Ἐν ἀρχῇ ἦν ὁ λόγος

Daryal pass – Arkhip Kuindzhi

Domenica 2 gennaio 2022

Giovanni 1, 1-18
1In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio.
2Egli era, in principio, presso Dio: 3tutto è stato fatto per mezzo di lui e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.
4In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; 5la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno vinta.
6Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni.
7Egli venne come testimone per dare testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui.
8Non era lui la luce, ma doveva dare testimonianza alla luce.
9Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo.
10Era nel mondo e il mondo è stato fatto per mezzo di lui; eppure il mondo non lo ha riconosciuto.
11Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto.
12A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, 13i quali, non da sangue né da volere di carne né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati.
14E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità.
15Giovanni gli dà testimonianza e proclama: «Era di lui che io dissi: Colui che viene dopo di me
è avanti a me, perché era prima di me».
16Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto: grazia su grazia.
17Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè, la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.
18Dio, nessuno lo ha mai visto: il Figlio unigenito, che è Dio ed è nel seno del Padre, è lui che lo ha rivelato

In principio era la parola,
e la parola era presso Dio,
e Dio era la parola


Traiettoria circolare
ritorno alla fonte
origine che alimenta e disseta

Parola che genera luce
luce che è vita
tenebra che è cammino
battaglia quotidiana e infinita

Luce che ha bisogno di testimoni
voci che gridano nel deserto
uomini che hanno fede
perché altri conoscano

Venne tra i suoi
viene tra noi
possibilità di accogliere
potere di diventare figli di Dio

v. 1
ἐν ἀρχῇ (arché) ἦν ὁ λόγος, καί ὁ λόγος ἦν πρός τόν θεόν, καί θεός ἦν ὁ λόγος
In principio erat Verbum, et Verbum erat apud Deum, et Deus erat Verbum
In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio

v. 2
οὗτος ἦν ἐν ἀρχῇ (arché) πρός τόν θεόν
Hoc erat in principio apud Deum
Egli era, in principio, presso Dio

ἀρχή (arché) l’inizio, l’origine, la causa attiva:

  • Genesi 1,1
    ἐν ἀρχῇ (arché) ἐποίησεν ὁ θεός τόν οὐρανόν καί τήν γῆν
    In principio Dio creò il cielo e la terra
  • Giovanni 6,64
    ᾔδει γάρ ἐξ ἀρχῆς (archés) ὁ Ἰησοῦς τίνες εἰσίν οἱ μή πιστεύοντες καί τίς ἐστιν ὁ παραδώσων αὐτόν
    Gesù sapeva infatti fin dal principio chi erano quelli che non credevano, e chi era colui che lo avrebbe tradito
  • Giovanni 15,27
    καί ὑμεῖς δὲ μαρτυρεῖτε, ὅτι ἀπ’ ἀρχῆς (archés) μετ’ ἐμοῦ ἐστε
    E anche voi mi renderete testimonianza, perché siete stati con me fin dal principio

v. 12
ὅσοι δέ ἔλαβον αὐτόν, ἔδωκεν αὐτοῖς ἐξουσίαν (exusìan) τέκνα θεοῦ γενέσθαι, τοῖς πιστεύουσιν εἰς τό ὄνομα αὐτοῦ
Quotquot autem receperunt eum, dedit eis potestatem filios Dei fieri, his qui credunt in nomine ejus
A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome

ἐξουσία (exusìa) dal verbo ἔξεστι (exesti) che significa è legale; exusìa è la libertà di scelta, il potere di fare, l’autorità nel decidere:

  • Giovanni 5,27
    καί ἐξουσίαν (exusìan) ἔδωκεν αὐτῷ κρίσιν ποιεῖν, ὅτι υἱός ἀνθρώπου ἐστίν
    E gli ha dato autorità di giudicare, perché è il Figlio dell’uomo
  • Giovanni 19,10
    λέγει οὖν αὐτῷ ὁ Πιλᾶτος· Ἐμοί οὐ λαλεῖς; οὐκ οἶδας ὅτι ἐξουσίαν ἔχω ἀπολῦσαί σε καί ἐξουσίαν (exusìan) ἔχω σταυρῶσαί σε;
    Allora Pilato gli disse: Non mi parli? Non sai che ho il potere di liberarti e il potere di crocifiggerti?
  • Giovanni 19,11
    ἀπεκρίθη αὐτῷ Ἰησοῦς· Οὐκ εἶχες ἐξουσίαν (exusìan) κατ’ ἐμοῦ οὐδεμίαν εἰ μή ἦν δεδομένον σοι ἄνωθεν· διά τοῦτο ὁ παραδούς μέ σοι μείζονα ἁμαρτίαν ἔχει
    Gesù gli rispose: Tu non avresti alcuna autorità su di me, se ciò non ti fosse stato dato dall’alto; perciò chi mi ha dato nelle tue mani, ha maggior colpa

v. 17
ὅτι ὁ νόμος (nòmos) διά μωϊσέως ἐδόθη, ἡ χάρις κα ἡ ἀλήθεια διά ἰησοῦ χριστοῦ ἐγένετο
Quia lex per Moysen data est, gratia et veritas per Jesum Christum facta est
Perché la legge fu data per mezzo di Mosè, la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo

νόμος (nòmos) deriva dalla parola primaria nemo che significa spartire, dividere in parti giuste; nòmos è ciò che è stato stabilito, l’uso, il costume, la consuetudine, per estensione la regola e la legge:

  • Giovanni 7,19
    Οὐ Μωϋσῆς δέδωκεν ὑμῖν τν νόμον (nòmon); κα οὐδεὶς ἐξ ὑμῶν ποιεῖ τν νόμον. τί με ζητεῖτε ἀποκτεῖναι;
    Mosè non vi ha forse dato la legge? Eppure nessuno di voi mette in pratica la legge! Perché cercate d’uccidermi?
  • Giovanni 12,34
    ἀπεκρίθη οὖν αὐτῷ ὁ ὄχλος· Ἡμεῖς ἠκούσαμεν ἐκ τοῦ νόμου (nòmu) ὅτι ὁ χριστς μένει εἰς τν αἰῶνα, κα πῶς λέγεις σύ ὅτι δεῖ ὑψωθῆναι τν υἱν τοῦ ἀνθρώπου; τίς ἐστιν οὗτος ὁ υἱς τοῦ ἀνθρώπου;
    La folla quindi gli rispose: Noi abbiamo udito dalla legge che il Cristo dimora in eterno; come mai dunque tu dici che il Figlio dell’uomo deve essere innalzato? Chi è questo Figlio dell’uomo?
  • Giovanni 19,7
    ἀπεκρίθησαν αὐτῷ οἱ Ἰουδαῖοι· Ἡμεῖς νόμον (nòmon) ἔχομεν, κα κατά τν νόμον ὀφείλει ἀποθανεῖν, ὅτι υἱν θεοῦ ἑαυτν ἐποίησεν
    I Giudei gli risposero: Noi abbiamo una legge, e secondo questa legge egli deve morire, perché si è fatto Figlio di Dio

E la parola si fece carne e piantò la sua tenda fra di noi

Tenda fra le tende
grazia che si accumula su grazia
gratuitamente
legge che cede il passo
verità che accende
i cuori, i passi

Padre che genera il figlio
figlio che rivela il padre
che lo porta alla luce
che lo svela

Non è solo l’inizio
di un nuovo anno
è il principio di ogni istante
e in principio era la parola

Benedetto Dio,
Padre del Signore nostro Gesù Cristo,
che ci ha benedetti
con ogni benedizione spirituale
nei cieli in Cristo
(Efesini 1,3)

ἡ γένεσις

Sabato 25 dicembre – Natale del Signore

Matteo 1, 18-25
18Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. 
19Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. 20Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; 21ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».
22Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: 23Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele, che significa Dio con noi
24Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa; 25senza che egli la conoscesse, ella diede alla luce un figlio ed egli lo chiamò Gesù

Giuseppe uomo giusto
Giuseppe uomo del silenzio
Perché quando non c’è più nulla da fare, l’uomo rimane in silenzio, con la sua delusione, con il suo dolore
Grandi progetti, una sposa promessa, promessa di gioia, di speranza; ma lei si ritrova con un ospite nell’utero
Non è una bella storia, vita nuova ma dolore antico
Non ha voglia di parlare, Giuseppe, ha voglia di dormire, di dimenticare, di lasciarla andare via in silenzio
Il sonno dei giusti

Non temere Giuseppe
Non aver paura figlio di Davide
Non aver paura di quello che non capisci
C’è bisogno di te, c’è bisogno di un uomo: c’è da accogliere in casa, c’è da dare un nome
Verranno dette tante parole, alcune importanti, altre fondamentali
Adesso però c’è bisogno di un uomo silenzioso, che si rimbocca le maniche e apre la porta di casa sua
C’è bisogno di un padre, per un figlio

v. 18
τοῦ δέ ἰησοῦ χριστοῦ ἡ γένεσις (ghénesis) οὕτως ἦν. μνηστευθείσης τῆς μητρός αὐτοῦ μαρίας τῶ ἰωσήφ, πρίν ἢ συνελθεῖν αὐτούς εὑρέθη ἐν γαστρί ἔχουσα ἐκ πνεύματος ἁγίου
Christi autem generatio sic erat: cum esset desponsata mater ejus Maria Joseph, antequam convenirent inventa est in utero habens de Spiritu Sancto
Ecco come avvenne la nascita di Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo

γένεσις (ghénesis) la nascita, la natività; nei vangeli viene riferita solamente a Gesù:

  • Matteo 1,1
    Βίβλος γενέσεως (ghenéseos) Ἰησοῦ χριστοῦ υἱοῦ Δαυδ υἱοῦ Ἀβραάμ
    Libro della nascita di Gesù Cristo, figlio di davide, figlio di Abramo
  • Luca 1,14
    κα ἔσται χαρά σοι κα ἀγαλλίασις, κα πολλο ἐπ τῇ γενέσει (ghenései) αὐτοῦ χαρήσονται
    Avrai gioia ed esultanza e molti si rallegreranno della sua nascita

v. 19
ἰωσφ δ ὁ ἀνρ αὐτῆς, δίκαιος ὢν καί μ θέλων αὐτν δειγματίσαι, ἐβουλήθη λάθρᾳ ἀπολῦσαι (apolùsai) αὐτήν
Joseph autem vir ejus cum esset justus, et nollet eam traducere, voluit occulte dimittere eam
Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto

ἀπολύω (apolùo) allontanare, congedare, ma anche liberare, lasciare libero:

  • Matteo 15,23
    ὁ δ οὐκ ἀπεκρίθη αὐτῇ λόγον. κα προσελθόντες οἱ μαθητα αὐτοῦ ἠρώτουν αὐτν λέγοντες· Ἀπόλυσον (apòluson) αὐτήν, ὅτι κράζει ὄπισθεν ἡμῶν
    Ma egli non le rispose parola. E i suoi discepoli si avvicinarono e lo pregavano dicendo: Mandala via, perché ci grida dietro
  • Matteo 18,27
    σπλαγχνισθες δ ὁ κύριος τοῦ δούλου ἐκείνου ἀπέλυσεν (apélusen) αὐτόν, κα τ δάνειον ἀφῆκεν αὐτῷ
    Impietositosi del servo, il padrone lo lasciò andare e gli condonò il debito
  • Matteo 19,3
    Κα προσῆλθον αὐτῷ Φαρισαῖοι πειράζοντες αὐτν κα λέγοντες· Εἰ ἔξεστιν ἀνθρώπῳ ἀπολῦσαι (apolùsai) τν γυναῖκα αὐτοῦ κατ πᾶσαν αἰτίαν;
    Dei farisei gli si avvicinarono per metterlo alla prova, dicendo: È lecito mandare via la propria moglie per un motivo qualsiasi?

v. 25
κα οὐκ ἐγίνωσκεν (eghìnosken) αὐτν ἕως οὖ ἔτεκεν υἱόν· κα ἐκάλεσεν τ ὄνομα αὐτοῦ ἰησοῦν
Et non cognoscebat eam donec peperit filium suum primogenitum: et vocavit nomen ejus Jesum

E non la conosceva fino a che ella partorì suo figlio: e lo chiamò Gesù

γινώσκω (ghinòsko) conoscere è il termine ebraico utilizzato per il rapporto sessuale tra un uomo e una donna; mia nonna diceva si parlano:

  • Genesi 4,1
    Αδαμ δέ ἔγνω (égno) Ευαν τήν γυναῗκα αὐτοῦ καί συλλαβοῦσα ἔτεκεν τόν Καιν καί εἶπεν ἐκτησάμην ἄνθρωπον δι τοῦ θεοῦ
    Adamo conobbe Eva, sua moglie, la quale concepì e partorì Caino, e disse: Ho acquistato un uomo con l’aiuto di Dio
  • Genesi 4,17
    καί ἔγνω (égno) Καιν τήν γυναῗκα αὐτοῦ καί συλλαβοῦσα ἔτεκεν τόν Ενωχ καί ἦν οἰκοδομῶν πόλιν καί ἐπωνόμασεν τήν πόλιν ἐπί τῷ ὀνόματι τοῦ υἱοῦ αὐτοῦ Ενωχ
    Poi Caino conobbe sua moglie, che concepì e partorì Enoc. Quindi si mise a costruire una città, a cui diede il nome di Enoc, dal nome di suo figlio
  • Luca 1,34
    εἶπεν δέ Μαριμ πρός τόν ἄγγελον· Πῶς ἔσται τοῦτο, ἐπεί ἄνδρα οὐ γινώσκω (ghinòsko);
    Disse Maria all’angelo: Come avverrà questo, poiché non conosco uomo

Fino al parto Giuseppe non conosce Maria
Non la conosce fino in fondo
Rimane a distanza: rispetto e timore
Non temere Giuseppe, catapultato in una storia incredibilmente più grande
Personaggio che riflette, medita, cerca la soluzione razionale, e poi ascolta la voce dell’angelo
Maschio che pensa oggettivamente che sia meglio finirla lì e poi si sveglia dal sonno con un’idea nuova in testa

Ancora una volta festeggiamo una nascita, sempre la stessa
Ancora una volta scrutiamo le parole cercando un senso, la chiave
Ancora una volta quest’uomo che ascolta gli angeli ci sconcerta, ci fa scuotere la testa
Possibile…?
Giuseppe, che rende possibile l’impossibile di Dio
Giuseppe, che prepara la stanza all’ad-ventum del figlio
Giuseppe, compagno di strada, silenzioso e presente

Resta con noi stasera, Giuseppe
Ci saranno gli angeli, un bambino nascerà
Abbiamo ancora bisogno di te, del tuo sguardo, del tuo ascolto
Nel collo di clessidra della storia il tempo si ferma di nuovo, stasera
E’ un attimo, un istante: la creazione si fa muta e un padre, silenzioso, dà il nome a suo figlio

Gioiscano i cieli, esulti la terra,
risuoni il mare e quanto racchiude;
sia in festa la campagna e quanto contiene,
acclamino tutti gli alberi della foresta
(Salmo 95)

εὐλογημένη σὺ

Pareja de niños – Rufino Tamayo

Domenica 19 dicembre 2021 – Quarta di Avvento

Luca 1, 39-45
39In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. 40Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. 41Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo 42ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! 43A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? 44Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. 45E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto»

Danza di donne
Donne che si alzano, corrono
Donne che si salutano
Donne che sussultano, che esclamano a gran voce
Donne beate e che credono
Donne beate perché credono
Donne che ospitano in casa e nel corpo
Donne che si capiscono
Donne che non hanno bisogno di spiegare
Donne che condividono: una gioia, una presenza, una speranza
Donne che narrano l’inspiegabile
Semplicemente, donne

v. 39
ἀναστᾶσα (anastàsa) δέ μαριάμ ἐν ταῖς ἡμέραις ταύταις ἐπορεύθη εἰς τήν ὀρεινήν μετά σπουδῆς εἰς πόλιν ἰούδα
Exsurgens autem Maria in diebus illis, abiit in montana cum festinatione, in civitatem Juda
In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda

ἀνίστημι (anìstemi) alzarsi, sorger, ri-sorgere:

  • Luca 24,12
    Ὁ δ Πέτρος ἀναστάς (anastàs) ἔδραμεν ἐπί τ μνημεῖον· καί παρακύψας βλέπει τ ὀθόνια μόνα· καί ἀπῆλθεν πρς αὑτν θαυμάζων τ γεγονός
    Ma Pietro, alzatosi, corse al sepolcro; si chinò a guardare e vide solo le fasce; poi se ne andò, meravigliandosi dentro di sé per quello che era avvenuto
  • Luca 24,33
    καί ἀναστάντες (anastàntes) αὐτῇ τῇ ὥρᾳ ὑπέστρεψαν εἰς Ἰερουσαλήμ, καί εὗρον ἠθροισμένους τος ἕνδεκα καὶ τος σν αὐτοῖς
    E, alzatisi in quello stesso momento, tornarono a Gerusalemme e trovarono riuniti gli undici e quelli che erano con loro
  • Luca 24,46
    καί εἶπεν αὐτοῖς ὅτι οὕτως γέγραπται παθεῖν τν χριστν καί ἀναστῆναι (anasténai) ἐκ νεκρῶν τῇ τρίτῃ ἡμέρᾳ
    Così è scritto, che il Cristo avrebbe sofferto e sarebbe risorto dai morti il terzo giorno

v. 41
καί ἐγένετο ὡς ἤκουσεν τόν ἀσπασμόν (aspasmòn) τῆς μαρίας ἡ ἐλισάβετ, ἐσκίρτησεν τό βρέφος ἐν τῇ κοιλίᾳ αὐτῆς, καί ἐπλήσθη πνεύματος ἁγίου ἡ ἐλισάβετ
Et factum est, ut audivit salutationem Mariæ Elisabeth, exsultavit infans in utero ejus: et repleta est Spiritu Sancto Elisabeth
Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo

ἀσπασμός (aspasmòs) da ἀσπάζομαι (aspazomai) che significa tirare a sé; il saluto si fa tirando a sé la persona per toccarla, per abbracciarla:

  • Luca 1,29
    ἡ δέ ἐπ τῷ λόγῳ διεταράχθη κα διελογίζετο ποταπός εἴη ὁ ἀσπασμός (aspasmòs) οὗτος
    Ella fu turbata a queste parole, e si domandava che cosa volesse dire un tale saluto
  • Luca 11,43
    οὐα ὑμῖν τοῖς Φαρισαίοις, ὅτι ἀγαπᾶτε τήν πρωτοκαθεδρίαν ἐν ταῖς συναγωγαῖς κα τούς ἀσπασμούς (aspasmùs) ἐν ταῖς ἀγοραῖς
    Guai a voi, farisei, perché amate i primi posti nelle sinagoghe, e i saluti nelle piazze
  • 1 Corinzi 16,21
    Ὁ ἀσπασμός (aspasmòs) τῇ ἐμῇ χειρ Παύλου
    Il saluto è di mia propria mano: di me, Paolo

v. 44
ἰδο γάρ ὡς ἐγένετο ἡ φωνή τοῦ ἀσπασμοῦ (aspasmù) σου εἰς τά ὦτά μου, ἐσκίρτησεν ἐν ἀγαλλιάσει (agalliàsei) τό βρέφος ἐν τῇ κοιλίᾳ μου
Ecce enim ut facta est vox salutationis tuæ in auribus meis, exsultavit in gaudio infans in utero meo
Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo

ἀγαλλίασις (agallìasis) da ἅλλομαι (hallomai) che significa saltare; la gioia che fa saltare, che fa esultare, una parola rara nei vangeli:

  • Luca 1,14
    καί ἔσται χαρά σοι καί ἀγαλλίασις (agallìasis), καί πολλοί ἐπί τῇ γενέσει αὐτοῦ χαρήσονται
    Tu ne avrai gioia ed esultanza, e molti si rallegreranno per la sua nascita
  • Atti 2,46
    καθ’ ἡμέραν τε προσκαρτεροῦντες ὁμοθυμαδν ἐν τῷ ἱερῷ, κλῶντές τε κατ’ οἶκον ἄρτον, μετελάμβανον τροφῆς ἐν ἀγαλλιάσει (agalliàsei) καί ἀφελότητι καρδίας
    E ogni giorno andavano assidui e concordi al tempio, rompevano il pane nelle case e prendevano il loro cibo insieme, con gioia e semplicità di cuore
  • Ebrei 1,9
    ἠγάπησας δικαιοσύνην καί ἐμίσησας ἀνομίαν· δι τοῦτο ἔχρισέν σε ὁ θεός, ὁ θεός σου, ἔλαιον ἀγαλλιάσεως (agalliàseos) παρ τούς μετόχους σου
    Tu hai amato la giustizia e hai odiato l’iniquità; perciò Dio, il tuo Dio, ti ha unto con olio di letizia, a preferenza dei tuoi compagni

Maria contagia Elisabetta
La piena di grazia riversa la sua gioia su Elisabetta che si ritrova ricolma di spirito santo
Contagio inarrestabile, trasmissione diretta
La Parola passa inevitabilmente per le persone, viaggia con e attraverso le persone
E la gioia è condimento indispensabile, prezioso e unico
Antidoto alla sclerocardia, combustibile per duri di cuore: la gioia fa alzare in piedi, mette le ali ai piedi (Maria vola via da casa come poco prima l’angelo)

In cammino, cercatori di gioia!
Pronti a sussultare insieme ai compagni di viaggio
Ogni giorno la gravidanza volge al termine
Ogni giorno è nascita e rinnovamento
Ogni giorno è adventus, venuta e arrivo
Ogni giorno è partenza, passo e sentiero

Ecco io vengo, o Dio, per fare la tua volontà
(Ebrei 10,7)

Quid faciemus?

The Kill – Andre Masson

Domenica 12 dicembre 2021 – Terza di Avvento

Luca 3, 10-18
10Le folle interrogavano Giovanni: «Che cosa dobbiamo fare?». 11Rispondeva loro: «Chi ha due tuniche ne dia a chi non ne ha, e chi ha da mangiare faccia altrettanto». 12Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare e gli chiesero: «Maestro, che cosa dobbiamo fare?». 13Ed egli disse loro: «Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato». 14Lo interrogavano anche alcuni soldati: «E noi, che cosa dobbiamo fare?». Rispose loro: «Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno; accontentatevi delle vostre paghe».
15Poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, 16Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. 17Tiene in mano la pala per pulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel suo granaio; ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile».
18Con molte altre esortazioni Giovanni evangelizzava il popolo

Che cosa facciamo?
Che cosa faremo?
Che cosa dobbiamo fare?
Che cosa possiamo fare?
Dobbiamo attendere?
Le folle chiedono a Giovanni, e finché c’è domanda c’è speranza
La domanda presuppone vuoto, bisogno, necessità
Le risposte di Giovanni sono semplici, lineari, quasi ovvie: provano a riempire, a dare un senso
Le folle si mettono in cammino non per sentire cose mirabolanti, ma per vedere un uomo che vive le cose che dice
Un uomo che crede nel cambiamento che predica
Un uomo che battezza con quello che ha
Un uomo che fa esperienza dei propri limiti, che non è abbastanza nemmeno per allacciare un sandalo
Un uomo, questo sì

v. 13
ὁ δέ εἶπεν πρός αὐτούς, μηδέν πλέον παρά τό διατεταγμένον (diatetagménon) ὑμῖν πράσσετε
At ille dixit ad eos: Nihil amplius, quam quod constitutum est vobis, faciatis
Ed egli disse loro: Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato

διατάσσω (diatàsso) disporre, ordinare, prescrivere:

  • Luca 8,55
    κα ἐπέστρεψεν τό πνεῦμα αὐτῆς, κα ἀνέστη παραχρῆμα, κα διέταξεν (diétaxen) αὐτῇ δοθῆναι φαγεῖν
    Il suo spirito ritornò in lei ed ella si alzò all’istante. Egli ordinò di darle da mangiare
  • Luca 17,9
    μ ἔχει χάριν τῷ δούλῳ ὅτι ἐποίησεν τ διαταχθέντα (diatakthénta);
    Si ritiene forse obbligato verso quel servo perché ha fatto quello che gli era stato comandato?
  • Luca 17,10
    οὕτως κα ὑμεῖς, ὅταν ποιήσητε πάντα τ διαταχθέντα (diatakthénto) ὑμῖν, λέγετε ὅτι Δοῦλοι ἀχρεῖοί ἐσμεν, ὃ ὠφείλομεν ποιῆσαι πεποιήκαμεν
    Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare

v. 15
προσδοκῶντος (prosdokòntos) δ τοῦ λαοῦ κα διαλογιζομένων πάντων ἐν ταῖς καρδίαις αὐτῶν περ τοῦ ἰωάννου, μήποτε αὐτός εἴη ὁ χριστός
Existimante autem populo, et cogitantibus omnibus in cordibus suis de Joanne, ne forte ipse esset Christus
Poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo

προσδοκάω (prosdokào) letteralmente guardare verso, e quindi aspettare, attendere

  • Luca 1,21
    Κα ἦν ὁ λας προσδοκῶν (prosdokòn) τν Ζαχαρίαν, κα ἐθαύμαζον ἐν τῷ χρονίζειν ἐν τῷ ναῷ αὐτόν
    Intanto il popolo stava in attesa di Zaccaria, e si meravigliava per il suo indugiare nel tempio
  • Luca 7,19
    ἔπεμψεν πρς τν κύριον λέγων· Σ εἶ ὁ ἐρχόμενος ἢ ἄλλον προσδοκῶμεν (prosdokòmen);
    E li mandò a dire al Signore: Sei tu colui che viene, o dobbiamo aspettare un altro?
  • Luca 8,40
    Ἐν δ τῷ ὑποστρέφειν τν Ἰησοῦν ἀπεδέξατο αὐτν ὁ ὄχλος, ἦσαν γρ πάντες προσδοκῶντες (prosdokòntes) αὐτόν
    Al suo ritorno, Gesù fu accolto dalla folla, perché tutti lo stavano aspettando

v. 16
ἀπεκρίνατο λέγων πᾶσιν ὁ ἰωάννης, ἐγώ μέν ὕδατι βαπτίζω ὑμᾶς· ἔρχεται δέ ὁ ἰσχυρότερός μου, οὖ οὐκ εἰμί ἱκανός (ikanòs) λῦσαι τόν ἱμάντα τῶν ὑποδημάτων αὐτοῦ· αὐτός ὑμᾶς βαπτίσει ἐν πνεύματι ἁγίῳ καί πυρί
Respondit Joannes, dicens omnibus: Ego quidem aqua baptizo vos: veniet autem fortior me, cujus non sum dignus solvere corrigiam calceamentorum ejus: ipse vos baptizabit in Spiritu Sancto et igni
Giovanni rispose a tutti dicendo: Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco

ἱκανός (ikanòs) adatto, sufficiente, che basta; sarà la vulgata a tradurre con dignus:

  • Luca 7,6
    ὁ δ Ἰησοῦς ἐπορεύετο σν αὐτοῖς. ἤδη δ αὐτοῦ οὐ μακρν ἀπέχοντος ἀπ τῆς οἰκίας ἔπεμψεν φίλους ὁ ἑκατοντάρχης λέγων αὐτῷ· Κύριε, μή σκύλλου, οὐ γρ ἱκανός (ikanòs) εἰμι ἵνα ὑπ τήν στέγην μου εἰσέλθῃς
    Gesù si incamminò con loro. Non era ormai molto distante dalla casa quando il centurione mandò alcuni amici a dirgli: Signore, non stare a disturbarti, io non son degno che tu entri sotto il mio tetto
  • Luca 22,38
    οἱ δ εἶπαν· Κύριε, ἰδο μάχαιραι ὧδε δύο. ὁ δ εἶπεν αὐτοῖς· Ἱκανόν (ikanòn) ἐστιν
    Ed essi dissero: Signore, ecco qui due spade. Ma egli rispose: Basta così (è sufficiente)
  • 1 Corinzi 15,9
    ἐγώ γάρ εἰμι ὁ ἐλάχιστος τῶν ἀποστόλων, ὃς οὐκ εἰμ ἱκανς (ikanòs) καλεῖσθαι ἀπόστολος, διότι ἐδίωξα τήν ἐκκλησίαν τοῦ θεοῦ

Tutti sono in attesa
E tutti si domandano
Quanto è importante attendere, come è fondamentale chiedere
Non sentirsi mai pieni, a posto, ma sempre guardare, cercare, domandare
Come le tre “I” di Papa Francesco: Inquietudine, Incompletezza, Immaginazione
E poi mettersi in cammino, insieme, condividendo tuniche, cibo, paghe, doveri, compiti
Questo è sinodo, non altro
Questo è Fratelli Tutti, non altro
Questa è pace

E la pace di Dio, che supera ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e le vostre menti in Cristo Gesù (Filippesi 4,7)

μετάνοια

Composition IV – Josef Istler

Domenica 5 dicembre 2021 – Seconda di Avvento

Luca 3, 1-6
1Nell’anno quindicesimo dell’impero di Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea, Erode tetrarca della Galilea, e Filippo, suo fratello, tetrarca dell’Iturea e della Traconìtide, e Lisània tetrarca dell’Abilene, 2sotto i sommi sacerdoti Anna e Caifa, la parola di Dio venne su Giovanni, figlio di Zaccaria, nel deserto. 3Egli percorse tutta la regione del Giordano, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati, 4com’è scritto nel libro degli oracoli del profeta Isaia:
Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!
5Ogni burrone sarà riempito, ogni monte e ogni colle sarà abbassato; le vie tortuose diverranno diritte e quelle impervie, spianate. 6Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!»

Voce di uno che grida nel deserto
Φωνὴ βοῶντος ἐν τῇ ἐρήμῳ (phoné boòntos en té erémo)
Voce di un boòntos, uno che rimbomba nel vuoto delle valli
Voce che rimbalza sulle pareti, che cade a terra nella sabbia polverosa
Non l’aveva prevista il seminatore di parola, la sabbia
Il seme non cresce nella sabbia, figuriamoci le parole
Eppure
La parola di Dio è scesa su Giovanni nel deserto
E lui incomincia a camminare
La parola scende e fa alzare in piedi, fa muovere i piedi uno dopo l’altro, fa percorrere distanze
Indispensabile trovare la direzione, invertire la marcia: μετάνοια (metànoia)

v. 3
καί ἦλθεν εἰς πᾶσαν [τήν] περίχωρον τοῦ ἰορδάνου κηρύσσων βάπτισμα μετανοίας (metanòias) εἰς ἄφεσιν (àphesin) ἁμαρτιῶν
Et venit in omnem regionem Jordanis, prædicans baptismum pœnitentiæ in remissionem peccatorum
Egli percorse tutta la regione del Giordano, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati

μετάνοια (metànoia) da μετά (metà) + νοῦς (nous), girare la mente, cambiare idea, volgersi ad altra idea, ad altro obbiettivo:

  • Luca 3,8
    ποιήσατε οὖν καρπος ἀξίους τῆς μετανοίας (metanòias)· κα μ ἄρξησθε λέγειν ἐν ἑαυτοῖς· Πατέρα ἔχομεν τόν Ἀβραάμ, λέγω γρ ὑμῖν ὅτι δύναται ὁ θεός ἐκ τῶν λίθων τούτων ἐγεῖραι τέκνα τῷ Ἀβραάμ
    Fate dunque opere degne della conversione e non cominciate a dire in voi stessi: Abbiamo Abramo per padre! Perché io vi dico che Dio può far nascere figli ad Abramo anche da queste pietre
  • Luca 5,32
    οὐκ ἐλήλυθα καλέσαι δικαίους ἀλλ ἁμαρτωλος εἰς μετάνοιαν (metànoian)
    Non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori a conversione
  • Luca 15,7
    λέγω ὑμῖν ὅτι οὕτως χαρ ἐν τῷ οὐρανῷ ἔσται ἐπ ἑν ἁμαρτωλῷ μετανοοῦντι (metanooùnti) ἢ ἐπ ἐνενήκοντα ἐννέα δικαίοις οἵτινες οὐ χρείαν ἔχουσιν μετανοίας (metanòias)
    Così, vi dico, ci sarà più gioia in cielo per un peccatore convertito, che per novantanove giusti che non hanno bisogno di conversione

ἄφεσις (àphesis) lasciar andare via (e quindi liberare), perdonare come se i fatti non fossero stati commessi:

  • Luca 1,77
    τοῦ δοῦναι γνῶσιν σωτηρίας τῷ λαῷ αὐτοῦ ἐν ἀφέσει (aphései) ἁμαρτιῶν αὐτῶν
    Per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza nel perdono dei suoi peccati
  • Luca 4,18
    Πνεῦμα κυρίου ἐπ’ ἐμέ, οὗ εἵνεκεν ἔχρισέν με εὐαγγελίσασθαι πτωχοῖς, ἀπέσταλκέν με κηρύξαι αἰχμαλώτοις ἄφεσιν (àphesin) κα τυφλοῖς ἀνάβλεψιν, ἀποστεῖλαι τεθραυσμένους ἐν ἀφέσει (aphései)
    Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione, e mi ha mandato per annunziare ai poveri un lieto messaggio, per proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; per rimettere in libertà gli oppressi
  • Luca 24,47
    κα κηρυχθῆναι ἐπ τῷ ὀνόματι αὐτοῦ μετάνοιαν (metànoian) κα ἄφεσιν (àphesin) ἁμαρτιῶν εἰς πάντα τ ἔθνη ἀρξάμενοι ἀπ Ἰερουσαλήμ
    E nel suo nome saranno predicati a tutte le genti la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme

v. 4
ὡς γέγραπται ἐν βίβλῳ λόγων ἠσαΐου τοῦ προφήτου, φωνή βοῶντος ἐν τῇ ἐρήμῳ, ἑτοιμάσατε (etoimàsate) τήν ὁδόν κυρίου, εὐθείας ποιεῖτε τάς τρίβους αὐτοῦ
Sicut scriptum est in libro sermonum Isaiæ prophetæ: Vox clamantis in deserto: Parate viam Domini; rectas facite semitas ejus
Com’è scritto nel libro degli oracoli del profeta Isaia: Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri

ἑτοιμάζω (etoimàzo) preparare, rendere pronto:

  • Luca 1,76
    κα σ δέ, παιδίον, προφήτης Ὑψίστου κληθήσῃ, προπορεύσῃ γρ ἐνώπιον κυρίου ἑτοιμάσαι (etoimàsai) ὁδος αὐτοῦ
    E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade
  • Luca 2,31
    ὅτι εἶδον οἱ ὀφθαλμοί μου τό σωτήριόν σου ὃ ἡτοίμασας (etòimasas) κατ πρόσωπον πάντων τῶν λαῶν
    Perché i miei occhi han visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli
  • Luca 24,1
    τῇ δ μιᾷ τῶν σαββάτων ὄρθρου βαθέως ἐπ τό μνῆμα ἦλθον φέρουσαι ἃ ἡτοίμασαν (etòimasan) ἀρώματα
    Il primo giorno dopo il sabato, di buon mattino, si recarono alla tomba, portando con sé gli aromi che avevano preparato

Preparare, prepariamo, prepariamoci
Le istruzioni sono chiare: girare la testa, gli occhi, i piedi
Cambiare direzione per liberarsi, per alleggerirsi: perdere per non perdersi
E improvvisamente tutto appare evidente, le vie raddrizzate, i burroni riempiti, i monti abbassati
Impossibile?
Ma questo è niente…!
Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio
Letteralmente ogni σάρξ (sarx), ogni carne, ogni corpo vedrà materialmente la salvezza di Dio
Un Dio che vuole tutti salvi, che non si ferma davanti a tornanti o burroni
Un Dio che cerca l’uomo là dove sta camminando

Nell’andare, se ne va piangendo,
portando la semente da gettare,
ma nel tornare, viene con gioia,
portando i suoi covoni

(Salmo 125)

σημεῖα

Shiprock – Tony Abeyta

Domenica 28 novembre 2021 – Prima di Avvento

Luca 21, 25-28, 34-36
25«Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, 26mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte. 
27Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria. 
28Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina»

34«State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; 35come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. 36Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere e di comparire davanti al Figlio dell’uomo»

Alzare il capo e alleggerire il cuore
Questo il ruolino di marcia per la palestra dell’avvento
Alzare il capo, sgranchire i muscoli del collo e stendere bene il mento verso l’alto
Aprire gli occhi e girare la testa da una parte e dall’altra
Ci sono segni nel cielo, nella terra nel mare
Ci sono segni da osservare e sogni da riconoscere
Alziamoci, non stiamo seduti, impossibile restare fermi, impensabile rimanere inerti
E poi alleggerire il cuore, liberarsi da tutto ciò che ne impedisce il battito, il sussulto
Eliminare i pesi che affannano inutilmente il muscolo, che ostruiscono il sangue, la vita
Che quel giorno, qualunque giorno, non ci piombi addosso all’improvviso

v. 25
καί ἔσονται σημεῖα (seméia) ἐν ἡλίῳ καί σελήνῃ καί ἄστροις, καί ἐπί τῆς γῆς συνοχή ἐθνῶν ἐν ἀπορίᾳ ἤχους θαλάσσης καί σάλου
Et erunt signa in sole, et luna, et stellis, et in terris pressura gentium præ confusione sonitus maris, et fluctuum
Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti

σημεῖον (seméion) il segno, ma anche un avvenimento insolito, fuori dal comune, un miracolo:

  • Luca 2,12
    καί τοῦτο ὑμῖν τ σημεῖον (seméion), εὑρήσετε βρέφος ἐσπαργανωμένον καί κείμενον ἐν φάτνῃ
    Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia
  • Luca 2,34
    καί εὐλόγησεν αὐτούς Συμεών καί εἶπεν πρς Μαριμ τν μητέρα αὐτοῦ· Ἰδού οὗτος κεῖται εἰς πτῶσιν καί ἀνάστασιν πολλῶν ἐν τῷ Ἰσραλ καί εἰς σημεῖον (seméion) ἀντιλεγόμενον
    Simeone li benedisse e parlò a Maria, sua madre: Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione
  • Luca 11,16
    ἕτεροι δ πειράζοντες σημεῖον (seméion) ἐξ οὐρανοῦ ἐζήτουν παρ’ αὐτοῦ
     Altri, per metterlo alla prova, gli chiedevano un segno dal cielo

v. 26
ἀποψυχόντων ἀνθρώπων ἀπό φόβου καί προσδοκίας τῶν ἐπερχομένων τῇ οἰκουμένῃ, αἱ γάρ δυνάμεις τῶν οὐρανῶν σαλευθήσονται (saleuthésontai)
arescentibus hominibus præ timore, et exspectatione, quæ supervenient universo orbi: nam virtutes cælorum movebuntur
Mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte

σαλεύω (saléuo) agitare, scuotere, da σάλος (sàlos) che è l’onda:

  • Luca 6,38
    δίδοτε, καί δοθήσεται ὑμῖν· μέτρον καλν πεπιεσμένον σεσαλευμένον (sesaleuménon) ὑπερεκχυννόμενον δώσουσιν εἰς τν κόλπον ὑμῶν· ᾧ γρ μέτρῳ μετρεῖτε ἀντιμετρηθήσεται ὑμῖν
    Date e vi sarà dato; una buona misura, pigiata, scossa e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con cui misurate, sarà misurato a voi in cambio
  • Luca 6,48
    ὅμοιός ἐστιν ἀνθρώπῳ οἰκοδομοῦντι οἰκίαν ὃς ἔσκαψεν καί ἐβάθυνεν καί ἔθηκεν θεμέλιον ἐπί τν πέτραν· πλημμύρης δ γενομένης προσέρηξεν ὁ ποταμς τῇ οἰκίᾳ ἐκείνῃ, καί οὐκ ἴσχυσεν σαλεῦσαι (saléusai) αὐτν δι τ καλῶς οἰκοδομῆσθαι αὐτήν
    E’ simile a un uomo che, costruendo una casa, ha scavato molto profondo e ha posto le fondamenta sopra la roccia. Venuta la piena, il fiume irruppe contro quella casa, ma non riuscì a smuoverla perché era costruita bene
  • Luca 7,24
    Ἀπελθόντων δ τῶν ἀγγέλων Ἰωάννου ἤρξατο λέγειν πρς τούς ὄχλους περί Ἰωάννου· Τί ἐξήλθατε εἰς τν ἔρημον θεάσασθαι; κάλαμον ὑπ ἀνέμου σαλευόμενον (saleuòmenon);
    Quando gli inviati di Giovanni furono partiti, Gesù cominciò a dire alla folla riguardo a Giovanni: Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna agitata dal vento?

v. 28
ἀρχομένων δέ τούτων γίνεσθαι ἀνακύψατε καί ἐπάρατε τάς κεφαλάς ὑμῶν, διότι ἐγγίζει ἡ ἀπολύτρωσις (apolytrosis) ὑμῶν
His autem fieri incipientibus, respicite, et levate capita vestra: quoniam appropinquat redemptio vestra
Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina

ἀπολύτρωσις (apolytrosis) liberazione, scioglimento, rilascio dietro riscatto; parola utilizzata solo da Luca (solo in questo versetto) e nelle lettere di Paolo:

  • Romani 8,23
    οὐ μόνον δέ, ἀλλ κα αὐτο τν ἀπαρχν τοῦ πνεύματος ἔχοντες ἡμεῖς κα αὐτο ἐν ἑαυτοῖς στενάζομεν, υἱοθεσίαν ἀπεκδεχόμενοι τν ἀπολύτρωσιν (apolytrosin) τοῦ σώματος ἡμῶν
    Non solo essa, ma anche noi, che abbiamo le primizie dello Spirito, gemiamo dentro di noi, aspettando l’adozione, la redenzione del nostro corpo
  • 1 Corinzi 1,30
    ἐξ αὐτοῦ δ ὑμεῖς ἐστε ἐν Χριστῷ Ἰησοῦ, ὃς ἐγενήθη σοφία ἡμῖν ἀπ θεοῦ, δικαιοσύνη τε κα ἁγιασμς κα ἀπολύτρωσις (apolytrosis)
    Ed è grazie a lui che voi siete in Cristo Gesù, che da Dio è stato fatto per noi sapienza, giustizia, santificazione e redenzione
  • Efesini 1,7
    ἐν ᾧ ἔχομεν τν ἀπολύτρωσιν (apolytrosin) δι τοῦ αἵματος αὐτοῦ, τν ἄφεσιν τῶν παραπτωμάτων, κατ τ πλοῦτος τῆς χάριτος αὐτοῦ
    In lui abbiamo la redenzione mediante il suo sangue, il perdono dei peccati secondo le ricchezze della sua grazia

Vegliate in ogni momento pregando
Vegliate
: con gli occhi, con il cuore, con la testa, con le mani, con i piedi
In ogni momento: con gli occhi, con il cuore, con la testa, con le mani, con i piedi
Pregando: con gli occhi, con il cuore, con la testa, con le mani, con i piedi

Nella veglia salvaci, Signore, nel sonno non ci abbandonare: il cuore vegli con Cristo e il corpo riposi nella pace

βασιλεύς

Marionnette accrochée à une palissade – Dora Maar

Domenica 21 novembre 2021 – Cristo Re dell’universo

Giovanni 18, 33-37
33Pilato allora rientrò nel pretorio, fece chiamare Gesù e gli disse: «Sei tu il re dei Giudei?».
34Gesù rispose: «Dici questo da te, oppure altri ti hanno parlato di me?». 35Pilato disse: «Sono forse io Giudeo? La tua gente e i capi dei sacerdoti ti hanno consegnato a me. Che cosa hai fatto?». 36Rispose Gesù: «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù». 37Allora Pilato gli disse: «Dunque tu sei re?». Rispose Gesù: «Tu lo dici: io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce»

Diciamocelo: non è più tempo di re
C’è qualcosa di anacronistico nella festa di oggi: i re che conosciamo sembrano personaggi di una farsa
I re del passato hanno scritto la storia, ma non vengono osannati o esaltati per questo
Dunque tu Signore sei re?
Davvero ti conviene essere re?
E il tuo regno? I tuoi servitori? Le tue legioni?
Non sono di questo il mondo
Ci sono più mondi, più livelli, più prospettive
Ma qualcosa attraversa i diversi piani: la testimonianza della verità
La tua voce ci parla di verità, e chi naviga nella verità non può che ascoltare la tua voce

v. 35
ἀπεκρίθη ὁ πιλᾶτος, μήτι (méti) ἐγώ ἰουδαῖός εἰμι; τό ἔθνος τό σόν καί οἱ ἀρχιερεῖς παρέδωκάν (parédokan) σε ἐμοί· τί ἐποίησας;
Respondit Pilatus: Numquid ego Judæus sum? gens tua et pontifices tradiderunt te mihi: quid fecisti?
Pilato disse: Sono forse io Giudeo? La tua gente e i capi dei sacerdoti ti hanno consegnato a me. Che cosa hai fatto?

μήτι (méti) forse, per caso:

  • Giovanni 4,29
    Δεῦτε ἴδετε ἄνθρωπον ὃς εἶπέ μοι πάντα ὅσα ἐποίησα· μήτι (méti) οὗτός ἐστιν ὁ χριστός;
    Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia forse il Messia?
  • Giovanni 8,22
    ἔλεγον οὖν οἱ Ἰουδαῖοι· Μήτι (mèti) ἀποκτενεῖ ἑαυτόν ὅτι λέγει· Ὅπου ἐγώ ὑπάγω ὑμεῖς οὐ δύνασθε ἐλθεῖν;
    Dicevano allora i Giudei: Forse si ucciderà, dal momento che dice: Dove vado io, voi non potete venire?
  • Matteo 26,22
    καί λυπούμενοι σφόδρα ἤρξαντο λέγειν αὐτῷ εἷς ἕκαστος· Μήτι (méti) ἐγώ εἰμι, κύριε;
    Ed essi, addolorati profondamente, incominciarono ciascuno a domandargli: Sono forse io, Signore?

v. 36
ἀπεκρίθη ἰησοῦς, ἡ βασιλεία ἡ ἐμή οὐκ ἔστιν ἐκ τοῦ κόσμου τούτου· εἰ ἐκ τοῦ κόσμου τούτου ἦν ἡ βασιλεία ἡ ἐμή, οἱ ὑπηρέται οἱ ἐμοί ἠγωνίζοντο [ἄν], ἵνα μή παραδοθῶ (paradothò) τοῖς ἰουδαίοις· νῦν δέ ἡ βασιλεία ἡ ἐμή οὐκ ἔστιν ἐντεῦθεν
Respondit Jesus: Regnum meum non est de hoc mundo. Si ex hoc mundo esset regnum meum, ministri mei utique decertarent ut non traderer Judæis: nunc autem regnum meum non est hinc
Rispose Gesù: Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù

παραδίδωμι (paradìdomi) consegnare nelle mani, consegnare qualcuno, tradirlo:

  • Giovanni 6,71
    ἔλεγεν δέ τόν Ἰούδαν Σίμωνος Ἰσκαριώτου· οὗτος γάρ ἔμελλεν παραδιδόναι (paradidònai) αὐτόν, εἷς ἐκ τῶν δώδεκα
    Egli parlava di Giuda, figlio di Simone Iscariota, perché questi, uno dei dodici, stava per tradirlo
  • Giovanni 19,16
    τότε οὖν παρέδωκεν
    (parédoken) αὐτόν αὐτοῖς ἵνα σταυρωθῇ. Παρέλαβον οὖν τν Ἰησοῦν
    Allora lo consegnò loro perché fosse crocifisso
  • Giovanni 19,30
    ὅτε οὖν ἔλαβεν τό ὄξος ὁ Ἰησοῦς εἶπεν· Τετέλεσται, κα κλίνας τήν κεφαλήν παρέδωκεν (parédoken) τό πνεῦμα
    Quando Gesù ebbe preso l’aceto, disse: «È compiuto!» E, chinato il capo, consegnò lo spirito

v. 37
εἶπεν οὗν αὐτῶ ὁ πιλᾶτος, οὐκοῦν βασιλες εἶ σύ; ἀπεκρίθη ὁ ἰησοῦς, σ λέγεις ὅτι βασιλεύς εἰμι. ἐγώ εἰς τοῦτο γεγέννημαι καί εἰς τοῦτο ἐλήλυθα εἰς τόν κόσμον, ἵνα μαρτυρήσω τῇ ἀληθείᾳ· πᾶς ὁ ὢν ἐκ τῆς ἀληθείας ἀκούει μου τῆς φωνῆς (phonés)
Dixit itaque ei Pilatus: Ergo rex es tu? Respondit Jesus: Tu dicis quia rex sum ego. Ego in hoc natus sum, et ad hoc veni in mundum, ut testimonium perhibeam veritati: omnis qui est ex veritate, audit vocem meam
Allora Pilato gli disse: Dunque tu sei re? Rispose Gesù: Tu lo dici: io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce

φωνή (phoné) voce, ma anche suono; dalla stessa radice di φαίνω (fàino) rivelare, portare alla luce (luce φῶς fos), perché anche la voce rivela e fa comparire chi parla:

  • Giovanni 1,23
    ἔφη· Ἐγώ φωνή (phoné) βοῶντος ἐν τῇ ἐρήμῳ· Εὐθύνατε τήν ὁδόν κυρίου, καθώς εἶπεν Ἠσαΐας ὁ προφήτης
    Egli disse: Io sono la voce di uno che grida nel deserto: Raddrizzate la via del Signore, come ha detto il profeta Isaia
  • Giovanni 10,27
    τ πρόβατα τ ἐμ τῆς φωνῆς (phonés) μου ἀκούουσιν, κἀγώ γινώσκω αὐτά, καί ἀκολουθοῦσίν μοι
    Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono
  • Giovanni 12,28
    ἦλθεν οὖν φωνή (phoné) ἐκ τοῦ οὐρανοῦ· Καί ἐδόξασα καί πάλιν δοξάσω
    Allora venne una voce dal cielo: L’ho glorificato, e lo glorificherò di nuovo

Altri ci hanno parlato di te
Altre voci ci hanno raccontato barlumi di verità
Ma la tua voce Signore è un’altra cosa
La tua voce racconta di verità, messaggera di un regno altro
E chi viaggia verso quel regno, dentro a quel regno, ascolta la tua voce
Come le pecore e il pastore
Venga il tuo regno Signore, di qualunque mondo sia
Venga il tuo regno Signore, ora e presto

La voce del Signore schianta i cedri, schianta il Signore i cedri del Libano
(Salmo 29,5)

Verba mea non transibunt

Le chiffonier – Marianne von Wewrfkin

Domenica 14 novembre 2021

Marco 13, 24-32
24In quei giorni, dopo quella tribolazione, il sole si oscurerà, la luna non darà più la sua luce,
25le stelle cadranno dal cielo e le potenze che sono nei cieli saranno sconvolte.
26Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria. 27Egli manderà gli angeli e radunerà i suoi eletti dai quattro venti, dall’estremità della terra fino all’estremità del cielo.
28Dalla pianta di fico imparate la parabola: quando ormai il suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie, sapete che l’estate è vicina. 29Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che egli è vicino, è alle porte.
30In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto questo avvenga. 31Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno.
32Quanto però a quel giorno o a quell’ora, nessuno lo sa, né gli angeli nel cielo né il Figlio, eccetto il Padre

Il sole e la luna si spengono
Anche le stelle cadono
Tutto ciò che ha una posizione fissa viene sconvolto, i punti fermi divelti

Imparate e sappiate: nulla è per sempre
Imparate e sappiate: da nessuna parte c’è qualcosa che non scade
Imparate e sappiate: tutto passa, anche questa generazione, anche la nostra generazione
Indispensabile ricordarlo più spesso: tutto passa, tutto transea
Il cielo, la terra, tutto va oltre

Nulla è per sempre, tranne le sue parole
What else?

v. 26
καί τότε ὄψονται τόν υἱόν τοῦ ἀνθρώπου ἐρχόμενον ἐν νεφέλαις (nephélais) μετά δυνάμεως πολλῆς καί δόξης
Et tunc videbunt filium hominis venientem in nubibus cum virtute multa et gloria
Allora vedranno il figlio dell’uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria

νεφέλη (nephéle) nuvola, da cui anche nebbia, che copre e nasconde:

  • Marco 9,7
    καί ἐγένετο νεφέλη (nephéle) ἐπισκιάζουσα αὐτοῖς, καί ἐγένετο φων ἐκ τῆς νεφέλης· Οὗτός ἐστιν ὁ υἱός μου ὁ ἀγαπητός, ἀκούετε αὐτοῦ
    Poi venne una nuvola che li coprì con la sua ombra; e dalla nuvola una voce: Questo è il mio diletto Figlio; ascoltatelo
  • Marco 14,62
    ὁ δ Ἰησοῦς εἶπεν· Ἐγώ εἰμι, καί ὄψεσθε τν υἱν τοῦ ἀνθρώπου ἐκ δεξιῶν καθήμενον τῆς δυνάμεως καί ἐρχόμενον μετ τῶν νεφελῶν (nephelòn) τοῦ οὐρανοῦ
    Gesù disse: Io sono; e vedrete il Figlio dell’uomo, seduto alla destra della Potenza, venire sulle nuvole del cielo
  • Atti 1,9
    καί ταῦτα εἰπν βλεπόντων αὐτῶν ἐπήρθη καί νεφέλη (nephéle) ὑπέλαβεν αὐτν ἀπ τῶν ὀφθαλμῶν αὐτῶν
    Dette queste cose, mentre essi guardavano, fu elevato; e una nuvola, accogliendolo, lo sottrasse ai loro sguardi

v. 30
ἀμήν λέγω ὑμῖν ὅτι οὐ μή παρέλθῃ (parélthe) ἡ γενεά (ghenéa) αὕτη μέχρις οὖ ταῦτα πάντα γένηται
Amen dico vobis, quoniam non transibit generatio hæc, donec omnia ista fiant
In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto questo avvenga

γενεά (ghenéa) la generazione, l’insieme di uomini che appaiono nella storia (γίνομαι ginomai) nella stessa epoca:

  • Marco 8,12
    καί ἀναστενάξας τῷ πνεύματι αὐτοῦ λέγει· Τί ἡ γενε (ghenéa) αὕτη ζητεῖ σημεῖον; ἀμήν λέγω ὑμῖν, εἰ δοθήσεται τῇ γενεᾷ (ghenéa) ταύτῃ σημεῖον
    Ma egli, dopo aver sospirato nel suo spirito, disse: Perché questa generazione chiede un segno? In verità io vi dico: nessun segno sarà dato a questa generazione
  • Marco 8,38
    ὃς γρ ἐν ἐπαισχυνθῇ με καί τος ἐμος λόγους ἐν τῇ γενεᾷ (ghenéa) ταύτῃ τῇ μοιχαλίδι κα ἁμαρτωλῷ, καί ὁ υἱς τοῦ ἀνθρώπου ἐπαισχυνθήσεται αὐτν ὅταν ἔλθῃ ἐν τῇ δόξῃ τοῦ πατρς αὐτοῦ μετ τῶν ἀγγέλων τῶν ἁγίων
    Perché se uno si sarà vergognato di me e delle mie parole in questa generazione adultera e peccatrice, anche il Figlio dell’uomo si vergognerà di lui quando verrà nella gloria del Padre suo con i santi angeli
  • Marco 9,19
    ὁ δ ἀποκριθείς αὐτοῖς λέγει· Ὦ γενε (ghenéa) ἄπιστος, ἕως πότε πρς ὑμᾶς ἔσομαι; ἕως πότε ἀνέξομαι ὑμῶν; φέρετε αὐτν πρός με
    Gesù disse loro: O generazione incredula! Fino a quando sarò con voi? Fino a quando vi sopporterò? Portatelo qui da me

v. 31
ὁ οὐρανς καί ἡ γῆ παρελεύσονται (pareléusontai), οἱ δέ λόγοι μου οὐ μή παρελεύσονται (pareléusontai)
Cælum et terra transibunt, verba autem mea non transibunt
Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno

παρέρχομαι (parérkomai) andare oltre, passare oltre:

  • Marco 14,35
    καί προελθών μικρν ἔπιπτεν ἐπί τῆς γῆς, καί προσηύχετο ἵνα εἰ δυνατόν ἐστιν παρέλθῃ (parélthe) ἀπ’ αὐτοῦ ἡ ὥρα
    Andato un po’ più avanti, si gettò a terra; e pregava che, se fosse possibile, quell’ora passasse oltre da lui
  • Matteo 5,18
    ἀμήν γρ λέγω ὑμῖν, ἕως ἂν παρέλθῃ (parélthe) ὁ οὐρανς καί ἡ γῆ, ἰῶτα ἓν ἢ μία κεραία οὐ μή παρέλθῃ (parélthe) ἀπ τοῦ νόμου, ἕως ἂν πάντα γένηται
    Poiché in verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, neppure un iota o un apice della legge passerà senza che tutto sia adempiuto
  • Luca 18,37
    ἀπήγγειλαν δ αὐτῷ ὅτι Ἰησοῦς ὁ Ναζωραῖος παρέρχεται (parérketai). καί ἐβόησεν λέγων· Ἰησοῦ υἱ Δαυίδ, ἐλέησόν με
    Gli fecero sapere che passava Gesù il Nazareno. Allora egli gridò: Gesù, Figlio di Davide, abbi pietà di me

Imparate e sappiate: solo lui ha parole di vita eterna
Vedete e giudicate: solo lui ha dolcezza senza fine
Sperate e abbiate fiducia: le sue parole non passano, usiamole per scrivere nuovi capitoli della nostra vita

Mi indicherai il sentiero della vita,
gioia piena alla tua presenza,
dolcezza senza fine alla tua destra
(Salmo 15)

Misit totum

Angels and flowers – Yosl Bergner

Domenica 7 novembre 2021

Marco 12, 38-44
38Diceva loro nel suo insegnamento: «Guardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, 39avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti. 40Divorano le case delle vedove e pregano a lungo per farsi vedere. Essi riceveranno una condanna più severa».
41Seduto di fronte al tesoro, osservava come la folla vi gettava monete. Tanti ricchi ne gettavano molte. 42Ma, venuta una vedova povera, vi gettò due monetine, che fanno un soldo. 43Allora, chiamati a sé i suoi discepoli, disse loro: «In verità io vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. 44Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere»

Guardatevi
Guardatevi da chi si fa guardare
Guardatevi dal farvi guardare
Occhi per vedere, ma non per farsi vedere
Occhi per imparare a riconoscere, per scorgere la vedova in mezzo alla folla
Per vedere quanto butta
Per soppesare, discernere, parametrare, confrontare
Ma alla fine quanto butto io? Quanto mi gioco?

v. 38
καί ἐν τῇ διδαχῇ (didaché) αὐτοῦ ἔλεγεν, βλέπετε ἀπό τῶν γραμματέων τῶν θελόντων ἐν στολαῖς περιπατεῖν καί ἀσπασμούς ἐν ταῖς ἀγοραῖς
Et dicebat eis in doctrina sua: Cavete a scribis, qui volunt in stolis ambulare, et salutari in foro
Diceva loro nel suo insegnamento: Guardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze

διδαχή (didaché) da διδάσκω (didaskô) l’insegnamento, ciò che viene insegnato:

  • Marco 1,22
    καί ἐξεπλήσσοντο ἐπί τῇ διδαχῇ (didaché) αὐτοῦ, ἦν γρ διδάσκων (didàskon) αὐτούς ὡς ἐξουσίαν ἔχων καί οὐχ ὡς οἱ γραμματεῖς
    Essi si stupivano del suo insegnamento, perché egli insegnava loro come uno che ha autorità e non come gli scribi
  • Marco 4,2
    καί ἐδίδασκεν (edìdasken) αὐτούς ἐν παραβολαῖς πολλά καί ἔλεγεν αὐτοῖς ἐν τῇ διδαχῇ (didaché) αὐτοῦ· Ἀκούετε. ἰδού ἐξῆλθεν ὁ σπείρων σπεῖραι
    Egli insegnava loro molte cose in parabole, e diceva loro nel suo insegnamento: Ascoltate: il seminatore uscì a seminare
  • Marco 11,18
    καί ἤκουσαν οἱ ἀρχιερεῖς καί οἱ γραμματεῖς, καί ἐζήτουν πῶς αὐτν ἀπολέσωσιν· ἐφοβοῦντο γρ αὐτόν, πᾶς γρ ὁ ὄχλος ἐξεπλήσσετο ἐπί τῇ διδαχῇ (didaché) αὐτοῦ
    I capi dei sacerdoti e gli scribi udirono queste cose e cercavano il modo di farlo morire. Infatti avevano paura di lui, perché tutta la folla era piena d’ammirazione per il suo insegnamento

v. 42
καί ἐλθοῦσα μία χήρα πτωχή (ptoché) ἔβαλεν λεπτά δύο, ὅ ἐστιν κοδράντης
Cum venisset autem vidua una pauper, misit duo minuta, quod est quadrans
Ma, venuta una vedova povera, vi gettò due monetine, che fanno un soldo

v. 43
καί προσκαλεσάμενος τούς μαθητάς αὐτοῦ εἶπεν αὐτοῖς, ἀμήν λέγω ὑμῖν ὅτι ἡ χήρα αὕτη ἡ πτωχή (ptoché) πλεῖον πάντων ἔβαλεν τῶν βαλλόντων εἰς τό γαζοφυλάκιον
Et convocans discipulos suos, ait illis: Amen dico vobis, quoniam vidua hæc pauper plus omnibus misit, qui miserunt in gazophylacium
Allora, chiamati a sé i suoi discepoli, disse loro: In verità io vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri

πτωχός (ptochòs) il pitocco, implorante, deriva da ptosso che significa stare acquattato, in disparte:

  • Marco 10,21
    ὁ δ Ἰησοῦς ἐμβλέψας αὐτῷ ἠγάπησεν αὐτόν καί εἶπεν αὐτῷ· Ἕν σε ὑστερεῖ· ὕπαγε ὅσα ἔχεις πώλησον καί δός τοῖς πτωχοῖς (ptochòis), καί ἕξεις θησαυρόν ἐν οὐρανῷ, καί δεῦρο ἀκολούθει μοι
    Gesù, guardatolo, l’amò e gli disse: Una cosa ti manca! Va’, vendi tutto ciò che hai e dàllo ai poveri e avrai un tesoro in cielo; poi vieni e seguimi
  • Marco 14,5
    ἠδύνατο γρ τοῦτο τό μύρον πραθῆναι ἐπάνω δηναρίων τριακοσίων κα δοθῆναι τοῖς πτωχοῖς (ptochòis)· κα ἐνεβριμῶντο αὐτῇ
    Si poteva vendere quest’olio per più di trecento denari, e darli ai poveri. Ed erano irritati contro di lei
  • Marco 14,7
    πάντοτε γρ τος πτωχος (ptochùs) ἔχετε μεθ’ ἑαυτῶν, κα ὅταν θέλητε δύνασθε αὐτοῖς εὖ ποιῆσαι, ἐμ δ οὐ πάντοτε ἔχετε
    Poiché i poveri li avete sempre con voi; quando volete, potete far loro del bene; ma me non mi avete per sempre

v. 44
πάντες γάρ ἐκ τοῦ περισσεύοντος (perisséuontos) αὐτοῖς ἔβαλον, αὕτη δέ ἐκ τῆς ὑστερήσεως αὐτῆς πάντα ὅσα εἶχεν ἔβαλεν, ὅλον τόν βίον αὐτῆς
Omnes enim ex eo, quod abundabat illis, miserunt: hæc vero de penuria sua omnia quæ habuit misit totum victum suum
Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere

περισσεύω (perisséuo) da περισσός (perissòs) ciò che va oltre, che avanza:

  • Luca 9,17
    καί ἔφαγον καί ἐχορτάσθησαν πάντες, καί ἤρθη τό περισσεῦσαν (perisséusan) αὐτοῖς κλασμάτων κόφινοι δώδεκα
    Tutti mangiarono a sazietà e dei pezzi avanzati si portarono via dodici ceste
  • Luca 12,15
    εἶπεν δέ πρός αὐτούς· Ὁρᾶτε καί φυλάσσεσθε ἀπό πάσης πλεονεξίας, ὅτι οὐκ ἐν τῷ περισσεύειν (perisséuein) τινί ἡ ζωή αὐτοῦ ἐστιν ἐκ τῶν ὑπαρχόντων αὐτῷ
    Poi disse loro: State attenti e guardatevi da ogni avarizia; perché non è dall’abbondanza dei beni che uno possiede, che egli ha la sua vita
  • Luca 15,17
    εἰς ἑαυτόν δέ ἐλθν ἔφη· Πόσοι μίσθιοι τοῦ πατρός μου περισσεύονται (perisséuontai) ἄρτων, ἐγ δέ λιμῷ ὧδε ἀπόλλυμαι
    Allora, rientrato in sé, disse: Quanti servi di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame

Quanto poco danno le due vedove!
Quella di Sarepta si guadagna la salvezza con una focaccia
Quella del vangelo riceve lodi per due monetine insignificanti
In un mondo governato dal “quanto” Gesù ci dice che l’importante è il “tutto”
Siamo ossessionati dal risultato e Gesù ci parla del gesto, di una focaccia, di un bicchiere d’acqua
Ma quando Signore ti abbiamo visto assetato e ti abbiamo dato da bere?
Che fatica vedere il bisogno, percepire la necessità degli altri
Com’è difficile coordinare l’occhio che scorge la povertà e la mano che si muove per sanare
Donaci Signore occhi per riconoscere e mani che sanno muoversi di conseguenza!

Tamquam teipsum

Pencarrow Beech – Annie Ovenden

Domenica 31 ottobre 2021

Marco 12, 28-34
28Allora si avvicinò a lui uno degli scribi e gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?». 29Gesù rispose: «Il primo è: Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; 30amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza. 31Il secondo è questo: Amerai il tuo prossimo come te stesso. Non c’è altro comandamento più grande di questi». 
32Lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità, che Egli è unico e non vi è altri all’infuori di lui; 33amarlo con tutto il cuore, con tutta l’intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocausti e i sacrifici». 34Vedendo che egli aveva risposto saggiamente, Gesù gli disse: «Non sei lontano dal regno di Dio». E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo

C’è un primo e un secondo, come nei menù
C’è un primo e un secondo, e nulla di più grande
Sì ma, qual è il primo…?
Abbiamo bisogno di gerarchia, dobbiamo sapere qual è il più importante: se dovessi perdere tutto, a cosa mi potrei aggrappare?
Ci sono due verbi, il primo è un imperativo: Ascolta!
Fermati, siedi, spegni il cellulare, chiudi gli occhi e ascolta
Quello che ascolti non ti può lasciare indifferente, ti cambia, ti modifica
Ascolta, e dopo aver ascoltato, amerai: un tempo futuro, della speranza, più che un comando un augurio
Amerai con tutto il cuore καρδία (kardìa), tutta l’anima ψυχή (psyche), tutta la mente διάνοια (diànoia) e tutta la forza ἰσχύς (iskys)
Con tutto te stesso, amerai con tutto te stesso e amerai come te stesso

v. 28
καί προσελθών εἷς τῶν γραμματέων ἀκούσας αὐτῶν συζητούντων, ἰδών ὅτι καλῶς ἀπεκρίθη αὐτοῖς, ἐπηρώτησεν αὐτόν, ποία ἐστίν ἐντολή (entolé) πρώτη πάντων;
Et accessit unus de scribis, qui audierat illos conquirentes, et videns quoniam bene illis responderit, interrogavit eum quod esset primum omnium mandatum
Allora si avvicinò a lui uno degli scribi e gli domandò: Qual è il primo di tutti i comandamenti?

v. 31
δευτέρα αὕτη, ἀγαπήσεις τόν πλησίον σου ὡς σεαυτόν. μείζων τούτων ἄλλη ἐντολή (entolé) οὐκ ἔστιν
Secundum autem simile est illi: Diliges proximum tuum tamquam teipsum. Majus horum aliud mandatum non est
Il secondo è questo: Amerai il tuo prossimo come te stesso. Non c’è altro comandamento più grande di questi

ἐντολή (entolé) da ἐν + τέλος (en + telos), telos è il fine, l’obbiettivo, lo scopo; quindi il comandamento è ciò che fa arrivare “in fondo”, che fa raggiungere l’obbiettivo:

  • Marco 7,8
    ἀφέντες τήν ἐντολήν (entolén) τοῦ θεοῦ κρατεῖτε τήν παράδοσιν τῶν ἀνθρώπων
    Avendo tralasciato il comandamento di Dio vi attenete alla tradizione degli uomini
  • Marco 10,5
    ὁ δ Ἰησοῦς εἶπεν αὐτοῖς· Πρός τήν σκληροκαρδίαν ὑμῶν ἔγραψεν ὑμῖν τήν ἐντολήν (entolén) ταύτην
    Gesù disse loro: È per la durezza del vostro cuore che Mosè scrisse per voi quella norma
  • Marco 10,19
    τς ἐντολς (entolàs) οἶδας· Μή φονεύσῃς, Μή μοιχεύσῃς, Μή κλέψῃς, Μή ψευδομαρτυρήσῃς, Μή ἀποστερήσῃς, Τίμα τόν πατέρα σου καί τήν μητέρα
    Tu sai i comandamenti: Non uccidere; non commettere adulterio; non rubare; non dire falsa testimonianza; non frodare nessuno; onora tuo padre e tua madre

v. 30
καί ἀγαπήσεις κύριον τόν θεόν σου ἐξ ὅλης τῆς καρδίας σου καί ἐξ ὅλης τῆς ψυχῆς σου καί ἐξ ὅλης τῆς διανοίας (dianòias) σου καί ἐξ ὅλης τῆς ἰσχύος σου
Et diliges Dominum Deum tuum ex tota corde tuo, et ex tota anima tua, et ex tota mente tua, et ex tota virtute tua. Hoc est primum mandatum
Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza

διάνοια (diànoia) la mente come capacità di comprendere, capacità di arrivarci col ragionamento, con l’intelligenza:

  • Luca 1,51
    Ἐποίησεν κράτος ἐν βραχίονι αὐτοῦ, διεσκόρπισεν ὑπερηφάνους διανοίᾳ (dianòia) καρδίας αὐτῶν
    Egli ha operato potentemente con il suo braccio; ha disperso quelli che erano superbi nei pensieri del loro cuore
  • Ebrei 10,16
    Αὕτη ἡ διαθήκη ἣν διαθήσομαι πρός αὐτος μετ τς ἡμέρας ἐκείνας, λέγει κύριος, διδος νόμους μου ἐπί καρδίας αὐτῶν, καί ἐπί τν διάνοιαν (diànoian) αὐτῶν ἐπιγράψω αὐτούς
    Questo è il patto che farò con loro dopo quei giorni, dice il Signore, metterò le mie leggi nei loro cuori e le scriverò nella loro mente
  • 1 Pietro 1,13
    Δι ἀναζωσάμενοι τς ὀσφύας τῆς διανοίας (dianòias) ὑμῶν, νήφοντες τελείως, ἐλπίσατε ἐπί τν φερομένην ὑμῖν χάριν ἐν ἀποκαλύψει Ἰησοῦ Χριστοῦ
    Perciò, dopo aver predisposto la vostra mente all’azione, state sobri, e abbiate piena speranza nella grazia che vi sarà recata al momento della rivelazione di Gesù Cristo

v. 34
καί ὁ ἰησοῦς ἰδών [αὐτόν] ὅτι νουνεχῶς ἀπεκρίθη εἶπεν αὐτῶ, οὐ μακράν εἶ ἀπό τῆς βασιλείας τοῦ θεοῦ. καί οὐδείς οὐκέτι ἐτόλμα (etòlma) αὐτόν ἐπερωτῆσαι
Jesus autem videns quod sapienter respondisset, dixit illi: Non es longe a regno Dei. Et nemo jam audebat eum interrogare
Vedendo che egli aveva risposto saggiamente, Gesù gli disse: Non sei lontano dal regno di Dio. E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo

τολμάω (tolmào) non avere paura, osare con coraggio; dalla stessa radice di τέλος (télos) che è il fine, l’obbiettivo da raggiungere senza paura di non farcela:

  • Marco 15,43
    ἐλθών Ἰωσφ ὁ ἀπ Ἁριμαθαίας εὐσχήμων βουλευτής, ὃς καί αὐτς ἦν προσδεχόμενος τν βασιλείαν τοῦ θεοῦ, τολμήσας (tolmésas) εἰσῆλθεν πρς τν Πιλᾶτον καί ᾐτήσατο τ σῶμα τοῦ Ἰησοῦ
    Venne Giuseppe d’Arimatea, illustre membro del Consiglio, il quale aspettava anch’egli il regno di Dio; e, fattosi coraggio, si presentò a Pilato e domandò il corpo di Gesù
  • Giovanni 21,12
    λέγει αὐτοῖς ὁ Ἰησοῦς· Δεῦτε ἀριστήσατε. οὐδες δ ἐτόλμα (etòlma) τῶν μαθητῶν ἐξετάσαι αὐτόν· Σύ τίς εἶ; εἰδότες ὅτι ὁ κύριός ἐστιν
    Gesù disse loro: Venite a fare colazione. E nessuno dei discepoli osava chiedergli: Chi sei? Sapendo che era il Signore
  • Atti 7,32
    Ἐγώ ὁ θες τῶν πατέρων σου, ὁ θες Ἀβραμ καί Ἰσακ καί Ἰακώβ. ἔντρομος δ γενόμενος Μωϋσῆς οὐκ ἐτόλμα (etòlma) κατανοῆσαι
    Io sono il Dio dei tuoi padri, il Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe. Mosè, tutto tremante, non osava guardare

Il secondo è simile al primo, perché parla dell’uomo, che è simile a Dio, a sua immagine e somiglianza
Il secondo sposta solo il bersaglio, ma non l’azione che è sempre una speranza: amerai, speriamo che ami
Amerai il tuo prossimo, amerai te stesso: non c’è nulla di più bello, di più prezioso
Non c’è nulla di più vicino al regno di Dio
Vertigine e desiderio, paura di volare e di cadere
Paura e paure
Non osavano più interrogarlo: meglio non chiedere, meglio non sapere
E se poi fossimo costretti a rispondere…?
A rendere conto…?
Se poi dovessimo anche amare…?
Dio non voglia…!