὰρ ὁ ἐργάτης τῆς τροφῆς αὐτοῦ
    Non provvedetevi d’oro, né d’argento, né di rame nelle vostre cinture, né di sacca da viaggio, né di due tuniche, né di calzari, né di bastone, perché l’operaio è degno del suo nutrimento
  • Matteo 10,11 εἰς ἣν δ’ ἂν πόλιν ἢ κώμην εἰσέλθητε, ἐξετάσατε τίς ἐν αὐτῇ ἄξιός (axiòs) ἐστιν· κἀκεῖ μείνατε ἕως ἂν ἐξέλθητε
    In qualunque città o villaggio sarete entrati, informatevi se vi sia là qualcuno degno di ospitarvi, e abitate da lui finché partirete
  • Matteo 10, 13 καὶ ἐὰν μὲν ᾖ ἡ οἰκία ἀξία (axìa), ἐλθάτω ἡ εἰρήνη ὑμῶν ἐπ’ αὐτήν· ἐὰν δὲ μὴ ᾖ ἀξία (axìa), ἡ εἰρήνη ὑμῶν πρὸς ὑμᾶς ἐπιστραφήτω
    Se quella casa ne è degna, venga la vostra pace su di essa; se invece non ne è degna, la vostra pace torni a voi

v. 40 ὁ δεχόμενος (dechòmenos) ὑμᾶς ἐμὲ δέχεται (déchetai), καὶ ὁ ἐμὲ δεχόμενος (dechòmenos) δέχεται (déchetai) τὸν ἀποστείλαντά με
Qui recipit vos, me recipit: et qui me recipit, recipit eum qui me misit
Chi riceve voi, riceve me; e chi riceve me, riceve colui che mi ha mandato

v. 41 ὁ δεχόμενος (dechòmenos) προφήτην εἰς ὄνομα προφήτου μισθὸν προφήτου λήμψεται, καὶ ὁ δεχόμενος (dechòmenos) δίκαιον εἰς ὄνομα δικαίου μισθὸν (misthòn) δικαίου λήμψεται
Qui recipit prophetam in nomine prophetæ, mercedem prophetæ accipiet: et qui recipit justum in nomine justi, mercedem justi accipiet
Chi riceve un profeta come profeta, riceverà premio di profeta; e chi riceve un giusto come giusto, riceverà premio di giusto

δέχομαι (déchomai) prendere, ricevere con le mani, e quindi accogliere:

  • Matteo 10,14 καὶ ὃς ἂν μὴ δέξηται (déxetai) ὑμᾶς μηδὲ ἀκούσῃ τοὺς λόγους ὑμῶν, ἐξερχόμενοι ἔξω τῆς οἰκίας ἢ τῆς πόλεως ἐκείνης ἐκτινάξατε τὸν κονιορτὸν τῶν ποδῶν ὑμῶν
    Se qualcuno non vi riceve né ascolta le vostre parole, uscendo da quella casa o da quella città, scotete la polvere dai vostri piedi
  • Matteo 11,14 καὶ εἰ θέλετε δέξασθαι (déxasthai), αὐτός ἐστιν Ἠλίας ὁ μέλλων ἔρχεσθαι
    Se lo volete accettare, egli è l’Elia che doveva venire
  • Matteo 18,5 καὶ ὃς ἐὰν δέξηται (déxetai) ἓν παιδίον τοιοῦτο ἐπὶ τῷ ὀνόματί μου, ἐμὲ δέχεται (déchetai)
    E chiunque riceve un bambino come questo nel nome mio, riceve me

v. 42 καὶ ὃς ἂν ποτίσῃ ἕνα τῶν μικρῶν τούτων ποτήριον ψυχροῦ μόνον εἰς ὄνομα μαθητοῦ, ἀμὴν λέγω ὑμῖν, οὐ μὴ ἀπολέσῃ τὸν μισθὸν (misthòn) αὐτοῦ
Et quicumque potum dederit uni ex minimis istis calicem aquæ frigidæ tantum in nomine discipuli: amen dico vobis, non perdet mercedem suam
E chi avrà dato da bere anche un solo bicchiere d’acqua fresca a uno di questi piccoli, perché è un mio discepolo, io vi dico in verità che non perderà affatto il suo premio

μισθός (misthòs) il salario, la paga, ma anche la ricompensa, il premio:

  • Matteo 5,12 χαίρετε καὶ ἀγαλλιᾶσθε, ὅτι ὁ μισθὸς (misthòs) ὑμῶν πολὺς ἐν τοῖς οὐρανοῖς· οὕτως γὰρ ἐδίωξαν τοὺς προφήτας τοὺς πρὸ ὑμῶν
    Rallegratevi e giubilate, perché il vostro premio è grande nei cieli; poiché così hanno perseguitato i profeti che sono stati prima di voi
  • Matteo 5,46 ἐὰν γὰρ ἀγαπήσητε τοὺς ἀγαπῶντας ὑμᾶς, τίνα μισθὸν (misthòn) ἔχετε; οὐχὶ καὶ οἱ τελῶναι τὸ αὐτὸ ποιοῦσιν;
    Se infatti amate quelli che vi amano, che premio ne avete? Non fanno lo stesso anche i pubblicani?
  • Matteo 20,8 ὀψίας δὲ γενομένης λέγει ὁ κύριος τοῦ ἀμπελῶνος τῷ ἐπιτρόπῳ αὐτοῦ· Κάλεσον τοὺς ἐργάτας καὶ ἀπόδος αὐτοῖς τὸν μισθὸν (misthòn) ἀρξάμενος ἀπὸ τῶν ἐσχάτων ἕως τῶν πρώτων
    Fattosi sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: Chiama i lavoratori e da’ loro la paga, cominciando dagli ultimi fino ai primi

E’ la prima volta che Gesù parla della croce: la croce non è dolore, è scelta d’amore, strada da percorrere, obiettivo da scegliere, quotidianamente, ogni istante; non è gesto epocale, pirotecnico, definitivo, ma azione che smuove, mani che si aprono, occhi che non rimangono chiusi, relazioni che nascono: un bicchiere d’acqua fresca, niente di più semplice, niente di più coinvolgente

Prædicate super tecta

Tetti di Roma – Renato Guttuso

Domenica 21 giugno 2020

Matteo 10, 26-33
26 Non li temete dunque, poiché non v’è nulla di nascosto che non debba essere svelato, e di segreto che non debba essere manifestato. 27 Quello che vi dico nelle tenebre ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio predicatelo sui tetti. 28 E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; temete piuttosto colui che ha il potere di far perire e l’anima e il corpo nella Geenna. 29 Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure neanche uno di essi cadrà a terra senza che il Padre vostro lo voglia.
30 Quanto a voi, perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati; 31 non abbiate dunque timore: voi valete più di molti passeri!
32 Chi dunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; 33 chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli

Queste sono le istruzioni che Gesù consegna ai suoi dodici prima di inviarli: non c’è da aver paura, è sufficiente parlare nella luce, predicare sopra i tetti… niente di meno!!!

v. 27 ὃ λέγω ὑμῖν ἐν τῇ σκοτίᾳ, εἴπατε ἐν τῶ φωτί· καὶ ὃ εἰς τὸ οὗς ἀκούετε, κηρύξατε (kerùxate) ἐπὶ τῶν δωμάτων
Quod dico vobis in tenebris, dicite in lumine: et quod in aure auditis, prædicate super tecta
Quello che io vi dico nelle tenebre, ditelo nella luce; e quello che udite all’orecchio, predicatelo sui tetti

κηρύσσω (kerysso) proclamare, portare un annuncio importante (da cui kerygma):

  • Matteo 4,23 Καὶ περιῆγεν ἐν ὅλῃ τῇ Γαλιλαίᾳ, διδάσκων ἐν ταῖς συναγωγαῖς αὐτῶν καὶ κηρύσσων (kerysson) τὸ εὐαγγέλιον τῆς βασιλείας καὶ θεραπεύων πᾶσαν νόσον καὶ πᾶσαν μαλακίαν ἐν τῷ λαῷ
    Gesù andava attorno per tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe e predicando il vangelo del regno, guarendo ogni malattia e ogni infermità tra il popolo
  • Matteo 10,7 πορευόμενοι δὲ κηρύσσετε (keryssete) λέγοντες ὅτι Ἤγγικεν ἡ βασιλεία τῶν οὐρανῶν
    Andando, predicate e dite: Il regno dei cieli è vicino
  • Matteo 24,14 καὶ κηρυχθήσεται (kerykthésetai) τοῦτο τὸ εὐαγγέλιον τῆς βασιλείας ἐν ὅλῃ τῇ οἰκουμένῃ εἰς μαρτύριον πᾶσιν τοῖς ἔθνεσιν, καὶ τότε ἥξει τὸ τέλος
    E questo vangelo del regno sarà predicato in tutto il mondo, affinché ne sia resa testimonianza a tutte le genti; allora verrà la fine

v. 30 ὑμῶν δὲ καὶ αἱ τρίχες τῆς κεφαλῆς πᾶσαι ἠριθμημέναι (erithmeménai) εἰσίν
Vestri autem capilli capitis omnes numerati sunt
Quanto a voi, perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati

ἀριθμέω (arithméo) contare, numerare (da cui aritmetica):

  • Genesi 15,5 ἐξήγαγεν δὲ αὐτὸν ἔξω καὶ εἶπεν αὐτῷ ἀνάβλεψον δὴ εἰς τὸν οὐρανὸν καὶ ἀρίθμησον (arìthmeson) τοὺς ἀστέρας εἰ δυνήσῃ ἐξαριθμῆσαι (exarithmésai) αὐτούς καὶ εἶπεν οὕτως ἔσται τὸ σπέρμα σου
    Poi lo condusse fuori e gli disse: «Guarda il cielo e conta le stelle se le puoi contare». E soggiunse: «Tale sarà la tua discendenza»
  • Salmo 146,4 ὁ ἀριθμῶν (arithmòn) πλήθη ἄστρων καὶ πᾶσιν αὐτοῗς ὀνόματα καλῶν
    Egli conta il numero delle stelle e chiama ciascuna per nome
  • Ecclesiaste 1,15 διεστραμμένον οὐ δυνήσεται τοῦ ἐπικοσμηθῆναι καὶ ὑστέρημα οὐ δυνήσεται τοῦ ἀριθμηθῆναι (arithmethénai)
    Ciò che è storto non si può raddrizzare e quel che manca non si può contare

v. 32 πᾶς οὗν ὅστις ὁμολογήσει (omologhései) ἐν ἐμοὶ ἔμπροσθεν τῶν ἀνθρώπων, ὁμολογήσω (omologhéso) κἀγὼ ἐν αὐτῶ ἔμπροσθεν τοῦ πατρός μου τοῦ ἐν [τοῖς] οὐρανοῖς
Omnis ergo qui confitebitur me coram hominibus, confitebor et ego eum coram Patre meo, qui in cælis est
Chi dunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io riconoscerò lui davanti al Padre mio che è nei cieli

ὁμολογέω (omologhéo) da ὁμο-λόγος dire la stessa cosa, dichiarare apertamente, confessare:

  • Matteo 7,23 καὶ τότε ὁμολογήσω (omologhéso) αὐτοῖς ὅτι Οὐδέποτε ἔγνων ὑμᾶς· ἀποχωρεῖτε ἀπ’ ἐμοῦ οἱ ἐργαζόμενοι τὴν ἀνομίαν
    Allora dichiarerò loro: Io non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, malfattori
  • Giovanni 12,42 ὅμως μέντοι καὶ ἐκ τῶν ἀρχόντων πολλοὶ ἐπίστευσαν εἰς αὐτόν, ἀλλὰ διὰ τοὺς Φαρισαίους οὐχ ὡμολόγουν (omològun) ἵνα μὴ ἀποσυνάγωγοι γένωνται
    Tuttavia, anche tra i capi, molti credettero in lui, ma non lo riconoscevano apertamente a causa dei farisei, per non essere espulsi dalla sinagoga
  • Atti 24,14 ὁμολογῶ (omologò) δὲ τοῦτό σοι ὅτι κατὰ τὴν ὁδὸν ἣν λέγουσιν αἵρεσιν οὕτως λατρεύω τῷ πατρῴῳ θεῷ, πιστεύων πᾶσι τοῖς κατὰ τὸν νόμον καὶ τοῖς ἐν τοῖς προφήταις γεγραμμένοις
    Ma ti confesso questo, che adoro il Dio dei miei padri, secondo la Via che essi chiamano setta, credendo in tutte le cose che sono scritte nella legge e nei profeti

Ecco però la ricetta finale: è necessario/sufficiente riconoscerlo, confessarci suoi discepoli, omologarci ai suoi discepoli.
Il compito continua ad essere arduo, ma il primo passo sembra più abbordabile…!

Ego sum panis vivus

Mario Cesare

Domenica 14 giugno 2020 – Corpus Domini

Giovanni 6, 51-58
51 Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».
52 Allora i Giudei si misero a discutere tra di loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?». 53 Gesù disse: «In verità, in verità vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita. 54 Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. 55 Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. 56 Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui. 57 Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia di me vivrà per me. 58 Questo è il pane disceso dal cielo, non come quello che mangiarono i padri vostri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno»

Festa del corpo, festa della carne del Signore: quanto è mancato, in questo lockdown, l’appuntamento settimanale con il corpo di Gesù; ma quanto è insufficiente, adesso, per le nostre stanche comunità, se rimane unica incombenza, vecchio precetto…

v. 51 ἐγώ εἰμι ὁ ἄρτος ὁ ζῶν ὁ ἐκ τοῦ οὐρανοῦ καταβάς· ἐάν τις φάγῃ ἐκ τούτου τοῦ ἄρτου ζήσει εἰς τὸν αἰῶνα· καὶ ὁ ἄρτος δὲ ὃν ἐγὼ δώσω ἡ σάρξ (sàrx) μού ἐστιν ὑπὲρ τῆς τοῦ κόσμου ζωῆς
Ego sum panis vivus, qui de cælo descendi. Si quis manducaverit ex hoc pane, vivet in æternum: et panis quem ego dabo, caro mea est pro mundi vita
Io sono il pane vivente, che è disceso dal cielo; se uno mangia di questo pane vivrà in eterno; e il pane che io darò per la vita del mondo è la mia carne

σάρξ (sàrx) carne, la natura umana (in greco il sostantivo è femminile).
Una parola che in Paolo assume una connotazione negativa, contrapposta allo spirito. Nella lettera ai Galati: Del resto sono ben note le opere della carne…
In Giovanni anche la carne viene nobilitata dalla venuta di Gesù:

  • Giovanni 1,14 Καὶ ὁ λόγος σὰρξ (sàrx) ἐγένετο καὶ ἐσκήνωσεν ἐν ἡμῖν, καὶ ἐθεασάμεθα τὴν δόξαν αὐτοῦ, δόξαν ὡς μονογενοῦς παρὰ πατρός, πλήρης χάριτος καὶ ἀληθείας
    E il verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi vedemmo la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre, pieno di grazia e di verità
  • Giovanni 17,2 καθὼς ἔδωκας αὐτῷ ἐξουσίαν πάσης σαρκός (sarkòs), ἵνα πᾶν ὃ δέδωκας αὐτῷ δώσῃ αὐτοῖς ζωὴν αἰώνιον
    Giacché gli hai dato autorità su ogni carne, perché egli dia vita eterna a tutti quelli che tu gli hai dati
  • 1 Giovanni 4,2 ἐν τούτῳ γινώσκετε τὸ πνεῦμα τοῦ θεοῦ· πᾶν πνεῦμα ὃ ὁμολογεῖ Ἰησοῦν Χριστὸν ἐν σαρκὶ (sarkì) ἐληλυθότα ἐκ τοῦ θεοῦ ἐστιν
    Da questo conoscete lo Spirito di Dio: ogni spirito, il quale riconosce pubblicamente che Gesù Cristo è venuto nella carne, è da Dio

v. 53 εἶπεν οὗν αὐτοῖς ὁ ἰησοῦς, ἀμὴν ἀμὴν λέγω ὑμῖν, ἐὰν μὴ φάγητε τὴν σάρκα (sàrka) τοῦ υἱοῦ τοῦ ἀνθρώπου καὶ πίητε αὐτοῦ τὸ αἷμα (àima), οὐκ ἔχετε ζωὴν ἐν ἑαυτοῖς
Dixit ergo eis Jesus: Amen, amen dico vobis: nisi manducaveritis carnem filii hominis, et biberitis ejus sanguinem, non habebitis vitam in vobis
Perciò Gesù disse loro: In verità, in verità vi dico che se non mangiate la carne del figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete vita in voi

αἷμα (àima) sangue (da cui emàtico):

  • 1 Giovanni 1,7 ἐὰν δὲ ἐν τῷ φωτὶ περιπατῶμεν ὡς αὐτός ἐστιν ἐν τῷ φωτί, κοινωνίαν ἔχομεν μετ’ ἀλλήλων καὶ τὸ αἷμα (àima) Ἰησοῦ τοῦ υἱοῦ αὐτοῦ καθαρίζει ἡμᾶς ἀπὸ πάσης ἁμαρτίας
    Ma se camminiamo nella luce, come egli è nella luce, abbiamo comunione l’uno con l’altro, e il sangue di Gesù, suo Figlio, ci purifica da ogni peccato
  • 1 Giovanni 5,6 Οὗτός ἐστιν ὁ ἐλθὼν δι’ ὕδατος καὶ αἵματος (àimatos), Ἰησοῦς Χριστός· οὐκ ἐν τῷ ὕδατι μόνον ἀλλ’ ἐν τῷ ὕδατι καὶ ἐν τῷ αἵματι· καὶ τὸ πνεῦμά ἐστιν τὸ μαρτυροῦν, ὅτι τὸ πνεῦμά ἐστιν ἡ ἀλήθεια
    Egli è colui che è venuto con acqua e sangue, cioè Gesù Cristo; non con acqua soltanto, ma con l’acqua e con il sangue. Ed è lo Spirito che ne rende testimonianza, perché lo Spirito è la verità
  • 1 Giovanni 5,7 ὅτι τρεῖς εἰσιν οἱ μαρτυροῦντες, τὸ πνεῦμα καὶ τὸ ὕδωρ καὶ τὸ αἷμα (àima), καὶ οἱ τρεῖς εἰς τὸ ἕν εἰσιν
    Poiché tre sono quelli che rendono testimonianza: lo Spirito, l’acqua e il sangue, e i tre sono in uno

v. 56 ὁ τρώγων μου τὴν σάρκα (sàrka) καὶ πίνων μου τὸ αἷμα ἐν ἐμοὶ μένει (ménei) κἀγὼ ἐν αὐτῶ
Qui manducat meam carnem et bibit meum sanguinem, in me manet, et ego in illo
Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me, e io in lui

μένω (méno) rimanere, restare, dimorare, continuare ad essere presenza, relazione; un verbo chiave del vangelo di Giovanni che lo utilizza ben 39 volte:

  • Giovanni 15,4 μείνατε (méinate) ἐν ἐμοί, κἀγὼ ἐν ὑμῖν. καθὼς τὸ κλῆμα οὐ δύναται καρπὸν φέρειν ἀφ’ ἑαυτοῦ ἐὰν μὴ μένῃ (méne) ἐν τῇ ἀμπέλῳ, οὕτως οὐδὲ ὑμεῖς ἐὰν μὴ ἐν ἐμοὶ μένητε (ménete)
    Dimorate in me, e io in voi. Come il tralcio non può da sé dare frutto se non rimane nella vite, così neppure voi, se non dimorate in me
  • Giovanni 15,7 ἐὰν μείνητε (méinete) ἐν ἐμοὶ καὶ τὰ ῥήματά μου ἐν ὑμῖν μείνῃ (méine), ὃ ἐὰν θέλητε αἰτήσασθε καὶ γενήσεται ὑμῖν
    Se dimorate in me e le mie parole dimorano in voi, domandate quello che volete e vi sarà fatto
  • Giovanni 15,10 ἐὰν τὰς ἐντολάς μου τηρήσητε, μενεῖτε (menéite) ἐν τῇ ἀγάπῃ μου, καθὼς ἐγὼ τὰς ἐντολὰς τοῦ πατρός μου τετήρηκα καὶ μένω (méno) αὐτοῦ ἐν τῇ ἀγάπῃ
    Se osservate i miei comandamenti, dimorerete nel mio amore; come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e dimoro nel suo amore

Ma Gesù rimane in noi, deboli tralci aggrappati alla vite, noi che mangiamo il suo corpo, noi che torniamo ogni settimana a dimorare nel suo amore