βασιλεὺς 

Miraculous mandarin – Miyoko Ito

Domenica 20 novembre 2022 – Cristo Re

Luca 23, 35-43
35Il popolo stava a vedere; i capi invece lo deridevano dicendo: “Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l’eletto”. 36Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell’aceto 37e dicevano: “Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso”. 38Sopra di lui c’era anche una scritta: “Costui è il re dei Giudei”.
39Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: “Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!”. 40L’altro invece lo rimproverava dicendo: “Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? 41Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male”. 42E disse: “Gesù, ricòrdati di me quando entrerai nel tuo regno”. 43Gli rispose: “In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso”

Provare
a riempire
di sabbia
il setaccio
della morte

Provare
a dare un senso
al bicchiere sbeccato
della sofferenza

Provare
a non guardare
a guardare oltre
alla nascita
che arriva
al calore
che ancora
deve arrivare

Ma c’è qualcosa
che deve essere riempito
di significato
che deve essere
vissuto
fino in fondo
fino al fondo

Tazza senza manico
stringa spezzata
inciampo
sul cammino
meta sconosciuta
e sempre presente

Non hai alcun timore?
Non abbiamo alcun timore?
Ricordati di me
ricordiamoci di noi

v. 35
καί εἱστήκει (eistékei) ὁ λας θεωρῶν. ἐξεμυκτήριζον δέ καί οἱ ἄρχοντες λέγοντες, ἄλλους ἔσωσεν, σωσάτω ἑαυτόν, εἰ οὖτός ἐστιν ὁ χριστός τοῦ θεοῦ ὁ ἐκλεκτός
Et stabat populus spectans, et deridebant eum principes cum eis, dicentes: Alios salvos fecit, se salvum faciat, si hic est Christus Dei electus
Il popolo stava a vedere; i capi invece lo deridevano dicendo: “Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l’eletto

ἵστημι (ìstemi) stare fermi, immobili, assistere:

  • Luca 8,20
    ἀπηγγέλη δ αὐτῷ· Ἡ μήτηρ σου καί οἱ ἀδελφοί σου ἑστήκασιν (estékasin) ἔξω ἰδεῖν σε θέλοντές
    Gli fu riferito: Tua madre e i tuoi fratelli stanno là fuori, e vogliono vederti
  • Luca 11,18
    εἰ δ καί ὁ Σατανᾶς ἐφ’ ἑαυτόν διεμερίσθη, πῶς σταθήσεται (stathésetai) ἡ βασιλεία αὐτοῦ; ὅτι λέγετε ἐν Βεελζεβολ ἐκβάλλειν με τ δαιμόνια
    Ora, se anche satana è diviso in se stesso, come potrà stare in piedi il suo regno? Voi dite che io scaccio i demòni in nome di Beelzebùl
  • Luca 13,25
    ἀφ’ οὗ ἂν ἐγερθῇ ὁ οἰκοδεσπότης καί ἀποκλείσῃ τν θύραν, καί ἄρξησθε ἔξω ἑστάναι (estànai) καί κρούειν τὴν θύραν λέγοντες· Κύριε, ἄνοιξον ἡμῖν· καί ἀποκριθείς ἐρεῖ ὑμῖν· Οὐκ οἶδα ὑμᾶς πόθεν ἐστέ
    Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, voi, stando di fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: Signore, aprici. Ed egli vi risponderà: Io non so da dove venite

v. 37
καί λέγοντες, εἰ σὺ εἶ ὁ βασιλεύς τῶν ἰουδαίων, σῶσον σεαυτόν (seautòn)
Et dicentes: Si tu es rex Judæorum, salvum te fac
E dicevano: Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso

v. 39
εἷς δέ τῶν κρεμασθέντων κακούργων ἐβλασφήμει αὐτόν λέγων, οὐχί σὺ εἶ ὁ χριστός; σῶσον σεαυτόν (seautòn) καί ἡμᾶς
Unus autem de his, qui pendebant, latronibus, blasphemabat eum, dicens: Si tu es Christus, salvum fac temetipsum et nos
Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi

σεαυτοῦ (seautù) te stesso:

  • Luca 4,9
    Ἤγαγεν δέ αὐτόν εἰς Ἰερουσαλμ καί ἔστησεν ἐπί τό πτερύγιον τοῦ ἱεροῦ, καί εἶπεν αὐτῷ· Εἰ υἱός εἶ τοῦ θεοῦ, βάλε σεαυτόν (seautòn) ἐντεῦθεν κάτω
    Allora lo portò a Gerusalemme e lo pose sul pinnacolo del tempio e gli disse: Se tu sei Figlio di Dio, getta te stesso giù di qui
  • Luca 5,14
    καί αὐτός παρήγγειλεν αὐτῷ μηδενί εἰπεῖν, ἀλλ ἀπελθών δεῖξον σεαυτόν (seautòn) τῷ ἱερεῖ, καί προσένεγκε περί τοῦ καθαρισμοῦ σου καθώς προσέταξεν Μωϋσῆς εἰς μαρτύριον αὐτοῖς
    Poi Gesù gli comandò di non dirlo a nessuno. Ma va’, gli disse, mostra te stesso al sacerdote e offri per la tua purificazione ciò che Mosè ha prescritto; e ciò serva loro di testimonianza
  • Luca 10,27
    ὁ δέ ἀποκριθεὶς εἶπεν· Ἀγαπήσεις κύριον τν θεόν σου ἐξ ὅλης τῆς καρδίας σου καί ἐν ὅλῃ τῇ ψυχῇ σου καί ἐν ὅλῃ τῇ ἰσχύϊ σου καί ἐν ὅλῃ τῇ διανοίᾳ σου, καί τν πλησίον σου ὡς σεαυτόν (seautòn)
    Egli rispose: Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta l’anima tua, con tutta la forza tua, con tutta la mente tua, e il tuo prossimo come te stesso

v. 41
καί ἡμεῖς μέν δικαίως, ἄξια γάρ ὧν ἐπράξαμεν ἀπολαμβάνομεν· οὖτος δέ οὐδέν ἄτοπον (àtopon) ἔπραξεν
Et nos quidem juste, nam digna factis recipimus: hic vero nihil mali gessit
Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male

ἄτοπος (àtopos), ἄ-τοπος fuori luogo, inopportuno, ingiusto:

  • Atti 25,5
    Οἱ οὖν ἐν ὑμῖν, φησίν, δυνατο συγκαταβάντες εἴ τί ἐστιν ἐν τῷ ἀνδρ ἄτοπον (àtopon) κατηγορείτωσαν αὐτοῦ
    Quelli dunque che hanno autorità tra di voi, disse egli, scendano con me, e se vi è in quest’uomo qualche colpa, lo accusino

Salva te stesso
salvati
Signore

Non rimanere invischiato
implicato
nelle nostre quotidianità

Salvati dai nostri consigli
dalle analisi
dalle profezie

Salvati dai nostri giudizi
dalle critiche costruttive
dalle distruzioni selettive

Salvati
salva te stesso
finché sei in tempo

Solamente
ricordati
ogni tanto
di me
di noi

Oggi sarai con me
oggi starò con te
oggi
sempre
oggi


Quale gioia, quando mi dissero:
«Andremo alla casa del Signore!».
Già sono fermi i nostri piedi
alle tue porte, Gerusalemme! 
Salmo 121

Lapis super lapidem

Townscape – Carel Willink

Domenica 13 novembre 2022

Luca 21, 5-19
5Mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, disse: 6“Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta”.
7Gli domandarono: “Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?”. 8Rispose: “Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro! 9Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine”.
10Poi diceva loro: “Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, 11e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo.
12Ma prima di tutto questo metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. 13Avrete allora occasione di dare testimonianza. 14Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; 15io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere. 16Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; 17sarete odiati da tutti a causa del mio nome. 18Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto. 19Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita

Che fatica
la fine del mondo

Che voglia
di girare pagina
tirare innanzi

Che bisogno
di zittirlo
Gesù
di metterlo dietro
ai nostri muri
alle nostre chiese

Desiderio
di tapparsi
le orecchie
chiudere
il libro

Ma lui
prosegue
lo stesso
nonostante
i nostri muri
le nostre chiese
nonostante noi

Cadranno le pietre
saranno distrutti
gli edifici
le sicurezze
mancheranno
le persone
le relazioni

Ma nemmeno un capello
un capello
andrà
perduto

Dio ti vede
speranza o paura?
Nulla si perderà
di ciò
che viene
cercato
con perseveranza

v. 7
ἐπηρώτησαν δέ αὐτόν λέγοντες, διδάσκαλε, πότε οὗν ταῦτα ἔσται, καί τί τό σημεῖον (seméion) ὅταν μέλλῃ ταῦτα γίνεσθαι;
Interrogaverunt autem illum, dicentes: Præceptor, quando hæc erunt, et quod signum cum fieri incipient?
Gli domandarono: “Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?”

σημεῖον (seméion) segno, marchio, da σημαίνω (semàino, da cui semantica, semeiotica, ecc.):

  • Luca 2,12
    καί τοῦτο ὑμῖν τ σημεῖον (seméion), εὑρήσετε βρέφος ἐσπαργανωμένον καί κείμενον ἐν φάτνῃ
    Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia
  • Luca 2,34
    καί εὐλόγησεν αὐτούς Συμεών καί εἶπεν πρς Μαριάμ τν μητέρα αὐτοῦ· Ἰδού οὗτος κεῖται εἰς πτῶσιν καί ἀνάστασιν πολλῶν ἐν τῷ Ἰσραλ καί εἰς σημεῖον (seméion) ἀντιλεγόμενον
    Simeone li benedisse e parlò a Maria, sua madre: Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione
  • Lucca 11,29
    Τῶν δὲ ὄχλων ἐπαθροιζομένων ἤρξατο λέγειν· Ἡ γενεά αὕτη γενεά πονηρά ἐστιν· σημεῖον ζητεῖ, καί σημεῖον (seméion) οὐ δοθήσεται αὐτῇ εἰ μ τ σημεῖον Ἰωνᾶ
    Mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire: Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato nessun segno fuorché il segno di Giona

v. 18
καί θρίξ (thrìx) ἐκ τῆς κεφαλῆς ὑμῶν οὐ μ ἀπόληται
Et capillus de capite vestro non peribit
Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto

θρίξ (thrìx) capelli della testa:

  • Luca 7,38
    καί στᾶσα ὀπίσω παρά τος πόδας αὐτοῦ κλαίουσα, τοῖς δάκρυσιν ἤρξατο βρέχειν τος πόδας αὐτοῦ καί ταῖς θριξίν (thrìxin) τῆς κεφαλῆς αὐτῆς ἐξέμασσεν, καί κατεφίλει τος πόδας αὐτοῦ καί ἤλειφεν τῷ μύρῳ
    E, stando ai piedi di lui, di dietro, piangendo, cominciò a rigargli di lacrime i piedi; e li asciugava con i suoi capelli; e gli baciava e ribaciava i piedi e li ungeva con l’olio
  • Luca 12,7
    ἀλλά καί αἱ τρίχες (trìches) τῆς κεφαλῆς ὑμῶν πᾶσαι ἠρίθμηνται· μ φοβεῖσθε· πολλῶν στρουθίων διαφέρετε
    Anche i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non temete, voi valete più di molti passeri

v. 19
ἐν τῇ ὑπομονῇ (ypomoné) ὑμῶν κτήσασθε τάς ψυχάς ὑμῶν
In patientia vestra possidebitis animas vestras
Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita

ὑπομονή (ypomoné) perseveranza, costanza, persistenza; rimanere fermi, saldi sul posto:

  • Luca 8,15
    τ δ ἐν τῇ καλῇ γῇ, οὗτοί εἰσιν οἵτινες ἐν καρδίᾳ καλῇ καί ἀγαθῇ ἀκούσαντες τν λόγον κατέχουσιν καί καρποφοροῦσιν ἐν ὑπομονῇ (ypomoné)
    Il seme caduto sulla terra buona sono coloro che, dopo aver ascoltato la parola con cuore buono e perfetto, la custodiscono e producono frutto con la loro perseveranza


Ho sempre pensato
a Dio che ci accoglie
con una scatola in mano
con dentro
i nostri capelli perduti
i sogni non realizzati
gli amici persi di vista
le parole non dette
non ascoltate

Signore
questa scatola
non me la potevi
dare prima?

Guarda
che me l’hai portata
tu adesso

Nulla andrà perduto
perché
nulla
è mai stato
perduto


Io ho progetti di pace e non di sventura.
Voi mi invocherete e io vi esaudirò:
vi radunerò da tutte le nazioni dove vi ho disperso
Geremia 29,11

ἀδελφοὶ

Gibson Bayou Anthology – Carroll Cloar

Domenica 6 novembre 2022

Luca 20, 27-38
27Gli si avvicinarono alcuni sadducei – i quali dicono che non c’è risurrezione – e gli posero questa domanda: 28“Maestro, Mosè ci ha prescritto: Se muore il fratello di qualcuno che ha moglie, ma è senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello. 29C’erano dunque sette fratelli: il primo, dopo aver preso moglie, morì senza figli. 30Allora la prese il secondo 31e poi il terzo e così tutti e sette morirono senza lasciare figli. 32Da ultimo morì anche la donna. 33La donna dunque, alla risurrezione, di chi sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie”. 
34Gesù rispose loro: “I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; 35ma quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, non prendono né moglie né marito: 36infatti non possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, poiché sono figli della risurrezione, sono figli di Dio. 37Che poi i morti risorgano, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando dice: Il Signore è il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe. 38Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui”

Si fa presto
a dire
risurrezione,
ma poi?

Io credo
risorgerò,
per ora
ben avvinghiato
a questa terra

E come potranno
le cose
di questa terra
semplificarsi
passando?

Forse
si risorge
ogni giorno
da questa parte

Forse
ci si alza
ogni volta
che si ama

Forse
ci si rialza
ogni volta
che si perdona

Forse
ogni volta
si guadagna
un pezzettino
di possibilità
di non morire

Forse
non sempre
ma qualche volta
la nebbia
si apre e si vede
un po’ più in là
e ci si ritrova
in piedi
insieme
ancora di qua

v. 28
διδάσκαλε, μωϊσῆς ἔγραψεν ἡμῖν, ἐάν τινος ἀδελφός ἀποθάνῃ ἔχων γυναῖκα, κα οὖτος ἄτεκνος ᾖ, ἵνα λάβῃ ὁ ἀδελφός αὐτοῦ τήν γυναῖκα κα ἐξαναστήσῃ σπέρμα (spérma) τῶ ἀδελφῶ αὐτοῦ
Magister, Moyses scripsit nobis: Si frater alicujus mortuus fuerit habens uxorem, et hic sine liberis fuerit, ut accipiat eam frater ejus uxorem, et suscitet semen fratri suo
Maestro, Mosè ci ha prescritto: Se muore il fratello di qualcuno che ha moglie, ma è senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello

σπέρμα (spérma) il seme da cui un essere prende vita, germina:

  • Luca 1,55
    καθώς ἐλάλησεν πρός τούς πατέρας ἡμῶν, τῷ Ἀβραάμ κα τῷ σπέρματι (spérmati) αὐτοῦ εἰς τόν αἰῶνα
    come aveva promesso ai nostri padri ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre
  • Atti 13,23
    τούτου ὁ θεός ἀπό τοῦ σπέρματος (spérmatos) κατ’ ἐπαγγελίαν ἤγαγεν τῷ Ἰσραήλ σωτῆρα Ἰησοῦν
    Dalla discendenza di lui, secondo la promessa, Dio ha suscitato a Israele un salvatore, Gesù

v. 34
κα εἶπεν αὐτοῖς ὁ ἰησοῦς, οἱ υἱο τοῦ αἰῶνος τούτου γαμοῦσιν κα γαμίσκονται (gamùsin kài gamìskontai)
Et ait illis Jesus: Filii hujus sæculi nubunt et traduntur ad nuptias
Gesù rispose loro: I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito

γαμέω καὶ γαμίζω (gaméo kài gamìzo)

  • Luca 17,27
    ἤσθιον, ἔπινον, ἐγάμουν, ἐγαμίζοντο (egàmun, egamìzonto), ἄχρι ἧς ἡμέρας εἰσῆλθεν Νῶε εἰς τήν κιβωτόν, κα ἦλθεν ὁ κατακλυσμός κα ἀπώλεσεν πάντας
    Mangiavano, bevevano, si ammogliavano e si maritavano, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca e venne il diluvio e li fece perire tutti

v. 36
οὐδέ γρ ἀποθανεῖν ἔτι δύνανται, ἰσάγγελοι (isàngheloi) γάρ εἰσιν, κα υἱοί εἰσιν θεοῦ, τῆς ἀναστάσεως υἱο ὄντες
Neque enim ultra mori potuerunt: æquales enim angelis sunt, et filii sunt Dei, cum sint filii resurrectionis
Infatti non possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, poiché sono figli della risurrezione, sono figli di Dio

ἰσάγγελος (isànghelos) neologismo presente solo qui, composto da ἴσος + ἄγγελος (ìsos + ànghelos) uguale ad un angelo

Il nostro cuore
trabocca
quando incontriamo
un angelo

Il Dio
dei viventi
popola il mondo
di angeli

Essere
come angeli
figli della risurrezione
figli di Dio

Seminatori
di gioia
annunciatori
di salvezza
diffusori
di speranza

Come angeli


Tieni saldi i miei passi sulle tue vie
e i miei piedi non vacilleranno.
Io t’invoco poiché tu mi rispondi, o Dio;
tendi a me l’orecchio, ascolta le mie parole
Salmo 16

ἄνθρωποι δύο

Décalcomanie – René Magrittes

Domenica 23 ottobre 2022

Luca 18, 9-14
9Disse ancora questa parabola per alcuni che avevano l’intima presunzione di essere giusti e disprezzavano gli altri: 10“Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l’altro pubblicano. 11Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: “O Dio, ti ringrazio perché non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano. 12Digiuno due volte alla settimana e pago le decime di tutto quello che possiedo”. 13Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: “O Dio, abbi pietà di me peccatore”. 14Io vi dico: questi, a differenza dell’altro, tornò a casa sua giustificato, perché chiunque si esalta sarà umiliato, chi invece si umilia sarà esaltato”

Non è questione
di distanza

Non è un problema
di divario
da colmare

Non è una gara
un confronto
come ci piacerebbe

E’ solamente
relazione
incrociare lo sguardo
rivolgere la parola

E’ solamente
stare
sostare
guardare
guardarsi

E’ solamente
parlare
ascoltare
ascoltarsi

E’ solamente
lasciare andare
lasciarsi andare
per ritrovarsi
a distanza
ma in cammino

v. 9
εἶπεν δέ καί πρός τινας τούς πεποιθότας ἐφ᾽ ἑαυτοῖς ὅτι εἰσίν δίκαιοι καί ἐξουθενοῦντας (exouthenùntas) τούς λοιπούς τν παραβολν ταύτην
Dixit autem et ad quosdam qui in se confidebant tamquam justi, et aspernabantur ceteros, parabolam istam
Disse ancora questa parabola per alcuni che avevano l’intima presunzione di essere giusti e disprezzavano gli altri

ἐξουθενέω (exouthenéo), da ἐκ + οὐδείς (ek + oudéis) considerare qualcuno come se fosse nessuno (oudéis), quindi insultarlo:

  • Luca 23,11
    ἐξουθενήσας (exouthenésas) δέ αὐτόν καί ὁ Ἡρῴδης σύν τοῖς στρατεύμασιν αὐτοῦ καί ἐμπαίξας περιβαλών ἐσθῆτα λαμπράν ἀνέπεμψεν αὐτόν τῷ Πιλάτῳ
    Allora Erode, con i suoi soldati, dopo averlo insultato e schernito, lo rivestì di una splendida veste e lo rimandò a Pilato
  • Atti 4,11
    οὗτός ἐστιν ὁ λίθος ὁ ἐξουθενηθες (exouthenethéis) ὑφ’ ὑμῶν τῶν οἰκοδόμων, ὁ γενόμενος εἰς κεφαλν γωνίας
    Egli è la pietra che è stata da voi costruttori rifiutata, ed è divenuta la pietra angolare

v. 13
ὁ δέ τελώνης μακρόθεν (makròthen) ἑστώς οὐκ ἤθελεν οὐδέ τούς ὀφθαλμούς ἐπᾶραι εἰς τόν οὐρανόν, ἀλλ᾽ ἔτυπτεν τό στῆθος αὐτοῦ λέγων, ὁ θεός, ἱλάσθητί μοι τῶ ἁμαρτωλῶ
Et publicanus a longe stans, nolebat nec oculos ad cælum levare: sed percutiebat pectus suum, dicens: Deus propitius esto mihi peccatori
Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: O Dio, abbi pietà di me peccatore

μακρόθεν (makròthen) da lontano:

  • Luca 22,54
    Συλλαβόντες δέ αὐτν ἤγαγον καί εἰσήγαγον εἰς τν οἰκίαν τοῦ ἀρχιερέως· ὁ δ Πέτρος ἠκολούθει μακρόθεν (makròthen)
    Dopo averlo arrestato, lo portarono via e lo condussero nella casa del sommo sacerdote; e Pietro seguiva da lontano
  • Luca 23,49
    εἱστήκεισαν δ πάντες οἱ γνωστο αὐτῷ μακρόθεν (makròthen), καί γυναῖκες αἱ συνακολουθοῦσαι αὐτῷ ἀπ τῆς Γαλιλαίας, ὁρῶσαι ταῦτα
    Ma tutti i suoi conoscenti e le donne che lo avevano accompagnato dalla Galilea stavano a guardare queste cose da lontano

v. 14
λέγω ὑμῖν, κατέβη οὖτος δεδικαιωμένος (dedikaioménos) εἰς τν οἶκον αὐτοῦ παρ᾽ ἐκεῖνον· ὅτι πᾶς ὁ ὑψῶν ἑαυτν ταπεινωθήσεται, ὁ δέ ταπεινῶν ἑαυτν ὑψωθήσεται
Dico vobis, descendit hic justificatus in domum suam ab illo: quia omnis qui se exaltat, humiliabitur, et qui se humiliat, exaltabitur
Io vi dico: questi, a differenza dell’altro, tornò a casa sua giustificato, perché chiunque si esalta sarà umiliato, chi invece si umilia sarà esaltato

δικαιόω (dikaiòo) rendere giusto, δίκαιος (dìkaios):

  • Luca 10,29
    Ὁ δ θέλων δικαιῶσαι (dikaiòsai) ἑαυτν εἶπεν πρς τν Ἰησοῦν· Κα τίς ἐστίν μου πλησίον;
    Ma egli, volendo giustificarsi, disse a Gesù: E chi è il mio prossimo?
  • Luca 16,15
    κα εἶπεν αὐτοῖς· Ὑμεῖς ἐστε οἱ δικαιοῦντες (dikaioùntes) ἑαυτούς ἐνώπιον τῶν ἀνθρώπων, ὁ δ θες γινώσκει τάς καρδίας ὑμῶν· ὅτι τὸ ἐν ἀνθρώποις ὑψηλν βδέλυγμα ἐνώπιον τοῦ θεοῦ
    Egli disse: Voi vi ritenete giusti davanti agli uomini, ma Dio conosce i vostri cuori: ciò che è esaltato fra gli uomini è cosa detestabile davanti a Dio

Tornare a casa
giustificati
per poter sbagliare
di nuovo

E tornare da te
per riconoscere
che abbiamo bisogno
di essere
resi giusti

Battaglia quotidiana
per ritrovarci ancora
nel tempio
a distanza
bisognosi
di vicinanza


Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la corsa, ho conservato la fede
2 Timoteo 4,7


Tomorrow in the battle think of me, and fall thy edgeless sword; despair and die
Riccardo III – Atto V

Fidem in terra

Die Buckelige – Gerta Overbeck

Domenica 16 ottobre 2022

Luca 18, 1-8
1Diceva loro una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai: 2“In una città viveva un giudice, che non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno. 3In quella città c’era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: “Fammi giustizia contro il mio avversario”. 4Per un po’ di tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: “Anche se non temo Dio e non ho riguardo per alcuno, 5dato che questa vedova mi dà tanto fastidio, le farò giustizia perché non venga continuamente a importunarmi””. 6E il Signore soggiunse: “Ascoltate ciò che dice il giudice disonesto. 7E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà forse aspettare a lungo? 8Io vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?”

Quanta differenza
tra il pregare
incessantemente
e il non pregare mai

Quante parole
quanti silenzi
quanti tentativi
provati
raccontati

Pregare
in ogni momento
in cui troviamo
un momento
per pregare

Fa paura pregare
mette a nudo
porta davanti
alle domande
presenta i conti

Per cosa vale
veramente
la pena
gridare
giorno e notte

Per cosa
togliere la corazza
e affrontare
i nodi
i blocchi
le incomprensioni

E se poi
Dio
ci ascoltasse
davvero?

v. 1
ἔλεγεν δέ παραβολήν αὐτοῖς πρός τό δεῖν πάντοτε (pàntote) προσεύχεσθαι αὐτούς καί μή ἐγκακεῖν
Dicebat autem et parabolam ad illos, quoniam oportet semper orare et non deficere
Diceva loro una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai

πάντοτε (pàntote) sempre, πᾶς + ὅτε (pàs + òte) ad ogni ora, letteralmente ad ogni quando:

  • Luca 15,31
    ὁ δέ εἶπεν αὐτῷ· Τέκνον, σύ πάντοτε (pàntote) μετ’ ἐμοῦ εἶ, καί πάντα τ ἐμ σά ἐστιν
    Gli rispose il padre: Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo

v. 5
διά γε τό παρέχειν μοι κόπον (kòpon) τήν χήραν ταύτην ἐκδικήσω αὐτήν, ἵνα μή εἰς τέλος ἐρχομένη ὑπωπιάζῃ με
Tamen quia molesta est mihi hæc vidua, vindicabo illam, ne in novissimo veniens sugillet me
Dato che questa vedova mi dà tanto fastidio, le farò giustizia perché non venga continuamente a importunarmi

κόπος (kòpos) fastidio, dolore, tribolazione, da κόπτω (kòpto) che significa colpire, percuotere:

  • Luca 11,7
    κκεῖνος ἔσωθεν ἀποκριθες εἴπῃ· Μή μοι κόπους (kòpous) πάρεχε· ἤδη ἡ θύρα κέκλεισται, κα τ παιδία μου μετ’ ἐμοῦ εἰς τήν κοίτην εἰσίν· οὐ δύναμαι ἀναστς δοῦναί σοι
    E se quello dal di dentro gli risponde: Non darmi fastidi; la porta è già chiusa, e i miei bambini sono con me a letto, io non posso alzarmi per darteli

v. 7
ὁ δὲ θεός οὐ μή ποιήσῃ τήν ἐκδίκησιν τῶν ἐκλεκτῶν αὐτοῦ τῶν βοώντων αὐτῶ ἡμέρας καί νυκτός, καί μακροθυμεῖ ἐπ᾽ αὐτοῖς;
Deus autem non faciet vindictam electorum suorum clamantium ad se die ac nocte, et patientiam habebit in illis?
E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Tarderà forse nei loro confronti? 

μακροθυμέω (makrothyméo) pazienza, perseveranza; la macrothymia indica la capacità dell’agricoltore di sopportare ogni genere di fatica grazie alla sua lungimiranza, di vedere su distanze più lunghe e secondo misure più grandi, ma sempre radicate nel concreto vivere:

  • Matteo 18,26
    πεσών οὖν ὁ δοῦλος προσεκύνει αὐτῷ λέγων· Μακροθύμησον (makrothymeson) ἐπ’ ἐμοί, καί πάντα ἀποδώσω σοι
    Perciò il servo, gettatosi a terra, gli si prostrò davanti, dicendo: Abbi pazienza con me e ti pagherò tutto
  • 1 Corinzi 13,4
    Ἡ ἀγάπη μακροθυμεῖ (makrothyméi), χρηστεύεται ἡ ἀγάπη, οὐ ζηλοῖ ἡ ἀγάπη, οὐ περπερεύεται, οὐ φυσιοῦται
    L’amore è paziente, è benevolo; l’amore non invidia; l’amore non si vanta, non si gonfia

Troverà la fede?

Troverà
desideri
ancora vivi
lampade accese
finestre illuminate?

Troverà
persone riunite
intorno a tavoli
canti e parole
strette di mano
abbracci?

Troverà
occhi
orecchie
cuori?

Troverà noi?
Ci sta trovando?
Ci facciamo trovare?


Annuncia la Parola, insisti al momento opportuno e non opportuno
2 Timoteo 4,2

σαμαρίτης

Deux Têtes – Alberto Giacometti

Domenica 9 ottobre

Luca 17, 11-19
11Lungo il cammino verso Gerusalemme, Gesù attraversava la Samaria e la Galilea. 12Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi, che si fermarono a distanza 13e dissero ad alta voce: “Gesù, maestro, abbi pietà di noi!”. 14Appena li vide, Gesù disse loro: “Andate a presentarvi ai sacerdoti”. E mentre essi andavano, furono purificati. 15Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce, 16e si prostrò davanti a Gesù, ai suoi piedi, per ringraziarlo. Era un samaritano. 17Ma Gesù osservò: “Non ne sono stati purificati dieci? E gli altri nove dove sono? 18Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori di questo straniero?”. 19E gli disse: “Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato!”

Lungo il cammino
incontri
insperati

Lungo il cammino
incontri
a distanza

Lungo il cammino
lo incontriamo
senza
cercarlo

Gesù maestro
abbi pietà
se puoi
di noi
incrostati
delle nostre
abitudini

Gesù maestro
abbi pazienza
con noi
ricoperti
delle nostre
regole

Gesù maestro
guardaci
e salvaci
dalle nostre
convenzioni

v. 13
κα αὐτοὶ ἦραν φωνν λέγοντες, ἰησοῦ ἐπιστάτα, ἐλέησον (eléeson) ἡμᾶς
Et levaverunt vocem, dicentes: Jesu præceptor, miserere nostri
E dissero ad alta voce: “Gesù, maestro, abbi pietà di noi!”

ἐλεάω (eleào) avere misericordia , avere pietà, da cui l’invocazione Κύριε ἐλέησον (Kyrie eléeson):

  • Luca 16,24
    κα αὐτς φωνήσας εἶπεν· Πάτερ Ἀβραάμ, ἐλέησόν (eléeson) με κα πέμψον Λάζαρον ἵνα βάψῃ τ ἄκρον τοῦ δακτύλου αὐτοῦ ὕδατος κα καταψύξῃ τν γλῶσσάν μου, ὅτι ὀδυνῶμαι ἐν τῇ φλογ ταύτῃ
    Ed esclamò: “Padre Abraamo, abbi pietà di me, e manda Lazzaro a intingere la punta del dito nell’acqua per rinfrescarmi la lingua, perché sono tormentato in questa fiamma”
  • Luca 18,38
    κα ἐβόησεν λέγων· Ἰησοῦ υἱέ Δαυίδ, ἐλέησόν (eléeson) με
    Allora egli gridò: «Gesù, Figlio di Davide, abbi pietà di me!»
  • Luca 18,39
    κα οἱ προάγοντες ἐπετίμων αὐτῷ ἵνα σιγήσῃ· αὐτς δέ πολλῷ μᾶλλον ἔκραζεν· Υἱέ Δαυίδ, ἐλέησόν (eléeson) με
    E quelli che precedevano lo sgridavano perché tacesse; ma lui gridava più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!»

v. 14
κα ἰδών εἶπεν αὐτοῖς, πορευθέντες ἐπιδείξατε ἑαυτος τοῖς ἱερεῦσιν. κα ἐγένετο ἐν τῶ ὑπάγειν αὐτος ἐκαθαρίσθησαν (ekatharìsthesan)
Quos ut vidit, dixit: Ite, ostendite vos sacerdotibus. Et factum est, dum irent, mundati sunt
Appena li vide, Gesù disse loro: “Andate a presentarvi ai sacerdoti”. E mentre essi andavano, furono purificati

καθαρίζω (katharìzo) rendere pulito, puro, καθαρός (katharos):

  • Luca 4,27
    καί πολλοί λεπροί ἦσαν ἐν τῷ Ἰσραλ ἐπί Ἐλισαίου τοῦ προφήτου, καί οὐδείς αὐτῶν ἐκαθαρίσθη (ekatharìsthe), εἰ μ Ναιμάν ὁ Σύρος
    Al tempo del profeta Eliseo, c’erano molti lebbrosi in Israele; eppure nessuno di loro fu purificato; lo fu solo Naaman, il Siro
  • Luca 5,13
    καί ἐκτείνας τν χεῖρα ἥψατο αὐτοῦ εἰπών· Θέλω, καθαρίσθητι (katharìstheti)· κα εὐθέως ἡ λέπρα ἀπῆλθεν ἀπ’ αὐτοῦ
    Gesù stese la mano e lo toccò dicendo: «Lo voglio, sii risanato!». E subito la lebbra scomparve da lui
  • Luca 11,39
    εἶπεν δέ ὁ κύριος πρς αὐτόν· Νῦν ὑμεῖς οἱ Φαρισαῖοι τ ἔξωθεν τοῦ ποτηρίου κα τοῦ πίνακος καθαρίζετε (katharìzete), τ δέ ἔσωθεν ὑμῶν γέμει ἁρπαγῆς καί πονηρίας
    Allora il Signore gli disse: Voi farisei purificate l’esterno della coppa e del piatto, ma il vostro interno è pieno di rapina e di iniquità

v. 19
καί εἶπεν αὐτῶ, ἀναστάς πορεύου· ἡ πίστις σου σέσωκέν (sésoken) σε
Et ait illi: Surge, vade: quia fides tua te salvum fecit
E gli disse: “Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato!”

σῴζω (sòzo) salvare, liberare dai pericoli:

  • Luca 9,24
    ὃς γάρ ἂν θέλῃ τν ψυχν αὐτοῦ σῶσαι (sòsai), ἀπολέσει αὐτήν· ὃς δ’ ἂν ἀπολέσῃ τν ψυχν αὐτοῦ ἕνεκεν ἐμοῦ, οὗτος σώσει (sòsei) αὐτήν
    Perché chi vorrà salvare la sua vita, la perderà; ma chi avrà perduto la propria vita per amor mio, la salverà
  • Luca 18,26
    Εἶπαν δ οἱ ἀκούσαντες· Καί τίς δύναται σωθῆναι (sothénai);
    Quelli che udirono dissero: «Chi dunque può essere salvato
  • Luca 23,39
    Εἷς δ τῶν κρεμασθέντων κακούργων ἐβλασφήμει αὐτόν λέγων· Οὐχί σὺ εἶ ὁ χριστός; σῶσον (sòson) σεαυτν καί ἡμᾶς
    Uno dei malfattori appesi lo insultava, dicendo: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!»

Era un samaritano

L’evangelista
aggiunge
il suo carico

Nessuno
torna indietro
nessuno
nessuno loda Dio
nessuno
rende grazie
per la gioia
inaspettata
impossibile

Solo uno
un samaritano
straniero
non dei nostri
categoria a parte
incategorizzabile
indistinto
senza nome
senza storia

Non la nostra
fede
lo ha salvato
ma la sua

Se moriamo con lui, con lui anche vivremo;
se perseveriamo, con lui anche regneremo;
se lo rinneghiamo, lui pure ci rinnegherà;
se siamo infedeli, lui rimane fedele,
perché non può rinnegare se stesso
2 Timoteo 2,12

Servi inutiles

The Toilet – John Bratby

Domenica 2 ottobre

Luca 17, 5-10
5Gli apostoli dissero al Signore: «Accresci in noi la fede!». 6Il Signore rispose: «Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo gelso: «Sràdicati e vai a piantarti nel mare», ed esso vi obbedirebbe.
7Chi di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge, gli dirà, quando rientra dal campo: «Vieni subito e mettiti a tavola»? 8Non gli dirà piuttosto: «Prepara da mangiare, stringiti le vesti ai fianchi e servimi, finché avrò mangiato e bevuto, e dopo mangerai e berrai tu»? 9Avrà forse gratitudine verso quel servo, perché ha eseguito gli ordini ricevuti? 10Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: «Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare»»

Perché
un albero
dovrebbe tirare fuori
le sue radici
dalla terra?

Perché
dovrebbe piantarsi
nel mare?

Perché
dovremmo chiedere
una cosa così
insulsa?

Una cosa così
insulsa
come chiedere
di accrescere
la nostra fede

Come chiedere
a lei
di accrescere
il mio amore
per lei

Basterebbe
un granello
una quantità minima

E invece…

Perché?

v. 6
εἶπεν δέ ὁ κύριος, εἰ ἔχετε πίστιν ὡς κόκκον σινάπεως (synàpeos), ἐλέγετε ἂν τῇ συκαμίνῳ [ταύτῃ], ἐκριζώθητι καί φυτεύθητι ἐν τῇ θαλάσσῃ· καί ὑπήκουσεν ἂν ὑμῖν
Dixit autem Dominus: Si habueritis fidem sicut granum sinapis, dicetis huic arbori moro: Eradicare, et transplantare in mare, et obediet vobis
Il Signore rispose: Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo gelso: «Sràdicati e vai a piantarti nel mare», ed esso vi obbedirebbe

σίναπι (synapi) senape, pianta dal seme piccolo ma che può crescere oltre i tre metri:

  • Luca 13,19
    ὁμοία ἐστίν κόκκῳ σινάπεως (synàpeos), ὃν λαβών ἄνθρωπος ἔβαλεν εἰς κῆπον ἑαυτοῦ, καί ηὔξησεν καί ἐγένετο εἰς δένδρον, καί τά πετεινά τοῦ οὐρανοῦ κατεσκήνωσεν ἐν τοῖς κλάδοις αὐτοῦ
    È simile a un granello di senape che un uomo ha preso e gettato nel suo orto; ed è cresciuto ed è divenuto albero; e gli uccelli del cielo si sono riparati sui suoi rami

v. 8
ἀλλ᾽ οὐχί ἐρεῖ αὐτῶ, ἑτοίμασον τί δειπνήσω, καί περιζωσάμενος (perizosàmenos) διακόνει μοι ἕως φάγω καί πίω, καί μετά ταῦτα φάγεσαι καί πίεσαι σύ;
Et non dicat ei: Para quod cœnem, et præcinge te, et ministra mihi donec manducem, et bibam, et post hæc tu manducabis, et bibes?
Non gli dirà piuttosto: «Prepara da mangiare, stringiti le vesti ai fianchi e servimi, finché avrò mangiato e bevuto, e dopo mangerai e berrai tu»? 

περιζώννυμι (perizònnumi) assicurare gli indumenti con una cintura per muoversi più liberamente (da cui perizòma):

  • Luca 12,35
    Ἔστωσαν ὑμῶν αἱ ὀσφύες περιεζωσμέναι (periezosménai) καί οἱ λύχνοι καιόμενοι
    I vostri fianchi siano cinti, e le vostre lampade accese
  • Luca 12,37
    μακάριοι οἱ δοῦλοι ἐκεῖνοι, οὓς ἐλθών ὁ κύριος εὑρήσει γρηγοροῦντας· ἀμήν λέγω ὑμῖν ὅτι περιζώσεται (perizòsetai) καί ἀνακλινεῖ αὐτος καί παρελθών διακονήσει αὐτοῖς
    Beati quei servi che il padrone, arrivando, troverà vigilanti! In verità io vi dico che egli si rimboccherà le vesti, li farà mettere a tavola e passerà a servirli
  • Giovanni 13,4
    ἐγείρεται ἐκ τοῦ δείπνου καί τίθησιν τ ἱμάτια καί λαβών λέντιον διέζωσεν (diézosen) ἑαυτόν
    Si alzò da tavola, depose le vesti e, preso un asciugatoio, se lo cinse attorno alla vita

v. 10
οὕτως καί ὑμεῖς, ὅταν ποιήσητε πάντα τά διαταχθέντα ὑμῖν, λέγετε ὅτι δοῦλοι ἀχρεῖοί (achréioi) ἐσμεν, ὃ ὠφείλομεν ποιῆσαι πεποιήκαμεν
Non puto. Sic et vos cum feceritis omnia quæ præcepta sunt vobis, dicite: Servi inutiles sumus: quod debuimus facere, fecimus
Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: «Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare»

ἀχρεῖος (achréios) da α-χρή (a-chré) dove chré è il necessario, quindi a-chréios è il non-necessario, perciò inutile:

  • Matteo 25,30
    καὶ τὸν ἀχρεῖον (achréion) δοῦλον ἐκβάλετε εἰς τὸ σκότος τὸ ἐξώτερον· ἐκεῖ ἔσται ὁ κλαυθμὸς καὶ ὁ βρυγμὸς τῶν ὀδόντων
    E quel servo inutile, gettatelo nelle tenebre di fuori. Lì sarà il pianto e lo stridor dei denti

Servi inutili
chiamati
semplicemente
a ravvivare
il fuoco
a soffiare
sulla brace
a smuovere
la cenere
a portare
il proprio legno

Forse
non è necessario
che l’albero
si tuffi in mare
è sufficiente
il taglio
di un ramo
per far vivere
il fuoco

Figlio mio, ti ricordo di ravvivare il dono di Dio, che è in te mediante l’imposizione delle mie mani. Dio infatti non ci ha dato uno spirito di timidezza, ma di forza, di carità e di prudenza
2 Timoteo 1,6

ὀνόματι λάζαρος

Chosen site – Paul Klee

Domenica 25 settembre

Luca 16, 19-31
19C’era un uomo ricco, che indossava vestiti di porpora e di lino finissimo, e ogni giorno si dava a lauti banchetti. 20Un povero, di nome Lazzaro, stava alla sua porta, coperto di piaghe, 21bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco; ma erano i cani che venivano a leccare le sue piaghe. 22Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli accanto ad Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. 23Stando negli inferi fra i tormenti, alzò gli occhi e vide di lontano Abramo, e Lazzaro accanto a lui. 24Allora gridando disse: “Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell’acqua la punta del dito e a bagnarmi la lingua, perché soffro terribilmente in questa fiamma”. 25Ma Abramo rispose: “Figlio, ricòrdati che, nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora in questo modo lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti. 26Per di più, tra noi e voi è stato fissato un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi, non possono, né di lì possono giungere fino a noi”. 27E quello replicò: “Allora, padre, ti prego di mandare Lazzaro a casa di mio padre, 28perché ho cinque fratelli. Li ammonisca severamente, perché non vengano anch’essi in questo luogo di tormento”. 29Ma Abramo rispose: “Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro”. 30E lui replicò: “No, padre Abramo, ma se dai morti qualcuno andrà da loro, si convertiranno”. 31Abramo rispose: “Se non ascoltano Mosè e i Profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti”

Una favola
nemmeno tanto piacevole
una favoletta
un racconto
un aneddoto

Due personaggi
due storie
due vite
un incontro
che dura
una vita

Una porta
che mette
in comunicazione
che non mette
in relazione

C’è ancora tempo
per chi non aspetta
tempo

C’è ancora margine
per chi non accetta
argine

C’è ancora vita
per chi non aspetta
morte

Ora
c’è ancora tempo
subito
immediatamente

v. 20
πτωχός (ptochòs) δέ τις ὀνόματι λάζαρος ἐβέβλητο πρός τόν πυλῶνα αὐτοῦ εἱλκωμένος
Et erat quidam mendicus, nomine Lazarus, qui jacebat ad januam ejus, ulceribus plenus
Un povero, di nome Lazzaro, stava alla sua porta, coperto di piaghe

πτωχός (ptochòs) da ptosso che significa acquattare; il povero (pitocco) è colui che è ridotto alla piccolezza, all’insignificanza, in posizione strisciante, implorante:

  • Luca 18,22
    ἀκούσας δέ ὁ Ἰησοῦς εἶπεν αὐτῷ· Ἔτι ἕν σοι λείπει· πάντα ὅσα ἔχεις πώλησον κα διάδος πτωχοῖς (ptochòis), κα ἕξεις θησαυρόν ἐν οὐρανοῖς, κα δεῦρο ἀκολούθει μοι
    Gesù, udito questo, gli disse: Una cosa ti manca ancora: vendi tutto quello che hai, e distribuiscilo ai poveri, e avrai un tesoro nel cielo; poi vieni e seguimi
  • Luca 19,8
    σταθες δέ Ζακχαῖος εἶπεν πρός τόν κύριον· Ἰδοὺ τ ἡμίσιά μου τῶν ὑπαρχόντων, κύριε, τοῖς πτωχοῖς (ptochòis) δίδωμι, κα εἴ τινός τι ἐσυκοφάντησα ἀποδίδωμι τετραπλοῦν
    Ma Zaccheo si fece avanti e disse al Signore: Ecco, Signore, io do la metà dei miei beni ai poveri; se ho frodato qualcuno di qualcosa gli rendo il quadruplo
  • Luca 21,3
    κα εἶπεν· Ἀληθῶς λέγω ὑμῖν ὅτι ἡ χήρα ἡ πτωχή (ptoché) αὕτη πλεῖον πάντων ἔβαλεν
    E disse: In verità vi dico che questa povera vedova ha messo più di tutti

v. 24
κα αὐτός φωνήσας (phonésas) εἶπεν, πάτερ ἀβραάμ, ἐλέησόν με κα πέμψον λάζαρον ἵνα βάψῃ τό ἄκρον τοῦ δακτύλου αὐτοῦ ὕδατος κα καταψύξῃ τν γλῶσσάν μου, ὅτι ὀδυνῶμαι ἐν τῇ φλογ ταύτῃ
Et ipse clamans dixit: Pater Abraham, miserere mei, et mitte Lazarum ut intingat extremum digiti sui in aquam, ut refrigeret linguam meam, quia crucior in hac flamma
Allora gridando disse: Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell’acqua la punta del dito e a bagnarmi la lingua, perché soffro terribilmente in questa fiamma

φωνέω (phonéo) emettere un suono, una voce, una φωνή (foné):

  • Luca 8,8
    κα ἕτερον ἔπεσεν εἰς τν γῆν τν ἀγαθήν, κα φυν ἐποίησεν καρπόν ἑκατονταπλασίονα. ταῦτα λέγων ἐφώνει (ephònei)· Ὁ ἔχων ὦτα ἀκούειν ἀκουέτω
    Un’altra parte cadde in un buon terreno: quando fu germogliato, produsse il cento per uno. Dicendo queste cose, esclamava: Chi ha orecchi per udire oda
  • Luca 8,54
    αὐτός δ κρατήσας τῆς χειρός αὐτῆς ἐφώνησεν (ephònesen) λέγων· Ἡ παῖς, ἔγειρε
    Ma egli, prendendole la mano, disse ad alta voce: Bambina, àlzati
  • Luca 23,46
    κα φωνήσας φωνῇ (phonésas phoné) μεγάλῃ ὁ Ἰησοῦς εἶπεν· Πάτερ, εἰς χεῖράς σου παρατίθεμαι τό πνεῦμά μου. τοῦτο δ εἰπών ἐξέπνευσεν
    Gesù, gridando a gran voce, disse: Padre, nelle tue mani rimetto lo spirito mio. Detto questo, spirò

v. 30
ὁ δ εἶπεν, οὐχί, πάτερ ἀβραάμ, ἀλλ᾽ ἐάν τις ἀπό νεκρῶν πορευθῇ πρός αὐτος μετανοήσουσιν (metanoésusin)
At ille dixit: Non, pater Abraham: sed si quis ex mortuis ierit ad eos, pœnitentiam agent
E lui replicò: No, padre Abramo, ma se dai morti qualcuno andrà da loro, si convertiranno

μετανοέω (metanoéo) cambiare la propria idea, la propria mente νοῦς (nous):

  • Luca 13,5
    οὐχί, λέγω ὑμῖν, ἀλλ’ ἐάν μή μετανοῆτε (metanoéte) πάντες ὡσαύτως ἀπολεῖσθε
    No, vi dico; ma se non vi convertite, perirete tutti come loro
  • Luca 15,7
    λέγω ὑμῖν ὅτι οὕτως χαρά ἐν τῷ οὐρανῷ ἔσται ἐπί ἑνί ἁμαρτωλῷ μετανοοῦντι (metanosùnti) ἢ ἐπί ἐνενήκοντα ἐννέα δικαίοις οἵτινες οὐ χρείαν ἔχουσιν μετανοίας (metanòias)
    Vi dico che, allo stesso modo, ci sarà più gioia in cielo per un solo peccatore che si converte che per novantanove giusti che non hanno bisogno di conversione
  • Luca 17,4
    καίάν ἑπτάκις τῆς ἡμέρας ἁμαρτήσῃ εἰς σ καί ἑπτάκις ἐπιστρέψῃ πρός σ λέγων· Μετανοῶ (metanòo), ἀφήσεις αὐτῷ
    E se pecca sette volte al giorno contro di te e sette volte ti dice: Mi pento, tu gli perdonerai

Nemmeno se uno
risorgesse
dai morti

Che cosa ancora
Signore
può smuoverci
dal nostro divano?

Chi
siamo disposti
ad ascoltare?

Per quanto
possiamo
continuare
a non vedere?

Canterellano al suono dell’arpa,
come Davide improvvisano su strumenti musicali;
bevono il vino in larghe coppe
e si ungono con gli unguenti più raffinati,
ma della rovina di Giuseppe non si preoccupano
Amos 6

οἰκονόμος

Apfelbrei – Thomas Bayrle

Domenica 18 settembre 2022

Luca 16, 1-13
1Diceva anche ai discepoli: «Un uomo ricco aveva un amministratore, e questi fu accusato dinanzi a lui di sperperare i suoi averi. 2Lo chiamò e gli disse: «Che cosa sento dire di te? Rendi conto della tua amministrazione, perché non potrai più amministrare». 3L’amministratore disse tra sé: «Che cosa farò, ora che il mio padrone mi toglie l’amministrazione? Zappare, non ne ho la forza; mendicare, mi vergogno. 4So io che cosa farò perché, quando sarò stato allontanato dall’amministrazione, ci sia qualcuno che mi accolga in casa sua». 5Chiamò uno per uno i debitori del suo padrone e disse al primo: «Tu quanto devi al mio padrone?». 6Quello rispose: «Cento barili d’olio». Gli disse: «Prendi la tua ricevuta, siediti subito e scrivi cinquanta». 7Poi disse a un altro: «Tu quanto devi?». Rispose: «Cento misure di grano». Gli disse: «Prendi la tua ricevuta e scrivi ottanta». 8Il padrone lodò quell’amministratore disonesto, perché aveva agito con scaltrezza. I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce.  9Ebbene, io vi dico: fatevi degli amici con la ricchezza disonesta, perché, quando questa verrà a mancare, essi vi accolgano nelle dimore eterne.
10Chi è fedele in cose di poco conto, è fedele anche in cose importanti; e chi è disonesto in cose di poco conto, è disonesto anche in cose importanti. 11Se dunque non siete stati fedeli nella ricchezza disonesta, chi vi affiderà quella vera? 12E se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi darà la vostra?
13Nessun servitore può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza»

Homo oeconomicus
ragioniere
egli ci deve dare
egli deve avere

Contabilità
degli affetti
economia
delle relazioni
registrazione
della fedeltà

Rimetti a noi
i nostri debiti
perché
noi non sappiamo
perdonarci

Rimetti anche
ai nostri debitori
perché
noi non sappiamo
perdonarli

v. 1
ἔλεγεν δέ καί πρός τούς μαθητάς, ἄνθρωπός τις ἦν πλούσιος ὃς εἶχεν οἰκονόμον, καί οὖτος διεβλήθη αὐτῶ ὡς διασκορπίζων τά ὑπάρχοντα (ypàrchonta) αὐτοῦ
Dicebat autem et ad discipulos suos: Homo quidam erat dives, qui habebat villicum: et hic diffamatus est apud illum quasi dissipasset bona ipsius
Diceva anche ai discepoli: Un uomo ricco aveva un amministratore, e questi fu accusato dinanzi a lui di sperperare i suoi averi

ὑπάρχοντα (ypàrchonta) possessi, beni, ricchezza:

  • Luca 11,21
    ὅταν ὁ ἰσχυρς καθωπλισμένος φυλάσσῃ τν ἑαυτοῦ αὐλήν, ἐν εἰρήνῃ ἐστίν τ ὑπάρχοντα (ypàrchonta) αὐτοῦ
    Quando un uomo forte, bene armato, fa la guardia al suo palazzo, tutti i suoi beni stanno al sicuro
  • Luca 12,33
    πωλήσατε τ ὑπάρχοντα (ypàrchonta) ὑμῶν καί δότε ἐλεημοσύνην· ποιήσατε ἑαυτοῖς βαλλάντια μ παλαιούμενα, θησαυρν ἀνέκλειπτον ἐν τοῖς οὐρανοῖς, ὅπου κλέπτης οὐκ ἐγγίζει οὐδ σς διαφθείρει
    Vendete i vostri beni, e dateli in elemosina; fatevi delle borse che non invecchiano, un tesoro inesauribile nel cielo, dove ladro non si avvicina e tignola non rode

v. 5
κα προσκαλεσάμενος ἕνα ἕκαστον τῶν χρεοφειλετῶν τοῦ κυρίου ἑαυτοῦ ἔλεγεν τῶ πρώτῳ, πόσον ὀφείλεις (ophéilei) τῶ κυρίῳ μου;
Convocatis itaque singulis debitoribus domini sui, dicebat primo: Quantum debes domino meo?
Chiamò uno per uno i debitori del suo padrone e disse al primo: Tu quanto devi al mio padrone?

ὀφείλω (ophéilo) dovere, essere in debito:

  • Luca 7,41
    δύο χρεοφειλέται ἦσαν δανιστῇ τινι· ὁ εἷς ὤφειλεν (òpheilen) δηνάρια πεντακόσια, ὁ δ ἕτερος πεντήκοντα
    Un creditore aveva due debitori; l’uno gli doveva cinquecento denari e l’altro cinquanta
  • Luca 11,4
    κα ἄφες ἡμῖν τς ἁμαρτίας ἡμῶν, κα γρ αὐτο ἀφίομεν παντ ὀφείλοντι (ophéilonti) ἡμῖν· κα μ εἰσενέγκῃς ἡμᾶς εἰς πειρασμόν
    E perdonaci i nostri peccati, perché anche noi perdoniamo a ogni nostro debitore; e non ci abbandonare alla tentazione
  • Luca 17,10
    οὕτως κα ὑμεῖς, ὅταν ποιήσητε πάντα τ διαταχθέντα ὑμῖν, λέγετε ὅτι Δοῦλοι ἀχρεῖοί ἐσμεν, ὃ ὠφείλομεν (ophéilomen) ποιῆσαι πεποιήκαμεν
    Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: Siamo servi inutili, abbiamo fatto quanto dovevamo fare

v. 8
κα ἐπῄνεσεν ὁ κύριος τόν οἰκονόμον τῆς ἀδικίας ὅτι φρονίμως ἐποίησεν· ὅτι οἱ υἱο τοῦ αἰῶνος τούτου φρονιμώτεροι ὑπρ τούς υἱούς τοῦ φωτός (photòs) εἰς τν γενεν τν ἑαυτῶν εἰσιν
Et laudavit dominus villicum iniquitatis, quia prudenter fecisset: quia filii hujus sæculi prudentiores filiis lucis in generatione sua sunt
Il padrone lodò quell’amministratore disonesto, perché aveva agito con scaltrezza. I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce

φῶς (phòs) luce:

  • Luca 2,32
    φῶς (phòs) εἰς ἀποκάλυψιν ἐθνῶν κα δόξαν λαοῦ σου Ἰσραήλ
    Luce per illuminare le genti e gloria del tuo popolo Israele
  • Luca 8,16
    Οὐδες δ λύχνον ἅψας καλύπτει αὐτν σκεύει ἢ ὑποκάτω κλίνης τίθησιν, ἀλλ’ ἐπ λυχνίας τίθησιν, ἵνα οἱ εἰσπορευόμενοι βλέπωσιν τ φῶς (phòs)
    Nessuno accende una lampada e la copre con un vaso o la pone sotto un letto; la pone invece su un lampadario, perché chi entra veda la luce
  • Luca 11,35
    σκόπει οὖν μ τ φῶς (phòs) τ ἐν σο σκότος ἐστίν
    Bada dunque che la luce che è in te non sia tenebra

Adesso
che farò
non so
che dire

Non ho la forza
di zappare
mi vergogno
a chiedere
aiuto

L’unica cosa
che rimane
è ridurre
i nostri
presunti
crediti
per scoprirci
debitori
insolventi

Ascoltate questo,
voi che calpestate il povero
e sterminate gli umili del paese
Amos 8

Mortuus erat

Mosaique et ballons noire – Alexander Calder

Domenica 11 settembre 2022

Luca 15, 1-32
1 Si avvicinavano a lui tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. 2I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro». 3Ed egli disse loro questa parabola:
4«Chi di voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va in cerca di quella perduta, finché non la trova? 5Quando l’ha trovata, pieno di gioia se la carica sulle spalle, 6va a casa, chiama gli amici e i vicini, e dice loro: «Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora, quella che si era perduta». 7Io vi dico: così vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte, più che per novantanove giusti i quali non hanno bisogno di conversione.
8Oppure, quale donna, se ha dieci monete e ne perde una, non accende la lampada e spazza la casa e cerca accuratamente finché non la trova? 9E dopo averla trovata, chiama le amiche e le vicine, e dice: «Rallegratevi con me, perché ho trovato la moneta che avevo perduto». 10Così, io vi dico, vi è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte».
11Disse ancora: «Un uomo aveva due figli. 12Il più giovane dei due disse al padre: «Padre, dammi la parte di patrimonio che mi spetta». Ed egli divise tra loro le sue sostanze. 13Pochi giorni dopo, il figlio più giovane, raccolte tutte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò il suo patrimonio vivendo in modo dissoluto. 14Quando ebbe speso tutto, sopraggiunse in quel paese una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. 15Allora andò a mettersi al servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei suoi campi a pascolare i porci. 16Avrebbe voluto saziarsi con le carrube di cui si nutrivano i porci; ma nessuno gli dava nulla. 17Allora ritornò in sé e disse: «Quanti salariati di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! 18Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; 19non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi salariati». 20Si alzò e tornò da suo padre. Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. 21Il figlio gli disse: «Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio». 22Ma il padre disse ai servi: «Presto, portate qui il vestito più bello e fateglielo indossare, mettetegli l’anello al dito e i sandali ai piedi. 23Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, 24perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato». E cominciarono a far festa.
25Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; 26chiamò uno dei servi e gli domandò che cosa fosse tutto questo. 27Quello gli rispose: «Tuo fratello è qui e tuo padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo». 28Egli si indignò, e non voleva entrare. Suo padre allora uscì a supplicarlo. 29Ma egli rispose a suo padre: «Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai disobbedito a un tuo comando, e tu non mi hai mai dato un capretto per far festa con i miei amici. 30Ma ora che è tornato questo tuo figlio, il quale ha divorato le tue sostanze con le prostitute, per lui hai ammazzato il vitello grasso». 31Gli rispose il padre: «Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; 32ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato»»

La pecora perduta
la moneta perduta
il figlio perduto

La sagra della sbadataggine
personaggi apparentemente
distratti
disattenti
che improvvisamente
si mettono in ricerca
in attesa

Le cose si perdono
le persone si smarriscono
e qualcuno
va in cerca
accuratamente
ostinatamente

E non solo
per trovare
non solo
per recuperare
il perduto
ma per gioire insieme
del ritrovamento

Il gioire insieme
è
il ritrovamento

v. 6
καί ἐλθών εἰς τὸν οἶκον συγκαλεῖ τούς φίλους καί τούς γείτονας λέγων αὐτοῖς, συγχάρητέ (synchàrete) μοι, ὅτι εὖρον τό πρόβατόν μου τό ἀπολωλός
Et veniens domum convocat amicos et vicinos, dicens illis: Congratulamini mihi, quia inveni ovem meam, quæ perierat
Va a casa, chiama gli amici e i vicini, e dice loro: Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora, quella che si era perduta

v. 9
καί εὑροῦσα συγκαλεῖ τάς φίλας καί γείτονας λέγουσα, συγχάρητέ (synchàrete) μοι, ὅτι εὖρον τήν δραχμήν ἣν ἀπώλεσα
Et cum invenerit convocat amicas et vicinas, dicens: Congratulamini mihi, quia inveni drachmam quam perdideram
E dopo averla trovata, chiama le amiche e le vicine, e dice: Rallegratevi con me, perché ho trovato la moneta che avevo perduto

συγχαίρω (synchàiro) gioire insieme, rallegrarsi con qualcuno:

  • Luca 1,58
    καί ἤκουσαν οἱ περίοικοι καί οἱ συγγενεῖς αὐτῆς ὅτι ἐμεγάλυνεν κύριος τό ἔλεος αὐτοῦ μετ’ αὐτῆς, καί συνέχαιρον (synéchairon) αὐτῇ
    I suoi vicini e i parenti udirono che il Signore le aveva usato grande misericordia, e se ne rallegravano con lei
  • 1 Corinzi 12,26
    καί εἴτε πάσχει ἓν μέλος, συμπάσχει πάντα τ μέλη· εἴτε δοξάζεται μέλος, συγχαίρει (synchàirei) πάντα τ μέλη
    Se un membro soffre, tutte le membra soffrono con lui; se un membro è onorato, tutte le membra ne gioiscono con lui

v. 13
καί μετ᾽ οὐ πολλς ἡμέρας συναγαγών πάντα ὁ νεώτερος υἱός ἀπεδήμησεν εἰς χώραν μακράν, καί ἐκεῖ διεσκόρπισεν (dieskòrpisen) τήν οὐσίαν αὐτοῦ ζῶν ἀσώτως
Et non post multos dies, congregatis omnibus, adolescentior filius peregre profectus est in regionem longinquam, et ibi dissipavit substantiam suam vivendo luxuriose
Pochi giorni dopo, il figlio più giovane, raccolte tutte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò il suo patrimonio vivendo in modo dissoluto

διασκορπίζω (diaskorpìzo) spargere in giro, disperdere:

  • Luca 1,51
    Ἐποίησεν κράτος ἐν βραχίονι αὐτοῦ, διεσκόρπισεν (dieskòrpisen) ὑπερηφάνους διανοίᾳ καρδίας αὐτῶν
    Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore
  • Luca 16,1
    Ἔλεγεν δέ καί πρός τος μαθητάς· Ἄνθρωπός τις ἦν πλούσιος ὃς εἶχεν οἰκονόμον, καί οὗτος διεβλήθη αὐτῷ ὡς διασκορπίζων (diaskorpìzon) τ ὑπάρχοντα αὐτοῦ
    Gesù diceva ancora ai suoi discepoli: Un uomo ricco aveva un fattore, il quale fu accusato davanti a lui di sperperare i suoi beni

v. 18
ἀναστς (anastàs) πορεύσομαι πρός τόν πατέρα μου καί ἐρῶ αὐτῶ, πάτερ, ἥμαρτον εἰς τόν οὐρανόν καί ἐνώπιόν σου
Surgam, et ibo ad patrem meum, et dicam ei: Pater, peccavi in cælum, et coram te
Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te

v. 20
καί ἀναστάς (anastàs) ἦλθεν πρός τόν πατέρα ἑαυτοῦ. ἔτι δέ αὐτοῦ μακράν ἀπέχοντος εἶδεν αὐτόν ὁ πατρ αὐτοῦ καί ἐσπλαγχνίσθη καί δραμών ἐπέπεσεν ἐπί τν τράχηλον αὐτοῦ καί κατεφίλησεν αὐτόν
Et surgens venit ad patrem suum. Cum autem adhuc longe esset, vidit illum pater ipsius, et misericordia motus est, et accurrens cecidit super collum ejus, et osculatus est eum
Si alzò e tornò da suo padre. Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò

ἀνίστημι (anìstemi) alzarsi, sorgere, risorgere:

  • Luca 1,39
    Ἀναστᾶσα (anastàsa) δ Μαριάμ ἐν ταῖς ἡμέραις ταύταις ἐπορεύθη εἰς τν ὀρεινν μετά σπουδῆς εἰς πόλιν Ἰούδα
    In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta nella regione montuosa, in una città di Giuda
  • Luca 24,12
    Ὁ δ Πέτρος ἀναστάς (anastàs) ἔδραμεν ἐπί τό μνημεῖον· καί παρακύψας βλέπει τά ὀθόνια μόνα· καί ἀπῆλθεν πρός αὑτόν θαυμάζων τό γεγονός
    Ma Pietro, alzatosi, corse al sepolcro; si chinò a guardare e vide solo le fasce; poi se ne andò, meravigliandosi dentro di sé per quello che era avvenuto
  • Luca 24,46
    καί εἶπεν αὐτοῖς ὅτι οὕτως γέγραπται παθεῖν τόν χριστόν καί ἀναστῆναι (anasténai) ἐκ νεκρῶν τῇ τρίτῃ ἡμέρᾳ
    Così è scritto, che il Cristo avrebbe sofferto e sarebbe risorto dai morti il terzo giorno

Ho dissipato
ma mi alzerò

Sto dissipando
ma mi alzerò

Sto sprecando
tempo
relazioni
doni
ma mi alzerò

Sto perdendo
pecore
monete
figli
ma mi alzerò

Mi alzerò
cadrò
ma mi alzerò
barcollante
incontro
all’abbraccio benedicente

Questa parola è degna di fede e di essere accolta da tutti:
Cristo Gesù è venuto nel mondo per salvare i peccatori,
il primo dei quali sono io
1 Timoteo 1