
Domenica 2 marzo 2025
Luca 6, 39 – 45
39Disse loro anche una parabola: “Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutti e due in un fosso? 40Un discepolo non è più del maestro; ma ognuno, che sia ben preparato, sarà come il suo maestro.
41Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? 42Come puoi dire al tuo fratello: “Fratello, lascia che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio”, mentre tu stesso non vedi la trave che è nel tuo occhio? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello.
43Non vi è albero buono che produca un frutto cattivo, né vi è d’altronde albero cattivo che produca un frutto buono. 44Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dagli spini, né si vendemmia uva da un rovo .45L’uomo buono dal buon tesoro del suo cuore trae fuori il bene; l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male: la sua bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda.
Non è facile
vedere
una pagliuzza
nell’occhio
dell’altro
Bisogna
mettersi
d’impegno
avvicinarsi
scrutare
ispezionare
Non è facile
accorgersi
della pagliuzza
nell’occhio
dell’altro
senza
accorgersi
dell’altro
Non è facile
bisogna
avere
l’occhio allenato
per scorgere
una pagliuzza
nell’occhio
dell’altro
bisogna
avere
l’occhio torto
deviato
da una trave
ingombrante
incombente
Bisogna vedere
per poter
giudicare
e l’occhio
si sforza
di vedere
nonostante
tutto
perché
troppo forte
è la voglia
di condannare
v. 42
πῶς δύνασαι λέγειν τῷ ἀδελφῷ σου· Ἀδελφέ, ἄφες ἐκβάλω τό κάρφος τό ἐν τῷ ὀφθαλμῷ σου, αὐτός τήν ἐν τῷ ὀφθαλμῷ σοῦ δοκόν οὐ βλέπων; ὑποκριτά (ypokrità), ἔκβαλε πρῶτον τήν δοκόν ἐκ τοῦ ὀφθαλμοῦ σοῦ, καί τότε διαβλέψεις τό κάρφος τό ἐν τῷ ὀφθαλμῷ τοῦ ἀδελφοῦ σου ἐκβαλεῖν
Aut quomodo potes dicere fratri tuo: Frater, sine ejiciam festucam de oculo tuo: ipse in oculo tuo trabem non videns? Hypocrita, ejice primum trabem de oculo tuo: et tunc perspicies ut educas festucam de oculo fratris tui
Come puoi dire al tuo fratello: “Fratello, lascia che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio”, mentre tu stesso non vedi la trave che è nel tuo occhio? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello
ὑποκριτής (ypokrités) ipocrita, dissimulatore, uno che fa finta, un attore:
- Luca 12,56
ὑποκριταί (ypokritài), τό πρόσωπον τῆς γῆς καί τοῦ οὐρανοῦ οἴδατε δοκιμάζειν, τόν δέ καιρόν τοῦτον πῶς οὐκ οἴδατε δοκιμάζειν;
Ipocriti! Sapete giudicare l’aspetto della terra e del cielo, come mai questo tempo non sapete giudicarlo? - Luca 13,15
ἀπεκρίθη δέ αὐτῷ ὁ κύριος καί εἶπεν· Ὑποκριταί (ypokritài), ἕκαστος ὑμῶν τῷ σαββάτῳ οὐ λύει τόν βοῦν αὐτοῦ ἢ τόν ὄνον ἀπό τῆς φάτνης καί ἀπαγαγών ποτίζει;
Il Signore replicò: Ipocriti, non scioglie forse, di sabato, ciascuno di voi il bue o l’asino dalla mangiatoia, per condurlo ad abbeverarsi?
v. 43
οὐ γάρ ἐστιν δένδρον (déndron) καλόν ποιοῦν καρπόν σαπρόν, οὐδέ πάλιν δένδρον (déndron) σαπρόν ποιοῦν καρπόν καλόν
Non est enim arbor bona, quæ facit fructus malos: neque arbor mala, faciens fructum bonum
Non vi è albero buono che produca un frutto cattivo, né vi è d’altronde albero cattivo che produca un frutto buono
δένδρον (déndron) albero:
- Luca 3,9
ἤδη δέ καί ἡ ἀξίνη πρός τήν ῥίζαν τῶν δένδρων (déndron) κεῖται· πᾶν οὖν δένδρον (déndron) μή ποιοῦν καρπόν καλόν ἐκκόπτεται καί εἰς πῦρ βάλλεται
Ormai la scure è posta alla radice degli alberi: ogni albero dunque che non fa buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco - Luca 13,19
ὁμοία ἐστίν κόκκῳ σινάπεως, ὃν λαβών ἄνθρωπος ἔβαλεν εἰς κῆπον ἑαυτοῦ, καί ηὔξησεν καί ἐγένετο εἰς δένδρον (déndron), καί τά πετεινά τοῦ οὐρανοῦ κατεσκήνωσεν ἐν τοῖς κλάδοις αὐτοῦ
È simile a un granello di senape che un uomo ha preso e gettato nel suo orto; ed è cresciuto ed è divenuto albero; e gli uccelli del cielo si sono riparati sui suoi rami - Luca 21,29
Καί εἶπεν παραβολήν αὐτοῖς· Ἴδετε τήν συκῆν καί πάντα τά δένδρα (déndra)
Disse loro una parabola: Guardate il fico e tutti gli alberi
v. 44
ἕκαστον γάρ δένδρον ἐκ τοῦ ἰδίου καρποῦ γινώσκεται· οὐ γάρ ἐξ ἀκανθῶν συλλέγουσιν σῦκα, οὐδέ ἐκ βάτου (bàtu) σταφυλήν τρυγῶσιν
Unaquæque enim arbor de fructu suo cognoscitur. Neque enim de spinis colligunt ficus: neque de rubo vindemiant uvam
Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dagli spini, né si vendemmia uva da un rovo
βάτος (bàtos) rovo, roveto:
- Esodo 3,2
ὤφθη δέ αὐτῷ ἄγγελος κυρίου ἐν φλογί πυρός ἐκ τοῦ βάτου (bàtu) καί ὁρᾷ ὅτι ὁ βάτος (bàtos) καίεται πυρί ὁ δέ βάτος (bàtos) οὐ κατεκαίετο
L’angelo del Signore gli apparve in una fiamma di fuoco in mezzo a un roveto. Egli guardò ed ecco: il roveto ardeva nel fuoco, ma quel roveto non si consumava - Luca 20,37
ὅτι δέ ἐγείρονται οἱ νεκροί καί Μωϋσῆς ἐμήνυσεν ἐπί τῆς βάτου (bàtu), ὡς λέγει κύριον τόν θεόν Ἀβραάμ καί θεόν Ἰσαάκ καί θεόν Ἰακώβ
Che poi i morti risorgono, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando chiama il Signore: Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe - Atti 7,30
Καί πληρωθέντων ἐτῶν τεσσεράκοντα ὤφθη αὐτῷ ἐν τῇ ἐρήμῳ τοῦ ὄρους Σινᾶ ἄγγελος ἐν φλογί πυρός βάτου (bàtu)
Passati quarant’anni, gli apparve nel deserto del monte Sinai un angelo, in mezzo alla fiamma di un roveto ardente
L’ipocrita
vive
al di là
del crinale
sul palco
della vita
dove interpreta
un ruolo
che lo innalzi
al di sopra
del pubblico
L’ipocrita
ospita
il personaggio
e la scena
si confonde
con la platea
L’ipocrita
parla
come il libro
stampato
e fa
di tutte le travi
un fascio
L’ipocrita
siamo noi
attenzione
nessuno si senta
escluso
Quando si scuote un setaccio restano i rifiuti;
così quando un uomo discute, ne appaiono i difetti.
I vasi del ceramista li mette a prova la fornace,
così il modo di ragionare è il banco di prova per un uomo.
Siracide 27,5








