πεντηκοστῆς

Sophia of Kyiv. Interior with mosaic “Archangel Gabriel” – Yuriy Khymrych

Domenica 5 giugno 2022 – Pentecoste

Atti 2, 1-11
1Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. 2Venne all’improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano. 3Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, 4e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi.
5Abitavano allora a Gerusalemme giudei, uomini pii, di ogni nazione che è sotto il cielo. 6A quel rumore, la folla si radunò e rimase turbata, perché ciascuno li udiva parlare nella propria lingua. 7Erano stupiti e, fuori di sé per la meraviglia, dicevano: «Tutti costoro che parlano non sono forse Galilei? 8E come mai ciascuno di noi sente parlare nella propria lingua nativa? 9Siamo Parti, Medi, Elamiti, abitanti della Mesopotamia, della Giudea e della Cappadòcia, del Ponto e dell’Asia, 10della Frìgia e della Panfìlia, dell’Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirene, Romani qui residenti, 11Giudei e prosèliti, Cretesi e Arabi, e li udiamo parlare nelle nostre lingue delle grandi opere di Dio»

Stavano tutti insieme
bisogno primordiale
se succede qualcosa
stiamo insieme
nel dubbio
ritroviamoci
tutti
nello stesso luogo
nel pianto
conforto

Un fragore dal cielo
un rombo
un tuono
finalmente
uno scossone

Un vento impetuoso
sbatte le imposte
entra dalle porte
sbarrate
riempie le stanze
solleva la polvere
smorza le candele

Le narici
si dilatano
i polmoni
si gonfiano
piccola tempesta
casalinga

Scrutiamo il cielo
in una stanza
compariranno
le lingue
scenderanno
piccoli paracadutisti
della parola
fiammelle
di un incendio
che stenta
a propagarsi
che ha bisogno
di propgarsi

v. 3
καί ὤφθησαν αὐτοῖς διαμεριζόμεναι γλῶσσαι (glòssai) ὡσεί πυρός, καί ἐκάθισεν ἐφ᾽ ἕνα ἕκαστον αὐτῶν
Et apparuerunt illis dispertitæ linguæ tamquam ignis, seditque supra singulos eorum
Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro

v. 4
καί ἐπλήσθησαν πάντες πνεύματος ἁγίου, καί ἤρξαντο λαλεῖν ἑτέραις γλώσσαις (glòssais) καθώς τ πνεῦμα ἐδίδου ἀποφθέγγεσθαι αὐτοῖς
Et repleti sunt omnes Spiritu Sancto, et cœperunt loqui variis linguis, prout Spiritus Sanctus dabat eloqui illis
E tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi

γλῶσσα (glòssa) la lingua; parola onomatopeica, pronunciandola la lingua è costretta ad uscire fuori dalla bocca e srotolarsi:

  • Luca 1,64
    ἀνεῴχθη δέ τ στόμα αὐτοῦ παραχρῆμα καί ἡ γλῶσσα (glòssa) αὐτοῦ, καί ἐλάλει εὐλογῶν τν θεόν
    In quell’istante la sua bocca fu aperta e la sua lingua sciolta, ed egli parlava, benedicendo Dio
  • Atti 2,26
    δι τοῦτο ηὐφράνθη ἡ καρδία μου καί ἠγαλλιάσατο ἡ γλῶσσά (glòssa) μου, ἔτι δέ καί ἡ σάρξ μου κατασκηνώσει ἐπ’ ἐλπίδι
    Per questo si è rallegrato il mio cuore, la mia lingua ha giubilato e anche la mia carne riposerà nella speranza
  • Atti 19,6
    καί ἐπιθέντος αὐτοῖς τοῦ Παύλου χεῖρας ἦλθε τ πνεῦμα τ ἅγιον ἐπ’ αὐτούς, ἐλάλουν τε γλώσσαις (glòssais) καί ἐπροφήτευον
    E, avendo Paolo imposto loro le mani, lo Spirito Santo scese su di loro ed essi parlavano in lingue e profetizzavano

v. 5
ἦσαν δέ εἰς ἰερουσαλμ κατοικοῦντες ἰουδαῖοι, ἄνδρες εὐλαβεῖς (eulabéis) ἀπ παντς ἔθνους τῶν ὑπ τν οὐρανόν
Erant autem in Jerusalem habitantes Judæi, viri religiosi ex omni natione quæ sub cælo est
Abitavano allora a Gerusalemme Giudei, uomini pii, di ogni nazione che è sotto il cielo

εὐλαβής (eulabés) da εὖ + λαμβάνω (eu + lambàno) che significa afferrare bene, tenere attentamente; l’uomo pio, religioso, è colui che è afferrato bene, è custodito in mani sicure:

  • Luca 2,25
    Καί ἰδο ἄνθρωπος ἦν ἐν Ἰερουσαλμ ᾧ ὄνομα Συμεών, καί ὁ ἄνθρωπος οὗτος δίκαιος καί εὐλαβής (eulabés), προσδεχόμενος παράκλησιν τοῦ Ἰσραήλ, καί πνεῦμα ἦν ἅγιον ἐπ’ αὐτόν
    Vi era in Gerusalemme un uomo di nome Simeone; quest’uomo era giusto e timorato di Dio, e aspettava la consolazione d’Israele; lo Spirito Santo era sopra di lui
  • Atti 8,2
    συνεκόμισαν δ τν Στέφανον ἄνδρες εὐλαβεῖς (eulabéis) καί ἐποίησαν κοπετν μέγαν ἐπ’ αὐτῷ
    Uomini pii seppellirono Stefano e fecero gran cordoglio per lui
  • Atti 22,12
    Ἁνανίας δέ τις ἀνρ εὐλαβς (eulabés) κατ τν νόμον μαρτυρούμενος ὑπ πάντων τῶν κατοικούντων Ἰουδαίων
    Un certo Anania, uomo pio secondo la legge, al quale tutti i Giudei che abitavano là rendevano buona testimonianza

v. 7
ἐξίσταντο (exìstanto) δέ καί ἐθαύμαζον λέγοντες, οὐχ ἰδού ἅπαντες οὖτοί εἰσιν οἱ λαλοῦντες γαλιλαῖοι;
Stupebant autem omnes, et mirabantur, dicentes: Nonne ecce omnes isti qui loquuntur, Galilæi sunt?
Erano stupiti e, fuori di sé per la meraviglia, dicevano: Tutti costoro che parlano non sono forse Galilei?

ἐξίστημι (exìstemi) da ἐκ + ἵστημι (ek + ìstemi) essere gettati fuori dalla propria mente e quindi meravigliarsi, stupirsi, rimanere senza parole:

  • Atti 9,21
    ἐξίσταντο (exìstanto) δ πάντες οἱ ἀκούοντες κα ἔλεγον· Οὐχ οὗτός ἐστιν ὁ πορθήσας ἐν Ἰερουσαλμ τος ἐπικαλουμένους τ ὄνομα τοῦτο, κα ὧδε εἰς τοῦτο ἐληλύθει ἵνα δεδεμένους αὐτος ἀγάγῃ ἐπ τος ἀρχιερεῖς;
    Tutti quelli che lo ascoltavano si meravigliavano e dicevano: «Ma costui non è quel tale che a Gerusalemme infieriva contro quelli che invocano questo nome ed era venuto qua con lo scopo di condurli incatenati ai capi dei sacerdoti?»
  • Atti 10,45
    κα ἐξέστησαν (exéstesan) οἱ ἐκ περιτομῆς πιστο ὅσοι συνῆλθαν τῷ Πέτρῳ, ὅτι κα ἐπ τ ἔθνη ἡ δωρε τοῦ ἁγίου πνεύματος ἐκκέχυται
    E tutti i credenti circoncisi, che erano venuti con Pietro, si meravigliarono che il dono dello Spirito Santo fosse dato anche agli stranieri
  • Atti 12,16
    ὁ δ Πέτρος ἐπέμενεν κρούων· ἀνοίξαντες δ εἶδαν αὐτν κα ἐξέστησαν (exéstesan)
    Pietro intanto continuava a bussare e, quando ebbero aperto, lo videro e rimasero stupiti

Le lingue
di fuoco
sciolgono
ghiaccioli
e sciolgono
altre lingue

E le bocche
rimangono
aperte
senza parole

Le lingue
di fuoco
sciolgono
mascelle irrigidite
corde vocali
atrofizzate

E le bocche
rimangono
aperte
senza parole

Le lingue
di fuoco
sciolgono
arterie disseccate
ventricoli
sclerotizzati

E le bocche
rimangono
aperte
senza parole
ricolme
di Parola

λόγοι

Tempesta a Venezia – William Turner

Domenica 22 maggio 2022

Giovanni 14, 23-29
23Gli rispose Gesù: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. 24Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.
25Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. 26Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto.
27Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore. 28Avete udito che vi ho detto: «Vado e tornerò da voi». Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me. 29Ve l’ho detto ora, prima che avvenga, perché, quando avverrà, voi crediate»

E’ tutto un gioco
di parole
pronunciate
ascoltate
e conservate
con cura

Parole
che arrivano
dal padre
vissute
dal figlio
incarnate
dal figlio

Parole
parole
parole
soltanto parole
parole d’amor

Chi osserva
le parole
le conserva
con cura
verrà amato
dal padre
verrà visitato
dal figlio

Se ascolteremo
custodiremo
tramanderemo
le parole
il padre e il figlio
prenderanno dimora
presso di noi

Così semplice
tremendamente
semplice
quasi impossibile

v. 23
ἀπεκρίθη ἰησοῦς καί εἶπεν αὐτῶ, ἐάν τις ἀγαπᾷ με τόν λόγον μου τηρήσει (terései), καί ὁ πατήρ μου ἀγαπήσει αὐτόν, καί πρός αὐτόν ἐλευσόμεθα καί μονήν (monén) παρ᾽ αὐτῶ ποιησόμεθα
Respondit Jesus, et dixit ei: Si quis diligit me, sermonem meum servabit, et Pater meus diliget eum, et ad eum veniemus, et mansionem apud eum faciemus
Gli rispose Gesù: Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui

τηρέω (teréo) osservare, conservare, custodire, da téros (custodia):

  • Giovanni 8,51
    ἀμήν ἀμήν λέγω ὑμῖν, ἐάν τις τν ἐμν λόγον τηρήσῃ (terése), θάνατον οὐ μή θεωρήσῃ εἰς τν αἰῶνα
    In verità, in verità vi dico che se uno osserva la mia parola, non vedrà mai la morte
  • Giovanni 12,7
    εἶπεν οὖν ὁ Ἰησοῦς· Ἄφες αὐτήν, ἵνα εἰς τν ἡμέραν τοῦ ἐνταφιασμοῦ μου τηρήσῃ (terése) αὐτό
    Gesù dunque disse: Lasciala stare; ella lo ha conservato per il giorno della mia sepoltura
  • Giovanni 17,15
    οὐκ ἐρωτῶ ἵνα ἄρῃς αὐτούς ἐκ τοῦ κόσμου ἀλλ’ ἵνα τηρήσῃς (teréses) αὐτούς ἐκ τοῦ πονηροῦ
    Non prego che tu li tolga dal mondo, ma che tu li preservi dal maligno

μονή (moné) la dimora, l’abitazione, il posto in cui stare, da μένω (méno) rimanere, abitare:

  • Giovanni 14,2
    ἐν τῇ οἰκίᾳ τοῦ πατρός μου μονα (monài) πολλαί εἰσιν· εἰ δέ μή, εἶπον ἂν ὑμῖν ὅτι πορεύομαι ἑτοιμάσαι τόπον ὑμῖν
    Nella casa del Padre mio ci sono molte dimore; se no, vi avrei detto forse che io vado a prepararvi un luogo?

v. 28
ἠκούσατε ὅτι ἐγώ εἶπον ὑμῖν, ὑπάγω κα ἔρχομαι πρός ὑμᾶς. εἰ ἠγαπᾶτέ με ἐχάρητε (echàrete) ἄν, ὅτι πορεύομαι πρός τόν πατέρα, ὅτι ὁ πατήρ μείζων μού ἐστιν
Audistis quia ego dixi vobis: Vado, et venio ad vos. Si diligeretis me, gauderetis utique, quia vado ad Patrem: quia Pater major me est
Avete udito che vi ho detto: Vado e tornerò da voi. Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me

χαίρω (chàiro) rallegrarsi, gioire, godere:

  • Giovanni 4,36
    ὁ θερίζων μισθόν λαμβάνει κα συνάγει καρπόν εἰς ζωήν αἰώνιον, ἵνα ὁ σπείρων ὁμοῦ χαίρῃ (chàire) κα ὁ θερίζων
    E chi miete riceve salario e raccoglie frutto per la vita eterna, perché ne goda insieme chi semina e chi miete
  • Giovanni 16,22
    κα ὑμεῖς οὖν νῦν μέν λύπην ἔχετε· πάλιν δέ ὄψομαι ὑμᾶς, κα χαρήσεται (charésetai) ὑμῶν ἡ καρδία, κα τήν χαρν (charàn) ὑμῶν οὐδες αἴρει ἀφ’ ὑμῶν
    Così anche voi siete ora nel dolore; ma io vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà, e nessuno vi toglierà la vostra gioia
  • Giovanni 20,20
    κα τοῦτο εἰπών ἔδειξεν τς χεῖρας κα τν πλευρν αὐτοῖς. ἐχάρησαν (echàresan) οὖν οἱ μαθητα ἰδόντες τν κύριον
    E detto questo mostrò loro le mani e il costato. I discepoli dunque, veduto il Signore, si rallegrarono

Lo spirito
ci insegnerà
ogni cosa

Lo spirito
ci ricorderà
ogni parola

Lo spirito
risponderà
ad ogni nostra
chiamata

Lo spirito
donerà
la pace
a ogni nostro
giorno

Oggi
non domani
ora
non dopo
adesso
non tra un po’

Lo spirito
è stato mandato
destinazione universale

Problemi di ricezione?
Rivolgersi direttamente
al paràclito
al convocato
al chiamato accanto

ἀγαπᾶτε

Moving circles – Sophie Taeuber-Arp

Domenica 15 maggio 2022

Giovanni 13, 31-35
31Quando Giuda fu uscito, Gesù disse: «Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui. 32Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito. 33Figlioli, ancora per poco sono con voi; voi mi cercherete ma, come ho detto ai Giudei, ora lo dico anche a voi: dove vado io, voi non potete venire. 34Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri. 35Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri»

Da questo
tutti sapranno
che siete miei discepoli

Da questo
non da altro

Non da
dichiarazioni di appartenenza
celebrazioni
partecipazioni

Non da
cerimonie
riti
liturgie

Non da
incontri
scontri
sinodi

Non dalle
parole
dette
ascoltate
ripetute

Da questo
ci riconosceranno
solo da questo
se avremo amore
gli uni per gli altri
e gli altri per gli uni
senza se
senza ma
senza forse

v. 33
τεκνία, ἔτι μικρν (mikròn) μεθ᾽ ὑμῶν εἰμι· ζητήσετέ με, καί καθώς εἶπον τοῖς ἰουδαίοις ὅτι ὅπου ἐγώ ὑπάγω ὑμεῖς οὐ δύνασθε ἐλθεῖν, καί ὑμῖν λέγω ἄρτι (àrti)
Filioli, adhuc modicum vobiscum sum. Quæretis me; et sicut dixi Judæis, quo ego vado, vos non potestis venire: et vobis dico modo
Figlioli, ancora per poco sono con voi; voi mi cercherete ma, come ho detto ai Giudei, ora lo dico anche a voi: dove vado io, voi non potete venire

μικρός (mikròs) piccolo, poco, spesso riferito al poco tempo che rimane:

  • Giovanni 7,33
    εἶπεν οὖν ὁ Ἰησοῦς· Ἔτι χρόνον μικρν (mikròn) μεθ’ ὑμῶν εἰμι καί ὑπάγω πρς τν πέμψαντά με
    Perciò Gesù disse loro: Io sono ancora con voi per poco tempo; poi me ne vado a colui che mi ha mandato
  • Giovanni 12,35
    εἶπεν οὖν αὐτοῖς ὁ Ἰησοῦς· Ἔτι μικρν (mikròn) χρόνον τ φῶς ἐν ὑμῖν ἐστιν. περιπατεῖτε ὡς τ φῶς ἔχετε, ἵνα μή σκοτία ὑμᾶς καταλάβῃ, καί ὁ περιπατῶν ἐν τῇ σκοτίᾳ οὐκ οἶδεν ποῦ ὑπάγει
    Gesù dunque disse loro: La luce è ancora per poco tempo tra di voi. Camminate mentre avete la luce, affinché non vi sorprendano le tenebre; chi cammina nelle tenebre, non sa dove va
  • Giovanni 16,18
    ἔλεγον οὖν· Τί ἐστιν τοῦτο ὃ λέγει μικρόν (mikròn); οὐκ οἴδαμεν τί λαλεῖ
    Dicevano dunque: Che cos’è questo “tra poco” che egli dice? Noi non sappiamo quello che egli voglia dire

ἄρτι (àrti) proprio ora, adesso:

  • Giovanni 2,10
    καί λέγει αὐτῷ· Πᾶς ἄνθρωπος πρῶτον τν καλν οἶνον τίθησιν, καί ὅταν μεθυσθῶσιν τν ἐλάσσω· σύ τετήρηκας τν καλν οἶνον ἕως ἄρτι (àrti)
    Ognuno serve prima il vino buono; e quando si è bevuto abbondantemente, il meno buono; tu, invece, hai tenuto il vino buono fino ad ora
  • Giovanni 9,25
    ἀπεκρίθη οὖν ἐκεῖνος· Εἰ ἁμαρτωλός ἐστιν οὐκ οἶδα· ἓν οἶδα ὅτι τυφλς ὢν ἄρτι (àrti) βλέπω
    Egli dunque rispose: Se egli sia un peccatore, non lo so; una cosa so, che ero cieco e ora ci vedo
  • Giovanni 16,24
    ἕως ἄρτι (àrti) οὐκ ᾐτήσατε οὐδν ἐν τῷ ὀνόματί μου· αἰτεῖτε καί λήμψεσθε, ἵνα ἡ χαρ ὑμῶν ᾖ πεπληρωμένη
    Fino ad ora non avete chiesto nulla nel mio nome; chiedete e riceverete, affinché la vostra gioia sia completa

v. 34
ἐντολήν (entolén) καινήν δίδωμι ὑμῖν, ἵνα ἀγαπᾶτε ἀλλήλους· καθώς ἠγάπησα ὑμᾶς ἵνα καί ὑμεῖς ἀγαπᾶτε ἀλλήλους
Mandatum novum do vobis: ut diligatis invicem: sicut dilexi vos, ut et vos diligatis invicem
Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri

ἐντολή (entolé) da ἐν + τέλος (en + télos) che è il fine, il risultato; quindi il comandamento, l’ordine tende ad ottenere il risultato:

  • Giovanni 12,49
    ὅτι ἐγώ ἐξ ἐμαυτοῦ οὐκ ἐλάλησα, ἀλλ’ ὁ πέμψας με πατρ αὐτός μοι ἐντολν (entolén) δέδωκεν τί εἴπω καί τί λαλήσω
    Perché io non ho parlato di mio; ma il Padre, che mi ha mandato, mi ha dato un comando di quello che devo dire e di cui devo parlare
  • Giovanni 14,15
    ν ἀγαπᾶτέ με, τς ἐντολς (entolàs) τς ἐμς τηρήσετε
    Se voi mi amate, osserverete i miei comandamenti
  • Giovanni 15,10
    ν τς ἐντολάς (entolàs) μου τηρήσητε, μενεῖτε ἐν τῇ ἀγάπῃ μου, καθώς ἐγώ τς ἐντολς τοῦ πατρός μου τετήρηκα καί μένω αὐτοῦ ἐν τῇ ἀγάπῃ
    Se osservate i miei comandamenti, dimorerete nel mio amore; come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e dimoro nel suo amore

Abbiamo bisogno
di un comandamento nuovo
ogni giorno

Una parola nuova
che rinnova

Una parola nuova
che risveglia
dal torpore

Una parola nuova
che apre porte
finestre
cuori

Una parola nuova
che soffia
sulla brace
della memoria
del già vissuto

Una parola nuova
che spalanca
orizzonti
mari
orecchie

Una parola nuova
che rende
vecchie
tutte le altre
parole

Una parola nuova
che rende
nuovo
il nostro cammino
il nostro
andare

Ecco, io faccio nuove tutte le cose
Apocalisse 21,5

πατὴρ

Pastore con gregge – Sebastiano Satta

Domenica 8 maggio 2022

Giovanni 10, 27-30
27In quel tempo, Gesù disse: “Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. 28Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano. 29Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. 30Io e il Padre siamo una cosa sola”

Ascoltare la voce
riconoscerla
seguirla

Ascoltare la voce
per non
perdersi

Ascoltare la voce
per non
essere
strappati via

Ascoltare la voce
di chi
ci conosce
ci chiama

Ascoltare la voce
nel buio
nel rumore
nel vento

Ascoltare la voce
lontana
farsi vicina

Ascoltare la voce
in risposta
alla nostra
voce

Ascoltare la voce

v. 27
τά πρόβατα τά ἐμά τῆς φωνῆς μου ἀκούουσιν, κἀγώ γινώσκω αὐτά, καί ἀκολουθοῦσίν (akoluthùsin) μοι
Oves meæ vocem meam audiunt, et ego cognosco eas, et sequuntur me
In quel tempo, Gesù disse: Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono

ἀκολουθέω (akoluthéo) da keleuthos (strada), seguire uno che precede, fare la strada insieme:

  • Giovanni 1,38
    στραφείς δέ ὁ Ἰησοῦς καί θεασάμενος αὐτούς ἀκολουθοῦντας (akoluthùntas) λέγει αὐτοῖς· Τί ζητεῖτε; οἱ δέ εἶπαν αὐτῷ· Ῥαββί (ὃ λέγεται μεθερμηνευόμενον Διδάσκαλε), ποῦ μένεις;
    Gesù, voltatosi, e osservando che lo seguivano, domandò loro: Che cercate? Ed essi gli dissero: Rabbì (che, tradotto, vuol dire Maestro), dove abiti?
  • Giovanni 6,2
    ἠκολούθει (ekolùthei) δέ αὐτῷ ὄχλος πολύς, ὅτι ἐθεώρουν τ σημεῖα ἃ ἐποίει ἐπί τῶν ἀσθενούντων
    Una gran folla lo seguiva, perché vedeva i segni miracolosi che egli faceva sugli infermi
  • Giovanni 13,37
    λέγει αὐτῷ ὁ Πέτρος· Κύριε, δι τί οὐ δύναμαί σοι ἀκολουθῆσαι (akoluthésai) ἄρτι; τν ψυχήν μου ὑπρ σοῦ θήσω
    Pietro gli disse: Signore, perché non posso seguirti ora? Darò la mia vita per te

v. 28
κἀγ δίδωμι αὐτοῖς ζωήν αἰώνιον, καί οὐ μή ἀπόλωνται εἰς τόν αἰῶνα, καί οὐχ ἁρπάσει (arpàsei) τις αὐτ ἐκ τῆς χειρός μου
et ego vitam æternam do eis, et non peribunt in æternum, et non rapiet eas quisquam de manu mea
Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano

v. 29
ὁ πατήρ μου ὃ δέδωκέν μοι πάντων μεῖζόν ἐστιν, καί οὐδείς δύναται ἁρπάζειν (arpàzein) ἐκ τῆς χειρός τοῦ πατρός
Pater meus quod dedit mihi, majus omnibus est: et nemo potest rapere de manu patris mei
Il padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del padre

ἁρπάζω (arpàzo) afferrare, strappare, portare via con la forza (da cui arpìa):

  • Giovanni 6,15
    Ἰησοῦς οὖν γνούς ὅτι μέλλουσιν ἔρχεσθαι καί ἁρπάζειν (arpàzein) αὐτόν ἵνα ποιήσωσιν βασιλέα ἀνεχώρησεν πάλιν εἰς τό ὄρος αὐτός μόνος
    Gesù, quindi, sapendo che stavano per venire a rapirlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, da solo
  • Giovanni 10,12
    ὁ μισθωτός καί οὐκ ὢν ποιμήν, οὗ οὐκ ἔστιν τ πρόβατα ἴδια, θεωρεῖ τόν λύκον ἐρχόμενον καί ἀφίησιν τ πρόβατα καὶ φεύγει- καί ὁ λύκος ἁρπάζει (arpàzei) αὐτ καί σκορπίζει-
    Il mercenario, che non è pastore, e al quale non appartengono le pecore, vede venire il lupo, abbandona le pecore e si dà alla fuga (e il lupo le rapisce e disperde)

v. 30
ἐγ καί ὁ πατρ (patér) ἕν ἐσμεν
Ego et pater unum sumus
Io e il padre siamo una cosa sola

πατρ (patér) il padre:

  • Giovanni 6,32
    εἶπεν οὖν αὐτοῖς ὁ Ἰησοῦς· Ἀμν ἀμν λέγω ὑμῖν, οὐ Μωϋσῆς δέδωκεν ὑμῖν τν ἄρτον ἐκ τοῦ οὐρανοῦ, ἀλλ’ ὁ πατήρ (patér) μου δίδωσιν ὑμῖν τν ἄρτον ἐκ τοῦ οὐρανοῦ τν ἀληθινόν
    Gesù disse loro: In verità, in verità vi dico che non Mosè vi ha dato il pane che viene dal cielo, ma il padre mio vi dà il vero pane che viene dal cielo
  • Giovanni 15,9
    καθς ἠγάπησέν με ὁ πατήρ (patér), κἀγ ὑμᾶς ἠγάπησα, μείνατε ἐν τῇ ἀγάπῃ τῇ ἐμῇ
    Come il padre mi ha amato, così anch’io ho amato voi; dimorate nel mio amore
  • Giovanni 20,21
    εἶπεν οὖν αὐτοῖς ὁ Ἰησοῦς πάλιν· Εἰρήνη ὑμῖν· καθς ἀπέσταλκέν με ὁ πατήρ (patér), κἀγ πέμπω ὑμᾶς
    Allora Gesù disse loro di nuovo: Pace a voi! Come il padre mi ha mandato, anch’io mando voi

Il padre
ci conosce
ci chiama per nome
ci ascolta
ci difende
ci osserva
come solo un padre

Il padre
è più grande di tutti
più grande
della mia incredulità
del mio tiepido
seguire

Riconoscete che solo il Signore è Dio:
egli ci ha fatti e noi siamo suoi,
suo popolo e gregge del suo pascolo
Salmo 99

ἀγαπᾷς με;

Giorgio Manzali

Giovanni 21, 1-19
1Dopo questi fatti, Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberìade. E si manifestò così: 2si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo, Natanaele di Cana di Galilea, i figli di Zebedeo e altri due discepoli. 3Disse loro Simon Pietro: «Io vado a pescare». Gli dissero: «Veniamo anche noi con te». Allora uscirono e salirono sulla barca; ma quella notte non presero nulla.
4Quando già era l’alba, Gesù stette sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. 5Gesù disse loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare?». Gli risposero: «No». 6Allora egli disse loro: «Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete». La gettarono e non riuscivano più a tirarla su per la grande quantità di pesci. 7Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «È il Signore!». Simon Pietro, appena udì che era il Signore, si strinse la veste attorno ai fianchi, perché era svestito, e si gettò in mare. 8Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci: non erano infatti lontani da terra se non un centinaio di metri.
9Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane. 10Disse loro Gesù: «Portate un po’ del pesce che avete preso ora». 11Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatré grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si squarciò. 12Gesù disse loro: «Venite a mangiare». E nessuno dei discepoli osava domandargli: «Chi sei?», perché sapevano bene che era il Signore. 13Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede loro, e così pure il pesce. 14Era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risorto dai morti.
15Quand’ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pasci i miei agnelli». 16Gli disse di nuovo, per la seconda volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pascola le mie pecore». 17Gli disse per la terza volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi vuoi bene?». Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli domandasse: «Mi vuoi bene?», e gli disse: «Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene». Gli rispose Gesù: «Pasci le mie pecore. 18In verità, in verità io ti dico: quando eri più giovane ti vestivi da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti vestirà e ti porterà dove tu non vuoi». 19Questo disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E, detto questo, aggiunse: «Seguimi»

Vado a pescare
veniamo con te

Pensavo
che non sarebbe morto
che sarebbe rimasto
con noi
sempre
vado a pescare
veniamo con te

Ho ascoltato
le sue parole
ho visto
i suoi gesti
ho camminato
dietro a lui
ho pregato
con lui
vado a pescare
veniamo con te

Ho visto
i miracoli
la gente acclamante
le folle saziate
i malati
i guariti
vado a pescare
veniamo con te

Pensavo
credevo
speravo
ora non so nemmeno
se so fare
ancora qualcosa
vado a pescare
veniamo con te

Torno in riva al lago
dove ci ha incontrati
scelti
chiamati
dove ci ha salvati
ci ha accompagnati

Su questa riva
più forte il suo ricordo
la sua mancanza
la sua assenza
il bisogno di riempire
la testa
il cuore
vado a pescare
veniamo con te

v. 6
ὁ δέ εἶπεν αὐτοῖς, βάλετε εἰς τά δεξιά μέρη τοῦ πλοίου τό δίκτυον, καί εὑρήσετε. ἔβαλον οὗν, καί οὐκέτι αὐτό ἑλκύσαι ἴσχυον ἀπό τοῦ πλήθους (pléthus) τῶν ἰχθύων
Dicit eis: Mittite in dexteram navigii rete, et invenietis. Miserunt ergo: et jam non valebant illud trahere præ multitudine piscium
Allora egli disse loro: Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete. La gettarono e non riuscivano più a tirarla su per la grande quantità di pesci

πλῆθος (pléthos) una moltitudine, un grande numero; Giovanni usa soltanto un’altra volta questa parola, per indicare una folla di poveri (da pescatori di moltitudini di pesci a pescatori di grandi quantità di uomini):

  • Giovanni 5,3
    ἐν ταύταις κατέκειτο πλῆθος (pléthos) τῶν ἀσθενούντων, τυφλῶν, χωλῶν, ξηρῶν
    Sotto questi (portici) giaceva un gran numero d’infermi, di ciechi, di zoppi, di paralitici[, i quali aspettavano l’agitarsi dell’acqua

v. 7
λέγει οὗν ὁ μαθητής ἐκεῖνος ὃν ἠγάπα ὁ ἰησοῦς τῶ πέτρῳ, ὁ κύριός ἐστιν. σίμων οὗν πέτρος, ἀκούσας ὅτι ὁ κύριός ἐστιν, τόν ἐπενδύτην διεζώσατο (diezòsato), ἦν γάρ γυμνός, καί ἔβαλεν ἑαυτόν εἰς τήν θάλασσαν
Dixit ergo discipulus ille, quem diligebat Jesus, Petro: Dominus est. Simon Petrus cum audisset quia Dominus est, tunica succinxit se (erat enim nudus) et misit se in mare
Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: È il Signore! Simon Pietro, appena udì che era il Signore, si strinse la veste attorno ai fianchi, perché era svestito, e si gettò in mare

διαζώννυμι (diazònnumi) legarsi una cosa intorno ai fianchi, come fece Gesù prima di lavare i piedi agli apostoli:

  • Giovanni 13,4-5
    ἐγείρεται ἐκ τοῦ δείπνου κα τίθησιν τ ἱμάτια κα λαβών λέντιον διέζωσεν (diézosen) ἑαυτόν· εἶτα βάλλει ὕδωρ εἰς τν νιπτῆρα, κα ἤρξατο νίπτειν τούς πόδας τῶν μαθητῶν κα ἐκμάσσειν τῷ λεντίῳ ᾧ ἦν διεζωσμένος (diezosménos)
    Si alzò da tavola, depose le sue vesti e, preso un asciugatoio, se lo cinse. Poi mise dell’acqua in una bacinella, e cominciò a lavare i piedi ai discepoli, e ad asciugarli con l’asciugatoio del quale era cinto

v. 9
ὡς οὗν ἀπέβησαν εἰς τήν γῆν βλέπουσιν ἀνθρακιν κειμένην κα ὀψάριον (opsàrion) ἐπικείμενον κα ἄρτον (àrton)
Ut ergo descenderunt in terram, viderunt prunas positas, et piscem superpositum, et panem
Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane

v. 10
λέγει αὐτοῖς ὁ ἰησοῦς, ἐνέγκατε ἀπό τῶν ὀψαρίων (opsarìon) ὧν ἐπιάσατε νῦν
Dicit eis Jesus: Afferte de piscibus, quos prendidistis nunc
Disse loro Gesù: Portate un po’ del pesce che avete preso ora

v. 13
ἔρχεται ἰησοῦς κα λαμβάνει τόν ἄρτον (àrton) κα δίδωσιν αὐτοῖς, κα τό ὀψάριον (opsàrion) ὁμοίως
Et venit Jesus, et accipit panem, et dat eis, et piscem similiter
Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede loro, e così pure il pesce

ὀψάριον (opsàrion) e ἄρτος (àrtos), pesce e pane, protagonisti di un altro racconto giovanneo:

  • Giovanni 6,9
    Ἔστιν παιδάριον ὧδε ὃς ἔχει πέντε ἄρτους (àrtus) κριθίνους κα δύο ὀψάρια (opsària)· ἀλλ ταῦτα τί ἐστιν εἰς τοσούτους;
    C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cosa sono per così tanta gente?
  • Giovanni 6,11
    ἔλαβεν οὖν τος ἄρτους (àrtus) ὁ Ἰησοῦς κα εὐχαριστήσας διέδωκεν τοῖς ἀνακειμένοις, ὁμοίως κα ἐκ τῶν ὀψαρίων (opsarìon) ὅσον ἤθελον
    Gesù quindi prese i pani e, dopo aver reso grazie, li distribuì alla gente seduta; lo stesso fece dei pesci, quanti ne vollero

ἀγαπᾷς με;
Diligis me?
Mi ami?
You love me?
¿Me amas?
Du liebst mich?
Tu myli mane?
אתה אוהב אותי?
Tu m’aimes?
너는 나를 사랑한다?
Ti më do mua?
ти мене любиш?
Ты любишь меня?
Você me ama?
你爱我?

Signore, tu lo sai
che io ti amo,
forse io
non lo so

εἰρήνη

Parte superiore del corpo di Cristo – Albrecht Durer

Domenica 24 aprile 2022

Giovanni 20,19-31
19La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: “Pace a voi!”. 20Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. 21Gesù disse loro di nuovo: “Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi”. 22Detto questo, soffiò e disse loro: “Ricevete lo Spirito Santo. 23A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati”.
24Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. 25Gli dicevano gli altri discepoli: “Abbiamo visto il Signore!”. Ma egli disse loro: “Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo”.
26Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: “Pace a voi!”. 27Poi disse a Tommaso: “Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!”. 28Gli rispose Tommaso: “Mio Signore e mio Dio!”. 29Gesù gli disse: “Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!”.
30Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. 31Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome

Le apparizioni
del risorto
si susseguono
cadenzate
rituali

Gioiscono
gli apostoli
ma solo
al vedere
le ferite

Cicatrici
memorie
di vita vissuta
insieme
di morte subita
da solo

Cicatrici
segni indelebili
incomprensibili
che mettono a nudo
l’incredulità
che inchiodano
la paura
ma che mostrano
l’impensabile
l’impossibile

Gesù è risorto
appare
Tommaso è vivo
assente
forse perché
più coraggioso
degli altri

Se non vedo
se non metto
guarda
metti
incredulo credente
come gli altri
come tutti
bisognosi
di vedere
le ferite
il dolore
l’amore

Mio Signore e mio Dio
nostro Signore e nostro Dio

v. 19
οὔσης οὗν ὀψίας τῇ ἡμέρᾳ ἐκείνῃ τῇ μιᾷ σαββάτων, καί τῶν θυρῶν κεκλεισμένων ὅπου ἦσαν οἱ μαθηταί διά τόν φόβον τῶν ἰουδαίων, ἦλθεν ὁ ἰησοῦς καί ἔστη εἰς τό μέσον καί λέγει αὐτοῖς, εἰρήνη (eiréne) ὑμῖν
Cum ergo sero esset die illo, una sabbatorum, et fores essent clausæ, ubi erant discipuli congregati propter metum Judæorum: venit Jesus, et stetit in medio, et dixit eis: Pax vobis
La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: Pace a voi

v. 21
εἶπεν οὗν αὐτοῖς [ὁ ἰησοῦς] πάλιν, εἰρήνη (eiréne) ὑμῖν· καθώς ἀπέσταλκέν με ὁ πατήρ, κἀγώ πέμπω ὑμᾶς
Dixit ergo eis iterum: Pax vobis. Sicut misit me Pater, et ego mitto vos
Gesù disse loro di nuovo: Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi

v. 26
καί μεθ᾽ ἡμέρας ὀκτώ πάλιν ἦσαν ἔσω οἱ μαθηταί αὐτοῦ καί θωμᾶς μετ᾽ αὐτῶν. ἔρχεται ὁ ἰησοῦς τῶν θυρῶν κεκλεισμένων, καί ἔστη εἰς τό μέσον καί εἶπεν, εἰρήνη (eiréne) ὑμῖν
Et post dies octo, iterum erant discipuli ejus intus, et Thomas cum eis. Venit Jesus januis clausis, et stetit in medio, et dixit: Pax vobis
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: Pace a voi

εἰρήνη (eiréne) dal verbo primario éiro che significa congiungere; eiréne è la pace che unisce, che avvicina, che crea armonia, concordia:

  • Giovanni 14,27
    εἰρήνην (eirénen) ἀφίημι ὑμῖν, εἰρήνην (eirénen) τὴν ἐμὴν δίδωμι ὑμῖν· οὐ καθὼς ὁ κόσμος δίδωσιν ἐγὼ δίδωμι ὑμῖν. μὴ ταρασσέσθω ὑμῶν ἡ καρδία μηδὲ δειλιάτω
    Vi lascio pace; vi do la mia pace. Io non vi do come il mondo dà. Il vostro cuore non sia turbato e non si sgomenti
  • Giovanni 16,33
    ταῦτα λελάληκα ὑμῖν ἵνα ἐν ἐμοὶ εἰρήνην (eirénen) ἔχητε· ἐν τῷ κόσμῳ θλῖψιν ἔχετε, ἀλλὰ θαρσεῖτε, ἐγὼ νενίκηκα τὸν κόσμον
    Vi ho detto queste cose, affinché abbiate pace in me. Nel mondo avrete tribolazione; ma fatevi coraggio, io ho vinto il mondo

v. 25
ἔλεγον οὗν αὐτῶ οἱ ἄλλοι μαθηταί, ἑωράκαμεν τόν κύριον. ὁ δέ εἶπεν αὐτοῖς, ἐάν μή ἴδω ἐν ταῖς χερσίν αὐτοῦ τόν τύπον τῶν ἥλων καί βάλω τόν δάκτυλόν (dàktylon) μου εἰς τόν τύπον τῶν ἥλων καί βάλω μου τήν χεῖρα εἰς τήν πλευράν αὐτοῦ, οὐ μή πιστεύσω
Dixerunt ergo ei alii discipuli: Vidimus Dominum. Ille autem dixit eis: Nisi videro in manibus ejus fixuram clavorum, et mittam digitum meum in locum clavorum, et mittam manum meam in latus ejus, non credam
Gli dicevano gli altri discepoli: Abbiamo visto il Signore!. Ma egli disse loro: Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo

v. 27
εἶτα λέγει τῶ θωμᾷ, φέρε τόν δάκτυλόν (dàktylon) σου ὧδε καί ἴδε τάς χεῖράς μου, καί φέρε τήν χεῖρά σου καί βάλε εἰς τήν πλευράν μου, καί μή γίνου ἄπιστος ἀλλά πιστός
Deinde dicit Thomæ: Infer digitum tuum huc, et vide manus meas, et affer manum tuam, et mitte in latus meum: et noli esse incredulus, sed fidelis
Poi disse a Tommaso: Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente

δάκτυλος (dàktylos) il dito, derivato probabilmente da δέκα (déka) dieci; nel vangelo viene usato solamente da Gesù per scrivere per terra, nell’Esodo è il dito di Dio che incide le tavole della legge:

  • Esodo 31,18
    καί ἔδωκεν Μωυσεῖ ἡνίκα κατέπαυσεν λαλῶν αὐτῷ ἐν τῷ ὄρει τῷ Σινα τάς δύο πλάκας τοῦ μαρτυρίου πλάκας λιθίνας γεγραμμένας τῷ δακτύλῳ (daktylo) τοῦ θεοῦ
    Quando il Signore ebbe finito di parlare con Mosè sul monte Sinai, gli diede le due tavole della testimonianza, tavole di pietra, scritte con il dito di Dio
  • Giovanni 8,6
    τοῦτο δέ ἔλεγον πειράζοντες αὐτόν, ἵνα ἔχωσιν κατηγορεῖν αὐτοῦ. ὁ δέ ἰησοῦς κάτω κύψας τῶ δακτύλῳ (dactylo) κατέγραφεν εἰς τήν γῆν
    Dicevano questo per metterlo alla prova, per poterlo accusare. Ma Gesù, chinatosi, si mise a scrivere con il dito in terra

v. 22
καί τοῦτο εἰπών ἐνεφύσησεν καί λέγει αὐτοῖς, λάβετε πνεῦμα ἅγιον
Hæc cum dixisset, insufflavit, et dixit eis: Accipite spiritum sanctum
Detto questo, soffiò e disse loro: Ricevete lo spirito santo

ἐμφυσάω (emphysào) letteralmente è soffiare dentro; in tutta la Bibbia viene utilizzato solamente in Genesi da Dio per dare vita ad Adamo, e qui da Gesù per rivitalizzare gli apostoli:

  • Genesi 2,7
    καί ἔπλασεν ὁ θεός τόν ἄνθρωπον χοῦν ἀπό τῆς γῆς καί ἐνεφύσησεν (enephysesen) εἰς τό πρόσωπον αὐτοῦ πνοήν ζωῆς καί ἐγένετο ὁ ἄνθρωπος εἰς ψυχήν ζῶσαν
    Dio formò l’uomo dalla polvere della terra, gli soffiò nelle narici un alito vitale e l’uomo divenne un’anima vivente

Pace
parola sussurrata
per non spaventare
ulteriormente
per non
allontanare

Pace
parola soffiata
insufflata
come una brezza
leggera
un vento
primaverile

Pace
parola che scende
abbraccia
si spande
scalda
rianima

Pace
parola che entra
che riempie
che trasborda
che sconfina

Pace
dono dello spirito
germoglio
del perdono
frutto
dell’ascolto
raccolto
della pazienza

Pace
a voi
a noi
a tutti quelli
che sanno vedere
le ferite
dell’uomo
degli uomini

Deliramentum

Running along the beach – Joaquìn Sorolla

Domenica 17 aprile 2022 – Pasqua del Signore

Luca 24,1-12
1Il primo giorno della settimana, al mattino presto esse si recarono al sepolcro, portando con sé gli aromi che avevano preparato. 2Trovarono che la pietra era stata rimossa dal sepolcro 3e, entrate, non trovarono il corpo del Signore Gesù. 4Mentre si domandavano che senso avesse tutto questo, ecco due uomini presentarsi a loro in abito sfolgorante. 5Le donne, impaurite, tenevano il volto chinato a terra, ma quelli dissero loro: “Perché cercate tra i morti colui che è vivo? 6Non è qui, è risorto. Ricordatevi come vi parlò quando era ancora in Galilea 7e diceva: “Bisogna che il Figlio dell’uomo sia consegnato in mano ai peccatori, sia crocifisso e risorga il terzo giorno””. 8Ed esse si ricordarono delle sue parole 9e, tornate dal sepolcro, annunciarono tutto questo agli undici e a tutti gli altri. 10Erano Maria Maddalena, Giovanna e Maria madre di Giacomo. Anche le altre, che erano con loro, raccontavano queste cose agli apostoli. 11Quelle parole parvero a loro come un vaneggiamento e non credevano ad esse. 12Pietro tuttavia si alzò, corse al sepolcro e, chinatosi, vide soltanto i teli. E tornò indietro, pieno di stupore per l’accaduto

v. 11
Et visa sunt ante illos sicut deliramentum verba ista, et non crediderunt illis
Quelle parole parvero a loro come un vaneggiamento e non credevano ad esse

Quanta pazienza
le donne
ascoltano
ricordano
e credono

Quanta pazienza
tre donne
i loro nomi
scritti nella sabbia
presto dimenticati
spesso confusi
rispetto
ai dodici

Quanta pazienza
le donne
subito
con qualcosa
da fare
da preparare
da sistemare

Quanta pazienza
le donne
non credute
non considerate
vaneggiamento
deliramentum

Quanta pazienza
le donne
donne dell’ascolto
che non vengono
ascoltate

Quanta pazienza
le donne
gli altri
hanno bisogno
di Pietro
di una conferma
di una vidima
non le donne
sapevano già
a loro
era bastato
ascoltare
ricordare

v. 2
εὖρον δέ τν λίθον ἀποκεκυλισμένον (apokekylisménon) ἀπ τοῦ μνημείου
Et invenerunt lapidem revolutum a monumento
Trovarono che la pietra era stata rimossa dal sepolcro

ἀποκυλίω (apokylìo) dal verbo κυλίομαι (kyliomai) che è proprio rotolare in senso circolare (kuklos è l’anello); nei vangeli viene usato solamente in riferimento alla pietra del sepolcro:

  • Matteo 28,2
    καί ἰδο σεισμς ἐγένετο μέγας· ἄγγελος γρ κυρίου καταβς ἐξ οὐρανοῦ καί προσελθών ἀπεκύλισε (apekylise) τν λίθον κα ἐκάθητο ἐπάνω αὐτοῦ
    Ed ecco si fece un gran terremoto; perché un angelo del Signore, sceso dal cielo, si accostò, rotolò la pietra e vi sedette sopra
  • Marco 16,3
    καί ἔλεγον πρς ἑαυτάς· Τίς ἀποκυλίσει (apokylìsei) ἡμῖν τν λίθον ἐκ τῆς θύρας τοῦ μνημείου;
    E dicevano tra di loro: Chi ci rotolerà la pietra dall’apertura del sepolcro?
  • Marco 16,4
    καί ἀναβλέψασαι θεωροῦσιν ὅτι ἀποκεκύλισται (apokekylistai) ὁ λίθος, ἦν γρ μέγας σφόδρα
    Ma, alzati gli occhi, videro che la pietra era stata rotolata; ed era pure molto grande

v. 6
οὐκ ἔστιν ὧδε, ἀλλ ἠγέρθη. μνήσθητε (mnésthete) ὡς ἐλάλησεν ὑμῖν ἔτι ὢν ἐν τῇ γαλιλαίᾳ
Non est hic, sed surrexit: recordamini qualiter locutus est vobis, cum adhuc in Galilæa esset
Non è qui, è risorto. Ricordatevi come vi parlò quando era ancora in Galilea

v. 8
καί ἐμνήσθησαν (emnésthesan) τῶν ῥημάτων αὐτοῦ
Et recordatæ sunt verborum ejus
Ed esse si ricordarono delle sue parole

μιμνῄσκομαι (mimnéskomai) rafforzamento della radice di μένω (menô) che è rimanere, trattenere; mimnéskomai quindi è ricordare, cioè trattenere nella mente e nel cuore:

v. 12
ὁ δέ πέτρος ἀναστς ἔδραμεν (édramen) ἐπί τ μνημεῖον, καί παρακύψας βλέπει τά ὀθόνια μόνα· καί ἀπῆλθεν πρς ἑαυτν θαυμάζων τ γεγονός
Petrus autem surgens cucurrit ad monumentum: et procumbens vidit linteamina sola posita, et abiit secum mirans quod factum fuerat
Pietro tuttavia si alzò, corse al sepolcro e, chinatosi, vide soltanto i teli. E tornò indietro, pieno di stupore per l’accaduto

τρέχω (trécho) il verbo della corsa, che per certi tempi usa dremo (la radice di δρόμος dròmos, la corsa); il correre viene usato dagli evangelisti in conseguenza della risurrezione, e da Luca anche per il padre che ha aspettato a lungo suo figlio:

  • Luca 15,20
    καί ἀναστάς ἦλθεν πρς τν πατέρα ἑαυτοῦ. ἔτι δ αὐτοῦ μακράν ἀπέχοντος εἶδεν αὐτν ὁ πατήρ αὐτοῦ καί ἐσπλαγχνίσθη καί δραμών (dramòn) ἐπέπεσεν ἐπί τν τράχηλον αὐτοῦ καί κατεφίλησεν αὐτόν
    Egli dunque si alzò e tornò da suo padre. Ma mentre egli era ancora lontano, suo padre lo vide e ne ebbe compassione; corse, gli si gettò al collo e lo baciò
  • Matteo 28,8
    καί ἀπελθοῦσαι ταχύ ἀπ τοῦ μνημείου μετά φόβου καί χαρᾶς μεγάλης ἔδραμον (édramon) ἀπαγγεῖλαι τοῖς μαθηταῖς αὐτοῦ
    E quelle se ne andarono in fretta dal sepolcro con spavento e grande gioia e corsero ad annunciarlo ai suoi discepoli
  • Giovanni 20,4
    ἔτρεχον (étrechon) δ οἱ δύο ὁμοῦ· καί ὁ ἄλλος μαθητής προέδραμεν (proédramen) τάχιον τοῦ Πέτρου καί ἦλθεν πρῶτος εἰς τ μνημεῖον
    I due correvano assieme, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse primo al sepolcro

La risurrezione
mette le ali

Correre al sepolcro
tornare
correndo

Api impazzite
al ricordo
delle sue parole

Non si può
indugiare
rimanere
fermi
increduli

Bisogna
alzarsi
risorgere
correre
dai fratelli
coi fratelli

Pieni di stupore
ascoltare
l’annuncio
ricordare
le sue parole
raccontarle
agli altri

Oggi
è il giorno


εὐλογημένος

Hammamet with its mosque – Paul Klee

Domenica 10 aprile 2023 – Domenica delle Palme

Luca 19,28-40
28Dette queste cose, Gesù camminava davanti a tutti salendo verso Gerusalemme. 29Quando fu vicino a Bètfage e a Betània, presso il monte detto degli Ulivi, inviò due discepoli 30dicendo: «Andate nel villaggio di fronte; entrando, troverete un puledro legato, sul quale non è mai salito nessuno. Slegatelo e conducetelo qui. 31E se qualcuno vi domanda: «Perché lo slegate?», risponderete così: «Il Signore ne ha bisogno»». 32Gli inviati andarono e trovarono come aveva loro detto. 33Mentre slegavano il puledro, i proprietari dissero loro: «Perché slegate il puledro?». 34Essi risposero: «Il Signore ne ha bisogno». 35Lo condussero allora da Gesù; e gettati i loro mantelli sul puledro, vi fecero salire Gesù. 36Mentre egli avanzava, stendevano i loro mantelli sulla strada.
37Era ormai vicino alla discesa del monte degli Ulivi, quando tutta la folla dei discepoli, pieni di gioia, cominciò a lodare Dio a gran voce per tutti i prodigi che avevano veduto, 38dicendo: «Benedetto colui che viene, il re, nel nome del Signore. Pace in cielo e gloria nel più alto dei cieli!».
39Alcuni farisei tra la folla gli dissero: «Maestro, rimprovera i tuoi discepoli». 40Ma egli rispose: «Io vi dico che, se questi taceranno, grideranno le pietre»

Prima di salire a Gerusalemme, Gesù fa un ultimo racconto, un’ultima spiegazione, un Bignami per chi ancora non avesse capito: racconta la parabola dei talenti.
Il servo che ha paura, che non si fida del proprio padrone e nemmeno del prodotto che è chiamato a far crescere, a raccogliere e a restituire.
Gesù è servo fedele, la strada è segnata, è in salita, ma i frutti passano da questa potatura; glielo ha detto in mille modi, ma non è semplice.
E’ più facile stendere mantelli, far salire sull’asino; entusiasmo contagioso, inni, canti, danze.
Domingo de ramos, rami agitati al vento, rametti innaffiati e appesi ai muri, antica scaramanzia per allontanare guai sempre attuali.
Saliamo anche a noi a Gerusalemme, con occhi nuovi e cuore aperto: dicono che la settimana prometta grandi eventi, un uomo entra sopra un asino e dice che nulla sarà come prima!!!

v. 35
καί ἤγαγον αὐτόν πρός τόν ἰησοῦν, καί ἐπιρίψαντες αὐτῶν τά ἱμάτια ἐπί τόν πῶλον ἐπεβίβασαν (epebìbasan) τόν ἰησοῦν
Et duxerunt illum ad Jesum. Et jacentes vestimenta sua supra pullum, imposuerunt Jesum
Lo condussero allora da Gesù; e gettati i loro mantelli sul puledro, vi fecero salire Gesù

ἐπιβιβάζω (epibibàzo) far montare, far salire; verbo utilizzato solo due volte da Luca, per Gesù e per l’uomo soccorso dal samaritano:

  • Luca 10,34
    καί προσελθών κατέδησεν τά τραύματα αὐτοῦ ἐπιχέων ἔλαιον καί οἶνον, ἐπιβιβάσας (epibibàsas) δ αὐτόν ἐπί τό ἴδιον κτῆνος ἤγαγεν αὐτόν εἰς πανδοχεῖον καί ἐπεμελήθη αὐτοῦ
    Avvicinatosi, fasciò le sue piaghe versandovi sopra olio e vino, poi lo mise sulla propria cavalcatura, lo condusse a una locanda e si prese cura di lui

v. 37
ἐγγίζοντος δ αὐτοῦ ἤδη πρός τῇ καταβάσει τοῦ ὄρους τῶν ἐλαιῶν ἤρξαντο ἅπαν τό πλῆθος τῶν μαθητῶν χαίροντες αἰνεῖν (ainéin) τόν θεόν φωνῇ μεγάλῃ περί πασῶν ὧν εἶδον δυνάμεων
Et cum appropinquaret jam ad descensum montis Oliveti, cœperunt omnes turbæ discipulorum gaudentes laudare Deum voce magna super omnibus, quas viderant, virtutibus
Era ormai vicino alla discesa del monte degli Ulivi, quando tutta la folla dei discepoli, pieni di gioia, cominciò a lodare Dio a gran voce per tutti i prodigi che avevano veduto

αἰνέω (ainéo) lodare, celebrare, cantare inni; nel vangelo di Luca era dalla nascita di Gesù che questo verbo non veniva più utilizzato:

  • Luca 2,13
    καί ἐξαίφνης ἐγένετο σν τῷ ἀγγέλῳ πλῆθος στρατιᾶς οὐρανίου αἰνούντων (ainùnton) τν θεν καί λεγόντων
    E a un tratto vi fu con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva
  • Luca 2,20
    καί ὑπέστρεψαν οἱ ποιμένες δοξάζοντες καί αἰνοῦντες (ainùntes) τν θεν ἐπί πᾶσιν οἷς ἤκουσαν καί εἶδον καθώς ἐλαλήθη πρς αὐτούς
    E i pastori tornarono indietro, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato loro annunciato

v. 39
καί τινες τῶν φαρισαίων ἀπό τοῦ ὄχλου εἶπαν πρός αὐτόν, διδάσκαλε, ἐπιτίμησον (epitìmeson) τοῖς μαθηταῖς σου
Et quidam pharisæorum de turbis dixerunt ad illum: Magister, increpa discipulos tuos
Alcuni farisei tra la folla gli dissero: Maestro, rimprovera i tuoi discepoli

ἐπιτιμάω (epitimào) giudicare, dare una pena meritata e quindi rimproverare; il verbo presuppone sempre la colpevolezza di chi subisce il rimprovero:

  • Luca 8,24
    προσελθόντες δ διήγειραν αὐτν λέγοντες· Ἐπιστάτα ἐπιστάτα, ἀπολλύμεθα· ὁ δ διεγερθες ἐπετίμησεν (epetìmesen) τῷ ἀνέμῳ κα τῷ κλύδωνι τοῦ ὕδατος, κα ἐπαύσαντο, κα ἐγένετο γαλήνη
    I discepoli, avvicinatisi, lo svegliarono, dicendo: Maestro, Maestro, noi periamo! Ma egli, destatosi, sgridò il vento e i flutti, che si calmarono, e si fece bonaccia
  • Luca 18,15
    Προσέφερον δ αὐτῷ κα τ βρέφη ἵνα αὐτῶν ἅπτηται· ἰδόντες δ οἱ μαθητα ἐπετίμων (epetìmon) αὐτοῖς
    Portavano a Gesù anche i bambini, perché li toccasse; ma i discepoli, vedendo, li sgridavano
  • Luca 23,40
    ἀποκριθες δ ὁ ἕτερος ἐπιτιμῶν (epitimòn) αὐτῷ ἔφη· Οὐδ φοβῇ σ τν θεόν, ὅτι ἐν τῷ αὐτῷ κρίματι εἶ;
    Ma l’altro lo rimproverava: Neanche tu hai timore di Dio e sei dannato alla stessa pena?

Ci sarà un momento
in cui grideranno
anche le pietre

Per il momento
noi
facciamo silenzio
proviamo ad ascoltare
col nostro rametto
in mano

Un uomo sale
a Gerusalemme
di nuovo
ancora
non può
non farlo

E come sempre
siamo lì
a inneggiare
a festeggiare
a immaginare
a pregustare

Fermiamoci in silenzio
prendiamo del tempo
coi rametti in mano
osserviamo
ascoltiamo
ascoltiamoci

Non è
come gli altri anni
non è mai
come gli altri anni

Entriamo
nella settimana
dei riti
entriamo
in silenzio
facciamoci raggiungere
dagli eventi
dalle parole

Grideranno le pietre
noi
per il momento
ascoltiamo
il rumore del vento
che agita
i nostri rami

ἀναμάρτητος

Testa di uomo – Leonardo da Vinci

Domenica 3 aprile 2022 – Quinta di Quaresima

Giovanni 8,1-11
1Gesù si avviò verso il monte degli Ulivi. 2Ma al mattino si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui. Ed egli sedette e si mise a insegnare loro. 3Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna sorpresa in adulterio, la posero in mezzo e 4gli dissero: “Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. 5Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?”. 6Dicevano questo per metterlo alla prova e per avere motivo di accusarlo. Ma Gesù si chinò e si mise a scrivere col dito per terra. 7Tuttavia, poiché insistevano nell’interrogarlo, si alzò e disse loro: “Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei”. 8E, chinatosi di nuovo, scriveva per terra. 9Quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani. Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo. 10Allora Gesù si alzò e le disse: “Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?”. 11Ed ella rispose: “Nessuno, Signore”. E Gesù disse: “Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più”

Uno a zero
donna al centro

Il bersaglio è immobile
al centro
impossibile
sbagliare il colpo

Il verdetto
è già stato
emesso
la condanna
senza appello
la legge
è chiara
limpida
cristallina

Gli articoli
della legge
sono le lenti
trasparenti
degli occhiali
attraverso cui
scandagliamo
le vite degli
gli altri

Gesù
prende tempo
davanti alla smania
di giustizia
prende tempo
perché tutti
prendano tempo
alzino la testa
un bel respiro

Conversione
è guardare
con occhi nuovi
cose già viste
molte volte

** Il brano è nel vangelo di Giovanni ma tutti gli esegeti sono ormai convinti che facesse parte di quello di Luca, soprattutto per alcune parole tipiche lucane **
v. 6
τοῦτο δέ ἔλεγον πειράζοντες αὐτόν, ἵνα ἔχωσιν κατηγορεῖν (kategoréin) αὐτοῦ. ὁ δέ ἰησοῦς κάτω κύψας τῶ δακτύλῳ κατέγραφεν εἰς τν γῆν
Hoc autem dicebant tentantes eum, ut possent accusare eum. Jesus autem inclinans se deorsum, digito scribebat in terra
Dicevano questo per metterlo alla prova e per avere motivo di accusarlo. Ma Gesù si chinò e si mise a scrivere col dito per terra

κατηγορέω (kategoréo) da κατά + ἀγορά (katà + agorà), accusare, fare un’accusa davanti ad un giudice:

  • Luca 6,7
    παρετηροῦντο δέ οἱ γραμματεῖς κα οἱ Φαρισαῖοι εἰ ἐν τῷ σαββάτῳ θεραπεύει, ἵνα εὕρωσιν κατηγορεῖν (kategoréin) αὐτοῦ
    Gli scribi e i farisei lo osservavano per vedere se avrebbe fatto una guarigione di sabato, per trovare di che accusarlo
  • Luca 23,10
    εἱστήκεισαν δέ οἱ ἀρχιερεῖς κα οἱ γραμματεῖς εὐτόνως κατηγοροῦντες (kategorùntes) αὐτοῦ
    Or i capi dei sacerdoti e gli scribi stavano là, accusandolo con veemenza
  • Luca 23,14
    εἶπεν πρς αὐτούς· Προσηνέγκατέ μοι τν ἄνθρωπον τοῦτον ὡς ἀποστρέφοντα τν λαόν, κα ἰδοὺ ἐγ ἐνώπιον ὑμῶν ἀνακρίνας οὐθν εὗρον ἐν τῷ ἀνθρώπῳ τούτῳ αἴτιον ὧν κατηγορεῖτε (kategoréite) κατ’ αὐτοῦ
    Disse loro: Mi avete portato quest’uomo come sobillatore del popolo; ecco, l’ho esaminato davanti a voi, ma non ho trovato in lui nessuna colpa di quelle di cui lo accusate

v. 7
ὡς δέ ἐπέμενον ἐρωτῶντες αὐτόν, ἀνέκυψεν κα εἶπεν αὐτοῖς, ὁ ἀναμάρτητος ὑμῶν πρῶτος ἐπ᾽ αὐτν βαλέτω λίθον (lìthon)
Cum ergo perseverarent interrogantes eum, erexit se, et dixit eis: Qui sine peccato est vestrum, primus in illam lapidem mittat
Tuttavia, poiché insistevano nell’interrogarlo, si alzò e disse loro: Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei

λίθος (lìthos) pietra:

  • Luca 19,40
    λέγω ὑμῖν, ὅτι ἐάν οὗτοι σιωπήσουσιν, οἱ λίθοι (lìthoi) κράξουσιν
    Vi dico che se costoro taceranno, le pietre grideranno
  • Luca 20,17
    λίθον (lìthon) ὃν ἀπεδοκίμασαν οἱ οἰκοδομοῦντες, οὗτος ἐγενήθη εἰς κεφαλν γωνίας
    La pietra che i costruttori hanno rifiutata è quella che è diventata pietra angolare
  • Luca 24,2
    εὗρον δ τόν λίθον (lìthon) ἀποκεκυλισμένον ἀπό τοῦ μνημείου
    Trovarono che la pietra era stata rotolata dal sepolcro.

v. 9
οἱ δέ ἀκούσαντες ἐξήρχοντο εἷς καθ᾽ εἷς ἀρξάμενοι ἀπ τῶν πρεσβυτέρων, κα κατελείφθη (kateléifthe) μόνος, κα ἡ γυν ἐν μέσῳ οὗσα
Audientes autem unus post unum exibant, incipientes a senioribus: et remansit solus Jesus, et mulier in medio stans
Quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani. Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo

καταλείπω (kataléipo) lasciare indietro, lasciare da solo:

  • Luca 5,28
    κα καταλιπών (katalipòn) πάντα ἀναστς ἠκολούθει αὐτῷ
    Ed egli, lasciata ogni cosa, si alzò e si mise a seguirlo
  • Luca 10,40
    ἡ δέ Μάρθα περιεσπᾶτο περ πολλήν διακονίαν· ἐπιστᾶσα δέ εἶπεν· Κύριε, οὐ μέλει σοι ὅτι ἡ ἀδελφή μου μόνην με κατέλειπεν (katéleipen) διακονεῖν; εἰπέ οὖν αὐτῇ ἵνα μοι συναντιλάβηται
    Ma Marta, tutta presa dalle faccende domestiche, venne e disse: Signore, non ti importa che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti
  • Luca 15,4
    Τίς ἄνθρωπος ἐξ ὑμῶν ἔχων ἑκατν πρόβατα κα ἀπολέσας ἐξ αὐτῶν ἓν οὐ καταλείπει (kataléipei) τ ἐνενήκοντα ἐννέα ἐν τῇ ἐρήμῳ κα πορεύεται ἐπ τ ἀπολωλς ἕως εὕρῃ αὐτό;
    Chi di voi, avendo cento pecore, se ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e non va dietro a quella perduta finché non la ritrova?

Mani piene
di pietre

Che voglia
di lanciare
pietre
che bisogno
di colpire
qualcuno
che lo merita

I bersagli
non mancano

Ma il Gesù
sposta
la luce
inquadra
un soggetto
diverso
guarda me

Solo se
osservo
le mie contraddizioni
i miei risentimenti
le mie gelosie
le mie invidie
le mie rabbie
le mie delusioni
solo così
le mani
si aprono
e lasciano cadere
a terra
le pietre

Lontano dal bersaglio
lontano dalle mani

Va’ e non peccare più
da adesso
subito
per sempre

Non ricordate più le cose passate,
non pensate più alle cose antiche!
Ecco, io faccio una cosa nuova:
proprio ora germoglia, non ve ne accorgete?

Isaia 43

mortuus erat

Paris 1907 – Kmetty Jànos

Domenica 27 marzo – Quarta di Quaresima

Lc 15,1-3.11-32
1Si avvicinavano a lui tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. 2I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: “Costui accoglie i peccatori e mangia con loro”. 3Ed egli disse loro questa parabola:
11Disse ancora: “Un uomo aveva due figli. 12Il più giovane dei due disse al padre: “Padre, dammi la parte di patrimonio che mi spetta”. Ed egli divise tra loro le sue sostanze. 13Pochi giorni dopo, il figlio più giovane, raccolte tutte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò il suo patrimonio vivendo in modo dissoluto. 14Quando ebbe speso tutto, sopraggiunse in quel paese una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. 15Allora andò a mettersi al servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei suoi campi a pascolare i porci. 16Avrebbe voluto saziarsi con le carrube di cui si nutrivano i porci; ma nessuno gli dava nulla. 17Allora ritornò in sé e disse: “Quanti salariati di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! 18Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; 19non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi salariati”. 20Si alzò e tornò da suo padre.
Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. 21Il figlio gli disse: “Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio”. 22Ma il padre disse ai servi: “Presto, portate qui il vestito più bello e fateglielo indossare, mettetegli l’anello al dito e i sandali ai piedi. 23Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, 24perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”. E cominciarono a far festa.
25Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; 26chiamò uno dei servi e gli domandò che cosa fosse tutto questo. 27Quello gli rispose: “Tuo fratello è qui e tuo padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo”. 28Egli si indignò, e non voleva entrare. Suo padre allora uscì a supplicarlo. 29Ma egli rispose a suo padre: “Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai disobbedito a un tuo comando, e tu non mi hai mai dato un capretto per far festa con i miei amici. 30Ma ora che è tornato questo tuo figlio, il quale ha divorato le tue sostanze con le prostitute, per lui hai ammazzato il vitello grasso”. 31Gli rispose il padre: “Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; 32ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”

Famiglia sbagliata
senza donne
senza dialogo
senza ascolto
senza attenzione

Famiglia di pretese
di richieste
di rivendicazioni
di prevaricazioni

Famiglia di persone
che se ne vanno
e vorrebbero tornare
che rimangono
e vorrebbero andarsene

Famiglia umana
di uomini
in guerra
tra loro
col padre
con sé stessi

Padre
paziente
che ascolta
osserva
il vicino
il lontano

Attesa
dell’inatteso

v. 12
καί εἶπεν ὁ νεώτερος αὐτῶν τῶ πατρί, πάτερ, δός μοι τό ἐπιβάλλον μέρος τῆς οὐσίας. ὁ δέ διεῖλεν αὐτοῖς τόν βίον (bìon)
Et dixit adolescentior ex illis patri: Pater, da mihi portionem substantiæ, quæ me contingit. Et divisit illis substantiam
Il più giovane dei due disse al padre: Padre, dammi la parte di patrimonio che mi spetta. Ed egli divise tra loro le sue sostanze

v. 30
ὅτε δέ ὁ υἱός σου οὖτος ὁ καταφαγών σου τόν βίον (bìon) μετά πορνῶν ἦλθεν, ἔθυσας αὐτῶ τόν σιτευτόν μόσχον
Sed postquam filius tuus hic, qui devoravit substantiam suam cum meretricibus, venit, occidisti illi vitulum saginatum
Ma ora che è tornato questo tuo figlio, il quale ha divorato le tue sostanze con le prostitute, per lui hai ammazzato il vitello grasso

βίος (bìos) la vita, ma per estensione quello che garantisce la vita, i beni, le sostanze di una persona, che assicurano il sostentamento:

  • Luca 8,14
    τό δέ εἰς τς ἀκάνθας πεσόν, οὗτοί εἰσιν οἱ ἀκούσαντες, καί ὑπό μεριμνῶν καί πλούτου καί ἡδονῶν τοῦ βίου (bìu) πορευόμενοι συμπνίγονται καί οὐ τελεσφοροῦσιν
    Quello che è caduto tra le spine sono coloro che ascoltano, ma se ne vanno e restano soffocati dalle preoccupazioni, dalle ricchezze e dai piaceri della vita, e non arrivano a maturità
  • Luca 8,43
    καί γυνή οὖσα ἐν ῥύσει αἵματος ἀπ ἐτῶν δώδεκα, ἥτις ἰατροῖς προσαναλώσασα ὅλον τν βίον (bìon) οὐκ ἴσχυσεν ἀπ’ οὐδενς θεραπευθῆναι
    Una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni e aveva speso tutti i suoi beni con i medici senza poter essere guarita da nessuno
  • Luca 21,4
    πάντες γρ οὗτοι ἐκ τοῦ περισσεύοντος αὐτοῖς ἔβαλον εἰς τ δῶρα, αὕτη δέ ἐκ τοῦ ὑστερήματος αὐτῆς πάντα τόν βίον (bìon) ὃν εἶχεν ἔβαλεν
    Perché tutti costoro hanno messo nelle offerte del loro superfluo; ma lei vi ha messo del suo necessario, tutto quello che aveva per vivere

v. 14
δαπανήσαντος δέ αὐτοῦ πάντα ἐγένετο λιμς ἰσχυρά κατά τήν χώραν ἐκείνην, καί αὐτς ἤρξατο ὑστερεῖσθαι (ysteréisthai)
Et postquam omnia consummasset, facta est fames valida in regione illa, et ipse cœpit egere
Quando ebbe speso tutto, sopraggiunse in quel paese una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno

ὑστερέω (ysteréo) arrivare in ritardo, rimanere indietro, e quindi rimanere nel bisogno, essere mancanti di qualcosa di fondamentale:

  • Luca 22,35
    Καί εἶπεν αὐτοῖς· Ὅτε ἀπέστειλα ὑμᾶς ἄτερ βαλλαντίου καί πήρας καί ὑποδημάτων, μή τινος ὑστερήσατε (ysterésate); οἱ δ εἶπαν· Οὐθενός
    Poi disse loro: Quando vi mandai senza borsa, senza sacca da viaggio e senza calzari, vi è forse mancato qualcosa? Essi risposero: Niente
  • Matteo 19,20
    λέγει αὐτῷ ὁ νεανίσκος· Πάντα ταῦτα ἐφύλαξα· τί ἔτι ὑστερῶ (ysterò);
    E il giovane a lui: Tutte queste cose le ho osservate; che mi manca ancora?
  • Giovanni 2,3
    καί ὑστερήσαντος (ysterésantos) οἴνου λέγει ἡ μήτηρ τοῦ Ἰησοῦ πρς αὐτόν· Οἶνον οὐκ ἔχουσιν
    Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: Non hanno più vino

v. 18
ἀναστάς (anastàs) πορεύσομαι πρός τόν πατέρα μου καί ἐρῶ αὐτῶ, πάτερ, ἥμαρτον εἰς τόν οὐρανόν καί ἐνώπιόν σου
Surgam, et ibo ad patrem meum, et dicam ei: Pater, peccavi in cælum, et coram te
Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te

ἀνίστημι (anìstemi) alzarsi, sollevarsi, uno dei due verbi della risurrezione:

  • Luca 17,19
    καί εἶπεν αὐτῷ· Ἀναστς (anastàs) πορεύου· ἡ πίστις σου σέσωκέν σε
    E gli disse: Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato
  • Luca 24,12
    Ὁ δ Πέτρος ἀναστς (anastàs) ἔδραμεν ἐπί τ μνημεῖον· καί παρακύψας βλέπει τ ὀθόνια μόνα· καί ἀπῆλθεν πρς αὑτν θαυμάζων τ γεγονός
    Ma Pietro, alzatosi, corse al sepolcro; si chinò a guardare e vide solo le fasce; poi se ne andò, meravigliandosi dentro di sé per quello che era avvenuto
  • Luca 24,46
    καί εἶπεν αὐτοῖς ὅτι οὕτως γέγραπται παθεῖν τν χριστν καί ἀναστῆναι (anasténai) ἐκ νεκρῶν τῇ τρίτῃ ἡμέρᾳ
    Così è scritto, che il Cristo avrebbe sofferto e sarebbe risorto dai morti il terzo giorno

Dove due di voi
saranno riuniti
lì nascerà
la competizione

Destino umano
corrente che trascina
chi parte
chi resta

Il padre aspetta
mi aspetta
ci aspetta
sempre
comunque

Aspetta
il ritorno
aspetta
una partenza
mai avvenuta

Solo
alzarsi in piedi
permette
di rivedere
la strada percorsa
e di far ripartire
i nostri passi

Ero morto
sono morto
ma soffia
un vento nuovo
oggi
sempre
basta alzarsi in piedi
per sentirlo
sulla testa
sul volto

Basta alzarsi
in piedi

Fratelli, se uno è in Cristo,
è una nuova creatura;
le cose vecchie sono passate;
ecco, ne sono nate di nuove
2 Corinzi 5,17