μὴ γίνου ἄπιστος ἀλλὰ πιστός

Domenica 28 aprile 2019

Incredulità di Tommaso (part.) – Maria Galie

Giovanni 20, 19-32
19 La sera di quello stesso giorno, che era il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, Gesù venne e si presentò in mezzo a loro, e disse: «Pace a voi!» 20 E, detto questo, mostrò loro le mani e il costato. I discepoli dunque, veduto il Signore, si rallegrarono. 21 Allora Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre mi ha mandato, anch’io mando voi». 22 Detto questo, soffiò su di loro e disse: «Ricevete lo Spirito Santo. 23 A chi perdonerete i peccati, saranno perdonati; a chi li riterrete, saranno ritenuti».
24 Or Tommaso, detto Didimo, uno dei dodici, non era con loro quando venne Gesù. 25 Gli altri discepoli dunque gli dissero: «Abbiamo visto il Signore!» Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi, e se non metto il mio dito nel segno dei chiodi, e se non metto la mia mano nel suo costato, io non crederò».
26 Otto giorni dopo, i suoi discepoli erano di nuovo in casa, e Tommaso era con loro. Gesù venne a porte chiuse, e si presentò in mezzo a loro, e disse: «Pace a voi!» 27 Poi disse a Tommaso: «Porgi qua il dito e guarda le mie mani; porgi la mano e mettila nel mio costato; e non essere incredulo, ma credente». 28 Tommaso gli rispose: «Signor mio e Dio mio!» 29 Gesù gli disse: «Perché mi hai visto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!»
30 Or Gesù fece in presenza dei discepoli molti altri segni miracolosi, che non sono scritti in questo libro; 31 ma questi sono stati scritti, affinché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e, affinché, credendo, abbiate vita nel suo nome.

Le apparizioni di Gesù risorto riempono il cuore di serenità e pace, bisognerebbe leggerle tutto l’anno!

v.19 καὶ τῶν θυρῶν κεκλεισμένων (kekleisménon) ὅπου ἦσαν οἱ μαθηταὶ διὰ τόν φόβον (phòbon) τῶν Ἰουδαίων
mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per paura dei Giudei

Porte chiuse e paura, concetti molto attuali che conosciamo bene…
κλείω (kléio) chiudere, da cui claudere e close

  • 1 Gv 3,17 ὃς δ’ ἂν ἔχῃ τόν βίον τοῦ κόσμου καὶ θεωρῇ τόν ἀδελφόν αὐτοῦ χρείαν ἔχοντα καὶ κλείσῃ (kléise) τὰ σπλάγχνα αὐτοῦ ἀπ’ αὐτοῦ, πῶς ἡ ἀγάπη τοῦ θεοῦ μένει ἐν αὐτῷ;
    Ma se uno ha ricchezze di questo mondo e vedendo il suo fratello in necessità gli chiude il proprio cuore, come dimora in lui l’amore di Dio?

φόβος (fòbos), la paura, la fobìa

  • 1 Gv 4,18 φόβος (phòbos) οὐκ ἔστιν ἐν τῇ ἀγάπῃ, ἀλλ’ ἡ τελεία ἀγάπη ἔξω βάλλει τόν φόβον (phòbon), ὅτι ὁ φόβος (phòbos) κόλασιν ἔχει, ὁ δὲ φοβούμενος (phobùmenos) οὐ τετελείωται ἐν τῇ ἀγάπῃ
    Nell’amore non c’è paura, al contrario l’amore perfetto scaccia la paura, perché la paura suppone un castigo e chi teme non è perfetto nell’amore

v.22 καὶ τοῦτο εἰπων ἐνεφύσησεν (enefùsesen) καὶ λέγει αὐτοῖς· Λάβετε πνεῦμα ἅγιον
Hæc cum dixisset, insufflavit, et dixit eis: Accipite Spiritum Sanctum
Detto questo soffiò su di loro e disse: Ricevete lo Spirito Santo

ἐμφυσάω (emfusào) soffiare, alitare (da cui enfisema): è l’azione che dona vita, Gesù soffia come già fece il Padre all’inizio della storia:

  • Genesi 2,7 καὶ ἔπλασεν ὁ θεός τόν ἄνθρωπον χοῦν ἀπὸ τῆς γῆς καὶ ἐνεφύσησεν (enefùsesen) εἰς τὸ πρόσωπον αὐτοῦ πνοἡν ζωῆς καὶ ἐγένετο ὁ ἄνθρωπος εἰς ψυχἡν ζῶσαν
    Allora il Signore Dio plasmò l’uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l’uomo divenne un essere vivente

v.27 καὶ μὴ γίνου ἄπιστος (àpistos) ἀλλὰ πιστός (pistòs)
et noli esse incredulus, sed fidelis
e non essere incredulo ma credente

ἄπιστος (àpistos) e πιστός (pistòs), alla fine la differenza sta tutta in un alfa privativo, in ciò che ci impedisce di credere, di avere fede (πίστις, pìstis):

  • Lc 9,41 Ὦ γενεὰ ἄπιστος (àpistos) καὶ διεστραμμένη, ἕως πότε ἔσομαι πρός ὑμᾶς καὶ ἀνέξομαι ὑμῶν;
    O generazione incredula e perversa, fino a quando sarò con voi e vi sopporterò? 
  • Lc 19,17 καὶ εἶπεν αὐτῷ· Εὖγε, ἀγαθὲ δοῦλε, ὅτι ἐν ἐλαχίστῳ πιστός (pistòs) ἐγένου, ἴσθι ἐξουσίαν ἔχων ἐπάνω δέκα πόλεων
    Gli disse: Bene, bravo servitore; poiché ti sei mostrato fedele nel poco, ricevi il potere sopra dieci città

v.30 Πολλὰ μέν οὖν καὶ ἄλλα σημεῖα (seméia) ἐποίησεν ὁ Ἰησοῦς ἐνώπιον τῶν μαθητῶν
Multa quidem et alia signa fecit Jesus in conspectu discipulorum suorum
Molti altri segni fece Gesù in presenza dei discepoli

σημεῖον (sêmeion) il segno, un avvenimento che segnala, che indica; parola fondamentale nello scritto di Giovanni che la utilizza per sette segni compiuti da Gesù, da Cana a Lazzaro:

  • Gv 2,11 ταύτην ἐποίησεν ἀρχην τῶν σημείων (seméion) ὁ Ἰησοῦς ἐν Κανὰ τῆς Γαλιλαίας
    Gesù fece questo primo dei suoi segni in Cana di Galilea
  • Gv 3,2 Ῥαββί, οἴδαμεν ὅτι ἀπὸ θεοῦ ἐλήλυθας διδάσκαλος· οὐδείς γἀρ δύναται ταῦτα τὰ σημεῖα (seméia) ποιεῖν ἃ σὺ ποιεῖς, ἐἀν μὴ ᾖ ὁ θεός μετ’ αὐτοῦ
    Rabbì, sappiamo che sei un maestro venuto da Dio; nessuno infatti può fare i segni che tu fai, se Dio non è con lui
  • Gv 12,17 ἐμαρτύρει οὖν ὁ ὄχλος ὁ ὢν μετ’ αὐτοῦ ὅτε τόν Λάζαρον ἐφώνησεν ἐκ τοῦ μνημείου καὶ ἤγειρεν αὐτόν ἐκ νεκρῶν. διὰ τοῦτο καὶ ὑπήντησεν αὐτῷ ὁ ὄχλος ὅτι ἤκουσαν τοῦτο αὐτόν πεποιηκέναι τὸ σημεῖον (seméion)
    Intanto la gente che era stata con lui quando chiamò Lazzaro fuori dal sepolcro e lo risuscitò dai morti, gli rendeva testimonianza. Anche per questo la folla gli andò incontro, perché aveva udito che aveva compiuto quel segno

Signore, aiutaci a riconoscere i tuoi segni per renderci credenti e non increduli!!!

Alzatosi corse al sepolcro

Pasqua del Signore – domenica 21 aprile 2019

Gesù scende agli inferi e salva le anime – M. Rupnik – Roma

Lc 24,1-12
1 Il primo giorno dopo il sabato, di buon mattino, si recarono alla tomba, portando con sé gli aromi che avevano preparato. 2 Trovarono la pietra rotolata via dal sepolcro; 3 ma, entrate, non trovarono il corpo del Signore Gesù. 4 Mentre erano ancora incerte, ecco due uomini apparire vicino a loro in vesti sfolgoranti. 5 Essendosi le donne impaurite e avendo chinato il volto a terra, essi dissero loro: «Perché cercate tra i morti colui che è vivo? 6 Non è qui, è risuscitato. Ricordatevi come vi parlò quando era ancora in Galilea, 7 dicendo che bisognava che il Figlio dell’uomo fosse consegnato in mano ai peccatori, che fosse crocifisso e risuscitasse il terzo giorno». 8 Ed esse si ricordarono delle sue parole.
9 E, tornate dal sepolcro, annunziarono tutto questo agli Undici e a tutti gli altri. 10 Erano Maria di Màgdala, Giovanna e Maria di Giacomo. Anche le altre che erano insieme lo raccontarono agli apostoli. 11 Quelle parole parvero loro come un vaneggiamento e non credettero ad esse.
12 Pietro tuttavia corse al sepolcro e chinatosi vide solo le bende. E tornò a casa pieno di stupore per l’accaduto.

Che belli i vangeli della risurrezione!!!
Quest’anno nella veglia del sabato sera si legge il brano di Luca che precede quello dei discepoli di Emmaus.
v.1 τῇ δὲ μιᾷ τῶν σαββάτων ὄρθρου βαθέως ἐπὶ τὸ μνῆμα (mnéma) ἦλθον φέρουσαι ἃ ἡτοίμασαν ἀρώματα
Il primo giorno dopo il sabato, di buon mattino, si recarono alla tomba, portando con sé gli aromi che avevano preparato

μνῆμα (mnéma da cui mnemonico e monumentum), è la tomba, il monumento che serve per ricordare. E’ solo il primo giorno ma le donne hanno già nostalgia, hanno bisogno di ricordare:

  • Genesi 35,20 καὶ ἔστησεν Ιακωβ στήλην ἐπὶ τοῦ μνημείου (mneméiu) αὐτῆς αὕτη ἐστίν στήλη μνημείου (mneméiu) Ραχηλ ἕως τῆς σήμερον ἡμέρας
    Giacobbe eresse sulla sua tomba una stele. Questa stele della tomba di Rachele esiste fino ad oggi
  • Neemia 2,5 εἰ ἐπὶ τὁν βασιλέα ἀγαθόν καὶ εἰ ἀγαθυνθήσεται ὁ παῗς σου ἐνώπιόν σου ὥστε πέμψαι αὐτὁν εἰς Ιουδα εἰς πόλιν μνημείων (mneméion) πατέρων μου καὶ ἀνοικοδομήσω αὐτήν
    Se piace al re e se il tuo servo ha trovato grazia ai suoi occhi, mandami in Giudea, nella città dove sono i sepolcri dei miei padri, perché io possa ricostruirla

v.2 εὗρον δὲ τόν λίθον ἀποκεκυλισμένον (apokekulisménon) ἀπὸ τοῦ μνημείου
Trovarono la pietra rotolata dal sepolcro

ἀποκυλίω (apokuliô) da ἀπό e κυλίομαι che deriva da κύκλῳ (kuklôi), ciclo, ad anello, che dà il senso del rotolamento. Il verbo viene usato dai tre sinottici solamente in riferimento alla pietra del sepolcro di Gesù:

  • Mt 28,2 καὶ ἰδοὺ σεισμός ἐγένετο μέγας· ἄγγελος γἀρ κυρίου καταβἀς ἐξ οὐρανοῦ καὶ προσελθων ἀπεκύλισε (apekùlise) τόν λίθον καὶ ἐκάθητο ἐπάνω αὐτοῦ
    Ed ecco che vi fu un gran terremoto: un angelo del Signore, sceso dal cielo, si accostò, rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa
  • Mc 16,3 καὶ ἔλεγον πρός ἑαυτάς· Τίς ἀποκυλίσει (apokulìsei) ἡμῖν τόν λίθον ἐκ τῆς θύρας τοῦ μνημείου; καὶ ἀναβλέψασαι θεωροῦσιν ὅτι ἀποκεκύλισται (apokekùlistai) ὁ λίθος, ἦν γἀρ μέγας σφόδρα
    Esse dicevano tra loro: «Chi ci rotolerà via il masso dall’ingresso del sepolcro?». Ma, guardando, videro che il masso era già stato rotolato via, benché fosse molto grande

v.5 Τί ζητεῖτε τόν ζῶντα μετὰ τῶν νεκρῶν;
Quid quæritis viventem cum mortuis?
Perché cercate colui che è vivo tra i morti?

Alla fine la fede è tutta qui, una ricerca di colui che è vivo e che rende vivi

v.7 λέγων τόν υἱόν τοῦ ἀνθρώπου ὅτι δεῖ παραδοθῆναι εἰς χεῖρας ἀνθρώπων ἁμαρτωλῶν καὶ σταυρωθῆναι καὶ τῇ τρίτῃ ἡμέρᾳ ἀναστῆναι (anasténai)
dicendo che bisognava che il Figlio dell’uomo fosse consegnato in mano ai peccatori, che fosse crocifisso e risuscitasse il terzo giorno

ἀνίστημι (anìstêmi) innalzare, sollevare, per tutti gli evangelisti è il verbo della risurrezione:

  • Gv 11,24 λέγει αὐτῷ ἡ Μάρθα· Οἶδα ὅτι ἀναστήσεται (anastésetai) ἐν τῇ ἀναστάσει (anastàsei) ἐν τῇ ἐσχάτῃ ἡμέρᾳ
    Marta gli disse: «Lo so che risusciterà, nella risurrezione, nell’ultimo giorno»
  • Gv 20,9 οὐδέπω γἀρ ᾔδεισαν την γραφην ὅτι δεῖ αὐτόν ἐκ νεκρῶν ἀναστῆναι (anasténai)
    Perché non avevano ancora capito la Scrittura, secondo la quale egli doveva risuscitare dai morti

Ma la cosa più bella di questo verbo, di questa azione di sollevamento, di risurrezione, è la sua capacità di contagio, di espansione:

v.12 Ὁ δὲ Πέτρος ἀναστἀς (anastàs) ἔδραμεν ἐπὶ τὸ μνημεῖον
Petrus autem surgens cucurrit ad monumentum
Ma Pietro, alzatosi, corse al sepolcro

Pietro viene contagiato da questo movimento verso l’alto e si alza, esattamente come faranno poco dopo i due discepoli di Emmaus:
Lc 24,33 καὶ ἀναστάντες (anastàntes) αὐτῇ τῇ ὥρᾳ ὑπέστρεψαν εἰς Ἰερουσαλήμ, καὶ εὗρον ἠθροισμένους τοὐς ἕνδεκα καὶ τοὐς σὐν αὐτοῖς
E, alzatisi in quello stesso momento, tornarono a Gerusalemme e trovarono riuniti gli undici e quelli che erano con loro

In questa notte di Pasqua lasciamoci coinvolgere dal movimento verso l’alto della risurrezione e riconquistiamo la capacità di meravigliarci insieme a Pietro:
v.12 καὶ ἀπῆλθεν πρός αὑτόν θαυμάζων τὸ γεγονός
et abiit secum mirans quod factum fuerat
e se ne andò meravigliandosi dentro di sé per ciò che era accaduto

Grideranno le pietre

Domenica delle Palme – 14 aprile 2019

Giotto – Ingresso a Gerusalemme (part.) – Padova

Luca 19,28-40
28 Dette queste cose, Gesù proseguì avanti agli altri salendo verso Gerusalemme.
29 Quando fu vicino a Bètfage e a Betània, presso il monte detto degli Ulivi, inviò due discepoli dicendo: 30 «Andate nel villaggio di fronte; entrando, troverete un puledro legato, sul quale nessuno è mai salito; scioglietelo e portatelo qui. 31 E se qualcuno vi chiederà: Perché lo sciogliete?, direte così: Il Signore ne ha bisogno». 32 Gli inviati andarono e trovarono tutto come aveva detto. 33 Mentre scioglievano il puledro, i proprietari dissero loro: «Perché sciogliete il puledro?». 34 Essi risposero: «Il Signore ne ha bisogno».
35 Lo condussero allora da Gesù; e gettati i loro mantelli sul puledro, vi fecero salire Gesù. 36 Via via che egli avanzava, stendevano i loro mantelli sulla strada. 37 Era ormai vicino alla discesa del monte degli Ulivi, quando tutta la folla dei discepoli, esultando, cominciò a lodare Dio a gran voce, per tutti i prodigi che avevano veduto, dicendo:
38 «Benedetto colui che viene, il re, nel nome del Signore.
Pace in cielo e gloria nel più alto dei cieli!».
39 Alcuni farisei tra la folla gli dissero: «Maestro, rimprovera i tuoi discepoli». 40 Ma egli rispose: «Vi dico che, se questi taceranno, grideranno le pietre».

Nella Domenica delle Palme l’ingresso di Gesù in Gerusalemme viene letto nel rito introduttivo, prima della benedizione delle palme, ma i ritardatari spesso se lo perdono

v.31 καὶ ἐάν τις ὑμᾶς ἐρωτᾷ· Διὰ τί λύετε; οὕτως ἐρεῖτε ὅτι Ὁ κύριος αὐτοῦ χρείαν (chréia) ἔχει
E se qualcuno vi chiederà: Perché lo sciogliete?, direte così: Il Signore ne ha bisogno

χρεία (chreia) il bisogno, la necessità; anche Gesù ha bisogno:

  • Lc 5,31 καὶ ἀποκριθεἰς ὁ Ἰησοῦς εἶπεν προς αὐτούς· Οὐ χρείαν (chréian) ἔχουσιν οἱ ὑγιαίνοντες ἰατροῦ ἀλλὰ οἱ κακῶς ἔχοντες
    Gesù rispose loro: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, bensì i malati
  • Lc 10,41 Μάρθα Μάρθα, μεριμνᾷς καὶ θορυβάζῃ περὶ πολλά, ὀλίγων δέ ἐστιν χρεία (chréia) ἢ ἑνός· Μαριἀμ γἀρ τἥν ἀγαθἥν μερίδα ἐξελέξατο ἥτις οὐκ ἀφαιρεθήσεται αὐτῆς
    Marta, Marta, tu ti affanni e sei agitata per molte cose, ma una sola è la cosa di cui c’è bisogno. Maria ha scelto la parte buona che non le sarà tolta
  • Lc 15,7 λέγω ὑμῖν ὅτι οὕτως χαρὰ ἐν τῷ οὐρανῷ ἔσται ἐπὶ ἑνὶ ἁμαρτωλῷ μετανοοῦντι ἢ ἐπὶ ἐνενήκοντα ἐννέα δικαίοις οἵτινες οὐ χρείαν (chréian) ἔχουσιν μετανοίας
    Così, vi dico, ci sarà più gioia in cielo per un peccatore convertito, che per novantanove giusti che non hanno bisogno di conversione

v.35 καὶ ἤγαγον αὐτόν πρός τόν Ἰησοῦν, καὶ ἐπιρίψαντες αὐτῶν τὰ ἱμάτια ἐπὶ τόν πῶλον ἐπεβίβασαν (epebìbasan) τόν Ἰησοῦν
Lo condussero allora da Gesù; e gettati i loro mantelli sul puledro, vi fecero salire Gesù

ἐπιβιβάζω (epibibàzô) far montare, mettere su; Luca usa questo verbo per un altro personaggio importante che carica qualcuno sulla cavalcatura:

  • Lc 10,34 καὶ προσελθων κατέδησεν τὰ τραύματα αὐτοῦ ἐπιχέων ἔλαιον καὶ οἶνον, ἐπιβιβάσας (epibibàsas) δὲ αὐτόν ἐπὶ τὸ ἴδιον κτῆνος ἤγαγεν αὐτόν εἰς πανδοχεῖον καὶ ἐπεμελήθη αὐτοῦ
    Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi, caricatolo sopra il suo giumento, lo portò a una locanda e si prese cura di lui

v.37 ἤρξαντο ἅπαν τὸ πλῆθος τῶν μαθητῶν χαίροντες αἰνεῖν (ainéin) τόν θεόν φωνῇ μεγάλῃ περὶ πασῶν ὧν εἶδον δυνάμεων
tutta la folla dei discepoli, esultando, cominciò a lodare Dio a gran voce, per tutti i prodigi che avevano veduto

αἰνέω (ainéo) lodare, celebrare, cantare le lodi; un verbo che ci fa tornare là dove tutto è iniziato:

  • Lc 2,13 καὶ ἐξαίφνης ἐγένετο σὐν τῷ ἀγγέλῳ πλῆθος στρατιᾶς οὐρανίου αἰνούντων (ainùnton) τόν θεόν καὶ λεγόντων· Δόξα ἐν ὑψίστοις (upsìstois) θεῷ καὶ ἐπὶ γῆς εἰρήνη ἐν ἀνθρώποις εὐδοκίας
    E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste che lodava Dio e diceva: Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama
  • Lc 2,20 καὶ ὑπέστρεψαν οἱ ποιμένες δοξάζοντες καὶ αἰνοῦντες (ainùntes) τόν θεόν ἐπὶ πᾶσιν οἷς ἤκουσαν καὶ εἶδον καθώς ἐλαλήθη πρός αὐτούς
    I pastori poi se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro

v.38 Εὐλογημένος ὁ ἐρχόμενος βασιλεὑς ἐν ὀνόματι κυρίου· ἐν οὐρανῷ εἰρήνη καὶ δόξα ἐν ὑψίστοις (upsìstois)
Benedetto il re che viene nel nome del Signore; pace in cielo e gloria nei luoghi altissimi

ὕψιστος (hùpsistos) superlativo di ὕψος (hùpsos), altezza:

  • Lc 1,35 καὶ ἀποκριθεἱς ὁ ἄγγελος εἶπεν αὐτῇ· Πνεῦμα ἅγιον ἐπελεύσεται ἐπὶ σέ, καὶ δύναμις Ὑψίστου (upsìstu) ἐπισκιάσει σοι
    Le rispose l’angelo: Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo
  • Lc 1,76 καὶ σὺ δέ, παιδίον, προφήτης Ὑψίστου (upsìstu) κληθήσῃ, προπορεύσῃ γἀρ ἐνώπιον κυρίου ἑτοιμάσαι ὁδούς αὐτοῦ
    E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade

v.40 Λέγω ὑμῖν, ὅτι ἐὰν οὗτοι σιωπήσουσιν (siopésusin), οἱ λίθοι κράξουσιν (kràxusin)
Vi dico che, se questi taceranno, grideranno le pietre

σιωπάω (siopào) e κράζω (kràzo), tacere e gridare, i contrari si toccano in questa ultima domenica di quaresima:

  • Atti 18,9 εἶπεν δὲ ὁ κύριος ἐν νυκτὶ δι’ ὁράματος τῷ Παύλῳ· Μὴ φοβοῦ, ἀλλὰ λάλει καὶ μὴ σιωπήσῃς (siopéses)
    E una notte in visione il Signore disse a Paolo: Non aver paura, ma continua a parlare e non tacere
  • Atti 19,32 ἄλλοι μἐν οὖν ἄλλο τι ἔκραζον (ékrazon), ἦν γἀρ ἡ ἐκκλησία συγκεχυμένη, καὶ οἱ πλείους οὐκ ᾔδεισαν τίνος ἕνεκα συνεληλύθεισαν
    Intanto, chi gridava una cosa, chi un’altra; l’assemblea era confusa e i più non sapevano il motivo per cui erano accorsi
  • Atti 24,20 τί εὗρον ἀδίκημα στάντος μου ἐπὶ τοῦ συνεδρίου ἢ περὶ μιᾶς ταύτης φωνῆς ἧς ἐκέκραξα (ekékraxa) ἐν αὐτοῖς ἑστως ὅτι Περὶ ἀναστάσεως νεκρῶν ἐγὼ κρίνομαι σήμερον ἐφ’ ὑμῶν
    quale colpa han trovato in me quando sono comparso davanti al sinedrio, se non questa sola frase che gridai stando in mezzo a loro: A motivo della risurrezione dei morti io vengo giudicato oggi davanti a voi!

In questa Settimana Santa insegnaci Signore a tacere e ad ascoltare il grido dei fratelli e della tua parola

Pietre

Domenica 7 aprile 2019

Giovanni 8,1-11
1 Gesù si avviò allora verso il monte degli Ulivi. 2 Ma all’alba si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui ed egli, sedutosi, li ammaestrava. 3 Allora gli scribi e i farisei gli conducono una donna sorpresa in adulterio e, postala nel mezzo, 4 gli dicono: «Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. 5 Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?». 6 Questo dicevano per metterlo alla prova e per avere di che accusarlo. Ma Gesù, chinatosi, si mise a scrivere col dito per terra. 7 E siccome insistevano nell’interrogarlo, alzò il capo e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei». 8 E chinatosi di nuovo, scriveva per terra. 9 Ma quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani fino agli ultimi.
Rimase solo Gesù con la donna là in mezzo. 10 Alzatosi allora Gesù le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». 11 Ed essa rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù le disse: «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più».

L’episodio è raccontato solo da Giovanni e non compare nei manoscritti più antichi ed affidabili, ma il racconto ha da sempre esercitato un fascino particolare

v.3 ἄγουσιν δὲ οἱ γραμματεῖς καὶ οἱ Φαρισαῖοι γυναῖκα ἐπὶ μοιχείᾳ κατειλημμένην (kateilemménen)
Gli scribi e i farisei portano una donna sorpresa in adulterio

καταλαμβάνω (katalambàno) un verbo che Giovanni usa solo tre volte:

  • Gv 1,5 καὶ τὸ φῶς ἐν τῇ σκοτίᾳ φαίνει, καὶ ἡ σκοτία αὐτὸ οὐ κατέλαβεν (katélaben)
    la luce splende nelle tenebre, ma le tenebre non l’hanno presa
  • Gv 12,35 Ἔτι μικρόν χρόνον τὸ φῶς ἐν ὑμῖν ἐστιν. περιπατεῖτε ὡς τὸ φῶς ἔχετε, ἵνα μὴ σκοτία ὑμᾶς καταλάβῃ (katalàbe)
    Ancora per poco tempo la luce è con voi. Camminate mentre avete la luce, perché non vi sorprendano le tenebre

v.5 ἐν δὲ τῷ νόμῳ ἡμῖν Μωϋσῆς ἐνετείλατο (evetéilato) τας τοιαύτας λιθάζειν
Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa

Che gran comodità gli ordini, i comandi, ci manlevano da tutto, ci lavano la coscienza
ἐντέλλομαι (entéllomai) da ἐν e la radice di τέλος (télos) che significa il fine, il risultato, per cui l’esecuzione di un ordine presuppone un fine da raggiungere; un verbo che Giovanni di solito attribuisce solo al Signore:

  • Gv 14,31 ἀλλ’ ἵνα γνῷ ὁ κόσμος ὅτι ἀγαπῶ τόν πατέρα, καὶ καθῶς ἐνετείλατο μοι ὁ πατἡρ οὕτως ποιῶ
    ma bisogna che il mondo sappia che io amo il Padre e faccio quello che il Padre mi ha comandato
  • Gv 15,14 ὑμεῖς φίλοι μού ἐστε ἐαν ποιῆτε ἃ ἐγὼ ἐντέλλομαι (entéllomai) ὑμῖν
    Voi siete miei amici, se fate le cose che io vi comando
  • Gv 15,17 ταῦτα ἐντέλλομαι (entéllomai) ὑμῖν ἵνα ἀγαπᾶτε ἀλλήλους
    Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri

v.6 τοῦτο δὲ ἔλεγον πειράζοντες αὐτόν ἵνα ἔχωσιν κατηγορεῖν (kategoréin) αὐτοῦ
Dicevano questo mettendolo alla prova per avere di che accusarlo

κατηγορέω (kategoréo) da κατά = contro e ἀγορά = luogo dove si esprime l’opinione, quindi kategoréo = accusare, esprimersi contro:

  • Gv 5,45 μὴ δοκεῖτε ὅτι ἐγὼ κατηγορήσω (kategoréso) ὑμῶν πρὁς τὁν πατέρα· ἔστιν ὁ κατηγορῶν (kategoròn) ὑμῶν Μωϋσῆς, εἰς ὃν ὑμεῖς ἠλπίκατε
    Non crediate che io sia colui che vi accuserà davanti al Padre; c’è chi vi accusa, ed è Mosè, nel quale avete riposto la vostra speranza
  • Apocalisse 12,10 ἐβλήθη ὁ κατήγωρ (katégor) τῶν ἀδελφῶν ἡμῶν, ὁ κατηγορῶν (kategoròn) αὐτοῦς ἐνώπιον τοῦ θεοῦ ἡμῶν ἡμέρας καὶ νυκτός
    E’ stato gettato giù l’accusatore dei nostri fratelli, colui che giorno e notte li accusava davanti al nostro Dio

v.6 ὁ δὲ Ἰησοῦς κάτω κύψας τῷ δακτύλῳ (daktùlos) κατέγραφεν εἰς τἡν γῆν
Ma Gesù chinato scriveva col dito in terra

Fiumi di parole sono state scritte su questo δάκτυλος (dàktulos, da cui dattilografia = scrivere con le dita), un dito che richiama per forza di cose un altro dito:

  • Esodo 8,19 εἶπαν οὖν οἱ ἐπαοιδοὶ τῷ Φαραω δάκτυλος (dàktulos) θεοῦ ἐστιν τοῦτο καὶ ἐσκληρύνθη ἡ καρδία Φαραω
    Allora i maghi dissero al faraone: «Questo è il dito di Dio». Ma il cuore del faraone si indurì
  • Esodo 31,18 καὶ ἔδωκεν Μωυσεῗ ἡνίκα κατέπαυσεν λαλῶν αὐτῷ ἐν τῷ ὄρει τῷ Σινα τάς δύο πλάκας τοῦ μαρτυρίου πλάκας λιθίνας γεγραμμένας τῷ δακτύλῳ (daktùlo) τοῦ θεοῦ
    Quando il Signore ebbe finito di parlare con Mosè sul monte Sinai, gli diede le due tavole della testimonianza, tavole di pietra, scritte con il dito di Dio
  • Salmo 8,3 ὅτι ὄψομαι τούς οὐρανούς ἔργα τῶν δακτύλων (daktùlon) σου σελήνην καὶ ἀστέρας ἃ σὺ ἐθεμελίωσας
    Quand’io considero i tuoi cieli, opera delle tue dita, la luna e le stelle che tu hai disposte

v.7 εἶπεν αὐτοῖς ὁ ἀναμάρτητος ὑμῶν πρῶτος ἐπ’ αὐτην βαλέτω λίθον (lìthon)
disse loro: “Chi di voi è senza peccato scagli per primo la pietra contro di lei”

λίθος (lithos), la pietra, un oggetto molto presente nei vangeli ma non solo come oggetto da lancio:

  • Mt 21,42 Λίθον (lìthon) ὃν ἀπεδοκίμασαν οἱ οἰκοδομοῦντες οὗτος ἐγενήθη εἰς κεφαλήν γωνίας
    La pietra scartata dai costruttori è divenuta testata d’angolo
  • Gv 11,39 λέγει ὁ Ἰησοῦς· Ἄρατε τὁν λίθον (lìthon). λέγει αὐτῷ ἡ ἀδελφὴ τοῦ τετελευτηκότος Μάρθα· Κύριε, ἤδη ὄζει, τεταρταῖος γάρ ἐστιν
    Gesù disse: «Togliete la pietra!» Marta, la sorella del morto, gli disse: «Signore, egli puzza già, perché siamo al quarto giorno»
  • Gv 20,1 Τῇ δὲ μιᾷ τῶν σαββάτων Μαρία ἡ Μαγδαληνὴ ἔρχεται πρωῒ σκοτίας ἔτι οὔσης εἰς τὸ μνημεῖον, καὶ βλέπει τὁν λίθον (lìthon) ἠρμένον ἐκ τοῦ μνημείου
    Il primo giorno della settimana, la mattina presto, mentre era ancora buio, Maria Maddalena andò al sepolcro e vide la pietra tolta dal sepolcro

v.10 ἀνακύψας δὲ ὁ Ἰησοῦς εἶπεν αὐτῇ γύναι ποῦ εἰσιν οὐδείς σε κατέκρινεν (katèkrinen)
Alzatosi Gesù le disse: “Donna dove sono? Nessuno ti ha condannata

κατακρίνω (katakrìno) condannare, dare un giudizio contro: deriva dal verbo κρίνω (krìno) giudicare, separare, da cui crinale e anche crisi:

  • Mc 14,64 ἠκούσατε τῆς βλασφημίας· τί ὑμῖν φαίνεται; οἱ δὲ πάντες κατέκριναν (katékrinan) αὐτον ἔνοχον εἶναι θανάτου
    Voi avete udito la bestemmia. Che ve ne pare? Tutti lo condannarono come reo di morte
  • Mc 16,16 ὁ πιστεύσας καὶ βαπτισθεις σωθήσεται, ὁ δὲ ἀπιστήσας κατακριθήσεται (katakrithèstai)
    Chi avrà creduto e sarà stato battezzato sarà salvato; ma chi non avrà creduto sarà condannato

v.11 πορεύου καὶ ἀπὸ τοῦ νῦν (nun) μηκέτι ἁμάρτανε
Va e d’ora in poi non peccare più

νῦν (nun) ora, adesso, in questo momento; è un avverbio che Giovanni usa moltissimo perché il presente è il tempo del’agire:

  • Gv 5,25 Ἀμήν ἀμήν λέγω ὑμῖν ὅτι ἔρχεται ὥρα καὶ νῦν (nun) ἐστιν ὅτε οἱ νεκροὶ ἀκούσουσιν τῆς φωνῆς τοῦ υἱοῦ τοῦ θεοῦ καὶ οἱ ἀκούσαντες ζήσουσιν
    In verità, in verità vi dico: è venuto il momento, ed è ora, in cui i morti udranno la voce del Figlio di Dio, e quelli che l’avranno ascoltata, vivranno
  • Gv 11,21 εἶπεν οὖν ἡ Μάρθα πρὁς τὁν Ἰησοῦν· Κύριε, εἰ ἦς ὧδε οὐκ ἂν ἀπέθανεν ὁ ἀδελφός μου· καὶ νῦν (nun) οἶδα ὅτι ὅσα ἂν αἰτήσῃ τὁν θεὁν δώσει σοι ὁ θεός
    Marta dunque disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto; e anche ora so che tutto quello che chiederai a Dio, Dio te lo darà»
  • Gv 12,31 νῦν (nun) κρίσις ἐστιν τοῦ κόσμου τούτου, νῦν (nun) ὁ ἄρχων τοῦ κόσμου τούτου ἐκβληθήσεται ἔξω
    Ora avviene il giudizio di questo mondo; ora sarà cacciato fuori il principe di questo mondo
  • Gv 16,22 καὶ ὑμεῖς οὖν νῦν (nun) μεν λύπην ἔχετε· πάλιν δὲ ὄψομαι ὑμᾶς, καὶ χαρήσεται ὑμῶν ἡ καρδία
    Così anche voi, ora, siete nella tristezza; ma vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà

Quando uno ha in mano solo pietre, prima o poi le lancerà; aiutaci Signore a deporre le nostre pietre per avere mani libere e un cuore in grado di com-muoversi

In se autem reversus

Domenica 31 marzo 2019

Paul Cezanne – Mont Sainte Victoire

Lc 15,1-3.11-32
1 Si avvicinavano a lui tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. 2 I farisei e gli scribi mormoravano: «Costui riceve i peccatori e mangia con loro». 3 Allora egli disse loro questa parabola:
11 «Un uomo aveva due figli. 12 Il più giovane disse al padre: Padre, dammi la parte del patrimonio che mi spetta. E il padre divise tra loro le sostanze. 13 Dopo non molti giorni, il figlio più giovane, raccolte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò le sue sostanze vivendo da dissoluto. 14 Quando ebbe speso tutto, in quel paese venne una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. 15 Allora andò e si mise a servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei campi a pascolare i porci. 16 Avrebbe voluto saziarsi con le carrube che mangiavano i porci; ma nessuno gliene dava. 17 Allora rientrò in se stesso e disse: Quanti salariati in casa di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! 18 Mi leverò e andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te; 19 non sono più degno di esser chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi garzoni. 20 Partì e si incamminò verso suo padre.
Quando era ancora lontano il padre lo vide e commosso gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. 21 Il figlio gli disse: Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te; non sono più degno di esser chiamato tuo figlio. 22 Ma il padre disse ai servi: Presto, portate qui il vestito più bello e rivestitelo, mettetegli l’anello al dito e i calzari ai piedi. 23 Portate il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, 24 perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato. E cominciarono a far festa.
25 Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; 26 chiamò un servo e gli domandò che cosa fosse tutto ciò. 27 Il servo gli rispose: È tornato tuo fratello e il padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo. 28 Egli si arrabbiò, e non voleva entrare. Il padre allora uscì a pregarlo. 29 Ma lui rispose a suo padre: Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai trasgredito un tuo comando, e tu non mi hai dato mai un capretto per far festa con i miei amici. 30 Ma ora che questo tuo figlio che ha divorato i tuoi averi con le prostitute è tornato, per lui hai ammazzato il vitello grasso. 31 Gli rispose il padre: Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; 32 ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato»

I pubblicani e i peccatori si avvicinano per ascoltare la Parola (che miracolo…!), ma la gente mormora: Gesù frequenta i peccatori, mangia con loro, così il suo messaggio verrà annacquato, travisato, come fa a non capire?
Gesù risponde con tre racconti: la pecora smarrita, la dramma perduta e l’uomo che, uscito da se stesso, non si trovava più…

v.13 καὶ μετ’ οὐ πολλας ἡμέρας συναγαγών πάντα ὁ νεώτερος υἱος ἀπεδήμησεν (apedémasen) εἰς χώραν μακράν
Dopo non molti giorni, il figlio più giovane, messa insieme ogni cosa, partì per un paese lontano 

ἀποδημέω (apodêmeô) da ἀπό e δῆμος (démos), allontanarsi dalla gente, dalla propria gente:

  • Lc 20,9 Ἄνθρωπος ἐφύτευσεν ἀμπελῶνα, καὶ ἐξέδετο αὐτον γεωργοῖς, καὶ ἀπεδήμησεν (apedémasen) χρόνους ἱκανούς
    Un uomo piantò una vigna, la affidò a dei vignaioli e se ne andò in viaggio per molto tempo

v.13 καὶ ἐκεῖ διεσκόρπισεν (dieskòrpisen) τἡν οὐσίαν αὐτοῦ ζῶν ἀσώτως (asòtos)
e là disperdeva i suoi beni vivendo dissolutamente
et ibi dissipavit substantiam suam vivendo luxuriose

διασκορπίζω (diaskorpizô) cospargere in giro, sperperare, disperdere:

  • Lc 1,51 Ἐποίησεν κράτος ἐν βραχίονι αὐτοῦ, διεσκόρπισεν (dieskòrpisen) ὑπερηφάνους διανοίᾳ καρδίας αὐτῶν
    Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore
  • Lc 16,1 Ἄνθρωπός τις ἦν πλούσιος ὃς εἶχεν οἰκονόμον, καὶ οὗτος διεβλήθη αὐτῷ ὡς διασκορπίζων (diaskorpìzon) τὰ ὑπάρχοντα αὐτοῦ
    C’era un uomo ricco che aveva un amministratore, e questi fu accusato dinanzi a lui di sperperare i suoi averi

ἀσώτως (asòtos) la a-sotìa è la mancanza di sotìa, cioè di salvezza, che diventa dissolutezza, luxuria in latino

v.14 δαπανήσαντος δὲ αὐτοῦ πάντα ἐγένετο λιμος (limòs) ἰσχυρὰ κατὰ τήν χώραν ἐκείνην
Quando ebbe speso tutto, in quel paese venne una gran carestia 

λιμός (limòs) è parola antica, nella Bibbia fa presto la sua comparsa:

  • Genesi 12,10 καὶ ἐγένετο λιμος (limòs) ἐπὶ τῆς γῆς καὶ κατέβη Αβραμ εἰς Αἴγυπτον παροικῆσαι ἐκεῗ ὅτι ἐνίσχυσεν ὁ λιμ
    α ς (limòs) ἐπὶ τῆς γῆς
    Venne una carestia nel paese e Abram scese in Egitto per soggiornarvi, perché la carestia gravava sul paese
  • Genesi 41,27 ἔσονται ἑπτὰ ἔτη λιμοῦ (limù)
    saranno sette anni di carestia

v.17 εἰς ἑαυτον δὲ ἐλθών
Rientrato in se stesso
In se autem reversus
Siamo al centro del cambiamento, della metànoia, dell’inversione di marcia: sicuramente la pancia fa la sua parte, ma la testa ordina di alzarsi e di rimettersi in cammino sulla strada già percorsa

v.18 ἀναστας (anàstas) πορεύσομαι προς τον πατέρα μου
alzatomi andrò da mio padre
surgam et ibo ad patrem meum

ἀνίστημι (anìstêmi) alzarsi, è il verbo della risurrezione:

  • Lc 24,7 λέγων τον υἱον τοῦ ἀνθρώπου ὅτι δεῖ παραδοθῆναι εἰς χεῖρας ἀνθρώπων ἁμαρτωλῶν καὶ σταυρωθῆναι καὶ τῇ τρίτῃ ἡμέρᾳ ἀναστῆναι (avasténai)
    dicendo che il Figlio dell’uomo doveva essere dato nelle mani di uomini peccatori ed essere crocifisso, e il terzo giorno risuscitare
  • Lc 24,46 καὶ εἶπεν αὐτοῖς ὅτι οὕτως γέγραπται παθεῖν τον χριστον καὶ ἀναστῆναι (anasténai) ἐκ νεκρῶν τῇ τρίτῃ ἡμέρᾳ
    Così è scritto, che il Cristo avrebbe sofferto e sarebbe risorto dai morti il terzo giorno

v.20 εἶδεν αὐτον ὁ πατηρ αὐτοῦ καὶ ἐσπλαγχνίσθη (esplanknìsthe) καὶ δραμῶν ἐπέπεσεν ἐπὶ τον τράχηλον αὐτοῦ καὶ κατεφίλησεν αὐτόν
suo padre lo vide e ne ebbe compassione; correndo gli si gettò al collo e lo baciò

σπλαγχνίζομαι (splagchnizomai) il verbo fa riferimento alle viscere (σπλάγχνον splagchnon) perché dall’interno si pensava venissero le affezioni più tenere; σπλήν (splēn) è la milza, da cui lo spleen:

  • Lc 7,13 καὶ ἰδὼν αὐτην ὁ κύριος ἐσπλαγχνίσθη (esplanknìsthe) ἐπ’ αὐτῇ καὶ εἶπεν αὐτῇ· Μὴ κλαῖε
    Vedendola, il Signore ne ebbe compassione e le disse: «Non piangere!»
  • Lc 10,33 Σαμαρίτης δέ τις ὁδεύων ἦλθεν κατ’ αὐτον καὶ ἰδῶν ἐσπλαγχνίσθη (esplanknìsthe)
    Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto lo vide e ne ebbe compassione

v.23 φαγόντες εὐφρανθῶμεν (eufranthòmen)
mangiando facciamo festa

εὐφραίνω (eufrainô) essere gioiosi, contenti, rallegrarsi; dove φρήν (frên) è il diaframma, la zona del cuore, perché le emozioni partono sempre da un rivolgimento interno. E’ un verbo a cui Luca è molto affezionato e tra gli evangelisti viene usato solo da lui, per ben quattro volte in questo brano; bisogna fare festa, è indispensabile!

  • v.24 καὶ ἤρξαντο εὐφραίνεσθαι (eufràinesthai)
    E si misero a fare festa
  • v.29 καὶ ἐμοὶ οὐδέποτε ἔδωκας ἔριφον ἵνα μετὰ τῶν φίλων μου εὐφρανθῶ (eufranthò)
    a me però non hai mai dato neppure un capretto per far festa con i miei amici
  • v.32 εὐφρανθῆναι (eufravnthénai) δὲ καὶ χαρῆναι ἔδει
    ma bisognava far festa e rallegrarsi

Ma c’è chi non partecipa alla festa, l’emozione parte sempre dalla pancia ma il cassetto da cui pesca è diverso…(per gli amanti di Inside Out)
v.28 ὠργίσθη (orghìsthe) δὲ καὶ οὐκ ἤθελεν εἰσελθεῖν
Ma egli si adirò e non volle entrare
Indignatus est autem, et nolebat introire

ὀργίζομαι (orghìzomai) da ὀργή (orghê) rabbia, collera, indignazione: un sentimento generato da cose che non consideriamo degne di noi (in-dignatus)

  • Mt 5,22 ἐγὼ δὲ λέγω ὑμῖν ὅτι πᾶς ὁ ὀργιζόμενος (orghizòmenos) τῷ ἀδελφῷ αὐτοῦ ἔνοχος ἔσται τῇ κρίσει
    ma io vi dico: chiunque si adira contro suo fratello sarà sottoposto al tribunale
  • Efesini 4,26 ὀργίζεσθε (orghìzesthe) καὶ μὴ ἁμαρτάνετε· ὁ ἥλιος μὴ ἐπιδυέτω ἐπὶ παροργισμῷ (parorghismò) ὑμῶν
    Adiratevi e non peccate; il sole non tramonti sopra la vostra ira

v.32 ὁ ἀδελφός σου οὗτος νεκρός ἦν καὶ ἔζησεν, καὶ ἀπολωλως (apololòs) καὶ εὑρέθη
questo tuo fratello era morto e vive, era perduto ed è stato ritrovato

ἀπόλλυμι (apollumi) perdere, perdere definitivamente…senza speranza:

  • Lc 15,4 Τίς ἄνθρωπος ἐξ ὑμῶν ἔχων ἑκατόν πρόβατα καὶ ἀπολέσας ἐξ αὐτῶν ἓν οὐ καταλείπει τὰ ἐνενήκοντα ἐννέα ἐν τῇ ἐρήμῳ καὶ πορεύεται ἐπὶ τὸ ἀπολωλός (apololòs) ἕως εὕρῃ αὐτό;
    Chi di voi se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va dietro a quella perduta, finché non la ritrova?
  • Lc 15,8 Ἢ τίς γυνὴ δραχμας ἔχουσα δέκα, ἐαν ἀπολέσῃ (apolèse) δραχμην μίαν, οὐχὶ ἅπτει λύχνον καὶ σαροῖ την οἰκίαν καὶ ζητεῖ ἐπιμελῶς ἕως οὗ εὕρῃ;
    O quale donna, se ha dieci dramme e ne perde una, non accende la lucerna e spazza la casa e cerca attentamente finché non la ritrova?

La quaresima è tempo di ricerca, di ritrovamento delle cose perdute, per tornare in noi stessi e ritrovarci ancora vivi

Senza frutti

Domenica 24 marzo 2019


Jean-François Millet – L’homme à la houe

Lc 13, 1-9
1 In quello stesso tempo vennero alcuni a riferirgli il fatto dei Galilei il cui sangue Pilato aveva mescolato con i loro sacrifici. 2 Gesù rispose loro: «Pensate che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, perché hanno sofferto quelle cose? 3 No, vi dico; ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. 4 O quei diciotto sui quali cadde la torre in Siloe e li uccise, pensate che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? 5 No, vi dico; ma se non vi convertite, perirete tutti come loro».
6 Disse anche questa parabola: «Un tale aveva un fico piantato nella sua vigna; andò a cercarvi del frutto e non ne trovò. 7 Disse dunque al vignaiolo: “Ecco, sono ormai tre anni che vengo a cercare frutto da questo fico, e non ne trovo; taglialo; perché sta lì a sfruttare il terreno?” 8 Ma l’altro gli rispose: “Signore, lascialo ancora quest’anno; gli zapperò intorno e gli metterò del concime. 9 Forse darà frutto in avvenire; se no, lo taglierai”»

Siamo in piena quaresima e il messaggio si fa forte e chiaro: la possibilità di cambiare c’è per tutti, il perdono non è un dono esclusivo, ma il tempo del cambiamento è qui e ora!

v.1 περὶ τῶν Γαλιλαίων ὧν τὸ αἷμα Πιλᾶτος ἔμιξεν (émixen) μετὰτῶν θυσιῶν αὐτῶν
il fatto dei Galilei il cui sangue Pilato aveva mescolato con i loro sacrifici

ἔμιξεν (émixen) dal verbo μίγνυμι (mignumi) mescolare, mischiare (da cui mix):

  • Salmo 105,34 οὐκ ἐξωλέθρευσαν τὰ ἔθνη ἃ εἶπεν κύριος αὐτοῖς καὶ ἐμίγησαν (emìghesan) ἐν τοῖς ἔθνεσιν καὶ ἔμαθον τὰ ἔργα αὐτῶν
    Non sterminarono i popoli come aveva ordinato il Signore, ma si mescolarono con le nazioni e impararono le opere loro
  • Mt 27,34 ἔδωκαν αὐτῷ πιεῖν οἶνον μετὰ χολῆς μεμιγμένον (memigménon)· καὶ γευσάμενος οὐκ ἠθέλησεν πιεῖν
    gli diedero da bere del vino mescolato con fiele; ma Gesù, assaggiatolo, non volle berne

v.2 Δοκεῖτε ὅτι οἱ Γαλιλαῖοι οὗτοι ἁμαρτωλοὶ (amartolòi) παρὰ πάντας τους Γαλιλαίους ἐγένοντο ὅτι ταῦτα πεπόνθασιν; (pepònthasin)
Pensate che quei Galilei fossero peccatori più di tutti i Galilei perché hanno sofferto quelle cose?

ἁμαρτωλός (amartôlòs), letteralmente colui che manca il bersaglio, quindi che sbaglia:

  • Lc 18,13 ὁ δὲ τελώνης μακρόθεν ἑστὼς οὐκ ἤθελεν οὐδὲ τοὺς ὀφθαλμοὺς ἐπᾶραι εἰς τὸν οὐρανόν, ἀλλ’ ἔτυπτε τὸ στῆθος αὐτοῦ λέγων· Ὁ θεός, ἱλάσθητί μοι τῷ ἁμαρτωλῷ (amartolò)
    Ma il pubblicano se ne stava a distanza e non osava neppure alzare gli occhi al cielo; ma si batteva il petto, dicendo: “O Dio, abbi pietà di me, peccatore!”
  • Lc 19,7 καὶ ἰδόντες πάντες διεγόγγυζον λέγοντες ὅτι Παρὰ ἁμαρτωλῷ (amartolò) ἀνδρὶ εἰσῆλθεν καταλῦσαι
    Veduto questo, tutti mormoravano, dicendo: «È andato ad alloggiare in casa di un peccatore

πεπόνθασιν (pepònthasin) dal verbo πάσχω (pàscho), soffrire, sopportare: un verbo che Luca di solito attribuisce a Gesù:

  • Lc 17,25 πρῶτον δὲ δεῖ αὐτον πολλὰ παθεῖν (pathéin) καὶ ἀποδοκιμασθῆναι ἀπὸ τῆς γενεᾶς ταύτης
    Ma prima bisogna che egli soffra molte cose, e sia respinto da questa generazione
  • Lc 22,15 καὶ εἶπεν πρὸς αὐτούς· Ἐπιθυμίᾳ ἐπεθύμησα τοῦτο τὸ πάσχα φαγεῖν μεθ’ ὑμῶν πρὸ τοῦ με παθεῖν (pathéin)
    Egli disse loro: «Ho vivamente desiderato di mangiare questa Pasqua con voi, prima di soffrire»

v.3 ἀλλ’ ἐαν μὴ μετανοῆτε (metanoéte) πάντες ὁμοίως ἀπολεῖσθε
ma se non vi convertite morirete tutti allo stesso modo

μετανοέω (metanoeô) verbo chiave della predicazione di Gesù: μετά-νοέω da νοῦς (nous) che è la mente ma anche la ragione, la capacità di decidere; quindi
μετανοέω è la capacità di cambiare direzione, di girare la propria mente verso un altro obiettivo, di pentirsi.
Il verbo è al presente non al futuro,perché è sempre tempo opportuno per cambiare.
Lo stesso verso in latino ha una connotazione molto più penitenziale:
sed si pœnitentiam non egeritis, omnes similiter peribitis

  • Lc 15,7 λέγω ὑμῖν ὅτι οὕτως χαρὰ ἐν τῷ οὐρανῷ ἔσται ἐπὶ ἑνὶ ἁμαρτωλῷ μετανοοῦντι (metanoùnti) ἢ ἐπὶ ἐνενήκοντα ἐννέα δικαίοις οἵτινες οὐ χρείαν ἔχουσιν μετανοίας (metanòias)
    Vi dico che, allo stesso modo, ci sarà più gioia in cielo per un solo peccatore che si converte che per novantanove giusti che non hanno bisogno di conversione
  • Lc 17,4 καὶ ἐαν ἑπτάκις τῆς ἡμέρας ἁμαρτήσῃ εἰς σὲ καὶ ἑπτάκις ἐπιστρέψῃ προς σὲ λέγων· Μετανοῶ (metanòo), ἀφήσεις αὐτῷ
    Se ha peccato contro di te sette volte al giorno, e sette volte torna da te e ti dice: “Mi pento“, perdonalo

v.4 ἢ ἐκεῖνοι οἱ δεκαοκτὼ ἐφ’ οὓς ἔπεσεν ὁ πύργος (pùrgos) ἐν τῷ Σιλωὰμ καὶ ἀπέκτεινεν αὐτούς
O quei diciotto sui quali cadde la torre in Siloe e li uccise
πύργος (pùrgos), torre:

  • Genesi 11,4 καὶ εἶπαν δεῦτε οἰκοδομήσωμεν ἑαυτοῗς πόλιν καὶ πύργον (pùrgon) οὗ ἡ κεφαλὴ ἔσται ἕως τοῦ οὐρανοῦ
    Poi dissero: «Venite, costruiamoci una città e una torre la cui cima giunga fino al cielo»
  • Lc 14,28 τίς γαρ ἐξ ὑμῶν θέλων πύργον (pùrgon) οἰκοδομῆσαι οὐχὶ πρῶτον καθίσας ψηφίζει την δαπάνην, εἰ ἔχει εἰς ἀπαρτισμόν;
    Chi di voi, infatti, volendo costruire una torre, non si siede prima a calcolare la spesa per vedere se ha abbastanza per poterla finire?

E poi la parabola del fico che non riesce a fare frutti, un albero inutile che andrebbe tagliato. Il padrone viene ogni anno, cerca i frutti, non li trova, dà ordine di tagliare. Il vignaiolo intercede, ottiene una dilazione.

v.6 Συκῆν (sukén) εἶχέν τις πεφυτευμένην ἐν τῷ ἀμπελῶνι αὐτοῦ
Un tale aveva un fico piantato nella sua vigna
συκῆ (sukê) il fico, una pianta che compare spesso nei vangeli ma solo due volte in quello di Luca:

  • Lc 21,29 Καὶ εἶπεν παραβολην αὐτοῖς· Ἴδετε την συκῆν (sukén) καὶ πάντα τὰ δένδρα· ὅταν προβάλωσιν ἤδη, βλέποντες ἀφ’ ἑαυτῶν γινώσκετε ὅτι ἤδη ἐγγὐς τὸ θέρος ἐστίν·
    Disse loro una parabola: Guardate il fico e tutti gli alberi; quando cominciano a germogliare, voi, guardando, riconoscete da voi stessi che l’estate è ormai vicina

v.6 καὶ ἦλθεν ζητῶν (zetòn) καρπον (karpòn) ἐν αὐτῇ καὶ οὐχ εὗρεν
e andò a cercarvi frutto ma non ne trovò
ζητέω (zêteô) cercare insistentemente, cercare per trovare, con desiderio:

  • Lc 2,48 Τέκνον, τί ἐποίησας ἡμῖν οὕτως; ἰδοὺ ὁ πατήρ σου καὶ ἐγὼ ὀδυνώμενοι ἐζητοῦμέν (ezetùmen) σε
    Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre e io ti cercavamo, stando in gran pena
  • Lc 24,5 ἐμφόβων δὲ γενομένων αὐτῶν καὶ κλινουσῶν τὰ πρόσωπα εἰς την γῆν εἶπαν πρός αὐτάς· Τί ζητεῖτε (zetéite) τ όν ζῶντα μετὰ τῶν νεκρῶν;
    tutte impaurite, chinarono il viso a terra; ma quelli dissero loro: Perché cercate il vivente tra i morti?

καρπός (karpòs) il frutto, da cui si giudica un albero… e non solo:

  • Genesi 3,2 καὶ εἶπεν ἡ γυνὴ τῷ ὄφει ἀπὸ καρποῦ (karpù) ξύλου τοῦ παραδείσου φαγόμεθα ἀπὸ δὲ καρποῦ (karpù) τοῦ ξύλου ὅ ἐστιν ἐν μέσῳ τοῦ παραδείσου εἶπεν ὁ θεός οὐ φάγεσθε ἀπ᾽ αὐτοῦ οὐδὲ μὴ ἅψησθε αὐτοῦ ἵνα μὴ ἀποθάνητε
    La donna rispose al serpente: «Del frutto degli alberi del giardino ne possiamo mangiare; ma del frutto dell’albero che è in mezzo al giardino Dio ha detto: “Non ne mangiate e non lo toccate, altrimenti morirete”»

v.7 ἔκκοψον αὐτήν· ἱνατί καὶ τήν γῆν καταργεῖ;
Taglialo; perché sfrutta anche la terra?
ἐκκόπτω (ekkòpto) tagliare, rimuovere definitivamente:

  • Lc 3,9 πᾶν οὖν δένδρον μὴ ποιοῦν καρπόν καλόν ἐκκόπτεται καὶ εἰς πῦρ βάλλεται
    ogni albero dunque che non fa buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco

v.8 ἄφες αὐτήν καὶ τοῦτο τὸ ἔτος, ἕως ὅτου σκάψω (skàpso) περὶ αὐτήν καὶ βάλω κόπρια (kòpria)
Lascialo ancora quest’anno, gli zapperò intorno e metterò concime
σκάψω (skàpso), zappare, scavare (da cui lo scasso delle fondamenta):

  • Lc 6,48 ὅμοιός ἐστιν ἀνθρώπῳ οἰκοδομοῦντι οἰκίαν ὃς ἔσκαψεν (éskapsen) καὶ ἐβάθυνεν
    Assomiglia a un uomo il quale, costruendo una casa, ha scavato e scavato profondamente
  • Lc 16,3 εἶπεν δὲ ἐν ἑαυτῷ ὁ οἰκονόμος· Τί ποιήσω ὅτι ὁ κύριός μου ἀφαιρεῖται τὴν οἰκονομίαν ἀπ’ ἐμοῦ; σκάπτειν (skàptein) οὐκ ἰσχύω, ἐπαιτεῖν αἰσχύνομαι·
    Il fattore disse fra sé: Che farò, ora che il padrone mi toglie l’amministrazione? Di zappare non sono capace; di mendicare mi vergogno

v.9 κἂν μεν ποιήσῃ καρπόν εἰς τὸ μέλλον εἰ δὲ μήγε, ἐκκόψεις αὐτήν
e se farà frutto in futuro, se no lo taglierai

Il fascino di questa parabola è tutto qui: non c’è miracolo, non c’è moltiplicazione dei frutti, c’è solo tempo, pazienza, voglia di provarci.
Chissà cosa succederà tra un anno: abbonderanno i frutti o il vignaiolo dovrà intercedere ancora?
Lasciamoci concimare dalla Parola, la zappa a volte trova in noi un terreno duro da dissodare.

Facciamo tre tende

Domenica 17 marzo 2019

Edward Hopper – People in the sun

Luca 9,28-36
28 Circa otto giorni dopo questi discorsi, Gesù prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo, e salì sul monte a pregare. 29 Mentre pregava, l’aspetto del suo volto fu mutato e la sua veste divenne di un candore sfolgorante. 30 Ed ecco, due uomini conversavano con lui: erano Mosè ed Elia, 31 i quali, apparsi in gloria, parlavano della sua dipartita che stava per compiersi in Gerusalemme. 32 Pietro e quelli che erano con lui erano oppressi dal sonno; e, quando si furono svegliati, videro la sua gloria e i due uomini che erano con lui. 33 Come questi si separavano da lui, Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bene che stiamo qui; facciamo tre tende: una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli non sapeva quello che diceva. 34 Mentre parlava così, venne una nuvola che li avvolse; e i discepoli temettero quando quelli entrarono nella nuvola. 35 E una voce venne dalla nuvola, dicendo: «Questi è mio Figlio, colui che io ho scelto: ascoltatelo». 36 Mentre la voce parlava, Gesù si trovò solo. Ed essi tacquero e in quei giorni non riferirono nulla a nessuno di quello che avevano visto.

La liturgia inserisce, nel cammino quaresimale, una pausa per poter alzare la testa e ricordarsi che il punto di arrivo non è il venerdì santo, passaggio obbligato, ma la risurrezione della domenica,
Nel capitolo 9 Gesù ha mandato i dodici in missione, questi tornano e raccontano quanto hanno fatto e Gesù li accoglie subito con un miracolo, la moltiplicazione dei pani per cinquemila uomini! Poi, otto giorni dopo, sale sul monte a pregare

v.29 καὶ ἐγένετο ἐν τῷ προσεύχεσθαι αὐτόν τὸ εἶδος (éidos) τοῦ προσώπου αὐτοῦ ἕτερον καὶ ὁ ἱματισμός  αὐτοῦ λευκός ἐξαστράπτων (exastràpton)
e nel pregare l’aspetto del suo volto divenne altro e il suo mantello bianco splendente
Et facta est, dum oraret, species vultus ejus altera: et vestitus ejus albus et refulgens.

εἶδος (eidos) aspetto, forma, deriva da οἶδα (oida) che significa vedere, percepire con gli occhi

  • Lc 3,22 καὶ καταβῆναι τὸ πνεῦματὸ ἅγιον σωματικῷ εἴδει (éidei) ὡς περιστεραν ἐπ’ αὐτόν
    e lo Spirito Santo scese su di lui con aspetto corporeo, come una colomba

ἐξαστράπτω (exastraptô) sfolgorare, splendere, mandare lampi, ἐκ-ἀστράπτω (astraptô) che deriva da ἀστήρ (astêr) stella

v.32 ὁ δὲ Πέτρος καὶ οἱ σὕν αὐτῷ ἦσαν βεβαρημένοι (bebareménoi) ὕπνῳ (hùpno)
Pietro e quelli che erano con lui erano oppressi dal sonno

Nei momenti importanti spesso il sonno ha il sopravvento
βαρέω (bareô) opprimere, pesare, da βάρος (baros) pesantezza (il barometro misura il peso dell’aria)
ὕπνος (hupnos) sonno

  • Mt 26,43 καὶ ἐλθῶν πάλιν εὗρεν αὐτοὐς καθεύδοντας, ἦσαν γαρ αὐτῶν οἱ ὀφθαλμοὶ βεβαρημένοι (bebareménoi)
    E, tornato, li trovò addormentati, perché i loro occhi erano appesantiti
  • Salmo 126, 2 εἰς μάτην ὑμῗν ἐστιν τοῦ ὀρθρίζειν ἐγείρεσθαι μετὰ τὸ καθῆσθαι οἱ ἔσθοντες ἄρτον ὀδύνης ὅταν δῷ τοῗς ἀγαπητοῗς αὐτοῦ ὕπνον (hùpnon)
    Invano vi alzate di buon mattino, tardi andate a riposare e mangiate pane di sudore: il Signore ne darà ai suoi amici nel sonno
  • Proverbi 6,4 μὴ δῷς ὕπνον (hùpnon) σοῗς ὄμμασιν μηδὲ ἐπινυστάξῃς σοῗς βλεφάροις
    non concedere sonno ai tuoi occhi né riposo alle tue palpebre

v.33 Ἐπιστάτα (epistàta), καλόν ἐστιν ἡμᾶς ὧδε εἶναι, καὶ ποιήσωμεν σκηνας (skenàs) τρεῖς, μίαν σοὶ καὶ μίαν Μωϋσεῖ καὶ μίαν Ἠλίᾳ
Maestro, è bene che stiamo qui; facciamo tre tende: una per te, una per Mosè e una per Elia

ἐπιστάτης (epistatês) maestro, da ἐπί (epi) ἵστημι (histêmi) stare sopra, soprintendere: nel nuovo testamento solo Luca usa questa parola per ben sette volte e sempre riferita a Gesù; nell’antico testamento invece era proprio il ruolo gerarchico di chi sovraintende:

  • Lc 8,24 προσελθόντες δὲ διήγειραν αὐτον λέγοντες· Ἐπιστάτα (epistàta) ἐπιστάτα, ἀπολλύμεθα
    Accostatisi a lui, lo svegliarono dicendo: «Maestro, maestro, siamo perduti!»
  • Lc 8,45 καὶ εἶπεν ὁ Ἰησοῦς· Τίς ὁ ἁψάμενός μου; ἀρνουμένων δὲ πάντων εἶπεν ὁ Πέτρος· Ἐπιστάτα (epistàta), οἱ ὄχλοι συνέχουσίν σε καὶ ἀποθλίβουσιν
    E Gesù domandò: «Chi mi ha toccato?» E siccome tutti negavano, Pietro e quelli che erano con lui risposero: «Maestro, la folla ti stringe e ti preme»
  • Esodo 1,11 καὶ ἐπέστησεν αὐτοῗς ἐπιστάτας (epistàtas) τῶν ἔργων ἵνα κακώσωσιν αὐτους ἐν τοῗς ἔργοις
    Allora vennero imposti loro dei sovrintendenti ai lavori forzati per opprimerli con i loro gravami

σκηνή (skênê) la tenda ma nell’antico testamento anche il tabernacolo, il tempio mobile di Dio:

  • Esodo 25,9 καὶ ποιήσεις μοι κατὰ πάντα ὅσα ἐγώ σοι δεικνύω ἐν τῷ ὄρει τὸ παράδειγμα τῆς σκηνῆς (skenés) καὶ τὸ παράδειγμα πάντων τῶν σκευῶν αὐτῆς οὕτω ποιήσεις
    Eseguirete ogni cosa secondo quanto ti mostrerò, secondo il modello del tabernacolo e il modello di tutti i suoi arredi
  • Esodo 26,1 καὶ τὴν σκηνην (skenén) ποιήσεις δέκα αὐλαίας ἐκ βύσσου κεκλωσμένης
    Farai poi il tabernacolo con dieci teli di lino fino ritorto
  • Esodo 33,9 ὡς δ᾽ ἂν εἰσῆλθεν Μωυσῆς εἰς την σκηνήν (skenén) κατέβαινεν ὁ στῦλος τῆς νεφέλης καὶ ἵστατο ἐπὶ την θύραν τῆς σκηνῆς καὶ ἐλάλει Μωυσῇ
    Appena Mosè entrava nella tenda, la colonna di nuvola scendeva, si fermava all’ingresso della tenda, e il Signore parlava con Mosè

v.33 μὴ εἰδως ὃ λέγει
Non sapeva ciò che diceva
Per fortuna c’è Pietro che parla senza sapere quello che dice…le sue azioni regalano sempre grande speranza!

v.34 ταῦτα δὲ αὐτοῦ λέγοντος ἐγένετο νεφέλη (neféle) καὶ ἐπεσκίαζεν (epeskìazen) αὐτούς
Mentre parlava così, venne una nuvola che li avvolse
νεφέλη (nefelê) nuvola:

  • Esodo 13,21 ὁ δὲ θεος ἡγεῗτο αὐτῶν ἡμέρας μἐν ἐν στύλῳ νεφέλης (neféles) δεῗξαι αὐτοῗς την ὁδόν την δὲ νύκτα ἐν στύλῳ πυρός
    Il Signore andava davanti a loro: di giorno, in una colonna di nuvola per guidarli lungo il cammino
  • Esodo 19,9 εἶπεν δὲ κύριος προς Μωυσῆν ἰδοὺ ἐγὼ παραγίνομαι προς σὲ ἐν στύλῳ νεφέλης (nefèles) ἵνα ἀκούσῃ ὁ λαὁς λαλοῦντός μου προς σὲ καὶ σοὶ πιστεύσωσιν εἰς τον αἰῶνα ἀνήγγειλεν
    Il Signore disse a Mosè: «Ecco, io verrò a te in una fitta nuvola, affinché il popolo oda quando io parlerò con te, e ti presti fede per sempre»
  • Esodo 24,16 καὶ κατέβη ἡ δόξα τοῦ θεοῦ ἐπὶ τὸ ὄρος τὸ Σινα καὶ ἐκάλυψεν αὐτὸ ἡ νεφέλη (neféle) ἓξ ἡμέρας καὶ ἐκάλεσεν κύριος τον Μωυσῆν τῇ ἡμέρᾳ τῇ ἑβδόμῃ ἐκ μέσου τῆς νεφέλης (neféles)
    La gloria del Signore venne a dimorare sul monte Sinai e la nube lo coprì per sei giorni. Al settimo giorno il Signore chiamò Mosè dalla nube

ἐπισκιάζω (episkiazô) avvolgere con un ombra; Luca usa questo verbo, riferendolo allo Spirito Santo, in un versetto stupendo
Lc 1,35 καὶ ἀποκριθεις ὁ ἄγγελος εἶπεν αὐτῇ· Πνεῦμα ἅγιον ἐπελεύσεται ἐπὶ σέ, καὶ δύναμις Ὑψίστου ἐπισκιάσει (episkiàsei) σοι· διὸ καὶ τὸ γεννώμενον ἅγιον κληθήσεται, υἱος θεοῦ
L’angelo le rispose: Lo Spirito Santo verrà su di te e la potenza dell’Altissimo ti avvolgerà con ombra; perciò, anche colui che nascerà sarà chiamato Santo, Figlio di Dio

v.35 Οὗτός ἐστιν ὁ υἱός μου ὁ ἐκλελεγμένος (eklelegménos), αὐτοῦ ἀκούετε
Questo è il mio figlio che ho scelto, ascoltatelo
Hic est filius meus dilectus, ipsum audite
ἐκλέγομαι (eklegomai) scegliere uno tra molti; Dio ha scelto Gesù, Gesù sceglie gli apostoli:
Lc 6,13 καὶ ὅτε ἐγένετο ἡμέρα, προσεφώνησεν τοὐς μαθητας αὐτοῦ, καὶ ἐκλεξάμενος (eklexàmenos) ἀπ’ αὐτῶν δώδεκα, οὓς καὶ ἀποστόλους ὠνόμασεν
Quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai quali diede anche il nome di apostoli

v.36 καὶ αὐτοὶ ἐσίγησαν (esìghesan) καὶ οὐδενὶ ἀπήγγειλαν ἐν ἐκείναις ταῖς ἡμέραις οὐδἐν ὧν ἑώρακαν
Ed essi tacquero e in quei giorni non riferirono nulla a nessuno di quello che avevano visto
σιγάω (sigaô) rimanere in silenzio; quando la testa e il cuore non riescono a decifrare le emozioni si rimane in silenzio:

  • Lc 18,39 καὶ οἱ προάγοντες ἐπετίμων αὐτῷ ἵνα σιγήσῃ (sighèse)· αὐτος δὲ πολλῷ μᾶλλον ἔκραζεν· Υἱὲ Δαυίδ, ἐλέησόν με
    E quelli che precedevano lo sgridavano perché tacesse; ma lui gridava più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!»
  • Ecclesiaste 3,7 καιρος τοῦ ῥῆξαι καὶ καιρος τοῦ ῥάψαι καιρος τοῦ σιγᾶν (sigàn) καὶ καιρος τοῦ λαλεῗν
    Un tempo per strappare e un tempo per cucire, un tempo per tacere e un tempo per parlare

E’ proprio in quaresima che bisogna tornare ad osare il silenzio

Giù dal pinnacolo

Domenica 10 marzo 2019

Mario Sironi – Il ponte

Lc 4,1-13
1 Gesù, pieno di Spirito Santo, ritornò dal Giordano, e fu condotto dallo Spirito nel deserto per quaranta giorni, dove era tentato dal diavolo. 2 Durante quei giorni non mangiò nulla; e quando furono trascorsi, ebbe fame. 3 Il diavolo gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ a questa pietra che diventi pane». 4 Gesù gli rispose: «Sta scritto: “Non di pane soltanto vivrà l’uomo“».
5 Il diavolo lo condusse in alto, gli mostrò in un attimo tutti i regni del mondo e gli disse: 6 «Ti darò tutta questa potenza e la gloria di questi regni; perché essa mi è stata data, e la do a chi voglio. 7 Se dunque tu ti prostri ad adorarmi, sarà tutta tua». 8 Gesù gli rispose: «Sta scritto: “Adora il Signore, il tuo Dio, e a lui solo rendi il tuo culto“».
9 Allora lo portò a Gerusalemme e lo pose sul pinnacolo del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gettati giù di qui; 10 perché sta scritto:
Egli darà ordini ai suoi angeli a tuo riguardo, di proteggerti” 11 e “Essi ti porteranno sulle mani, perché tu non urti col piede contro una pietra“».
12 Gesù gli rispose: «È stato detto: “Non tentare il Signore Dio tuo“».
13 Allora il diavolo, dopo aver finito ogni tentazione, si allontanò da lui fino a un momento determinato.

Prima domenica di quaresima e le parole assumono subito un “peso” particolare

v.1 καί  ἤγετο ἐν τῷ πνεύματι ἐν τῇ ἐρήμῳ ἡμέρας τεσσεράκοντα πειραζόμενος (peirazòmenos) ὑπὸ τοῦ διαβόλου (diabòlu)
e fu condotto nello spirito nel deserto per quaranta giorni tentato dal diavolo

πειράζω (peiràzô) dalla radice πέραν (péran) che significa oltre, e quindi il verbo è andare oltre, provare, tentare: un concetto presente da sempre nella religiosità ebraica, sia Dio che mette alla prova sia l’uomo che tenta il Signore

  • Genesi 22,1 καί  ἐγένετο μετὰ τὰ ῥήματα ταῦτα ὁ θεός ἐπείραζεν (epéirazen) τόν Αβρααμ καὶ εἶπεν πρός αὐτόν Αβρααμ Αβρααμ ὁ δὲ εἶπεν ἰδοὺ ἐγώ
    Dopo queste cose, Dio mise alla prova Abramo e gli disse: «Abramo, Abramo!» Egli rispose: «Eccomi»
  • Esodo 17,2 καί  ἐλοιδορεῖτο ὁ λαός  πρός  Μωυσῆν λέγοντες δόσ ἡμῖν ὕδωρ ἵνα πίωμεν καί εἶπεν αὐτοῖς Μωυσῆς τί λοιδορεῖσθέ μοι καί  τί πειράζετε (peiràzete) κύριον
    Allora il popolo protestò contro Mosè e disse: «Dacci dell’acqua da bere». Mosè rispose loro: «Perché protestate contro di me? Perché tentate il Signore?»
  • Sapienza 3,5 καί  ὀλίγα παιδευθέντες μεγάλα εὐεργετηθήσονται ὅτι ὁ
    θεός ἐπείρασεν (epéirasen) αὐτους καί  εὗρεν αὐτους ἀξίους ἑαυτοῦ
    Per una breve pena riceveranno grandi benefici, perché Dio li ha provati e li ha trovati degni di sé

διάβολος (diabolos), da διαβάλλω (diabàllô), gettare in mezzo; è ancora Luca che, nella parabola del seminatore, spiegherà meglio il compito del diavolo:
Lc 8,12 οἱ δὲ παρὰ την ὁδόν εἰσιν οἱ ἀκούσαντες, εἶτα ἔρχεται ὁ διάβολος (diàbolos) καί  αἴρει τόν λόγον ἀπὸ τῆς καρδίας αὐτῶν, ἵνα μὴ πιστεύσαντες σωθῶσιν
Quelli lungo la strada sono coloro che ascoltano, ma poi viene il diavolo e porta via la parola dal loro cuore, affinché non credano e non siano salvati

v.2 καί  οὐκ ἔφαγεν οὐδἐν ἐν ταῖς ἡμέραις ἐκείναις, καί συντελεσθεισῶν αὐτῶν ἐπείνασεν (epéinasen)
Durante quei giorni non mangiò nulla; e quando furono trascorsi, ebbe fame

πεινάω (peinaô), aver fame, ma più in generale essere nel bisogno, soffrire una mancanza: 

  • Lc 1,53 πεινῶντας (peinòntas) ἐνέπλησεν ἀγαθῶν καί  πλουτοῦντας ἐξαπέστειλεν κενούς
    ha colmato di beni gli affamati, e ha rimandato a mani vuote i ricchi
  • Lc 6,21 μακάριοι οἱ πεινῶντες (peinòntes) νῦν, ὅτι χορτασθήσεσθε
    Beati voi che ora avete fame, perché sarete saziati
  • Lc 6,25 οὐαὶ ὑμῖν, οἱ ἐμπεπλησμένοι νῦν, ὅτι πεινάσετε (peinàsete)
    Guai a voi che ora siete sazi, perché avrete fame
  • Gv 6,35 Εἶπεν αὐτοῖς ὁ Ἰησοῦς· Ἐγώ εἰμι ὁ ἄρτος τῆς ζωῆς· ὁ ἐρχόμενος
    πρός ἐμὲ οὐ μὴ πεινάσῃ (peinàse), καί  ὁ πιστεύων εἰς ἐμὲ οὐ μὴ διψήσει πώποτε
    Gesù disse loro: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà più fame e chi crede in me non avrà mai più sete

v.3 Εἰ υἱός  εἶ τοῦ θεοῦ, εἰπὲ τῷ λίθῳ τούτῳ ἵνα γένηται ἄρτος (àrtos)
Se sei figlio di Dio, dì a questa pietra che diventi pane

La partita a scacchi è iniziata e si gioca subito a carte scoperte: la pietra non serve a nulla, il pane ἄρτος (àrtos) si può mangiare.
Il pane sarà poi grande protagonista di una moltiplicazione, anzi di una divisione:

  • Lc 9,16 λαβων δὲ τους πέντε ἄρτους (àrtus) καὶ τους δύο ἰχθύας ἀναβλέψας εἰς τόν οὐρανον εὐλόγησεν αὐτους καὶ κατέκλασεν καὶ ἐδίδου τοῖς μαθηταῖς παραθεῖναι τῷ ὄχλῳ
    Poi Gesù prese i cinque pani e i due pesci, alzò lo sguardo al cielo e li benedisse, li spezzò e li diede ai suoi discepoli perché li distribuissero alla gente

Ma Gesù sa già che non sarà una pietra a trasformarsi in pane ma lui stesso:

  • Gv 6,35 Εἶπεν αὐτοῖς ὁ Ἰησοῦς· Ἐγώ εἰμι ὁ ἄρτος (àrtos) τῆς ζωῆς· ὁ ἐρχόμενος πρός ἐμὲ οὐ μὴ πεινάσῃ (peinàse), καὶ ὁ πιστεύων εἰς ἐμὲ οὐ μὴ διψήσει πώποτε
    Gesù disse loro: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà più fame e chi crede in me non avrà mai più sete
  • Lc 22,19 καὶ λαβων ἄρτον (àrton) εὐχαριστήσας ἔκλασεν καὶ ἔδωκεν αὐτοῖς λέγων· Τοῦτό ἐστιν τὸ σῶμά μου τὸ ὑπερ ὑμῶν διδόμενον· τοῦτο ποιεῖτε εἰς την ἐμην ἀνάμνησιν
    Poi prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e lo diede loro dicendo: «Questo è il mio corpo che è dato per voi; fate questo in memoria di me»

v.4 Γέγραπται ὅτι Οὐκ ἐπ’ ἄρτῳ (àrto) μόνῳ ζήσεται ὁ ἄνθρωπος
Sta scritto che non di solo pane vivrà l’uomo

v.6 Σοὶ δώσω την ἐξουσίαν (exusìan) ταύτην ἅπασαν καὶ την δόξαν αὐτῶν, ὅτι ἐμοὶ παραδέδοται καὶ ᾧ ἂν θέλω δίδωμι αὐτήν
Ti darò tutta questa potenza e la gloria di questi regni; perché essa mi è stata data, e la do a chi voglio

ἐξουσία (exousia), potenza, potere di scelta, potere di autorità e di giustizia:

  • Lc 5,24 ἵνα δὲ εἰδῆτε ὅτι ὁ υἱός  τοῦ ἀνθρώπου ἐξουσίαν (exusìan) ἔχει ἐπὶ τῆς γῆς ἀφιέναι ἁμαρτίας- εἶπεν τῷ παραλελυμένῳ· Σοὶ λέγω, ἔγειρε καὶ ἄρας τὸ κλινίδιόν σου πορεύου εἰς τόν οἶκόν σου
    Ora, affinché sappiate che il Figlio dell’uomo ha sulla terra il potere di perdonare i peccati, io ti dico», disse all’uomo paralizzato, «Alzati, prendi il tuo lettuccio e va’ a casa tua»
  • Lc 9,1 Συγκαλεσάμενος δὲ τους δώδεκα ἔδωκεν αὐτοῖς δύναμιν καὶ ἐξουσίαν (exusìan) ἐπὶ πάντα τὰ δαιμόνια καὶ νόσους θεραπεύειν
    Gesù, convocati i dodici, diede loro l’autorità su tutti i demòni e il potere di guarire le malattie
  • Lc 20,2 Εἰπον ἡμῖν ἐν ποίᾳ ἐξουσίᾳ (exusìa) ταῦτα ποιεῖς, ἢ τίς ἐστιν ὁ δούς σοι την ἐξουσίαν (exusìan) ταύτην;
    Dicci con quale autorità fai queste cose, o chi ti ha dato questa autorità?

v.8 Γέγραπται· Κύριον τόν θεόν σου προσκυνήσεις (proskunéseis) καὶ αὐτῷ μόνῳ λατρεύσεις (latréuseis)
Sta scritto: adorerai il Signore tuo Dio e a lui solo renderai culto

προσκυνέω (proskuneô), prostrarsi, deriva da πρός (pros) e κύων (kuôn), cane; letteralmente leccare la mano come un cane
λατρεύω (latreuô), servire, rendere un servizio, deriva da latris, operaio a noleggio

  • Esodo 3,12 καὶ τοῦτό σοι τὸ σημεῖον ὅτι ἐγώ σε ἐξαποστέλλω ἐν τῷ ἐξαγαγεῖν σε τόν λαόν μου ἐξ Αἰγύπτου καὶ λατρεύσετε (latréusete) τῷ θεῷ ἐν τῷ ὄρει τούτῳ
    Questo sarà il segno che sono io che ti ho mandato: quando avrai fatto uscire il popolo dall’Egitto, voi servirete Dio su questo monte
  • Esodo 20,5 οὐ προσκυνήσεις (proskunéseis) αὐτοῖς οὐδὲ μὴ λατρεύσῃς (latréuses) αὐτοῖς ἐγὼ γάρ εἰμι κύριος ὁ θεός σου θεος ζηλωτ ης
    Non ti prostrare davanti a loro e non li servire, perché io, il Signore, il tuo Dio, sono un Dio geloso

v.9 Ἤγαγεν δὲ αὐτόν εἰς Ἰερουσαλημ καὶ ἔστησεν ἐπὶ τὸπτερύγιον (pterùghion) τοῦ ἱεροῦ
Allora lo portò a Gerusalemme e lo pose sul pinnacolo del tempio

πτερύγιον (pterugion), pinnacolo, estremità, deriva da πτέρυξ (pterux) che significa ala di uccello (da cui ptero-dattilo)

v.11 Ἐπὶ χειρῶν ἀροῦσίν σε μήποτε προσκόψῃς (proskòpses) πρός  λίθον (lithon)
τόν πόδα σου
Ti porteranno sulle mani perché il tuo piede non inciampi sulla pietra

προσκόπτω (proskoptô), inciampare, battere il piede, in senso figurato anche scandalizzarsi, perché lo scandalo σκάνδαλον (skandalon) è la pietra di inciampo, la trappola:

  • Gv 11,9 ἀπεκρίθη Ἰησοῦς· Οὐχὶ δώδεκα ὧραί εἰσιν τῆς ἡμέρας; ἐάν τις περιπατῇ ἐν τῇ ἡμέρᾳ, οὐ προσκόπτει (proskòptei), ὅτι τὸ φῶς τοῦ κόσμου τούτου βλέπει
    Gesù rispose: «Non vi sono dodici ore nel giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo
  • Gv 11,10 ἐαν δέ τις περιπατῇ ἐν τῇ νυκτί, προσκόπτει (proskòptei), ὅτι τὸ φῶς οὐκ ἔστιν ἐν αὐτῷ
    ma se uno cammina di notte, inciampa, perché la luce non è in lui
  • 1 Pietro 2,7 λίθος (lithos) ὃν ἀπεδοκίμασαν οἱ οἰκοδομοῦντες οὗτος ἐγενήθη εἰς κεφαλην γωνίας καὶ λίθος προσκόμματος (proskòmmatos) καὶ πέτρα σκανδάλου (skandàlu)· οἳ προσκόπτουσιν (prosòptusin) τῷ λόγῳ ἀπειθοῦντες
    La pietra che i costruttori hanno scartato è divenuta la pietra angolare, sasso d’inciampo e pietra di scandalo. Loro v’inciampano perché non credono alla parola

v.12 Οὐκ ἐκπειράσεις (ekpeiràseis) κύριον τόν θεόν σου
Non tenterai il Signore tuo Dio

v.13 καὶ συντελέσας πάντα πειρασμόν (peirasmòn) ὁ διάβολος ἀπέστη ἀπ’ αὐτοῦ ἄχρι καιροῦ
e finita ogni tentazione il diavolo si allontanò da lui fino a un momento determinato

πειρασμός (peirasmòs) è proprio la tentazione di cui parla il Padre Nostro:
Lc 11,4 καὶ μὴ εἰσενέγκῃς ἡμᾶς εἰς πειρασμόν (peirasmòn)
e non lasciarci cadere nella tentazione

Ma è anche la tentazione che prende gli apostoli nel Getsèmani:
Lc 22,46 καὶ εἶπεν αὐτοῖς· Τί καθεύδετε; ἀναστάντες προσεύχεσθε, ἵνα μὴ εἰσέλθητε εἰς πειρασμόν (peirasmòn)
E disse loro: «Perché dormite? Alzatevi e pregate, affinché non entriate in tentazione»

Aiutaci Signore in questa quaresima a non cadere in tentazione ma anche a non tentarti!

Lontano dagli occhi

Domenica 3 marzo 2019

Picasso – Tre figure sotto un albero

Luca 6,39-45
39 Poi disse loro anche una parabola: «Può un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutti e due in un fosso?
40 Un discepolo non è più grande del maestro; ma ogni discepolo ben preparato sarà come il suo maestro.
41 Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio di tuo fratello, mentre non scorgi la trave che è nell’occhio tuo? 42 Come puoi dire a tuo fratello: “Fratello, lascia che io tolga la pagliuzza che hai nell’occhio”, mentre tu stesso non vedi la trave che è nell’occhio tuo? Ipocrita, togli prima dall’occhio tuo la trave, e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza che è nell’occhio di tuo fratello.
43 Non c’è infatti albero buono che faccia frutto cattivo, né vi è albero cattivo che faccia frutto buono; 44 perché ogni albero si riconosce dal proprio frutto; infatti non si colgono fichi dalle spine, né si vendemmia uva dai rovi. 45 L’uomo buono dal buon tesoro del suo cuore tira fuori il bene, e l’uomo malvagio dal malvagio tesoro del suo cuore tira fuori il male; perché dall’abbondanza del cuore parla la sua bocca.

Strano vangelo questa domenica…si parla di ciechi che guidano altri ciechi e di occhi ingombri di oggetti!

v.39 Εἶπεν δὲ καὶ παραβολὴν (parabolén) αὐτοῖς
Poi disse loro una parabola
παραβολή (parabolê) da παραβάλλω (paraballô), gettare oltre, lanciare avanti: una storia che parte dal basso per arrivare da un’altra parte

v.39 Μήτι δύναται τυφλὸς τυφλὸν ὁδηγεῖν (odeghéin); οὐχὶ ἀμφότεροι εἰς βόθυνον ἐμπεσοῦνται;
Può un cieco guidare un cieco? Non cadranno entrambi in un fosso?
ὁδηγέω (hodêgeô) è formato da da ὁδός + ἡγέομαι, strada + guidare:

  • Gv 16,13 ὅταν δὲ ἔλθῃ ἐκεῖνος, τὸ πνεῦμα τῆς ἀληθείας, ὁδηγήσει (odeghései) ὑμᾶς ἐν τῇ ἀληθείᾳ πάσῃ
    Quando però sarà venuto lui, lo Spirito della verità, egli vi guiderà in tutta la verità
  • Atti 8,30 προσδραμὼν δὲ ὁ Φίλιππος ἤκουσεν αὐτοῦ ἀναγινώσκοντος Ἠσαΐαν τὸν προφήτην καὶ εἶπεν· Ἆρά γε γινώσκεις ἃ ἀναγινώσκεις; ὁ δὲ εἶπεν· Πῶς γὰρ ἂν δυναίμην ἐὰν μή τις ὁδηγήσει (odeghései) με;
    Filippo accorse, udì che quell’uomo leggeva il profeta Isaia, e gli disse: «Capisci quello che stai leggendo?» Quegli rispose: «E come potrei, se nessuno mi guida

v.40 οὐκ ἔστιν μαθητὴς (mathetés) ὑπὲρ τὸν διδάσκαλον, κατηρτισμένος δὲ πᾶς ἔσται ὡς ὁ διδάσκαλος αὐτοῦ
Non c’è discepolo che sta sopra il maestro, ma ogni discepolo ben preparato sarà come il suo maestro
μαθητής (mathêtês), discepolo, deriva da μανθάνω (manthàno) che significa imparare, aumentare la propria conoscenza

v.41 τί δὲ βλέπεις τὸ κάρφος (kàrphos) τὸ ἐν τῷ ὀφθαλμῷ τοῦ ἀδελφοῦ σου, τὴν δὲ δοκὸν τὴν ἐν τῷ ἰδίῳ ὀφθαλμῷ οὐ κατανοεῖς (katavoéis);
Perché guardi la pagliuzza nell’occhio del tuo fratello, e non percepisci la trave nel tuo proprio occhio?
κατανοέω (katanoeô), da κατά + νοέω, percepire con la mente, con la νοῦς (nous), osservare per capire:

  • Lc 12,24 κατανοήσατε (katanoésate) τοὺς κόρακας ὅτι οὐ σπείρουσιν οὐδὲ θερίζουσιν, οἷς οὐκ ἔστιν ταμεῖον οὐδὲ ἀποθήκη, καὶ ὁ θεὸς τρέφει αὐτούς
    Osservate i corvi: non seminano, non mietono; non hanno dispensa né granaio, eppure Dio li nutre
  • Lc 12,27 κατανοήσατε (katavoésate) τὰ κρίνα πῶς αὐξάνει· οὐ κοπιᾷ οὐδὲ νήθει
    Guardate i gigli, come crescono; non faticano e non filano

κάρφος (karfos), ramoscello: in tutto il nuovo testamento viene usato solamente da Luca e da Matteo (Mt 7,3-5) per descrivere questa parabola. Colpisce che in tutta la Bibbia la parola è presente solo un’altra volta ma in un episodio conosciutissimo: dopo il diluvio universale Noè manda una colomba e questa torna con un ramoscello di ulivo nel becco:
Gen 8,11 καὶ ἀνέστρεψεν πρὸς αὐτὸν ἡ περιστερὰ τὸ πρὸς ἑσπέραν καὶ εἶχεν φύλλον ἐλαίας κάρφος (kàrphos) ἐν τῷ στόματι αὐτῆς καὶ ἔγνω Νωε ὅτι κεκόπακεν τὸ ὕδωρ ἀπὸ τῆς γῆς
E la colomba tornò a lui alla sera portano nella sua bocca un ramoscello di ulivo con foglie e Noè capì che era finita l’acqua sulla terra

Rimane il fatto che gli occhi ὀφθαλμοὶ (ofthalmoi) sono una delle parti del corpo più citate da Luca, in particolare quando non vedono le cose importanti, come per i discepoli di Emmaus:

  • Lc 24,16 οἱ δὲ ὀφθαλμοὶ (ofthalmòi) αὐτῶν ἐκρατοῦντο τοῦ μὴ ἐπιγνῶναι αὐτόν
    Ma i loro occhi erano impediti a tal punto che non lo riconoscevano
  • Lc 24,31 αὐτῶν δὲ διηνοίχθησαν οἱ ὀφθαλμοὶ (ofthalmòi) καὶ ἐπέγνωσαν αὐτόν· καὶ αὐτὸς ἄφαντος ἐγένετο ἀπ’ αὐτῶν
    Allora i loro occhi furono aperti e lo riconobbero; ma egli scomparve alla loro vista

v.43 Οὐ γάρ ἐστιν δένδρον καλὸν ποιοῦν καρπὸν σαπρόν, οὐδὲ πάλιν δένδρον σαπρὸν ποιοῦν καρπὸν καλόν
Non c’è infatti albero buono che faccia frutto cattivo, né albero cattivo che faccia un frutto buono

v.44 οὐ γὰρ ἐξ ἀκανθῶν (akanthòn) συλλέγουσιν σῦκα
Infatti non si raccolgono fichi dalle spine
ἄκανθα (àkantha), spine, rovi

  • Lc 8,7 καὶ ἕτερον ἔπεσεν ἐν μέσῳ τῶν ἀκανθῶν (akanthòn), καὶ συμφυεῖσαι αἱ ἄκανθαι (àkanthai) ἀπέπνιξαν αὐτό
    Un’altra cadde in mezzo alle spine: le spine, crescendo insieme con esso, lo soffocarono
  • Lc 8,14 τὸ δὲ εἰς τὰς ἀκάνθας (akànthas) πεσόν, οὗτοί εἰσιν οἱ ἀκούσαντες, καὶ ὑπὸ μεριμνῶν καὶ πλούτου καὶ ἡδονῶν τοῦ βίου πορευόμενοι συμπνίγονται καὶ οὐ τελεσφοροῦσιν
    Quello che è caduto tra le spine sono coloro che ascoltano, ma se ne vanno e restano soffocati dalle preoccupazioni, dalle ricchezze e dai piaceri della vita, e non arrivano a maturità
  • Gv 19,2 καὶ οἱ στρατιῶται πλέξαντες στέφανον ἐξ ἀκανθῶν (akanthòn) ἐπέθηκαν αὐτοῦ τῇ κεφαλῇ, καὶ ἱμάτιον πορφυροῦν περιέβαλον αὐτόν
    I soldati, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo, e gli misero addosso un manto di porpora

v.44 οὐδὲ ἐκ βάτου (bàtu) σταφυλὴν τρυγῶσιν
e non si raccoglie uva da un rovo
Anche la parola βάτος (batos), rovo, ha un precedente illustre nell’antico testamento:

  • Esodo 3,2 ὤφθη δὲ αὐτῷ ἄγγελος κυρίου ἐν φλογὶ πυρὸς ἐκ τοῦ βάτου (bàtu) καὶ ὁρᾷ ὅτι ὁ βάτος (bàtos) καίεται πυρί ὁ δὲ βάτος (bàtos) οὐ κατεκαίετο
    Gli apparve un angelo del Signore in una fiamma di fuoco dal roveto e guardò che il roveto ardeva ma non si consumava
  • Racconto riportato anche in Atti 7,30 Καὶ πληρωθέντων ἐτῶν τεσσεράκοντα ὤφθη αὐτῷ ἐν τῇ ἐρήμῳ τοῦ ὄρους Σινᾶ ἄγγελος ἐν φλογὶ πυρὸς βάτου (bàtu)
    Trascorsi quarant’anni, un angelo gli apparve nel deserto del monte Sinai, nella fiamma di un roveto ardente

v.45 ὁ ἀγαθὸς ἄνθρωπος ἐκ τοῦ ἀγαθοῦ θησαυροῦ (thesaurù) τῆς καρδίας αὐτοῦ προφέρει τὸ ἀγαθόν, καὶ ὁ πονηρὸς ἐκ τοῦ πονηροῦ προφέρει τὸ πονηρόν
L’uomo buono dal buon tesoro del suo cuore tira fuori il buono, e l’uomo malvagio dal malvagio tesoro del suo cuore tira fuori il male
Quando l’uomo buono agisce seguendo il cuore, il tesoro θησαυρός (thêsauròs) non può che essere buono:

  • Lc 12,33 πωλήσατε τὰ ὑπάρχοντα ὑμῶν καὶ δότε ἐλεημοσύνην· ποιήσατε ἑαυτοῖς βαλλάντια μὴ παλαιούμενα, θησαυρὸν (thesauròn) ἀνέκλειπτον ἐν τοῖς οὐρανοῖς, ὅπου κλέπτης οὐκ ἐγγίζει οὐδὲ σὴς διαφθείρει· ὅπου γάρ ἐστιν ὁ θησαυρὸς (thesauròs) ὑμῶν, ἐκεῖ καὶ ἡ καρδία ὑμῶν ἔσται
    Vendete i vostri beni, e dateli in elemosina; fatevi delle borse che non invecchiano, un tesoro inesauribile nel cielo, dove ladro non si avvicina e tignola non rode. Perché dov’è il vostro tesoro, lì sarà anche il vostro cuore
  • Lc 18,22 ἀκούσας δὲ ὁ Ἰησοῦς εἶπεν αὐτῷ· Ἔτι ἕν σοι λείπει· πάντα ὅσα ἔχεις πώλησον καὶ διάδος πτωχοῖς, καὶ ἕξεις θησαυρὸν (thesauròn) ἐν οὐρανοῖς, καὶ δεῦρο ἀκολούθει μοι
    Gesù, udito questo, gli disse: «Una cosa ti manca ancora: vendi tutto quello che hai, e distribuiscilo ai poveri, e avrai un tesoro nel cielo; poi vieni e seguimi»

v.45 ἐκ γὰρ περισσεύματος καρδίας (kardìas) λαλεῖ τὸ στόμα (stòma) αὐτοῦ
Infatti dall’abbondanza del cuore parla la sua bocca
Il brano dedicato agli occhi si conclude con altri due organi fondamentali: una bocca che parla dall’abbondanza del cuore…c’è da rimanere senza parole!!!

Se amate quelli che vi amano

Domenica 24 febbraio 2019

E. Munch – L’urlo (part.)

Luca 6,27-38
27 Ma a voi che ascoltate, io dico: amate i vostri nemici; fate del bene a quelli che vi odiano; 28 benedite quelli che vi maledicono, pregate per quelli che vi oltraggiano. 29 A chi ti percuote su una guancia, porgigli anche l’altra; e a chi ti toglie il mantello non impedire di prenderti anche la tunica. 30 Da’ a chiunque ti chiede; e a chi ti toglie il tuo, non glielo ridomandare. 
31 E come volete che gli uomini facciano a voi, fate voi pure a loro. 
32 Se amate quelli che vi amano, quale grazia ve ne viene? Anche i peccatori amano quelli che li amano. 33 E se fate del bene a quelli che vi fanno del bene, quale grazia ve ne viene? Anche i peccatori fanno lo stesso. 34 E se prestate a quelli dai quali sperate di ricevere, qual grazia ne avete? Anche i peccatori prestano ai peccatori per riceverne altrettanto. 35 Ma amate i vostri nemici, fate del bene, prestate senza sperarne nulla e il vostro premio sarà grande e sarete figli dell’Altissimo; poiché egli è buono verso gli ingrati e i malvagi. 
36 Siate misericordiosi come è misericordioso il Padre vostro.
37 Non giudicate, e non sarete giudicati; non condannate, e non sarete condannati; perdonate, e vi sarà perdonato. 38 Date, e vi sarà dato; vi sarà versata in seno buona misura, pigiata, scossa, traboccante; perché con la misura con cui misurate, sarà rimisurato a voi»

Non ci siamo ancora ripresi dalle beatitudini e Gesù alza già il tiro:
v.27 ἀγαπᾶτε τοὺς ἐχθροὺς (exthrùs) ὑμῶν, καλῶς ποιεῖτε τοῖς μισοῦσιν ὑμᾶς
Amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano
La parola nemico ἐχθρός (echthros) ha radice antica echtho che significa odiare: il nemico non è quello che ha un’altra bandiera ma colui che odiamo; siamo capaci di ammettere il nostro odio?

  • Lc 1,71 σωτηρίαν ἐξ ἐχθρῶν (exthròn) ἡμῶν καὶ ἐκ χειρὸς πάντων τῶν μισούντων ἡμᾶς  
    salvezza dai nostri nemici, e dalle mani di quanti ci odiano
  • Lc 1,74 ἀφόβως ἐκ χειρὸς ἐχθρῶν (exthròn) ῥυσθέντας λατρεύειν αὐτῷ
    di concederci, liberati dalle mani dei nemici, di servirlo senza timore
  • Lc 19,43 ὅτι ἥξουσιν ἡμέραι ἐπὶ σὲ καὶ παρεμβαλοῦσιν οἱ ἐχθροί (ekthròi) σου χάρακά σοι καὶ περικυκλώσουσίν σε καὶ συνέξουσίν σε πάντοθεν
    Giorni verranno per te in cui i tuoi nemici ti cingeranno di trincee, ti circonderanno e ti stringeranno da ogni parte

v.28 εὐλογεῖτε (euloghéite) τοὺς καταρωμένουςὑμᾶς
benedite quelli che vi maledicono
Che bisogno abbiamo di euloghìa, di dire bene, di raccontarci del bene: che tra noi girino parole di bene!

  • Lc 1,42 καὶ ἀνεφώνησεν κραυγῇ μεγάλῃ καὶ εἶπεν· Εὐλογημένη (eulogheméne) σὺ ἐν γυναιξίν, καὶ εὐλογημένος (eulogheménos) ὁ καρπὸς τῆς κοιλίας σου
    ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo!»
  • Lc 2,34 καὶ εὐλόγησεν (eulòghesen) αὐτοὺς Συμεὼν καὶ εἶπεν πρὸς Μαριὰμ τὴν μητέρα αὐτοῦ
    Simeone li benedisse e parlò a Maria, sua madre
  • Lc 24,50 Ἐξήγαγεν δὲ αὐτοὺς ἕως πρὸς Βηθανίαν, καὶ ἐπάρας τὰς χεῖρας αὐτοῦ εὐλόγησεν (eulòghesen) αὐτούς. καὶ ἐγένετο ἐν τῷ εὐλογεῖν (euloghéin) αὐτὸν αὐτοὺς διέστη ἀπ’ αὐτῶν καὶ ἀνεφέρετο εἰς τὸν οὐρανόν
    Poi li condusse fuori fin presso Betania; e, alzate in alto le mani, li benedisse. Mentre li benediceva, si staccò da loro e fu portato su nel cielo

v.29 τῷ τύπτοντί (tùptonti) σε ἐπὶ τὴν σιαγόνα πάρεχε καὶ τὴν ἄλλην
A chi ti percuote su una guancia, porgigli anche l’altra
Il verbo τύπτω (tuptô) di solito in Luca viene usato per battersi il petto:

  • Lc 18,13 ὁ δὲ τελώνης μακρόθεν ἑστὼς οὐκ ἤθελεν οὐδὲ τοὺς ὀφθαλμοὺς ἐπᾶραι εἰς τὸν οὐρανόν, ἀλλ’ ἔτυπτε (étupte) τὸ στῆθος αὐτοῦ λέγων· Ὁ θεός, ἱλάσθητί μοι τῷ ἁμαρτωλῷ
    Ma il pubblicano se ne stava a distanza e non osava neppure alzare gli occhi al cielo; ma si batteva il petto, dicendo: “O Dio, abbi pietà di me, peccatore!”
  • Lc 23,48 καὶ πάντες οἱ συμπαραγενόμενοι ὄχλοι ἐπὶ τὴν θεωρίαν ταύτην, θεωρήσαντες τὰ γενόμενα, τύπτοντες (tùptontes) τὰ στήθη ὑπέστρεφον
    E tutta la folla che assisteva a questo spettacolo, vedute le cose che erano accadute, se ne tornava battendosi il petto

v.29 καὶ ἀπὸ τοῦ αἴροντός σου τὸ ἱμάτιον καὶ τὸν χιτῶνα μὴ κωλύσῃς (kolùses)
e a chi ti toglie il mantello non impedire di prenderti anche la tunica
κωλύω (kôluô) è impedire, trattenere, deriva da κολάζω (kolazô) che significa anche potare

  • Lc 9,49 Ἀποκριθεὶς δὲ Ἰωάννης εἶπεν· Ἐπιστάτα, εἴδομέν τινα ἐν τῷ ὀνόματί σου ἐκβάλλοντα δαιμόνια, καὶ ἐκωλύομεν (ekolùomen) αὐτὸν ὅτι οὐκ ἀκολουθεῖ μεθ’ ἡμῶν. εἶπεν δὲ πρὸς αὐτὸν ὁ Ἰησοῦς· Μὴ κωλύετε (kolùete), ὃς γὰρ οὐκ ἔστιν καθ’ ὑμῶν ὑπὲρ ὑμῶν ἐστιν
    Allora Giovanni disse: «Maestro, noi abbiamo visto un tale che scacciava i demòni nel tuo nome, e glielo abbiamo impedito perché non ti segue con noi». Ma Gesù gli disse: «Non glielo impedite, perché chi non è contro di voi è per voi»

Di tuniche χιτών (chitôn) Gesù aveva già parlato ma si trattava solamente di condividerne una di due, non una di una e per di più con chi ti toglie il mantello…!

  • Lc 3,11 ἀποκριθεὶς δὲ ἔλεγεν αὐτοῖς· Ὁ ἔχων δύο χιτῶνας (kitònas) μεταδότω τῷ μὴ ἔχοντι
    Egli rispondeva loro: «Chi ha due tuniche, ne faccia parte a chi non ne ha»

v.30 παντὶ αἰτοῦντί (aitùnti) σε δίδου
Da’ a chiunque ti chiede
Il verbo richiedere αἰτέω (aiteô) sarà fondamentale nel capitolo 11:
Lc 11,9-13 Κἀγὼ ὑμῖν λέγω, αἰτεῖτε (aitéite), καὶ δοθήσεται ὑμῖν· ζητεῖτε, καὶ εὑρήσετε· κρούετε, καὶ ἀνοιγήσεται ὑμῖν· πᾶς γὰρ ὁ αἰτῶν (aitòn) λαμβάνει, καὶ ὁ ζητῶν εὑρίσκει, καὶ τῷ κρούοντι ἀνοιγήσεται. τίνα δὲ ἐξ ὑμῶν τὸν πατέρα αἰτήσει (aitései) ὁ υἱὸς ἰχθύν, καὶ ἀντὶ ἰχθύος ὄφιν αὐτῷ ἐπιδώσει; ἢ καὶ αἰτήσει (aitései) ᾠόν, ἐπιδώσει αὐτῷ σκορπίον; εἰ οὖν ὑμεῖς πονηροὶ ὑπάρχοντες οἴδατε δόματα ἀγαθὰ διδόναι τοῖς τέκνοις ὑμῶν, πόσῳ μᾶλλον ὁ πατὴρ ὁ ἐξ οὐρανοῦ δώσει πνεῦμα ἅγιον τοῖς αἰτοῦσιν (aitùsin) αὐτόν.
Io vi dico: chiedete, e vi sarà dato; cercate, e troverete; bussate, e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve, chi cerca trova, e sarà aperto a chi bussa. E chi è quel padre fra di voi che, se il figlio gli chiede un pane, gli dia una pietra? O se gli chiede un pesce, gli dia invece un serpente? Oppure se gli chiede un uovo, gli dia uno scorpione? Se voi, dunque, che siete malvagi, sapete dare buoni doni ai vostri figli, quanto più il Padre celeste donerà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono!

v. 32 εἰ ἀγαπᾶτε (agapàte) τοὺς ἀγαπῶντας (agapòntas) ὑμᾶς, ποία ὑμῖν χάρις ἐστίν;
Se amate quelli che vi amano, quale grazie ve ne viene?
Questo è il vero comandamento dell’amore, ovviamente l’altro sembra (ma solo sembra ) più accessibile.
ἀγάπη (agàpe) è parola chiave di tutti e quattro i vangeli:

  • Lc 7,47 ἀφέωνται αἱ ἁμαρτίαι αὐτῆς αἱ πολλαί, ὅτι ἠγάπησεν (egàpesen) πολύ· ᾧ δὲ ὀλίγον ἀφίεται, ὀλίγον ἀγαπᾷ (agapà)   
    I suoi molti peccati le sono perdonati, perché ha molto amato; ma colui a cui poco è perdonato, poco ama
  • Gv 21,15 λέγει τῷ Σίμωνι Πέτρῳ ὁ Ἰησοῦς· Σίμων Ἰωάννου, ἀγαπᾷς (agapàs) με πλέον τούτων; λέγει αὐτῷ· Ναί, κύριε, σὺ οἶδας ὅτι φιλῶ (philò) σε. λέγει αὐτῷ· Βόσκε τὰ ἀρνία μου. 
    Gesù disse a Simon Pietro: «Simone di Giovanni, mi ami più di questi?» Egli rispose: «Sì, Signore, tu sai che ti voglio bene». Gesù gli disse: «Pasci i miei agnelli»
    Da notare che Gesù usa il verbo ἀγαπάω (agapaô) ma Pietro (tenero!) non osa tanto e risponde con φιλέω (fileô), voler bene

v.33 καὶ ἐὰν ἀγαθοποιῆτε (agathopoiéte) τοὺς ἀγαθοποιοῦντας (agathopoiùntas) ὑμᾶς, ποία ὑμῖν χάρις ἐστίν;
E se fate del bene a quelli che vi fanno del bene, quale grazia ve ne viene?
ἀγαθοποιέω (agathopoieô): il bene va costruito, creato, cercato
Lc 6,9 εἶπεν δὲ ὁ Ἰησοῦς πρὸς αὐτούς· Ἐπερωτῶ ὑμᾶς, εἰ ἔξεστιν τῷ σαββάτῳ ἀγαθοποιῆσαι (agathopiésai) ἢ κακοποιῆσαι (kakopoiésiai), ψυχὴν σῶσαι ἢ ἀπολέσαι;
Poi Gesù disse loro: «Io domando a voi: è lecito, di sabato, far del bene o far del male? Salvare una persona o ucciderla?

v.35 καὶ ἔσται ὁ μισθὸς (misthòs) ὑμῶν πολύς
e il vostro premio sarà grande
μισθὸς (misthòs) in realtà non un premio ma la giusta retribuzione anche se, nel caso degli operai dell’ultima ora, il concetto di giusta paga mette particolarmente in crisi:

  • Lc 10,7 ἐν αὐτῇ δὲ τῇ οἰκίᾳ μένετε, ἐσθίοντες καὶ πίνοντες τὰ παρ’ αὐτῶν, ἄξιος γὰρ ὁ ἐργάτης τοῦ μισθοῦ (misthù) αὐτοῦ
    Rimanete in quella stessa casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché l’operaio è degno del suo salario
  • Mt 20,8 ὀψίας δὲ γενομένης λέγει ὁ κύριος τοῦ ἀμπελῶνος τῷ ἐπιτρόπῳ αὐτοῦ· Κάλεσον τοὺς ἐργάτας καὶ ἀπόδος αὐτοῖς τὸν μισθὸν (misthòn) ἀρξάμενος ἀπὸ τῶν ἐσχάτων ἕως τῶν πρώτων
    Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: Chiama gli operai e dà loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi.

v.37 ἀπολύετε (apolùete), καὶ ἀπολυθήσεσθε (apoluthésesthe)
Perdonate, e vi sarà perdonato
ἀπολύω (apoluô) è perdonare ma anche liberare, sciogliere, guarire; il perdono in effetti è tutto questo

  • Lc 13,12 ἰδὼν δὲ αὐτὴν ὁ Ἰησοῦς προσεφώνησεν καὶ εἶπεν αὐτῇ· Γύναι, ἀπολέλυσαι (apolélusai) τῆς ἀσθενείας σου
    Gesù, vedutala, la chiamò a sé e le disse: «Donna, tu sei liberata dalla tua infermità»
  • Lc 14,4 οἱ δὲ ἡσύχασαν. καὶ ἐπιλαβόμενος ἰάσατο αὐτὸν καὶ ἀπέλυσεν (apélusen)
    Ma essi tacquero. Allora egli lo prese per mano, lo guarì e lo lasciò andare

v.38 δίδοτε, καὶ δοθήσεται ὑμῖν· μέτρον (métron) καλὸν πεπιεσμένον σεσαλευμένον ὑπερεκχυννόμενον δώσουσιν εἰς τὸν κόλπον ὑμῶν· ᾧ γὰρ μέτρῳ μετρεῖτε ἀντιμετρηθήσεται (métro metréite antimetrethésetai) ὑμῖν
Date, e vi sarà dato; vi sarà versata in seno buona misura, pigiata, scossa, traboccante; perché con la misura con cui misurate, sarà rimisurato a voi

La conclusione è tutta per l’homo oeconomicus che è in noi, per il ragioniere che abbiamo nella testa (e nel cuore), che ci fa vedere sempre a credito anche negli affetti. La soluzione è semplice: date e vi sarà dato, tenendo conto ovviamente della misura μέτρον (métron) che sarà buona, pigiata, scossa e traboccante, ma soprattutto sarà la stessa che noi abbiamo utilizzato per misurare agli altri!
La ritmica dell’ultima riga non lascia dubbi
μέτρῳ μετρεῖτε ἀντιμετρηθήσεται (métro metréite antimetrethésetai)
è tutta questione di metro utilizzato!