Sicut agnos inter lupos

Domenica 7 luglio 2019

Strada di campagna – Mario Puccini

Luca 10, 1-12, 17-20
1 Dopo questi fatti il Signore designò altri settantadue discepoli e li inviò a due a due avanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. 2 Diceva loro: «La messe è molta, ma gli operai sono pochi. Pregate dunque il padrone della messe perché mandi operai per la sua messe. 3 Andate: ecco io vi mando come agnelli in mezzo a lupi; 4 non portate borsa, né bisaccia, né sandali e non salutate nessuno lungo la strada. 5 In qualunque casa entriate, prima dite: Pace a questa casa. 6 Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. 7 Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché l’operaio è degno della sua mercede. Non passate di casa in casa. 8 Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà messo dinanzi, 9 curate i malati che vi si trovano, e dite loro: Si è avvicinato a voi il regno di Dio. 10 Ma quando entrerete in una città e non vi accoglieranno, uscite sulle piazze e dite: 11 Anche la polvere della vostra città che si è attaccata ai nostri piedi, noi la scuotiamo contro di voi; sappiate però che il regno di Dio è vicino. 12 Io vi dico che in quel giorno Sòdoma sarà trattata meno duramente di quella città.
17 I settantadue tornarono pieni di gioia dicendo: «Signore, anche i demòni si sottomettono a noi nel tuo nome». 18 Egli disse: «Io vedevo satana cadere dal cielo come la folgore. 19 Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra i serpenti e gli scorpioni e sopra ogni potenza del nemico; nulla vi potrà danneggiare. 20 Non rallegratevi però perché i demòni si sottomettono a voi; rallegratevi piuttosto che i vostri nomi sono scritti nei cieli»

Papa Francesco nell’Evangelii Gaudium punta a una “conversione missionaria” della Chiesa e invita ogni fedele a “discernere quale sia il cammino che il Signore gli chiede” e a “uscire dalla propria comodità per raggiungere tutte le periferie che hanno bisogno della luce del Vangelo” (20).
Immagino che Papa Francesco si riferisse anche a questo brano di Luca dove Gesù fornisce alcuni strumenti fondamentali per la missione di ognuno di noi

v.2 Ὁ μἐν θερισμός (therismòs) πολύς, οἱ δὲ ἐργάται ὀλίγοι
Messis quidem multa, operarii autem pauci
La messe è molta, ma gli operai sono pochi

La missione è θερισμός (therismòs) raccolto, mietitura:

  • Mt 13,30 ἄφετε συναυξάνεσθαι ἀμφότερα μέχρι τοῦ θερισμοῦ (therismù)· καὶ ἐν καιρῷ τοῦ θερισμοῦ (therismù) ἐρῶ τοῖς θερισταῖς (theristàis)· Συλλέξατε πρῶτον τὰ ζιζάνια καὶ δήσατε αὐτὰ εἰς δέσμας προς τὸ κατακαῦσαι αὐτά, τόν δὲ σῖτον συναγάγετε εἰς τήν ἀποθήκην μου
    Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Cogliete prima la zizzania e legatela in fastelli per bruciarla; il grano invece riponetelo nel mio granaio
  • Mc 4,29 ὅταν δὲ παραδοῖ ὁ καρπός, εὐθυς ἀποστέλλει τὸ δρέπανον, ὅτι παρέστηκεν ὁ θερισμός (therismòs)
    Quando il frutto è pronto, subito si mette mano alla falce, perché è venuta la mietitura
  • Gv 4,35 οὐχ ὑμεῖς λέγετε ὅτι Ἔτι τετράμηνός ἐστιν καὶ ὁ θερισμός (therismòs) ἔρχεται; ἰδοὺ λέγω ὑμῖν, ἐπάρατε τους ὀφθαλμους ὑμῶν καὶ θεάσασθε τάς χώρας ὅτι λευκαί εἰσιν πρός θερισμόν (therismòn) ἤδη
    Non dite voi: Ci sono ancora quattro mesi e poi viene la mietitura? Ecco, io vi dico: Levate i vostri occhi e guardate i campi che già biondeggiano per la mietitura

v.3 ἰδοὺ ἀποστέλλω ὑμᾶς ὡς ἄρνας ἐν μέσῳ λύκων
Ecce ego mitto vos sicut agnos inter lupos
Ecco io vi mando come agnelli in mezzo ai lupi

La missione a volte è sembrare fuori posto, di una razza diversa:

  • Siracide 13,17 τί κοινωνήσει λύκος ἀμνῷ οὕτως ἁμαρτωλός πρός εὐσεβῆ
    Che cosa vi può essere in comune tra il lupo e l’agnello? Lo stesso accade fra il peccatore e il pio
  • Isaia 11,6 καὶ συμβοσκηθήσεται λύκος μετὰ ἀρνός καὶ πάρδαλις συναναπαύσεται ἐρίφῳ
    Il lupo dimorerà insieme con l’agnello, la pantera si sdraierà accanto al capretto
  • Isaia 65,25 τότε λύκοι καὶ ἄρνες βοσκηθήσονται ἅμα καὶ λέων ὡς βοῦς φάγεται ἄχυρα
    Il lupo e l’agnello pascoleranno insieme, il leone mangerà la paglia come un bue

v.9 καὶ λέγετε αὐτοῖς· Ἤγγικεν (énghiken) ἐφ’ ὑμᾶς ἡ βασιλεία τοῦ θεοῦ
Et dicite illis: Appropinquavit in vos regnum Dei
E dite loro: il regno di Dio si è avvicinato a voi

La missione è annunciare che il regno di Dio si è già avvicinato; ἐγγίζω (enghìzo da ἐγγύς engùs = vicino) portare vicino, ma anche avvicinarsi, come per i deiscepoli di Emmaus;

  • Luca 24,15 καὶ ἐγένετο ἐν τῷ ὁμιλεῖν αὐτούς καὶ συζητεῖν καὶ αὐτός Ἰησοῦς ἐγγίσας (enghìsas) συνεπορεύετο αὐτοῖς
    Mentre discorrevano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro
  • Luca 24,28 Καὶ ἤγγισαν (ènghisan) εἰς την κώμην οὗ ἐπορεύοντο, καὶ αὐτός προσεποιήσατο πορρώτερον πορεύεσθαι
    Quando si avvicinarono al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano

v.17 ὑπέστρεψαν δὲ οἱ ἑβδομήκοντα δύο μετὰ χαρᾶς (charàs) λέγοντες κύριε καὶ τὰ δαιμόνια ὑποτάσσεται ἡμῖν ἐν τῷ ὀνόματί σου
Reversi sunt autem septuaginta duo cum gaudio, dicentes: Domine, etiam dæmonia subjiciuntur nobis in nomine tuo
I settantadue tornarono pieni di gioia dicendo: Signore, anche i demòni si sottomettono a noi nel tuo nome

La missione infine è tornare riempiti di gioia, χαρά (charà), l’ultimo sentimento con cui si conclude il vangelo di Luca:
Luca 24,52 καὶ αὐτοὶ [προσκυνήσαντες αὐτόν] ὑπέστρεψαν εἰς Ἰερουσαλἡμ μετὰ χαρᾶς (charàs) μεγάλης, καὶ ἦσαν διὰ παντός ἐν τῷ ἱερῷ εὐλογοῦντες τόν θεόν
Ed essi, dopo averlo adorato, tornarono a Gerusalemme con grande gioia; e stavano sempre nel tempio lodando Dio

Mortui sepeliant mortuos suos

Domenica 30 giugno 2019

Daphne a Pavarolo (part.) – Felice Casorati

Luca 9, 51-62
51 Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato tolto dal mondo, si diresse decisamente verso Gerusalemme 52 e mandò avanti dei messaggeri. Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per fare i preparativi per lui. 53 Ma essi non vollero riceverlo, perché era diretto verso Gerusalemme. 54 Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?». 55 Ma Gesù si voltò e li rimproverò. 56 E si avviarono verso un altro villaggio.
57 Mentre andavano per la strada, un tale gli disse: «Ti seguirò dovunque tu vada». 58 Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo». 59 A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, concedimi di andare a seppellire prima mio padre». 60 Gesù replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu va’ e annunzia il regno di Dio». 61 Un altro disse: «Ti seguirò, Signore, ma prima lascia che io mi congedi da quelli di casa». 62 Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che ha messo mano all’aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio»

Nel paragrafo precedente i discepoli discutevano su chi di loro fosse il più grande e Gesù spiega con pazienza non solo che chi è più piccolo è davvero il più grande, ma anche che chiunque non sia contro di noi è con noi.

I discepoli fanno fatica a capire ma Gesù ha una missione, non è più il tempo delle spiegazioni ma quello della decisione; una parola compare per ben tre volte nei primi tre versetti: πρόσωπον (pròsopon), la faccia, il viso, l’organo che identifica l’inizio del movimento e del cambiamento:

  • v.51 αὐτός τὸ πρόσωπον (pròsopon) ἐστήρισεν τοῦ πορεύεσθαι εἰς Ἰερουσαλήμ
    Ipse faciem suam firmavit ut iret in Jerusalem
    Rese fermo il volto verso l’andare a Gerusalemme
  • v.52 ἀπέστειλεν ἀγγέλους πρὸ προσώπου (prosòpu) αὐτοῦv
    Misit nuntios ante conspectum suum
    Mandò messaggeri davanti al suo volto
  • v.53 καὶ οὐκ ἐδέξαντο αὐτόν, ὅτι τὸ πρόσωπον (pròsopon) αὐτοῦ ἦν πορευόμενον εἰς Ἰερουσαλήμ
    Et non receperunt eum, quia facies ejus erat euntis in Jerusalem
    Ma non lo ricevettero, perché il suo volto era diretto verso Gerusalemme

La parola volto non è solo sinonimo di decisione ma anche di attenzione, ed è il protagonista della più bella delle benedizioni:

  • Numeri 6,25 ἐπιφάναι κύριος τὸ πρόσωπον (pròsopon) αὐτοῦ ἐπὶ σὲ καὶ ἐλεήσαι σε ἐπάραι κύριος τὸ πρόσωπον (pròsopon) αὐτοῦ ἐπὶ σὲ καὶ δῴη σοι εἰρήνην
    Il Signore faccia brillare il suo volto su di te e ti sia propizio, il Signore rivolga su di te il suo volto e ti conceda pace

v.54 Κύριε, θέλεις εἴπωμεν πῦρ (pùr) καταβῆναι ἀπὸ τοῦ οὐρανοῦ καὶ ἀναλῶσαι αὐτούς;
Domine, vis dicimus ut ignis descendat de cælo, et consumat illos?
Signore, vuoi che diciamo che un fuoco scenda dal cielo e li divori?

I discepoli propongono πῦρ (pùr), il fuoco dal cielo, la maledizione più antica, la soluzione più radicale:

  • 2 Re 1,10 εἰ ἄνθρωπος τοῦ θεοῦ ἐγώ καταβήσεται πῦρ (pùr) ἐκ τοῦ οὐρανοῦ καὶ καταφάγεταί σε καὶ τοὐς πεντήκοντά σου
    Se sono un uomo di Dio un fuoco scenda dal cielo e divori te e i tuoi cinquanta
  • Isaia 26,11 γνόντες δὲ αἰσχυνθήσονται ζῆλος λήμψεται λαόν ἀπαίδευτον καὶ νῦν πῦρ (pùr) τοὐς ὑπεναντίους ἔδεται
    Vedano, arrossendo, il tuo amore geloso per il popolo; anzi, il fuoco preparato per i tuoi nemici li divori
  • Siracide 23,17 ἄνθρωπος πόρνος ἐν σώματι σαρκός αὐτοῦ οὐ μὴ παύσηται ἕως ἂν ἐκκαύσῃ πῦρ (pùr)
    Un uomo impudico nel suo corpo non smetterà finché non lo divori il fuoco

v.60 Ἄφες τοὐς νεκροὐς θάψαι (thàpsai) τοὐς ἑαυτῶν νεκρούςv
Sine ut mortui sepeliant mortuos suos
Lascia che i morti seppelliscano i loro morti

θάπτω (thàpto) seppellire i morti, un dovere antico, ma bisogna preoccuparsi di non essere morti anziché preoccuparsi di seppellire i morti:

  • Genesi 47,30 ἀλλὰ κοιμηθήσομαι μετὰ τῶν πατέρων μου καὶ ἀρεῗς με ἐξ Αἰγύπτου καὶ θάψεις (thàpseis) με ἐν τῷ τάφῳ αὐτῶν
    Ma, quando giacerò con i miei padri, portami fuori d’Egitto e seppelliscimi nella loro tomba
  • Genesi 49,31 ἐκεῗ ἔθαψαν (éthapsan) Αβρααμ καὶ Σαρραν τήν γυναῗκα αὐτοῦ ἐκεῗ ἔθαψαν (éthapsan) Ισαακ καὶ Ρεβεκκαν τήν γυναῗκα αὐτοῦ καὶ ἐκεῗ ἔθαψα (éthapsa) Λειαν
    Qui seppellirono Abraamo e sua moglie Sara; seppellirono Isacco e Rebecca sua moglie, e qui io seppellii Lea

v.62 Οὐδεἰς ἐπιβαλών τήν χεῖρα ἐπ’ ἄροτρον (àrotron) καὶ βλέπων εἰς τὰ ὀπίσω εὔθετός ἐστιν τῇ βασιλείᾳ τοῦ θεοῦ
Nemo mittens manum suam ad aratrum, et respiciens retro, aptus est regno Dei
Nessuno che metta mano all’aratro e si volge indietro è adatto al regno di Dio

ἄροτρον (àrotron) l’aratro è un attrezzo impegnativo, faticoso, ma soprattutto necessita di volto (πρόσωπον pròsopon) fisso in avanti:

  • Siracide 38,25 τί σοφισθήσεται ὁ κρατῶν ἀρότρου (aròtru) καὶ καυχώμενος ἐν δόρατι κέντρου
    Come potrà divenir saggio chi maneggia l’aratro e si vanta di brandire un pungolo
  • Isaia 2,4 καὶ συγκόψουσιν τἀς μαχαίρας αὐτῶν εἰς ἄροτρα (àrotra) καὶ τἀς ζιβύνας αὐτῶν εἰς δρέπανα
    Ed essi trasformeranno le loro spade in vomeri d’aratro e le loro lance in falci

Il solco del regno di Dio accetta i dubbi, la fatica, la richiesta di aiuto, ma non ammette rivolgimenti di testa all’indietro!

Vos date illis manducare

Domenica 23 giugno 2019

Melo in fiore – Piet Mondrian

Luca 9, 11-17
11 Ma le folle lo seppero e lo seguirono. Egli le accolse e prese a parlar loro del regno di Dio e a guarire quanti avevano bisogno di cure. 12 Il giorno cominciava a declinare e i Dodici gli si avvicinarono dicendo: «Congeda la folla, perché vada nei villaggi e nelle campagne dintorno per alloggiare e trovar cibo, poiché qui siamo in una zona deserta». 13 Gesù disse loro: «Dategli voi stessi da mangiare». Ma essi risposero: «Non abbiamo che cinque pani e due pesci, a meno che non andiamo noi a comprare viveri per tutta questa gente». 14 C’erano infatti circa cinquemila uomini. Egli disse ai discepoli: «Fateli sedere per gruppi di cinquanta». 15 Così fecero e li invitarono a sedersi tutti quanti. 16 Allora egli prese i cinque pani e i due pesci e, levati gli occhi al cielo, li benedisse, li spezzò e li diede ai discepoli perché li distribuissero alla folla. 17 Tutti mangiarono e si saziarono e delle parti loro avanzate furono portate via dodici ceste.

Una moltiplicazione dei pani dove in realtà nulla viene moltiplicato ma quel poco viene diviso, con-diviso.

v.11 ἀποδεξάμενος αὐτοὐς ἐλάλει αὐτοῖς περὶ τῆς βασιλείας τοῦ θεοῦ
Excepit eos, et loquebatur illis de regno Dei
Egli li accolse e prese a parlar loro del regno di Dio

ἡ βασιλεία τοῦ θεοῦ (é basiléia tù theù), il regno di Dio, Gesù parla del regno di Dio, concetto fondamentale per Luca: compare 32 volte nel suo Vangelo e 7 negli Atti:

  • Lc 6,20 Μακάριοι οἱ πτωχοί, ὅτι ὑμετέρα ἐστίν ἡ βασιλεία τοῦ θεοῦ (é basiléia tù theù)
    Beati i poveri, perché vostro è il regno di Dio
  • Lc 9,2 καὶ ἀπέστειλεν αὐτούς κηρύσσειν τἡν βασιλείαν τοῦ θεοῦ (tén basiléian tù theù) καὶ ἰᾶσθαι τούς ἀσθενεῖς
    E li mandò ad annunziare il regno di Dio e a guarire gli infermi
  • Atti 28,30 Ἐνέμεινεν δὲ διετίαν κηρύσσων τἡν βασιλείαν τοῦ θεοῦ (tén basiléian tù theù) καὶ διδάσκων τὰ περὶ τοῦ κυρίου Ἰησοῦ Χριστοῦ
    Trascorse due anni annunziando il regno di Dio e insegnando le cose riguardanti il Signore Gesù Cristo

v.12 Ἀπόλυσον τον ὄχλον
Dimitte turbas
Lascia andare la folla

ἀπολύω (apolùo) lasciar andare, mandare via, un’azione che toglie speranza, prospettiva; il verbo al passivo è andarsene addirittura morire:

  • Genesi 15,2 λέγει δὲ Αβραμ δέσποτα τί μοι δώσεις ἐγὼ δὲ ἀπολύομαι (apolùomai) ἄτεκνος
    Disse Abramo: “Signore che mi darai? Io me ne vado senza figli”
  • Numeri 20,29 εἶδεν πᾶσα ἡ συναγωγὴ ὅτι ἀπελύθη (apelùthe) Ααρων καὶ ἔκλαυσαν τον Ααρων τριάκοντα ἡμέρας πᾶς οἶκος Ισραηλ
    Quando tutta la comunità vide che Aronne era morto, tutta la casa d’Israele lo pianse per trenta giorni

v.13 Δότε (dòte) αὐτοῖς ὑμεῖς φαγεῖν
Vos date illis manducare
Date voi stessi loro da mangiare

δίδωμι (dìdomi), dare, un verbo che Gesù utilizza spesso all’imperativo:

  • Lc 11,41 πλἡν τὰ ἐνόντα δότε (dòte) ἐλεημοσύνην, καὶ ἰδοὺ πάντα καθαρὰ ὑμῖν ἐστιν
    Piuttosto date in elemosina quel che c’è dentro, ed ecco, tutto per voi sarà mondo
  • Lc 12,33 πωλήσατε τὰ ὑπάρχοντα ὑμῶν καὶ δότε (dòte) ἐλεημοσύνην
    Vendete ciò che avete e datelo in elemosina
  • Mt 10,8 δωρεαν ἐλάβετε, δωρεαν δότε (dòte)
    Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date

v.13 εἰ μήτι πορευθέντες ἡμεῖς ἀγοράσωμεν (agoràsomen) εἰς πάντα τόν λαόν τοῦτον βρώματα
nisi forte nos eamus, et emamus in omnem hanc turbam escas
a meno che non andiamo noi a comprare viveri per tutta questa gente

ἀγοράζω (agoràzo, da ἀγορά mercato), essere nel mercato, comprare, fare affari; gli apostoli propongono la soluzione economica, la più razionale, la meno coinvolgente, soprattutto se i soldi ce li mettono gli altri…

  • Deuteronomio 2,6 βρώματα ἀργυρίου ἀγοράσατε (agoràsate) παρ᾽ αὐτῶν καὶ φάγεσθε καὶ ὕδωρ μέτρῳ λήμψεσθε παρ᾽ αὐτῶν ἀργυρίου καὶ πίεσθε
    Comprerete da loro con denaro le vettovaglie che mangerete e comprerete da loro con denaro anche l’acqua da bere
  • Isaia 55,1 οἱ διψῶντες πορεύεσθε ἐφ᾽ ὕδωρ καὶ ὅσοι μὴ ἔχετε ἀργύριον βαδίσαντες ἀγοράσατε (agoràsate) καὶ πίετε ἄνευ ἀργυρίου καὶ τιμῆς οἴνου καὶ στέαρ
    O voi tutti assetati venite all’acqua, chi non ha denaro venga ugualmente; comprate e mangiate senza denaro e, senza spesa, vino e latte
  • Mt 25,10 ἀπερχομένων δὲ αὐτῶν ἀγοράσαι (agoràsai) ἦλθεν ὁ νυμφίος, καὶ αἱ ἕτοιμοι εἰσῆλθον μετ’ αὐτοῦ εἰς τοὐς γάμους, καὶ ἐκλείσθη ἡ θύρα
    Ora, mentre quelle andavano per comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa

v.15 καὶ ἐποίησαν οὕτως καὶ κατέκλιναν (katéklinan) ἅπαντας
Et ita fecerunt: et discumbere fecerunt omnes
E così li fecero accomodare tutti

κατακλίνω (kataklìno) dalla radice κλίνω che significa inclinare, far scendere, da cui declinare, triclinio: κατακλίνω è il verbo del sedersi a tavola, un gesto rituale, importante, quanto mai attuale:

  • Lc 7,36 Ἠρώτα δέ τις αὐτόν τῶν Φαρισαίων ἵνα φάγῃ μετ’ αὐτοῦ· καὶ εἰσελθων εἰς τόν οἶκον τοῦ Φαρισαίου κατεκλίθη (kateklìthe)
    Uno dei farisei lo invitò a mangiare da lui. Egli entrò nella casa del fariseo e si mise a tavola
  • Lc 14,8 Ὅταν κληθῇς ὑπό τινος εἰς γάμους, μὴ κατακλιθῇς (kataklithés) εἰς την πρωτοκλισίαν, μήποτε ἐντιμότερός σου ᾖ κεκλημένος ὑπ’ αὐτοῦ
    Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non sederti al primo posto, perché non ci sia un altro invitato più importante di te
  • Lc 24,30 καὶ ἐγένετο ἐν τῷ κατακλιθῆναι (kataklithénai) αὐτόν μετ’ αὐτῶν λαβων τόν ἄρτον εὐλόγησεν καὶ κλάσας ἐπεδίδου αὐτοῖς
    Quando fu a tavola con loro, prese il pane, disse la benedizione, lo spezzò e lo diede loro

v.16 λαβων δὲ τους πέντε ἄρτους καὶ τους δύο ἰχθύας ἀναβλέψας εἰς τόν οὐρανόν εὐλόγησεν αὐτους καὶ κατέκλασεν (katéklasen) καὶ ἐδίδου τοῖς μαθηταῖς παραθεῖναι τῷ ὄχλῳ
Acceptis autem quinque panibus et duobus piscibus, respexit in cælum, et benedixit illis: et fregit, et distribuit discipulis suis, ut ponerent ante turbas
Allora egli prese i cinque pani e i due pesci e, levati gli occhi al cielo, li benedisse, li spezzò e li diede ai discepoli perché li distribuissero alla folla

κατακλάω (kataklào) in latino frangere, spezzare; nei Vangeli è sempre riferito al pane:

  • Lc 22,19 καὶ λαβων ἄρτον εὐχαριστήσας ἔκλασεν (éklasen) καὶ ἔδωκεν αὐτοῖς λέγων· Τοῦτό ἐστιν τὸ σῶμά μου
    Poi, preso un pane, rese grazie, lo spezzò e lo diede loro dicendo: «Questo è il mio corpo
  • Lc 24,30 καὶ ἐγένετο ἐν τῷ κατακλιθῆναι αὐτόν μετ’ αὐτῶν λαβων τόν ἄρτον εὐλόγησεν καὶ κλάσας ἐπεδίδου αὐτοῖς
    Quando fu a tavola con loro, prese il pane, disse la benedizione, lo spezzò e lo diede loro

Mangiarono, si saziarono tutti e ne avanzò; l’eucarestia è tutta qui, teoria e pratica!

Tre personaggi in cerca dell’uomo

Domenica 16 giugno 2019

Giovanni 16, 12-15
12 Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. 13 Quando però verrà lo Spirito di verità, egli vi guiderà alla verità tutta intera, perché non parlerà da sé, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annunzierà le cose future. 14 Egli mi glorificherà, perché prenderà del mio e ve l’annunzierà. 15 Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà del mio e ve l’annunzierà.

Padre, Figlio e Spirito: persone diverse e ruoli diversi per un Dio che si coinvolge nella nostra storia

v.12 Ἔτι πολλὰ ἔχω ὑμῖν λέγειν, ἀλλ’ οὐ δύνασθε βαστάζειν (bastàzein) ἄρτι
Adhuc multa habeo vobis dicere, sed non potestis portare modo
Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non potete portarne il peso

βαστάζω (bastàzo, da cui basto e bastone) portare su di sé, sostenere qualcosa di gravoso:

  • Gv 19,17 καὶ βαστάζων (bastàzon) αὑτῷ τόν σταυρόν ἐξῆλθεν εἰς τόν λεγόμενον Κρανίου Τόπον, ὃ λέγεται Ἑβραϊστὶ Γολγοθα
    Ed egli, portando la croce, si avviò verso il luogo del Cranio, detto in ebraico Gòlgota
  • Gv 20,15 Κύριε, εἰ σὺ ἐβάστασας (ebàstasas) αὐτόν, εἰπέ μοι ποῦ ἔθηκας αὐτόν, κἀγὼ αὐτόν ἀρῶ
    Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove lo hai posto e io andrò a prenderlo
  • Apocalisse 2,3 ὑπομονην ἔχεις, καὶ ἐβάστασας (ebàstasas) διὰ τὸ ὄνομά μου, καὶ οὐ κεκοπίακες
    Sei costante e hai molto sopportato per il mio nome, senza stancarti

v.13 τὸ πνεῦμα τῆς ἀληθείας (tò pnéuma tés alethéias) ὁδηγήσει (odeghései) ὑμᾶς ἐν τῇ ἀληθείᾳ πάσῃ
Spiritus veritatis docebit vos omnem veritatem
Lo spirito di verità vi guiderà in tutta la verità

τὸ πνεῦμα τῆς ἀληθείας (tò pnéuma tés alethéias) lo spirito di verità compare solo nel vangelo di Giovanni:

  • Gv 14,17 τὸ πνεῦμα τῆς ἀληθείας (tò pnéuma tés alethéias), ὃ ὁ κόσμος οὐ δύναται λαβεῖν, ὅτι οὐ θεωρεῖ αὐτὸ οὐδὲ γινώσκει· ὑμεῖς γινώσκετε αὐτό, ὅτι παρ’ ὑμῖν μένει καὶ ἐν ὑμῖν ἔσται
    Lo spirito di verità che il mondo non può ricevere, perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete, perché egli dimora presso di voi e sarà in voi
  • Gv 15,26 Ὅταν ἔλθῃ ὁ παράκλητος ὃν ἐγὼ πέμψω ὑμῖν παρὰ τοῦ πατρός, τὸ πνεῦμα τῆς ἀληθείας (tò pnéuma tés alethéias) ὃ παρὰ τοῦ πατρός ἐκπορεύεται, ἐκεῖνος μαρτυρήσει περὶ ἐμοῦ
    Quando verrà il consolatore che io vi manderò dal Padre, lo spirito di verità che procede dal Padre, egli mi renderà testimonianza

ὁδηγέω (odeghéo) da ὁδός = via, essere una guida, condurre: l’icona della Madonna Odigitria è quella che indica la strada.

  • Salmo 5,9 κύριε ὁδήγησόν (odégheson) με ἐν τῇ δικαιοσύνῃ σου ἕνεκα τῶν ἐχθρῶν μου
    Signore, guidami con la tua giustizia, a causa dei miei nemici
  • Salmo 22,3 την ψυχήν μου ἐπέστρεψεν ὡδήγησέν (odéghesen) με ἐπὶ τρίβους δικαιοσύνης ἕνεκεν τοῦ ὀνόματος αὐτοῦ
    Egli mi ristora l’anima, mi conduce per sentieri di giustizia, per amore del suo nome
  • Salmo 24,5 ὁδήγησόν (odégheson) με ἐπὶ την ἀλήθειάν σου καὶ δίδαξόν με ὅτι σὺ εἶ ὁ θεός ὁ σωτήρ
    Guidami nella tua verità e ammaestrami, poiché tu sei il Dio della mia salvezza

v.14 ἐκεῖνος ἐμὲ δοξάσει (doxàsei), ὅτι ἐκ τοῦ ἐμοῦ λήμψεται καὶ ἀναγγελεῖ ὑμῖν
Ille me clarificabit, quia de meo accipiet, et annuntiabit vobis
Egli mi glorificherà, perché prenderà del mio e ve l’annunzierà

δοξάζω (doxàzo) glorificare, lodare, magnificare, celebrare; un’azione tipica dei salmi:

  • Salmo 21,24 οἱ φοβούμενοι κύριον αἰνέσατε αὐτόν ἅπαν τὸ σπέρμα Ιακωβ δοξάσατε (doxàsate) αὐτόν
    Lodate il Signore, voi che lo temete, gli dia gloria la stirpe di Giacobbe
  • Salmo 49,15 ἐπικάλεσαί με ἐν ἡμέρᾳ θλίψεως καὶ ἐξελοῦμαί σε καὶ δοξάσεις (doxàseis) με διάψαλμα
    Invocami nel giorno della sventura: ti salverò e tu mi darai gloria
  • Salmo 85,9 πάντα τὰ ἔθνη ὅσα ἐποίησας ἥξουσιν καὶ προσκυνήσουσιν ἐνώπιόν σου κύριε καὶ δοξάσουσιν (doxàsusin) τὸ ὄνομά σου
    Tutti i popoli che hai creato verranno e si prostreranno davanti a te, o Signore, per dare gloria al tuo nome

v.15 πάντα ὅσα ἔχει ὁ πατηρ ἐμά ἐστιν· διὰ τοῦτο εἶπον ὅτι ἐκ τοῦ ἐμοῦ λαμβάνει καὶ ἀναγγελεῖ ὑμῖν
Omnia quæcumque habet Pater, mea sunt. Propterea dixi: quia de meo accipiet, et annuntiabit vobis
Tutte le cose che ha il Padre, sono mie; per questo ho detto che prenderà del mio e ve lo annuncerà
Lo spirito di verità prende dal figlio ciò che il figlio condivide con il padre e ce lo annuncia: la festa trinitaria è al culmine, non resta che unirsi alla danza!!!

πεντηκοστή ἡμέρα

Domenica 9 giugno 2019

Mulino di Leguigno
Casina (Reggio Emilia)

Giovanni 14,15-16 23-26
15
 Se mi amate, osserverete i miei comandamenti. 16 Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore perché rimanga con voi per sempre
23 Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. 24 Chi non mi ama non osserva le mie parole; la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.
25 Queste cose vi ho detto quando ero ancora tra voi. 26 Ma il Consolatore, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, egli v’insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto.

πεντηκοστή ἡμέρα (pentekosté eméra), il cinquantesimo giorno: gli Ebrei festeggiano la legge data da Dio a Mosè sul Sinai, cinquanta giorni dopo la Pasqua, i cristiani ricordano la discesa dello Spirito Santo sugli apostoli, cinquanta giorni dopo la risurrezione di Cristo; la nuova alleanza non è più basata sulla legge ma viene marchiata dal fuoco dello Spirito

v.15 Ἐἀν ἀγαπᾶτέ με, τἀς ἐντολἀς (entolàs) τἀς ἐμἀς τηρήσετε
Si diligitis me, mandata mea servate
Se mi amate osserverete i miei comandamenti

ἐντολή (entolé) da ἐν e la radice di τέλος (télos) che significa fine, limite, ma anche il fine, lo scopo; entolè da sempre è il comando, l’ordine, ciò che viene prescritto:

  • Esodo 16,28 εἶπεν δὲ κύριος πρός Μωυσῆν ἕως τίνος οὐ βούλεσθε εἰσακούειν τἀς ἐντολάς (entolàs) μου καὶ τόν νόμον μου
    Disse allora il Signore a Mosè: Fino a quando rifiuterete di osservare i miei ordini e le mie leggi?
  • Esodo 24,12 ἀνάβηθι πρός με εἰς τὸ ὄρος καὶ ἴσθι ἐκεῗ καὶ δώσω σοι τὰ πυξία τὰ λίθινα τόν νόμον καὶ τἀς ἐντολάς (entolàs) ἃς ἔγραψα νομοθετῆσαι αὐτοῗς
    Sali verso di me sul monte e rimani lassù: io ti darò le tavole di pietra, la legge e i comandamenti che io ho scritto per istruirli
  • Deuteronomio 4,2 οὐ προσθήσετε πρός τὸ ῥῆμα ὃ ἐγὼ ἐντέλλομαι (entéllomai) ὑμῗν καὶ οὐκ ἀφελεῗτε ἀπ᾽ αὐτοῦ φυλάσσεσθε τἀς ἐντολἀς (entolàs) κυρίου τοῦ θεοῦ ὑμῶν ὅσα ἐγὼ ἐντέλλομαι (entéllomai) ὑμῗν σήμερον
    Non aggiungerete nulla a ciò che io vi comando e non ne toglierete nulla; ma osserverete i comandi del Signore Dio vostro che oggi vi prescrivo

v.16 ἄλλον παράκλητον δώσει ὑμῖν ἵνα ᾖ μεθ’ ὑμῶν εἰς τόν αἰῶνα (éis tòn aiòna)
alium paraclitum dabit vobis, ut maneat vobiscum in æternum
vi darà un altro consolatore affinché sia con voi per sempre

εἰς τόν αἰῶνα (éis tòn aiòna) letteralmente in direzione del sempre, verso l’infinito; in Giovanni l’espressione è spesso legata ad una prospettiva di speranza:

  • Gv 6,51 ἐγώ εἰμι ὁ ἄρτος ὁ ζῶν ὁ ἐκ τοῦ οὐρανοῦ καταβάς· ἐάν τις φάγῃ ἐκ τούτου τοῦ ἄρτου ζήσει εἰς τόν αἰῶνα (éis tòn aiòna)
    Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno
  • Gv 8,51 ἀμήν ἀμήν λέγω ὑμῖν, ἐάν τις τόν ἐμόν λόγον τηρήσῃ, θάνατον οὐ μὴ θεωρήσῃ εἰς τόν αἰῶνα (éis tòn aiòna)
    In verità, in verità vi dico: se uno osserva la mia parola, non vedrà la morte in eterno
  • Gv 10,28 κἀγὼ δίδωμι αὐτοῖς ζωήν αἰώνιον (aiònion), καὶ οὐ μὴ ἀπόλωνται εἰς τόν αἰῶνα (éis tòn aiòna), καὶ οὐχ ἁρπάσει τις αὐτὰ ἐκ τῆς χειρός μου
    Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le rapirà dalla mia mano

v.23 καὶ πρός αὐτόν ἐλευσόμεθα καὶ μονήν (monén) παρ’ αὐτῷ ποιησόμεθα
et ad eum veniemus, et mansionem apud eum faciemus
e verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui

μονή (monê) dimora, da μένω (méno), rimanere, restare:

  • Gv 14,2 ἐν τῇ οἰκίᾳ τοῦ πατρός μου μοναὶ(monài) πολλαί εἰσιν· εἰ δὲ μή, εἶπον ἂν ὑμῖν ὅτι πορεύομαι ἑτοιμάσαι τόπον ὑμῖν·
    Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, ve l’avrei detto. Io vado a prepararvi un posto?

Una nuova incarnazione, il Padre e il Figlio prendono dimora presso chi osserva la parola; a questa danza trinitaria non poteva mancare lo Spirito, consolatore, maestro e suggeritore:

v.26 ὁ δὲ παράκλητος, τὸ πνεῦμα τὸ ἅγιον ὃ πέμψει ὁ πατήρ ἐν τῷ ὀνόματί μου, ἐκεῖνος ὑμᾶς διδάξει πάντα καὶ ὑπομνήσει (upomnèsei) ὑμᾶς πάντα ἃ εἶπον ὑμῖν
Paraclitus autem Spiritus Sanctus, quem mittet Pater in nomine meo, ille vos docebit omnia, et suggeret vobis omnia quæcumque dixero vobis
Ma il consolatore, lo Spirito Santo, che il Padre manderà nel mio nome, vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto quello che vi ho detto

ὑπομιμνῄσκω (upomimnésko) da ὑπό e μιμνῄσκομαι (mimnéskomai) da cui mnemonico, è il verbo della memoria, dell’aiuto a ricordare, in latino suggérere:

  • Lc 22,61 καὶ ὑπεμνήσθη (upemnésthe) ὁ Πέτρος τοῦ λόγου τοῦ κυρίου ὡς εἶπεν αὐτῷ ὅτι Πρίν ἀλέκτορα φωνῆσαι σήμερον ἀπαρνήσῃ με τρίς
    e Pietro si ricordò delle parole che il Signore gli aveva detto: «Prima che il gallo canti, oggi mi rinnegherai tre volte»
  • 2 Pietro 1,12 Διὸ μελλήσω ἀεὶ ὑμᾶς ὑπομιμνῄσκειν (upomimnéskein) περὶ τούτων, καίπερ εἰδότας καὶ ἐστηριγμένους ἐν τῇ παρούσῃ ἀληθείᾳ
    Perciò penso di ricordarvi sempre queste cose, benché le sappiate e stiate saldi nella verità che possedete

Bello questo ruolo dello Spirito: maestro che insegna, ma anche suggeritore che rammenta a bassa voce ciò che dobbiamo recitare, proprio nel momento in cui non sappiamo cosa dire, cosa fare!

Vieni vieni Spirito d’amore
a suggerir le cose
che Lui ha detto a noi!

εἰς τὸν οὐρανόν

Domenica 2 giugno 2019

Madonna con bambino (part.) – Pinturicchio
Galleria Nazionale dell’Umbria, Perugia

Luca 24, 46-53
46 «Così sta scritto: il Cristo dovrà patire e risuscitare dai morti il terzo giorno 47 e nel suo nome saranno predicati a tutte le genti la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. 48 Di questo voi siete testimoni. 49 E io manderò su di voi quello che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall’alto».
50 Poi li condusse fuori verso Betània e, alzate le mani, li benedisse. 51 Mentre li benediceva, si staccò da loro e fu portato verso il cielo. 52 Ed essi, dopo averlo adorato, tornarono a Gerusalemme con grande gioia; 53 e stavano sempre nel tempio lodando Dio.

Soltanto Luca racconta l’ascensione di Gesù, in fondo al proprio Vangelo e poi all’inizio degli Atti degli Apostoli, ma le due narrazioni sono collocate in tempi diversi: nel Vangelo siamo nel giorno stesso della risurrezione, mentre negli Atti l’evento avviene quaranta giorni dopo

v.46 γέγραπται παθεῖν τόν χριστόν καὶ ἀναστῆναι ἐκ νεκρῶν τῇ τρίτῃ ἡμέρᾳ
Quoniam sic scriptum est, et sic oportebat Christum pati, et resurgere a mortuis tertia die
E’ scritto che il Cristo avrebbe sofferto e sarebbe risorto dai morti il terzo giorno

Χριστός (christòs) l’unto, da χρίω (chrìo) ungere (il crisma è l’olio consacrato). La parola Cristo compare 497 volte nel nuovo testamento ma soltanto 48 nei vangeli: Gesù diventa veramente l’unto del Signore con la risurrezione.
Luca in particolare utilizza la parola Cristo quando vuole definire il ruolo di Gesù, il suo mandato:

  • Lc 9,20 Ὑμεῖς δὲ τίνα με λέγετε εἶναι; Πέτρος δὲ ἀποκριθείς εἶπεν· Τόν χριστόν (christòn) τοῦ θεοῦ
    «Ma voi chi dite che io sia?». Pietro rispondendo disse: «Il Cristo di Dio»
  • Lc 22,67 Εἰ σὺ εἶ ὁ χριστός (christòs), εἰπόν ἡμῖν. εἶπεν δὲ αὐτοῖς· Ἐαν ὑμῖν εἴπω οὐ μὴ πιστεύσητε
    «Se tu sei il Cristo, diccelo». Rispose loro: «Anche se ve lo dico, non mi crederete»
  • Lc 23,39 Εἷς δὲ τῶν κρεμασθέντων κακούργων ἐβλασφήμει αὐτόν λέγων· Οὐχὶ σὺ εἶ ὁ χριστός (christòs); σῶσον σεαυτόν καὶ ἡμᾶς
    Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e anche noi!»

v.47 καὶ κηρυχθῆναι ἐπὶ τῷ ὀνόματι αὐτοῦ μετάνοιαν (metànoian) καὶ ἄφεσιν ἁμαρτιῶν εἰς πάντα τὰ ἔθνη
et prædicari in nomine ejus pœnitentiam, et remissionem peccatorum in omnes gentes
e nel suo nome saranno predicati a tutte le genti la conversione e il perdono dei peccati

μετάνοια (metànoia), la conversione, da μετά e νοῦς, girare la mente, cambiare le proprie idee, correggere lo sguardo e volgere l’attenzione su un altro obiettivo:

  • Lc 3,8 ποιήσατε οὖν καρποὐς ἀξίους τῆς μετανοίας (metavòias)· καὶ μὴ ἄρξησθε λέγειν ἐν ἑαυτοῖς· Πατέρα ἔχομεν τόν Ἀβραάμ
    Fate dunque opere degne della conversione e non cominciate a dire in voi stessi: Abbiamo Abramo per padre
  • Lc 5,32 οὐκ ἐλήλυθα καλέσαι δικαίους ἀλλὰ ἁμαρτωλους εἰς μετάνοιαν (metànoian)
    Non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori alla conversione
  • Lc 15,7 χαρὰ ἐν τῷ οὐρανῷ ἔσται ἐπὶ ἑνὶ ἁμαρτωλῷ μετανοοῦντι (metaoùnti) ἢ ἐπὶ ἐνενήκοντα ἐννέα δικαίοις οἵτινες οὐ χρείαν ἔχουσιν μετανοίας (metanòias)
    Ci sarà più gioia in cielo per un peccatore convertito, che per novantanove giusti che non hanno bisogno di conversione

v.49 ἐγὼ ἐξαποστέλλω τήν ἐπαγγελίαν (epanghelìan) τοῦ πατρός μου ἐφ’ ὑμᾶς
Ego mitto promissum Patris mei in vos
Io manderò su di voi la promessa del padre mio

ἐπαγγελία (ep-anghelìa) la promessa, l’annuncio; una parola che viene usata solo da Luca e, nel suo vangelo, solo una volta, ma che fa riferimento alla promessa dello Spirito già presente nell’antico testamento:

  • Gioele 2,28 καὶ ἔσται μετὰ ταῦτα καὶ ἐκχεῶ ἀπὸ τοῦ πνεύματός μου ἐπὶ πᾶσαν σάρκα
    e dopo queste cose avverrà che spargerò il mio spirito su ogni persona
  • Isaia 44,3 ἐπιθήσω τὸ πνεῦμά μου ἐπὶ τὸ σπέρμα σου καὶ τας εὐλογίας μου ἐπὶ τα τέκνα σου
    Spanderò il mio spirito sulla tua discendenza, la mia benedizione sui tuoi figli
  • Ezechiele 39,29 καὶ οὐκ ἀποστρέψω οὐκέτι τό πρόσωπόν μου ἀπ᾽ αὐτῶν ἀνθ᾽ οὗ ἐξέχεα τόν θυμόν μου ἐπὶ τόν οἶκον Ισραηλ λέγει κύριος κύριος
    Allora non nasconderò più loro il mio volto, perché diffonderò il mio spirito sulla casa d’Israele. Parola del Signore Dio

v.50 ἐπάρας τάς χεῖρας (epàras tàs chéiras) αὐτοῦ εὐλόγησεν αὐτούς
elevatis manibus suis benedixit eis
Alzate in alto le mani li benedisse

ἐπαίρω τάς χεῖρας (epàiro tàs chéiras), alzare le mani, è l’ultimo dono di Gesù ai suoi, un gesto antico, la benedizione impartita alzando le mani:

  • Esodo 17,11 καὶ ἐγίνετο ὅταν ἐπῆρεν (epéren) Μωυσῆς τάς χεῗρας (tàs chéiras) κατίσχυεν Ισραηλ ὅταν δὲ καθῆκεν τάς χεῗρας κατίσχυεν Αμαληκ
    E quando Mosè teneva le mani alzate, Israele vinceva; e quando le abbassava, vinceva Amalec
  • Neemia 8,6 ηὐλόγησεν Εσδρας κύριον τόν θεόν τόν μέγαν καὶ ἀπεκρίθη πᾶς ὁ λαός καὶ εἶπαν αμην ἐπάραντες χεῗρας (epàrantes chéiras) αὐτῶν
    Esdra benedisse il Signore Dio grande e tutto il popolo rispose: «Amen, amen», alzando le mani
  • Salmo 133,2 ἐπάρατε τάς χεῗρας (epàrate tàs chéiras) ὑμῶν εἰς τὰ ἅγια καὶ εὐλογεῗτε τόν κύριον
    Alzate le vostre mani verso il tempio e benedite il Signore

v.52 καὶ αὐτοὶὑπέστρεψαν εἰς Ἰερουσαλημ μετὰ χαρᾶς (charàs) μεγάλης
Et ipsi regressi sunt in Jerusalem cum gaudio magno
Ed essi tornarono a Gerusalemme con grande gioia

χαρά (charà) la gioia, la grande gioia che invade il cuore degli apostoli dopo la grande paura e lo sconforto; una gioia che nel vangelo di Luca parte dall’inizio:

  • Lc 1,14 καὶ ἔσται χαρά (charà) σοι καὶ ἀγαλλίασις, καὶ πολλοὶ ἐπὶ τῇ γενέσει αὐτοῦ χαρήσονται (charésontai)
    Avrai gioia ed esultanza e molti si rallegreranno della sua nascita
  • Lc 2,10 καὶ εἶπεν αὐτοῖς ὁ ἄγγελος· Μὴ φοβεῖσθε, ἰδοὺ γάρ εὐαγγελίζομαι ὑμῖν χαράν (charàn) μεγάλην ἥτις ἔσται παντὶ τῷ λαῷ
    Ma l’angelo disse loro: Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia che sarà di tutto il popolo

Signore, regala anche a noi la grande gioia, la gioia di chi sa vivere con i piedi per terra tenendo lo sguardo εἰς τόν οὐρανόν (éis tòn uranòn), verso il cielo!

ὁ παράκλητος

Domenica 26 maggio 2019

Giovanni 14, 23-29
23 Gli rispose Gesù: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. 24 Chi non mi ama non osserva le mie parole; la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.
25 Queste cose vi ho detto quando ero ancora tra voi. 26 Ma il Consolatore, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, egli v’insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto. 27 Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore. 28 Avete udito che vi ho detto: Vado e tornerò a voi; se mi amaste, vi rallegrereste che io vado dal Padre, perché il Padre è più grande di me. 29 Ve l’ho detto adesso, prima che avvenga, perché quando avverrà, voi crediate.

Nel discorso dell’ultima cena Giovanni condensa i punti più importanti della catechesi di Gesù: in questo brano la Parola e lo Spirito

v.23 Ἐάν τις ἀγαπᾷ με τόν λόγον μου τηρήσει (lògon mu terései)
Si quis diligit me, sermonem meum servabit
Se uno mi ama osserverà la mia parola

τηρέω (teréo) osservare, avere cura, proteggere, conservare con cura (τερός  significa custodia); Giovanni in molti versetti accosta questo verbo con τόν λόγον (tòn lògon), la parola:

  • Gv 8,51 ἀμ ήν ἀμήν λέγω ὑμῖν, ἐάν τις τόν ἐμόν λόγον τηρήσῃ (tòn emòn lògon terése), θάνατον οὐ μὴ θεωρήσῃ εἰς τόν αἰῶνα
    In verità, in verità vi dico: se uno osserva la mia parola, non vedrà mai la morte
  • Gv 17,6 σοὶ ἦσαν κἀμοὶ αὐτους ἔδωκας, καὶ τόν λόγον σου τετήρηκαν (tòn lògon su tetèrekan)
    Erano tuoi e li hai dati a me ed essi hanno osservato la tua parola

Ma Giovanni usa questo verbo anche nel primo miracolo-segno, le nozze di Cana: l’acqua tramutata in vino è un bene da conservare con cura, proprio come la parola

  • Gv 2,10 Πᾶς ἄνθρωπος πρῶτον τόν καλόν οἶνον τίθησιν, καὶ ὅταν μεθυσθῶσιν τόν ἐλάσσω· σὺ τετήρηκας (tetérekas) τόν καλόν οἶνον ἕως ἄρτι
    Ognuno serve prima il vino buono; e quando si è bevuto abbondantemente, il meno buono; tu, invece, hai conservato il vino buono fino ad ora

v.23 καὶ πρός αὐτόν ἐλευσόμεθα καὶ μονήν (monén) παρ’ αὐτῷ ποιησόμεθα
et ad eum veniemus, et mansionem apud eum faciemus
e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui

μονή (moné) la dimora, da μένω (méno) rimanere, restare in un posto:

  • Gv 14,2 ἐν τῇ οἰκίᾳ τοῦ πατρός μου μοναὶ(monài) πολλαί εἰσιν· εἰ δὲ μή, εἶπον ἂν ὑμῖν ὅτι πορεύομαι ἑτοιμάσαι τόπον ὑμῖν·
    Nella casa del padre mio ci sono molte dimore; se no, vi avrei detto forse che io vado a prepararvi un luogo?

v.24 καὶ ὁ λόγος ὃν ἀκούετε οὐκ ἔστιν ἐμός ἀλλὰ τοῦ πέμψαντός με πατρός (pémpsantos me patròs)
Et sermonem, quem audistis, non est meus: sed ejus qui misit me, patris
e la parola che voi udite non è mia, ma è del padre che mi ha mandato

πέμψαντος με πατρός (pémpsantos me patròs ) del padre che mi ha mandato; nel vangelo di Giovanni molte volte Gesù ribadisce di essere stato mandato dal padre, un legame indissolubile, una missione da cui non si può prescindere:

  • Gv 4,34 Ἐμόν βρῶμά ἐστιν ἵνα ποιήσω τὸ θέλημα τοῦ πέμψαντός με (pémpsantos me)
    Mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato
  • Gv 7,16 Ἡ ἐμὴ διδαχὴ οὐκ ἔστιν ἐμὴ ἀλλὰ τοῦ πέμψαντός με (pémpsantos me)
    La mia dottrina non è mia, ma di colui che mi ha mandato
  • Gv 9,4 ἡμᾶς δεῖ ἐργάζεσθαι τὰ ἔργα τοῦ πέμψαντός με (pémpsantos me) ἕως ἡμέρα ἐστίν
    Bisogna che io compia le opere di colui che mi ha mandato mentre è giorno

v.26 ὁ δὲ παράκλητος (paràkletos), τὸ πνεῦμα τὸ ἅγιον ὃ πέμψει ὁ πατηρ ἐν τῷ ὀνόματί μου, ἐκεῖνος ὑμᾶς διδάξει πάντα καὶ ὑπομνήσει ὑμᾶς πάντα ἃ εἶπον ὑμῖν
Paraclitus autem Spiritus Sanctus, quem mittet Pater in nomine meo, ille vos docebit omnia, et suggeret vobis omnia quæcumque dixero vobis
Ma il consolatore, lo spirito santo che il padre manderà nel mio nome, egli v’insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto

παράκλητος (paràkletos) da παρακαλέω (parakaléo) che significa chiamare vicino, invocare, e quindi il paràclito è il consolatore, colui che chiamato interviene in soccorso; solo Giovanni utilizza questo termine, quattro volte nel vangelo riferendosi allo Spirito Santo e una volta nella prima lettera riferendosi però a Gesù stesso, nostro avvocato (advocatus, chiamato in soccorso):

  • Gv 14,16 κἀγὼ ἐρωτήσω τόν πατέρα καὶ ἄλλον παράκλητον (paràkleton) δώσει ὑμῖν ἵνα ᾖ μεθ’ ὑμῶν εἰς τόν αἰῶνα
    E io pregherò il padre, ed egli vi darà un altro consolatore, perché stia con voi per sempre
  • Gv 15,26 Ὅταν ἔλθῃ ὁ παράκλητος (paràkletos) ὃν ἐγὼ πέμψω ὑμῖν παρὰ τοῦ πατρός, τὸ πνεῦμα τῆς ἀληθείας ὃ παρὰ τοῦ πατρός ἐκπορεύεται, ἐκεῖνος μαρτυρήσει περὶ ἐμοῦ
    Quando verrà il consolatore che io vi manderò dal padre, lo spirito di verità che procede dal padre, egli mi renderà testimonianza
  • Gv 16,7 συμφέρει ὑμῖν ἵνα ἐγὼ ἀπέλθω. ἐαν γαρ μὴ ἀπέλθω, ὁ παράκλητος (paràkletos) οὐ μὴ ἔλθῃ πρός ὑμᾶς· ἐαν δὲ πορευθῶ, πέμψω αὐτόν πρός ὑμᾶς
    E’ bene per voi che io me ne vada; se infatti non me ne vado, non verrà a voi il consolatore; ma quando me ne sarò andato, ve lo manderò
  • 1 Gv 2,1 Τεκνία μου, ταῦτα γράφω ὑμῖν ἵνα μὴ ἁμάρτητε. καὶ ἐάν τις ἁμάρτῃ, παράκλητον (paràkletov) ἔχομεν πρός τόν πατέρα Ἰησοῦν Χριστόν δίκαιον
    Figlioli miei, vi scrivo queste cose perché non pecchiate; ma se qualcuno ha peccato, abbiamo un avvocato presso il padre, Gesù Cristo giusto

v.27 μὴ ταρασσέσθω (tarasséstho) ὑμῶν ἡ καρδία μηδὲ δειλιάτω (deiliàto)
Non turbetur cor vestrum, neque formidet
Il vostro cuore non sia turbato e non abbia timore

ταράσσω (taràsso) e δειλιάω (deiliào), sensazioni presenti da sempre nella storia dell’uomo: ansia, turbamento, inquietudine, paura, angoscia:

  • Gv 11,33 Ἰησοῦς οὖν ὡς εἶδεν αὐτἡν κλαίουσαν καὶ τοὑς συνελθόντας αὐτῇ Ἰουδαίους κλαίοντας ἐνεβριμήσατο τῷ πνεύματι καὶ ἐτάραξεν (etàraxen) ἑαυτόν
    Gesù allora quando la vide piangere e piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, fremette nello spirito e si turbò 
  • Gv 12,27 Νῦν ἡ ψυχή μου τετάρακται (tetàraktai), καὶ τί εἴπω; πάτερ, σῶσόν με ἐκ τῆς ὥρας ταύτης
    Ora l’anima mia è turbata; e che devo dire? Padre, salvami da quest’ora? 
  • Deuteronomio 1,21 εἶπεν κύριος ὁ θεὸς τῶν πατέρων ὑμῶν ὑμῗν μὴ φοβεῗσθε μηδὲ δειλιάσητε (deiliàsete)
    Il Signore il Dio dei tuoi padri ti ha detto; non temere e non ti spaventare

v.28 εἰ ἠγαπᾶτέ με ἐχάρητε (ekàrete) ἄν, ὅτι πορεύομαι πρός τόν πατέρα, ὅτι ὁ πατἡρ μείζων μού ἐστιν
Si diligeretis me, gauderetis utique, quia vado ad Patrem: quia Pater major me est
Se mi amaste gioireste che io vado al padre: perché il padre è più grande di me

χαίρω (kàiro) è il verbo della gioia, dell’allegria; è il saluto che l’angelo rivolge a Maria:

  • Lc 1,28 καὶ εἰσελθων πρός αὐτην εἶπεν· Χαῖρε (kàire), κεχαριτωμένη, ὁ κύριος μετὰ σοῦ
    Entrato da lei disse: Rallegrati, riempita di grazia, il Signore è con te

Ma è anche il verbo del futuro, della speranza:

  • Gv 16,22 καὶ ὑμεῖς οὖν νῦν μεν λύπην ἔχετε· πάλιν δὲ ὄψομαι ὑμᾶς, καὶ χαρήσεται (karésetai) ὑμῶν ἡ καρδία, καὶ την χαράν (karàn) ὑμῶν οὐδεις αἴρει ἀφ’ ὑμῶν
    Così anche voi siete ora nel dolore; ma io vi vedrò di nuovo e il vostro cuore gioirà e nessuno vi toglierà la vostra gioia
  • Gv 20,20 καὶ τοῦτο εἰπων ἔδειξεν τας χεῖρας καὶ την πλευραν αὐτοῖς. ἐχάρησαν (ekàresan) οὖν οἱ μαθηταὶ ἰδόντες τόν κύριον
    Detto questo, mostrò loro le mani e il costato. E i discepoli gioirono al vedere il Signore
  • Apocalisse 19,7 χαίρωμεν (kàiromen) καὶ ἀγαλλιῶμεν, καὶ δώσομεν την δόξαν αὐτῷ, ὅτι ἦλθεν ὁ γάμος τοῦ ἀρνίου, καὶ ἡ γυνὴ αὐτοῦ ἡτοίμασεν ἑαυτήν
    Rallegriamoci ed esultiamo, rendiamo a lui gloria, perché son giunte le nozze dell’agnello, la sua sposa è pronta

La gioia χαρά (karà) del Signore risorto entri nei nostri incontri, nelle nostre relazioni, nelle nostre vite!!!

ἀγαπᾶτε ἀλλήλους

Domenica 19 maggio 2019

Trionfo del nome di Gesù – G.B. Gaulli detto Baciccia
Roma, Chiesa del Gesù (foto Bruno Brunelli)

Giovanni 13, 31-35
31 Quand’egli fu uscito, Gesù disse: «Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e anche Dio è stato glorificato in lui. 32 Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito. 33 Figlioli, ancora per poco sono con voi; voi mi cercherete, ma come ho già detto ai Giudei, lo dico ora anche a voi: dove vado io voi non potete venire. 34 Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri. 35 Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri»

Questa domenica veniamo catapultati di nuovo nell’ultima cena: la liturgia vuole recuperare alcune frasi di Gesù alla luce della risurrezione, come quando il film è finito ma nei titoli di coda si rivedono alcune scene e se ne capisce ancora di più l’importanza.

Giuda esce di scena, ma la sua uscita viene sottolineata da Gesù con parole importanti, quasi enfatizzata:
v.31 Νῦν ἐδοξάσθη (edoxàsthe) ὁ υἱος τοῦ ἀνθρώπου, καὶ ὁ θεος ἐδοξάσθη
(edoxàsthe) ἐν αὐτῷ
Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e anche Dio è stato glorificato in lui

Ruota tutto intorno alla δοξα (doxa) che significa opinione, ma nel nuovo testamento diventa buona opinione, in lode, onore e gloria; Giuseppe Berto intitola proprio La gloria il suo romanzo in cui costruisce in prima persona la figura di Giuda come umile strumento di Dio perché si realizzi la storia della salvezza:

  • Esodo 15,2 βοηθός καὶ σκεπαστης ἐγένετό μοι εἰς σωτηρίαν οὗτός μου θεός καὶ δοξάσω (doxàso) αὐτόν θεός τοῦ πατρός μου καὶ ὑψώσω αὐτόν
    Mia forza e mio canto è il Signore, egli mi ha salvato. Questo è il mio Dio e lo glorificherò, è il Dio di mio padre e lo esalterò!
  • Gv 8,54 Ἐάν ἐγὼ δοξάσω (doxàso) ἐμαυτόν, ἡ δόξα (dòxa) μου οὐδέν ἐστιν· ἔστιν ὁ πατήρ μου ὁ δοξάζων (doxàzon) με, ὃν ὑμεῖς λέγετε ὅτι θεός ἡμῶν ἐστιν
    Se io glorificassi me stesso, la mia gloria è nulla; chi mi glorifica è il Padre mio, che voi dite: “È nostro Dio!”
  • Gv 12,23 Ἐλήλυθεν ἡ ὥρα ἵνα δοξασθῇ (doxàsthe) ὁ υἱός τοῦ ἀνθρώπου
    È giunta l’ora che sia glorificato il Figlio dell’uomo

v.32 εἰ ὁ θεός ἐδοξάσθη ἐν αὐτῷ, καὶ ὁ θεός δοξάσει αὐτόν ἐν αὑτῷ, καὶ εὐθὐς δοξάσει αὐτόν
Se Dio è glorificato in lui, Dio lo glorificherà anche in se stesso e lo glorificherà subito

Un tripudio di gloria solo perché Giuda è uscito per adempiere il suo compito…fa pensare…; consiglio vivamente di leggere il romanzo di Giuseppe Berto!

v.33 τεκνία (teknìa), ἔτι μικρόν μεθ’ ὑμῶν εἰμι
Figlioli, ancora per poco sono con voi

τεκνίον (teknìon) bambino piccolo, è il termine con cui gli insegnanti si rivolgono ai propri discepoli; in tutto il vangelo di Giovanni la parola viene usata solo qui, ma invece verrà utilizzata spesso nella prima lettera di Giovanni:

  • 1 Gv 2,1 Τεκνία (teknìa) μου, ταῦτα γράφω ὑμῖν ἵνα μὴ ἁμάρτητε
    Figlioli miei, vi scrivo queste cose perché non pecchiate
  • 1 Gv 2,12 Γράφω ὑμῖν, τεκνία (teknìa), ὅτι ἀφέωνται ὑμῖν αἱ ἁμαρτίαι διὰ τὸ ὄνομα αὐτοῦ
    Figlioli, vi scrivo perché i vostri peccati sono perdonati a causa del suo nome
  • 1 Gv 3,18 Τεκνία (teknìa), μὴ ἀγαπῶμεν λόγῳ μηδὲ τῇ γλώσσῃ ἀλλὰ ἐν ἔργῳ καὶ ἀληθείᾳ
    Figlioli, non amiamo a parole né con la lingua, ma con i fatti e in verità

v.33 ζητήσετέ (zetésete) με
Voi mi cercherete

ζητέω (zetéo) cercare, sforzarsi di trovare, nel vangelo di Giovanni spesso riferito al cercare Gesù:

  • Gv 1,38 στραφεῖς δὲ ὁ Ἰησοῦς καὶ θεασάμενος αὐτοῦς ἀκολουθοῦντας λέγει αὐτοῖς· Τί ζητεῖτε (zetéite); οἱ δὲ εἶπαν αὐτῷ· Ῥαββί (ὃ λέγεται μεθερμηνευόμενον Διδάσκαλε), ποῦ μένεις;
    Gesù allora si voltò e, vedendo che lo seguivano, disse: «Che cercate?». Gli risposero: «Rabbì (che significa maestro), dove abiti?»
  • Gv 18,7 πάλιν οὖν ἐπηρώτησεν αὐτούς· Τίνα ζητεῖτε (zetéite); οἱ δὲ εἶπαν· Ἰησοῦν τόν Ναζωραῖον
    Domandò loro di nuovo: «Chi cercate?». Risposero: «Gesù, il Nazareno»
  • Gv 20,15 λέγει αὐτῇ Ἰησοῦς· Γύναι, τί κλαίεις; τίνα ζητεῖς (zetéis);
    Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi

v.34 ἐντολην καινην (kainén) δίδωμι ὑμῖν ἵνα ἀγαπᾶτε ἀλλήλους (alléllus)
Vi do un comandamento nuovo che vi amiate gli uni gli altri

νέος (néos) è nuovo (come new, nuevo, neu) inteso come recente, appena uscito (ho comprato una macchina nuova, appena uscita di fabbrica); ma qui Giovanni usa καινός (kainòs), nuovo nella forma e nella sostanza (ho comprato un prototipo di macchina, un modello mai visto prima). Il comandamento nuovo non è frutto di semplice rinnovamento giuridico ma è qualcosa di mai visto e mai udito, è una rivoluzione copernicana, un comandamento che permetterà a tutti di riconoscerci

  • Gv 19,41 ἦν δὲ ἐν τῷ τόπῳ ὅπου ἐσταυρώθη κῆπος, καὶ ἐν τῷ κήπῳ μνημεῖον καινόν (kainòn), ἐν ᾧ οὐδέπω οὐδεῖς ἦν τεθειμένος
    Ora, nel luogo dove era stato crocifisso, vi era un giardino e nel giardino un sepolcro nuovo, nel quale nessuno era stato ancora deposto

ἀλλήλων (allélon) è una parola stupenda, difficile da rendere in italiano: significa l’un l’altro, reciprocamente, a vicenda; è una danza dove non c’è chi ama e chi è amato ma si è confusi in una reciprocità di ruoli e di soggetti, si ama in quanto amati.
Giovanni la utilizzerà ancora due volte sempre per la stessa indicazione:

  • Gv 15,12 Αὕτη ἐστἵν ἡ ἐντολὴ ἡ ἐμὴ ἵνα ἀγαπᾶτε ἀλλήλους (allélus) καθως ἠγάπησα ὑμᾶς
    Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati
  • Gv 15,17 ταῦτα ἐντέλλομαι ὑμῖν ἵνα ἀγαπᾶτε ἀλλήλους (allélus)
    Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri

v.35 ἐν τούτῳ γνώσονται πάντες ὅτι ἐμοὶ μαθηταί ἐστε, ἐαν ἀγάπην ἔχητε ἐν ἀλλήλοις
Da questo conosceranno tutti che siete miei discepoli, se avete amore gli uni per gli altri

L’evangelizzazione è tutta qui, senza tante parole, progetti, programmi e attività: ci riconosceranno come discepoli se avremo amore ἐν ἀλλήλοις (en alléllois) reciprocamente. E’ così semplice…!!!

ἐγὼ καὶ ὁ πατὴρ ἕν ἐσμεν

Domenica 12 maggio 2019

Fiume Colorado (foto di Stas Bartnikas – National Geographic)

Gv 10, 27-30
27 Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. 28 Io do loro la vita eterna e non andranno mai perdute e nessuno le rapirà dalla mia mano. 29 Il Padre mio che me le ha date è più grande di tutti e nessuno può rapirle dalla mano del Padre mio. 30 Io e il Padre siamo una cosa sola

Domenica scorsa il brano di Giovanni si concludeva con l’esortazione di Gesù a Pietro: “Seguimi!”
E questa domenica la liturgia ci propone un breve brano proprio sulle pecore che seguono la voce del pastore.

v.27 τὰ πρόβατα τὰ ἐμὰ τῆς φωνῆς (fonés) μου ἀκούουσιν, κἀγὼ γινώσκω αὐτά, καὶ ἀκολουθοῦσίν (akoluthùsin) μοι
Oves meæ vocem meam audiunt, et ego cognosco eas, et sequuntur me
Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono

ἀκολουθέω (akolouthéo) da keleuthos (strada), fare la stessa strada, seguire uno che precede:

  • Gv 6,2 ἠκολούθει (ekolùthei) δὲ αὐτῷ ὄχλος πολύς, ὅτι ἐθεώρουν τὰ σημεῖα ἃ ἐποίει ἐπὶ τῶν ἀσθενούντων
    Una grande folla lo seguiva, vedendo i segni che faceva sugli infermi
  • Gv 12,26 ἐἀν ἐμοί τις διακονῇ ἐμοὶ ἀκολουθείτω (akoluthéito), καὶ ὅπου εἰμὶ ἐγὼ ἐκεῖ καὶ ὁ διάκονος ὁ ἐμος ἔσται
    Se uno mi vuol servire mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servo
  • Gv 13,36 Λέγει αὐτῷ Σίμων Πέτρος· Κύριε, ποῦ ὑπάγεις; ἀπεκρίθη Ἰησοῦς· Ὅπου ὑπάγω οὐ δύνασαί μοι νῦν ἀκολουθῆσαι (akoluthésai), ἀκολουθήσεις (akoluthéseis) δὲ ὕστερον. λέγει αὐτῷ ὁ Πέτρος· Κύριε, διὰ τί οὐ δύναμαί σοι ἀκολουθῆσαι (akoluthésai) ἄρτι; τήν ψυχήν μου ὑπέρ σοῦ θήσω
    Simon Pietro gli dice: «Signore, dove vai?». Gli rispose Gesù: «Dove io vado per ora tu non puoi seguirmi; mi seguirai più tardi». Pietro disse: «Signore, perché non posso seguirti ora? Darò la mia vita per te!»

φωνή (foné) la voce, il suono della voce è inconfondibile, identifica subito la persona:

  • Genesi 3,8 καὶ ἤκουσαν τήν φωνήν (fonén) κυρίου τοῦ θεοῦ περιπατοῦντος ἐν τῷ παραδείσῳ τὸ δειλινόν
    Poi udirono la voce di Dio che camminava nel giardino sul far della sera
  • Genesi 3,10 τήν φωνήν (fonén) σου ἤκουσα περιπατοῦντος ἐν τῷ παραδείσῳ καὶ ἐφοβήθην ὅτι γυμνός εἰμι καὶ ἐκρύβην
    Ho udito la tua voce nel giardino e ho avuto paura, perché ero nudo, e mi sono nascosto
  • Isaia 40,3 φωνὴ(foné) βοῶντος ἐν τῇ ἐρήμῳ ἑτοιμάσατε τήν ὁδον κυρίου εὐθείας ποιεῗτε τας τρίβους τοῦ θεοῦ ἡμῶν
    Una voce grida: “Nel deserto preparate la via al Signore, appianate nella steppa la strada per il nostro Dio”

v.28 κἀγὼ δίδωμι αὐτοῖς ζωήν αἰώνιον (aiònion)
et ego vitam æternam do eis
Io do loro la vita eterna

αἰώνιος (aiònios) dalla stessa radice di ἀεί (aèi) sempre, senza inizio e senza fine; un concetto chiave nell’esposizione di Giovanni:

  • Gv 6,54 ὁ τρώγων μου τήν σάρκα καὶ πίνων μου τὸ αἷμα ἔχει ζωήν αἰώνιον (aiònion), κἀγὼ ἀναστήσω αὐτον τῇ ἐσχάτῃ ἡμέρᾳ
    Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno
  • Gv 12,25 ὁ φιλῶν τήν ψυχήν αὐτοῦ ἀπολλύει αὐτήν, καὶ ὁ μισῶν τήν ψυχήν αὐτοῦ ἐν τῷ κόσμῳ τούτῳ εἰς ζωήν αἰώνιον (aiònion) φυλάξει αὐτήν
    Chi ama la sua vita, la perde, e chi odia la sua vita in questo mondo, la conserverà in vita eterna
  • Gv 17,3 αὕτη δέ ἐστιν ἡ αἰώνιος (aiònios) ζωὴ ἵνα γινώσκωσι σὲ τόν μόνον ἀληθινόν θεόν καὶ ὃν ἀπέστειλας Ἰησοῦν Χριστόν
    Questa è la vita eterna: che conoscano te, il solo vero Dio, e colui che tu hai mandato, Gesù Cristo

v.28 καὶ οὐχ ἁρπάσει (arpàsei) τις αὐτὰ ἐκ τῆς χειρός μου
et non rapiet eas quisquam de manu mea
e nessuno le rapirà dalla mia mano

ἁρπάζω (arpàzo) afferrare, portare via con la forza; per due volte Gesù ribadisce che le sue pecore non verranno rapite né dalle sue mani né da quelle del padre:

  • Levitico 19,13 οὐκ ἀδικήσεις τόν πλησίον καὶ οὐχ ἁρπάσεις (arpàseis)
    Non opprimerai il tuo prossimo, e non gli rapirai ciò che è suo
  • Giobbe 24,2 ἀσεβεῗς δὲ ὅριον ὑπερέβησαν ποίμνιον σὐν ποιμένι ἁρπάσαντες (arpàsantes)
    Gli empi spostano i confini, rapiscono greggi e le conducono al pascolo

v.30 ἐγὼ καὶ ὁ πατήρ ἕν ἐσμεν
Ego et Pater unum sumus
Io e il Padre siamo un cosa sola

A Giovanni piace molto l’idea di essere una cosa sola, il massimo dell’unità e della coesione:

  • Gv 17,11 πάτερ ἅγιε, τήρησον αὐτους ἐν τῷ ὀνόματί σου ᾧ δέδωκάς μοι, ἵνα ὦσιν ἓν καθως ἡμεῖς
    Padre santo, custodisci nel tuo nome coloro che mi hai dato, perché siano una cosa sola, come noi
  • Gv 17,22 κἀγὼ τήν δόξαν ἣν δέδωκάς μοι δέδωκα αὐτοῖς, ἵνα ὦσιν ἓν
    καθως ἡμεῖς ἕν
    E la gloria che tu hai dato a me, io l’ho data a loro, perché siano come noi una cosa sola

E la prima comunità rispondeva a questa unità con un cuore solo e un’anima sola:

  • Atti 4,32 Τοῦ δὲ πλήθους τῶν πιστευσάντων ἦν καρδία καὶ ψυχὴ μία, καὶ οὐδὲ εἷς τι τῶν ὑπαρχόντων αὐτῷ ἔλεγεν ἴδιον εἶναι, ἀλλ’ ἦν αὐτοῖς πάντα κοινά
    La moltitudine di coloro che eran venuti alla fede aveva un cuore solo e un’anima sola e nessuno diceva sua proprietà quello che gli apparteneva, ma ogni cosa era fra loro comune

Grazie Signore perché non andiamo mai perduti!!!

ἀγαπᾷς με;

Domenica 5 maggio 2019

Sant’Angelo in Formis – Capua (CE)

Giovanni 21,1-19
1 Dopo questi fatti, Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberìade. E si manifestò così: 2 si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo, Natanaèle di Cana di Galilea, i figli di Zebedèo e altri due discepoli. 3 Disse loro Simon Pietro: «Io vado a pescare». Gli dissero: «Veniamo anche noi con te». Allora uscirono e salirono sulla barca; ma in quella notte non presero nulla.
4 Quando già era l’alba Gesù si presentò sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. 5 Gesù disse loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare?». Gli risposero: «No». 6 Allora disse loro: «Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete». La gettarono e non potevano più tirarla su per la gran quantità di pesci. 7 Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «È il Signore!». Simon Pietro appena udì che era il Signore, si cinse ai fianchi la sopravveste, poiché era spogliato, e si gettò in mare. 8 Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci: infatti non erano lontani da terra se non un centinaio di metri.
9 Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane. 10 Disse loro Gesù: «Portate un po’ del pesce che avete preso or ora». 11 Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatré grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si spezzò. 12 Gesù disse loro: «Venite a mangiare». E nessuno dei discepoli osava domandargli: «Chi sei?», poiché sapevano bene che era il Signore.
13 Allora Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede a loro, e così pure il pesce. 14 Questa era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risuscitato dai morti.
15 Quand’ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: «Simone di Giovanni, mi ami tu più di costoro?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti amo». Gli disse: «Pasci i miei agnelli». 16 Gli disse di nuovo: «Simone di Giovanni, mi ami?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti amo». Gli disse: «Pasci le mie pecorelle». 17 Gli disse per la terza volta: «Simone di Giovanni, mi ami?». Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli dicesse: Mi ami?, e gli disse: «Signore, tu sai tutto; tu sai che ti amo». Gli rispose Gesù: «Pasci le mie pecorelle. 18 In verità, in verità ti dico: quando eri più giovane ti cingevi la veste da solo, e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti cingerà la veste e ti porterà dove tu non vuoi». 19 Questo gli disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E detto questo aggiunse: «Seguimi»

Gesù è risorto, è apparso, parla coi discepoli, ma adesso?
I discepoli sono disorientati: la risurrezione di Gesù cambia anche la mia vita?
La prima reazione è istintiva: continuiamo come prima…
v.3 λέγει αὐτοῖς Σίμων Πέτρος· Ὑπάγω ἁλιεύειν· λέγουσιν αὐτῷ· Ἐρχόμεθα καὶ ἡμεῖς σὐν σοί
Disse loro Simon Pietro: «Io vado a pescare». Gli dissero: «Veniamo anche noi con te»

La storia si ripete: la rete vuota, l’intervento di Gesù, la rete si riempe di pesci; ma tra quella miracolosa narrata da Luca e questa pesca è successo qualcosa, c’è stata la crocifissione di Gesù e adesso lui è qui…nulla è più come prima:
v.6 ἔβαλον οὖν, καὶ οὐκέτι αὐτὸ ἑλκύσαι (elkùsai) ἴσχυον ἀπὸ τοῦ πλήθους τῶν ἰχθύων
La gettarono dunque e non potevano più tirarla su per la gran quantità di pesci

ἕλκω (hélko) è il verbo delle reti, trascinare, ma anche attirare a sé; in fondo dovevano diventare pescatori di uomini…:

  • Gv 6,44 οὐδεις δύναται ἐλθεῖν πρός με ἐαν μὴ ὁ πατἡρ ὁ πέμψας με ἑλκύσῃ (elkùse) αὐτόν, κἀγὼ ἀναστήσω αὐτόν ἐν τῇ ἐσχάτῃ ἡμέρᾳ
    Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno
  • Gv 12,32 κἀγὼ ἐαν ὑψωθῶ ἐκ τῆς γῆς, πάντας ἑλκύσω (elkùso) πρός ἐμαυτόν
    e io, quando sarò innalzato dalla terra, attirerò tutti a me

v.7 Σίμων οὖν Πέτρος, ἀκούσας ὅτι ὁ κύριός ἐστιν, τόν ἐπενδύτην διεζώσατο (diezòsato), ἦν γαρ γυμνός, καὶ ἔβαλεν ἑαυτόν εἰς την θάλασσαν
Simon Pietro appena udì che era il Signore, si cinse ai fianchi la sopravveste, poiché era spogliato, e si gettò in mare

διαζώννυμι (diazônnumi) cingersi, legarsi intorno, la stessa azione che Gesù aveva compiuto pochi giorni prima:

  • Gv 13,4 ἐγείρεται ἐκ τοῦ δείπνου καὶ τίθησιν τὰ ἱμάτια καὶ λαβων λέντιον διέζωσεν (diézosen) ἑαυτόν· εἶτα βάλλει ὕδωρ εἰς τόν νιπτῆρα, καὶ ἤρξατο νίπτειν τούς πόδας τῶν μαθητῶν καὶ ἐκμάσσειν τῷ λεντίῳ ᾧ ἦν διεζωσμένος (diezosménos)
    Si alzò da tavola, depose le vesti e, preso un asciugatoio, se lo cinse attorno alla vita. Poi versò dell’acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l’asciugatoio di cui si era cinto

v.14 τοῦτο ἤδη τρίτον (trìton) ἐφανερώθη ὁ Ἰησοῦς τοῖς μαθηταῖς ἐγερθεῖς ἐκ νεκρῶν
Questa era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risuscitato dai morti

τρίτος (trìtos) il tre è un numero fondamentale per Giovanni: questa è la terza manifestazione dopo che era risorto (il terzo giorno) e tra poco Gesù ripeterà per tre volte la stessa domanda:
v. 17 λέγει αὐτῷ τὸ τρίτον (trìton)· Σίμων Ἰωάννου, φιλεῖς με;
Gli disse per la terza volta: Simone di Giovanni, mi ami?

E anche all’inizio del racconto dei segni Giovanni fa un riferimento ai tre giorni:
Gv 2,1 Καὶ τῇ ἡμέρᾳ τῇ τρίτῃ (trìte) γάμος ἐγένετο ἐν Κανὰ τῆς Γαλιλαίας, καὶ ἦν ἡ μήτηρ τοῦ Ἰησοῦ ἐκεῖ
Tre giorni dopo, ci fu uno sposalizio a Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù

v.15 Ναί (naì), κύριε, σὺ οἶδας ὅτι φιλῶ σε
, signore, tu sai che ti voglio bene

ναί (nai) è la particella primaria di affermazione forte: sì, certo, veramente:

  • Mt 5,37 ἔστω δὲ ὁ λόγος ὑμῶν ναί ναί (nai nai), οὒ οὔ· τὸ δὲ περισσόν τούτων ἐκ τοῦ πονηροῦ ἐστιν
    Sia invece il vostro parlare sì, sì; no, no; il di più viene dal maligno

Pietro usa ναί (nai) nelle prime due risposte, ma nella terza vacilla, è addirittura addolorato
v.17 ἐλυπήθη (elupéthe) ὁ Πέτρος ὅτι εἶπεν αὐτῷ τὸ τρίτον· Φιλεῖς με;
Contristatus est Petrus, quia dixit ei tertio: Amas me?
Pietro fu rattristato che egli avesse detto la terza volta: «Mi vuoi bene?»

λυπέω (lupéo) da λύπη (lùpe) dolore, afflizione:

  • Gv 16,20 ἀμήν ἀμήν λέγω ὑμῖν ὅτι κλαύσετε καὶ θρηνήσετε ὑμεῖς, ὁ δὲ κόσμος χαρήσεται· ὑμεῖς λυπηθήσεσθε (lupethésesthe), ἀλλ’ ἡ λύπη ὑμῶν εἰς χαρἀν γενήσεται
    In verità, in verità vi dico che voi piangerete e farete cordoglio, e il mondo si rallegrerà. Sarete rattristati, ma la vostra tristezza sarà cambiata in gioia

In conclusione si torna là dove era incominciato tutto: Seguimi!
v.19 καὶ τοῦτο εἰπων λέγει αὐτῷ· Ἀκολούθει (akolùthei) μοι
Et cum hoc dixisset, dicit ei: Sequere me
E dopo aver parlato così gli disse: “Seguimi

ἀκολουθέω (akolouthéo) seguire, raggiungere, fare la stessa strada.
Era iniziato tutto così:

  • Gv 1,37 καὶ ἤκουσαν οἱ δύο μαθηταὶ αὐτοῦ λαλοῦντος καὶ ἠκολούθησαν (ekolùthesan) τῷ Ἰησοῦ. στραφεἱς δὲ ὁ Ἰησοῦς καὶ θεασάμενος αὐτοὐς ἀκολουθοῦντας (akoluthùntas) λέγει αὐτοῖς· Τί ζητεῖτε; οἱ δὲ εἶπαν αὐτῷ· Ῥαββί (ὃ λέγεται μεθερμηνευόμενον Διδάσκαλε), ποῦ μένεις;
    E i due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù. Gesù allora si voltò e, vedendo che lo seguivano, disse: «Che cercate?». Gli risposero: «Rabbì (che significa maestro), dove abiti?»
  • Gv 1,40 ἦν Ἀνδρέας ὁ ἀδελφὁς Σίμωνος Πέτρου εἷς ἐκ τῶν δύο τῶν ἀκουσάντων παρὰ Ἰωάννου καὶ ἀκολουθησάντων (akoluthesànton) αὐτῷ
    Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro
  • Gv 1,43 Τῇ ἐπαύριον ἠθέλησεν ἐξελθεῖν εἰς την Γαλιλαίαν. καὶ εὑρίσκει Φίλιππον καὶ λέγει αὐτῷ ὁ Ἰησοῦς· Ἀκολούθει (akolùthei) μοι
    Il giorno dopo Gesù aveva stabilito di partire per la Galilea; incontrò Filippo e gli disse: «Seguimi»

Alla fine la gioia della risurrezione è tutta qui: seguire Gesù, raggiungerlo sulla sua strada, camminare insieme!