Qui credit in eum

Dents du Midi – Ferdinand Hodler

Domenica 7 giugno 2020 – Domenica della SS. Trinità

Giovanni 3, 16-18
16
 Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna. 17 Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui. 18 Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio

L’obiettivo è chiaro: non perderne nemmeno uno, non lasciare che qualcuno vada a finire male, perisca

v. 16 οὕτως γὰρ ἠγάπησεν ὁ θεὸς τὸν κόσμον, ὥστε τὸν υἱὸν τὸν μονογενῆ ἔδωκεν, ἵνα πᾶς ὁ πιστεύων εἰς αὐτὸν μὴ ἀπόληται (apòletai) ἀλλ᾽ ἔχῃ ζωὴν αἰώνιον
Sic enim Deus dilexit mundum, ut Filium suum unigenitum daret: ut omnis qui credit in eum, non pereat, sed habeat vitam æternam
Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna

ἀπόλλυμι (apòllumi) perdersi, perire (in latino per-ire, passare attraverso, andare di traverso, andare a male):

  • Giovanni 6,12 ὡς δὲ ἐνεπλήσθησαν λέγει τοῖς μαθηταῖς αὐτοῦ· Συναγάγετε τὰ περισσεύσαντα κλάσματα, ἵνα μή τι ἀπόληται (apòletai)
    Quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: Raccogliete i pezzi avanzati, perché niente si perda
  • Giovanni 12,25 ὁ φιλῶν τὴν ψυχὴν αὐτοῦ ἀπολλύει (apollùei) αὐτήν, καὶ ὁ μισῶν τὴν ψυχὴν αὐτοῦ ἐν τῷ κόσμῳ τούτῳ εἰς ζωὴν αἰώνιον φυλάξει αὐτήν
    Chi ama la sua vita, la perde, e chi odia la sua vita in questo mondo, la conserverà in vita eterna
  • Giovanni 18,9 ἵνα πληρωθῇ ὁ λόγος ὃν εἶπεν ὅτι Οὓς δέδωκάς μοι οὐκ ἀπώλεσα (apòlesa) ἐξ αὐτῶν οὐδένα
    E ciò affinché si adempisse la parola che egli aveva detta: Di quelli che tu mi hai dati, non ne ho perduto nessuno

v. 17 οὐ γὰρ ἀπέστειλεν ὁ θεὸς τὸν υἱὸν εἰς τὸν κόσμον ἵνα κρίνῃ (krìne) τὸν κόσμον, ἀλλ᾽ ἵνα σωθῇ ὁ κόσμος δι᾽ αὐτοῦ
Non enim misit Deus Filium suum in mundum, ut judicet mundum, sed ut salvetur mundus per ipsum
Infatti Dio non ha mandato suo Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui

κρίνω (krìno) giudicare, nel senso di separare, dividere (da cui il crinale che divide due valli); in latino cernere, da cui dis-cernere, sapere distinguere, riconoscere le diverse opzioni:

  • Giovanni 7,24 μὴ κρίνετε (krìnete) κατ’ ὄψιν, ἀλλὰ τὴν δικαίαν κρίσιν κρίνετε (krìnete)
    Non giudicate secondo l’apparenza, ma giudicate secondo giustizia
  • Giovanni 8,15 ὑμεῖς κατὰ τὴν σάρκα κρίνετε (krìnete), ἐγὼ οὐ κρίνω (krìno) οὐδένα
    Voi giudicate secondo la carne; io non giudico nessuno. 
  • Giovanni 12,48 ὁ ἀθετῶν ἐμὲ καὶ μὴ λαμβάνων τὰ ῥήματά μου ἔχει τὸν κρίνοντα (krìnonta) αὐτόν· ὁ λόγος ὃν ἐλάλησα ἐκεῖνος κρινεῖ (krinéi) αὐτὸν ἐν τῇ ἐσχάτῃ ἡμέρᾳ
    Chi mi respinge e non riceve le mie parole, ha chi lo giudica; la parola che ho annunciata è quella che lo giudicherà nell’ultimo giorno

v. 18 ὁ πιστεύων εἰς αὐτὸν οὐ κρίνεται (krìnetai)· ὁ δὲ μὴ πιστεύων ἤδη κέκριται (kékritai), ὅτι μὴ πεπίστευκεν εἰς τὸ ὄνομα (ònoma) τοῦ μονογενοῦς υἱοῦ τοῦ θεοῦ
Qui credit in eum, non judicatur; qui autem non credit, jam judicatus est: quia non credit in nomine unigeniti Filii Dei
Chi crede in lui non è giudicato; chi non crede è già giudicato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio

ὄνομα (ònoma) il nome, prezioso come la firma di un impegno:

  • Giovanni 5,43 ἐγὼ ἐλήλυθα ἐν τῷ ὀνόματι (onòmati) τοῦ πατρός μου καὶ οὐ λαμβάνετέ με· ἐὰν ἄλλος ἔλθῃ ἐν τῷ ὀνόματι (onòmati) τῷ ἰδίῳ, ἐκεῖνον λήμψεσθε
    Io sono venuto nel nome del Padre mio, e voi non mi ricevete; se un altro verrà nel suo proprio nome, quello lo riceverete
  • Giovanni 17,26 καὶ ἐγνώρισα αὐτοῖς τὸ ὄνομά (onomà) σου καὶ γνωρίσω, ἵνα ἡ ἀγάπη ἣν ἠγάπησάς με ἐν αὐτοῖς ᾖ κἀγὼ ἐν αὐτοῖς
    E io ho fatto loro conoscere il tuo nome, e lo farò conoscere, affinché l’amore del quale tu mi hai amato sia in loro, e io in loro
  • Giovanni 20,31 ταῦτα δὲ γέγραπται ἵνα πιστεύητε ὅτι Ἰησοῦς ἐστιν ὁ χριστὸς ὁ υἱὸς τοῦ θεοῦ, καὶ ἵνα πιστεύοντες ζωὴν ἔχητε ἐν τῷ ὀνόματι (onòmati) αὐτοῦ
    Ma questi sono stati scritti, affinché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e, affinché, credendo, abbiate vita nel suo nome

Anche la soluzione è molto chiara: credere in lui, credere nel suo nome.
Non è un interruttore on/off, non è un’autocertificazione, è una scelta di cammino, è un cammino di scelte continue.
Il movimento è non-perire, la relazione è movimento verso gli altri, la Trinità è relazione di un Dio che vuole che nessuno rimanga indietro

Insufflavit

Il pensatore – Auguste Rodin

Domenica 31 maggio 2020 – Pentecoste

Giovanni 20, 19-23
19 La sera di quello stesso giorno, il primo dopo il sabato, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, si fermò in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». 20 Detto questo, mostrò loro le mani e il costato. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. 21 Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi». 22 Dopo aver detto questo, alitò su di loro e disse: «Ricevete lo Spirito Santo; 23 a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi»

Le porte sono chiuse e Gesù entra.
I discepoli sono socialmente distanti (colpiti dal virus della paura) e Gesù si mette in mezzo, colma le distanze.

v. 19 οὔσης οὗν ὀψίας τῇ ἡμέρᾳ ἐκείνῃ τῇ μιᾷ σαββάτων, καὶ τῶν θυρῶν κεκλεισμένων (kekleisménon) ὅπου ἦσαν οἱ μαθηταὶ διὰ τὸν φόβον τῶν ἰουδαίων, ἦλθεν ὁ ἰησοῦς καὶ ἔστη εἰς τὸ μέσον (méson) καὶ λέγει αὐτοῖς, εἰρήνη ὑμῖν
Cum ergo sero esset die illo, una sabbatorum, et fores essent clausæ, ubi erant discipuli congregati propter metum Judæorum: venit Jesus, et stetit in medio, et dixit eis: Pax vobis
La sera di quello stesso giorno, che era il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, Gesù venne e si presentò in mezzo a loro, e disse: Pace a voi! 

κλείω (kléio) chiudere a chiave (clavis); Giovanni usa due volte questa parola e sempre per delle porte chiuse per paura:

  • Giovanni 20,26 Καὶ μεθ’ ἡμέρας ὀκτὼ πάλιν ἦσαν ἔσω οἱ μαθηταὶ αὐτοῦ καὶ Θωμᾶς μετ’ αὐτῶν. ἔρχεται ὁ Ἰησοῦς τῶν θυρῶν κεκλεισμένων (kekleisménon), καὶ ἔστη εἰς τὸ μέσον (méson) καὶ εἶπεν· Εἰρήνη ὑμῖν
    Otto giorni dopo, i suoi discepoli erano di nuovo in casa, e Tommaso era con loro. Gesù venne a porte chiuse, e si presentò in mezzo a loro, e disse: Pace a voi!

μέσος (mésos) Gesù si mette nel mezzo, anche questa parola viene usata da Giovanni in entrambe le apparizioni del risorto; solo un’altra volta Giovanni racconta di un Gesù nel mezzo:

  • Giovanni 19,18 ὅπου αὐτὸν ἐσταύρωσαν, καὶ μετ’ αὐτοῦ ἄλλους δύο ἐντεῦθεν καὶ ἐντεῦθεν, μέσον δὲ τὸν Ἰησοῦν
    Dove lo crocifissero, assieme ad altri due, uno di qua, l’altro di là, e Gesù nel mezzo

v. 20 καὶ τοῦτο εἰπὼν ἔδειξεν τὰς χεῖρας καὶ τὴν πλευρὰν αὐτοῖς. ἐχάρησαν (echàresan) οὗν οἱ μαθηταὶ ἰδόντες τὸν κύριον
Et cum hoc dixisset, ostendit eis manus et latus. Gavisi sunt discipuli, viso Domino
E, detto questo, mostrò loro le mani e il costato. I discepoli dunque, veduto il Signore, si rallegrarono

χαίρω (chàiro) rallegrarsi, riempirsi di felicità, stare proprio bene! Finalmente i discepoli vedono/capiscono (ὁράω orào) che è Gesù:

  • Giovanni 3,29 ὁ ἔχων τὴν νύμφην νυμφίος ἐστίν· ὁ δὲ φίλος τοῦ νυμφίου ὁ ἑστηκὼς καὶ ἀκούων αὐτοῦ, χαρᾷ χαίρει (chàirei) διὰ τὴν φωνὴν τοῦ νυμφίου. αὕτη οὖν ἡ χαρὰ (charà) ἡ ἐμὴ πεπλήρωται
    Colui che ha la sposa è lo sposo; ma l’amico dello sposo, che è presente e l’ascolta, si rallegra vivamente alla voce dello sposo; questa gioia, che è la mia, è ora completa.
  • Giovanni 4,36 ὁ θερίζων μισθὸν λαμβάνει καὶ συνάγει καρπὸν εἰς ζωὴν αἰώνιον, ἵνα ὁ σπείρων ὁμοῦ χαίρῃ (chàire) καὶ ὁ θερίζων
    Il mietitore riceve una ricompensa e raccoglie frutto per la vita eterna, affinché il seminatore e il mietitore si rallegrino insieme
  • Giovanni 16,22 καὶ ὑμεῖς οὖν νῦν μὲν λύπην ἔχετε· πάλιν δὲ ὄψομαι ὑμᾶς, καὶ χαρήσεται (charésetai) ὑμῶν ἡ καρδία, καὶ τὴν χαρὰν ὑμῶν οὐδεὶς αἴρει ἀφ’ ὑμῶν
    Così anche voi siete ora nel dolore; ma io vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà e nessuno vi toglierà la vostra gioia

Quale gioia quando si vede il Signore!
E quale forza quando si riceve il suo soffio: la forza di perdonare, di perdonarci, di perdonarsi.

Dubitaverunt

Corcovado – Rio de Janeiro

Domenica 24 maggio 2020 – Ascensione del Signore

Mt 28, 16-20
16 Gli undici discepoli, intanto, andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro fissato. 17 Quando lo videro, gli si prostrarono innanzi; alcuni però dubitavano. 18 E Gesù, avvicinatosi, disse loro: «Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra. 19 Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo, 20 insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo»

Gesù convoca i suoi in cima ad un monte: è risuscitato dai morti, lo hanno visto, lo hanno toccato, hanno mangiato di nuovo con lui… ma dubitano, hanno paura:

v. 17 καὶ ἰδόντες αὐτὸν προσεκύνησαν, οἱ δὲ ἐδίστασαν (edìstasan)
Et videntes eum adoraverunt: quidam autem dubitaverunt
Quando lo videro, gli si prostrarono innanzi; alcuni però dubitarono

διστάζω (distàzo) da δίς (dìs) e a sua volta da δύο (dùo), dubitare vuol dire avere due strade a disposizione e non sapere quale scegliere, o pensare di aver scelto quella sbagliata; compare solo un’altra volta e sempre nel vangelo di Matteo, quando Pietro prova a camminare sulle acque…

  • Matteo 14, 30-31 βλέπων δὲ τὸν ἄνεμον ἰσχυρὸν ἐφοβήθη, καὶ ἀρξάμενος καταποντίζεσθαι ἔκραξεν λέγων· Κύριε, σῶσόν με. 31 εὐθέως δὲ ὁ Ἰησοῦς ἐκτείνας τὴν χεῖρα ἐπελάβετο αὐτοῦ καὶ λέγει αὐτῷ· Ὀλιγόπιστε, εἰς τί ἐδίστασας (edìstasas);
    Ma, vedendo il vento, ebbe paura e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!» Subito Gesù, stesa la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato

v. 18 καὶ προσελθὼν ὁ Ἰησοῦς ἐλάλησεν αὐτοῖς λέγων· Ἐδόθη μοι πᾶσα ἐξουσία (exusìa) ἐν οὐρανῷ καὶ ἐπὶ τῆς γῆς
Et accedens Jesus locutus est eis, dicens: Data est mihi omnis potestas in cælo et in terra
E Gesù, avvicinatosi, disse loro: Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra

ἐξουσία (exusìa) potere di scelta, libertà di fare:

  • Matteo 7,29 ἦν γὰρ διδάσκων αὐτοὺς ὡς ἐξουσίαν (exusìan) ἔχων καὶ οὐχ ὡς οἱ γραμματεῖς αὐτῶν
    Egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità e non come i loro scribi
  • Matteo 9,6 ἵνα δὲ εἰδῆτε ὅτι ἐξουσίαν (exusìan) ἔχει ὁ υἱὸς τοῦ ἀνθρώπου ἐπὶ τῆς γῆς ἀφιέναι ἁμαρτίας- τότε λέγει τῷ παραλυτικῷ· Ἐγερθεὶς ἆρόν σου τὴν κλίνην καὶ ὕπαγε εἰς τὸν οἶκόν σου
    Ora, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere in terra di rimettere i peccati: alzati, disse allora al paralitico, prendi il tuo letto e va’ a casa tua
  • Matteo 10,1 Καὶ προσκαλεσάμενος τοὺς δώδεκα μαθητὰς αὐτοῦ ἔδωκεν αὐτοῖς ἐξουσίαν (exusìan) πνευμάτων ἀκαθάρτων ὥστε ἐκβάλλειν αὐτὰ καὶ θεραπεύειν πᾶσαν νόσον καὶ πᾶσαν μαλακίαν
    Chiamati a sé i dodici discepoli, diede loro il potere di scacciare gli spiriti immondi e di guarire ogni sorta di malattie e d’infermità

v. 20 διδάσκοντες αὐτοὺς τηρεῖν πάντα ὅσα ἐνετειλάμην ὑμῖν· καὶ ἰδοὺ ἐγὼ μεθ᾽ ὑμῶν εἰμι πάσας τὰς ἡμέρας ἕως τῆς συντελείας (sunteléias) τοῦ αἰῶνος
Docentes eos servare omnia quæcumque mandavi vobis: et ecce ego vobiscum sum omnibus diebus, usque ad consummationem sæculi
Insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo

συντέλεια (suntéleia) il compimento, il completamento, da τέλος (télos) la fine ma anche il fine (una parola utilizzata solo da Matteo):

  • Matteo 13, 39-40 ὁ δὲ ἐχθρὸς ὁ σπείρας αὐτά ἐστιν ὁ διάβολος· ὁ δὲ θερισμὸς συντέλεια (suntéleia) αἰῶνός ἐστιν, οἱ δὲ θερισταὶ ἄγγελοί εἰσιν. ὥσπερ οὖν συλλέγεται τὰ ζιζάνια καὶ πυρὶ καίεται, οὕτως ἔσται ἐν τῇ συντελείᾳ (sunteléia) τοῦ αἰῶνος
    Il nemico che l’ha seminata è il diavolo. La mietitura rappresenta la fine del mondo, e i mietitori sono gli angeli. Come dunque si raccoglie la zizzania e si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo
  • Matteo 13,49 οὕτως ἔσται ἐν τῇ συντελείᾳ (sunteléia) τοῦ αἰῶνος· ἐξελεύσονται οἱ ἄγγελοι καὶ ἀφοριοῦσιν τοὺς πονηροὺς ἐκ μέσου τῶν δικαίων
    Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni
  • Matteo 24,3 Καθημένου δὲ αὐτοῦ ἐπὶ τοῦ Ὄρους τῶν Ἐλαιῶν προσῆλθον αὐτῷ οἱ μαθηταὶ κατ’ ἰδίαν λέγοντες· Εἰπὸν ἡμῖν πότε ταῦτα ἔσται, καὶ τί τὸ σημεῖον τῆς σῆς παρουσίας καὶ συντελείας (sunteléias) τοῦ αἰῶνος
    Sedutosi poi sul monte degli Ulivi, i suoi discepoli gli si avvicinarono e, in disparte, gli dissero: «Dicci quando accadranno queste cose, e quale sarà il segno della tua venuta e della fine del mondo»

E’ normale essere colti dal dubbio, anche dopo aver preso una scelta; l’importante è non fermarsi nel dubbio (διστάζω distàzo), alzare la testa, ri-orientarsi e ri-mettersi in cammino.
Gesù non ci dice dove e come andare, ma semplicemente che lui ci sarà, sarà con noi, tutti i giorni, fino alla fine del mondo. Non è poco!

Ego vivo, et vos vivetis

Formes circulaires. Soleil, lune – Robert Delaunay

Domenica 17 maggio 2020 – VI di Pasqua

Giovanni 14, 15-21
15 Se mi amate, osserverete i miei comandamenti. 16 Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore perché rimanga con voi per sempre, 17 lo Spirito di verità che il mondo non può ricevere, perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete, perché egli dimora presso di voi e sarà in voi. 18 Non vi lascerò orfani, ritornerò da voi. 19 Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. 20 In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre e voi in me e io in voi. 21 Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi mi ama. Chi mi ama sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui»

Gesù non ci lascia orfani, chiede con insistenza al padre di darci un consolatore: che danza trinitaria!!!

v. 15 Ἐὰν ἀγαπᾶτέ με, τὰς ἐντολὰς (entolàs) τὰς ἐμὰς τηρήσετε
Si diligitis me, mandata mea servate
Se mi amate osserverete i miei comandamenti

v. 21 ὁ ἔχων τὰς ἐντολάς (entolàs) μου καὶ τηρῶν αὐτὰς ἐκεῖνός ἐστιν ὁ ἀγαπῶν με· ὁ δὲ ἀγαπῶν με ἀγαπηθήσεται ὑπὸ τοῦ πατρός μου, κἀγὼ ἀγαπήσω αὐτὸν καὶ ἐμφανίσω αὐτῷ ἐμαυτόν
Qui habet mandata mea, et servat ea: ille est qui diligit me. Qui autem diligit me, diligetur a Patre meo: et ego diligam eum, et manifestabo ei meipsum
Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi mi ama. Chi mi ama sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui

ἐντολή (entolé) ordine, comando, da ἐν (en) e la radice τέλος (telos) che significa fine, obiettivo; il comando è ciò che ti permette di raggiungere il fine:

  • Giovanni 12,49 ὅτι ἐγὼ ἐξ ἐμαυτοῦ οὐκ ἐλάλησα, ἀλλ’ ὁ πέμψας με πατὴρ αὐτός μοι ἐντολὴν (entolén) δέδωκεν τί εἴπω καὶ τί λαλήσω. καὶ οἶδα ὅτι ἡ ἐντολὴ (entolé) αὐτοῦ ζωὴ αἰώνιός ἐστιν
    Perché io non ho parlato da me, ma il Padre che mi ha mandato, egli stesso mi ha dato un comando su cosa devo dire e annunziare. E io so che il suo comandamento è vita eterna
  • Giovanni 13,34 ἐντολὴν (entolén) καινὴν δίδωμι ὑμῖν ἵνα ἀγαπᾶτε ἀλλήλους, καθὼς ἠγάπησα ὑμᾶς ἵνα καὶ ὑμεῖς ἀγαπᾶτε ἀλλήλους
    Io vi do un nuovo comandamento: che vi amiate gli uni gli altri. Come io vi ho amati, anche voi amatevi gli uni gli altri
  • Giovanni 15,10 ἐὰν τὰς ἐντολάς (entolàs) μου τηρήσητε, μενεῖτε ἐν τῇ ἀγάπῃ μου, καθὼς ἐγὼ τὰς ἐντολὰς (entolàs) τοῦ πατρός μου τετήρηκα καὶ μένω αὐτοῦ ἐν τῇ ἀγάπῃ
    Se osservate i miei comandamenti, dimorerete nel mio amore; come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e dimoro nel suo amore

v. 16 κἀγὼ ἐρωτήσω (erotéso) τὸν πατέρα καὶ ἄλλον παράκλητον δώσει ὑμῖν ἵνα ᾖ μεθ’ ὑμῶν εἰς τὸν αἰῶνα
Et ego rogabo Patrem, et alium paraclitum dabit vobis, ut maneat vobiscum in æternum
Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro consolatore perché rimanga con voi per sempre

ἐρωτάω (erotào) domandare, chiedere, incessantemente, e quindi anche pregare:

  • Giovanni 4,47 οὗτος ἀκούσας ὅτι Ἰησοῦς ἥκει ἐκ τῆς Ἰουδαίας εἰς τὴν Γαλιλαίαν ἀπῆλθεν πρὸς αὐτὸν καὶ ἠρώτα (eròta) ἵνα καταβῇ καὶ ἰάσηται αὐτοῦ τὸν υἱόν, ἤμελλεν γὰρ ἀποθνῄσκειν
    Come egli ebbe udito che Gesù era venuto dalla Giudea in Galilea, andò da lui e lo pregò che scendesse e guarisse suo figlio, perché stava per morire
  • Giovanni 12,21 οὗτοι οὖν προσῆλθον Φιλίππῳ τῷ ἀπὸ Βηθσαϊδὰ τῆς Γαλιλαίας, καὶ ἠρώτων (eròton) αὐτὸν λέγοντες· Κύριε, θέλομεν τὸν Ἰησοῦν ἰδεῖν
    Questi dunque, avvicinatisi a Filippo, che era di Betsàida di Galilea, gli chiesero: Signore, vorremmo vedere Gesù
  • Giovanni 17,9 ἐγὼ περὶ αὐτῶν ἐρωτῶ (erotò)· οὐ περὶ τοῦ κόσμου ἐρωτῶ (erotò) ἀλλὰ περὶ ὧν δέδωκάς μοι, ὅτι σοί εἰσιν
    Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per quelli che tu mi hai dati, perché sono tuoi

v. 17 τὸ πνεῦμα τῆς ἀληθείας, ὃ ὁ κόσμος οὐ δύναται λαβεῖν, ὅτι οὐ θεωρεῖ (theoréi) αὐτὸ οὐδὲ γινώσκει· ὑμεῖς γινώσκετε αὐτό, ὅτι παρ’ ὑμῖν μένει καὶ ἐν ὑμῖν ἔσται
Spiritum veritatis, quem mundus non potest accipere, quia non videt eum, nec scit eum: vos autem cognoscetis eum, quia apud vos manebit, et in vobis erit
Lo spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete, perché dimora con voi, e sarà in voi.

v. 19 ἔτι μικρὸν καὶ ὁ κόσμος με οὐκέτι θεωρεῖ (theoréi), ὑμεῖς δὲ θεωρεῖτέ (theoréite) με, ὅτι ἐγὼ ζῶ καὶ ὑμεῖς ζήσετε
Adhuc modicum, et mundus me jam non videt. Vos autem videtis me: quia ego vivo, et vos vivetis
Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete

θεωρέω (theoréo) vedere, guardare uno spettacolo (θεωρία theorìa):

  • Giovanni 8,51 ἀμὴν ἀμὴν λέγω ὑμῖν, ἐάν τις τὸν ἐμὸν λόγον τηρήσῃ, θάνατον οὐ μὴ θεωρήσῃ (theorése) εἰς τὸν αἰῶνα
    In verità, in verità vi dico che se uno osserva la mia parola, non vedrà mai la morte
  • Giovanni 12,44 Ὁ πιστεύων εἰς ἐμὲ οὐ πιστεύει εἰς ἐμὲ ἀλλὰ εἰς τὸν πέμψαντά με, καὶ ὁ θεωρῶν (theoròn) ἐμὲ θεωρεῖ (theoréi) τὸν πέμψαντά με
    Chi crede in me, crede non in me, ma in colui che mi ha mandato; e chi vede me, vede colui che mi ha mandato
  • Giovanni 20,6 ἔρχεται οὖν καὶ Σίμων Πέτρος ἀκολουθῶν αὐτῷ, καὶ εἰσῆλθεν εἰς τὸ μνημεῖον· καὶ θεωρεῖ (theoréi) τὰ ὀθόνια κείμενα
    Giunse intanto anche Simon Pietro che lo seguiva ed entrò nel sepolcro, e vide le fasce per terra

Essere dimora per il tuo spirito, questo il vero spettacolo, questa la vera fase 2 della nostra fede!!!

Nescimus quo vadis

Mirror lake – Franklin Carlmichael

Domenica 10 maggio 2020 – V domenica di Pasqua

Giovanni 14, 1-12
1 «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. 2 Nella casa del Padre mio vi sono molti posti. Se no, ve l’avrei detto. Io vado a prepararvi un posto; 3 quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, ritornerò e vi prenderò con me, perché siate anche voi dove sono io. 4 E del luogo dove io vado, voi conoscete la via».
5 Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai e come possiamo conoscere la via?». 6 Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. 7 Se conoscete me, conoscerete anche il Padre: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto». 8 Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». 9 Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me ha visto il Padre. Come puoi dire: Mostraci il Padre? 10 Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me; ma il Padre che è con me compie le sue opere. 11 Credetemi: io sono nel Padre e il Padre è in me; se non altro, credetelo per le opere stesse.
12 In verità, in verità vi dico: anche chi crede in me, compirà le opere che io compio e ne farà di più grandi, perché io vado al Padre

A quale verità ci conduce la via indicata dalle parole di Gesù? Quale verità viene svelata? Quale verità su di noi, su di me?

v. 6 λέγει αὐτῷ ὁ Ἰησοῦς· Ἐγώ εἰμι ἡ ὁδὸς καὶ ἡ ἀλήθεια (alétheia) καὶ ἡ ζωή· οὐδεὶς ἔρχεται πρὸς τὸν πατέρα εἰ μὴ δι’ ἐμοῦ
Dicit ei Jesus: Ego sum via, et veritas, et vita. Nemo venit ad Patrem, nisi per me
Gli disse Gesù: Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me

ἀλήθεια (alétheia) da λανθάνω (lanthàno) che significa nascondere, celare alla vista; quindi la verità, ἀ-λήθεια, porta alla luce ciò che era nascosto:

  • Giovanni 1,17 ὅτι ὁ νόμος διὰ Μωϋσέως ἐδόθη, ἡ χάρις καὶ ἡ ἀλήθεια (alétheia) διὰ Ἰησοῦ Χριστοῦ ἐγένετο
    Perché la legge fu data per mezzo di Mosè, la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo
  • Giovanni 4,23 ἀλλὰ ἔρχεται ὥρα καὶ νῦν ἐστιν, ὅτε οἱ ἀληθινοὶ προσκυνηταὶ προσκυνήσουσιν τῷ πατρὶ ἐν πνεύματι καὶ ἀληθείᾳ (alethéia), καὶ γὰρ ὁ πατὴρ τοιούτους ζητεῖ τοὺς προσκυνοῦντας αὐτόν
    Ma è giunto il momento, ed è questo, in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; perché il Padre cerca tali adoratori
  • Giovanni 8,31 Ἐὰν ὑμεῖς μείνητε ἐν τῷ λόγῳ τῷ ἐμῷ, ἀληθῶς μαθηταί μού ἐστε, 32 καὶ γνώσεσθε τὴν ἀλήθειαν (alétheian), καὶ ἡ ἀλήθεια ἐλευθερώσει ὑμᾶς
    Se rimanete fedeli alla mia parola, sarete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi

v. 8 Λέγει αὐτῷ Φίλιππος· Κύριε, δεῖξον (déixon) ἡμῖν τὸν πατέρα, καὶ ἀρκεῖ ἡμῖν
Dicit ei Philippus: Domine, ostende nobis Patrem, et sufficit nobis
Gli disse Filippo: Signore, mostraci il Padre e ci basta

v. 9 λέγει αὐτῷ ὁ Ἰησοῦς· Τοσούτῳ χρόνῳ μεθ’ ὑμῶν εἰμι καὶ οὐκ ἔγνωκάς με, Φίλιππε; ὁ ἑωρακὼς ἐμὲ ἑώρακεν τὸν πατέρα· πῶς σὺ λέγεις· Δεῖξον (déixon) ἡμῖν τὸν πατέρα;
Dicit ei Jesus: Tanto tempore vobiscum sum, et non cognovistis me? Philippe, qui videt me, videt et Patrem. Quomodo tu dicis: Ostende nobis Patrem?
Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me ha visto il Padre. Come puoi dire: Mostraci il Padre? 

δείκνυμι (déiknumi) mostrare, far vedere:

  • Giovanni 5,20 ὁ γὰρ πατὴρ φιλεῖ τὸν υἱὸν καὶ πάντα δείκνυσιν (déiknusin) αὐτῷ ἃ αὐτὸς ποιεῖ, καὶ μείζονα τούτων δείξει (déixei) αὐτῷ ἔργα, ἵνα ὑμεῖς θαυμάζητε
    Perché il Padre ama il Figlio, e gli mostra tutto quello che egli fa; e gli mostrerà opere maggiori di queste, affinché ne restiate meravigliati
  • Giovanni 20,20 καὶ τοῦτο εἰπὼν ἔδειξεν (édeixen) τὰς χεῖρας καὶ τὴν πλευρὰν αὐτοῖς. ἐχάρησαν οὖν οἱ μαθηταὶ ἰδόντες τὸν κύριον
    Detto questo, mostrò loro le mani e il costato. E i discepoli gioirono al vedere il Signore
  • Apocalisse 1,1 Ἀποκάλυψις Ἰησοῦ Χριστοῦ, ἣν ἔδωκεν αὐτῷ ὁ θεὸς δεῖξαι (déixai) τοῖς δούλοις αὐτοῦ, ἃ δεῖ γενέσθαι ἐν τάχει, καὶ ἐσήμανεν ἀποστείλας διὰ τοῦ ἀγγέλου αὐτοῦ τῷ δούλῳ αὐτοῦ Ἰωάννῃ
    Rivelazione di Gesù Cristo, che Dio gli diede per mostrare ai suoi servi le cose che devono avvenire tra breve, e che egli ha fatto conoscere mandando il suo angelo al suo servo Giovanni

v. 10 οὐ πιστεύεις ὅτι ἐγὼ ἐν τῶ πατρὶ καὶ ὁ πατὴρ ἐν ἐμοί ἐστιν; τὰ ῥήματα (rémata) ἃ ἐγὼ λέγω ὑμῖν ἀπ᾽ ἐμαυτοῦ οὐ λαλῶ· ὁ δὲ πατὴρ ἐν ἐμοὶ μένων ποιεῖ τὰ ἔργα αὐτοῦ
Non creditis quia ego in Patre, et Pater in me est? Verba quæ ego loquor vobis, a meipso non loquor. Pater autem in me manens, ipse fecit opera
Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me; ma il Padre che è con me compie le sue opere

ῥῆμα (réma) parole, flusso di parole che diventa discorso, narrazione:

  • Giovanni 6,68 ἀπεκρίθη αὐτῷ Σίμων Πέτρος· Κύριε, πρὸς τίνα ἀπελευσόμεθα; ῥήματα (rémata) ζωῆς αἰωνίου ἔχεις
    Gli rispose Simon Pietro: Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna
  • Giovanni 8,47 ὁ ὢν ἐκ τοῦ θεοῦ τὰ ῥήματα (rémata) τοῦ θεοῦ ἀκούει· διὰ τοῦτο ὑμεῖς οὐκ ἀκούετε ὅτι ἐκ τοῦ θεοῦ οὐκ ἐστέ
    Chi è da Dio ascolta le parole di Dio: per questo voi non le ascoltate, perché non siete da Dio
  • Giovanni 15,7 ἐὰν μείνητε ἐν ἐμοὶ καὶ τὰ ῥήματά (rémata) μου ἐν ὑμῖν μείνῃ, ὃ ἐὰν θέλητε αἰτήσασθε καὶ γενήσεται ὑμῖν
    Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quel che volete e vi sarà dato

Gesù è la verità che si può trovare solo in cammino, sulla strada. La sua parola, come un moderno navigatore, ci indica la via, ma bisogna mettersi in cammino.
Mostraci la via, mostraci la strada, mostraci dove vai, mostraci il Padre!

Ego veni ut vitam habeant

Ritorno all’ovile – Giulio Cesare Vinzio

Domenica 3 maggio 2020 – IV di Pasqua

Giovanni 10, 1-10
1 «In verità, in verità vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore per la porta, ma vi sale da un’altra parte, è un ladro e un brigante. 2 Chi invece entra per la porta, è il pastore delle pecore. 3 Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore una per una e le conduce fuori. 4 E quando ha condotto fuori tutte le sue pecore, cammina innanzi a loro, e le pecore lo seguono, perché conoscono la sua voce. 5 Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei». 6 Questa similitudine disse loro Gesù; ma essi non capirono che cosa significava ciò che diceva loro.
7 Allora Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità vi dico: io sono la porta delle pecore. 8 Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. 9 Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvo; entrerà e uscirà e troverà pascolo. 10 Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza

Il pastore (da pascere) procura il pasto alle sue pecore, per questo arrivano subito quando lui le chiama, per questo riconoscono da lontano la sua voce: perché il pastore soddisfa la fame delle pecore, la nostra fame (in questi tempi di digiuno eucaristico…!)

v. 2 ὁ δὲ εἰσερχόμενος διὰ τῆς θύρας ποιμήν (poimén) ἐστιν τῶν προβάτων
Qui autem intrat per ostium, pastor est ovium
Ma colui che entra per la porta è il pastore delle pecore

ποιμήν (poimén) il pastore è il personaggio principale di questo inizio del capitolo 10 del vangelo di Giovanni; un pastore che fa di tutto per le proprie pecore:

  • Giovanni 10,11 Ἐγώ εἰμι ὁ ποιμὴν (poimén) ὁ καλός· ὁ ποιμὴν (poimén) ὁ καλὸς τὴν ψυχὴν αὐτοῦ τίθησιν ὑπὲρ τῶν προβάτων
    Io sono il buon pastore; il buon pastore dà la sua vita per le pecore
  • Giovanni 10,12 ὁ μισθωτὸς καὶ οὐκ ὢν ποιμήν (poimén), οὗ οὐκ ἔστιν τὰ πρόβατα ἴδια, θεωρεῖ τὸν λύκον ἐρχόμενον καὶ ἀφίησιν τὰ πρόβατα καὶ φεύγει – καὶ ὁ λύκος ἁρπάζει αὐτὰ καὶ σκορπίζει –
    Il mercenario, che non è pastore, a cui non appartengono le pecore, vede venire il lupo, abbandona le pecore e si dà alla fuga – e il lupo le rapisce e disperde –
  • Giovanni 10,14 ἐγώ εἰμι ὁ ποιμὴν (poimén) ὁ καλός, καὶ γινώσκω τὰ ἐμὰ καὶ γινώσκουσί με τὰ ἐμά
    Io sono il buon pastore, e conosco le mie, e le mie conoscono me
  • Giovanni 10,16 καὶ ἄλλα πρόβατα ἔχω ἃ οὐκ ἔστιν ἐκ τῆς αὐλῆς ταύτης· κἀκεῖνα δεῖ με ἀγαγεῖν, καὶ τῆς φωνῆς μου ἀκούσουσιν, καὶ γενήσονται μία ποίμνη, εἷς ποιμήν (poimén)
    Ho anche altre pecore, che non sono di quest’ovile; anche quelle devo raccogliere ed esse ascolteranno la mia voce, e vi sarà un solo gregge, un solo pastore

v. 3 τούτῳ ὁ θυρωρὸς ἀνοίγει, καὶ τὰ πρόβατα τῆς φωνῆς αὐτοῦ ἀκούει, καὶ τὰ ἴδια πρόβατα φωνεῖ (phonéi) κατ᾽ ὄνομα καὶ ἐξάγει αὐτά
Huic ostiarius aperit, et oves vocem ejus audiunt, et proprias ovas vocat nominatim, et educit eas
A lui apre il portinaio, e le pecore ascoltano la sua voce, ed egli chiama le proprie pecore per nome e le conduce fuori

φωνέω (phonéo da φωνή phoné, voce) emettere una voce, chiamare, per cercare:

  • Giovanni 1,48 λέγει αὐτῷ Ναθαναήλ· Πόθεν με γινώσκεις; ἀπεκρίθη Ἰησοῦς καὶ εἶπεν αὐτῷ· Πρὸ τοῦ σε Φίλιππον φωνῆσαι (phonésai) ὄντα ὑπὸ τὴν συκῆν εἶδόν σε
    Natanaele gli chiese: «Da che cosa mi conosci?» Gesù gli rispose: «Prima che Filippo ti chiamasse, quando eri sotto il fico, io ti ho visto»
  • Giovanni 11,28 Καὶ τοῦτο εἰποῦσα ἀπῆλθεν καὶ ἐφώνησεν (ephònesen) Μαριὰμ τὴν ἀδελφὴν αὐτῆς λάθρᾳ εἰποῦσα· Ὁ διδάσκαλος πάρεστιν καὶ φωνεῖ (phonéi) σε
    Detto questo, se ne andò, e chiamò di nascosto Maria, sua sorella, dicendole: Il Maestro è qui, e ti chiama
  • Giovanni 12,17 ἐμαρτύρει οὖν ὁ ὄχλος ὁ ὢν μετ’ αὐτοῦ ὅτε τὸν Λάζαρον ἐφώνησεν (ephònesen) ἐκ τοῦ μνημείου καὶ ἤγειρεν αὐτὸν ἐκ νεκρῶν
    La folla dunque, che era con lui quando aveva chiamato Lazzaro fuori dal sepolcro e l’aveva risuscitato dai morti, ne rendeva testimonianza

v. 4 ὅταν τὰ ἴδια πάντα ἐκβάλῃ, ἔμπροσθεν αὐτῶν πορεύεται, καὶ τὰ πρόβατα αὐτῶ ἀκολουθεῖ (akoluthéi), ὅτι οἴδασιν τὴν φωνὴν αὐτοῦ
Et cum proprias oves emiserit, ante eas vadit: et oves illum sequuntur, quia sciunt vocem ejus
Quando ha messo fuori tutte le sue pecore, va davanti a loro, e le pecore lo seguono, perché conoscono la sua voce

v. 5 ἀλλοτρίῳ δὲ οὐ μὴ ἀκολουθήσουσιν (akoluthésusin) ἀλλὰ φεύξονται ἀπ᾽ αὐτοῦ, ὅτι οὐκ οἴδασιν τῶν ἀλλοτρίων τὴν φωνήν
Alienum autem non sequuntur, sed fugiunt ab eo: quia non noverunt vocem alienorum
Ma un estraneo non lo seguiranno; anzi, fuggiranno via da lui perché non conoscono la voce degli estranei

ἀκολουθέω (akoluthéo) seguire qualcuno per fare insieme la stessa strada:

  • Giovanni 1,37 καὶ ἤκουσαν οἱ δύο μαθηταὶ αὐτοῦ λαλοῦντος καὶ ἠκολούθησαν (ekolùthesan) τῷ Ἰησοῦ
    I suoi due discepoli, avendolo udito parlare, seguirono Gesù
  • Giovanni 12,26 ἐὰν ἐμοί τις διακονῇ ἐμοὶ ἀκολουθείτω (akoluthéito), καὶ ὅπου εἰμὶ ἐγὼ ἐκεῖ καὶ ὁ διάκονος ὁ ἐμὸς ἔσται· ἐάν τις ἐμοὶ διακονῇ τιμήσει αὐτὸν ὁ πατήρ
    Se uno mi serve, mi segua; e là dove sono io, sarà anche il mio servitore; se uno mi serve, il Padre l’onorerà
  • Giovanni 13,37 λέγει αὐτῷ ὁ Πέτρος· Κύριε, διὰ τί οὐ δύναμαί σοι ἀκολουθῆσαι (akoluthésai) ἄρτι; τὴν ψυχήν μου ὑπὲρ σοῦ θήσω
    Pietro gli disse: Signore, perché non posso seguirti ora? Darò la mia vita per te!

Solo sentendo la sua voce possiamo seguirlo, possiamo capire la strada da prendere; solo ascoltando la sua parola, la sua Parola; non di solo pane vive l’uomo e il pastore pasce le sue pecore, dando loro la Parola in pasto

Duo ex illis

Blue Landscape – John Hoyland

Domenica 26 aprile – III domenica di Pasqua

Luca 24, 13-35
13 Ed ecco in quello stesso giorno due di loro erano in cammino per un villaggio distante circa sette miglia da Gerusalemme, di nome Emmaus, 14 e conversavano di tutto quello che era accaduto. 15 Mentre discorrevano e discutevano insieme, Gesù in persona si accostò e camminava con loro. 16 Ma i loro occhi erano incapaci di riconoscerlo. 17 Ed egli disse loro: «Che sono questi discorsi che state facendo fra voi durante il cammino?». Si fermarono, col volto triste; 18 uno di loro, di nome Clèopa, gli disse: «Tu solo sei così forestiero in Gerusalemme da non sapere ciò che vi è accaduto in questi giorni?». 19 Domandò: «Che cosa?». Gli risposero: «Tutto ciò che riguarda Gesù Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; 20 come i sommi sacerdoti e i nostri capi lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e poi l’hanno crocifisso. 21 Noi speravamo che fosse lui a liberare Israele; con tutto ciò son passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. 22 Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; recatesi al mattino al sepolcro 23 e non avendo trovato il suo corpo, son venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. 24 Alcuni dei nostri sono andati al sepolcro e hanno trovato come avevan detto le donne, ma lui non l’hanno visto».
25 Ed egli disse loro: «Sciocchi e tardi di cuore nel credere alla parola dei profeti! 26 Non bisognava che il Cristo sopportasse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». 27 E cominciando da Mosè e da tutti i profeti spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui. 28 Quando furon vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. 29 Ma essi insistettero: «Resta con noi perché si fa sera e il giorno già volge al declino». Egli entrò per rimanere con loro. 30 Quando fu a tavola con loro, prese il pane, disse la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. 31 Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma lui sparì dalla loro vista. 32 Ed essi si dissero l’un l’altro: «Non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre conversava con noi lungo il cammino, quando ci spiegava le Scritture?». 33 E partirono senz’indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, 34 i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone». 35 Essi poi riferirono ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane

Un brano stupendo, un affresco in movimento, una regia coinvolgente: soprattutto i verbi catturano nella loro sequenza.
Ne ho scelti tre in questa che sembra una danza: avvicinarsi, perdere l’equilibrio e aprire

v. 15 καὶ ἐγένετο ἐν τῶ ὁμιλεῖν αὐτοὺς καὶ συζητεῖν καὶ αὐτὸς ἰησοῦς ἐγγίσας (enghìsas) συνεπορεύετο αὐτοῖς
Et factum est, dum fabularentur, et secum quærerent: et ipse Jesus appropinquans ibat cum illis
Mentre discorrevano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro

v. 28 καὶ ἤγγισαν (énghisan) εἰς τὴν κώμην οὖ ἐπορεύοντο, καὶ αὐτὸς προσεποιήσατο πορρώτερον πορεύεσθαι
Et appropinquaverunt castello quo ibant: et ipse se finxit longius ire
Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano

ἐγγίζω (enghìzo) avvicinarsi e avvicinare:

  • Luca 10,9 καὶ θεραπεύετε τοὺς ἐν αὐτῇ ἀσθενεῖς, καὶ λέγετε αὐτοῖς· Ἤγγικεν (énghiken) ἐφ’ ὑμᾶς ἡ βασιλεία τοῦ θεοῦ
    Guarite i malati che ci saranno e dite loro: Il regno di Dio si è avvicinato a voi
  • Luca 15,1 Ἦσαν δὲ αὐτῷ ἐγγίζοντες (enghìzontes) πάντες οἱ τελῶναι καὶ οἱ ἁμαρτωλοὶ ἀκούειν αὐτοῦ
    Si avvicinavano a lui tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo
  • Luca 22,47 Ἔτι αὐτοῦ λαλοῦντος ἰδοὺ ὄχλος, καὶ ὁ λεγόμενος Ἰούδας εἷς τῶν δώδεκα προήρχετο αὐτούς, καὶ ἤγγισεν (énghisen) τῷ Ἰησοῦ φιλῆσαι αὐτό
    Mentre parlava ancora, ecco una folla; e colui che si chiamava Giuda, uno dei dodici, la precedeva, e si avvicinò a Gesù per baciarlo

v. 22-23 ἀλλὰ καὶ γυναῖκές τινες ἐξ ἡμῶν ἐξέστησαν (exéstesan) ἡμᾶς· γενόμεναι ὀρθριναὶ ἐπὶ τὸ μνημεῖον καὶ μὴ εὑροῦσαι τὸ σῶμα αὐτοῦ ἦλθον λέγουσαι καὶ ὀπτασίαν ἀγγέλων ἑωρακέναι, οἳ λέγουσιν αὐτὸν ζῆν
Sed et mulieres quædam ex nostris terruerunt nos, quæ ante lucem fuerunt ad monumentum et non invento corpore ejus, venerunt, dicentes se etiam visionem angelorum vidisse, qui dicunt eum vivere
Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; recatesi al mattino al sepolcro e non avendo trovato il suo corpo, son venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo

ἐξίστημι (exìstemi) da ἐκ e ἵστημι, gettare fuori di posizione, far perdere l’equilibrio; tutto ciò che ci destabilizza ci spaventa:

  • Luca 2,47 ἐξίσταντο (exìstanto) δὲ πάντες οἱ ἀκούοντες αὐτοῦ ἐπὶ τῇ συνέσει καὶ ταῖς ἀποκρίσεσιν αὐτοῦ
    E tutti quelli che l’udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte
  • Atti 2,7 ἐξίσταντο (exìstanto) δὲ καὶ ἐθαύμαζον λέγοντες· Οὐχ ἰδοὺ πάντες οὗτοί εἰσιν οἱ λαλοῦντες Γαλιλαῖοι;
    E tutti stupivano e si meravigliavano, dicendo: Tutti questi che parlano non sono Galilei?
  • Atti 10,45 καὶ ἐξέστησαν (exéstean) οἱ ἐκ περιτομῆς πιστοὶ ὅσοι συνῆλθαν τῷ Πέτρῳ, ὅτι καὶ ἐπὶ τὰ ἔθνη ἡ δωρεὰ τοῦ ἁγίου πνεύματος ἐκκέχυται
    E tutti i credenti circoncisi, che erano venuti con Pietro, si meravigliarono che il dono dello Spirito Santo fosse dato anche agli stranieri

v. 31 αὐτῶν δὲ διηνοίχθησαν (dienòikthesan) οἱ ὀφθαλμοὶ καὶ ἐπέγνωσαν αὐτόν· καὶ αὐτὸς ἄφαντος ἐγένετο ἀπ᾽ αὐτῶν
Et aperti sunt oculi eorum, et cognoverunt eum: et ipse evanuit ex oculis eorum
Allora i loro occhi furono aperti e lo riconobbero; ma egli scomparve alla loro vista

v. 32 καὶ εἶπαν πρὸς ἀλλήλους, οὐχὶ ἡ καρδία ἡμῶν καιομένη ἦν [ἐν ἡμῖν] ὡς ἐλάλει ἡμῖν ἐν τῇ ὁδῶ, ὡς διήνοιγεν (diévoighen) ἡμῖν τὰς γραφάς;
Et dixerunt ad invicem: Nonne cor nostrum ardens erat in nobis dum loqueretur in via, et aperiret nobis Scripturas?
Ed essi dissero l’uno all’altro: Non sentivamo forse ardere il cuore dentro di noi mentre egli ci parlava per la via e ci apriva le Scritture?

διανοίγω (dianòigo) aprire, dischiudere, per far entrare ciò che c’è fuori, per far uscire ciò che c’è dentro:

  • Luca 24,45 τότε διήνοιξεν (diénoixen) αὐτῶν τὸν νοῦν τοῦ συνιέναι τὰς γραφάς. καὶ εἶπεν αὐτοῖς ὅτι οὕτως γέγραπται παθεῖν τὸν χριστὸν καὶ ἀναστῆναι ἐκ νεκρῶν τῇ τρίτῃ ἡμέρᾳ
    Allora aprì loro la mente all’intelligenza delle Scritture e disse: Così sta scritto: il Cristo dovrà patire e risuscitare dai morti il terzo giorno
  • Atti 16,14 καί τις γυνὴ ὀνόματι Λυδία, πορφυρόπωλις πόλεως Θυατείρων σεβομένη τὸν θεόν, ἤκουεν, ἧς ὁ κύριος διήνοιξεν (diénoixen) τὴν καρδίαν προσέχειν τοῖς λαλουμένοις ὑπὸ τοῦ Παύλου
    Una donna della città di Tiatiri, commerciante di porpora, di nome Lidia, che temeva Dio, ci stava ad ascoltare. Il Signore le aprì il cuore, per renderla attenta alle cose dette da Paolo
  • Atti 17,2 κατὰ δὲ τὸ εἰωθὸς τῷ Παύλῳ εἰσῆλθεν πρὸς αὐτοὺς καὶ ἐπὶ σάββατα τρία διελέξατο αὐτοῖς ἀπὸ τῶν γραφῶν, διανοίγων (dianòigon) καὶ παρατιθέμενος ὅτι τὸν χριστὸν ἔδει παθεῖν καὶ ἀναστῆναι ἐκ νεκρῶν
    Paolo, com’era sua consuetudine, entrò da loro, e per tre sabati tenne loro ragionamenti tratti dalle Scritture, spiegando e dimostrando che il Cristo doveva morire e risuscitare dai morti

Gesù si avvicina, ci fa perdere l’equilibrio, irrompe nei nostri equilibri e ci apre gli occhi, apre i nostri lenti cuori, le nostre arterie sclerotizzate. Buttiamoci nella danza di Emmaus!!!

Noli esse incredulus

Dall’alto – Giorgio Griffa

Domenica 19 aprile 2020 – II domenica di Pasqua

Giovanni 20, 19-31
19 La sera di quello stesso giorno, il primo dopo il sabato, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, si fermò in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». 20 Detto questo, mostrò loro le mani e il costato. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. 21 Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi». 22 Dopo aver detto questo, alitò su di loro e disse: «Ricevete lo Spirito Santo; 23 a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi».
24 Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. 25 Gli dissero allora gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il dito nel posto dei chiodi e non metto la mia mano nel suo costato, non crederò».
26 Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, si fermò in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». 27 Poi disse a Tommaso: «Metti qua il tuo dito e guarda le mie mani; stendi la tua mano, e mettila nel mio costato; e non essere più incredulo ma credente!». 28 Rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». 29 Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, hai creduto: beati quelli che pur non avendo visto crederanno!».
30 Molti altri segni fece Gesù in presenza dei suoi discepoli, ma non sono stati scritti in questo libro. 31 Questi sono stati scritti, perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome

Tommaso non si fida delle parole di uomini come lui, perché hanno visto insieme i segni (σημεῖον seméion) e hanno bisogno dei segni per poter credere: sono abituati bene…
E Gesù torna per lui, una seconda volta: vuoi ancora segni? Eccoli

v. 21 εἶπεν οὗν αὐτοῖς [ὁ ἰησοῦς] πάλιν, εἰρήνη ὑμῖν· καθὼς ἀπέσταλκέν (apéstalken) με ὁ πατήρ, κἀγὼ πέμπω ὑμᾶς
Dixit ergo eis iterum: Pax vobis. Sicut misit me Pater, et ego mitto vos
Gesù disse loro di nuovo: Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi

ἀποστέλλω (apostéllo) inviare, mandare qualcuno (da cui apostoli, gli inviati):

  • Giovanni 1,6 Ἐγένετο ἄνθρωπος ἀπεσταλμένος (apestalménos) παρὰ θεοῦ, ὄνομα αὐτῷ Ἰωάννης
    Venne un uomo mandato da Dio e il suo nome era Giovanni
  • Giovanni 3,17 οὐ γὰρ ἀπέστειλεν (apésteilen) ὁ θεὸς τὸν υἱὸν εἰς τὸν κόσμον ἵνα κρίνῃ τὸν κόσμον, ἀλλ’ ἵνα σωθῇ ὁ κόσμος δι’ αὐτοῦ
    Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui
  • Giovanni 17,18 καθὼς ἐμὲ ἀπέστειλας (apésteilas) εἰς τὸν κόσμον, κἀγὼ ἀπέστειλα (apésteila) αὐτοὺς εἰς τὸν κόσμον
    Come tu mi hai mandato nel mondo, anch’io li ho mandati nel mondo

v. 25 ἔλεγον οὗν αὐτῶ οἱ ἄλλοι μαθηταί, ἑωράκαμεν τὸν κύριον. ὁ δὲ εἶπεν αὐτοῖς, ἐὰν μὴ ἴδω ἐν ταῖς χερσὶν αὐτοῦ τὸν τύπον τῶν ἥλων καὶ βάλω τὸν δάκτυλόν μου εἰς τὸν τύπον τῶν ἥλων καὶ βάλω μου τὴν χεῖρα εἰς τὴν πλευρὰν αὐτοῦ, οὐ μὴ πιστεύσω (pistéuso)
Dixerunt ergo ei alii discipuli: Vidimus Dominum. Ille autem dixit eis: Nisi videro in manibus ejus fixuram clavorum, et mittam digitum meum in locum clavorum, et mittam manum meam in latus ejus, non credam
Gli dissero allora gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il dito nel posto dei chiodi e non metto la mia mano nel suo costato, non crederò»

v. 29 λέγει αὐτῶ ὁ ἰησοῦς, ὅτι ἑώρακάς με πεπίστευκας (pepìsteukas); μακάριοι οἱ μὴ ἰδόντες καὶ πιστεύσαντες (pistéusantes)
Dixit ei Jesus: Quia vidisti me, Thoma, credidisti: beati qui non viderunt, et crediderunt
Gesù gli disse: Perché mi hai veduto, hai creduto: beati quelli che pur non avendo visto crederanno!

v.31 ταῦτα δὲ γέγραπται ἵνα πιστεύ[ς]ητε (pistéusete) ὅτι ἰησοῦς ἐστιν ὁ χριστὸς ὁ υἱὸς τοῦ θεοῦ, καὶ ἵνα πιστεύοντες (pistéuontes) ζωὴν ἔχητε ἐν τῶ ὀνόματι αὐτοῦ
Hæc autem scripta sunt ut credatis, quia Jesus est Christus Filius Dei: et ut credentes, vitam habeatis in nomine ejus
Questi sono stati scritti, perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome

πιστεύω (pistéuo) credere, avere fiducia, essere convinti d qualcosa; parola fondamentale per Giovanni che la usa ben 85 volte!!!

  • Giovanni 1,7 οὗτος ἦλθεν εἰς μαρτυρίαν, ἵνα μαρτυρήσῃ περὶ τοῦ φωτός, ἵνα πάντες πιστεύσωσιν (pistéusosin) δι’ αὐτοῦ
    Egli venne come testimone per rendere testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui
  • Giovanni 14,12 ἀμὴν ἀμὴν λέγω ὑμῖν, ὁ πιστεύων (pistéuon) εἰς ἐμὲ τὰ ἔργα ἃ ἐγὼ ποιῶ κἀκεῖνος ποιήσει, καὶ μείζονα τούτων ποιήσει, ὅτι ἐγὼ πρὸς τὸν πατέρα πορεύομαι
    In verità, in verità vi dico: anche chi crede in me, compirà le opere che io compio e ne farà di più grandi, perché io vado al Padre
  • Giovanni 20,8 τότε οὖν εἰσῆλθεν καὶ ὁ ἄλλος μαθητὴς ὁ ἐλθὼν πρῶτος εἰς τὸ μνημεῖον, καὶ εἶδεν καὶ ἐπίστευσεν (epìsteusen)
    Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette

v. 30 πολλὰ μὲν οὗν καὶ ἄλλα σημεῖα (seméia) ἐποίησεν ὁ ἰησοῦς ἐνώπιον τῶν μαθητῶν [αὐτοῦ], ἃ οὐκ ἔστιν γεγραμμένα ἐν τῶ βιβλίῳ τούτῳ
Multa quidem et alia signa fecit Jesus in conspectu discipulorum suorum, quæ non sunt scripta in libro hoc
Molti altri segni fece Gesù in presenza dei suoi discepoli, ma non sono stati scritti in questo libro

σημεῖον (seméion) un segno, un evento che dimostra qualcosa di prodigioso (da cui la semiotica che studia i segni):

  • Giovanni 2,11 ταύτην ἐποίησεν ἀρχὴν τῶν σημείων (seméion) ὁ Ἰησοῦς ἐν Κανὰ τῆς Γαλιλαίας καὶ ἐφανέρωσεν τὴν δόξαν αὐτοῦ, καὶ ἐπίστευσαν εἰς αὐτὸν οἱ μαθηταὶ αὐτοῦ
    Gesù fece questo primo dei suoi segni miracolosi in Cana di Galilea, e manifestò la sua gloria, e i suoi discepoli credettero in lui
  • Giovanni 6,26 ἀπεκρίθη αὐτοῖς ὁ Ἰησοῦς καὶ εἶπεν· Ἀμὴν ἀμὴν λέγω ὑμῖν, ζητεῖτέ με οὐχ ὅτι εἴδετε σημεῖα (seméia) ἀλλ’ ὅτι ἐφάγετε ἐκ τῶν ἄρτων καὶ ἐχορτάσθητε
    Gesù rispose: In verità, in verità vi dico, voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati
  • Giovanni 9,16 ἔλεγον οὖν ἐκ τῶν Φαρισαίων τινές· Οὐκ ἔστιν οὗτος παρὰ θεοῦ ὁ ἄνθρωπος, ὅτι τὸ σάββατον οὐ τηρεῖ. ἄλλοι ἔλεγον· Πῶς δύναται ἄνθρωπος ἁμαρτωλὸς τοιαῦτα σημεῖα (seméia) ποιεῖν; καὶ σχίσμα ἦν ἐν αὐτοῖς
    Allora alcuni dei farisei dicevano: «Quest’uomo non viene da Dio, perché non osserva il sabato». Altri dicevano: «Come può un peccatore compiere tali segni?». E c’era dissenso tra di loro

E noi?
Vediamo i segni e facciamo fatica a credere?
O non vediamo i segni e quindi non crediamo?
E’ un problema di vista o di fiducia?
Navighiamo a vista (davvero), ma come ha detto Papa Francesco, “tutti sulla stessa barca”

Surrexit sicut dixit

Notturno – Gaetano Previati

Domenica 12 aprile 2020 – Pasqua

Matteo 28, 1-10
1 Passato il sabato, all’alba del primo giorno della settimana, Maria di Màgdala e l’altra Maria andarono a visitare il sepolcro. 2 Ed ecco che vi fu un gran terremoto: un angelo del Signore, sceso dal cielo, si accostò, rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa. 3 Il suo aspetto era come la folgore e il suo vestito bianco come la neve. 4 Per lo spavento che ebbero di lui le guardie tremarono tramortite. 5 Ma l’angelo disse alle donne: «Non abbiate paura, voi! So che cercate Gesù il crocifisso. 6 Non è qui. È risorto, come aveva detto; venite a vedere il luogo dove era deposto. 7 Presto, andate a dire ai suoi discepoli: È risuscitato dai morti, e ora vi precede in Galilea; là lo vedrete. Ecco, io ve l’ho detto». 8 Abbandonato in fretta il sepolcro, con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l’annunzio ai suoi discepoli.
9 Ed ecco Gesù venne loro incontro dicendo: «Salute a voi». Ed esse, avvicinatesi, gli presero i piedi e lo adorarono. 10 Allora Gesù disse loro: «Non temete; andate ad annunziare ai miei fratelli che vadano in Galilea e là mi vedranno»

Tre parole per passare dalla paura alla gioia, da condividere attraverso l’annuncio!!!

v. 5 ἀποκριθεὶς δὲ ὁ ἄγγελος εἶπεν ταῖς γυναιξίν, μὴ φοβεῖσθε (phobéisthe) ὑμεῖς, οἶδα γὰρ ὅτι ἰησοῦν τὸν ἐσταυρωμένον ζητεῖτε
Respondens autem angelus dixit mulieribus: Nolite timere vos: scio enim, quod Jesum, qui crucifixus est, quæritis
Ma l’angelo disse alle donne: «Non temete, voi! So che cercate Gesù il crocifisso

φοβέομαι (phobéomai, da cui fobìa) temere, aver paura, fuggire per la paura; una paura che Matteo utilizza per ben 17 volte, spesso come esortazione a non cadere nella paura:

  • Matteo 1,20 ταῦτα δὲ αὐτοῦ ἐνθυμηθέντος ἰδοὺ ἄγγελος κυρίου κατ’ ὄναρ ἐφάνη αὐτῷ λέγων· Ἰωσὴφ υἱὸς Δαυίδ, μὴ φοβηθῇς παραλαβεῖν Μαρίαν τὴν γυναῖκά σου, τὸ γὰρ ἐν αὐτῇ γεννηθὲν ἐκ πνεύματός ἐστιν ἁγίου
    Mentre però stava pensando a queste cose, ecco che gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo
  • Matteo 14,30 βλέπων δὲ τὸν ἄνεμον ἰσχυρὸν ἐφοβήθη (ephobéthe), καὶ ἀρξάμενος καταποντίζεσθαι ἔκραξεν λέγων· Κύριε, σῶσόν με
    Ma, vedendo il vento, ebbe paura e, cominciando ad affondare, gridò: Signore, salvami!
  • Matteo 17,6 καὶ ἀκούσαντες οἱ μαθηταὶ ἔπεσαν ἐπὶ πρόσωπον αὐτῶν καὶ ἐφοβήθησαν (ephobéthesan) σφόδρα. καὶ προσῆλθεν ὁ Ἰησοῦς καὶ ἁψάμενος αὐτῶν εἶπεν· Ἐγέρθητε καὶ μὴ φοβεῖσθε (phobéisthe)
    All’udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. Ma Gesù si avvicinò e, toccatili, disse: Alzatevi e non temete

v. 8 καὶ ἀπελθοῦσαι ταχὺ ἀπὸ τοῦ μνημείου μετὰ φόβου καὶ χαρᾶς (charàs) μεγάλης ἔδραμον ἀπαγγεῖλαι τοῖς μαθηταῖς αὐτοῦ
Et exierunt cito de monumento cum timore et gaudio magno, currentes nuntiare discipulis ejus
Abbandonato in fretta il sepolcro, con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l’annunzio ai suoi discepoli

χαρά (charà) la gioia, ricevuta e portata in dono, incontenibile, mista a timore:

  • Matteo 2,10 ἰδόντες δὲ τὸν ἀστέρα ἐχάρησαν (echàresan) χαρὰν (charàn) μεγάλην σφόδρα
    Vedendo la stella si rallegrarono di grandissima gioia
  • Matteo 13,44 Ὁμοία ἐστὶν ἡ βασιλεία τῶν οὐρανῶν θησαυρῷ κεκρυμμένῳ ἐν τῷ ἀγρῷ, ὃν εὑρὼν ἄνθρωπος ἔκρυψεν, καὶ ἀπὸ τῆς χαρᾶς (charàs) αὐτοῦ ὑπάγει καὶ πωλεῖ πάντα ὅσα ἔχει καὶ ἀγοράζει τὸν ἀγρὸν ἐκεῖνον
    Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto in un campo; un uomo lo trova e lo nasconde di nuovo, poi va, pieno di gioia, e vende tutti i suoi averi e compra quel campo
  • Matteo 25,21 ἔφη αὐτῷ ὁ κύριος αὐτοῦ· Εὖ, δοῦλε ἀγαθὲ καὶ πιστέ, ἐπὶ ὀλίγα ἦς πιστός, ἐπὶ πολλῶν σε καταστήσω· εἴσελθε εἰς τὴν χαρὰν (charàn) τοῦ κυρίου σου
    Il suo padrone gli disse: Va bene, servo buono e fedele; sei stato fedele in poca cosa, ti costituirò sopra molte cose; entra nella gioia del tuo Signore

v. 10 τότε λέγει αὐταῖς ὁ ἰησοῦς, μὴ φοβεῖσθε· ὑπάγετε ἀπαγγείλατε (apanghéilate) τοῖς ἀδελφοῖς μου ἵνα ἀπέλθωσιν εἰς τὴν γαλιλαίαν, κἀκεῖ με ὄψονται
Tunc ait illis Jesus: Nolite timere: ite, nuntiare fratribus meis ut eant in Galilæam; ibi me videbunt
Allora Gesù disse loro: Non temete; andate ad annunziare ai miei fratelli che vadano in Galilea e là mi vedranno

ἀπαγγέλλω (apanghéllo) annunciare, proclamare, far conoscere:

  • Matteo 12,18 Ἰδοὺ ὁ παῖς μου ὃν ᾑρέτισα, ὁ ἀγαπητός μου εἰς ὃν εὐδόκησεν ἡ ψυχή μου· θήσω τὸ πνεῦμά μου ἐπ’ αὐτόν, καὶ κρίσιν τοῖς ἔθνεσιν ἀπαγγελεῖ (apangheléi)
    Ecco il mio servo che io ho scelto; il mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto. Porrò il mio spirito sopra di lui e annunzierà la giustizia alle genti
  • Luca 24,9 καὶ ὑποστρέψασαι ἀπὸ τοῦ μνημείου ἀπήγγειλαν (apéngheilan) ταῦτα πάντα τοῖς ἕνδεκα καὶ πᾶσιν τοῖς λοιποῖς
    E, tornate dal sepolcro, annunziarono tutto questo agli Undici e a tutti gli altri
  • Marco 16,12 Μετὰ δὲ ταῦτα δυσὶν ἐξ αὐτῶν περιπατοῦσιν ἐφανερώθη ἐν ἑτέρᾳ μορφῇ πορευομένοις εἰς ἀγρόν· κἀκεῖνοι ἀπελθόντες ἀπήγγειλαν (apéngheilan) τοῖς λοιποῖς· οὐδὲ ἐκείνοις ἐπίστευσαν
    Dopo ciò, apparve a due di loro sotto altro aspetto, mentre erano in cammino verso la campagna. Anch’essi ritornarono ad annunziarlo agli altri; ma neanche a loro vollero credere

E’ di nuovo ancora Pasqua!
La nostra quaresima/quarantena finisce con una pietra rotolata, con la gioia mista al timore, con la voglia di mettersi a correre e a urlare in mezzo alle strade.
Con una morte che sembrava priva di senso e che invece dà senso alle nostre vite.
Grazie Signore, è di nuovo ancora Pasqua: Gesù è risorto come aveva detto, surrexit sicut dixit!!!

Hoc est corpus meum

Trincea – Otto Dix

Domenica 5 aprile 2020 – Domenica delle Palme

Matteo 26,14 – 27,66
26,14 Allora uno dei Dodici, chiamato Giuda Iscariota, andò dai sommi sacerdoti 15 e disse: «Quanto mi volete dare perché io ve lo consegni?». E quelli gli fissarono trenta monete d’argento16 Da quel momento cercava l’occasione propizia per consegnarlo.
17 Il primo giorno degli Azzimi, i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero: «Dove vuoi che ti prepariamo, per mangiare la Pasqua?». 18 Ed egli rispose: «Andate in città, da un tale, e ditegli: Il Maestro ti manda a dire: Il mio tempo è vicino; farò la Pasqua da te con i miei discepoli». 19 I discepoli fecero come aveva loro ordinato Gesù, e prepararono la Pasqua.
20 Venuta la sera, si mise a mensa con i Dodici. 21 Mentre mangiavano disse: «In verità io vi dico, uno di voi mi tradirà». 22 Ed essi, addolorati profondamente, incominciarono ciascuno a domandargli: «Sono forse io, Signore?». 23 Ed egli rispose: «Colui che ha intinto con me la mano nel piatto, quello mi tradirà. 24 Il Figlio dell’uomo se ne va, come è scritto di lui, ma guai a colui dal quale il Figlio dell’uomo viene tradito; sarebbe meglio per quell’uomo se non fosse mai nato!». 25 Giuda, il traditore, disse: «Rabbì, sono forse io?». Gli rispose: «Tu l’hai detto».
26 Ora, mentre essi mangiavano, Gesù prese il pane e, pronunziata la benedizione, lo spezzò e lo diede ai discepoli dicendo: «Prendete e mangiate; questo è il mio corpo». 27 Poi prese il calice e, dopo aver reso grazie, lo diede loro, dicendo: «Bevetene tutti, 28 perché questo è il mio sangue dell’alleanza, versato per molti, in remissione dei peccati. 29 Io vi dico che da ora non berrò più di questo frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo con voi nel regno del Padre mio».
30 E dopo aver cantato l’inno, uscirono verso il monte degli Ulivi. 31 Allora Gesù disse loro: «Voi tutti vi scandalizzerete per causa mia in questa notte. Sta scritto infatti:
Percuoterò il pastore e saranno disperse le pecore del gregge,
32 ma dopo la mia risurrezione, vi precederò in Galilea». 33 E Pietro gli disse: «Anche se tutti si scandalizzassero di te, io non mi scandalizzerò mai». 34 Gli disse Gesù: «In verità ti dico: questa notte stessa, prima che il gallo canti, mi rinnegherai tre volte». 35 E Pietro gli rispose: «Anche se dovessi morire con te, non ti rinnegherò». Lo stesso dissero tutti gli altri discepoli.
36 Allora Gesù andò con loro in un podere, chiamato Getsèmani, e disse ai discepoli: «Sedetevi qui, mentre io vado là a pregare». 37 E presi con sé Pietro e i due figli di Zebedèo, cominciò a provare tristezza e angoscia. 38 Disse loro: «La mia anima è triste fino alla morte; restate qui e vegliate con me». 39 E avanzatosi un poco, si prostrò con la faccia a terra e pregava dicendo: «Padre mio, se è possibile, passi da me questo calice! Però non come voglio io, ma come vuoi tu!». 40 Poi tornò dai discepoli e li trovò che dormivano. E disse a Pietro: «Così non siete stati capaci di vegliare un’ora sola con me? 41 Vegliate e pregate, per non cadere in tentazione. Lo spirito è pronto, ma la carne è debole». 42 E di nuovo, allontanatosi, pregava dicendo: «Padre mio, se questo calice non può passare da me senza che io lo beva, sia fatta la tua volontà». 43 E tornato di nuovo trovò i suoi che dormivano, perché gli occhi loro si erano appesantiti. 44 E lasciatili, si allontanò di nuovo e pregò per la terza volta, ripetendo le stesse parole. 45 Poi si avvicinò ai discepoli e disse loro: «Dormite ormai e riposate! Ecco, è giunta l’ora nella quale il Figlio dell’uomo sarà consegnato in mano ai peccatori. 46 Alzatevi, andiamo; ecco, colui che mi tradisce si avvicina».
47 Mentre parlava ancora, ecco arrivare Giuda, uno dei Dodici, e con lui una gran folla con spade e bastoni, mandata dai sommi sacerdoti e dagli anziani del popolo. 48 Il traditore aveva dato loro questo segnale dicendo: «Quello che bacerò, è lui; arrestatelo!». 49 E subito si avvicinò a Gesù e disse: «Salve, Rabbì!». E lo baciò. 50 E Gesù gli disse: «Amico, per questo sei qui!». Allora si fecero avanti e misero le mani addosso a Gesù e lo arrestarono. 51 Ed ecco, uno di quelli che erano con Gesù, messa mano alla spada, la estrasse e colpì il servo del sommo sacerdote staccandogli un orecchio.
52 Allora Gesù gli disse: «Rimetti la spada nel fodero, perché tutti quelli che mettono mano alla spada periranno di spada. 53 Pensi forse che io non possa pregare il Padre mio, che mi darebbe subito più di dodici legioni di angeli? 54 Ma come allora si adempirebbero le Scritture, secondo le quali così deve avvenire?». 55 In quello stesso momento Gesù disse alla folla: «Siete usciti come contro un brigante, con spade e bastoni, per catturarmi. Ogni giorno stavo seduto nel tempio ad insegnare, e non mi avete arrestato. 56 Ma tutto questo è avvenuto perché si adempissero le Scritture dei profeti». Allora tutti i discepoli, abbandonatolo, fuggirono.
57 Or quelli che avevano arrestato Gesù, lo condussero dal sommo sacerdote Caifa, presso il quale già si erano riuniti gli scribi e gli anziani. 58 Pietro intanto lo aveva seguito da lontano fino al palazzo del sommo sacerdote; ed entrato anche lui, si pose a sedere tra i servi, per vedere la conclusione.
59 I sommi sacerdoti e tutto il sinedrio cercavano qualche falsa testimonianza contro Gesù, per condannarlo a morte; 60 ma non riuscirono a trovarne alcuna, pur essendosi fatti avanti molti falsi testimoni. 61 Finalmente se ne presentarono due, che affermarono: «Costui ha dichiarato: Posso distruggere il tempio di Dio e ricostruirlo in tre giorni». 62 Alzatosi il sommo sacerdote gli disse: «Non rispondi nulla? Che cosa testimoniano costoro contro di te?». 63 Ma Gesù taceva. Allora il sommo sacerdote gli disse: «Ti scongiuro, per il Dio vivente, perché ci dica se tu sei il Cristo, il Figlio di Dio». 64 «Tu l’hai detto, gli rispose Gesù, anzi io vi dico: d’ora innanzi vedrete il Figlio dell’uomo seduto alla destra di Dio, e venire sulle nubi del cielo».
65 Allora il sommo sacerdote si stracciò le vesti dicendo: «Ha bestemmiato! Perché abbiamo ancora bisogno di testimoni? Ecco, ora avete udito la bestemmia; 66 che ve ne pare?». E quelli risposero: «È reo di morte!». 67 Allora gli sputarono in faccia e lo schiaffeggiarono; altri lo bastonavano, 68 dicendo: «Indovina, Cristo! Chi è che ti ha percosso?».
69 Pietro intanto se ne stava seduto fuori, nel cortile. Una serva gli si avvicinò e disse: «Anche tu eri con Gesù, il Galileo!». 70 Ed egli negò davanti a tutti: «Non capisco che cosa tu voglia dire». 71 Mentre usciva verso l’atrio, lo vide un’altra serva e disse ai presenti: «Costui era con Gesù, il Nazareno». 72 Ma egli negò di nuovo giurando: «Non conosco quell’uomo». 73 Dopo un poco, i presenti gli si accostarono e dissero a Pietro: «Certo anche tu sei di quelli; la tua parlata ti tradisce!». 74 Allora egli cominciò a imprecare e a giurare: «Non conosco quell’uomo!». E subito un gallo cantò. 75 E Pietro si ricordò delle parole dette da Gesù: «Prima che il gallo canti, mi rinnegherai tre volte». E uscito all’aperto, pianse amaramente.

27,1 Venuto il mattino, tutti i sommi sacerdoti e gli anziani del popolo tennero consiglio contro Gesù, per farlo morire. 2 Poi, messolo in catene, lo condussero e consegnarono al governatore Pilato.
3 Allora Giuda, il traditore, vedendo che Gesù era stato condannato, si pentì e riportò le trenta monete d’argento ai sommi sacerdoti e agli anziani 4 dicendo: «Ho peccato, perché ho tradito sangue innocente». Ma quelli dissero: «Che ci riguarda? Veditela tu!». 5 Ed egli, gettate le monete d’argento nel tempio, si allontanò e andò ad impiccarsi. 6 Ma i sommi sacerdoti, raccolto quel denaro, dissero: «Non è lecito metterlo nel tesoro, perché è prezzo di sangue». 7 E tenuto consiglio, comprarono con esso il Campo del vasaio per la sepoltura degli stranieri. 8 Perciò quel campo fu denominato “Campo di sangue” fino al giorno d’oggi. 9 Allora si adempì quanto era stato detto dal profeta Geremia: E presero trenta denari d’argento, il prezzo del venduto, che i figli di Israele avevano mercanteggiato, 10 e li diedero per il campo del vasaio, come mi aveva ordinato il Signore.
11 Gesù intanto comparve davanti al governatore, e il governatore l’interrogò dicendo: «Sei tu il re dei Giudei?». Gesù rispose «Tu lo dici». 12 E mentre lo accusavano i sommi sacerdoti e gli anziani, non rispondeva nulla. 13 Allora Pilato gli disse: «Non senti quante cose attestano contro di te?». 14 Ma Gesù non gli rispose neanche una parola, con grande meraviglia del governatore.
15 Il governatore era solito, per ciascuna festa di Pasqua, rilasciare al popolo un prigioniero, a loro scelta. 16 Avevano in quel tempo un prigioniero famoso, detto Barabba. 17 Mentre quindi si trovavano riuniti, Pilato disse loro: «Chi volete che vi rilasci: Barabba o Gesù chiamato il Cristo?». 18 Sapeva bene infatti che glielo avevano consegnato per invidia.
19 Mentre egli sedeva in tribunale, sua moglie gli mandò a dire: «Non avere a che fare con quel giusto; perché oggi fui molto turbata in sogno, per causa sua». 20 Ma i sommi sacerdoti e gli anziani persuasero la folla a richiedere Barabba e a far morire Gesù. 21 Allora il governatore domandò: «Chi dei due volete che vi rilasci?». Quelli risposero: «Barabba!». 22 Disse loro Pilato: «Che farò dunque di Gesù chiamato il Cristo?». Tutti gli risposero: «Sia crocifisso!». 23 Ed egli aggiunse: «Ma che male ha fatto?». Essi allora urlarono: «Sia crocifisso!».
24 Pilato, visto che non otteneva nulla, anzi che il tumulto cresceva sempre più, presa dell’acqua, si lavò le mani davanti alla folla: «Non sono responsabile, disse, di questo sangue; vedetevela voi!». 25 E tutto il popolo rispose: «Il suo sangue ricada sopra di noi e sopra i nostri figli». 26 Allora rilasciò loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò ai soldati perché fosse crocifisso.
27 Allora i soldati del governatore condussero Gesù nel pretorio e gli radunarono attorno tutta la coorte. 28 Spogliatolo, gli misero addosso un manto scarlatto 29 e, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo, con una canna nella destra; poi mentre gli si inginocchiavano davanti, lo schernivano: «Salve, re dei Giudei!». 30 E sputandogli addosso, gli tolsero di mano la canna e lo percuotevano sul capo. 31 Dopo averlo così schernito, lo spogliarono del mantello, gli fecero indossare i suoi vestiti e lo portarono via per crocifiggerlo.
32 Mentre uscivano, incontrarono un uomo di Cirene, chiamato Simone, e lo costrinsero a prender su la croce di lui. 33 Giunti a un luogo detto Gòlgota, che significa luogo del cranio, 34 gli diedero da bere vino mescolato con fiele; ma egli, assaggiatolo, non ne volle bere. 35 Dopo averlo quindi crocifisso, si spartirono le sue vesti tirandole a sorte. 36 E sedutisi, gli facevano la guardia. 37 Al di sopra del suo capo, posero la motivazione scritta della sua condanna: «Questi è Gesù, il re dei Giudei».
38 Insieme con lui furono crocifissi due ladroni, uno a destra e uno a sinistra.
39 E quelli che passavano di là lo insultavano scuotendo il capo e dicendo: 40 «Tu che distruggi il tempio e lo ricostruisci in tre giorni, salva te stesso! Se tu sei Figlio di Dio, scendi dalla croce!». 41 Anche i sommi sacerdoti con gli scribi e gli anziani lo schernivano: 42 «Ha salvato gli altri, non può salvare se stesso. È il re d’Israele, scenda ora dalla croce e gli crederemo. 43 Ha confidato in Dio; lo liberi lui ora, se gli vuol bene. Ha detto infatti: Sono Figlio di Dio!». 44 Anche i ladroni crocifissi con lui lo oltraggiavano allo stesso modo. 45 Da mezzogiorno fino alle tre del pomeriggio si fece buio su tutta la terra. 46 Verso le tre, Gesù gridò a gran voce: «Elì, Elì, lemà sabactàni?», che significa: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?». 47 Udendo questo, alcuni dei presenti dicevano: «Costui chiama Elia». 48 E subito uno di loro corse a prendere una spugna e, imbevutala di aceto, la fissò su una canna e così gli dava da bere49 Gli altri dicevano: «Lascia, vediamo se viene Elia a salvarlo!». 50 E Gesù, emesso un alto grido, spirò.
51 Ed ecco il velo del tempio si squarciò in due da cima a fondo, la terra si scosse, le rocce si spezzarono, 52 i sepolcri si aprirono e molti corpi di santi morti risuscitarono. 53 E uscendo dai sepolcri, dopo la sua risurrezione, entrarono nella città santa e apparvero a molti. 54 Il centurione e quelli che con lui facevano la guardia a Gesù, sentito il terremoto e visto quel che succedeva, furono presi da grande timore e dicevano: «Davvero costui era Figlio di Dio!».
55 C’erano anche là molte donne che stavano a osservare da lontano; esse avevano seguito Gesù dalla Galilea per servirlo. 56 Tra costoro Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo e di Giuseppe, e la madre dei figli di Zebedèo.
57 Venuta la sera giunse un uomo ricco di Arimatèa, chiamato Giuseppe, il quale era diventato anche lui discepolo di Gesù. 58 Egli andò da Pilato e gli chiese il corpo di Gesù. Allora Pilato ordinò che gli fosse consegnato. 59 Giuseppe, preso il corpo di Gesù, lo avvolse in un candido lenzuolo 60 e lo depose nella sua tomba nuova, che si era fatta scavare nella roccia; rotolata poi una gran pietra sulla porta del sepolcro, se ne andò. 61 Erano lì, davanti al sepolcro, Maria di Màgdala e l’altra Maria.
62 Il giorno seguente, quello dopo la Parasceve, si riunirono presso Pilato i sommi sacerdoti e i farisei, dicendo: 63 «Signore, ci siamo ricordati che quell’impostore disse mentre era vivo: Dopo tre giorni risorgerò. 64 Ordina dunque che sia vigilato il sepolcro fino al terzo giorno, perché non vengano i suoi discepoli, lo rubino e poi dicano al popolo: È risuscitato dai morti. Così quest’ultima impostura sarebbe peggiore della prima!». 65 Pilato disse loro: «Avete la vostra guardia, andate e assicuratevi come credete». 66 Ed essi andarono e assicurarono il sepolcro, sigillando la pietra e mettendovi la guardia

Difficile scegliere tre sole parole; ne evidenzio alcune, tra le tante, per rappresentare momenti che, vista la quaresima-quarantena che stiamo vivendo, assumono una luce particolare

v. 26 Ἐσθιόντων δὲ αὐτῶν λαβὼν ὁ Ἰησοῦς ἄρτον καὶ εὐλογήσας ἔκλασεν (éklasen) καὶ δοὺς τοῖς μαθηταῖς εἶπεν· Λάβετε φάγετε, τοῦτό ἐστιν τὸ σῶμά μου
Cœnantibus autem eis, accepit Jesus panem, et benedixit, ac fregit, deditque discipulis suis, et ait: Accipite, et comedite: hoc est corpus meum
Mentre mangiavano, Gesù prese del pane e, dopo aver detto la benedizione, lo spezzò e lo diede ai suoi discepoli dicendo: Prendete, mangiate, questo è il mio corpo

κλάω (klào) rompere, spezzare, in latino frangere; nei vangeli viene usato solamente in riferimento al pane, nelle due moltiplicazioni e nella cena con i due di Emmaus:

  • Matteo 14,19 καὶ κελεύσας τοὺς ὄχλους ἀνακλιθῆναι ἐπὶ τοῦ χόρτου, λαβὼν τοὺς πέντε ἄρτους καὶ τοὺς δύο ἰχθύας, ἀναβλέψας εἰς τὸν οὐρανὸν εὐλόγησεν καὶ κλάσας (klàsas) ἔδωκεν τοῖς μαθηταῖς τοὺς ἄρτους οἱ δὲ μαθηταὶ τοῖς ὄχλοις
    E dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull’erba, prese i cinque pani e i due pesci e, alzati gli occhi al cielo, pronunziò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli e i discepoli li distribuirono alla folla
  • Matteo 15,36 ἔλαβεν τοὺς ἑπτὰ ἄρτους καὶ τοὺς ἰχθύας καὶ εὐχαριστήσας ἔκλασεν (éklasen) καὶ ἐδίδου τοῖς μαθηταῖς οἱ δὲ μαθηταὶ τοῖς ὄχλοις
    Gesù prese i sette pani e i pesci, rese grazie, li spezzò, li dava ai discepoli, e i discepoli li distribuivano alla folla
  • Luca 24,30 καὶ ἐγένετο ἐν τῷ κατακλιθῆναι αὐτὸν μετ’ αὐτῶν λαβὼν τὸν ἄρτον εὐλόγησεν καὶ κλάσας (klàsas) ἐπεδίδου αὐτοῖς
    Quando fu a tavola con loro, prese il pane, disse la benedizione, lo spezzò e lo diede loro

v. 40 καὶ ἔρχεται πρὸς τοὺς μαθητὰς καὶ εὑρίσκει αὐτοὺς καθεύδοντας (kathéudontas), καὶ λέγει τῷ Πέτρῳ· Οὕτως οὐκ ἰσχύσατε μίαν ὥραν γρηγορῆσαι μετ’ ἐμοῦ;
Et venit ad discipulos suos, et invenit eos dormientes, et dicit Petro: Sic non potuistis una hora vigilare mecum?
Poi tornò dai discepoli e li trovò addormentati. E disse a Pietro: «Così non siete stati capaci di vegliare un’ora sola con me?

v 43 καὶ ἐλθὼν πάλιν εὗρεν αὐτοὺς καθεύδοντας (kathéudontas), ἦσαν γὰρ αὐτῶν οἱ ὀφθαλμοὶ βεβαρημένοι
Et venit iterum, et invenit eos dormientes: erant enim oculi eorum gravati
E tornato di nuovo trovò i suoi che dormivano, perché gli occhi loro si erano appesantiti

v. 45 τότε ἔρχεται πρὸς τοὺς μαθητὰς καὶ λέγει αὐτοῖς· Καθεύδετε (kathéudete) τὸ λοιπὸν καὶ ἀναπαύεσθε· ἰδοὺ ἤγγικεν ἡ ὥρα καὶ ὁ υἱὸς τοῦ ἀνθρώπου παραδίδοται εἰς χεῖρας ἁμαρτωλῶν
Tunc venit ad discipulos suos, et dicit illis: Dormite jam, et requiescite: ecce appropinquavit hora, et Filius hominis tradetur in manus peccatorum
Poi si avvicinò ai discepoli e disse loro: Dormite ormai e riposate! Ecco, è giunta l’ora nella quale il Figlio dell’uomo sarà consegnato in mano ai peccatori

καθεύδω (kathéudo) dormire, addormentarsi, non riuscire a rimanere svegli nonostante quello che sta succedendo intorno:

  • Matteo 8,24 καὶ ἰδοὺ σεισμὸς μέγας ἐγένετο ἐν τῇ θαλάσσῃ, ὥστε τὸ πλοῖον καλύπτεσθαι ὑπὸ τῶν κυμάτων, αὐτὸς δὲ ἐκάθευδεν (ekàtheuden)
    Ed ecco scatenarsi nel mare una tempesta così violenta che la barca era ricoperta dalle onde; ed egli dormiva
  • Matteo 13,25 ἐν δὲ τῷ καθεύδειν (kathéudein) τοὺς ἀνθρώπους ἦλθεν αὐτοῦ ὁ ἐχθρὸς καὶ ἐπέσπειρεν ζιζάνια ἀνὰ μέσον τοῦ σίτου καὶ ἀπῆλθεν
    Ma mentre tutti dormivano venne il suo nemico, seminò zizzania in mezzo al grano e se ne andò
  • Matteo 25,5 χρονίζοντος δὲ τοῦ νυμφίου ἐνύσταξαν πᾶσαι καὶ ἐκάθευδον (ekathéudon)
    Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e dormirono

v. 50 ὁ δὲ Ἰησοῦς πάλιν κράξας φωνῇ μεγάλῃ ἀφῆκεν (aphéken) τὸ πνεῦμα
Jesus autem iterum clamans voce magna, emisit spiritum
E Gesù, avendo di nuovo gridato con gran voce, rese lo spirito

ἀφίημι (aphìemi) mandare via, lasciar andare, lasciar partire:

  • Matteo 4,20 οἱ δὲ εὐθέως ἀφέντες (aphéntes) τὰ δίκτυα ἠκολούθησαν αὐτῷ
    Ed essi subito, lasciate le reti, lo seguirono
  • Matteo 18,12 τί ὑμῖν δοκεῖ; ἐὰν γένηταί τινι ἀνθρώπῳ ἑκατὸν πρόβατα καὶ πλανηθῇ ἓν ἐξ αὐτῶν, οὐχὶ ἀφήσει (aphései) τὰ ἐνενήκοντα ἐννέα ἐπὶ τὰ ὄρη καὶ πορευθεὶς ζητεῖ τὸ πλανώμενον;
    Che ve ne pare? Se un uomo ha cento pecore e ne smarrisce una, non lascerà forse le novantanove sui monti, per andare in cerca di quella perduta?
  • Matteo 19,29 καὶ πᾶς ὅστις ἀφῆκεν (aphéken) οἰκίας ἢ ἀδελφοὺς ἢ ἀδελφὰς ἢ πατέρα ἢ μητέρα ἢ γυναῖκα ἢ τέκνα ἢ ἀγροὺς ἕνεκεν τοῦ ὀνόματός μου, ἑκατονταπλασίονα λήμψεται καὶ ζωὴν αἰώνιον κληρονομήσει
    Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna

“Davvero costui era il figlio di Dio”; oggi stiamo così, davanti alla croce, sotto la croce, e cerchiamo anche noi di balbettare che davvero, davvero costui era il figlio di Dio…
Perché come dice Paolo “ogni lingua proclami «Gesù Cristo è Signore!»” (Fil 2,11)

“Restiamo ai piedi della croce per imparare ad amare.
E a fuggire il dolore inutile.
E a lasciarci convertire dallo spettacolo di un Dio che muore per amore” (Paolo Curtaz)