Ut videam

Untitled – Martin Kippenberger

Domenica 24 ottobre 2021

Marco 10, 46-52
46E giunsero a Gerico. Mentre partiva da Gerico insieme ai suoi discepoli e a molta folla, il figlio di Timeo, Bartimeo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. 47Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!». 48Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!». 49Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!». Chiamarono il cieco, dicendogli: «Coraggio! Àlzati, ti chiama!». 50Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù. 51Allora Gesù gli disse: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». E il cieco gli rispose: «Rabbunì, che io veda di nuovo!». 52E Gesù gli disse: «Va’, la tua fede ti ha salvato». E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada

E’ un personaggio Bartimeo, ha addirittura un nome; non sono in tanti nel vangelo ad essere ricordati con il proprio nome
E poi ha un padre con un nome, cosa ancora più rara, riservata solo a pochissimi
Questa cosa del nome dà a Bartimeo un certo tono, lo eleva quasi a livello dei discepoli, gli conferisce rispettabilità

Ma poi si mette a gridare…
Non alza solo la voce, si mette proprio a urlare, come un’aquila, anzi, è proprio sgraziato, letteralmente gracchia come un corvo
Sì va bene è cieco, in effetti ha sentito che passava Gesù; ho capito che urla per paura di non essere visto, è vero potrebbe essere l’occasione della vita…
Ma mettersi a gridare così, per di più un povero, un mendicante, senza rispetto
Fastidiosissimo, da oltrepassare velocemente, sperando che la voce piano piano si allontani, si smorzi

Chiamatelo!
Signore, forse non è il caso di convocarlo, di metterlo al centro
Chiamatelo!
Signore, non siamo riusciti nemmeno a farlo tacere, cosa potrebbe succedere se gli dai importanza
Chiamatelo!
Signore, è un mendicante, uno fra tanti, lasciamolo fra i tanti
Chiamatelo!

Alzati Bartimeo, il Signore ti chiama, non senti?

v. 47
καί ἀκούσας (akùsas) ὅτι ἰησοῦς ὁ ναζαρηνός ἐστιν ἤρξατο κράζειν (kràzein) καί λέγειν, υἱέ δαυίδ ἰησοῦ, ἐλέησόν με
Qui cum audisset quia Jesus Nazarenus est, cœpit clamare, et dicere: Jesu fili David, miserere mei
Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me

ἀκούω (akùo) ascoltare, udire, non essere sordo:

  • Marco 4,3
    ἀκούετε (akùete) ἰδο ἐξῆλθεν ὁ σπείρων σπεῖραι
    Ascoltate, ecco, uscì il seminatore a seminare
  • Marco 4,20
    καί ἐκεῖνοί εἰσιν οἱ ἐπ τν γν τν καλν σπαρέντες οἵτινες ἀκούουσιν (akùusin) τν λόγον καί παραδέχονται καί καρποφοροῦσιν ἓν τριάκοντα καί ἓν ἑξήκοντα καί ἓν ἑκατόν
    Quelli poi che ricevono il seme su un terreno buono, sono coloro che ascoltano la parola, l’accolgono e portano frutto nella misura chi del trenta, chi del sessanta, chi del cento per uno
  • Marco 4,23
    εἴ τις ἔχει ὦτα ἀκούειν (akùein) ἀκουέτω (akuèto)
    Se uno ha orecchi per ascoltare, ascolti

v. 48
καί ἐπετίμων αὐτῶ πολλοί ἵνα σιωπήσῃ· ὁ δέ πολλῶ μᾶλλον ἔκραζεν (ékrazen), υἱέ δαυίδ, ἐλέησόν με
Et comminabantur ei multi ut taceret. At ille multo magis clamabat: Fili David, miserere mei
Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me

κράζω (kràzo) urlare, letteralmente gracchiare come un corvo:

  • Marco 9,24
    εὐθς κράξας (kràxas) ὁ πατρ τοῦ παιδίου ἔλεγεν· Πιστεύω· βοήθει μου τῇ ἀπιστίᾳ
    Il padre del fanciullo rispose gridando: Credo, aiutami nella mia incredulità
  • Marco 11,9
    καί οἱ προάγοντες καί οἱ ἀκολουθοῦντες ἔκραζον (ékrazon)· Ὡσαννά· Εὐλογημένος ὁ ἐρχόμενος ἐν ὀνόματι κυρίου
    Quelli poi che andavano innanzi, e quelli che venivano dietro gridavano: Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore!
  • Marco 15,13
    οἱ δ πάλιν ἔκραξαν (ékraxan)· Σταύρωσον αὐτόν
    Ed essi di nuovo gridarono: Crocifiggilo!

v. 51
καί ἀποκριθείς αὐτῶ ὁ ἰησοῦς εἶπεν, τί σοι θέλεις ποιήσω; ὁ δέ τυφλός εἶπεν αὐτῶ, ραββουνι, ἵνα ἀναβλέψω (anablépso)
Et respondens Jesus dixit illi: Quid tibi vis faciam? Cæcus autem dixit ei: Rabboni, ut videam
Allora Gesù gli disse: Che cosa vuoi che io faccia per te? E il cieco gli rispose: Rabbunì, che io veda di nuovo

v. 52
καί ὁ Ἰησοῦς εἶπεν αὐτῷ· Ὕπαγε, ἡ πίστις σου σέσωκέν σε. καί εὐθύς ἀνέβλεψεν (anéblepsen), καὶ ἠκολούθει αὐτῷ ἐν τῇ ὁδῷ
Jesus autem ait illi: Vade, fides tua te salvum fecit. Et confestim vidit, et sequebatur eum in via
E Gesù gli disse: Va’, la tua fede ti ha salvato. E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada

ἀναβλέπω (anablépo) guardare in alto:

  • Marco 6,41
    καί λαβών τος πέντε ἄρτους καί τος δύο ἰχθύας ἀναβλέψας (anablépsas) εἰς τόν οὐρανόν εὐλόγησεν καί κατέκλασεν τος ἄρτους καί ἐδίδου τοῖς μαθηταῖς αὐτοῦ ἵνα παρατιθῶσιν αὐτοῖς, καί τος δύο ἰχθύας ἐμέρισεν πᾶσιν
    Prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li dava ai suoi discepoli perché li distribuissero a loro; e divise i due pesci fra tutti
  • Marco 7,34
    καί ἀναβλέψας (anablépsas) εἰς τόν οὐρανόν ἐστέναξεν, καί λέγει αὐτῷ· Εφφαθα, ὅ ἐστιν Διανοίχθητι
    Guardando in su quindi verso il cielo, emise un sospiro e gli disse: Effatà, cioè: Apriti

Bartimeo è l’uomo dei cinque sensi: è vero non ha la vista, ma il resto funziona benissimo
Uomo dell’ascolto, riesce a riconoscere la voce di Gesù in mezzo al frastuono, la presenza di un uomo in mezzo a uomini di passaggio
Uomo dalla voce potente, che non si preoccupa delle conseguenze, che non bada ai convenevoli, che grida per ottenere, che grida più forte se minacciano di zittirlo
Uomo dalla mano veloce, che getta via il mantello per muoversi in fretta, per rispondere ad una chiamata, per stabilire un contatto
Uomo di fede, uomo salvato, uomo che chiede con fiducia, uomo che ottiene fedeltà
Uomo dalla vista lunga, che ottiene di nuovo la vista, la vita
Uomo del pianto, degli occhi chiusi riaperti alla luce

Erano partiti nel pianto, io li riporterò tra le consolazioni (Geremia 31,7)

διάκονος

Fabbrica di farmacia – Imre Kocsis

Domenica 17 ottobre 2021

Marco 10, 35-45
35Gli si avvicinarono Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedeo, dicendogli: «Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo». 36Egli disse loro: «Che cosa volete che io faccia per voi?». 37Gli risposero: «Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra». 38Gesù disse loro: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato?». 39Gli risposero: «Lo possiamo». E Gesù disse loro: «Il calice che io bevo anche voi lo berrete, e nel battesimo in cui io sono battezzato anche voi sarete battezzati. 40Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato».
41Gli altri dieci, avendo sentito, cominciarono a indignarsi con Giacomo e Giovanni. 42Allora Gesù li chiamò a sé e disse loro: «Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. 43Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, 44e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. 45Anche il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti»

Sedersi, fermarsi: hic manebimus optime!
Sedersi nei posti migliori, in prima fila, nella gloria
Altro che sinodo, strada fatta insieme
Mettere radici per non doversi più spostare
Uno alla destra e uno alla sinistra, in modo che nessuno possa più avvicinarsi al maestro
Come in un selfie: chi sta vicino rimane dentro alla foto, può essere riconosciuto, taggato
Noi lo possiamo, noi sappiamo quello che chiediamo

v. 37
οἱ δέ εἶπαν αὐτῶ, δός ἡμῖν ἵνα εἷς σου ἐκ δεξιῶν καί εἷς ἐξ ἀριστερῶν καθίσωμεν (kathìsomen) ἐν τῇ δόξῃ σου
Et dixerunt: Da nobis ut unus ad dexteram tuam, et alius ad sinistram tuam sedeamus in gloria tua
Gli risposero: Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra

v, 40
τό δέ καθίσαι (kathìsai) ἐκ δεξιῶν μου ἢ ἐξ εὐωνύμων οὐκ ἔστιν ἐμόν δοῦναι, ἀλλ᾽ οἷς ἡτοίμασται
Sedere autem ad dexteram meam, vel ad sinistram, non est meum dare vobis, sed quibus paratum est
Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato

καθίζω (kathìso) sedersi, fermarsi, fissare la propria dimora:

  • Marco 9,35
    καί καθίσας (kathìsas) ἐφώνησεν τούς δώδεκα καί λέγει αὐτοῖς· Εἴ τις θέλει πρῶτος εἶναι ἔσται πάντων ἔσχατος καί πάντων διάκονος
    Allora, sedutosi, chiamò i Dodici e disse loro: Se uno vuol essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servo di tutti
  • Marco 14,32
    Καί ἔρχονται εἰς χωρίον οὗ τό ὄνομα Γεθσημανί, κα λέγει τοῖς μαθηταῖς αὐτοῦ· Καθίσατε (kathìsate) ὧδε ἕως προσεύξωμαι
    Giunsero intanto a un podere chiamato Getsèmani, ed egli disse ai suoi discepoli: Sedetevi qui, mentre io prego
  • Marco 16,19
    Ὁ μέν οὖν κύριος Ἰησοῦς μετ τό λαλῆσαι αὐτοῖς ἀνελήμφθη εἰς τόν οὐρανόν καί ἐκάθισεν (ekàthisen) ἐκ δεξιῶν τοῦ θεοῦ
    Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu assunto in cielo e sedette alla destra di Dio

v. 44
καί ὃς ἂν θέλῃ ἐν ὑμῖν εἶναι πρῶτος (pròtos), ἔσται πάντων δοῦλος
Et quicumque voluerit in vobis primus esse, erit omnium servus
E chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti

πρῶτος (pròtos) primo, che sta davanti in una successione di persone, principale, il più importante:

  • Marco 10,31
    πολλοί δέ ἔσονται πρῶτοι (pròtoi) ἔσχατοι καί οἱ ἔσχατοι πρῶτοι (pròtoi)
    E molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi i primi
  • Marco 12,29
    ἀπεκρίθη ὁ Ἰησοῦς ὅτι Πρώτη (pròte) ἐστίν· Ἄκουε, Ἰσραήλ, κύριος ὁ θεός ἡμῶν κύριος εἷς ἐστιν
    Gesù rispose: Il primo è, Ascolta, Israele. Il Signore Dio nostro è l’unico Signore
  • Marco 16,9
    Ἀναστς δέ πρωῒ πρώτῃ (pròte) σαββάτου ἐφάνη πρῶτον (pròton) Μαρίᾳ τῇ Μαγδαληνῇ, παρ’ ἧς ἐκβεβλήκει ἑπτ δαιμόνια
    Risuscitato al mattino nel primo giorno dopo il sabato, apparve prima a Maria di Màgdala, dalla quale aveva cacciato sette demòni

v. 45
καί γάρ ὁ υἱός τοῦ ἀνθρώπου οὐκ ἦλθεν διακονηθῆναι (diakonethénai) ἀλλ διακονῆσαι (diakonésai) καί δοῦναι τήν ψυχήν αὐτοῦ λύτρον ἀντί πολλῶν
Nam et Filius hominis non venit ut ministraretur ei, sed ut ministraret, et daret animam suam redemptionem pro multis
Anche il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti

διακονέω (diakonéo) servire, essere al servizio; letteralmente il diacono è colui che corre per eseguire degli ordini:

  • Marco 1,13
    καί ἦν ἐν τῇ ἐρήμῳ τεσσεράκοντα ἡμέρας πειραζόμενος ὑπ τοῦ Σατανᾶ, καί ἦν μετ τῶν θηρίων, καί οἱ ἄγγελοι διηκόνουν (diekònun) αὐτῷ
    E vi rimase quaranta giorni, tentato da satana; stava con le fiere e gli angeli lo servivano
  • Marco 1,31
    καί προσελθν ἤγειρεν αὐτν κρατήσας τῆς χειρός· καί ἀφῆκεν αὐτν ὁ πυρετός, καί διηκόνει (diekònei) αὐτοῖς
    Egli, accostatosi, la sollevò prendendola per mano; la febbre la lasciò ed essa si mise a servirli
  • Marco 15,41
    Ἦσαν δέ καί γυναῖκες αἳ ὅτε ἦν ἐν τῇ Γαλιλαίᾳ ἠκολούθουν αὐτῷ καί διηκόνουν (diekònun) αὐτῷ, καί ἄλλαι πολλαί αἱ συναναβᾶσαι αὐτῷ εἰς Ἱεροσόλυμα
    C’erano anche alcune donne che lo seguivano e servivano quando era ancora in Galilea, e molte altre che erano salite con lui a Gerusalemme

Ma tra voi non è così, non può esserlo
Potete voi?
Il grande serve, il primo chiude la fila
Il Signore serve, il Signore non comanda

Che cosa volete che io faccia per voi?
Vogliamo che tu faccia ciò che ti chiediamo, ciò che ti comandiamo
Ma chi vuole comandare diventa servitore, i primi rimangono in fondo

Che cosa vogliamo che tu faccia per noi?
Il Signore dona la propria vita, ci dona la nostra vita

Signore, concedici di non sederci, di non assopirci
Di camminare insieme
“di concederci, liberati dalle mani dei nemici,
di servirlo senza timore, in santità e giustizia
al suo cospetto, per tutti i nostri giorni”
(Lc 1,74)

Unum tibi deest

Untitled – Cy Twombly

Domenica 10 ottobre 2021

Marco 10, 17-30
17Mentre andava per la strada, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». 18Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. 19Tu conosci i comandamenti: Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, non frodare, onora tuo padre e tua madre». 20Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza». 21Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!». 22Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato; possedeva infatti molti beni.
23Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!». 24I discepoli erano sconcertati dalle sue parole; ma Gesù riprese e disse loro: «Figli, quanto è difficile entrare nel regno di Dio! 25È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio». 26Essi, ancora più stupiti, dicevano tra loro: «E chi può essere salvato?». 27Ma Gesù, guardandoli in faccia, disse: «Impossibile agli uomini, ma non a Dio! Perché tutto è possibile a Dio».
28Pietro allora prese a dirgli: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito». 29Gesù gli rispose: «In verità io vi dico: non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, 30che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà

Un uomo ricco si inginocchia
Già il contesto è paradossale
Un uomo ricco si inginocchia per chiedere qualcosa, perché gli manca qualcosa
Ad un uomo ricco mancano poche cose
In effetti gli manca una cosa sola
Ti manca una sola cosa, dice Gesù: stai per completare l’ultimo passo, sei davvero a buon punto
E Gesù lo amò, e quando si ama si vuole il meglio per l’amato: e allora liberati di tutto, di tutte le cose che ti ingombrano le stanze e la testa, regala le cose, i soldi, i proventi; seguimi leggero
Si fece scuro in volto (contristatus)
Era meglio non chiedere, non inginocchiarsi, distogliere lo sguardo
Quanto è difficile entrare
Quanto è più facile possedere

v. 20
ὁ δέ ἔφη αὐτῶ, διδάσκαλε, ταῦτα πάντα ἐφυλαξάμην (ephylaxàmen) ἐκ νεότητός μου
At ille respondens, ait illi: Magister, hæc omnia observavi a juventute mea
Egli allora gli disse: Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza

φυλάσσω (phylàsso) proteggere, osservare, custodire, fare la guardia: i filattéri (φυλακτήριον phylaktêrion) servono proprio a custodire la Parola:

  • Luca 11,21
    ὅταν ὁ ἰσχυρός καθωπλισμένος φυλάσσῃ (phylàsse) τν ἑαυτοῦ αὐλήν, ἐν εἰρήνῃ ἐστίν τ ὑπάρχοντα αὐτοῦ
    Quando un uomo forte, bene armato, fa la guardia al suo palazzo, ciò che possiede è al sicuro
  • Luca 11,28
    αὐτός δέ εἶπεν· Μενοῦν μακάριοι οἱ ἀκούοντες τν λόγον τοῦ θεοῦ καί φυλάσσοντες (phylàssontes)
    Ma egli disse: Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano
  • Giovanni 12,25
    ὁ φιλῶν τν ψυχν αὐτοῦ ἀπολλύει αὐτήν, καί ὁ μισῶν τν ψυχν αὐτοῦ ἐν τῷ κόσμῳ τούτῳ εἰς ζων αἰώνιον φυλάξει (phylàxei) αὐτήν
    Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna

v. 21
ὁ δέ ἰησοῦς ἐμβλέψας (emblépsas) αὐτῶ ἠγάπησεν αὐτόν καί εἶπεν αὐτῶ, ἕν σε ὑστερεῖ· ὕπαγε ὅσα ἔχεις πώλησον καί δός [τοῖς] πτωχοῖς, καί ἕξεις θησαυρόν ἐν οὐρανῶ, καί δεῦρο ἀκολούθει μοι
Jesus autem intuitus eum, dilexit eum, et dixit ei: Unum tibi deest: vade, quæcumque habes vende, et da pauperibus, et habebis thesaurum in cælo: et veni, sequere me
Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi

v. 27
ἐμβλέψας (emblépsas) αὐτοῖς ὁ Ἰησοῦς λέγει· Παρ ἀνθρώποις ἀδύνατον ἀλλ’ οὐ παρ θεῷ, πάντα γρ δυνατ παρ τῷ θεῷ
Et intuens illos Jesus, ait: Apud homines impossibile est, sed non apud Deum: omnia enim possibilia sunt apud Deum
Ma Gesù, guardandoli in faccia, disse: Impossibile agli uomini, ma non a Dio! Perché tutto è possibile a Dio

ἐμβλέπω (emblépo) guardare intensamente, girando la testa e gli occhi, fissare lo sguardo:

  • Marco 8,25
    εἶτα πάλιν ἐπέθηκεν τς χεῖρας ἐπί τούς ὀφθαλμούς αὐτοῦ, καί διέβλεψεν (diéblepsen) καί ἀπεκατέστη καί ἐνέβλεπεν (enéblepen) τηλαυγῶς ἅπαντα
    Allora gli impose di nuovo le mani sugli occhi ed egli ci vide chiaramente, fu guarito e da lontano vedeva distintamente ogni cosa
  • Marco 14,67
    καί ἰδοῦσα τν Πέτρον θερμαινόμενον ἐμβλέψασα (emblépsasa) αὐτῷ λέγει· Καί σύ μετ τοῦ Ναζαρηνοῦ ἦσθα τοῦ Ἰησοῦ
    E, vedendo Pietro che stava a scaldarsi, lo guardò in faccia e gli disse: Anche tu eri con il Nazareno, con Gesù
  • Luca 22,61
    καί στραφείς ὁ κύριος ἐνέβλεψεν (enéblepsen) τῷ Πέτρῳ, καί ὑπεμνήσθη ὁ Πέτρος τοῦ λόγου τοῦ κυρίου ὡς εἶπεν αὐτῷ ὅτι Πρίν ἀλέκτορα φωνῆσαι σήμερον ἀπαρνήσῃ με τρίς
    Allora il Signore si voltò e fissò lo sguardo su Pietro, e Pietro si ricordò della parola che il Signore gli aveva detto: Prima che il gallo canti, oggi mi rinnegherai tre volte

v. 25
εὐκοπώτερόν (eukopòteron) ἐστιν κάμηλον διά [τῆς] τρυμαλιᾶς [τῆς] ῥαφίδος διελθεῖν ἢ πλούσιον εἰς τήν βασιλείαν τοῦ θεοῦ εἰσελθεῖν
Facilius est camelum per foramen acus transire, quam divitem intrare in regnum Dei
È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio

εὐκοπώτερος (eukopòteros) più facile, letteralmente che rende il lavoro più facile, più agevole, meno stancante:

  • Marco 2,9
    τί ἐστιν εὐκοπώτερον (eukopòteron), εἰπεῖν τῷ παραλυτικῷ· Ἀφίενταί σου αἱ ἁμαρτίαι, ἢ εἰπεῖν· Ἔγειρε καί ἆρον τν κράβαττόν σου καί περιπάτει;
    Che cosa è più facile: dire al paralitico Ti sono perdonati i peccati, oppure dire Alzati, prendi la tua barella e cammina?
  • Luca 16,17
    Εὐκοπώτερον (eukopòteron) δέ ἐστιν τν οὐρανν καί τήν γῆν παρελθεῖν ἢ τοῦ νόμου μίαν κεραίαν πεσεῖν
    È più facile che passino il cielo e la terra, anziché cada un solo trattino della legge

Gesù osserva attentamente, fissa lo sguardo
Non è solo un movimento di occhi, è un movimento di tutta la persona
Guarda il ricco con amore, con premura: non vede il troppo che ha accumulato, vede solo ciò che gli manca per non essere più contristatus
Guarda i ricchi con preoccupazione, per la loro difficoltà di conversione
Ma poi guarda i suoi discepoli con incoraggiamento: non è questione di facile o difficile, si tratta semplicemente di possibile o impossibile
E non per gli uomini, ma per Dio

Pregai e mi fu elargita la prudenza,
implorai e venne in me lo spirito di sapienza

(Sapienza 7,7)

σκληροκαρδία

Untitled – André Derain

Domenica 3 ottobre 2021

Marco 10, 2-16
2Alcuni farisei si avvicinarono e, per metterlo alla prova, gli domandavano se è lecito a un marito ripudiare la propria moglie. 3Ma egli rispose loro: “Che cosa vi ha ordinato Mosè?”. 4Dissero: “Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di ripudiarla”.5Gesù disse loro: “Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. 6Ma dall’inizio della creazione li fece maschio e femmina;7 per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie 8e i due diventeranno una carne sola. Così non sono più due, ma una sola carne. 9Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto”. 10A casa, i discepoli lo interrogavano di nuovo su questo argomento. 11E disse loro: “Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio verso di lei; 12e se lei, ripudiato il marito, ne sposa un altro, commette adulterio”.
13Gli presentavano dei bambini perché li toccasse, ma i discepoli li rimproverarono. 14Gesù, al vedere questo, s’indignò e disse loro: “Lasciate che i bambini vengano a me, non glielo impedite: a chi è come loro infatti appartiene il regno di Dio. 15In verità io vi dico: chi non accoglie il regno di Dio come lo accoglie un bambino, non entrerà in esso”. 16E, prendendoli tra le braccia, li benediceva, imponendo le mani su di loro

Si avvicinano per domandare
Gesù si lascia sempre avvicinare da chi porta domande
Anche la domanda che vuole incastrare in realtà allarga orizzonti
Il dubbio tiene aperta la porta della Parola
La Parola produce frutto solo se davanti si trova domande, non certezze
Lasciate che i dubbi vengano a me

v. 2
καί προσελθόντες φαρισαῖοι ἐπηρώτων (eperòton) αὐτόν εἰ ἔξεστιν ἀνδρί γυναῖκα ἀπολῦσαι, πειράζοντες αὐτόν
Et accedentes pharisæi interrogabant eum: Si licet vero uxorem dimittere: tentantes eum
Alcuni farisei si avvicinarono e, per metterlo alla prova, gli domandavano se è lecito a un marito ripudiare la propria moglie

v. 10
Καί εἰς τν οἰκίαν πάλιν οἱ μαθηταί περί τούτου ἐπηρώτων αὐτόν
Et in domo iterum discipuli ejus de eodem interrogaverunt eum
A casa, i discepoli lo interrogavano di nuovo su questo argomento

ἐπερωτάω (eperotào) avvicinarsi a qualcuno per domandare, chiedere, interrogare:

  • Marco 7,17
    Καί ὅτε εἰσῆλθεν εἰς οἶκον ἀπό τοῦ ὄχλου, ἐπηρώτων (eperòton) αὐτόν οἱ μαθηταί αὐτοῦ τν παραβολήν
    Quando entrò in una casa lontano dalla folla, i discepoli lo interrogarono sul significato di quella parabola
  • Marco 9,32
    οἱ δέ ἠγνόουν τ ῥῆμα, καί ἐφοβοῦντο αὐτν ἐπερωτῆσαι (eperotésai)
    Essi però non comprendevano queste parole e avevano timore di chiedergli spiegazioni

v. 5
ὁ δέ ἰησοῦς εἶπεν αὐτοῖς, πρς τν σκληροκαρδίαν (sklerokardìan) ὑμῶν ἔγραψεν ὑμῖν τν ἐντολν ταύτην
Quibus respondens Jesus, ait: Ad duritiam cordis vestri scripsit vobis præceptum istud
Gesù disse loro: Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma

σκληροκαρδία (sklerokardìa) la durezza di cuore, la rigidità che impedisce al cuore di funzionare, alla vita di pulsare:

  • Marco 16,14
    Ὕστερον δέ ἀνακειμένοις αὐτοῖς τοῖς ἕνδεκα ἐφανερώθη, καί ὠνείδισεν τήν ἀπιστίαν αὐτῶν καί σκληροκαρδίαν (sklerokardìan) ὅτι τοῖς θεασαμένοις αὐτόν ἐγηγερμένον οὐκ ἐπίστευσαν
    Alla fine apparve agli undici, mentre stavano a mensa, e li rimproverò per la loro incredulità e durezza di cuore, perché non avevano creduto a quelli che lo avevano visto risuscitato
  • Deuteronomio 10,16
    καί περιτεμεῖσθε τν σκληροκαρδίαν (sklerokardìan) ὑμῶν καί τν τράχηλον ὑμῶν οὐ σκληρυνεῖτε (sklerynéite) ἔτι
    Circoncidete dunque il vostro cuore duro e non indurite più la vostra cervice

v. 14
ἰδών δέ ὁ ἰησοῦς ἠγανάκτησεν (eganàktesen) καί εἶπεν αὐτοῖς, ἄφετε τά παιδία ἔρχεσθαι πρός με, μ κωλύετε αὐτά, τῶν γάρ τοιούτων ἐστίν ἡ βασιλεία τοῦ θεοῦ
Quos cum videret Jesus, indigne tulit, et ait illis: Sinite parvulos venire ad me, et ne prohibueritis eos: talium enim est regnum Dei
Gesù, al vedere questo, s’indignò e disse loro: Lasciate che i bambini vengano a me, non glielo impedite: a chi è come loro infatti appartiene il regno di Dio

ἀγανακτέω (aganaktéo) da agan (molto) e achthos (dolore), l’indignazione non provoca solo dispiacere ma addirittura dolore:

  • Marco 10,41
    Καί ἀκούσαντες οἱ δέκα ἤρξαντο ἀγανακτεῖν (aganaktéin) περί Ἰακώβου καί Ἰωάννου
    All’udire questo, gli altri dieci si sdegnarono con Giacomo e Giovanni
  • Marco 14,4
    ἦσαν δέ τινες ἀγανακτοῦντες (aganaktùntes) πρς ἑαυτούς· Εἰς τί ἀπώλεια αὕτη τοῦ μύρου γέγονεν;
    Ci furono alcuni che si sdegnarono fra di loro: Perché tutto questo spreco di olio profumato?
  • Matteo 21,15
    ἰδόντες δ οἱ ἀρχιερεῖς καί οἱ γραμματεῖς τ θαυμάσια ἃ ἐποίησεν καί τος παῖδας τος κράζοντας ἐν τῷ ἱερῷ καί λέγοντας· Ὡσανν τῷ υἱῷ Δαυίδ ἠγανάκτησαν (eganàktesan)
    Ma i sommi sacerdoti e gli scribi, vedendo le meraviglie che faceva e i fanciulli che acclamavano nel tempio: Osanna al figlio di Davide, si sdegnarono

Gesù si indigna, si infuria, si ad-dolora
Per la nostra durezza di cuore, la nostra lentezza nel capire (col cuore), la nostra ottusità (di cuore)
Si rattrista per il nostro bisogno di codificare, di limitare, di giudicare, di impedire, di bloccare
E’ lecito per un uomo…?
E’ lecito che dei bambini…?
C’è una legge che proibisce…?
C’è un regolamento che impedisce…?
Liberare il cuore, aprire gli occhi, annusare il vento, accogliere il regno
Alzare le mani per benedire
Imparare ascoltando i bambini, tornando bambini, con le domande dei bambini

Adversum vos, pro vobis

Street scene – Lennart Anderson

Domenica 26 settembre 2021

Marco 9,38-48
38Giovanni gli disse: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e volevamo impedirglielo, perché non ci seguiva». 39Ma Gesù disse: «Non glielo impedite, perché non c’è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito possa parlare male di me: 40chi non è contro di noi è per noi.
41Chiunque infatti vi darà da bere un bicchiere d’acqua nel mio nome perché siete di Cristo, in verità io vi dico, non perderà la sua ricompensa.
42Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, è molto meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare. 43Se la tua mano ti è motivo di scandalo, tagliala: è meglio per te entrare nella vita con una mano sola, anziché con le due mani andare nella Geènna, nel fuoco inestinguibile. [ 4445E se il tuo piede ti è motivo di scandalo, taglialo: è meglio per te entrare nella vita con un piede solo, anziché con i due piedi essere gettato nella Geènna. [ 4647E se il tuo occhio ti è motivo di scandalo, gettalo via: è meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, anziché con due occhi essere gettato nella Geènna, 48dove il loro verme non muore e il fuoco non si estingue»

Maestro, c’è uno, non so se l’hai visto…
C’è uno, a differenza dei discepoli non ha nemmeno un nome; sembra che faccia del bene, delle cose buone, ma sai, a volte l’apparenza inganna…
L’unica cosa certa è che non ci segue, non cammina con noi, non viene alle nostre riunioni, non ci conosce nemmeno, non sa chi siamo, non sa che noi…
Non l’abbiamo mai visto in parrocchia, se va bene non viene nemmeno a Messa…
Nel dubbio l’abbiamo bloccato: non volevamo scandali…
Nel dubbio gli abbiamo tarpato le ali, gli abbiamo potato le iniziative…

E il Maestro, con una pazienza infinita, ci spiega per l’ennesima volta che non è quella la potatura che dà frutto

v. 38
ἔφη αὐτῶ ὁ ἰωάννης, διδάσκαλε, εἴδομέν τινα ἐν τῶ ὀνόματί σου ἐκβάλλοντα δαιμόνια, καί ἐκωλύομεν αὐτόν, ὅτι οὐκ ἠκολούθει (ekolùthei) ἡμῖν
Respondit illi Joannes, dicens: Magister, vidimus quemdam in nomine tuo ejicientem dæmonia, qui non sequitur nos, et prohibuimus eum
Giovanni gli disse: Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e volevamo impedirglielo, perché non ci seguiva

ἀκολουθέω (akoluthéo) da keleuthos (strada), fare la strada insieme, seguire uno che precede, raggiungerlo come un compagno, condividere il cammino:

  • Marco 2,14
    καί παράγων εἶδεν Λευίν τόν τοῦ Ἁλφαίου καθήμενον ἐπί τό τελώνιον, καί λέγει αὐτῷ· Ἀκολούθει (akolùthei) μοι. καί ἀναστάς ἠκολούθησεν (ekolùthesen) αὐτῷ
    Nel passare, vide Levi, il figlio di Alfeo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: Seguimi. Egli, alzatosi, lo seguì
  • Marco 8,34
    Καί προσκαλεσάμενος τόν ὄχλον σν τοῖς μαθηταῖς αὐτοῦ εἶπεν αὐτοῖς· Εἴ τις θέλει ὀπίσω μου ἐλθεῖν, ἀπαρνησάσθω ἑαυτόν καί ἀράτω τόν σταυρόν αὐτοῦ καί ἀκολουθείτω (akoluthéito) μοι
    Convocata la folla insieme ai suoi discepoli, disse loro: «Se qualcuno vuol venire dietro di me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua
  • Marco 10,28
    Ἤρξατο λέγειν ὁ Πέτρος αὐτῷ· Ἰδο ἡμεῖς ἀφήκαμεν πάντα καί ἠκολουθήκαμέν (ekoluthékamen) σοι
    Pietro allora gli disse: Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito

v. 39
ὁ δ ἰησοῦς εἶπεν, μ κωλύετε (kolùete) αὐτόν, οὐδείς γάρ ἐστιν ὃς ποιήσει δύναμιν ἐπί τῶ ὀνόματί μου καί δυνήσεται ταχύ κακολογῆσαί με
Jesus autem ait: Nolite prohibere eum: nemo est enim qui faciat virtutem in nomine meo, et possit cito male loqui de me
Ma Gesù disse: Non glielo impedite, perché non c’è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito possa parlare male di me

κωλύω (kolùo) da kolazo (potare), impedire, trattenere, tenere a freno, contenere:

  • Marco 10,14
    ἰδν δέ ὁ Ἰησοῦς ἠγανάκτησεν κα εἶπεν αὐτοῖς· Ἄφετε τ παιδία ἔρχεσθαι πρός με, μή κωλύετε (kolùete) αὐτά, τῶν γρ τοιούτων ἐστν ἡ βασιλεία τοῦ θεοῦ
    Gesù, al vedere questo, s’indignò e disse loro: Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite, perché a chi è come loro appartiene il regno di Dio
  • Luca 6,29
    τῷ τύπτοντί σε ἐπ τήν σιαγόνα πάρεχε κα τήν ἄλλην, κα ἀπ τοῦ αἴροντός σου τ ἱμάτιον κα τν χιτῶνα μή κωλύσῃς (kolùses)
    A chi ti percuote sulla guancia, porgi anche l’altra; a chi ti leva il mantello, non rifiutare la tunica
  • Luca 11,52
    οὐα ὑμῖν τοῖς νομικοῖς, ὅτι ἤρατε τήν κλεῖδα τῆς γνώσεως· αὐτο οὐκ εἰσήλθατε κα τος εἰσερχομένους ἐκωλύσατε (ekolùsate)
    Guai a voi, dottori della legge, che avete tolto la chiave della scienza. Voi non siete entrati, e a quelli che volevano entrare l’avete impedito

v. 41
ὃς γάρ ἂν ποτίσῃ (potìze) ὑμᾶς ποτήριον ὕδατος ἐν ὀνόματι ὅτι χριστοῦ ἐστε, ἀμήν λέγω ὑμῖν ὅτι οὐ μή ἀπολέσῃ τόν μισθόν αὐτοῦ
Quisquis enim potum dederit vobis calicem aquæ in nomine meo, quia Christi estis: amen dico vobis, non perdet mercedem suam
Chiunque infatti vi darà da bere un bicchiere d’acqua nel mio nome perché siete di Cristo, in verità io vi dico, non perderà la sua ricompensa

ποτίζω (potìzo da cui potabile) dare da bere, irrigare:

  • Marco 15,36
    δραμν δέ τις κα γεμίσας σπόγγον ὄξους περιθες καλάμῳ ἐπότιζεν (epòtizen) αὐτόν, λέγων· Ἄφετε ἴδωμεν εἰ ἔρχεται Ἠλίας καθελεῖν αὐτόν
    Uno corse a inzuppare di aceto una spugna e, postala su una canna, gli dava da bere, dicendo: Aspettate, vediamo se viene Elia a toglierlo dalla croce
  • Romani 12,20
    ἀλλν πεινᾷ ὁ ἐχθρός σου, ψώμιζε αὐτόν· ἐν διψᾷ, πότιζε (pòtize) αὐτόν· τοῦτο γρ ποιῶν ἄνθρακας πυρς σωρεύσεις ἐπ τήν κεφαλήν αὐτοῦ
    Al contrario, se il tuo nemico ha fame, dagli da mangiare; se ha sete, dagli da bere: facendo questo, infatti, ammasserai carboni ardenti sopra il suo capo
  • 1 Corinzi 3,7
    ὥστε οὔτε ὁ φυτεύων ἐστίν τι οὔτε ὁ ποτίζων (potìzon), ἀλλ’ ὁ αὐξάνων θεός
    Ora né chi pianta, né chi irrìga è qualche cosa, ma Dio che fa crescere

Taglio tutto ciò che mi blocca
Taglio tutto ciò che mi impedisce di avvicinarmi agli altri
Taglio tutto ciò che non produce bene
Taglio tutto ciò che non mi fa sentire bene
Taglio i miei egoismi, le mie chiusure, le mie corte vedute
Taglio i miei pregiudizi, i miei giudizi, le mie sentenze
Taglio per vedere meglio, per respirare, per farmi raggiungere
Taglio per liberare, per ripartire, per camminare
Taglio perché è l’unico modo per non inciampare
Taglio perché la macina da mulino finisca in fondo al mare
Taglio per poter distribuire bicchieri d’acqua

πνεῦμά καί ζωή

Himalayas morning – Nicholas Roerich

Domenica 22 agosto 2021

Giovanni 6,60-69 
60Molti dei suoi discepoli, dopo aver ascoltato, dissero: “Questa parola è dura! Chi può ascoltarla?”. 61Gesù, sapendo dentro di sé che i suoi discepoli mormoravano riguardo a questo, disse loro: “Questo vi scandalizza?  62E se vedeste il Figlio dell’uomo salire là dov’era prima?  63È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che io vi ho detto sono spirito e sono vita. 64Ma tra voi vi sono alcuni che non credono”. Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito. 65E diceva: “Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre”.
66Da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui. 67Disse allora Gesù ai Dodici: “Volete andarvene anche voi?”. 68Gli rispose Simon Pietro: “Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna 69e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio”

Questa parola è dura, e noi avremmo bisogno di parole accoglienti
Questa parola allontana, e noi avremmo bisogno di parole per riavvicinare la gente
Questa parola scandalizza, e noi avremmo bisogno di parole che rassicurino
Signore, chi può ascoltare questa parola?
Chi è in grado?
A chi serve questa parola?
A cosa serve?
Ci sono alcuni che non credono
Uno tradisce, gli altri non credono: chi ben comincia…
Anche voi volete andare a nascondervi?

v. 62
άν οὗν θεωρῆτε (theoréte) τόν υἱόν τοῦ ἀνθρώπου ἀναβαίνοντα ὅπου ἦν τό πρότερον;
Si ergo videritis Filium hominis ascendentem ubi erat prius?
E se vedeste il Figlio dell’uomo salire là dov’era prima?

θεωρέω (theoréo) contemplare, essere spettatore, da cui teatro e anche teoria, che è proprio ciò che nasce dall’osservazione della realtà:

  • Giovanni 6,2
    ἠκολούθει δ αὐτῷ ὄχλος πολύς, ὅτι ἐθεώρουν (etheòrun) τ σημεῖα ἃ ἐποίει ἐπί τῶν ἀσθενούντων
    E una grande folla lo seguiva, vedendo i segni che faceva sugli infermi
  • Giovanni 8,51
    ἀμήν ἀμήν λέγω ὑμῖν, ἐάν τις τν ἐμν λόγον τηρήσῃ, θάνατον οὐ μ θεωρήσῃ (theorése) εἰς τν αἰῶνα
    In verità, in verità vi dico: se uno osserva la mia parola, non vedrà mai la morte
  • Giovanni 12,45
    καί ὁ θεωρῶν (theoròn) ἐμ θεωρεῖ (theoréi) τν πέμψαντά με
    E chi vede me, vede colui che mi ha mandato

v. 63
τό πνεῦμά ἐστιν τό ζῳοποιοῦν (zoopoiùn), ἡ σάρξ οὐκ ὠφελεῖ οὐδέν· τά ῥήματα ἃ ἐγώ λελάληκα ὑμῖν πνεῦμά ἐστιν καί ζωή ἐστιν
Spiritus est qui vivificat: caro non prodest quidquam: verba quæ ego locutus sum vobis, spiritus et vita sunt
È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che io vi ho detto sono spirito e sono vita

ζῳοποιέω (zoopoiéo) ζῷον + ποιέω generare la vita, un neologismo che compare solo in Giovanni e Paolo:

  • Giovanni 5,21
    ὥσπερ γρ ὁ πατήρ ἐγείρει τος νεκρος καί ζῳοποιεῖ (zoopoiéi), οὕτως καί ὁ υἱς οὓς θέλει ζῳοποιεῖ (zoopoiéi)
    Come il padre risuscita i morti e dà la vita, così anche il figlio dà la vita a chi vuole
  • 1 Corinzi 15,22
    ὥσπερ γρ ἐν τῷ Ἀδμ πάντες ἀποθνῄσκουσιν, οὕτως καί ἐν τῷ Χριστῷ πάντες ζῳοποιηθήσονται (zoopoiethésontai)
    E come tutti muoiono in Adamo, così tutti riceveranno la vita in Cristo
  • 1 Pietro 3,18
    ὅτι καί Χριστς ἅπαξ περί ἁμαρτιῶν ἔπαθεν, δίκαιος ὑπρ ἀδίκων, ἵνα ὑμᾶς προσαγάγῃ τῷ θεῷ, θανατωθείς μν σαρκί ζῳοποιηθείς (zoopoiethéis) δ πνεύματι
    Anche Cristo è morto una volta per sempre per i peccati, giusto per gli ingiusti, per ricondurvi a Dio; messo a morte nella carne, ma reso vivo nello spirito

v. 66
Ἐκ τούτου πολλοί ἐκ τῶν μαθητῶν αὐτοῦ ἀπῆλθον εἰς τά ὀπίσω
(opìso) καί οὐκέτι μετ’ αὐτοῦ περιεπάτουν
Ex hoc multi discipulorum ejus abierunt retro: et jam non cum illo ambulabant
Da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui

ὀπίσω (opìso) dietro, sia in senso fisico che temporale:

  • Giovanni 1,27
    ὁ ὀπίσω (opìso) μου ἐρχόμενος, οὗ οὐκ εἰμί ἄξιος ἵνα λύσω αὐτοῦ τν ἱμάντα τοῦ ὑποδήματος
    Uno che viene dietro di me, al quale io non son degno di sciogliere il legaccio del sandalo
  • Giovanni 12,19
    οἱ οὖν Φαρισαῖοι εἶπαν πρς ἑαυτούς· Θεωρεῖτε ὅτι οὐκ ὠφελεῖτε οὐδέν· ἴδε ὁ κόσμος ὀπίσω (opìso) αὐτοῦ ἀπῆλθεν
    I farisei allora dissero tra di loro: Vedete che non concludete nulla? Ecco che il mondo gli è andato dietro
  • Giovanni 18,6
    ὡς οὖν εἶπεν αὐτοῖς· Ἐγώ εἰμι, ἀπῆλθον εἰς τ ὀπίσω (opìso) καί ἔπεσαν χαμαί
    Appena disse: Sono io, andarono indietro e caddero a terra

Le tue parole Signore sono spirito e vita
Sono parole che generano vita
Sono parole che vanno seminate, con gesti larghi, abbondanti, fiduciosi
Sono parole che cercano fiducia, chiedono fedeltà
Le tue parole, ascoltate, osservate, richiamano altre parole, impongono gesti indispensabili, aprono canali inattesi, si appostano pazientemente vicino a orecchi disattenti
Parole di vita eterna: vertigine insondabile, realizzazione dell’impossibile
Dove altro andare?

εὐλογημένη

Seven trees – Paula Modersohn-Becker

Domenica 15 agosto 2021 – Assunzione

Luca 1,39-56
39In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. 40Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. 41Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo 42ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! 43A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? 44Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. 45E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto». 
46Allora Maria disse: «L’anima mia magnifica il Signore
47e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
48perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
49Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente e Santo è il suo nome;
50di generazione in generazione la sua misericordia per quelli che lo temono.
51Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
52ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili;
53ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote.
54Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia,
55come aveva detto ai nostri padri, per Abramo e la sua discendenza, per sempre».
56Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua

E’ difficile pulirsi gli occhi
E anche se li chiudi le immagini si presentano subito, ingombranti, colorate, improbabili, spesso improponibili
E’ difficile pensare a Maria senza pensieri di altri, senza parole di altri, senza visioni di altri
Indispensabile tornare a Luca, a quello che ha voluto raccontare tanti anni dopo tornando all’inizio di tutto: una ragazza che si alza in fretta e corre da sua cugina
Due cugine, ventri ripieni di vita, teste ingombre di pensieri, due ragazze ricolme di spirito santo che pronunciano parole incredibili, parole difficili da credere, parole impossibili da dimenticare
Benedicta tu inter mulieres, et benedictus fructus ventris tui
Magnificat anima mea Dominum: et exsultavit spiritus meus in Deo salutari meo

v. 41
καί ἐγένετο ὡς ἤκουσεν τόν ἀσπασμόν τῆς Μαρίας ἡ Ἐλισάβετ, ἐσκίρτησεν τό βρέφος ἐν τῇ κοιλίᾳ αὐτῆς, καί ἐπλήσθη (eplésthe) πνεύματος ἁγίου ἡ Ἐλισάβετ
Et factum est, ut audivit salutationem Mariæ Elisabeth, exsultavit infans in utero ejus: et repleta est spiritu sancto Elisabeth
Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di spirito santo

πίμπλημι (pìmplemi) da pleo, riempire, colmare:

  • Luca 1,15
    ἔσται γάρ μέγας ἐνώπιον τοῦ κυρίου, καί οἶνον καί σίκερα οὐ μ πίῃ, καί πνεύματος ἁγίου πλησθήσεται (plesthésetai) ἔτι ἐκ κοιλίας μητρς αὐτοῦ
    Poiché egli sarà grande davanti al Signore; non berrà vino né bevande inebrianti, sarà pieno di spirito santo fin dal seno di sua madre
  • Luca 1,57
    Τῇ δ Ἐλισάβετ ἐπλήσθη (eplésthe) ὁ χρόνος τοῦ τεκεῖν αὐτήν, καί ἐγέννησεν υἱόν
    Per Elisabetta intanto si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio
  • Luca 1,67
    Καί Ζαχαρίας ὁ πατρ αὐτοῦ ἐπλήσθη (eplésthe) πνεύματος ἁγίου καί ἐπροφήτευσεν λέγων
    Zaccaria, suo padre, fu pieno di spirito santo e profetò dicendo

v. 48
ὅτι ἐπέβλεψεν ἐπί τν ταπείνωσιν τῆς δούλης (dùles) αὐτοῦ, ἰδο γρ ἀπ τοῦ νῦν μακαριοῦσίν με πᾶσαι αἱ γενεαί
Quia respexit humilitatem ancillæ suæ: ecce enim ex hoc beatam me dicent omnes generationes
Perché ha guardato l’umiltà della sua serva, d’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata

δούλη (dùle) serva, schiava, parola che al femminile viene utilizzata solo da Luca; deriva dal verbo δέω (déo) che significa legare:

  • Luca 1,38
    εἶπεν δ Μαριάμ· Ἰδο ἡ δούλη (dùle) κυρίου· γένοιτό μοι κατ τ ῥῆμά σου. καί ἀπῆλθεν ἀπ’ αὐτῆς ὁ ἄγγελος
    Allora Maria disse: Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto». E l’angelo partì da lei
  • Atti 2,18
    καί γε ἐπί τος δούλους μου καί ἐπί τς δούλας (dùlas) μου ἐν ταῖς ἡμέραις ἐκείναις ἐκχεῶ ἀπ τοῦ πνεύματός μου, καί προφητεύσουσιν
    E anche sui miei servi e sulle mie serve in quei giorni effonderò il mio Spirito ed essi profeteranno

v. 49
ὅτι ἐποίησέν μοι μεγάλα ὁ δυνατός (dynatòs), καί ἅγιον τ ὄνομα αὐτοῦ
Quia fecit mihi magna qui potens est: et sanctum nomen ejus
Grandi cose ha fatto per me il potente e santo è il suo nome

δυνατός (dynatòs) capace, forte, potente, non necessariamente onnipotente…:

  • Luca 18,27
    ὁ δ εἶπεν· Τ ἀδύνατα (adynata) παρ ἀνθρώποις δυνατ (dynata) παρ τῷ θεῷ ἐστιν
    Rispose: Ciò che è impossibile agli uomini, è possibile a Dio
  • Luca 24,19
    καί εἶπεν αὐτοῖς· Ποῖα; οἱ δ εἶπαν αὐτῷ· Τ περί Ἰησοῦ τοῦ Ναζαρηνοῦ, ὃς ἐγένετο ἀνρ προφήτης δυνατς (dynatòs) ἐν ἔργῳ καί λόγῳ ἐναντίον τοῦ θεοῦ καί παντς τοῦ λαοῦ
    Domandò: Che cosa?. Gli risposero: Tutto ciò che riguarda Gesù Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo
  • Atti 25,25
    Οἱ οὖν ἐν ὑμῖν, φησίν, δυνατοί (dynatòi) συγκαταβάντες εἴ τί ἐστιν ἐν τῷ ἀνδρί ἄτοπον κατηγορείτωσαν αὐτοῦ
    Quelli dunque che hanno autorità tra voi, disse, vengano con me e se vi è qualche colpa in quell’uomo, lo denuncino


La serva del Signore: solo Luca usa questa parola, per due volte nel suo vangelo, e sempre riferita a Maria
Un Signore potente, molto potente, che può tutto, ma che ha bisogno di un passaggio, di una mano che apra la porta, di una donna che accolga
E la serva umile accoglie la richiesta, apre la porta all’imponderabile, ma poi ha bisogno di condividere la gioia e la paura: solidarietà femminile, grembi che sussultano, colloqui di pance
Parole scolpite, dialogo immortale, ripetuto da sempre e per sempre
Difficile pulirsi gli occhi, la retorica incombe, l’unica è farsi cullare dalle parole, dalle singole parole delle due cugine, dalle parole di Luca

Murmurabant

Domenica 8 agosto 2021

Gv 6,41-51
41Allora i Giudei si misero a mormorare contro di lui perché aveva detto: “Io sono il pane disceso dal cielo”. 42E dicevano: “Costui non è forse Gesù, il figlio di Giuseppe? Di lui non conosciamo il padre e la madre? Come dunque può dire: “Sono disceso dal cielo”?”.
43Gesù rispose loro: “Non mormorate tra voi. 44Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno.  45Sta scritto nei profeti: E tutti saranno istruiti da Dio. Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me. 46Non perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. 47In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna.
48Io sono il pane della vita. 49I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; 50questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia. 51Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo”

Mormorare: parlare senza aprire la bocca, con i denti che si toccano, che digrignano; dire senza esporsi, parole senza autore, idee buttate lì come sassi, domande che non vogliono risposte, dubbi lanciati come semi, germogli soffocati
E quando la parola non è chiara anche lo sguardo si offusca, l’occhio non vede, la testa gira a vuoto

v. 41
Ἐγόγγυζον (egònghyzon) οὖν οἱ Ἰουδαῖοι περί αὐτοῦ ὅτι εἶπεν· Ἐγώ εἰμι ὁ ἄρτος ὁ καταβάς ἐκ τοῦ οὐρανοῦ
Murmurabant ergo Judæi de illo, quia dixisset: Ego sum panis vivus, qui de cælo descendi
Allora i Giudei si misero a mormorare contro di lui perché aveva detto: Io sono il pane disceso dal cielo

v. 43
ἀπεκρίθη Ἰησοῦς καί εἶπεν αὐτοῖς· Μ γογγύζετε (gonghyzete) μετ’ ἀλλήλων
Respondit ergo Jesus, et dixit eis: Nolite murmurare in invicem
Gesù rispose loro: Non mormorate tra voi

γογγύζω (gonghyzo) verbo onomatopeico per mormorare, borbottare, grumble in inglese:

  • Gv 6,61
    εἰδώς δ ὁ Ἰησοῦς ἐν ἑαυτῷ ὅτι γογγύζουσιν (gonghyzusin) περί τούτου οἱ μαθηταί αὐτοῦ εἶπεν αὐτοῖς· Τοῦτο ὑμᾶς σκανδαλίζει;
    Gesù, conoscendo dentro di sé che i suoi discepoli proprio di questo mormoravano, disse loro: Questo vi scandalizza?
  • Gv 7,32
    Ἤκουσαν οἱ Φαρισαῖοι τοῦ ὄχλου γογγύζοντος (gonghyzontos) περί αὐτοῦ ταῦτα, καί ἀπέστειλαν οἱ ἀρχιερεῖς καί οἱ Φαρισαῖοι ὑπηρέτας ἵνα πιάσωσιν αὐτόν
    I farisei intanto udirono che la gente mormorava queste cose di lui e perciò i sommi sacerdoti e i farisei mandarono delle guardie per arrestarlo
  • 1 Corinzi 10,10
    μηδ γογγύζετε (gonghyzete), καθάπερ τινς αὐτῶν ἐγόγγυσαν (egònghysan), καί ἀπώλοντο ὑπ τοῦ ὀλοθρευτοῦ
    Non mormorate, come mormorarono alcuni di essi, e caddero vittime dello sterminatore

v. 44
οὐδείς δύναται ἐλθεῖν πρός με ἐν μ ὁ πατρ ὁ πέμψας με ἑλκύσῃ (elkyse) αὐτόν, κἀγώ ἀναστήσω αὐτν ἐν τῇ ἐσχάτῃ ἡμέρᾳ
Nemo potest venire ad me, nisi Pater, qui misit me, traxerit eum; et ego resuscitabo eum in novissimo die
Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno

ἕλκω (élko) trascinare, condurre a sé:

  • Giovanni 12.32
    κἀγώ ἐν ὑψωθῶ ἐκ τῆς γῆς, πάντας ἑλκύσω (elkyso) πρς ἐμαυτόν
    Io, quando sarò elevato da terra, attirerò tutti a me
  • Giovanni 21,11
    ἀνέβη οὖν Σίμων Πέτρος καί εἵλκυσεν (éilkysen) τ δίκτυον εἰς τν γῆν μεστν ἰχθύων μεγάλων ἑκατν πεντήκοντα τριῶν· κα τοσούτων ὄντων οὐκ ἐσχίσθη τ δίκτυον
    Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatré grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si spezzò

v. 50
οὗτός ἐστιν ὁ ἄρτος ὁ ἐκ τοῦ οὐρανοῦ καταβαίνων (katabàinon) ἵνα τις ἐξ αὐτοῦ φάγῃ καί μ ἀποθάνῃ
Hic est panis de cælo descendens: ut si quis ex ipso manducaverit, non moriatur
Questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia

v. 51
ἐγώ εἰμι ὁ ἄρτος ὁ ζῶν ὁ ἐκ τοῦ οὐρανοῦ καταβάς (katabàs)· ἐάν τις φάγῃ ἐκ τούτου τοῦ ἄρτου ζήσει εἰς τόν αἰῶνα· καί ὁ ἄρτος δέ ὃν ἐγώ δώσω ἡ σάρξ μού ἐστιν ὑπέρ τῆς τοῦ κόσμου ζωῆς
Ego sum panis vivus, qui de cælo descendi. Si quis manducaverit ex hoc pane, vivet in æternum: et panis quem ego dabo, caro mea est pro mundi vita
Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo

καταβαίνω (katabàino) da κατά + βάσις (katà + bàsis) un passo in discesa:

  • Giovanni 1,51
    καί λέγει αὐτῷ· Ἀμήν ἀμήν λέγω ὑμῖν, ὄψεσθε τν οὐρανν ἀνεῳγότα καί τούς ἀγγέλους τοῦ θεοῦ ἀναβαίνοντας καί καταβαίνοντας (katabàinontas) ἐπί τν υἱν τοῦ ἀνθρώπου
    Poi gli disse: In verità, in verità vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sul Figlio dell’uomo
  • Giovanni 3.13
    καί οὐδείς ἀναβέβηκεν εἰς τν οὐρανν εἰ μή ὁ ἐκ τοῦ οὐρανοῦ καταβάς (katabàs), ὁ υἱς τοῦ ἀνθρώπου
    Eppure nessuno è mai salito al cielo, fuorché il Figlio dell’uomo che è disceso dal cielo
  • Giovanni 6,38
    ὅτι καταβέβηκα (katabébeka) ἀπ τοῦ οὐρανοῦ οὐχ ἵνα ποιῶ τ θέλημα τ ἐμν ἀλλ τ θέλημα τοῦ πέμψαντός με
    Perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato

Tutto l’annuncio è una storia di discesa e salita, una danza verticale, un movimento circolare, un vortice a spirale
Impensabile restarne fuori, a guardare, a mormorare
C’è un figlio che scende, un pane distribuito, un padre che attira a sé: vita in abbondanza, fame saziata, vuoto che si riempie
E tutti saranno istruiti da Dio: basta fare un passo (βάσις bàsis), muovere un piede, allungare una mano, alzare lo sguardo, aprire la bocca e far uscire parole, non mormorii
Pane vivo, lievito che fermenta, vita del mondo

ἐσκανδαλίζοντο

Roofs of Paris – Francis Picabia

Domenica 4 luglio 2021

Marco 6, 1-6
1Partì di là e venne nella sua patria e i suoi discepoli lo seguirono. 2Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga. E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e dicevano: “Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani? 3Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?”. Ed era per loro motivo di scandalo. 4Ma Gesù disse loro: “Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua”.  5E lì non poteva compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì.  6E si meravigliava della loro incredulità. Gesù percorreva i villaggi d’intorno, insegnando

Il profeta in patria scaglia parole contro un muro, lancia semi in mezzo alle spine
Combatte contro il pre-giudizio, contro lo scandalizzarsi di chi sa già tutto
Come siamo bravi a incasellare le persone, le parole, i gesti ancora prima che vengano compiuti
Abbiamo già sentito, conosciamo già il detto e il non detto
Ci scandalizziamo facilmente e facilmente troviamo pretesti per fermarci, per inarcare sopracciglia, per interrompere cammini, processi

v. 2
καί γενομένου σαββάτου ἤρξατο διδάσκειν ἐν τῇ συναγωγῇ· καί πολλοί ἀκούοντες ἐξεπλήσσοντο (exepléssonto) λέγοντες, πόθεν τούτῳ ταῦτα, καί τίς ἡ σοφία ἡ δοθεῖσα τούτῳ καί αἱ δυνάμεις (dynàmeis) τοιαῦται διά τῶν χειρῶν αὐτοῦ γινόμεναι;
Et facto sabbato cœpit in synagoga docere: et multi audientes admirabantur in doctrina ejus, dicentes: Unde huic hæc omnia? et quæ est sapientia, quæ data est illi, et virtutes tales, quæ per manus ejus efficiuntur?
Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga. E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e dicevano: Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani?

ἐκπλήσσομαι (expléssomai) essere colpiti, rimanere stupiti a causa di qualcosa che ci colpisce quasi fisicamente:

  • Marco 1,22
    καί ἐξεπλήσσοντο (exepléssonto) ἐπί τῇ διδαχῇ αὐτοῦ, ἦν γρ διδάσκων αὐτούς ὡς ἐξουσίαν ἔχων καί οὐχ ὡς οἱ γραμματεῖς
    Ed erano stupiti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi
  • Marco 7,37
    καί ὑπερπερισσῶς ἐξεπλήσσοντο (exepléssonto) λέγοντες· Καλῶς πάντα πεποίηκεν, καί τος κωφος ποιεῖ ἀκούειν καί ἀλάλους λαλεῖν
    E, pieni di stupore, dicevano: Ha fatto bene ogni cosa: fa udire i sordi e fa parlare i muti
  • Marco 10,26
    οἱ δ περισσῶς ἐξεπλήσσοντο (exepléssonto) λέγοντες πρός ἑαυτούς· Κα τίς δύναται σωθῆναι;
    Essi, ancora più stupiti, dicevano tra loro: E chi può essere salvato?

v. 3
οὐχ οὖτός ἐστιν ὁ τέκτων, ὁ υἱός τῆς μαρίας καί ἀδελφός ἰακώβου καί ἰωσῆτος καί ἰούδα καί σίμωνος; καί οὐκ εἰσίν αἱ ἀδελφαί αὐτοῦ ὧδε πρός ἡμᾶς; καί ἐσκανδαλίζοντο (eskandalìzonto) ἐν αὐτῶ
Nonne hic est faber, filius Mariæ, frater Jacobi, et Joseph, et Judæ, et Simonis? nonne et sorores ejus hic nobiscum sunt? Et scandalizabantur in illo
Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi? Ed era per loro motivo di scandalo

σκανδαλίζω (skandalìzo) da σκάνδαλον (skàndalon) che è la trappola, il bastoncino che fa scattare la trappola; ciò che dà scandalo quindi fa inciampare, fa cadere, fa rallentare, fermare:

  • Marco 9,42
    Καί ὃς ἂν σκανδαλίσῃ (skandalìse) ἕνα τῶν μικρῶν τούτων τῶν πιστευόντων εἰς ἐμέ, καλόν ἐστιν αὐτῷ μᾶλλον εἰ περίκειται μύλος ὀνικς περί τν τράχηλον αὐτοῦ καί βέβληται εἰς τήν θάλασσαν
    Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, è molto meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare
  • Marco 14,27
    Καί λέγει αὐτοῖς ὁ Ἰησοῦς ὅτι Πάντες σκανδαλισθήσεσθε (skandalisthésesthe), ὅτι γέγραπται· Πατάξω τν ποιμένα, καί τ πρόβατα διασκορπισθήσονται
    Gesù disse loro: Tutti rimarrete scandalizzati, perché sta scritto: Percuoterò il pastore e le pecore saranno disperse
  • Marco 14,29
    ὁ δ Πέτρος ἔφη αὐτῷ· Εἰ καί πάντες σκανδαλισθήσονται (skandalisthésontai), ἀλλ’ οὐκ ἐγώ
    Pietro gli disse: Anche se tutti si scandalizzeranno, io no

v. 5
καί οὐκ ἐδύνατο ἐκεῖ ποιῆσαι οὐδεμίαν δύναμιν (dynamin), εἰ μή ὀλίγοις ἀρρώστοις ἐπιθείς τάς χεῖρας ἐθεράπευσεν
Et non poterat ibi virtutem ullam facere, nisi paucos infirmos impositis manibus curavit
E lì non poteva compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì

δύναμις (dynamis) forza, potenza, abilità, e quindi anche il prodigio che diventa possibile, il miracolo vero:

  • Marco 9,39
    ὁ δέ Ἰησοῦς εἶπεν· Μή κωλύετε αὐτόν, οὐδείς γάρ ἐστιν ὃς ποιήσει δύναμιν (dynamin) ἐπί τῷ ὀνόματί μου καί δυνήσεται ταχ κακολογῆσαί με
    Ma Gesù disse: Non glielo impedite, perché non c’è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito possa parlare male di me
  • Marco 12,24
    ἔφη αὐτοῖς ὁ Ἰησοῦς· Οὐ δι τοῦτο πλανᾶσθε μή εἰδότες τς γραφς μηδέ τήν δύναμιν (dynamin) τοῦ θεοῦ;
    Rispose loro Gesù: Non è forse per questo che siete in errore, perché non conoscete le scritture né la potenza di Dio?
  • Marco 14,62
    ὁ δέ Ἰησοῦς εἶπεν· Ἐγώ εἰμι, καί ὄψεσθε τν υἱν τοῦ ἀνθρώπου ἐκ δεξιῶν καθήμενον τῆς δυνάμεως (dynàmeos) καί ἐρχόμενον μετ τῶν νεφελῶν τοῦ οὐρανοῦ
    Gesù rispose: Io lo sono! E vedrete il Figlio dell’uomo seduto alla destra della potenza e venire con le nubi del cielo

Si meraviglia Gesù che compie meraviglie, si meraviglia della nostra incredulità, della nostra incapacità a credere alle meraviglie
Dopo tanto tempo ancora lo stupiamo con il nostro scandalizzarci, con la nostra capacità di mettere in dubbio, di storcere il naso, di voltare la faccia
Per fortuna si meraviglia ancora, Gesù, e continua a percorrere i nostri villaggi, imponendo le mani e le parole
Pochi prodigi, poche guarigioni, piccoli gesti, un passo alla volta, un cammino che non si arresta, un viaggio che continua
Spettatori increduli o personaggi credenti che si lasciano scoinvolgere (sconvolgere + coinvolgere)?

ταλιθα κουμ

Reclining woman – Richard Diebenkorn

Domenica 27 giugno 2021

Marco 5,21-43
21Essendo Gesù passato di nuovo in barca all’altra riva, gli si radunò attorno molta folla ed egli stava lungo il mare. 22E venne uno dei capi della sinagoga, di nome Giàiro, il quale, come lo vide, gli si gettò ai piedi 23e lo supplicò con insistenza: «La mia figlioletta sta morendo: vieni a imporle le mani, perché sia salvata e viva». 24Andò con lui. Molta folla lo seguiva e gli si stringeva intorno.
25Ora una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni 26e aveva molto sofferto per opera di molti medici, spendendo tutti i suoi averi senza alcun vantaggio, anzi piuttosto peggiorando, 27udito parlare di Gesù, venne tra la folla e da dietro toccò il suo mantello. 28Diceva infatti: «Se riuscirò anche solo a toccare le sue vesti, sarò salvata». 29E subito le si fermò il flusso di sangue e sentì nel suo corpo che era guarita dal male.
30E subito Gesù, essendosi reso conto della forza che era uscita da lui, si voltò alla folla dicendo: «Chi ha toccato le mie vesti?». 31I suoi discepoli gli dissero: «Tu vedi la folla che si stringe intorno a te e dici: «Chi mi ha toccato?»». 32Egli guardava attorno, per vedere colei che aveva fatto questo. 33E la donna, impaurita e tremante, sapendo ciò che le era accaduto, venne, gli si gettò davanti e gli disse tutta la verità. 34Ed egli le disse: «Figlia, la tua fede ti ha salvata. Va’ in pace e sii guarita dal tuo male».
35Stava ancora parlando, quando dalla casa del capo della sinagoga vennero a dire: «Tua figlia è morta. Perché disturbi ancora il Maestro?». 36Ma Gesù, udito quanto dicevano, disse al capo della sinagoga: «Non temere, soltanto abbi fede!». 37E non permise a nessuno di seguirlo, fuorché a Pietro, Giacomo e Giovanni, fratello di Giacomo. 38Giunsero alla casa del capo della sinagoga ed egli vide trambusto e gente che piangeva e urlava forte. 39Entrato, disse loro: «Perché vi agitate e piangete? La bambina non è morta, ma dorme». 40E lo deridevano. Ma egli, cacciati tutti fuori, prese con sé il padre e la madre della bambina e quelli che erano con lui ed entrò dove era la bambina. 41Prese la mano della bambina e le disse: «Talità kum», che significa: «Fanciulla, io ti dico: àlzati!». 42E subito la fanciulla si alzò e camminava; aveva infatti dodici anni. Essi furono presi da grande stupore. 43E raccomandò loro con insistenza che nessuno venisse a saperlo e disse di darle da mangiare

Il miracolo stupisce, lascia a bocca aperta, ma il miracolo inquieta, turba: quanti guariti? perché solo quelli? perché solo la figlia di Giàiro? perché non tutte le figlie?
Il miracolo mi urta, mi infastidisce, viene voglia di archiviarlo, di voltare pagina, di tornare alle parole di Gesù
Invece ci sono i miracoli, parole incarnate, gesti fecondi, scarti del cammino, accelerazioni improvvise
Accettiamo l’incontro, tocchiamo con mano

v. 27
ἀκούσασα περί τοῦ ἰησοῦ, ἐλθοῦσα ἐν τῶ ὄχλῳ ὄπισθεν ἥψατο (épsato) τοῦ ἱματίου αὐτοῦ
Cum audisset de Jesu, venit in turba retro, et tetigit vestimentum ejus
Udito parlare di Gesù, venne tra la folla e da dietro toccò il suo mantello

v. 28
ἔλεγεν γάρ ὅτι ἐάν ἅψωμαι (àpsomai) κἂν τῶν ἱματίων αὐτοῦ σωθήσομαι
dicebat enim: Quia si vel vestimentum ejus tetigero, salva ero
Diceva infatti: Se riuscirò anche solo a toccare le sue vesti, sarò salvata

v. 30
καί εὐθύς ὁ ἰησοῦς ἐπιγνούς ἐν ἑαυτῶ τήν ἐξ αὐτοῦ δύναμιν ἐξελθοῦσαν ἐπιστραφείς ἐν τῶ ὄχλῳ ἔλεγεν, τίς μου ἥψατο (épsato) τῶν ἱματίων;
Et statim Jesus in semetipso cognoscens virtutem quæ exierat de illo, conversus ad turbam, aiebat: Quis tetigit vestimenta mea?
E subito Gesù, essendosi reso conto della forza che era uscita da lui, si voltò alla folla dicendo: Chi ha toccato le mie vesti?

v. 31
καί ἔλεγον αὐτῶ οἱ μαθηταί αὐτοῦ, βλέπεις τόν ὄχλον συνθλίβοντά σε, καί λέγεις, τίς μου ἥψατο (épsato);
Et dicebant ei discipuli sui: Vides turbam comprimentem te, et dicis: Quis me tetigit?
I suoi discepoli gli dissero: Tu vedi la folla che si stringe intorno a te e dici: Chi mi ha toccato?

ἅπτω (àpto) da cui tangere latino e quindi tatto: toccare fisicamente, attraverso le mani, attraverso la pelle; un senso che utilizziamo poco, per discrezione, vergogna, poca abitudine. Chi vuole essere guarito tocca e viene toccato; e anche la Maddalena non cerca di trattenere ma di toccare, anche lei per essere guarita, cuore sanguinante e piangente:

  • Marco 1,41
    κα ὀργισθες ἐκτείνας τήν χεῖρα αὐτοῦ ἥψατο (épsato) κα λέγει αὐτῷ· Θέλω, καθαρίσθητι
    Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: Lo voglio, sii purificato
  • Marco 3,10
    πολλούς γρ ἐθεράπευσεν, ὥστε ἐπιπίπτειν αὐτῷ ἵνα αὐτοῦ ἅψωνται (àpsontai) ὅσοι εἶχον μάστιγας
    Infatti aveva guarito molti, cosicché quanti avevano qualche male si gettavano su di lui per toccarlo
  • Giovanni 20,17
    λέγει αὐτῇ Ἰησοῦς· Μή μου ἅπτου (àptu), οὔπω γρ ἀναβέβηκα πρός τόν πατέρα· πορεύου δ πρός τος ἀδελφούς μου κα εἰπ αὐτοῖς· Ἀναβαίνω πρός τόν πατέρα μου κα πατέρα ὑμῶν κα θεόν μου κα θεόν ὑμῶν
    Gesù le disse: Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro

v. 35
ἔτι αὐτοῦ λαλοῦντος ἔρχονται ἀπό τοῦ ἀρχισυναγώγου λέγοντες ὅτι ἡ θυγάτηρ σου ἀπέθανεν (apéthanen)· τί ἔτι σκύλλεις τόν διδάσκαλον;
Adhuc eo loquente, veniunt ab archisynagogo, dicentes: Quia filia tua mortua est: quid ultra vexas magistrum?
Stava ancora parlando, quando dalla casa del capo della sinagoga vennero a dire: Tua figlia è morta. Perché disturbi ancora il Maestro?

v. 39
καί εἰσελθών λέγει αὐτοῖς, τί θορυβεῖσθε καί κλαίετε; τό παιδίον οὐκ ἀπέθανεν (apéthanen) ἀλλά καθεύδει
Et ingressus, ait illis: Quid turbamini, et ploratis? puella non est mortua, sed dormit
Entrato, disse loro: Perché vi agitate e piangete? La bambina non è morta, ma dorme

ἀποθνῄσκω (apothnésko) il verbo di θάνατος (thanatos), la morte:

  • Marco 9,26
    κα κράξας κα πολλ σπαράξας ἐξῆλθεν· κα ἐγένετο ὡσε νεκρός ὥστε τούς πολλούς λέγειν ὅτι ἀπέθανεν (apéthanen)
    Gridando e scuotendolo fortemente, uscì. E il fanciullo diventò come morto, sicché molti dicevano: È morto
  • Marco 15,44
    ὁ δ Πιλᾶτος ἐθαύμασεν εἰ ἤδη τέθνηκεν, κα προσκαλεσάμενος τόν κεντυρίωνα ἐπηρώτησεν αὐτόν εἰ πάλαι ἀπέθανεν (apéthanen)
    Pilato si meravigliò che fosse già morto e, chiamato il centurione, gli domandò se era morto da tempo
  • Giovanni 11,21
    εἶπεν οὖν ἡ Μάρθα πρός τόν Ἰησοῦν· Κύριε, εἰ ἦς ὧδε οὐκ ἂν ἀπέθανεν (apéthanen) ὁ ἀδελφός μου
    Marta disse a Gesù: Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto

v. 40
καί κατεγέλων αὐτοῦ. αὐτός δέ ἐκβαλών (ekbalòn) πάντας παραλαμβάνει τόν πατέρα τοῦ παιδίου καί τήν μητέρα καί τούς μετ᾽ αὐτοῦ, καί εἰσπορεύεται ὅπου ἦν τό παιδίον
Et irridebant eum. Ipse vero ejectis omnibus assumit patrem, et matrem puellæ, et qui secum erant, et ingreditur ubi puella erat jacens
E lo deridevano. Ma egli, cacciati tutti fuori, prese con sé il padre e la madre della bambina e quelli che erano con lui ed entrò dove era la bambina

ἐκβάλλω (ekbàllo) scacciare via, allontanare, gettare lontano; di solito Gesù scaccia demòni, mercanti dal tempio, in questo caso caccia tutti fuori, la vita è miracolo non spettacolo:

  • Marco 1,34
    κα ἐθεράπευσεν πολλούς κακῶς ἔχοντας ποικίλαις νόσοις, κα δαιμόνια πολλ ἐξέβαλεν (exébalen), κα οὐκ ἤφιεν λαλεῖν τ δαιμόνια, ὅτι ᾔδεισαν αὐτόν
    Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano
  • Marco 9,47
    καν ὁ ὀφθαλμός σου σκανδαλίζῃ σε, ἔκβαλε (ékbale) αὐτόν· καλόν σέ ἐστιν μονόφθαλμον εἰσελθεῖν εἰς τὴν βασιλείαν τοῦ θεοῦ ἢ δύο ὀφθαλμος ἔχοντα βληθῆναι εἰς τήν γέενναν
    E se il tuo occhio ti è motivo di scandalo, gettalo via: è meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, anziché con due occhi essere gettato nella Geènna
  • Marco 11,15
    Κα ἔρχονται εἰς Ἱεροσόλυμα. κα εἰσελθών εἰς τ ἱερν ἤρξατο ἐκβάλλειν (ekbàllein) τούς πωλοῦντας κα τούς ἀγοράζοντας ἐν τῷ ἱερῷ, κα τς τραπέζας τῶν κολλυβιστῶν κα τς καθέδρας τῶν πωλούντων τς περιστερς κατέστρεψεν
    Giunsero a Gerusalemme. Entrato nel tempio, si mise a scacciare quelli che vendevano e quelli che compravano nel tempio; rovesciò i tavoli dei cambiamonete e le sedie dei venditori di colombe

Tutti fuori!
Qui c’è spazio solo per chi vuole toccare con mano, senza giudizio, senza pregiudizio, con fede, con fiducia
Toccare e farsi toccare; non c’è spazio per la mediazione, per l’interposta persona
Il con-tatto è diretto, immediato, cercato; incontri tangenti, contagi positivi
Quale contatto per noi oggi?
Quale guarigione?
Da quali mali?