stercora

Il fico – Rubaldo Merello

Domenica 20 marzo 2022 – Terza di Quaresima

Luca 13,1-9
1In quello stesso tempo si presentarono alcuni a riferirgli il fatto di quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva fatto scorrere insieme a quello dei loro sacrifici. 2Prendendo la parola, Gesù disse loro: “Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subìto tale sorte? 3No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. 4O quelle diciotto persone, sulle quali crollò la torre di Sìloe e le uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? 5No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo”.
6Diceva anche questa parabola: “Un tale aveva piantato un albero di fichi nella sua vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò. 7Allora disse al vignaiolo: “Ecco, sono tre anni che vengo a cercare frutti su quest’albero, ma non ne trovo. Taglialo dunque! Perché deve sfruttare il terreno?”. 8Ma quello gli rispose: “Padrone, lascialo ancora quest’anno, finché gli avrò zappato attorno e avrò messo il concime. 9Vedremo se porterà frutti per l’avvenire; se no, lo taglierai”

Le cose càpitano
succedono
avvengono
non si fermano

Non c’è il tempo
di soffermarsi
di capire
di osservare

Solo chi sposta
la propria mente
il proprio sguardo
non morirà allo stesso modo

Solo chi cambia prospettiva
allarga gli orizzonti
guarda oltre
non morirà allo stesso modo

Non è un problema
di colpa e punizione
ma di occasioni mancate
mani non date
braccia ritratte
sguardi abbassati

Credete forse…?
Credete che…?
No io vi dico
no, e non so più come dirvelo

v. 3
οὐχί, λέγω ὑμῖν, ἀλλ᾽ ἐν μ μετανοῆτε (metanoéte) πάντες ὁμοίως ἀπολεῖσθε
Non, dico vobis: sed nisi pœnitentiam habueritis, omnes similiter peribitis
No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo

μετανοέω (metanoéo) μετά + νοέω cambiare idea, volgere la propria mente νοῦς (nous) verso un altro obiettivo:

  • Luca 11,32
    ἄνδρες Νινευῖται ἀναστήσονται ἐν τῇ κρίσει μετ τῆς γενεᾶς ταύτης καί κατακρινοῦσιν αὐτήν· ὅτι μετενόησαν (metenòesan) εἰς τ κήρυγμα Ἰωνᾶ, καί ἰδο πλεῖον Ἰωνᾶ ὧδε
    Quelli di Nìnive sorgeranno nel giudizio insieme con questa generazione e la condanneranno; perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, ben più di Giona c’è qui.
  • Luca 15,7
    λέγω ὑμῖν ὅτι οὕτως χαρ ἐν τῷ οὐρανῷ ἔσται ἐπί ἑνί ἁμαρτωλῷ μετανοοῦντι (metanoùnti) ἢ ἐπί ἐνενήκοντα ἐννέα δικαίοις οἵτινες οὐ χρείαν ἔχουσιν μετανοίας (metanòias)
    Così, vi dico, ci sarà più gioia in cielo per un peccatore convertito, che per novantanove giusti che non hanno bisogno di conversione
  • Luca 17,3
    προσέχετε ἑαυτοῖς. ἐν ἁμάρτῃ ὁ ἀδελφός σου ἐπιτίμησον αὐτῷ, καίν μετανοήσῃ (metanoése) ἄφες αὐτῷ
    State attenti a voi stessi! Se un tuo fratello pecca, rimproveralo; ma se si pente, perdonagli

v. 6
ἔλεγεν δ ταύτην τήν παραβολήν· συκῆν εἶχέν τις πεφυτευμένην (pefyteueménen) ἐν τῶ ἀμπελῶνι αὐτοῦ, καί ἦλθεν ζητῶν καρπν ἐν αὐτῇ καί οὐχ εὖρεν
Dicebat autem et hanc similitudinem: Arborem fici habebat quidam plantatam in vinea sua, et venit quærens fructum in illa, et non invenit
Diceva anche questa parabola: Un tale aveva piantato un albero di fichi nella sua vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò

φυτεύω (fytéuo) piantare, da cui ϕυτόν (fytòn) pianta:

  • Luca 17,6
    εἶπεν δ ὁ κύριος· Εἰ ἔχετε πίστιν ὡς κόκκον σινάπεως, ἐλέγετε ἂν τῇ συκαμίνῳ ταύτῃ· Ἐκριζώθητι καί φυτεύθητι (fytéutheti) ἐν τῇ θαλάσσῃ· καί ὑπήκουσεν ἂν ὑμῖν
    Il Signore disse: Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo sicomoro: Sràdicati e trapiàntati nel mare, e vi ubbidirebbe
  • Luca 17,25
    ὁμοίως καθς ἐγένετο ἐν ταῖς ἡμέραις Λώτ· ἤσθιον, ἔπινον, ἠγόραζον, ἐπώλουν, ἐφύτευον (efyteuon), ᾠκοδόμουν
    Come avvenne anche al tempo di Lot: mangiavano, bevevano, compravano, vendevano, piantavano, costruivano
  • Luca 20,9
    Ἤρξατο δ πρς τν λαν λέγειν τν παραβολν ταύτην· Ἄνθρωπος ἐφύτευσεν (efyteusen) ἀμπελῶνα, καί ἐξέδετο αὐτν γεωργοῖς, καί ἀπεδήμησεν χρόνους ἱκανούς
    Poi cominciò a dire al popolo questa parabola: Un uomo piantò una vigna, la affidò a dei vignaiuoli, e se ne andò in viaggio per molto tempo

v. 8
ὁ δ ἀποκριθείς λέγει αὐτῶ, κύριε, ἄφες αὐτν καί τοῦτο τ ἔτος, ἕως ὅτου σκάψω (skàpso) περί αὐτν καί βάλω κόπρια
At ille respondens, dicit illi: Domine dimitte illam et hoc anno, usque dum fodiam circa illam, et mittam stercora
Ma quello gli rispose: Padrone, lascialo ancora quest’anno, finché gli avrò zappato attorno e avrò messo il concime

σκάπτω (skàpto) zappare, scavare; parola utilizzata solo da Luca:

  • Luca 6,48
    ὅμοιός ἐστιν ἀνθρώπῳ οἰκοδομοῦντι οἰκίαν ὃς ἔσκαψεν (éskapsen) καί ἐβάθυνεν καί ἔθηκεν θεμέλιον ἐπί τν πέτραν· πλημμύρης δ γενομένης προσέρηξεν ὁ ποταμς τῇ οἰκίᾳ ἐκείνῃ, καί οὐκ ἴσχυσεν σαλεῦσαι αὐτν δι τ καλῶς οἰκοδομῆσθαι αὐτήν
    Assomiglia a un uomo il quale, costruendo una casa, ha scavato e profondamente, e ha posto il fondamento sulla roccia; e, venuta un’alluvione, la fiumana ha investito quella casa e non ha potuto smuoverla perché era stata costruita bene
  • Luca 16,3
    εἶπεν δ ἐν ἑαυτῷ ὁ οἰκονόμος· Τί ποιήσω ὅτι ὁ κύριός μου ἀφαιρεῖται τν οἰκονομίαν ἀπ’ ἐμοῦ; σκάπτειν οὐκ ἰσχύω, ἐπαιτεῖν αἰσχύνομαι
    Il fattore disse fra sé: Che farò, ora che il padrone mi toglie l’amministrazione? Di zappare non sono capace; di mendicare mi vergogno

Un fico che sfrutta terreno
che consuma risorse
una pianta indisponente
di cosa ha bisogno
ancora?
Di tempo?
Ne ha avuto in abbondanza
ha avuto tutto
ha avuto troppo

Ancora un anno
ancora un limite temporale
ristretto
ma sufficiente
per riprendere a sperare
per rialzare la testa
per un bel respiro
con calma

Vignaiolo paziente
ostinato
ottusamente contrario
al buon senso
contro ogni
buon senso

Regalaci ancora oggi
una zappatura affettuosa
un amorevole letame

Donaci
la tua presenza costante
il tuo paziente lavoro
ancora per quest’anno

Ancora per quest’anno
vedremo se porterà frutto
vedremo
intanto
zappiamo
nutriamo
salviamo

καλόν ἐστιν

Ritmo d’autunno – Jackson Pollock

Domenica 13 marzo – Seconda di Quaresima

Luca 9,28-36
28Circa otto giorni dopo questi discorsi, Gesù prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare. 29Mentre pregava, il suo volto cambiò d’aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante. 30Ed ecco, due uomini conversavano con lui: erano Mosè ed Elia, 31apparsi nella gloria, e parlavano del suo esodo, che stava per compiersi a Gerusalemme. 32Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno; ma, quando si svegliarono, videro la sua gloria e i due uomini che stavano con lui. 33Mentre questi si separavano da lui, Pietro disse a Gesù: “Maestro, è bello per noi essere qui. Facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia”. Egli non sapeva quello che diceva. 34Mentre parlava così, venne una nube e li coprì con la sua ombra. All’entrare nella nube, ebbero paura. 35E dalla nube uscì una voce, che diceva: “Questi è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo!”. 36Appena la voce cessò, restò Gesù solo. Essi tacquero e in quei giorni non riferirono a nessuno ciò che avevano visto.

Domenica di luce
in questa quaresima di guerra

Veste candida
sfolgorante
miracoloso detersivo
il volto che cambia
si trasfigura

Apoteosi dei cinque sensi
e i tre amici
i più fedeli
si addormentano
crollano esausti
dopo una semplice
salita sul monte

Oppressi dal sonno
distrutti dalla fatica
di vivere
appesantiti
dai fardelli quotidiani

Ma gli occhi si aprono
è bello per noi stare qui
è bello per noi stare
è bello
per noi

Fermiamoci qui
fermiamo il mondo
fermiamo l’attimo
rendiamolo eterno

Ma come sempre
non sappiamo
quello che diciamo
un balbettio
incerto e folle
confuso
come nella nebbia
come in una nube

v. 28
ἐγένετο δέ μετά τούς λόγους τούτους ὡσε ἡμέραι ὀκτώ [κα] παραλαβών πέτρον κα ἰωάννην κα ἰάκωβον ἀνέβη εἰς τό ὄρος (òros) προσεύξασθαι
Factum est autem post hæc verba fere dies octo, et assumpsit Petrum, et Jacobum, et Joannem, et ascendit in montem ut oraret
Circa otto giorni dopo questi discorsi, Gesù prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare

ὄρος (òros) montagna, da cui orografia:

  • Luca 3,5
    πᾶσα φάραγξ πληρωθήσεται κα πᾶν ὄρος (òros) κα βουνός ταπεινωθήσεται, κα ἔσται τ σκολι εἰς εὐθείαν κα αἱ τραχεῖαι εἰς ὁδούς λείας
    Ogni valle sarà colmata e ogni monte e ogni colle sarà spianato; le vie tortuose saranno fatte diritte e quelle accidentate saranno appianate
  • Luca 6,12
    Ἐγένετο δ ἐν ταῖς ἡμέραις ταύταις ἐξελθεῖν αὐτόν εἰς τό ὄρος (òros) προσεύξασθαι, κα ἦν διανυκτερεύων ἐν τῇ προσευχῇ τοῦ θεοῦ
    In quei giorni egli andò sul monte a pregare, e passò la notte pregando Dio
  • Luca 22,39
    Κα ἐξελθών ἐπορεύθη κατ τό ἔθος εἰς τό Ὄρος (òros) τῶν Ἐλαιῶν· ἠκολούθησαν δ αὐτῷ κα οἱ μαθηταί
    Poi, uscito, andò, come al solito, al monte degli Ulivi; e anche i discepoli lo seguirono

v. 33
κα ἐγένετο ἐν τῶ διαχωρίζεσθαι αὐτούς ἀπ᾽ αὐτοῦ εἶπεν ὁ πέτρος πρός τόν ἰησοῦν, ἐπιστάτα (epistàta), καλόν ἐστιν ἡμᾶς ὧδε εἶναι, κα ποιήσωμεν σκηνάς τρεῖς, μίαν σο κα μίαν μωϊσεῖ κα μίαν ἠλίᾳ, μή εἰδώς ὃ λέγει
Et factum est cum discederent ab illo, ait Petrus ad Jesum: Præceptor, bonum est nos hic esse: et faciamus tria tabernacula, unum tibi, et unum Moysi, et unum Eliæ: nesciens quid diceret
Mentre questi si separavano da lui, Pietro disse a Gesù: Maestro, è bello per noi essere qui. Facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia. Egli non sapeva quello che diceva

ἐπιστάτης (epistàtes) maestro, parola utilizzata solo da Luca, da ἐπί + ἵστημι (epì + ìstemi) stare sopra:

  • Luca 5,5
    καί ἀποκριθείς Σίμων εἶπεν· Ἐπιστάτα (epistàta), δι’ ὅλης νυκτός κοπιάσαντες οὐδέν ἐλάβομεν, ἐπί δέ τῷ ῥήματί σου χαλάσω τ δίκτυα
    Simone gli rispose: Maestro, tutta la notte ci siamo affaticati, e non abbiamo preso nulla; però, secondo la tua parola, getterò le reti
  • Luca 8,24
    προσελθόντες δέ διήγειραν αὐτν λέγοντες· Ἐπιστάτα ἐπιστάτα (epistàta epistàta), ἀπολλύμεθα· ὁ δέ διεγερθείς ἐπετίμησεν τῷ ἀνέμῳ καί τῷ κλύδωνι τοῦ ὕδατος, καί ἐπαύσαντο, καί ἐγένετο γαλήνη
    I discepoli, avvicinatisi, lo svegliarono, dicendo: Maestro, Maestro, noi periamo! Ma egli, destatosi, sgridò il vento e i flutti, che si calmarono, e si fece bonaccia
  • Luca 8,45
    καί εἶπεν ὁ Ἰησοῦς· Τίς ὁ ἁψάμενός μου; ἀρνουμένων δὲ πάντων εἶπεν ὁ Πέτρος· Ἐπιστάτα (epistàta), οἱ ὄχλοι συνέχουσίν σε καί ἀποθλίβουσιν
    E Gesù domandò: Chi mi ha toccato? E siccome tutti negavano, Pietro e quelli che erano con lui risposero: Maestro, la folla ti stringe e ti preme

v. 34
ταῦτα δὲ αὐτοῦ λέγοντος ἐγένετο νεφέλη καί ἐπεσκίαζεν (epeskiàzen) αὐτούς· ἐφοβήθησαν δέ ἐν τῶ εἰσελθεῖν αὐτούς εἰς τήν νεφέλην
Hæc autem illo loquente, facta est nubes, et obumbravit eos: et timuerunt, intrantibus illis in nubem
Mentre parlava così, venne una nube e li coprì con la sua ombra. All’entrare nella nube, ebbero paura

ἐπισκιάζω (episkiàzo) coprire con l’ombra (σκιά skìa):

  • Luca 1,35
    καί ἀποκριθείς ὁ ἄγγελος εἶπεν αὐτῇ· Πνεῦμα ἅγιον ἐπελεύσεται ἐπί σέ, καί δύναμις Ὑψίστου ἐπισκιάσει (episkiàsei) σοι· δι καὶ τ γεννώμενον ἅγιον κληθήσεται, υἱς θεοῦ
    L’angelo le rispose: Lo Spirito Santo verrà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà dell’ombra sua; perciò, anche colui che nascerà sarà chiamato Santo, Figlio di Dio
  • Marco 9,7
    καί ἐγένετο νεφέλη ἐπισκιάζουσα (episkiàzusa) αὐτοῖς, καί ἐγένετο φων ἐκ τῆς νεφέλης· Οὗτός ἐστιν ὁ υἱός μου ὁ ἀγαπητός, ἀκούετε αὐτοῦ
    Poi venne una nuvola che li coprì con la sua ombra; e dalla nuvola una voce: Questo è il mio diletto Figlio; ascoltatelo
  • Atti 5,15
    ὥστε καί εἰς τς πλατείας ἐκφέρειν τούς ἀσθενεῖς καί τιθέναι ἐπί κλιναρίων καί κραβάττων, ἵνα ἐρχομένου Πέτρου κἂν ἡ σκι ἐπισκιάσῃ (episkiàse) τινί αὐτῶν
    Tanto che portavano perfino i malati nelle piazze e li mettevano su lettucci e giacigli, affinché, quando Pietro passava, almeno la sua ombra ne coprisse qualcuno

Signore, che fare?
“Ascoltatelo”
Signore, dove andare?
“Ascoltatelo”
Signore, come è possibile?
“Ascoltatelo”
Signore, lascia che ti spieghi
“Ascoltatelo”
Signore, non sento più nulla
“Ascoltatelo”
Signore, e le tre tende…?
“Ascoltatelo”

Una voce dalla nube
un invito
un programma
una promessa
“Ascoltatelo”

Il Signore è mia luce e mia salvezza:
di chi avrò timore?
Il Signore è difesa della mia vita:
di chi avrò paura? 

Salmo 26

διάβολος

A Landmarck – L. S. Lowry

Domenica 6 marzo 2022 – Prima di Quaresima

Luca 4,1-13
1Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano ed era guidato dallo Spirito nel deserto, 2per quaranta giorni, tentato dal diavolo. Non mangiò nulla in quei giorni, ma quando furono terminati, ebbe fame. 3Allora il diavolo gli disse: “Se tu sei Figlio di Dio, di’ a questa pietra che diventi pane”. 4Gesù gli rispose: “Sta scritto: Non di solo pane vivrà l’uomo“.
5Il diavolo lo condusse in alto, gli mostrò in un istante tutti i regni della terra 6e gli disse: “Ti darò tutto questo potere e la loro gloria, perché a me è stata data e io la do a chi voglio. 7Perciò, se ti prostrerai in adorazione dinanzi a me, tutto sarà tuo”. 8Gesù gli rispose: “Sta scritto: Il Signore, Dio tuo, adoreraia lui solo renderai culto“.
9Lo condusse a Gerusalemme, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: “Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù di qui; 10sta scritto infatti: Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo affinché essi ti custodiscano; 11e anche: Essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra“.
12Gesù gli rispose: “È stato detto: Non metterai alla prova il Signore Dio tuo“.
13Dopo aver esaurito ogni tentazione, il diavolo si allontanò da lui fino al momento fissato.

Siamo di nuovo in quaresima
a volte
sembriamo
sempre
in quaresima

Puntuali come la quaresima
le tentazioni
arrivano
e ci bussano
alla porta

Gesù è pieno
di spirito santo
e lo spirito
lo guida nel deserto
insieme al diavolo

Qualcosa non ha funzionato
ricalcola
non è possibile
che l’itinerario
passi dal deserto
con questa compagnia…

Ma Gesù sta nel deserto
e ha fame
e nessuno gli porta da mangiare
Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare…
…Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare?


Dì a questa pietra
le pietre non mancano
nel deserto
solo le pietre non mancano
nel deserto
ma è importante
che rimangano pietre

v. 3
εἶπεν δέ αὐτῶ ὁ διάβολος, εἰ υἱός εἶ τοῦ θεοῦ, εἰπέ τῶ λίθῳ (lìtho) τούτῳ ἵνα γένηται ἄρτος
Dixit autem illi diabolus: Si Filius Dei es, dic lapidi huic ut panis fiat
Allora il diavolo gli disse: Se tu sei Figlio di Dio, di’ a questa pietra che diventi pane

λίθος (lìthos) pietra, da cui litografia:

  • Luca 19,40
    καί ἀποκριθείς εἶπεν· Λέγω ὑμῖν, ὅτι ἐν οὗτοι σιωπήσουσιν, οἱ λίθοι (lìthoi) κράξουσιν
    Ma egli rispose: Vi dico che se costoro tacciono, le pietre grideranno
  • Luca 21,6
    Ταῦτα ἃ θεωρεῖτε, ἐλεύσονται ἡμέραι ἐν αἷς οὐκ ἀφεθήσεται λίθος ἐπί λίθῳ (lìthos epì lìtho) ὃς οὐ καταλυθήσεται
    Verranno giorni in cui di tutte queste cose che voi ammirate non sarà lasciata pietra su pietra che non sia diroccata
  • Luca 24,2
    εὗρον δ τόν λίθον (lìthon) ἀποκεκυλισμένον ἀπό τοῦ μνημείου
    E trovarono che la pietra era stata rotolata dal sepolcro

v. 6
καί εἶπεν αὐτῶ ὁ διάβολος, σοί δώσω τήν ἐξουσίαν (exusìan) ταύτην ἅπασαν καί τήν δόξαν αὐτῶν, ὅτι ἐμοί παραδέδοται καί ᾧ ἐάν θέλω δίδωμι αὐτήν
Et ait illi: Tibi dabo potestatem hanc universam, et gloriam illorum: quia mihi tradita sunt, et cui volo do illa
E gli disse: Ti darò tutto questo potere e la loro gloria, perché a me è stata data e io la do a chi voglio

ἐξουσία (exusìa) da ἐκ + εἰμί (ek + eimì) ciò che viene da fuori, imposto dall’esterno, e quindi il potere legale, il potere di decidere, di gestire:

  • Luca 9,1
    Συγκαλεσάμενος δέ τος δώδεκα ἔδωκεν αὐτοῖς δύναμιν καί ἐξουσίαν (exusìan) ἐπί πάντα τ δαιμόνια καί νόσους θεραπεύειν
    Gesù, convocati i dodici, diede loro l’autorità su tutti i demòni e il potere di guarire le malattie
  • Luca 19,17
    καί εἶπεν αὐτῷ· Εὖγε, ἀγαθέ δοῦλε, ὅτι ἐν ἐλαχίστῳ πιστς ἐγένου, ἴσθι ἐξουσίαν (exusìan) ἔχων ἐπάνω δέκα πόλεων
    Il re gli disse: Va bene, servo buono; poiché sei stato fedele nelle minime cose, abbi potere su dieci città
  • Luca 20,2
    καί εἶπαν λέγοντες πρς αὐτόν· Εἰπν ἡμῖν ἐν ποίᾳ ἐξουσίᾳ (exusìa) ταῦτα ποιεῖς, ἢ τίς ἐστιν ὁ δούς σοι τήν ἐξουσίαν (exusìan) ταύτην;
    Dicci con quale autorità fai queste cose, o chi ti ha dato questa autorità?

v. 13
καί συντελέσας πάντα πειρασμόν ὁ διάβολος ἀπέστη ἀπ᾽ αὐτοῦ ἄχρι καιροῦ (kairù)
Et consummata omni tentatione, diabolus recessit ab illo, usque ad tempus
Dopo aver esaurito ogni tentazione, il diavolo si allontanò da lui fino al momento fissato

καιρός (kairòs) è il tempo nel senso del tempo favorevole, l’attimo da cogliere, il tempo opportuno, che non torna, non si ripete:

  • Luca 12,56
    ὑποκριταί, τ πρόσωπον τῆς γῆς κα τοῦ οὐρανοῦ οἴδατε δοκιμάζειν, τν δ καιρν (kairòn) τοῦτον πῶς οὐκ οἴδατε δοκιμάζειν;
    Ipocriti, l’aspetto della terra e del cielo sapete riconoscerlo; come mai non sapete riconoscere questo tempo?
  • Luca 20,10
    κα καιρῷ (kairò) ἀπέστειλεν πρς τούς γεωργούς δοῦλον, ἵνα ἀπ τοῦ καρποῦ τοῦ ἀμπελῶνος δώσουσιν αὐτῷ· οἱ δ γεωργο ἐξαπέστειλαν αὐτν δείραντες κενόν
    Al tempo della raccolta mandò un servo da quei vignaiuoli perché gli dessero una parte del frutto della vigna; ma i vignaiuoli, dopo averlo percosso, lo rimandarono a mani vuote
  • Giovanni 7,6
    λέγει οὖν αὐτοῖς ὁ Ἰησοῦς· Ὁ καιρς (kairòs) ὁ ἐμς οὔπω πάρεστιν, ὁ δ καιρς (kairòs) ὁ ὑμέτερος πάντοτέ ἐστιν ἕτοιμος
    Gesù quindi disse loro: Il mio tempo non è ancora venuto; il vostro tempo, invece, è sempre pronto


Il diavolo
che cita
la scrittura
è commovente
povero diavolo

Punta sui bisogni
sui desideri
sulle scorciatoie
cerca il punto debole
l’anello che non tiene

La chiusura delle schermaglie
non lascia spazio
Gesù ha già deciso
la sua è una scelta
di libertà
di liberazione

Non mettere alla prova
il Signore
perché il Signore
sta già dando tutto
sé stesso
ci sta già dando
tutto

Chi abita al riparo dell’Altissimo
passerà la notte all’ombra dell’Onnipotente.
Io dico al Signore: «Mio rifugio e mia fortezza,
mio Dio in cui confido»

Salmo 90

ὑποκριτά

Prétendant – Paul Klee

Domenica 27 febbraio 2022

Luca 6,39-45
39Disse loro anche una parabola: “Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutti e due in un fosso? 40Un discepolo non è più del maestro; ma ognuno, che sia ben preparato, sarà come il suo maestro.
41Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? 42Come puoi dire al tuo fratello: “Fratello, lascia che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio”, mentre tu stesso non vedi la trave che è nel tuo occhio? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello.
43Non vi è albero buono che produca un frutto cattivo, né vi è d’altronde albero cattivo che produca un frutto buono. 44Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dagli spini, né si vendemmia uva da un rovo .45L’uomo buono dal buon tesoro del suo cuore trae fuori il bene; l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male: la sua bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda

Un cieco generalmente
non cade in un fosso,
ma non pretende nemmeno
di fare da guida
a un altro cieco

Cieco
è colui che pretende
di guardare
di scorgere la pagliuzza
nell’occhio altrui
trincerandosi dietro
ad un occhio tappato

Chirurgia oftalmica
asportazione di pagliuzze
senza anestesia

La cecità non ci impedisce
di vedere
gli errori degli altri,
nulla ci impedisce mai
di considerare gli errori
degli altri

La pagliuzza
piccola cosa
insignificante
è l’unica cosa
che vediamo
degli altri

Ipocrita, tu che indossi la maschera
per non farti conoscere
per non dover ri-conoscere

La trave nell’occhio
diagnosi senza prognosi
ostruzione impossibile
è più facile che un cammello…

Togliere la trave
mossa indispensabile
per la tua vista
per la sua vista
per il tuo compagno di strada
cieco

v. 39
εἶπεν δὲ καὶ παραβολὴν αὐτοῖς· μήτι δύναται τυφλὸς τυφλὸν (tyflòs tyflòn) ὁδηγεῖν; οὐχὶ ἀμφότεροι εἰς βόθυνον ἐμπεσοῦνται;
Dicebat autem illis et similitudinem: Numquid potest cæcus cæcum ducere? nonne ambo in foveam cadunt?
Disse loro anche una parabola: Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutti e due in un fosso?

τυφλός (tyflòs) da τύφομαι (tufomai) che significa affumicare, avvolgere nella nebbia:

  • Luca 4,18
    Πνεῦμα κυρίου ἐπ’ ἐμέ, οὗ εἵνεκεν ἔχρισέν με εὐαγγελίσασθαι πτωχοῖς, ἀπέσταλκέν με κηρύξαι αἰχμαλώτοις ἄφεσιν καὶ τυφλοῖς (tyflòis) ἀνάβλεψιν, ἀποστεῖλαι τεθραυσμένους ἐν ἀφέσει
    Lo Spirito del Signore è sopra di me, perciò mi ha unto per evangelizzare i poveri; mi ha mandato per annunciare la liberazione ai prigionieri e il ricupero della vista ai ciechi; per rimettere in libertà gli oppressi
  • Luca 7,22
    καὶ ἀποκριθεὶς εἶπεν αὐτοῖς· Πορευθέντες ἀπαγγείλατε Ἰωάννῃ ἃ εἴδετε καὶ ἠκούσατε· τυφλοὶ (tyflòi) ἀναβλέπουσιν, χωλοὶ περιπατοῦσιν, λεπροὶ καθαρίζονται, κωφοὶ ἀκούουσιν, νεκροὶ ἐγείρονται, πτωχοὶ εὐαγγελίζονται
    Poi rispose loro: Andate a riferire a Giovanni quello che avete visto e udito: i ciechi ricuperano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, il vangelo è annunciato ai poveri
  • Luca 18,35
    Ἐγένετο δὲ ἐν τῷ ἐγγίζειν αὐτὸν εἰς Ἰεριχὼ τυφλός (tyflòs) τις ἐκάθητο παρὰ τὴν ὁδὸν ἐπαιτῶν. ἀκούσας δὲ ὄχλου διαπορευομένου ἐπυνθάνετο τί εἴη τοῦτο
    Com’egli si avvicinava a Gerico, un cieco che sedeva presso la strada, mendicando, udì la folla che passava, e domandò che cosa fosse

v. 41
τί δὲ βλέπεις τὸ κάρφος τὸ ἐν τῶ ὀφθαλμῶ τοῦ ἀδελφοῦ σου, τὴν δὲ δοκὸν τὴν ἐν τῶ ἰδίῳ ὀφθαλμῶ οὐ κατανοεῖς (katanoéis);
Quid autem vides festucam in oculo fratris tui, trabem autem, quæ in oculo tuo est, non consideras?
Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio?

κατανοέω (katanoéo) osservare, considerare sia con gli occhi che con la mente (νοῦς nùs):

  • Luca 12,24
    κατανοήσατε (katanoésate) τοὺς κόρακας ὅτι οὐ σπείρουσιν οὐδὲ θερίζουσιν, οἷς οὐκ ἔστιν ταμεῖον οὐδὲ ἀποθήκη, καὶ ὁ θεὸς τρέφει αὐτούς· πόσῳ μᾶλλον ὑμεῖς διαφέρετε τῶν πετεινῶν
    Osservate i corvi: non seminano, non mietono; non hanno dispensa né granaio, eppure Dio li nutre. E voi, quanto più degli uccelli valete
  • Luca 12,27
    κατανοήσατε (katanoésate) τὰ κρίνα πῶς αὐξάνει· οὐ κοπιᾷ οὐδὲ νήθει· λέγω δὲ ὑμῖν, οὐδὲ Σολομὼν ἐν πάσῃ τῇ δόξῃ αὐτοῦ περιεβάλετο ὡς ἓν τούτων
    Guardate i gigli, come crescono; non faticano e non filano; eppure io vi dico che Salomone stesso, con tutta la sua gloria, non fu mai vestito come uno di loro
  • Luca 20,22
    ἔξεστιν ἡμᾶς Καίσαρι φόρον δοῦναι ἢ οὔ; κατανοήσας (katavoésas) δὲ αὐτῶν τὴν πανουργίαν εἶπεν πρὸς αὐτούς
    E’ lecito, o no, pagare il tributo a Cesare? Ma egli, accortosi del loro tranello, disse

v. 42
πῶς δύνασαι λέγειν τῶ ἀδελφῶ σου, ἀδελφέ, ἄφες ἐκβάλω τὸ κάρφος τὸ ἐν τῶ ὀφθαλμῶ σου, αὐτὸς τὴν ἐν τῶ ὀφθαλμῶ σοῦ δοκὸν οὐ βλέπων; ὑποκριτά (ypokrità), ἔκβαλε πρῶτον τὴν δοκὸν ἐκ τοῦ ὀφθαλμοῦ σοῦ, καὶ τότε διαβλέψεις τὸ κάρφος τὸ ἐν τῶ ὀφθαλμῶ τοῦ ἀδελφοῦ σου ἐκβαλεῖν
Aut quomodo potes dicere fratri tuo: Frater, sine ejiciam festucam de oculo tuo: ipse in oculo tuo trabem non videns? Hypocrita, ejice primum trabem de oculo tuo: et tunc perspicies ut educas festucam de oculo fratris tui
Come puoi dire al tuo fratello: Fratello, lascia che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio, mentre tu stesso non vedi la trave che è nel tuo occhio? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello

ὑποκριτής (ypokrités) ipocrita era l’attore, colui che si mette una maschera per interpretare un ruolo; parola molto utilizzata da Matteo, solo tre volte da Luca:

  • Luca 12,56
    ὑποκριταί (ypokritài), τὸ πρόσωπον τῆς γῆς καὶ τοῦ οὐρανοῦ οἴδατε δοκιμάζειν, τὸν δὲ καιρὸν τοῦτον πῶς οὐκ οἴδατε δοκιμάζειν;
    Ipocriti, l’aspetto della terra e del cielo sapete riconoscerlo; come mai non sapete riconoscere questo tempo?
  • Luca 13,15
    ἀπεκρίθη δὲ αὐτῷ ὁ κύριος καὶ εἶπεν· Ὑποκριταί (ypokritài), ἕκαστος ὑμῶν τῷ σαββάτῳ οὐ λύει τὸν βοῦν αὐτοῦ ἢ τὸν ὄνον ἀπὸ τῆς φάτνης καὶ ἀπαγαγὼν ποτίζει;
    Ma il Signore gli rispose: Ipocriti, ciascuno di voi non scioglie, di sabato, il suo bue o il suo asino dalla mangiatoia per condurlo a bere?

Filari di alberi
carichi di frutti
buoni e cattivi
frutti del bene
e del male

I frutti cattivi
non sono vietati
in questo giardino terrestre
sono semplicemente
cattivi

Non è un censimento
una certificazione di qualità
è un invito
a considerare
a valutare
a saper aspettare
a scegliere i semi

Giudica il tuo albero
non dal pezzo di legno
che hai davanti all’occhio,
ma dal gusto,
dalla dolcezza
dei tuoi frutti,
falli assaggiare
e chiedi un parere:
la bocca esprimerà
ciò che dal cuore sovrabbonda

Quando si scuote un setaccio restano i rifiuti;
così quando un uomo discute, ne appaiono i difetti.
I vasi del ceramista li mette a prova la fornace,
così il modo di ragionare è il banco di prova per un uomo
Siracide 27,5

μακάριοί

Alice and Martin Provensen

Domenica 13 febbraio 2022

Lc 6,17.20-26
17Disceso con loro, si fermò in un luogo pianeggiante. C’era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidone.
20Ed egli, alzàti gli occhi verso i suoi discepoli, diceva:
«Beati voi, poveri, perché vostro è il regno di Dio.
21Beati voi, che ora avete fame, perché sarete saziati.
Beati voi, che ora piangete, perché riderete.
22Beati voi, quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e vi insulteranno e disprezzeranno il vostro nome come infame, a causa del figlio dell’uomo. 23Rallegratevi in quel giorno ed esultate perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nel cielo. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i profeti.
24Ma guai a voi, ricchi, perché avete già ricevuto la vostra consolazione.
25Guai a voi, che ora siete sazi, perché avrete fame.
Guai a voi, che ora ridete, perché sarete nel dolore e piangerete.
26Guai, quando tutti gli uomini diranno bene di voi. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i falsi profeti

Pochi brani inquietano
come quello delle beatitudini
inquietudini
beatinquietudini


Gesù ha appena chiamato i dodici
scelti dopo una notte di preghiera
e propone loro il programma: beati e guai

Gioca a carte scoperte
nessuno potrà dire che non lo sapeva (lo diranno)
nessuno potrà dire che non aveva capito (diranno anche questo)

Le prospettive si intrecciano
inizia dai futuri felici
ma coincidono con quelli che stanno male;
quelli che passeranno dei guai
oggi sono più che felici

Presbiopia della profezia
miopia dell’annuncio
l’occhia torna e ritorna
sui due elenchi
cercando la serratura, la chiave

v. 21
μακάριοι οἱ πεινῶντες νῦν, ὅτι χορτασθήσεσθε (chortasthésesthe). μακάριοι οἱ κλαίοντες νῦν, ὅτι γελάσετε
Beati qui nunc esuritis, quia saturabimini. Beati qui nunc fletis, quia ridebitis
Beati voi, che ora avete fame, perché sarete saziati. Beati voi, che ora piangete, perché riderete

χορτάζω (chortàzo) da χόρτος (chòrtos) che è il fieno, alimentare, riempire di cibo, soddisfare la fame:

  • Luca 9,17
    καί ἔφαγον καί ἐχορτάσθησαν (echortàsthesan) πάντες, καί ἤρθη τ περισσεῦσαν αὐτοῖς κλασμάτων κόφινοι δώδεκα
    Tutti mangiarono e si saziarono e delle parti loro avanzate furono portate via dodici ceste
  • Luca 16,21
    καί ἐπιθυμῶν χορτασθῆναι (chortasthénai) ἀπ τῶν πιπτόντων ἀπ τῆς τραπέζης τοῦ πλουσίου· ἀλλ καί οἱ κύνες ἐρχόμενοι ἐπέλειχον τ ἕλκη αὐτοῦ
    Bramoso di sfamarsi di quello che cadeva dalla mensa del ricco. Perfino i cani venivano a leccare le sue piaghe
  • Giovanni 6,26
    ἀπεκρίθη αὐτοῖς ὁ Ἰησοῦς καί εἶπεν· Ἀμήν ἀμήν λέγω ὑμῖν, ζητεῖτέ με οὐχ ὅτι εἴδετε σημεῖα ἀλλ’ ὅτι ἐφάγετε ἐκ τῶν ἄρτων καί ἐχορτάσθητε (echortàsthete)
    Gesù rispose loro: In verità, in verità vi dico che voi mi cercate, non perché avete visto dei segni miracolosi, ma perché avete mangiato dei pani e siete stati saziati

v. 22
μακάριοί ἐστε ὅταν μισήσωσιν (misésosin) ὑμᾶς οἱ ἄνθρωποι, καί ὅταν ἀφορίσωσιν ὑμᾶς καί ὀνειδίσωσιν καί ἐκβάλωσιν τό ὄνομα ὑμῶν ὡς πονηρόν ἕνεκα τοῦ υἱοῦ τοῦ ἀνθρώπου
Beati eritis cum vos oderint homines, et cum separaverint vos, et exprobraverint, et ejicerint nomen vestrum tamquam malum propter Filium hominis
Beati voi, quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e vi insulteranno e disprezzeranno il vostro nome come infame, a causa del figlio dell’uomo

μισέω (miséo) odiare, detestare (da cui misogino, misantropo):

  • Luca 1,71
    σωτηρίαν ἐξ ἐχθρῶν ἡμῶν κα ἐκ χειρός πάντων τῶν μισούντων (misùnton) ἡμᾶς
    Salvezza dai nostri nemici, e dalle mani di quanti ci odiano
  • Luca 6,27
    Ἀλλ ὑμῖν λέγω τοῖς ἀκούουσιν, ἀγαπᾶτε τος ἐχθρος ὑμῶν, καλῶς ποιεῖτε τοῖς μισοῦσιν (misùsin) ὑμᾶς
    Ma a voi che ascoltate, io dico: amate i vostri nemici; fate del bene a quelli che vi odiano
  • Luca 16,13
    οὐδες οἰκέτης δύναται δυσ κυρίοις δουλεύειν· ἢ γρ τόν ἕνα μισήσει (misései) κα τόν ἕτερον ἀγαπήσει, ἢ ἑνός ἀνθέξεται κα τοῦ ἑτέρου καταφρονήσει. οὐ δύνασθε θεῷ δουλεύειν κα μαμωνᾷ
    Nessun domestico può servire due padroni; perché o odierà l’uno e amerà l’altro, o avrà riguardo per l’uno e disprezzo per l’altro. Voi non potete servire Dio e Mammona

v. 24
πλν οὐα ὑμῖν τοῖς πλουσίοις, ὅτι ἀπέχετε τν παράκλησιν (paràklesin) ὑμῶν
Verumtamen væ vobis divitibus, quia habetis consolationem vestram
Ma guai a voi, ricchi, perché avete già ricevuto la vostra consolazione

παράκλησις (paràklesis) parola chiave per Paolo che la usa 22 volte; consolazione, conforto, da cui il Paràclito, il consolatore:

  • Luca 2,25
    Κα ἰδού ἄνθρωπος ἦν ἐν Ἰερουσαλμ ᾧ ὄνομα Συμεών, κα ὁ ἄνθρωπος οὗτος δίκαιος κα εὐλαβής, προσδεχόμενος παράκλησιν (paràklesin) τοῦ Ἰσραήλ, κα πνεῦμα ἦν ἅγιον ἐπ’ αὐτόν
    Vi era in Gerusalemme un uomo di nome Simeone; quest’uomo era giusto e timorato di Dio, e aspettava la consolazione d’Israele; lo Spirito Santo era sopra di lui
  • 2 Corinzi 1,4
    ὁ παρακαλῶν (parakalòn) ἡμᾶς ἐπ πάσῃ τῇ θλίψει ἡμῶν, εἰς τό δύνασθαι ἡμᾶς παρακαλεῖν (parakaléin) τος ἐν πάσῃ θλίψει δι τῆς παρακλήσεως (paraklésos) ἧς παρακαλούμεθα (parakalùmetha) αὐτο ὑπό τοῦ θεοῦ
    Il quale ci consola in ogni nostra afflizione affinché, mediante la consolazione con la quale siamo noi stessi da Dio consolati, possiamo consolare quelli che si trovano in qualunque afflizione
  • 2 Tessalonicesi 2,16
    Αὐτός δέ ὁ κύριος ἡμῶν Ἰησοῦς Χριστός κα θεός ὁ πατρ ἡμῶν, ὁ ἀγαπήσας ἡμᾶς κα δος παράκλησιν (paràklesin) αἰωνίαν κα ἐλπίδα ἀγαθν ἐν χάριτι
    Ora lo stesso Signore nostro Gesù Cristo e Dio nostro Padre, che ci ha amati e ci ha dato per la sua grazia una consolazione eterna e una buona speranza

Errori da non commettere scrutando e scandagliando le beatitudini:

  1. Il discorso della montagna o il discorso della pianura: è il discorso senza luogo, senza tempo, senza limiti
  2. Non è una fotografia, un fermo immagine: è un film che ogni volta mi trova, ci trova in un posto, in un luogo, in un tempo diverso
  3. Non è un censimento, una lista, un redditometro, un beatometro: sono finestre che si aprono, sole che acceca, occhi che faticano a vedere, che intravvedono, che intuiscono
  4. Non è un questionario, un catasto, non c’è la nostra particella, il nostro domicilio: non troviamo qua dentro il nostro equilibrio, ma la nostra partenza, il sentiero, i compagni di cammino
  5. Non è granito, basalto, dolomite, ma magma, argilla: trasformazione e cambiamento sono gli ingredienti, non i prodotti finiti
  6. Non sono risposte ma domande, punti interrogativi che agganciano e obbligano a tornare indietro, a riprendere la frase, la parola

Benedetto l’uomo che confida nel Signore
e il Signore è la sua fiducia.
È come un albero piantato lungo un corso d’acqua,
verso la corrente stende le radici;
non teme quando viene il caldo,
le sue foglie rimangono verdi,
nell’anno della siccità non si dà pena,
non smette di produrre frutti
Geremia 17

In verbo tuo

Citylights 237 – Stephen Magsig

Domenica 6 febbraio 2022

Luca 5, 1-11
1Mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, Gesù, stando presso il lago di Gennèsaret, 2vide due barche accostate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. 3Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedette e insegnava alle folle dalla barca.
4Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: “Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca”. 5Simone rispose: “Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti”. 6Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano. 7Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare.8Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: “Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore”. 9Lo stupore infatti aveva invaso lui e tutti quelli che erano con lui, per la pesca che avevano fatto; 10così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedeo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: “Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini”. 11E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.

Due barche sulla riva
reti stese, ceste vuote

Abbiamo faticato tutta la notte
non abbiamo preso niente
abbiamo faticato tutta la vita

Due barche sulla riva
uomini stanchi, pance vuote

Torniamo in acqua, Simone,
non al largo
solo un poco
per parlare alla gente
per lanciare
la mia rete

Adesso andiamo un po’ al largo
e poi
gettatela voi la rete
conoscete l’attrezzo
a memoria il gesto

Maestro
abbiamo faticato tutta la notte
non abbiamo preso niente
abbiamo faticato tutta la vita

v. 4
ὡς δέ ἐπαύσατο λαλῶν, εἶπεν πρός τόν σίμωνα, ἐπανάγαγε εἰς τό βάθος καί χαλάσατε (chalàsate) τά δίκτυα ὑμῶν εἰς ἄγραν
Ut cessavit autem loqui, dixit ad Simonem: Duc in altum, et laxate retia vestra in capturam
Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca

χαλάω (chalào) gettare, calare, far scendere dall’alto; nei vangeli compare solo un’altra volta, in Marco, per calare un uomo (già pescatori di uomini):

  • Marco 2,4
    καί μή δυνάμενοι προσενέγκαι αὐτῷ δι τόν ὄχλον ἀπεστέγασαν τήν στέγην ὅπου ἦν, καί ἐξορύξαντες χαλῶσι (chalòsi) τόν κράβαττον ὅπου ὁ παραλυτικός κατέκειτο
    Non potendo farlo giungere fino a lui a causa della folla, scoperchiarono il tetto dalla parte dov’era Gesù; e, fattavi un’apertura, calarono il lettuccio sul quale giaceva il paralitico

v. 5
καί ἀποκριθείς σίμων εἶπεν, ἐπιστάτα, δι᾽ ὅλης νυκτός κοπιάσαντες (kopiàsantes) οὐδέν ἐλάβομεν, ἐπί δέ τῶ ῥήματί σου χαλάσω (chalàso) τά δίκτυα
Et respondens Simon, dixit illi: Præceptor, per totam noctem laborantes nihil cepimus: in verbo autem tuo laxabo rete
Simone rispose: Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti

κοπιάω (kopiào) da κόπος (kopos) che è il lavoro, e quindi lavorare ma tanto, faticare, sfinirsi per la fatica:

  • Luca 12,27
    κατανοήσατε τά κρίνα πῶς αὐξάνει· οὐ κοπιᾷ (kopìa) οὐδ νήθει· λέγω δ ὑμῖν, οὐδ Σολομών ἐν πάσῃ τῇ δόξῃ αὐτοῦ περιεβάλετο ὡς ἓν τούτων
    Guardate i gigli, come crescono; non faticano e non filano; eppure io vi dico che Salomone stesso, con tutta la sua gloria, non fu mai vestito come uno di loro
  • Matteo 11,28
    Δεῦτε πρός με πάντες οἱ κοπιῶντες (kopiòntes) κα πεφορτισμένοι, κἀγώ ἀναπαύσω ὑμᾶς
    Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo
  • Giovanni 4,6
    ἦν δ ἐκεῖ πηγ τοῦ Ἰακώβ. ὁ οὖν Ἰησοῦς κεκοπιακώς (kekopiakòs) ἐκ τῆς ὁδοιπορίας ἐκαθέζετο οὕτως ἐπ τῇ πηγῇ· ὥρα ἦν ὡς ἕκτη
    E là c’era la fonte di Giacobbe. Gesù dunque, stanco del cammino, stava così a sedere presso la fonte. Era circa l’ora sesta

v. 10
ὁμοίως δέ καί ἰάκωβον καί ἰωάννην υἱούς ζεβεδαίου, οἳ ἦσαν κοινωνοί τῶ σίμωνι. καί εἶπεν πρός τόν σίμωνα ὁ ἰησοῦς, μή φοβοῦ· ἀπό τοῦ νῦν ἀνθρώπους ἔσῃ ζωγρῶν (zogròn)
Similiter autem Jacobum et Joannem, filios Zebedæi, qui erant socii Simonis. Et ait ad Simonem Jesus: Noli timere: ex hoc jam homines eris capiens
Così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedeo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini

ζωγρέω (zogréo) composto da ζῷον (zòòn) + ἀγρεύω (agréuo), un neologismo di Luca, una parola utilizzata una sola volta nei vangeli, significa prendere vivo; il pescatore, a differenza del cacciatore, prende le sue prede ancora vive. Il pescatore di uomini li cattura perché vivano

Sulla tua parola
nella tua parola
lancio una rete
senza crederci
senza sperare

Gesù viene
nella mia piccola barca
ed è già miracolo

La rete piena
la testa invasa
da stupore

Il peccatore diventa pescatore
cambio di consonante
grammatica miracolosa

Lasciano le reti
lì sulla spiaggia
dopo averle lanciate
riempite
tirate
svuotate

Abbiamo faticato tutto il giorno
siamo peccatori
sali sulla nostra barca
scostiamoci da riva
abbiamo bisogno di stupore
di capire
di salvarci
di salvare

La chiesa è la comunità dei peccatori salvati. La chiesa è la comunità dei peccatori salvati. È bella, questa definizione. Nessuno può escludersi dalla chiesa, tutti siamo peccatori salvati. La nostra santità è il frutto dell’amore di Dio che si è manifestato in Cristo, il quale ci santifica amandoci nella nostra miseria e salvandoci da essa
Papa Francesco – Catechesi del mercoledì 2 febbraio 2022

προφήτης

Dance – Fernand Léger

Domenica 30 gennaio 2022

Luca 4, 21-30
21Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».
22Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca e dicevano: «Non è costui il figlio di Giuseppe?». 23Ma egli rispose loro: «Certamente voi mi citerete questo proverbio: «Medico, cura te stesso. Quanto abbiamo udito che accadde a Cafàrnao, fallo anche qui, nella tua patria!»». 24Poi aggiunse: «In verità io vi dico: nessun profeta è bene accetto nella sua patria. 25Anzi, in verità io vi dico: c’erano molte vedove in Israele al tempo di Elia, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; 26ma a nessuna di esse fu mandato Elia, se non a una vedova a Sarepta di Sidone. 27C’erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Eliseo; ma nessuno di loro fu purificato, se non Naamàn, il Siro».
28All’udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. 29Si alzarono e lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù. 30Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino

Gesù uomo
al punto
che non viene accettato
dagli uomini

Uomini che vogliono
il miracolo in casa
sulla soglia

Uomini che sanno già
che hanno la parola nelle orecchie
ma la mente
rivolta altrove

Uomini che si riempiono
di sdegno
che non hanno posto
per la novità
per il segno
per la parola

Uomini come noi…

v. 21
ἤρξατο δέ λέγειν πρός αὐτούς ὅτι σήμερον πεπλήρωται ἡ γραφή αὕτη ἐν τοῖς ὠσίν (osìn) ὑμῶν
Cœpit autem dicere ad illos: Quia hodie impleta est hæc scriptura in auribus vestris
Allora cominciò a dire loro: Oggi si è compiuta questa scrittura che è nelle vostre orecchie

οὖς (ùs) l’orecchio, e quindi metaforicamente la facoltà di percepire con la mente:

  • Luca 1,44
    ἰδού γρ ὡς ἐγένετο ἡ φων τοῦ ἀσπασμοῦ σου εἰς τ ὦτά (otà) μου, ἐσκίρτησεν ἐν ἀγαλλιάσει τ βρέφος ἐν τῇ κοιλίᾳ μου
    Poiché ecco, non appena la voce del tuo saluto mi è giunta agli orecchi, per la gioia il bambino mi è balzato nel grembo
  • Luca 8,8
    κα ἕτερον ἔπεσεν εἰς τν γῆν τν ἀγαθήν, κα φυν ἐποίησεν καρπν ἑκατονταπλασίονα. ταῦτα λέγων ἐφώνει· Ὁ ἔχων ὦτα (òta) ἀκούειν ἀκουέτω
    Un’altra parte cadde in un buon terreno: quando fu germogliato, produsse il cento per uno. Dicendo queste cose, esclamava: Chi ha orecchi per udire oda
  • Luca 9,44
    Θέσθε ὑμεῖς εἰς τ ὦτα (òta) ὑμῶν τος λόγους τούτους, ὁ γρ υἱς τοῦ ἀνθρώπου μέλλει παραδίδοσθαι εἰς χεῖρας ἀνθρώπων
    Voi, tenete bene nelle vostre orecchie queste parole: il Figlio dell’uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini

v. 23
κα εἶπεν πρός αὐτούς, πάντως ἐρεῖτέ μοι τήν παραβολήν ταύτην· ἰατρέ, θεράπευσον (theràpeuson) σεαυτόν· ὅσα ἠκούσαμεν γενόμενα εἰς τήν καφαρναούμ ποίησον κα ὧδε ἐν τῇ πατρίδι σου
Et ait illis: Utique dicetis mihi hanc similitudinem: Medice cura teipsum: quanta audivimus facta in Capharnaum, fac et hic in patria tua
Ma egli rispose loro: Certamente voi mi citerete questo proverbio: Medico, cura te stesso. Quanto abbiamo udito che accadde a Cafàrnao, fallo anche qui, nella tua patria

θεραπεύω (therapéuo) guarire, curare:

  • Luca 5,15
    διήρχετο δ μᾶλλον ὁ λόγος περί αὐτοῦ, καί συνήρχοντο ὄχλοι πολλοί ἀκούειν καί θεραπεύεσθαι (therapéuesthai) ἀπ τῶν ἀσθενειῶν αὐτῶν
    Però la fama di lui si spandeva sempre più; e moltissima gente si radunava per udirlo ed essere guarita dalle sue infermità
  • Luca 9,1
    Συγκαλεσάμενος δ τος δώδεκα ἔδωκεν αὐτοῖς δύναμιν καί ἐξουσίαν ἐπί πάντα τ δαιμόνια καί νόσους θεραπεύειν (therapéuein)
    Gesù, convocati i dodici, diede loro l’autorità su tutti i demòni e il potere di guarire le malattie
  • Luca 14,3
    καί ἀποκριθείς ὁ Ἰησοῦς εἶπεν πρς τος νομικος καί Φαρισαίους λέγων· Ἔξεστιν τῷ σαββάτῳ θεραπεῦσαι (therapéusai) ἢ οὔ;
    Rivolgendosi ai dottori della legge e ai farisei, Gesù disse: È lecito o no curare di sabato?

v. 28
καί ἐπλήσθησαν (eplésthesan) πάντες θυμοῦ ἐν τῇ συναγωγῇ ἀκούοντες ταῦτα
Et repleti sunt omnes in synagoga ira, hæc audientes
All’udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno

πίμπλημι (pìmplemi) è una forma prolungata e raddoppiata della parola primaria pleo, riempire, colmare:

  • Luca 1,41
    καί ἐγένετο ὡς ἤκουσεν τν ἀσπασμν τῆς Μαρίας ἡ Ἐλισάβετ, ἐσκίρτησεν τ βρέφος ἐν τῇ κοιλίᾳ αὐτῆς, καί ἐπλήσθη (eplésthe) πνεύματος ἁγίου ἡ Ἐλισάβετ
    Appena Elisabetta udì il saluto di Maria, il bambino le balzò nel grembo; ed Elisabetta fu piena di Spirito Santo
  • Luca 5,26
    καί ἔκστασις ἔλαβεν ἅπαντας καί ἐδόξαζον τν θεόν, καί ἐπλήσθησαν (eplésthesan) φόβου λέγοντες ὅτι Εἴδομεν παράδοξα σήμερον
    Tutti furono presi da stupore e glorificavano Dio; e, pieni di spavento, dicevano: Oggi abbiamo visto cose straordinarie
  • Luca 6,11
    αὐτοί δ ἐπλήσθησαν (eplésthesan) ἀνοίας, καί διελάλουν πρς ἀλλήλους τί ἂν ποιήσαιεν τῷ Ἰησοῦ
    Ed essi furono pieni di furore e discutevano tra di loro su quello che avrebbero potuto fare a Gesù

Gesù passa in mezzo
e si mette in cammino

Profeta senza patria
tra uomini pieni di sdegno

La parola giunge
alle nostre orecchie
ma qualcosa non si accende
il canale è ostruito
la mente non si accende
il cuore gioca in difesa

Il profeta non bisogno
di patria
ma di cuori che si attivano
di maniche che si arrotolano
di fronti alzate
piedi in cammino

Gesù passa in mezzo
è già in cammino
oggi

πνεῦμα κυρίου

Blick durch die Bäume – Hugo Scheiber

Domenica 23 gennaio 2022

Luca 1,1-4; 4,14-21
1Poiché molti hanno cercato di raccontare con ordine gli avvenimenti che si sono compiuti in mezzo a noi, 2come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni oculari fin da principio e divennero ministri della Parola, 3così anch’io ho deciso di fare ricerche accurate su ogni circostanza, fin dagli inizi, e di scriverne un resoconto ordinato per te, illustre Teòfilo, 4in modo che tu possa renderti conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto

14Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito e la sua fama si diffuse in tutta la regione. 15Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano lode. 16Venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. 17Gli fu dato il rotolo del profeta Isaia; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto:
18Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi, 19a proclamare l’anno di grazia del Signore.
20Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. 21Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato»

Ascolta Teòfilo
ascolta questo racconto
sempre uguale e sempre nuovo

Ascolta e renditi conto
della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto
della parola che ci hanno trasmesso
quelli che di volta in volta
si sono alzati
per leggere

Ascolta Teòfilo
quest’uomo
che ancora oggi
da sempre
si alza e proclama
la parola di Dio

Ascolta Teòfilo
apri i tuoi orecchi
gli occhi
il tuo cuore

v. 16
καί ἦλθεν εἰς ναζαρά, οὖ ἦν τεθραμμένος (tethramménos), καί εἰσῆλθεν κατά τ εἰωθς αὐτῶ ἐν τῇ ἡμέρᾳ τῶν σαββάτων εἰς τήν συναγωγήν, καί ἀνέστη ἀναγνῶναι
Et venit Nazareth, ubi erat nutritus, et intravit secundum consuetudinem suam die sabbati in synagogam, et surrexit legere
Venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere

τρέφω (trépho) nutrire, sostenere, e quindi anche educare, crescere:

  • Luca 12,24
    κατανοήσατε τος κόρακας ὅτι οὐ σπείρουσιν οὐδ θερίζουσιν, οἷς οὐκ ἔστιν ταμεῖον οὐδ ἀποθήκη, κα ὁ θες τρέφει (tréphei) αὐτούς· πόσῳ μᾶλλον ὑμεῖς διαφέρετε τῶν πετεινῶν
    Osservate i corvi: non seminano, non mietono; non hanno dispensa né granaio, eppure Dio li nutre. E voi, quanto più degli uccelli valete
  • Luca 23,29
    ὅτι ἰδού ἔρχονται ἡμέραι ἐν αἷς ἐροῦσιν Μακάριαι αἱ στεῖραι κα αἱ κοιλίαι αἳ οὐκ ἐγέννησαν κα μαστο οἳ οὐκ ἔθρεψαν (éthrepsan)
    Perché, ecco, i giorni vengono nei quali si dirà: Beate le sterili, i grembi che non hanno partorito e le mammelle che non hanno allattato
  • Matteo 25,37
    τότε ἀποκριθήσονται αὐτῷ οἱ δίκαιοι λέγοντες· Κύριε, πότε σε εἴδομεν πεινῶντα κα ἐθρέψαμεν (ethrépsamen), ἢ διψῶντα κα ἐποτίσαμεν;
    Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare? O assetato e ti abbiamo dato da bere?

v. 18
πνεῦμα κυρίου ἐπ᾽ ἐμέ, οὖ εἵνεκεν ἔχρισέν με εὐαγγελίσασθαι πτωχοῖς, ἀπέσταλκέν με κηρύξαι αἰχμαλώτοις ἄφεσιν (àphesin) κα τυφλοῖς ἀνάβλεψιν, ἀποστεῖλαι τεθραυσμένους ἐν ἀφέσει (aphései)
Spiritus Domini super me: propter quod unxit me, evangelizare pauperibus misit me, sanare contritos corde, prædicare captivis remissionem, et cæcis visum, dimittere confractos in remissionem
Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi

ἄφεσις (àphesis) rilascio o liberazione dalla servitù o prigionia, quindi anche il perdono dei peccati, dimenticandoli come se non fossero mai stati commessi:

  • Luca 3,3
    κα ἦλθεν εἰς πᾶσαν περίχωρον τοῦ Ἰορδάνου κηρύσσων βάπτισμα μετανοίας εἰς ἄφεσιν (àphesin) ἁμαρτιῶν
    Ed egli andò per tutta la regione intorno al Giordano, predicando un battesimo di ravvedimento per il perdono dei peccati
  • Efesini 1,7
    ἐν ᾧ ἔχομεν τήν ἀπολύτρωσιν δι τοῦ αἵματος αὐτοῦ, τήν ἄφεσιν (àphesin) τῶν παραπτωμάτων, κατ τό πλοῦτος τῆς χάριτος αὐτοῦ
    In lui abbiamo la redenzione mediante il suo sangue, il perdono dei peccati secondo le ricchezze della sua grazia
  • Ebrei 10,18
    ὅπου δέ ἄφεσις τούτων, οὐκέτι προσφορ περ ἁμαρτίας
    Ora, dove c’è perdono di queste cose, non c’è più bisogno di offerta per il peccato

v. 21
ἤρξατο δέ λέγειν πρς αὐτος ὅτι σήμερον (sémeron) πεπλήρωται ἡ γραφή αὕτη ἐν τοῖς ὠσν ὑμῶν
Cœpit autem dicere ad illos: Quia hodie impleta est hæc scriptura in auribus vestris
Allora cominciò a dire loro: Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato

σήμερον (sémeron) l’oggi, ma proprio questo stesso giorno, il current date, che si ripete ogni giorno:

  • Luca 2,11
    ὅτι ἐτέχθη ὑμῖν σήμερον (sémeron) σωτρ ὅς ἐστιν χριστς κύριος ἐν πόλει Δαυίδ
    Oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è il Cristo, il Signore
  • Luca 19,5
    κα ὡς ἦλθεν ἐπ τν τόπον, ἀναβλέψας ὁ Ἰησοῦς εἶπεν πρς αὐτόν· Ζακχαῖε, σπεύσας κατάβηθι, σήμερον (sémeron) γρ ἐν τῷ οἴκῳ σου δεῖ με μεῖναι
    Quando Gesù giunse in quel luogo, alzati gli occhi, gli disse: Zaccheo, scendi, presto, perché oggi debbo fermarmi a casa tua
  • Luca 23,43
    κα εἶπεν αὐτῷ· Ἀμήν σοι λέγω σήμερον (sémeron) μετ’ ἐμοῦ ἔσῃ ἐν τῷ παραδείσῳ
    Ed egli gli disse: Io ti dico in verità, oggi tu sarai con me in paradiso

Lo spirito del padre
è sopra il figlio,
danza trinitaria
vertigine di relazioni

Gioia per i poveri
libertà per gli schiacciati
occhi che si aprono
libri che si srotolano

Quando Signore?
Quando accadrà questo?
Oggi, adesso, sempre
un uomo si alza
proclama
silenzio palpabile
occhi fissi su di lui
e poi?
e noi?

Quando Signore?
ancora adesso?
per noi?

Che bisogno di parole
che un uomo si alzi al centro
che bisogno di centro
che silenzio intorno
che bisogno di silenzio…

τόν καλόν οἶνον

Nature morte – Raoul Dufy

Domenica 16 gennaio 2022

Giovanni 2, 1-11
1Il terzo giorno vi fu una festa di nozze a Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù. 2Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. 3Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno vino». 4E Gesù le rispose: «Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora». 5Sua madre disse ai servitori: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela».
6Vi erano là sei anfore di pietra per la purificazione rituale dei Giudei, contenenti ciascuna da ottanta a centoventi litri. 7E Gesù disse loro: «Riempite d’acqua le anfore»; e le riempirono fino all’orlo. 8Disse loro di nuovo: «Ora prendetene e portatene a colui che dirige il banchetto». Ed essi gliene portarono. 9Come ebbe assaggiato l’acqua diventata vino, colui che dirigeva il banchetto – il quale non sapeva da dove venisse, ma lo sapevano i servitori che avevano preso l’acqua – chiamò lo sposo 10e gli disse: «Tutti mettono in tavola il vino buono all’inizio e, quando si è già bevuto molto, quello meno buono. Tu invece hai tenuto da parte il vino buono finora».
11Questo, a Cana di Galilea, fu l’inizio dei segni compiuti da Gesù; egli manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui

Giovanni fa partire il primo segno di Gesù
da una mancanza
una deficienza

O si parte mossi da ciò che manca
da un bisogno
da un’assenza
o non si parte proprio

In questo nostro difficile tempo sinodale
c’è bisogno di vino buono
vino nuovo
in otri nuovi

C’è bisogno di colmare giare
di riempire
di riattivare
di concimare
di riaccendere

Fate quello che vi dirà
Facciamo quello che ci dirà

v. 3
καί ὑστερήσαντος (ysterésantos) οἴνου λέγει ἡ μήτηρ τοῦ ἰησοῦ πρός αὐτόν, οἶνον οὐκ ἔχουσιν
Et deficiente vino, dicit mater Jesu ad eum: Vinum non habent
Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: Non hanno vino

ὑστερέω (ysteréo) rimanere indietro e quindi mancare:

  • Matteo 19,20
    λέγει αὐτῷ ὁ νεανίσκος· Πάντα ταῦτα ἐφύλαξα· τί ἔτι ὑστερῶ (ysterò);
    E il giovane a lui: Tutte queste cose le ho osservate; che mi manca ancora?
  • Marco 10,21
    ὁ δ Ἰησοῦς ἐμβλέψας αὐτῷ ἠγάπησεν αὐτόν κα εἶπεν αὐτῷ· Ἕν σε ὑστερεῖ (ysteréi)· ὕπαγε ὅσα ἔχεις πώλησον κα δός τοῖς πτωχοῖς, κα ἕξεις θησαυρόν ἐν οὐρανῷ, κα δεῦρο ἀκολούθει μοι
    Gesù, guardatolo, l’amò e gli disse: Una cosa ti manca! Va’, vendi tutto ciò che hai e dàllo ai poveri e avrai un tesoro in cielo; poi vieni e seguimi
  • Luca 22,35
    Κα εἶπεν αὐτοῖς· Ὅτε ἀπέστειλα ὑμᾶς ἄτερ βαλλαντίου κα πήρας κα ὑποδημάτων, μή τινος ὑστερήσατε (ysterésate); οἱ δ εἶπαν· Οὐθενός
    Poi disse loro: Quando vi mandai senza borsa, senza sacca da viaggio e senza calzari, vi è forse mancato qualcosa? Essi risposero: Niente

v. 7
λέγει αὐτοῖς ὁ ἰησοῦς, γεμίσατε (ghemìsate) τς ὑδρίας ὕδατος. καί ἐγέμισαν αὐτς ἕως ἄνω
Dicit eis Jesus: Implete hydrias aqua. Et impleverunt eas usque ad summum
E Gesù disse loro: Riempite d’acqua le anfore»; e le riempirono fino all’orlo

γεμίζω (ghemìzo) riempire fino all’orlo:

  • Giovanni 6,13
    συνήγαγον οὖν, καί ἐγέμισαν (eghémisan) δώδεκα κοφίνους κλασμάτων ἐκ τῶν πέντε ἄρτων τῶν κριθίνων ἃ ἐπερίσσευσαν τοῖς βεβρωκόσιν
    Essi quindi li raccolsero, e riempirono dodici ceste con i pezzi dei cinque pani d’orzo che erano avanzati a quelli che avevano mangiato
  • Marco 4,37
    καί γίνεται λαῖλαψ μεγάλη ἀνέμου, καί τ κύματα ἐπέβαλλεν εἰς τ πλοῖον, ὥστε ἤδη γεμίζεσθαι (ghemìzesthai) τ πλοῖον
    Ed ecco levarsi una gran bufera di vento che gettava le onde nella barca, tanto che questa già si riempiva
  • Luca 15,16
    καί ἐπεθύμει γεμίσαι (ghemìsai) τν κοιλίαν αὐτοῦ ἀπ τῶν κερατίων ὧν ἤσθιον οἱ χοῖροι, καί οὐδες ἐδίδου αὐτῷ
    Avrebbe voluto riempirsi la pancia con le carrube che mangiavano i porci; ma nessuno gliene dava

v. 11
ταύτην ἐποίησεν ἀρχν τῶν σημείων (seméion) ὁ ἰησοῦς ἐν καν τῆς γαλιλαίας καί ἐφανέρωσεν τν δόξαν αὐτοῦ, καί ἐπίστευσαν εἰς αὐτόν οἱ μαθηταί αὐτοῦ
Hoc fecit initium signorum Jesus in Cana Galilææ; et manifestavit gloriam suam, et crediderunt in eum discipuli ejus
Questo, a Cana di Galilea, fu l’inizio dei segni compiuti da Gesù; egli manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui

σημεῖον (seméion) il segno, il marchio, e quindi poi il miracolo in quanto segno di Dio:

  • Giovanni 4,48
    εἶπεν οὖν ὁ Ἰησοῦς πρός αὐτόν· Ἐν μ σημεῖα (seméia) καί τέρατα ἴδητε, οὐ μ πιστεύσητε
    Perciò Gesù gli disse: Se non vedete segni e prodigi, voi non crederete
  • Giovanni 6,26
    ἀπεκρίθη αὐτοῖς ὁ Ἰησοῦς καί εἶπεν· Ἀμν ἀμν λέγω ὑμῖν, ζητεῖτέ με οὐχ ὅτι εἴδετε σημεῖα (seméia) ἀλλ’ ὅτι ἐφάγετε ἐκ τῶν ἄρτων καί ἐχορτάσθητε
    Gesù rispose loro: In verità, in verità vi dico che voi mi cercate, non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato dei pani e siete stati saziati
  • Giovanni 20,30
    Πολλ μν οὖν καί ἄλλα σημεῖα (seméia) ἐποίησεν ὁ Ἰησοῦς ἐνώπιον τῶν μαθητῶν, ἃ οὐκ ἔστιν γεγραμμένα ἐν τῷ βιβλίῳ τούτῳ
    Ora Gesù fece in presenza dei discepoli molti altri segni, che non sono scritti in questo libro

Papa Francesco, ottobre 2021, aprendo il Sinodo cita Yves Congar:
“Non bisogna fare un’altra Chiesa, bisogna fare una Chiesa diversa”

e poi prosegue:
“E per una Chiesa diversa, aperta alla novità che Dio le vuole suggerire, invochiamo con più forza e frequenza lo Spirito e mettiamoci con umiltà in suo ascolto, camminando insieme, come Lui, creatore della comunione e della missione, desidera: con docilità e coraggio

Fate quello che vi dirà!!!

ὁ ἀγαπητός

Skylight – Loren MacIver

Domenica 9 gennaio 2022

Lc 3,15-16.21-22
15Poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, 16Giovanni rispose a tutti dicendo: “Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco”. 
21Ed ecco, mentre tutto il popolo veniva battezzato e Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì 22e discese sopra di lui lo Spirito Santo in forma corporea, come una colomba, e venne una voce dal cielo: “Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento”

Attendere e porsi domande
Siamo così, da sempre: desideri e attese, dubbi e speranze

Giovanni risponde, parzialmente, alle domande
E’ l’uomo del non abbastanza, del dopo di me
E’ l’uomo che fa quel poco che riesce con quello che ha
E’ l’uomo che trasforma l’acqua in acqua, che purifica, che segna
E’ l’uomo che indica, che richiama l’attenzione lontano da sé
Uomo raro e preziosissimo, di cui abbiamo bisogno come d’acqua fresca,
di cui abbiamo necessità come lacci per i sandali,
in questo nostro cammino accidentato

v. 15
προσδοκῶντος (prosdokóntos) δέ τοῦ λαοῦ καί διαλογιζομένων πάντων ἐν ταῖς καρδίαις αὐτῶν περί τοῦ ἰωάννου, μήποτε αὐτός εἴη ὁ χριστός
Existimante autem populo, et cogitantibus omnibus in cordibus suis de Joanne, ne forte ipse esset Christus
Poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo

προσδοκάω (prosdokáo) da πρός + dokeuo (pros + dokéuo) guardare avanti, e quindi aspettare, aspettarsi:

  • Luca 1,21
    Καί ἦν ὁ λαός προσδοκῶν (prosdokón) τόν Ζαχαρίαν, καί ἐθαύμαζον ἐν τῷ χρονίζειν ἐν τῷ ναῷ αὐτόν
    Il popolo intanto stava aspettando Zaccaria, e si meravigliava del suo indugiare nel tempio
  • Luca 7,19
    ἔπεμψεν πρός τόν κύριον λέγων· Σ εἶ ὁ ἐρχόμενος ἢ ἄλλον προσδοκῶμεν (prodokómen);
    Ed egli, chiamati a sé due dei suoi discepoli, li mandò dal Signore a dirgli: Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettarne un altro?
  • Luca 12,46
    ἥξει ὁ κύριος τοῦ δούλου ἐκείνου ἐν ἡμέρᾳ ᾗ οὐ προσδοκᾷ (prosdoká) καί ἐν ὥρᾳ ᾗ οὐ γινώσκει, καί διχοτομήσει αὐτόν καί τό μέρος αὐτοῦ μετά τῶν ἀπίστων θήσει
    Il padrone di quel servo verrà nel giorno che non se lo aspetta e nell’ora che non sa, e lo punirà severamente, e gli assegnerà la sorte degli infedeli

v. 16
ἀπεκρίνατο λέγων πᾶσιν ὁ ἰωάννης, ἐγ μν ὕδατι βαπτίζω (baptízo) ὑμᾶς· ἔρχεται δ ὁ ἰσχυρότερός μου, οὖ οὐκ εἰμ ἱκανός λῦσαι τόν ἱμάντα τῶν ὑποδημάτων αὐτοῦ· αὐτός ὑμᾶς βαπτίσει (baptísei) ἐν πνεύματι ἁγίῳ καί πυρί
Respondit Joannes, dicens omnibus: Ego quidem aqua baptizo vos: veniet autem fortior me, cujus non sum dignus solvere corrigiam calceamentorum ejus: ipse vos baptizabit in Spiritu Sancto et igni
Giovanni rispose a tutti dicendo: Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i laccidei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco

v. 21
ἐγένετο δέ ἐν τῶ βαπτισθῆναι (baptisthénai) ἅπαντα τόν λαόν καί ἰησοῦ βαπτισθέντος (baptisthéntos) καί προσευχομένου ἀνεῳχθῆναι τόν οὐρανόν
Factum est autem cum baptizaretur omnis populus, et Jesu baptizato, et orante, apertum est cælum
Ed ecco, mentre tutto il popolo veniva battezzato e Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì

βαπτίζω (baptízo) da non confondere con βάπτω (bápto) bapto. L’esempio più chiaro che mostra il significato di baptizo è un testo del poeta e medico greco Nicandro, che visse all’incirca nel 200 a.C. È una ricetta per fare sottaceti ed è utile perché usa tutte e due le parole: per fare dei sottaceti il vegetale deve essere prima ‘bagnato’ (bapto) in acqua bollente e poi ‘battezzato’ (baptizo) nell’aceto. Tutti e due i verbi hanno a che fare con l’immergere dei vegetali in un liquido, ma il primo è provvisorio, il secondo, l’atto di battezzare il vegetale, produce un cambiamento permanente

  • Luca 7,29
    καί πᾶς ὁ λαός ἀκούσας καί οἱ τελῶναι ἐδικαίωσαν τόν θεόν, βαπτισθέντες (baptisthéntes) τό βάπτισμα (báptisma) Ἰωάννου
    Tutto il popolo che lo ha udito, anche i pubblicani, hanno riconosciuto la giustizia di Dio, facendosi battezzare del battesimo di Giovanni
  • Luca 11.38
    ὁ δ Φαρισαῖος ἰδών ἐθαύμασεν ὅτι οὐ πρῶτον ἐβαπτίσθη (ebaptísthe) πρό τοῦ ἀρίστου
    Il fariseo, veduto questo, si meravigliò che non si fosse lavato prima del pranzo
  • Luca 12,50
    βάπτισμα (báptisma) δ ἔχω βαπτισθῆναι (baptisthénai), καί πῶς συνέχομαι ἕως ὅτου τελεσθῇ
    Vi è un battesimo del quale devo essere battezzato; e sono angosciato finché non sia compiuto

v. 22
καί καταβῆναι τό πνεῦμα τό ἅγιον σωματικῶ εἴδει ὡς περιστερν ἐπ᾽αὐτόν, καί φωνήν ἐξ οὐρανοῦ γενέσθαι, σ εἶ ὁ υἱός μου ὁ ἀγαπητός, ἐν σοί εὐδόκησα (eudókesa)
Et descendit Spiritus Sanctus corporali specie sicut columba in ipsum: et vox de cælo facta est: Tu es filius meus dilectus, in te complacui mihi
E discese sopra di lui lo Spirito Santo in forma corporea, come una colomba, e venne una voce dal cielo: Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento

εὐδοκέω (eudokéo) sembrare buono, essere piacevole per qualcuno:

  • Luca 12,32
    Μή φοβοῦ, τό μικρόν ποίμνιον, ὅτι εὐδόκησεν
    (eudókesen) ὁ πατήρ ὑμῶν δοῦναι ὑμῖν τήν βασιλείαν
    Non temere, piccolo gregge; perché al Padre vostro è piaciuto di darvi il regno
  • Galati 1,15
    ὅτε δ εὐδόκησεν (eudókesen) ὁ ἀφορίσας με ἐκ κοιλίας μητρός μου καί καλέσας δι τῆς χάριτος αὐτοῦ ἀποκαλύψαι τν υἱν αὐτοῦ ἐν ἐμοί ἵνα εὐαγγελίζωμαι αὐτν ἐν τοῖς ἔθνεσιν
    Ma Dio che m’aveva prescelto fin dal seno di mia madre e mi ha chiamato mediante la sua grazia, si compiacque di rivelare in me il Figlio suo perché io lo annunciassi fra gli stranieri
  • Ebrei 10,6
    ὁλοκαυτώματα καί περί ἁμαρτίας οὐκ εὐδόκησας (eudókesas)
    Non hai gradito né olocausti né sacrifici per il peccato

Gesù stava in preghiera
e la sua preghiera apre i cieli
e il cuore di Dio

Questo è il mio figlio,
amato, pensato, desiderato,
per lui apro i cieli,
per lui scende il mio spirito

In lui è il mio piacere,
la mia gioia,
il mio com-piacere

Quale altro segno ancora?
Quale parola vi manca?
Quale gesto?

Acqua sul capo,
immersione nello spirito
Quale gioia può nascere
dal piacere di Dio?

Nascondi il tuo volto: li assale il terrore;
togli loro il respiro: muoiono,
e ritornano nella loro polvere.
Mandi il tuo spirito, sono creati,
e rinnovi la faccia della terra
(Salmo 103)