Ego sum resurrectio et vita

Light and Colour (Goethe’s Theory) – William Turner

Domenica 29 marzo 2020 – Quinta di Quaresima

Giovanni 11, 1-45
1 Era allora malato un certo Lazzaro di Betània, il villaggio di Maria e di Marta sua sorella. 2 Maria era quella che aveva cosparso di olio profumato il Signore e gli aveva asciugato i piedi con i suoi capelli; suo fratello Lazzaro era malato. 3 Le sorelle mandarono dunque a dirgli: «Signore, ecco, il tuo amico è malato».
4 All’udire questo, Gesù disse: «Questa malattia non è per la morte, ma per la gloria di Dio, perché per essa il Figlio di Dio venga glorificato». 5 Gesù voleva molto bene a Marta, a sua sorella e a Lazzaro. 6 Quand’ebbe dunque sentito che era malato, si trattenne due giorni nel luogo dove si trovava. 7 Poi, disse ai discepoli: «Andiamo di nuovo in Giudea!». 8 I discepoli gli dissero: «Rabbì, poco fa i Giudei cercavano di lapidarti e tu ci vai di nuovo?». 9 Gesù rispose: «Non sono forse dodici le ore del giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo; 10 ma se invece uno cammina di notte, inciampa, perché gli manca la luce». 11 Così parlò e poi soggiunse loro: «Il nostro amico Lazzaro s’è addormentato; ma io vado a svegliarlo». 12 Gli dissero allora i discepoli: «Signore, se s’è addormentato, guarirà». 13 Gesù parlava della morte di lui, essi invece pensarono che si riferisse al riposo del sonno. 14 Allora Gesù disse loro apertamente: «Lazzaro è morto 15 e io sono contento per voi di non essere stato là, perché voi crediate. Orsù, andiamo da lui!». 16 Allora Tommaso, chiamato Dìdimo, disse ai condiscepoli: «Andiamo anche noi a morire con lui!».
17 Venne dunque Gesù e trovò Lazzaro che era già da quattro giorni nel sepolcro. 18 Betània distava da Gerusalemme meno di due miglia 19 e molti Giudei erano venuti da Marta e Maria per consolarle per il loro fratello. 20 Marta dunque, come seppe che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. 21 Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! 22 Ma anche ora so che qualunque cosa chiederai a Dio, egli te la concederà». 23 Gesù le disse: «Tuo fratello risusciterà». 24 Gli rispose Marta: «So che risusciterà nell’ultimo giorno». 25 Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; 26 chiunque vive e crede in me, non morrà in eterno. Credi tu questo?». 27 Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio che deve venire nel mondo».
28 Dopo queste parole se ne andò a chiamare di nascosto Maria, sua sorella, dicendo: «Il Maestro è qui e ti chiama». 29 Quella, udito ciò, si alzò in fretta e andò da lui. 30 Gesù non era entrato nel villaggio, ma si trovava ancora là dove Marta gli era andata incontro. 31 Allora i Giudei che erano in casa con lei a consolarla, quando videro Maria alzarsi in fretta e uscire, la seguirono pensando: «Va al sepolcro per piangere là». 32 Maria, dunque, quando giunse dov’era Gesù, vistolo si gettò ai suoi piedi dicendo: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!». 33 Gesù allora quando la vide piangere e piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, si commosse profondamente, si turbò e disse: 34 «Dove l’avete posto?». Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!». 35 Gesù scoppiò in pianto. 36 Dissero allora i Giudei: «Vedi come lo amava!». 37 Ma alcuni di loro dissero: «Costui che ha aperto gli occhi al cieco non poteva anche far sì che questi non morisse?».
38 Intanto Gesù, ancora profondamente commosso, si recò al sepolcro; era una grotta e contro vi era posta una pietra. 39 Disse Gesù: «Togliete la pietra!». Gli rispose Marta, la sorella del morto: «Signore, già manda cattivo odore, poiché è di quattro giorni». 40 Le disse Gesù: «Non ti ho detto che, se credi, vedrai la gloria di Dio?». 41 Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti ringrazio che mi hai ascoltato. 42 Io sapevo che sempre mi dai ascolto, ma l’ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato». 43 E, detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». 44 Il morto uscì, con i piedi e le mani avvolti in bende, e il volto coperto da un sudario. Gesù disse loro: «Scioglietelo e lasciatelo andare».
45 Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di quel che egli aveva compiuto, credettero in lui

Morte e risurrezione: i nostri nonni li chiamavano i Novissimi riferendosi alle cose ultime della vita dell’uomo; Marta dice a Gesù: Scio quia resurget in resurrectione in novissimo die, so che risorgerà nella risurrezione nell’ultimo giorno. In greco ἔσχατα  (éschata) da cui escatologia, la dottrina che riguarda i destini ultimi dell’umanità e del singolo

v. 14-15 τότε οὖν εἶπεν αὐτοῖς ὁ Ἰησοῦς παρρησίᾳ· Λάζαρος ἀπέθανεν (apéthanen), καὶ χαίρω δι’ ὑμᾶς, ἵνα πιστεύσητε, ὅτι οὐκ ἤμην ἐκεῖ· ἀλλὰ ἄγωμεν πρὸς αὐτόν
Tunc ergo Jesus dixit eis manifeste: Lazarus mortuus est: et gaudeo propter vos, ut credatis, quoniam non eram ibi, sed eamus ad eum
Allora Gesù disse loro apertamente: Lazzaro è morto, e per voi mi rallegro di non essere stato là, affinché crediate; ma ora, andiamo da lui!

ἀποθνῄσκω (apothnésko) morire; verbo molto presente nel vangelo di Giovanni, solo in questo capitolo undici compare ben nove volte:

  • Giovanni 4,49 λέγει πρὸς αὐτὸν ὁ βασιλικός· Κύριε, κατάβηθι πρὶν ἀποθανεῖν (apothanéin) τὸ παιδίον μου
    Ma il funzionario del re insistette: Signore, scendi prima che il mio bambino muoia
  • Giovanni 6,49 οἱ πατέρες ὑμῶν ἔφαγον ἐν τῇ ἐρήμῳ τὸ μάννα καὶ ἀπέθανον (apéthanon)· οὗτός ἐστιν ὁ ἄρτος ὁ ἐκ τοῦ οὐρανοῦ καταβαίνων ἵνα τις ἐξ αὐτοῦ φάγῃ καὶ μὴ ἀποθάνῃ (apothàne)
    I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia
  • Giovanni 12,24 ἀμὴν ἀμὴν λέγω ὑμῖν, ἐὰν μὴ ὁ κόκκος τοῦ σίτου πεσὼν εἰς τὴν γῆν ἀποθάνῃ (apothàne), αὐτὸς μόνος μένει· ἐὰν δὲ ἀποθάνῃ (apothàne), πολὺν καρπὸν φέρει
    In verità, in verità vi dico: se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto

v. 31 οἱ οὖν Ἰουδαῖοι οἱ ὄντες μετ’ αὐτῆς ἐν τῇ οἰκίᾳ καὶ παραμυθούμενοι αὐτήν, ἰδόντες τὴν Μαριὰμ ὅτι ταχέως ἀνέστη (anéste) καὶ ἐξῆλθεν, ἠκολούθησαν αὐτῇ δόξαντες ὅτι ὑπάγει εἰς τὸ μνημεῖον ἵνα κλαύσῃ ἐκεῖ
Judæi ergo, qui erant cum ea in domo, et consolabantur eam, cum vidissent Mariam quia cito surrexit, et exiit, secuti sunt eam dicentes: Quia vadit ad monumentum, ut ploret ibi
Quando dunque i Giudei, che erano in casa con lei e la consolavano, videro che Maria si era alzata in fretta ed era uscita, la seguirono, pensando andasse al sepolcro a piangere

ἀνίστημι (anìstemi) alzarsi, sorgere ma anche ri-sorgere (surrexit in latino); è uno dei due verbi utilizzati per la risurrezione:

  • Giovanni 6,44 οὐδεὶς δύναται ἐλθεῖν πρός με ἐὰν μὴ ὁ πατὴρ ὁ πέμψας με ἑλκύσῃ αὐτόν, κἀγὼ ἀναστήσω (anastéso) αὐτὸν ἐν τῇ ἐσχάτῃ (eskàte) ἡμέρᾳ
    Nessuno può venire a me, se non lo attira il padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno
  • Giovanni 6,54 ὁ τρώγων μου τὴν σάρκα καὶ πίνων μου τὸ αἷμα ἔχει ζωὴν αἰώνιον, κἀγὼ ἀναστήσω (anastéso) αὐτὸν τῇ ἐσχάτῃ ἡμέρᾳ
    Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno
  • Giovanni 20,9 οὐδέπω γὰρ ᾔδεισαν τὴν γραφὴν ὅτι δεῖ αὐτὸν ἐκ νεκρῶν ἀναστῆναι (anasténai)
    Non avevano infatti ancora compreso la Scrittura, che egli doveva risuscitare dai morti

v. 41 ἦραν (éran) οὖν τὸν λίθον. ὁ δὲ Ἰησοῦς ἦρεν (éren) τοὺς ὀφθαλμοὺς ἄνω καὶ εἶπεν· Πάτερ, εὐχαριστῶ σοι ὅτι ἤκουσάς μου
Tulerunt ergo lapidem: Jesus autem, elevatis sursum oculis, dixit: Pater, gratias ago tibi quoniam audisti me
Sollevarono dunque la pietra. Gesù alzò gli occhi al cielo e disse: Padre, ti ringrazio perché mi hai esaudito

αἴρω (àiro) elevare, sollevare, portare in alto (in questo caso una pietra e gli occhi): un verbo che Giovanni nel capitolo venti riferirà proprio al corpo di Gesù, scomparso, sollevato:

  • Giovanni 20,1-2 Τῇ δὲ μιᾷ τῶν σαββάτων Μαρία ἡ Μαγδαληνὴ ἔρχεται πρωῒ σκοτίας ἔτι οὔσης εἰς τὸ μνημεῖον, καὶ βλέπει τὸν λίθον ἠρμένον (erménon) ἐκ τοῦ μνημείου. τρέχει οὖν καὶ ἔρχεται πρὸς Σίμωνα Πέτρον καὶ πρὸς τὸν ἄλλον μαθητὴν ὃν ἐφίλει ὁ Ἰησοῦς, καὶ λέγει αὐτοῖς· Ἦραν (éran) τὸν κύριον ἐκ τοῦ μνημείου, καὶ οὐκ οἴδαμεν ποῦ ἔθηκαν αὐτόν
    Il primo giorno della settimana, la mattina presto, mentre era ancora buio, Maria Maddalena andò al sepolcro e vide la pietra tolta dal sepolcro. Allora corse verso Simon Pietro e l’altro discepolo che Gesù amava e disse loro: Hanno tolto il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’abbiano messo
  • Giovanni 20,13 καὶ λέγουσιν αὐτῇ ἐκεῖνοι· Γύναι, τί κλαίεις; λέγει αὐτοῖς ὅτι Ἦραν (éran) τὸν κύριόν μου, καὶ οὐκ οἶδα ποῦ ἔθηκαν αὐτόν
    Ed essi le dissero: Donna, perché piangi? Rispose loro: Hanno portato via il mio Signore e non so dove lo hanno posto
  • Giovanni 20,15 λέγει αὐτῇ Ἰησοῦς· Γύναι, τί κλαίεις; τίνα ζητεῖς; ἐκείνη δοκοῦσα ὅτι ὁ κηπουρός ἐστιν λέγει αὐτῷ· Κύριε, εἰ σὺ ἐβάστασας αὐτόν, εἰπέ μοι ποῦ ἔθηκας αὐτόν, κἀγὼ αὐτὸν ἀρῶ (apò)
    Le disse Gesù: Donna, perché piangi? Chi cerchi?. Essa, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove lo hai posto e io lo prenderò

Lazare, veni foras!
In questa quaresima-quarantena, rinchiusi nelle nostre case, che bello sarebbe sentire il nostro nome ed essere chiamati ad uscire fuori!
Vieni fuori, ci sono io non temere!
Alziamoci, alziamo lo sguardo, Gesù si avvicina, un’occasione da non perdere!

Aperuit meos oculos

Hamlet – Lionel Le Jeune

Domenica 22 marzo 2020 – Quarta di Quaresima

Giovanni 9, 1-41
1 Passando vide un uomo cieco dalla nascita 2 e i suoi discepoli lo interrogarono: «Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché egli nascesse cieco?». 3 Rispose Gesù: «Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è così perché si manifestassero in lui le opere di Dio. 4 Dobbiamo compiere le opere di colui che mi ha mandato finché è giorno; poi viene la notte, quando nessuno può più operare. 5 Finché sono nel mondo, sono la luce del mondo». 6 Detto questo sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco 7 e gli disse: «Va’ a lavarti nella piscina di Sìloe (che significa Inviato)». Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva. 8 Allora i vicini e quelli che lo avevano visto prima, poiché era un mendicante, dicevano: «Non è egli quello che stava seduto a chiedere l’elemosina?». 9 Alcuni dicevano: «È lui»; altri dicevano: «No, ma gli assomiglia». Ed egli diceva: «Sono io!». 10 Allora gli chiesero: «Come dunque ti furono aperti gli occhi?». 11 Egli rispose: «Quell’uomo che si chiama Gesù ha fatto del fango, mi ha spalmato gli occhi e mi ha detto: Va’ a Sìloe e lavati! Io sono andato e, dopo essermi lavato, ho acquistato la vista». 12 Gli dissero: «Dov’è questo tale?». Rispose: «Non lo so».
13 Intanto condussero dai farisei quello che era stato cieco: 14 era infatti sabato il giorno in cui Gesù aveva fatto del fango e gli aveva aperto gli occhi. 15 Anche i farisei dunque gli chiesero di nuovo come avesse acquistato la vista. Ed egli disse loro: «Mi ha posto del fango sopra gli occhi, mi sono lavato e ci vedo». 16 Allora alcuni dei farisei dicevano: «Quest’uomo non viene da Dio, perché non osserva il sabato». Altri dicevano: «Come può un peccatore compiere tali prodigi?». E c’era dissenso tra di loro. 17 Allora dissero di nuovo al cieco: «Tu che dici di lui, dal momento che ti ha aperto gli occhi?». Egli rispose: «È un profeta!». 18 Ma i Giudei non vollero credere di lui che era stato cieco e aveva acquistato la vista, finché non chiamarono i genitori di colui che aveva ricuperato la vista. 19 E li interrogarono: «È questo il vostro figlio, che voi dite esser nato cieco? Come mai ora ci vede?». 20 I genitori risposero: «Sappiamo che questo è il nostro figlio e che è nato cieco; 21 come poi ora ci veda, non lo sappiamo, né sappiamo chi gli ha aperto gli occhi; chiedetelo a lui, ha l’età, parlerà lui di se stesso». 22 Questo dissero i suoi genitori, perché avevano paura dei Giudei; infatti i Giudei avevano già stabilito che, se uno lo avesse riconosciuto come il Cristo, venisse espulso dalla sinagoga. 23 Per questo i suoi genitori dissero: «Ha l’età, chiedetelo a lui!».
24 Allora chiamarono di nuovo l’uomo che era stato cieco e gli dissero: «Da’ gloria a Dio! Noi sappiamo che quest’uomo è un peccatore». 25 Quegli rispose: «Se sia un peccatore, non lo so; una cosa so: prima ero cieco e ora ci vedo». 26 Allora gli dissero di nuovo: «Che cosa ti ha fatto? Come ti ha aperto gli occhi?». 27 Rispose loro: «Ve l’ho già detto e non mi avete ascoltato; perché volete udirlo di nuovo? Volete forse diventare anche voi suoi discepoli?». 28 Allora lo insultarono e gli dissero: «Tu sei suo discepolo, noi siamo discepoli di Mosè! 29 Noi sappiamo infatti che a Mosè ha parlato Dio; ma costui non sappiamo di dove sia». 30 Rispose loro quell’uomo: «Proprio questo è strano, che voi non sapete di dove sia, eppure mi ha aperto gli occhi. 31 Ora, noi sappiamo che Dio non ascolta i peccatori, ma se uno è timorato di Dio e fa la sua volontà, egli lo ascolta. 32 Da che mondo è mondo, non s’è mai sentito dire che uno abbia aperto gli occhi a un cieco nato. 33 Se costui non fosse da Dio, non avrebbe potuto far nulla». 34 Gli replicarono: «Sei nato tutto nei peccati e vuoi insegnare a noi?». E lo cacciarono fuori.
35 Gesù seppe che l’avevano cacciato fuori, e incontratolo gli disse: «Tu credi nel Figlio dell’uomo?». 36 Egli rispose: «E chi è, Signore, perché io creda in lui?». 37 Gli disse Gesù: «Tu l’hai visto: colui che parla con te è proprio lui». 38 Ed egli disse: «Io credo, Signore!». E gli si prostrò innanzi. 39 Gesù allora disse: «Io sono venuto in questo mondo per giudicare, perché coloro che non vedono vedano e quelli che vedono diventino ciechi». 40 Alcuni dei farisei che erano con lui udirono queste parole e gli dissero: «Siamo forse ciechi anche noi?». 41 Gesù rispose loro: «Se foste ciechi, non avreste alcun peccato; ma siccome dite: Noi vediamo, il vostro peccato rimane»

In questa quaresima-quarantena abbiamo sempre più bisogno di una luce (φῶς phòs) in fondo al tunnel; noi non possediamo la luce, possiamo soltanto farci illuminare

v. 5 ὅταν ἐν τῷ κόσμῳ ὦ, φῶς (phòs) εἰμι τοῦ κόσμου
quamdiu sum in mundo, lux sum mundi
Mentre sono nel mondo, io sono la luce del mondo

φῶς (phòs) la luce, dalla stessa radice di φαίνω (phàino) e φημί (phemì), mostrare, far vedere; la luce è ciò che fa vedere, rende manifesto, fa apparire:

  • Giovanni 1,5 καὶ τὸ φῶς (phòs) ἐν τῇ σκοτίᾳ φαίνει, καὶ ἡ σκοτία αὐτὸ οὐ κατέλαβεν
    La luce splende nelle tenebre, ma le tenebre non l’hanno accolta
  • Giovanni 3,21 ὁ δὲ ποιῶν τὴν ἀλήθειαν ἔρχεται πρὸς τὸ φῶς (phòs), ἵνα φανερωθῇ (phanerothé) αὐτοῦ τὰ ἔργα ὅτι ἐν θεῷ ἐστιν εἰργασμένα
    Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio
  • Giovanni 12,46 ἐγὼ φῶς (phòs) εἰς τὸν κόσμον ἐλήλυθα, ἵνα πᾶς ὁ πιστεύων εἰς ἐμὲ ἐν τῇ σκοτίᾳ μὴ μείνῃ
    Io sono venuto come luce nel mondo, affinché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre

v. 16 ἔλεγον οὖν ἐκ τῶν Φαρισαίων τινές· Οὐκ ἔστιν οὗτος παρὰ θεοῦ ὁ ἄνθρωπος, ὅτι τὸ σάββατον οὐ τηρεῖ (teréi). ἄλλοι ἔλεγον· Πῶς δύναται ἄνθρωπος ἁμαρτωλὸς τοιαῦτα σημεῖα ποιεῖν; καὶ σχίσμα ἦν ἐν αὐτοῖς
Dicebant ergo ex pharisæis quidam: Non est hic homo a Deo, qui sabbatum non custodit. Alii autem dicebant: Quomodo potest homo peccator hæc signa facere? Et schisma erat inter eos
Allora alcuni dei farisei dicevano: «Quest’uomo non viene da Dio, perché non osserva il sabato». Altri dicevano: «Come può un peccatore compiere tali prodigi?». E c’era dissenso tra di loro

τηρέω (teréo) osservare, proteggere, conservare, custodire con cura (da téros custodia); un verbo che identifica esattamente le cose che consideriamo di valore:

  • Giovanni 2,10 Πᾶς ἄνθρωπος πρῶτον τὸν καλὸν οἶνον τίθησιν, καὶ ὅταν μεθυσθῶσιν τὸν ἐλάσσω· σὺ τετήρηκας (tetérekas) τὸν καλὸν οἶνον ἕως ἄρτι
    Tutti servono da principio il vino buono e, quando sono un po’ brilli, quello meno buono; tu invece hai conservato fino ad ora il vino buono
  • Giovanni 14,23 Ἐάν τις ἀγαπᾷ με τὸν λόγον μου τηρήσει (terései), καὶ ὁ πατήρ μου ἀγαπήσει αὐτόν, καὶ πρὸς αὐτὸν ἐλευσόμεθα καὶ μονὴν παρ’ αὐτῷ ποιησόμεθα
    Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui
  • Giovanni 17,15 οὐκ ἐρωτῶ ἵνα ἄρῃς αὐτοὺς ἐκ τοῦ κόσμου ἀλλ’ ἵνα τηρήσῃς (teréses) αὐτοὺς ἐκ τοῦ πονηροῦ
    Non chiedo che tu li tolga dal mondo, ma che li custodisca dal maligno

v. 29 ἡμεῖς οἴδαμεν ὅτι Μωϋσεῖ λελάληκεν ὁ θεός, τοῦτον δὲ οὐκ οἴδαμεν πόθεν (pòthen) ἐστίν
Nos scimus quia Moysi locutus est Deus; hunc autem nescimus unde sit
Noi sappiamo infatti che a Mosè ha parlato Dio; ma costui non sappiamo di dove sia

v. 30 ἀπεκρίθη ὁ ἄνθρωπος καὶ εἶπεν αὐτοῖς· Ἐν τούτῳ γὰρ τὸ θαυμαστόν ἐστιν ὅτι ὑμεῖς οὐκ οἴδατε πόθεν (pòthen) ἐστίν, καὶ ἤνοιξέν μου τοὺς ὀφθαλμούς
Respondit ille homo, et dixit eis: In hoc enim mirabile est quia vos nescitis unde sit, et aperuit meos oculos
Rispose loro quell’uomo: Proprio questo è strano, che voi non sapete di dove sia, eppure mi ha aperto gli occhi

πόθεν (pòthen) da dove; se non sappiamo da dove viene una cosa, non sappiamo nemmeno come sia possibile e se sia possibile:

  • Giovanni 1,48 λέγει αὐτῷ Ναθαναήλ· Πόθεν (pòthen) με γινώσκεις; ἀπεκρίθη Ἰησοῦς καὶ εἶπεν αὐτῷ· Πρὸ τοῦ σε Φίλιππον φωνῆσαι ὄντα ὑπὸ τὴν συκῆν εἶδόν σε
    Natanaele gli chiese: «Da cosa mi conosci?» Gesù gli rispose: «Prima che Filippo ti chiamasse, quando eri sotto il fico, io ti ho visto»
  • Giovanni 2,9 ὡς δὲ ἐγεύσατο ὁ ἀρχιτρίκλινος τὸ ὕδωρ οἶνον γεγενημένον, καὶ οὐκ ᾔδει πόθεν (pòthen) ἐστίν, οἱ δὲ διάκονοι ᾔδεισαν οἱ ἠντληκότες τὸ ὕδωρ, φωνεῖ τὸν νυμφίον ὁ ἀρχιτρίκλινος
    Quando il maestro di tavola ebbe assaggiato l’acqua che era diventata vino, e non sapeva da dove venisse, ma la sapevano bene i servitori che avevano attinto l’acqua, chiamò lo sposo
  • Giovanni 4,11 λέγει αὐτῷ ἡ γυνή· Κύριε, οὔτε ἄντλημα ἔχεις καὶ τὸ φρέαρ ἐστὶν βαθύ· πόθεν (pòthen) οὖν ἔχεις τὸ ὕδωρ τὸ ζῶν;
    Gli disse la donna: Signore, tu non hai un mezzo per attingere e il pozzo è profondo; da dove hai dunque quest’acqua viva?

In questo strano cammino quaresimale aiutaci Signore a ricordare che se il “da dove” è il mercoledì delle ceneri, il “verso dove” è sempre la risurrezione!

Da mihi hanc aquam

Ragazzo bretone – Cuno Amiet

Domenica 15 marzo 2020 – Terza di Quaresima

Giovanni 4,5-42
5 Giunse pertanto ad una città della Samaria chiamata Sicàr, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: 6 qui c’era il pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, stanco del viaggio, sedeva presso il pozzo. Era verso mezzogiorno. 7 Arrivò intanto una donna di Samaria ad attingere acqua. Le disse Gesù: «Dammi da bere». 8 I suoi discepoli infatti erano andati in città a far provvista di cibi. 9 Ma la Samaritana gli disse: «Come mai tu, che sei Giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?». I Giudei infatti non mantengono buone relazioni con i Samaritani. 10 Gesù le rispose: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: “Dammi da bere!”, tu stessa gliene avresti chiesto ed egli ti avrebbe dato acqua viva». 11 Gli disse la donna: «Signore, tu non hai un mezzo per attingere e il pozzo è profondo; da dove hai dunque quest’acqua viva? 12 Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede questo pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo gregge?». 13 Rispose Gesù: «Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete; 14 ma chi beve dell’acqua che io gli darò, non avrà mai più sete, anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna». 15 «Signore, gli disse la donna, dammi di quest’acqua, perché non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua». 16 Le disse: «Va’ a chiamare tuo marito e poi ritorna qui». 17 Rispose la donna: «Non ho marito». Le disse Gesù: «Hai detto bene “non ho marito”; 18 infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai detto il vero». 19 Gli replicò la donna: «Signore, vedo che tu sei un profeta. 20 I nostri padri hanno adorato Dio sopra questo monte e voi dite che è Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare». 21 Gesù le dice: «Credimi, donna, è giunto il momento in cui né su questo monte, né in Gerusalemme adorerete il Padre. 22 Voi adorate quel che non conoscete, noi adoriamo quello che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. 23 Ma è giunto il momento, ed è questo, in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; perché il Padre cerca tali adoratori. 24 Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e verità». 25 Gli rispose la donna: «So che deve venire il Messia (cioè il Cristo): quando egli verrà, ci annunzierà ogni cosa». 26 Le disse Gesù: «Sono io, che ti parlo».
27 In quel momento giunsero i suoi discepoli e si meravigliarono che stesse a discorrere con una donna. Nessuno tuttavia gli disse: «Che desideri?», o: «Perché parli con lei?». 28 La donna intanto lasciò la brocca, andò in città e disse alla gente: 29 «Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia forse il Messia?». 30 Uscirono allora dalla città e andavano da lui.
31 Intanto i discepoli lo pregavano: «Rabbì, mangia». 32 Ma egli rispose: «Ho da mangiare un cibo che voi non conoscete». 33 E i discepoli si domandavano l’un l’altro: «Qualcuno forse gli ha portato da mangiare?». 34 Gesù disse loro: «Mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e compiere la sua opera. 35 Non dite voi: Ci sono ancora quattro mesi e poi viene la mietitura? Ecco, io vi dico: Levate i vostri occhi e guardate i campi che già biondeggiano per la mietitura. 36 E chi miete riceve salario e raccoglie frutto per la vita eterna, perché ne goda insieme chi semina e chi miete. 37 Qui infatti si realizza il detto: uno semina e uno miete. 38 Io vi ho mandati a mietere ciò che voi non avete lavorato; altri hanno lavorato e voi siete subentrati nel loro lavoro».
39 Molti Samaritani di quella città credettero in lui per le parole della donna che dichiarava: «Mi ha detto tutto quello che ho fatto». 40 E quando i Samaritani giunsero da lui, lo pregarono di fermarsi con loro ed egli vi rimase due giorni. 41 Molti di più credettero per la sua parola 42 e dicevano alla donna: «Non è più per la tua parola che noi crediamo; ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo»

In questa quaresima-quarantena sembra mancarci tutto l’indispensabile: lo spazio, l’aria, gli incontri, le liturgie… E il brano della donna samaritana ci parla proprio di bisogni primari, di sete da placare; per sei volte Giovanni utilizza il verbo πίνω (pìno) bere e per tre volte il verbo διψάω (dipsào) avere sete.
Un racconto che secca la gola, che provoca arsura, che mette voglia di bere acqua fresca, di cercare un pozzo in mezzo al deserto

v. 7 Ἔρχεται γυνὴ ἐκ τῆς Σαμαρείας ἀντλῆσαι ὕδωρ. λέγει αὐτῇ ὁ Ἰησοῦς· Δός μοι πεῖν (péin)
Venit mulier de Samaria haurire aquam. Dicit ei Jesus: Da mihi bibere
Arrivò intanto una donna di Samaria ad attingere acqua. Le disse Gesù: Dammi da bere

v. 9 λέγει οὖν αὐτῷ ἡ γυνὴ ἡ Σαμαρῖτις· Πῶς σὺ Ἰουδαῖος ὢν παρ’ ἐμοῦ πεῖν (péin) αἰτεῖς γυναικὸς Σαμαρίτιδος οὔσης; οὐ γὰρ συγχρῶνται Ἰουδαῖοι Σαμαρίταις
Dicit ergo ei mulier illa Samaritana: Quomodo tu, Judæus cum sis, bibere a me poscis, quæ sum mulier Samaritana? non enim coutuntur Judæi Samaritanis
Ma la Samaritana gli disse: Come mai tu, che sei Giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?

v. 10 ἀπεκρίθη Ἰησοῦς καὶ εἶπεν αὐτῇ· Εἰ ᾔδεις τὴν δωρεὰν τοῦ θεοῦ καὶ τίς ἐστιν ὁ λέγων σοι· Δός μοι πεῖν (péin), σὺ ἂν ᾔτησας αὐτὸν καὶ ἔδωκεν ἄν σοι ὕδωρ ζῶν
Respondit Jesus, et dixit ei: Si scires donum Dei, et quis est qui dicit tibi: Da mihi bibere, tu forsitan petisses ab eo, et dedisset tibi aquam vivam
Gesù le rispose: Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: “Dammi da bere“, tu stessa gliene avresti chiesto ed egli ti avrebbe dato acqua viva

v. 12 μὴ σὺ μείζων εἶ τοῦ πατρὸς ἡμῶν Ἰακώβ, ὃς ἔδωκεν ἡμῖν τὸ φρέαρ καὶ αὐτὸς ἐξ αὐτοῦ ἔπιεν (épien) καὶ οἱ υἱοὶ αὐτοῦ καὶ τὰ θρέμματα αὐτοῦ;
Numquid tu major es patre nostro Jacob, qui dedit nobis puteum, et ipse ex eo bibit, et filii ejus, et pecora ejus?
Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede questo pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo gregge?

v. 13 ἀπεκρίθη Ἰησοῦς καὶ εἶπεν αὐτῇ· Πᾶς ὁ πίνων (pìnon) ἐκ τοῦ ὕδατος τούτου διψήσει (dipsései) πάλιν
Respondit Jesus, et dixit ei: Omnis qui bibit ex aqua hac, sitiet iterum
Rispose Gesù: Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete

v. 14 ὃς δ’ ἂν πίῃ (pìe) ἐκ τοῦ ὕδατος οὗ ἐγὼ δώσω αὐτῷ, οὐ μὴ διψήσει (dipsései) εἰς τὸν αἰῶνα, ἀλλὰ τὸ ὕδωρ ὃ δώσω αὐτῷ γενήσεται ἐν αὐτῷ πηγὴ ὕδατος ἁλλομένου εἰς ζωὴν αἰώνιον
Qui autem biberit ex aqua quam ego dabo ei, non sitiet in æternum: sed aqua quam ego dabo ei, fiet in eo fons aquæ salientis in vitam æternam
Ma chi beve dell’acqua che io gli darò, non avrà mai più sete, anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna

πίνω (pìno) bere, ricevere quello che serve per rinfrescare e fortificare:

  • Giovanni 6,54 ὁ τρώγων μου τὴν σάρκα καὶ πίνων (pìnon) μου τὸ αἷμα ἔχει ζωὴν αἰώνιον, κἀγὼ ἀναστήσω αὐτὸν τῇ ἐσχάτῃ ἡμέρᾳ
    Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno
  • Giovanni 7,37 Ἐν δὲ τῇ ἐσχάτῃ ἡμέρᾳ τῇ μεγάλῃ τῆς ἑορτῆς εἱστήκει ὁ Ἰησοῦς, καὶ ἔκραξεν λέγων· Ἐάν τις διψᾷ (dipsà) ἐρχέσθω πρός με καὶ πινέτω (pinéto)
    Nell’ultimo giorno, il grande giorno della festa, Gesù levatosi in piedi esclamò ad alta voce: Chi ha sete venga a me e beva

v. 15 λέγει πρὸς αὐτὸν ἡ γυνή· Κύριε, δός μοι τοῦτο τὸ ὕδωρ, ἵνα μὴ διψῶ (dipsò) μηδὲ διέρχωμαι ἐνθάδε ἀντλεῖν
Dicit ad eum mulier: Domine, da mihi hanc aquam, ut non sitiam, neque veniam huc haurire
Signore, gli disse la donna, dammi di quest’acqua, perché non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua

διψάω (dipsào) avere sete, sentire la mancanza di qualcosa:

  • Giovanni 6,35 Εἶπεν αὐτοῖς ὁ Ἰησοῦς· Ἐγώ εἰμι ὁ ἄρτος τῆς ζωῆς· ὁ ἐρχόμενος πρὸς ἐμὲ οὐ μὴ πεινάσῃ, καὶ ὁ πιστεύων εἰς ἐμὲ οὐ μὴ διψήσει (dipsései) πώποτε
    Gesù rispose: Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà più fame e chi crede in me non avrà più sete
  • Giovanni 19,28 Μετὰ τοῦτο εἰδὼς ὁ Ἰησοῦς ὅτι ἤδη πάντα τετέλεσται ἵνα τελειωθῇ ἡ γραφὴ λέγει· Διψῶ (dipsò)
    Dopo questo, Gesù, sapendo che ogni cosa era stata ormai compiuta, disse per adempiere la Scrittura: Ho sete
  • Apocalisse 21,6 καὶ εἶπέν μοι· Γέγοναν. ἐγὼ τὸ Ἄλφα καὶ τὸ Ὦ, ἡ ἀρχὴ καὶ τὸ τέλος. ἐγὼ τῷ διψῶντι (dipsònti) δώσω ἐκ τῆς πηγῆς τοῦ ὕδατος τῆς ζωῆς δωρεάν
    Ogni cosa è compiuta. Io sono l’alfa e l’omega, il principio e la fine. A chi ha sete io darò gratuitamente della fonte dell’acqua della vita

v. 40 ὡς οὖν ἦλθον πρὸς αὐτὸν οἱ Σαμαρῖται, ἠρώτων αὐτὸν μεῖναι (méinai) παρ’ αὐτοῖς· καὶ ἔμεινεν (émeinen) ἐκεῖ δύο ἡμέρας
Cum venissent ergo ad illum Samaritani, rogaverunt eum ut ibi maneret. Et mansit ibi duos dies
E quando i Samaritani giunsero da lui, lo pregarono di fermarsi con loro ed egli si fermò due giorni

μένω (méno) rimanere, fermarsi, restare, prendere dimora, abitare; un verbo che Giovanni usa per ben trentatre volte!!!

  • Giovanni 1,38 στραφεὶς δὲ ὁ Ἰησοῦς καὶ θεασάμενος αὐτοὺς ἀκολουθοῦντας λέγει αὐτοῖς· Τί ζητεῖτε; οἱ δὲ εἶπαν αὐτῷ· Ῥαββί (ὃ λέγεται μεθερμηνευόμενον Διδάσκαλε), ποῦ μένεις (méneis);
    Gesù allora si voltò e, vedendo che lo seguivano, disse: «Che cercate?». Gli risposero: «Rabbì (che significa maestro), dove abiti
  • Giovanni 6,56 ὁ τρώγων μου τὴν σάρκα καὶ πίνων (pìnon) μου τὸ αἷμα ἐν ἐμοὶ μένει (ménei) κἀγὼ ἐν αὐτῷ
    Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui
  • Giovanni 15,10 ἐὰν τὰς ἐντολάς μου τηρήσητε, μενεῖτε (menéite) ἐν τῇ ἀγάπῃ μου, καθὼς ἐγὼ τὰς ἐντολὰς τοῦ πατρός μου τετήρηκα καὶ μένω (méno) αὐτοῦ ἐν τῇ ἀγάπῃ
    Se osservate i miei comandamenti, dimorerete nel mio amore; come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e dimoro nel suo amore

Rabdomanti in cerca di una pozzo; Gesù ci mostra l’abisso di una sorgente.
Gesù rimani con noi perché si fa sera…
Luca 24,29 καὶ παρεβιάσαντο αὐτὸν λέγοντες· Μεῖνον (méinon) μεθ’ ἡμῶν, ὅτι πρὸς ἑσπέραν ἐστὶν καὶ κέκλικεν ἤδη ἡ ἡμέρα. καὶ εἰσῆλθεν τοῦ μεῖναι (méinai) σὺν αὐτοῖς
Ma essi lo trattennero dicendo: «Resta con noi perché si fa sera e il giorno già volge al declino». Egli entrò per rimanere con loro.

Surgite, et nolite timere

Mimosa – Raimondo Sirotti

Domenica 8 marzo 2020 – Seconda di Quaresima

Matteo 17, 1-9
1 Sei giorni dopo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. 2 E fu trasfigurato davanti a loro; il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. 3 Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui. 4 Pietro prese allora la parola e disse a Gesù: «Signore, è bello per noi restare qui; se vuoi, farò qui tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia». 5 Egli stava ancora parlando quando una nuvola luminosa li avvolse con la sua ombra. Ed ecco una voce che diceva: «Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto. Ascoltatelo». 6 All’udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. 7 Ma Gesù si avvicinò e, toccatili, disse: «Alzatevi e non temete». 8 Sollevando gli occhi non videro più nessuno, se non Gesù solo.
9 E mentre discendevano dal monte, Gesù ordinò loro: «Non parlate a nessuno di questa visione, finché il Figlio dell’uomo non sia risorto dai morti»

In questi giorni di panico e paura, di celebrazioni “vietate” o frettolose, la Parola ci invita a guardare più in là, alla risurrezione; la Quaresima come “cammino verso la propria interiorità, per scoprirvi il fuoco, la luce che illumina ogni uomo e in grado di infondere la forza sufficiente e necessaria di spingersi verso un mondo in attesa” (Dalla cenere la vita – Paolo Scquizzato)

v. 4 ἀποκριθεὶς δὲ ὁ Πέτρος εἶπεν τῷ Ἰησοῦ· Κύριε, καλόν ἐστιν ἡμᾶς ὧδε εἶναι· εἰ θέλεις, ποιήσω ὧδε τρεῖς σκηνάς (skenàs), σοὶ μίαν καὶ Μωϋσεῖ μίαν καὶ Ἠλίᾳ μίαν
Respondens autem Petrus, dixit ad Jesum: Domine, bonum est nos hic esse: si vis, faciamus tria tabernacula, tibi unum, Moysi unum, et Eliæ unum
Pietro prese allora la parola e disse a Gesù: Signore, è bello per noi restare qui; se vuoi, farò qui tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia

σκηνή (skené) da σκιά (skìa = ombra) è la tenda, il tabernacolo, la sistemazione provvisoria e mobile, parola antica:

  • Genesi 18,1 ὤφθη δὲ αὐτῷ ὁ θεὸς πρὸς τῇ δρυὶ τῇ Μαμβρη καθημένου αὐτοῦ ἐπὶ τῆς θύρας τῆς σκηνῆς (skenés) αὐτοῦ μεσημβρίας
    Poi il Signore apparve a lui alle querce di Mamre, mentre egli sedeva all’ingresso della tenda nell’ora più calda del giorno
  • Genesi 26,25 καὶ ᾠκοδόμησεν ἐκεῗ θυσιαστήριον καὶ ἐπεκαλέσατο τὸ ὄνομα κυρίου καὶ ἔπηξεν ἐκεῗ τὴν σκηνὴν (skenén) αὐτοῦ ὤρυξαν δὲ ἐκεῗ οἱ παῗδες Ισαακ φρέαρ
    Allora egli costruì in quel luogo un altare e invocò il nome del Signore; lì piantò la tenda. E i servi di Isacco scavarono un pozzo
  • Esodo 25,9 καὶ ποιήσεις μοι κατὰ πάντα ὅσα ἐγώ σοι δεικνύω ἐν τῷ ὄρει τὸ παράδειγμα τῆς σκηνῆς (skenés) καὶ τὸ παράδειγμα πάντων τῶν σκευῶν αὐτῆς οὕτω ποιήσεις
    E mi farete ogni cosa secondo quanto ti mostrerò, secondo il modello del tabernacolo e il modello di tutti i suoi arredi.

v. 6 καὶ ἀκούσαντες οἱ μαθηταὶ ἔπεσαν ἐπὶ πρόσωπον αὐτῶν καὶ ἐφοβήθησαν (ephobéthesan) σφόδρα
Et audientes discipuli ceciderunt in faciem suam, et timuerunt valde
All’udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore

φοβέομαι (phobéomai) essere colpiti, afferrati dalla paura, affondare nella paura; un sentimento diffuso in questi giorni di pandemia:

  • Matteo 14,27-30
    27 εὐθὺς δὲ ἐλάλησεν αὐτοῖς ὁ Ἰησοῦς λέγων· Θαρσεῖτε, ἐγώ εἰμι· μὴ φοβεῖσθε (phobéisthe).
    28 Ἀποκριθεὶς δὲ αὐτῷ ὁ Πέτρος εἶπεν· Κύριε, εἰ σὺ εἶ, κέλευσόν με ἐλθεῖν πρὸς σὲ ἐπὶ τὰ ὕδατα·
    29 ὁ δὲ εἶπεν· Ἐλθέ. καὶ καταβὰς ἀπὸ τοῦ πλοίου Πέτρος περιεπάτησεν ἐπὶ τὰ ὕδατα καὶ ἦλθεν πρὸς τὸν Ἰησοῦν.
    30 βλέπων δὲ τὸν ἄνεμον ἰσχυρὸν ἐφοβήθη (ephobéthe), καὶ ἀρξάμενος καταποντίζεσθαι ἔκραξεν λέγων· Κύριε, σῶσόν με
    27 Ma subito Gesù parlò loro: «Coraggio, sono io, non abbiate paura». 
    28 Pietro gli disse: «Signore, se sei tu, comanda che io venga da te sulle acque». 
    29 Ed egli disse: «Vieni!». Pietro, scendendo dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. 
    30 Ma per la violenza del vento, ebbe paura e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!»

v. 7 καὶ προσῆλθεν ὁ Ἰησοῦς καὶ ἁψάμενος (apsàmenos) αὐτῶν εἶπεν· Ἐγέρθητε καὶ μὴ φοβεῖσθε (phobéisthe)
Et accessit Jesus, et tetigit eos: dixitque eis: Surgite, et nolite timere
Ma Gesù si avvicinò e, toccatili, disse: Alzatevi e non temete

ἅπτω (àpto) toccare, il verbo del tatto; di solito Gesù tocca per sanare, e anche qui tocca i tre amici in preda al panico. In questi giorni in cui è altamente sconsigliato addirittura stringersi la mano, il tocco di Gesù ci colma di speranza:

  • Matteo 8,3 καὶ ἐκτείνας τὴν χεῖρα ἥψατο (épsato) αὐτοῦ λέγων· Θέλω, καθαρίσθητι· καὶ εὐθέως ἐκαθαρίσθη αὐτοῦ ἡ λέπρα
    E Gesù stese la mano e lo toccò dicendo: «Lo voglio, sii sanato». E subito la sua lebbra scomparve
  • Matteo 9,20 Καὶ ἰδοὺ γυνὴ αἱμορροοῦσα δώδεκα ἔτη προσελθοῦσα ὄπισθεν ἥψατο (épsato) τοῦ κρασπέδου τοῦ ἱματίου αὐτοῦ· ἔλεγεν γὰρ ἐν ἑαυτῇ· Ἐὰν μόνον ἅψωμαι (àpsomai) τοῦ ἱματίου αὐτοῦ σωθήσομαι
    Ed ecco una donna, che soffriva d’emorragia da dodici anni, gli si accostò alle spalle e toccò il lembo del suo mantello. Pensava infatti: Se riuscirò anche solo a toccare il suo mantello, sarò guarita
  • Matteo 20,34 σπλαγχνισθεὶς δὲ ὁ Ἰησοῦς ἥψατο (épsato) τῶν ὀμμάτων αὐτῶν, καὶ εὐθέως ἀνέβλεψαν καὶ ἠκολούθησαν αὐτῷ
    Gesù commosso toccò loro gli occhi e subito ricuperarono la vista e lo seguirono

Ecco il messaggio della Trasfigurazione: “la Quaresima altro non è che cammino di consapevolezza di ciò che ci abita, del Dio dentro di noi, che reclama solo di poter venire alla luce e di trasformarsi nella nostra parte migliore” (Dalla cenere la vita – Paolo Scquizzato)

Super pinnaculum templi

Genova Nervi

Domenica 1 marzo 2020 – prima di Quaresima

Matteo 4, 1-11
1 Allora Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto per esser tentato dal diavolo. 2 E dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, ebbe fame. 3 Il tentatore allora gli si accostò e gli disse: «Se sei Figlio di Dio, di’ che questi sassi diventino pane». 4 Ma egli rispose: «Sta scritto: Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio».
5 Allora il diavolo lo condusse con sé nella città santa, lo depose sul pinnacolo del tempio 6 e gli disse: «Se sei Figlio di Dio, gettati giù, poiché sta scritto: Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo,
ed essi ti sorreggeranno con le loro mani, perché non abbia a urtare contro un sasso il tuo piede
».
7 Gesù gli rispose: «Sta scritto anche: Non tentare il Signore Dio tuo».
8 Di nuovo il diavolo lo condusse con sé sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo con la loro gloria e gli disse: 9 «Tutte queste cose io ti darò, se, prostrandoti, mi adorerai». 10 Ma Gesù gli rispose: «Vattene, satana! Sta scritto: Adora il Signore Dio tuo e a lui solo rendi culto».
11 Allora il diavolo lo lasciò ed ecco angeli gli si accostarono e lo servivano

Il cammino quaresismale inizia con il vangelo delle tentazioni che ci interpella ancora una volta nel rinnovamento delle nostre scelte

v. 1 Τότε ὁ Ἰησοῦς ἀνήχθη εἰς τὴν ἔρημον ὑπὸ τοῦ πνεύματος, πειρασθῆναι (peirasthénai) ὑπὸ τοῦ διαβόλου
Tunc Jesus ductus est in desertum a spiritu, ut tentaretur a diabolo
Allora Gesù fu condotto dallo spirito nel deserto per esser tentato dal diavolo

πειράζω (peiràzo) tentare, provare, mettere alla prova:

  • Matteo 16,1 Καὶ προσελθόντες οἱ Φαρισαῖοι καὶ Σαδδουκαῖοι πειράζοντες (peiràzontes) ἐπηρώτησαν αὐτὸν σημεῖον ἐκ τοῦ οὐρανοῦ ἐπιδεῖξαι αὐτοῖς
    I farisei e i sadducei si avvicinarono per metterlo alla prova e gli chiesero che mostrasse loro un segno dal cielo
  • Matteo 22,18 γνοὺς δὲ ὁ Ἰησοῦς τὴν πονηρίαν αὐτῶν εἶπεν· Τί με πειράζετε (peiràzete), ὑποκριταί;
    Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: Ipocriti, perché mi tentate?
  • Matteo 19,3 Καὶ προσῆλθον αὐτῷ Φαρισαῖοι πειράζοντες (peiràzontes) αὐτὸν καὶ λέγοντες· Εἰ ἔξεστιν ἀνθρώπῳ ἀπολῦσαι τὴν γυναῖκα αὐτοῦ κατὰ πᾶσαν αἰτίαν;
    Allora gli si avvicinarono alcuni farisei per metterlo alla prova e gli chiesero: È lecito ad un uomo ripudiare la propria moglie per qualsiasi motivo?

v. 2 καὶ νηστεύσας ἡμέρας τεσσεράκοντα καὶ νύκτας τεσσεράκοντα ὕστερον ἐπείνασεν (epéinasen)
Et cum jejunasset quadraginta diebus, et quadraginta noctibus, postea esuriit
E dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, ebbe fame

πεινάω (peinào) avere fame, ma più in generale avere bisogno, essere in sofferenza (da cui penuria):

  • Matteo 5,6 μακάριοι οἱ πεινῶντες (peinòntes) καὶ διψῶντες τὴν δικαιοσύνην, ὅτι αὐτοὶ χορτασθήσονται
    Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati
  • Matteo 21,18 Πρωῒ δὲ ἐπανάγων εἰς τὴν πόλιν ἐπείνασεν (epéinasen). καὶ ἰδὼν συκῆν μίαν ἐπὶ τῆς ὁδοῦ ἦλθεν ἐπ’ αὐτήν, καὶ οὐδὲν εὗρεν ἐν αὐτῇ εἰ μὴ φύλλα μόνον, καὶ λέγει αὐτῇ· Μηκέτι ἐκ σοῦ καρπὸς γένηται εἰς τὸν αἰῶνα· καὶ ἐξηράνθη παραχρῆμα ἡ συκῆ
    La mattina dopo, mentre rientrava in città, ebbe fame. Vedendo un fico sulla strada, gli si avvicinò, ma non vi trovò altro che foglie, e gli disse: «Non nasca mai più frutto da te». E subito quel fico si seccò
  • Matteo 25,35 ἐπείνασα (epéinasa) γὰρ καὶ ἐδώκατέ μοι φαγεῖν, ἐδίψησα καὶ ἐποτίσατέ με, ξένος ἤμην καὶ συνηγάγετέ με
    Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato

v. 9 καὶ εἶπεν αὐτῷ· Ταῦτά σοι πάντα δώσω, ἐὰν πεσὼν προσκυνήσῃς (proskunéses) μοι. τότε λέγει αὐτῷ ὁ Ἰησοῦς· Ὕπαγε, Σατανᾶ· γέγραπται γάρ· Κύριον τὸν θεόν σου προσκυνήσεις (proskunéseis) καὶ αὐτῷ μόνῳ λατρεύσεις
Et dixit ei: Hæc omnia tibi dabo, si cadens adoraveris me. Tunc dicit ei Jesus: Vade Satana, scriptum est enim: Dominum Deum tuum adorabis, et illi soli servies
Tutte queste cose io ti darò, se, prostrandoti, mi adorerai. Ma Gesù gli rispose: Vattene, satana! Sta scritto: Adora il Signore Dio tuo e a lui solo rendi culto

προσκυνέω (proskunéo) da κύων (kùon) che significa cane, per cui prostrarsi e baciare, come un cane che lecca la mano del padrone:

  • Matteo 2,11 καὶ ἐλθόντες εἰς τὴν οἰκίαν εἶδον τὸ παιδίον μετὰ Μαρίας τῆς μητρὸς αὐτοῦ, καὶ πεσόντες προσεκύνησαν (prosekùnesan) αὐτῷ, καὶ ἀνοίξαντες τοὺς θησαυροὺς αὐτῶν προσήνεγκαν αὐτῷ δῶρα, χρυσὸν καὶ λίβανον καὶ σμύρναν
    Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra
  • Matteo 18,26 πεσὼν οὖν ὁ δοῦλος προσεκύνει (prosekùnei) αὐτῷ λέγων· Μακροθύμησον ἐπ’ ἐμοί, καὶ πάντα ἀποδώσω σοι
    Allora quel servo, gettatosi a terra, si prostrava dicendo: Signore, abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa
  • Matteo 14,33 οἱ δὲ ἐν τῷ πλοίῳ προσεκύνησαν (prosekùnesan) αὐτῷ λέγοντες· Ἀληθῶς θεοῦ υἱὸς εἶ
    Quelli che erano sulla barca gli si prostrarono davanti, esclamando: Tu sei veramente il Figlio di Dio!

Papa Francesco – Udienza del Mercoledì delle Ceneri, 26 febbraio 2020
Con la voce del profeta Isaia, Dio ha fatto questa promessa: «Ecco, io faccio una cosa nuova, aprirò nel deserto una strada» (Is 43,19).
Nel deserto si apre la strada che ci porta dalla morte alla vita. Entriamo nel deserto con Gesù, ne usciremo assaporando la Pasqua, la potenza dell’amore di Dio che rinnova la vita. Accadrà a noi come a quei deserti che in primavera fioriscono, facendo germogliare d’improvviso, “dal nulla”, gemme e piante.
Coraggio, entriamo in questo deserto della Quaresima, seguiamo Gesù nel deserto: con Lui i nostri deserti fioriranno.

Estote perfecti

Jeune homme assis, les mains croisées sur less genoux (part.) – Amedeo Modigliani

Domenica 23 febbraio 2020

Matteo 5, 38-48
38 Avete inteso che fu detto: Occhio per occhio e dente per dente39 ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi se uno ti percuote la guancia destra, tu porgigli anche l’altra; 40 e a chi ti vuol chiamare in giudizio per toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. 41 E se uno ti costringerà a fare un miglio, tu fanne con lui due. 42 Da’ a chi ti domanda e a chi desidera da te un prestito non volgere le spalle.
43 Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico; 44 ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori, 45 perché siate figli del Padre vostro celeste, che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti. 46 Infatti se amate quelli che vi amano, quale merito ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? 47 E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? 48 Siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste

Nel brano precedente Gesù parlava di “dare compimento alla legge”; adesso ci spiega concretamente cosa intenda: occhi, denti, guance, vestiti, soldi.
Un vangelo concreto, che inchioda; difficile trovare una scappatoia

v. 38 Ἠκούσατε ὅτι ἐρρέθη· Ὀφθαλμὸν ἀντὶ ὀφθαλμοῦ καὶ ὀδόντα (odònta) ἀντὶ ὀδόντος (odòntos)
Audistis quia dictum est: Oculum pro oculo, et dentem pro dente
Avete inteso che fu detto: Occhio per occhio e dente per dente 

ὀδούς (odùs) dente; una parola abbastanza rara nei Vangeli ma che Matteo utilizza ben sei volte per descrivere il destino degli ipocriti e degli uomini di cattiva volontà:

  • Matteo 13,42 καὶ βαλοῦσιν αὐτοὺς εἰς τὴν κάμινον τοῦ πυρός· ἐκεῖ ἔσται ὁ κλαυθμὸς καὶ ὁ βρυγμὸς τῶν ὀδόντων (odònton)
    E li getteranno nella fornace ardente dove sarà pianto e stridore di denti
  • Matteo 22,13 τότε ὁ βασιλεὺς εἶπεν τοῖς διακόνοις· Δήσαντες αὐτοῦ πόδας καὶ χεῖρας ἐκβάλετε αὐτὸν εἰς τὸ σκότος τὸ ἐξώτερον· ἐκεῖ ἔσται ὁ κλαυθμὸς καὶ ὁ βρυγμὸς τῶν ὀδόντων (odònton)
    Allora il re ordinò ai servi: Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti
  • Matteo 24,51 καὶ διχοτομήσει αὐτὸν καὶ τὸ μέρος αὐτοῦ μετὰ τῶν ὑποκριτῶν θήσει· ἐκεῖ ἔσται ὁ κλαυθμὸς καὶ ὁ βρυγμὸς τῶν ὀδόντων (odònton)
    E lo farà punire a colpi di flagello e gli assegnerà la sorte degli ipocriti. Lì sarà il pianto e lo stridore dei denti

v. 43 Ἠκούσατε ὅτι ἐρρέθη· Ἀγαπήσεις τὸν πλησίον (plesìon) σου καὶ μισήσεις τὸν ἐχθρόν σου
Audistis quia dictum est: Diliges proximum tuum, et odio habebis inimicum tuum
Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico

πλησίον (plesìon) prossimo nel senso di vicino; non c’è bisogno di andare a cercare lontano:

  • Matteo 19,19 Τίμα τὸν πατέρα καὶ τὴν μητέρα, καὶ Ἀγαπήσεις τὸν πλησίον (plesìon) σου ὡς σεαυτόν
    Onora il padre e la madre, ama il prossimo tuo come te stesso
  • Luca 10,29 Ὁ δὲ θέλων δικαιῶσαι ἑαυτὸν εἶπεν πρὸς τὸν Ἰησοῦν· Καὶ τίς ἐστίν μου πλησίον; (plesìon)
    Ma egli, volendo giustificarsi, disse a Gesù: E chi è il mio prossimo?
  • Luca 10,36 τίς τούτων τῶν τριῶν πλησίον (plesìon) δοκεῖ σοι γεγονέναι τοῦ ἐμπεσόντος εἰς τοὺς λῃστάς;
    Chi di questi tre ti sembra sia stato il prossimo di colui che è incappato nei briganti?

v. 48 Ἔσεσθε οὖν ὑμεῖς τέλειοι (téleioi) ὡς ὁ πατὴρ ὑμῶν ὁ οὐράνιος τέλειός (teleiòs) ἐστιν
Estote ergo vos perfecti, sicut et Pater vester cælestis perfectus est
Siate voi dunque perfetti come è perfetto il padre vostro celeste

τέλειος (tèleios) finito, portato a compimento, a cui non manca niente, maturo; da τέλος (télos), il fine, quindi τέλειος è colui che ha raggiunto il fine.
In latino per-fectus è il participio passato di per per-ficere, dove la particella per è proprio rafforzativa, indica un fare compiutamente, finire senza parti mancanti:

  • Matteo 19,21 Εἰ θέλεις τέλειος (téleios) εἶναι, ὕπαγε πώλησόν σου τὰ ὑπάρχοντα καὶ δὸς πτωχοῖς, καὶ ἕξεις θησαυρὸν ἐν οὐρανοῖς, καὶ δεῦρο ἀκολούθει μοι
    Se vuoi essere perfetto, va’, vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; poi vieni e seguimi
  • 1 Corinzi 14,20 Ἀδελφοί, μὴ παιδία γίνεσθε ταῖς φρεσίν, ἀλλὰ τῇ κακίᾳ νηπιάζετε, ταῖς δὲ φρεσὶν τέλειοι (téleioi) γίνεσθε
    Fratelli, non siate bambini quanto al ragionare; siate pur bambini quanto a malizia, ma quanto al ragionare, siate uomini compiuti
  • Giacomo 1,4 ἡ δὲ ὑπομονὴ ἔργον τέλειον ἐχέτω, ἵνα ἦτε τέλειοι (téleioi) καὶ ὁλόκληροι, ἐν μηδενὶ λειπόμενοι
    E la pazienza completi l’opera sua in voi, perché siate perfetti e integri, senza mancare di nulla

Di questo alla fine si tratta: il compimento della legge passa attraverso il nostro compimento, la nostra realizzazione, il raggiungimento del nostro τέλος, il nostro fine, che è quello di diventare finalmente uomini maturi, completi.
Altrimenti che senso avrebbe? Non fanno così anche i pagani…?

Non veni solvere, sed adimplere

Silvano Spessot

Domenica 16 febbraio 2020

Matteo 5, 17-37
17 Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non son venuto per abolire, ma per dare compimento. 18 In verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà neppure un iota o un segno dalla legge, senza che tutto sia compiuto. 19 Chi dunque trasgredirà uno solo di questi precetti, anche minimi, e insegnerà agli uomini a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà agli uomini, sarà considerato grande nel regno dei cieli. 20 Poiché io vi dico: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.
21 Avete inteso che fu detto agli antichi: Non uccidere; chi avrà ucciso sarà sottoposto a giudizio. 22 Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello, sarà sottoposto a giudizio. Chi poi dice al fratello: stupido, sarà sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: pazzo, sarà sottoposto al fuoco della Geenna.
23 Se dunque presenti la tua offerta sull’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, 24 lascia lì il tuo dono davanti all’altare e va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna ad offrire il tuo dono.
25 Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei per via con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia e tu venga gettato in prigione. 26 In verità ti dico: non uscirai di là finché tu non abbia pagato fino all’ultimo spicciolo!
27 Avete inteso che fu detto: Non commettere adulterio28 ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore.
29 Se il tuo occhio destro ti è occasione di scandalo, cavalo e gettalo via da te: conviene che perisca uno dei tuoi membri, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geenna. 30 E se la tua mano destra ti è occasione di scandalo, tagliala e gettala via da te: conviene che perisca uno dei tuoi membri, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geenna.
31 Fu pure detto: Chi ripudia la propria moglie, le dia l’atto di ripudio32 ma io vi dico: chiunque ripudia sua moglie, eccetto il caso di concubinato, la espone all’adulterio e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio.
33 Avete anche inteso che fu detto agli antichi: Non spergiurare, ma adempi con il Signore i tuoi giuramenti34 ma io vi dico: non giurate affatto: né per il cielo, perché è il trono di Dio35 né per la terra, perché è lo sgabello per i suoi piedi; né per Gerusalemme, perché è la città del gran re36 Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. 37 Sia invece il vostro parlare sì, sì; no, no; il di più viene dal maligno

Il punto centrale è il compimento, l’adempimento della promessa; e Gesù ci vuole complici in questa realizzazione:

v. 17 Μὴ νομίσητε ὅτι ἦλθον καταλῦσαι τὸν νόμον ἢ τοὺς προφήτας· οὐκ ἦλθον καταλῦσαι ἀλλὰ πληρῶσαι (pleròsai)
Nolite putare quoniam veni solvere legem aut prophetas: non veni solvere, sed adimplere
Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non son venuto per abolire, ma per dare compimento

πληρόω (pleròo) riempire completamente e quindi dare compimento, adempimento; parola chiave nel Vangelo di Matteo che spesso identifica il compimento della promessa di Dio con l’adempimento della stessa parola di Dio:

  • Matteo 1,22 τοῦτο δὲ ὅλον γέγονεν ἵνα πληρωθῇ (plerothé) τὸ ῥηθὲν ὑπὸ κυρίου διὰ τοῦ προφήτου λέγοντος
    Tutto questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta
  • Marco 1,15 Πεπλήρωται (peplérotai) ὁ καιρὸς καὶ ἤγγικεν ἡ βασιλεία τοῦ θεοῦ· μετανοεῖτε καὶ πιστεύετε ἐν τῷ εὐαγγελίῳ
    Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al vangelo
  • Giovanni 15,11 ταῦτα λελάληκα ὑμῖν ἵνα ἡ χαρὰ ἡ ἐμὴ ἐν ὑμῖν ᾖ καὶ ἡ χαρὰ ὑμῶν πληρωθῇ (plerothé)
    Questo vi ho detto perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena

v. 18 ἀμὴν γὰρ λέγω ὑμῖν, ἕως ἂν παρέλθῃ (parélthe) ὁ οὐρανὸς καὶ ἡ γῆ, ἰῶτα ἓν ἢ μία κεραία οὐ μὴ παρέλθῃ (parélthe) ἀπὸ τοῦ νόμου, ἕως ἂν πάντα γένηται
Amen quippe dico vobis, donec transeat cælum et terra, jota unum aut unus apex non præteribit a lege, donec omnia fiant
In verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà neppure un iota o un segno dalla legge, senza che tutto sia compiuto

παρέρχομαι (parérchomai) passare oltre, trascurare, omettere, non considerare:

  • Matteo 24, 34-35 ἀμὴν λέγω ὑμῖν ὅτι οὐ μὴ παρέλθῃ (parélthe) ἡ γενεὰ αὕτη ἕως ἂν πάντα ταῦτα γένηται. ὁ οὐρανὸς καὶ ἡ γῆ παρελεύσεται (pareléusetai), οἱ δὲ λόγοι μου οὐ μὴ παρέλθωσιν (parélthosin)
    In verità vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto questo accada. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno
  • Matteo 26,39 καὶ προελθὼν μικρὸν ἔπεσεν ἐπὶ πρόσωπον αὐτοῦ προσευχόμενος καὶ λέγων· Πάτερ μου, εἰ δυνατόν ἐστιν, παρελθάτω (parelthàto) ἀπ’ ἐμοῦ τὸ ποτήριον τοῦτο· πλὴν οὐχ ὡς ἐγὼ θέλω ἀλλ’ ὡς σύ
    E avanzatosi un poco, si prostrò con la faccia a terra e pregava dicendo: «Padre mio, se è possibile, passi da me questo calice! Però non come voglio io, ma come vuoi tu!»
  • Matteo 26,42 πάλιν ἐκ δευτέρου ἀπελθὼν προσηύξατο λέγων· Πάτερ μου, εἰ οὐ δύναται τοῦτο παρελθεῖν (parelthéin) ἐὰν μὴ αὐτὸ πίω, γενηθήτω τὸ θέλημά σου
    E di nuovo, allontanatosi, pregava dicendo: «Padre mio, se questo calice non può passare da me senza che io lo beva, sia fatta la tua volontà»

v. 20 λέγω γὰρ ὑμῖν ὅτι ἐὰν μὴ περισσεύσῃ (perisséuse) ὑμῶν ἡ δικαιοσύνη πλεῖον τῶν γραμματέων καὶ Φαρισαίων, οὐ μὴ εἰσέλθητε εἰς τὴν βασιλείαν τῶν οὐρανῶν
Dico enim vobis, quia nisi abundaverit justitia vestra plus quam scribarum et pharisæorum, non intrabitis in regnum cælorum
Poiché io vi dico: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli

περισσεύω (perisséuo) abbondare, sovrabbondare, inondare, superare la quantità necessaria:

  • Matteo 13,12 ὅστις γὰρ ἔχει, δοθήσεται αὐτῷ καὶ περισσευθήσεται (preisseuthésetai)· ὅστις δὲ οὐκ ἔχει, καὶ ὃ ἔχει ἀρθήσεται ἀπ’ αὐτοῦ
    Così a chi ha sarà dato e sarà nell’abbondanza; e a chi non ha sarà tolto anche quello che ha
  • Matteo 14,20 καὶ ἔφαγον πάντες καὶ ἐχορτάσθησαν, καὶ ἦραν τὸ περισσεῦον (perisséuon) τῶν κλασμάτων δώδεκα κοφίνους πλήρεις
    Tutti mangiarono e furono sazi; e si portarono via, dei pezzi avanzati, dodici ceste piene
  • Luca 15,17 εἰς ἑαυτὸν δὲ ἐλθὼν ἔφη· Πόσοι μίσθιοι τοῦ πατρός μου περισσεύονται (perisséuontai) ἄρτων, ἐγὼ δὲ λιμῷ ὧδε ἀπόλλυμαι
    Allora, rientrato in sé, disse: Quanti servi di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame

Non si tratta di fare il compitino, ma di portare a compimento; non di giustificarci, ma di farci giusti.

τὸ φῶς τοῦ κόσμου

Domenica 9 febbraio 2020

Il canto del sole – Cesare Botto

Matteo 5,13-16
13 Voi siete il sale della terra; ma se il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si potrà render salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dagli uomini.
14 Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città collocata sopra un monte, 15 né si accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa. 16 Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli

Sale e luce, strano binomio tra gusto e vista, la giusta dose e la corretta posizione

v. 13 Ὑμεῖς ἐστε τὸ ἅλας τῆς γῆς· ἐὰν δὲ τὸ ἅλας μωρανθῇ (moranthé), ἐν τίνι ἁλισθήσεται;
Vos estis sal terræ. Quod si sal evanuerit, in quo salietur?
Voi siete il sale della terra; ma, se il sale diventa insipido, con che lo si salerà?

μωραίνω (moràino) perdere il sapore, diventare insipido e quindi sciocco, in tutti i sensi:

  • 2 Samuele 24,10 νῦν κύριε παραβίβασον δὴ τὴν ἀνομίαν τοῦ δούλου σου ὅτι ἐμωράνθην (emorànthen) σφόδρα
    Ma ora, o Signore, perdona l’iniquità del tuo servo, perché ho agito con grande stoltezza
  • Romani 1,22 φάσκοντες εἶναι σοφοὶ ἐμωράνθησαν (emorànthesan)
    Mentre si dichiaravano sapienti, sono diventati stolti
  • 1 Corinzi 1,20 ποῦ σοφός; ποῦ γραμματεύς; ποῦ συζητητὴς τοῦ αἰῶνος τούτου; οὐχὶ ἐμώρανεν (emòranen) ὁ θεὸς τὴν σοφίαν τοῦ κόσμου;
    Dov’è il sapiente? Dov’è lo scriba? Dov’è il contestatore di questo secolo? Non ha forse Dio reso pazza la sapienza di questo mondo?

v. 14 Ὑμεῖς ἐστε τὸ φῶς (phòs) τοῦ κόσμου. οὐ δύναται πόλις κρυβῆναι ἐπάνω ὄρους κειμένη
Vos estis lux mundi. Non potest civitas abscondi supra montem posita
Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città collocata sopra un monte

φῶς (phòs) la luce che allontana il buio, che permette di vedere, di discernere:

  • Giovanni 1,4-9 ἐν αὐτῷ ζωὴ ἦν, καὶ ἡ ζωὴ ἦν τὸ φῶς (phòs) τῶν ἀνθρώπων· καὶ τὸ φῶς (phòs) ἐν τῇ σκοτίᾳ φαίνει, καὶ ἡ σκοτία αὐτὸ οὐ κατέλαβεν Ἐγένετο ἄνθρωπος ἀπεσταλμένος παρὰ θεοῦ, ὄνομα αὐτῷ Ἰωάννης· οὗτος ἦλθεν εἰς μαρτυρίαν, ἵνα μαρτυρήσῃ περὶ τοῦ φωτός (photòs), ἵνα πάντες πιστεύσωσιν δι’ αὐτοῦ. οὐκ ἦν ἐκεῖνος τὸ φῶς (phòs), ἀλλ’ ἵνα μαρτυρήσῃ περὶ τοῦ φωτός (photòs). ἦν τὸ φῶς (phòs) τὸ ἀληθινὸν ὃ φωτίζει πάντα ἄνθρωπον ἐρχόμενον εἰς τὸν κόσμον
    In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre, ma le tenebre non l’hanno accolta. Venne un uomo mandato da Dio e il suo nome era Giovanni. Egli venne come testimone per rendere testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui. Egli non era la luce, ma doveva render testimonianza alla luce. Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo
  • Matteo 4,16 ὁ λαὸς ὁ καθήμενος ἐν σκοτίᾳ φῶς (phòs) εἶδεν μέγα, καὶ τοῖς καθημένοις ἐν χώρᾳ καὶ σκιᾷ θανάτου φῶς (phòs) ἀνέτειλεν αὐτοῖς
    Il popolo che stava nelle tenebre ha visto una gran luce; su quelli che erano nella contrada e nell’ombra della morte una luce si è levata
  • Matteo 17,2 καὶ μετεμορφώθη ἔμπροσθεν αὐτῶν, καὶ ἔλαμψεν τὸ πρόσωπον αὐτοῦ ὡς ὁ ἥλιος, τὰ δὲ ἱμάτια αὐτοῦ ἐγένετο λευκὰ ὡς τὸ φῶς (phòs)
    E fu trasfigurato davanti a loro; il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce

v. 15 οὐδὲ καίουσιν λύχνον καὶ τιθέασιν αὐτὸν ὑπὸ τὸν μόδιον ἀλλ’ ἐπὶ τὴν λυχνίαν, καὶ λάμπει (làmpei) πᾶσιν τοῖς ἐν τῇ οἰκίᾳ
Neque accendunt lucernam, et ponunt eam sub modio, sed super candelabrum, ut luceat omnibus qui in domo sunt
E non si accende una lampada per metterla sotto un recipiente; anzi la si mette sul candeliere ed essa fa luce a tutti quelli che sono in casa

v. 16 οὕτως λαμψάτω (lampsàto) τὸ φῶς (phòs) ὑμῶν ἔμπροσθεν τῶν ἀνθρώπων, ὅπως ἴδωσιν ὑμῶν τὰ καλὰ ἔργα καὶ δοξάσωσιν τὸν πατέρα ὑμῶν τὸν ἐν τοῖς οὐρανοῖς
Sic luceat lux vestra coram hominibus: ut videant opera vestra bona, et glorificent Patrem vestrum, qui in cælis est
Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, affinché vedano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli

λάμπω (làmpo) illuminare, far risplendere (da cui il lampo, la saetta):

  • Matteo 17,2 καὶ μετεμορφώθη ἔμπροσθεν αὐτῶν, καὶ ἔλαμψεν (élampsen) τὸ πρόσωπον αὐτοῦ ὡς ὁ ἥλιος, τὰ δὲ ἱμάτια αὐτοῦ ἐγένετο λευκὰ ὡς τὸ φῶς (phòs)
    E fu trasfigurato davanti a loro; il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce
  • Luca 17,24 ὥσπερ γὰρ ἡ ἀστραπὴ ἀστράπτουσα ἐκ τῆς ὑπὸ τὸν οὐρανὸν εἰς τὴν ὑπ’ οὐρανὸν λάμπει (làmpei), οὕτως ἔσται ὁ υἱὸς τοῦ ἀνθρώπου ἐν τῇ ἡμέρᾳ αὐτοῦ
    Perché come il lampo, guizzando, brilla da un capo all’altro del cielo, così sarà il figlio dell’uomo nel suo giorno
  • 2 Corinzi 4,6 ὅτι ὁ θεὸς ὁ εἰπών· Ἐκ σκότους φῶς (phòs) λάμψει (làmpsei), ὃς ἔλαμψεν (élampsen) ἐν ταῖς καρδίαις ἡμῶν πρὸς φωτισμὸν (photismòn) τῆς γνώσεως τῆς δόξης τοῦ θεοῦ ἐν προσώπῳ Χριστοῦ
    Perché il Dio che disse: «Splenda la luce fra le tenebre», è quello che rifulse nei nostri cuori per far brillare la luce della conoscenza della gloria di Dio che rifulge nel volto di Gesù Cristo.

Il sale e la luce: la loro presenza si dà per scontata, la loro assenza si fa sempre sentire; se manca il sale il piatto è più triste, se si spegne la luce la casa è meno gioiosa.

Siamo il sale della terra, siamo la luce del mondo; dobbiamo esserlo, davanti agli uomini. Per dare significato, per mostrare il significato

Nunc dimittis

Domenica 2 febbraio 2020 – Presentazione del Signore

Presentazione al Tempio – Andrea Mantegna (1455)

Luca 2, 22-40
22 Quando venne il tempo della loro purificazione secondo la Legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per offrirlo al Signore, 23 come è scritto nella Legge del Signore: ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore24 e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o di giovani colombi, come prescrive la Legge del Signore.
25 Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e timorato di Dio, che aspettava la consolazione d’Israele, lo Spirito Santo era sopra di lui; 26 e lo Spirito Santo gli aveva preannunziato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Messia del Signore. 27 Mosso dunque dallo Spirito, si recò al tempio; e mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per adempiere la Legge, 28 lo prese tra le braccia e benedisse Dio:
29 «Ora lascia, o Signore, che il tuo servo vada in pace secondo la tua parola; 30 perché i miei occhi han visto la tua salvezza, 31 preparata da te davanti a tutti i popoli, 32 luce per illuminare le genti
e gloria del tuo popolo Israele».
33 Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. 34 Simeone li benedisse e parlò a Maria, sua madre: «Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione 35 perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l’anima».
36 C’era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto col marito sette anni dal tempo in cui era ragazza, 37 era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. 38 Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.
39 Quando ebbero tutto compiuto secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nazaret. 40 Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era sopra di lui.

Simeone, uomo giusto e timorato di Dio, attento e in costante contatto con lo Spirito:

v. 25 Συμεών, καὶ ὁ ἄνθρωπος οὗτος δίκαιος καὶ εὐλαβής, προσδεχόμενος παράκλησιν τοῦ Ἰσραήλ, καὶ πνεῦμα (pnéuma) ἦν ἅγιον (àghion) ἐπ’ αὐτόν
Simeon, et homo iste justus, et timoratus, exspectans consolationem Israël: et Spiritus Sanctus erat in eo
Simeone, uomo giusto e timorato di Dio che aspettava la consolazione d’Israele; lo Spirito Santo era sopra di lui

v. 26 καὶ ἦν αὐτῷ κεχρηματισμένον ὑπὸ τοῦ πνεύματος (pnéumatos) τοῦ ἁγίου (aghìu) μὴ ἰδεῖν θάνατον πρὶν ἢ ἂν ἴδῃ τὸν χριστὸν κυρίου
Et responsum acceperat a Spiritu Sancto, non visurum se mortem, nisi prius videret Christum Domini
E gli era stato rivelato dallo Spirito Santo che non sarebbe morto prima di aver visto il Cristo del Signore

v. 27 καὶ ἦλθεν ἐν τῷ πνεύματι (pnéumati) εἰς τὸ ἱερόν
Et venit in spiritu in templum
E venne nello Spirito al tempio

πνεῦμα ἅγιον (pnéuma àghion): Luca è l’evangelista che nomina più volte lo Spirito Santo; se poi consideriamo anche gli Atti degli Apostoli, lo Spirito è veramente uno dei personaggi più importanti del racconto lucano:

  • Luca 1,35 καὶ ἀποκριθεὶς ὁ ἄγγελος εἶπεν αὐτῇ· Πνεῦμα ἅγιον (pnéuma àghion) ἐπελεύσεται ἐπὶ σέ, καὶ δύναμις Ὑψίστου ἐπισκιάσει σοι
    Le rispose l’angelo: lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo
  • Luca 1,41 καὶ ἐγένετο ὡς ἤκουσεν τὸν ἀσπασμὸν τῆς Μαρίας ἡ Ἐλισάβετ, ἐσκίρτησεν τὸ βρέφος ἐν τῇ κοιλίᾳ αὐτῆς, καὶ ἐπλήσθη πνεύματος ἁγίου (pnéumatos aghìu) ἡ Ἐλισάβετ
    Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo
  • Atti 2,4 καὶ ἐπλήσθησαν πάντες πνεύματος ἁγίου (pnéumatos aghìu), καὶ ἤρξαντο λαλεῖν ἑτέραις γλώσσαις καθὼς τὸ πνεῦμα (pnéuma) ἐδίδου ἀποφθέγγεσθαι αὐτοῖς
    Ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro il potere d’esprimersi

v. 29 Νῦν ἀπολύεις (apolùeis) τὸν δοῦλόν σου, δέσποτα, κατὰ τὸ ῥῆμά σου ἐν εἰρήνῃ
Nunc dimittis servum tuum Domine, secundum verbum tuum in pace
Ora lascia, o Signore, che il tuo servo vada in pace secondo la tua parola

ἀπολύω (apolùo) lasciar andare, non trattenere, ma più spesso nel significato di liberare, sciogliere (e quindi anche perdonare):

  • Luca 6,37 Καὶ μὴ κρίνετε, καὶ οὐ μὴ κριθῆτε· καὶ μὴ καταδικάζετε, καὶ οὐ μὴ καταδικασθῆτε. ἀπολύετε (apolùete), καὶ ἀπολυθήσεσθε (apoluthésesthe)
    Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati
  • Luca 13,12 ἰδὼν δὲ αὐτὴν ὁ Ἰησοῦς προσεφώνησεν καὶ εἶπεν αὐτῇ· Γύναι, ἀπολέλυσαι (apolélusai) τῆς ἀσθενείας σου
    Gesù la vide, la chiamò a sé e le disse: Donna, sei liberata dalla tua infermità
  • Luca 14,4 οἱ δὲ ἡσύχασαν. καὶ ἐπιλαβόμενος ἰάσατο αὐτὸν καὶ ἀπέλυσεν (apélusen)
    Ma essi tacquero. Egli lo prese per mano, lo guarì e lo lasciò andare

v. 30 ὅτι εἶδον οἱ ὀφθαλμοί μου τὸ σωτήριόν σου ὃ ἡτοίμασας (etòimasas) κατὰ πρόσωπον πάντων τῶν λαῶν
Quia viderunt oculi mei salutare tuum, quod parasti ante faciem omnium populorum
Perché i miei occhi han visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli

ἑτοιμάζω (etoimàzo) preparare, far sì che tutto sia pronto:

  • Luca 1,76 καὶ σὺ δέ, παιδίον, προφήτης Ὑψίστου κληθήσῃ, προπορεύσῃ γὰρ ἐνώπιον κυρίου ἑτοιμάσαι (etoimàsai) ὁδοὺς αὐτοῦ
    E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade
  • Luca 3,4 Φωνὴ βοῶντος ἐν τῇ ἐρήμῳ· Ἑτοιμάσατε (etoimàsate) τὴν ὁδὸν κυρίου, εὐθείας ποιεῖτε τὰς τρίβους αὐτοῦ
    Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!
  • Luca 22,13 ἀπελθόντες δὲ εὗρον καθὼς εἰρήκει αὐτοῖς, καὶ ἡτοίμασαν (etòimasan) τὸ πάσχα
    Essi andarono e trovarono tutto come aveva loro detto e prepararono la Pasqua

Lasciamoci interrogare dalla Parola perché, come dice Simeone, davvero Gesù possa essere segno di contraddizione per svelare i pensieri del nostro cuore!

Piscatores hominum

La chiesina dei Tonnarotti all’Isola d’ElbaLlewelyn Lloyd

Domenica 26 gennaio 2020

Matteo, 4, 12-23
12 Avendo intanto saputo che Giovanni era stato arrestato, Gesù si ritirò nella Galilea 13 e, lasciata Nazaret, venne ad abitare a Cafarnao, presso il mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, 14 perché si adempisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia:
15 Il paese di Zàbulon e il paese di Nèftali, sulla via del mare, al di là del Giordano, Galilea delle genti; 16 il popolo immerso nelle tenebre ha visto una grande luce; su quelli che dimoravano in terra e ombra di morte una luce si è levata.
17 Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino».
18 Mentre camminava lungo il mare di Galilea vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano la rete in mare, poiché erano pescatori. 19 E disse loro: «Seguitemi, vi farò pescatori di uomini». 20 Ed essi subito, lasciate le reti, lo seguirono. 21 Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo di Zebedèo e Giovanni suo fratello, che nella barca insieme con Zebedèo, loro padre, riassettavano le reti; e li chiamò. 22 Ed essi subito, lasciata la barca e il padre, lo seguirono.
23 Gesù andava attorno per tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe e predicando la buona novella del regno e curando ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo

Dopo essere stato tentato dal diavolo, dopo il passaggio obbligato nel deserto e nella solitudine, Gesù inizia a predicare, ad annunciare una notizia che ancora oggi continua ad essere nuova, a non invecchiare

v. 17 Ἀπὸ τότε ἤρξατο ὁ Ἰησοῦς κηρύσσειν (keryssein) καὶ λέγειν· Μετανοεῖτε (metanoéite), ἤγγικεν γὰρ ἡ βασιλεία τῶν οὐρανῶν
Exinde cœpit Jesus prædicare, et dicere: Pœnitentiam agite: appropinquavit enim regnum cælorum
Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino

v. 23 Καὶ περιῆγεν ἐν ὅλῃ τῇ Γαλιλαίᾳ, διδάσκων ἐν ταῖς συναγωγαῖς αὐτῶν καὶ κηρύσσων (kerysson) τὸ εὐαγγέλιον τῆς βασιλείας καὶ θεραπεύων πᾶσαν νόσον καὶ πᾶσαν μαλακίαν ἐν τῷ λαῷ
Et circuibat Jesus totam Galilæam, docens in synagogis eorum, et prædicans Evangelium regni: et sanans omnem languorem, et omnem infirmitatem in populo
Gesù andava attorno per tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe e predicando la buona novella del regno e curando ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo

κηρύσσω (kerysso) proclamare apertamente, pubblicamente; da qui il κήρυγμα (kêrygma) ciò che viene proclamato, l’annuncio vero e proprio:

  • Matteo 3,1 Ἐν δὲ ταῖς ἡμέραις ἐκείναις παραγίνεται Ἰωάννης ὁ βαπτιστὴς κηρύσσων (kerysson) ἐν τῇ ἐρήμῳ τῆς Ἰουδαίας
    In quei giorni comparve Giovanni il Battista a predicare nel deserto della Giudea
  • Matteo 10,27 ὃ λέγω ὑμῖν ἐν τῇ σκοτίᾳ, εἴπατε ἐν τῷ φωτί· καὶ ὃ εἰς τὸ οὖς ἀκούετε, κηρύξατε (keryxate) ἐπὶ τῶν δωμάτων
    Quello che vi dico nelle tenebre ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio predicatelo sui tetti
  • Matteo 24,14 καὶ κηρυχθήσεται (kerykthésetai) τοῦτο τὸ εὐαγγέλιον τῆς βασιλείας ἐν ὅλῃ τῇ οἰκουμένῃ εἰς μαρτύριον πᾶσιν τοῖς ἔθνεσιν, καὶ τότε ἥξει τὸ τέλος
    E questo vangelo del regno sarà predicato in tutto il mondo, affinché ne sia resa testimonianza a tutte le genti; allora verrà la fine

V. 19 καὶ λέγει αὐτοῖς· Δεῦτε (déute) ὀπίσω μου, καὶ ποιήσω ὑμᾶς ἁλιεῖς (aliéis) ἀνθρώπων
Et ait illis: Venite post me, et faciam vos fieri piscatores hominum
E disse loro: Venite dietro a me e vi farò pescatori di uomini

Δεῦτε (déute) è un avverbio imperativo che difficilmente ammette obiezioni:

  • Matteo 11,28 Δεῦτε (déute) πρός με πάντες οἱ κοπιῶντες καὶ πεφορτισμένοι, κἀγὼ ἀναπαύσω ὑμᾶς
    Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò
  • Matteo 22,4 Ἰδοὺ τὸ ἄριστόν μου ἡτοίμακα, οἱ ταῦροί μου καὶ τὰ σιτιστὰ τεθυμένα, καὶ πάντα ἕτοιμα· δεῦτε (déute) εἰς τοὺς γάμους
    Ecco ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e i miei animali ingrassati sono già macellati e tutto è pronto; venite alle nozze
  • Matteo 25,34 Δεῦτε (déute), οἱ εὐλογημένοι τοῦ πατρός μου, κληρονομήσατε τὴν ἡτοιμασμένην ὑμῖν βασιλείαν ἀπὸ καταβολῆς κόσμου
    Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo

ἁλιεύς (alieùs) il pescatore. Colpisce che mentre in latino piscator deriva dal frutto del suo lavoro, il pesce appunto, in greco invece deriva da ἅλς (als) che significa sale; il pescatore è salato, sta in mezzo al sale, ne sente il sapore, l’odore:

  • Isaia 19,8 καὶ στενάξουσιν οἱ ἁλεεῗς (aleéis) καὶ στενάξουσιν πάντες οἱ βάλλοντες ἄγκιστρον εἰς τὸν ποταμόν καὶ οἱ βάλλοντες σαγήνας καὶ οἱ ἀμφιβολεῗς πενθήσουσιν
    I pescatori si lamenteranno, gemeranno quanti gettano l’amo nel Nilo, quanti stendono le reti sull’acqua saranno desolati
  • Geremia 16,16 ἰδοὺ ἐγὼ ἀποστέλλω τοὺς ἁλεεῗς (aleéis) τοὺς πολλούς λέγει κύριος καὶ ἁλιεύσουσιν (aliéususin) αὐτούς
    Ecco, io invierò numerosi pescatori – dice il Signore – che li pescheranno
  • Ezechiele 47,10 καὶ στήσονται ἐκεῗ ἁλεεῗς (aleéis) ἀπὸ Αινγαδιν ἕως Αιναγαλιμ ψυγμὸς σαγηνῶν ἔσται
    Sulle sue rive vi saranno pescatori: da Engàddi a En-Eglàim vi sarà una distesa di reti

Papa Francesco, nella Messa del Crisma di qualche anno fa: “Questo vi chiedo: di essere pastori con l’odore delle pecore, pastori in mezzo al proprio gregge, e pescatori di uomini”.
Chi pesca uomini non può che avere addosso l’odore degli uomini, e addosso il sale e la fatica della vita