Donne che si svegliano all’alba donne che camminano al buio donne che vanno mai ferme donne che visitano una tomba donne che visitano morti e vivi donne che piangono chiedono donne che rialzano la testa occhi gonfi donne che non sanno conoscono donne che tremano senza paura donne che incontrano abbracciano donne che vedono capiscono donne che corrono in fretta donne che annunciano credenti non credute donne che chiamano a gran voce donne che tornano accompagnando uomini impauriti che fanno fatica a credere
Se non fosse per le donne non saremmo nemmeno andati a vedere la pietra rotolata
Mt 28, 1-10 1Dopo il sabato, all’alba del primo giorno della settimana, Maria di Màgdala e l’altra Maria andarono a visitare la tomba. 2Ed ecco, vi fu un gran terremoto. Un angelo del Signore, infatti, sceso dal cielo, si avvicinò, rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa. 3Il suo aspetto era come folgore e il suo vestito bianco come neve. 4Per lo spavento che ebbero di lui, le guardie furono scosse e rimasero come morte. 5L’angelo disse alle donne: “Voi non abbiate paura! So che cercate Gesù, il crocifisso. 6Non è qui. È risorto, infatti, come aveva detto; venite, guardate il luogo dove era stato deposto. 7Presto, andate a dire ai suoi discepoli: “È risorto dai morti, ed ecco, vi precede in Galilea; là lo vedrete”. Ecco, io ve l’ho detto”. 8Abbandonato in fretta il sepolcro con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l’annuncio ai suoi discepoli. 9Ed ecco, Gesù venne loro incontro e disse: “Salute a voi!”. Ed esse si avvicinarono, gli abbracciarono i piedi e lo adorarono. 10Allora Gesù disse loro: “Non temete; andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno”
Non è qui non è più qui non starà più qui fermo morto
E’ di nuovo già in movimento ci precede tempo e pazienza
Non è qui dove pensavamo che fosse dove eravamo sicuri lo avremmo trovato
E’ dove non siamo ancora andati su strade che i nostri passi non ricordano non imparano
Non è qui non più mai più è risorto come aveva detto anche a noi
v. 2 καί ἰδού σεισμός ἐγένετο μέγας· ἄγγελος γάρ κυρίου καταβάς ἐξ οὐρανοῦ καί προσελθών ἀπεκύλισεν (apekylisen) τόν λίθον καί ἐκάθητο ἐπάνω αὐτοῦ Et ecce terræmotus factus est magnus. Angelus enim Domini descendit de cælo: et accedens revolvit lapidem, et sedebat super eum Ed ecco, vi fu un gran terremoto. Un angelo del Signore, infatti, sceso dal cielo, si avvicinò, rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa
ἀποκυλίω(apokylío) far rotolare, rotolare via; il verbo è utilizzato solamente dai sinottici e solo in riferimento alla pietra della tomba di Gesù:
Marco 16,3 καί ἔλεγον πρός ἑαυτάς· Τίς ἀποκυλίσει (apokylísei) ἡμῖν τόν λίθον ἐκ τῆς θύρας τοῦ μνημείου; E dicevano tra di loro: Chi ci rotolerà la pietra dall’apertura del sepolcro?
Marco 16,4 καί ἀναβλέψασαι θεωροῦσιν ὅτι ἀποκεκύλισται (apokekylistai) ὁ λίθος, ἦν γάρ μέγας σφόδρα Ma, alzati gli occhi, videro che la pietra era stata rotolata; ed era pure molto grande
Luca 24,2 εὗρον δέ τόν λίθον ἀποκεκυλισμένον (apokekylisménon) ἀπό τοῦ μνημείου E trovarono che la pietra era stata rotolata dal sepolcro
v. 4 ἀπό δέ τοῦ φόβου (phóbu) αὐτοῦ ἐσείσθησαν οἱ τηροῦντες καί ἐγενήθησαν ὡς νεκροί Præ timore autem ejus exterriti sunt custodes, et facti sunt velut mortui Per lo spavento che ebbero di lui, le guardie furono scosse e rimasero come morte
v. 8 καί ἀπελθοῦσαι ταχύ ἀπό τοῦ μνημείου μετά φόβου (phóbu) καί χαρᾶς μεγάλης ἔδραμον ἀπαγγεῖλαι τοῖς μαθηταῖς αὐτοῦ Et exierunt cito de monumento cum timore et gaudio magno, currentes nuntiare discipulis ejus Abbandonato in fretta il sepolcro con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l’annuncio ai suoi discepoli
φόβος(phóbos) paura, timore (da cui fobía); in Matteo la paura è sempre causata da Gesù:
Matteo 14,26 οἱ δέ μαθηταί ἰδόντες αὐτόν ἐπί τῆς θαλάσσης περιπατοῦντα ἐταράχθησαν λέγοντες ὅτι Φάντασμά ἐστιν, καί ἀπό τοῦ φόβου (phóbu) ἔκραξαν E i discepoli, vedendolo camminare sul mare, si turbarono e dissero: È un fantasma! E dalla paura gridarono
v. 1 ὀψέ δέ σαββάτων, τῇ ἐπιφωσκούσῃ εἰς μίαν σαββάτων, ἦλθεν μαριάμ ἡ μαγδαληνή καί ἡ ἄλλη μαρία θεωρῆσαι (theorésai) τόν τάφον Vespere autem sabbati, quæ lucescit in prima sabbati, venit Maria Magdalene, et altera Maria, videre sepulchrum Dopo il sabato, all’alba del primo giorno della settimana, Maria di Màgdala e l’altra Maria andarono a vedere la tomba
v. 6 οὐκ ἔστιν ὧδε, ἠγέρθη γάρ καθώς εἶπεν· δεῦτε ἴδετε (ídete) τόν τόπον ὅπου ἔκειτο Non est hic: surrexit enim, sicut dixit: venite, et videte locum ubi positus erat Dominus Non è qui. È risorto, infatti, come aveva detto; venite, guardate il luogo dove era stato deposto. v. 10 τότε λέγει αὐταῖς ὁ ἰησοῦς, μὴ φοβεῖσθε· ὑπάγετε ἀπαγγείλατε τοῖς ἀδελφοῖς μου ἵνα ἀπέλθωσιν εἰς τήν γαλιλαίαν, κἀκεῖ με ὄψονται (ópsontai) Tunc ait illis Jesus: Nolite timere: ite, nuntiare fratribus meis ut eant in Galilæam; ibi me videbunt Allora Gesù disse loro: Non temete; andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno
θεωρέω(theoréo) e ὁράω (oráo) i due verbi utilizzati da Matteo per vedere: theoréo è vedere in senso fisico, visitare, assistere a qualcosa, orào invece è il vedere col cuore, con l’anima, il vedere della fede, il vedere e capire:
Matteo 27,55 Ἦσαν δέ ἐκεῖ γυναῖκες πολλαί ἀπό μακρόθεν θεωροῦσαι (theorúsai), αἵτινες ἠκολούθησαν τῷ Ἰησοῦ ἀπό τῆς Γαλιλαίας διακονοῦσαι αὐτῷ C’erano là molte donne che guardavano da lontano; esse avevano seguito Gesù dalla Galilea per assisterlo
Matteo 2,10 ἰδόντες (idóntes) δέ τόν ἀστέρα ἐχάρησαν χαράν μεγάλην σφόδρα Vedendo la stella, si rallegrarono di grandissima gioia
Matteo 28,17 καί ἰδόντες (idóntes) αὐτόν προσεκύνησαν οἱ δέ ἐδίστασαν E, vedutolo, l’adorarono; alcuni però dubitarono
Non abbiate paura di rotolare la pietra dal cuore la cataratta dagli occhi per vedere finalmente e capire
Rotola la pietra gesto antico gioco di bambini
Rotola la pietra irreversibile inarrestabile
Rotola la pietra e il fragore risveglia almeno per un attimo le menti stanche assonnate tarde
Rotola la pietra e nulla potrà più essere come prima come dopo
Ecco, Dio è la mia salvezza; io avrò fiducia, non avrò timore, perché mia forza e mio canto è il Signore; egli è stato la mia salvezza Isaia 12
Mt 26,14-27,66 … 1Venuto il mattino, tutti i capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo tennero consiglio contro Gesù per farlo morire. 2Poi lo misero in catene, lo condussero via e lo consegnarono al governatore Pilato. 3Allora Giuda – colui che lo tradì -, vedendo che Gesù era stato condannato, preso dal rimorso, riportò le trenta monete d’argento ai capi dei sacerdoti e agli anziani, 4dicendo: “Ho peccato, perché ho tradito sangue innocente”. Ma quelli dissero: “A noi che importa? Pensaci tu!”. 5Egli allora, gettate le monete d’argento nel tempio, si allontanò e andò a impiccarsi. 6I capi dei sacerdoti, raccolte le monete, dissero: “Non è lecito metterle nel tesoro, perché sono prezzo di sangue”. 7Tenuto consiglio, comprarono con esse il “Campo del vasaio” per la sepoltura degli stranieri. 8Perciò quel campo fu chiamato “Campo di sangue” fino al giorno d’oggi. 9Allora si compì quanto era stato detto per mezzo del profeta Geremia: E presero trenta monete d’argento, il prezzo di colui che a tal prezzo fu valutato dai figli d’Israele, 10e le diedero per il campo del vasaio, come mi aveva ordinato il Signore. 11Gesù intanto comparve davanti al governatore, e il governatore lo interrogò dicendo: “Sei tu il re dei Giudei?”. Gesù rispose: “Tu lo dici”. 12E mentre i capi dei sacerdoti e gli anziani lo accusavano, non rispose nulla. 13Allora Pilato gli disse: “Non senti quante testimonianze portano contro di te?”. 14Ma non gli rispose neanche una parola, tanto che il governatore rimase assai stupito. 15A ogni festa, il governatore era solito rimettere in libertà per la folla un carcerato, a loro scelta. 16In quel momento avevano un carcerato famoso, di nome Barabba. 17Perciò, alla gente che si era radunata, Pilato disse: “Chi volete che io rimetta in libertà per voi: Barabba o Gesù, chiamato Cristo?”. 18Sapeva bene infatti che glielo avevano consegnato per invidia. 19Mentre egli sedeva in tribunale, sua moglie gli mandò a dire: “Non avere a che fare con quel giusto, perché oggi, in sogno, sono stata molto turbata per causa sua”. 20Ma i capi dei sacerdoti e gli anziani persuasero la folla a chiedere Barabba e a far morire Gesù. 21Allora il governatore domandò loro: “Di questi due, chi volete che io rimetta in libertà per voi?”. Quelli risposero: “Barabba!”. 22Chiese loro Pilato: “Ma allora, che farò di Gesù, chiamato Cristo?”. Tutti risposero: “Sia crocifisso!”. 23Ed egli disse: “Ma che male ha fatto?”. Essi allora gridavano più forte: “Sia crocifisso!”. 24Pilato, visto che non otteneva nulla, anzi che il tumulto aumentava, prese dell’acqua e si lavò le mani davanti alla folla, dicendo: “Non sono responsabile di questo sangue. Pensateci voi!”. 25E tutto il popolo rispose: “Il suo sangue ricada su di noi e sui nostri figli”. 26Allora rimise in libertà per loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso. 27Allora i soldati del governatore condussero Gesù nel pretorio e gli radunarono attorno tutta la truppa. 28Lo spogliarono, gli fecero indossare un mantello scarlatto, 29intrecciarono una corona di spine, gliela posero sul capo e gli misero una canna nella mano destra. Poi, inginocchiandosi davanti a lui, lo deridevano: “Salve, re dei Giudei!”. 30Sputandogli addosso, gli tolsero di mano la canna e lo percuotevano sul capo. 31Dopo averlo deriso, lo spogliarono del mantello e gli rimisero le sue vesti, poi lo condussero via per crocifiggerlo. 32Mentre uscivano, incontrarono un uomo di Cirene, chiamato Simone, e lo costrinsero a portare la sua croce. 33Giunti al luogo detto Gòlgota, che significa “Luogo del cranio”, 34gli diedero da bere vino mescolato con fiele. Egli lo assaggiò, ma non ne volle bere. 35Dopo averlo crocifisso, si divisero le sue vesti, tirandole a sorte. 36Poi, seduti, gli facevano la guardia. 37Al di sopra del suo capo posero il motivo scritto della sua condanna: “Costui è Gesù, il re dei Giudei”. 38Insieme a lui vennero crocifissi due ladroni, uno a destra e uno a sinistra. 39Quelli che passavano di lì lo insultavano, scuotendo il capo 40e dicendo: “Tu, che distruggi il tempio e in tre giorni lo ricostruisci, salva te stesso, se tu sei Figlio di Dio, e scendi dalla croce!”. 41Così anche i capi dei sacerdoti, con gli scribi e gli anziani, facendosi beffe di lui dicevano: 42“Ha salvato altri e non può salvare se stesso! È il re d’Israele; scenda ora dalla croce e crederemo in lui. 43 Haconfidato in Dio; lo liberi lui, ora,se gli vuol bene. Ha detto infatti: “Sono Figlio di Dio”!”. 44Anche i ladroni crocifissi con lui lo insultavano allo stesso modo. 45A mezzogiorno si fece buio su tutta la terra, fino alle tre del pomeriggio. 46Verso le tre, Gesù gridò a gran voce: “Elì, Elì, lemà sabactàni?”, che significa: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”. 48Udendo questo, alcuni dei presenti dicevano: “Costui chiama Elia”. 48E subito uno di loro corse a prendere una spugna, la inzuppò di aceto, la fissò su una canna e gli dava da bere. 49Gli altri dicevano: “Lascia! Vediamo se viene Elia a salvarlo!”. 50Ma Gesù di nuovo gridò a gran voce ed emise lo spirito. 51Ed ecco, il velo del tempio si squarciò in due, da cima a fondo, la terra tremò, le rocce si spezzarono, 52i sepolcri si aprirono e molti corpi di santi, che erano morti, risuscitarono. 53Uscendo dai sepolcri, dopo la sua risurrezione, entrarono nella città santa e apparvero a molti. 54Il centurione, e quelli che con lui facevano la guardia a Gesù, alla vista del terremoto e di quello che succedeva, furono presi da grande timore e dicevano: “Davvero costui era Figlio di Dio!”. 55Vi erano là anche molte donne, che osservavano da lontano; esse avevano seguito Gesù dalla Galilea per servirlo. 56Tra queste c’erano Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo e di Giuseppe, e la madre dei figli di Zebedeo. 57Venuta la sera, giunse un uomo ricco, di Arimatea, chiamato Giuseppe; anche lui era diventato discepolo di Gesù. 58Questi si presentò a Pilato e chiese il corpo di Gesù. Pilato allora ordinò che gli fosse consegnato. 59Giuseppe prese il corpo, lo avvolse in un lenzuolo pulito 60e lo depose nel suo sepolcro nuovo, che si era fatto scavare nella roccia; rotolata poi una grande pietra all’entrata del sepolcro, se ne andò. 61Lì, sedute di fronte alla tomba, c’erano Maria di Màgdala e l’altra Maria. 62Il giorno seguente, quello dopo la Parasceve, si riunirono presso Pilato i capi dei sacerdoti e i farisei, 63dicendo: “Signore, ci siamo ricordati che quell’impostore, mentre era vivo, disse: “Dopo tre giorni risorgerò”. 64Ordina dunque che la tomba venga vigilata fino al terzo giorno, perché non arrivino i suoi discepoli, lo rubino e poi dicano al popolo: “È risorto dai morti”. Così quest’ultima impostura sarebbe peggiore della prima!”. 65Pilato disse loro: “Avete le guardie: andate e assicurate la sorveglianza come meglio credete”. 66Essi andarono e, per rendere sicura la tomba, sigillarono la pietra e vi lasciarono le guardie.
Questa settimana le tre parole sono obbligate: Dio è morto
Non c’è molto da aggiungere c’è solo da togliere
I quattro evangelisti usano tre diversi verbi per una sola azione la morte di Gesù
Matteo 27,50 ὁ δέ ἰησοῦς πάλιν κράξας φωνῇ μεγάλῃ ἀφῆκεν τό πνεῦμα (aphéken tó pnéuma) Jesus autem iterum clamans voce magna, emisit spiritum Ma Gesù di nuovo gridò a gran voce ed emise lo spirito
ἀφίημι (aphíemi) lasciare, lasciar andare, far uscire:
Matteo 4,20 οἱ δέ εὐθέως ἀφέντες (aphéntes) τά δίκτυα ἠκολούθησαν αὐτῷ Ed essi, lasciate subito le reti, lo seguirono
Matteo 6,12 καί ἄφες (àphes) ἡμῖν τά ὀφειλήματα ἡμῶν, ὡς καί ἡμεῖς ἀφήκαμεν (aphékamen) τοῖς ὀφειλέταις ἡμῶν Rimetti a noi i nostri debiti come noi li abbiamo rimessi ai nostri debitori
Matteo 24,40 τότε δύο ἔσονται ἐν τῷ ἀγρῷ, εἷς παραλαμβάνεται καί εἷς ἀφίεται (aphíetai)Allora due saranno nel campo; l’uno sarà preso e l’altro lasciato
Marco 15,37 ὁ δέ Ἰησοῦς ἀφείς φωνήν μεγάλην ἐξέπνευσεν (exépneusen) Jesus autem emissa voce magna expiravit Ma Gesù, dando un forte grido, spirò
Luca 23,46 καί φωνήσας φωνῇ μεγάλῃ ὁ ἰησοῦς εἶπεν, πάτερ, εἰς χεῖράς σου παρατίθεμαι τό πνεῦμά μου· τοῦτο δέ εἰπών ἐξέπνευσεν (exépneusen) Et clamans voce magna Jesus ait: Pater, in manus tuas commendo spiritum meum. Et hæc dicens, expiravit Gesù, gridando a gran voce, disse: «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito». Detto questo spirò
ἐκπνέω(ekpnéo) respirare per l’ultima volta; il verbo viene usato solamente in questi due casi e ancora una volta da Marco:
Marco 15,39 ἰδών δέ ὁ κεντυρίων ὁ παρεστηκώς ἐξ ἐναντίας αὐτοῦ ὅτι οὕτως ἐξέπνευσεν (exépneusen) εἶπεν· Ἀληθῶς οὗτος ὁ ἄνθρωπος υἱός θεοῦ ἦν E il centurione che era lì presente di fronte a Gesù, avendolo visto spirare in quel modo, disse: Veramente, quest’uomo era Figlio di Dio
Giovanni 19,30 ὅτε οὗν ἔλαβεν τό ὄξος [ὁ] ἰησοῦς εἶπεν, τετέλεσται· καί κλίνας τήν κεφαλήν παρέδωκεν τό πνεῦμα(parédoken tó pnéuma) Cum ergo accepisset Jesus acetum, dixit: Consummatum est. Et inclinato capite tradidit spiritum E dopo aver ricevuto l’aceto, Gesù disse: Tutto è compiuto. E, chinato il capo, consegnò lo spirito
παραδίδωμι(paradídomi) consegnare:
Giovanni 6,71 ἔλεγεν δὲ τόν Ἰούδαν Σίμωνος Ἰσκαριώτου· οὗτος γάρ ἔμελλεν παραδιδόναι (paradidónai) αὐτόν, εἷς ἐκ τῶν δώδεκα Egli parlava di Giuda, figlio di Simone Iscariota, perché questi, uno dei dodici, stava per consegnarlo
Giovanni 18,35 ἀπεκρίθη ὁ Πιλᾶτος· Μήτι ἐγώ Ἰουδαῖός εἰμι; τὸ ἔθνος τὸ σὸν καὶ οἱ ἀρχιερεῖς παρέδωκάν (parédokan) σε ἐμοί· τί ἐποίησας; Pilato gli rispose: Sono io forse Giudeo? La tua nazione e i capi dei sacerdoti ti hanno consegnato a me; che cosa hai fatto?
Giovanni 19,16 τότε οὖν παρέδωκεν (parédoken) αὐτόν αὐτοῖς ἵνα σταυρωθῇ. Παρέλαβον οὖν τόν Ἰησοῦν Allora lo consegnò loro perché fosse crocifisso. Presero dunque Gesù
Morire silenzio bisogno di grande silenzio
Adesso si fermano le parole e rimane l’erba schiacciata tra i rami d’ulivo tagliati
Non è più tempo non ora non qui
Domani forse non adesso
Si fanno beffe di me quelli che mi vedono, storcono le labbra, scuotono il capo: «Si rivolga al Signore; lui lo liberi, lo porti in salvo, se davvero lo ama!» Salmo 21 To die, to sleep. To sleep, perchance to dream. Ay, there’s the rub, For in that sleep of death what dreams may come When we have shuffled off this mortal coil Must give us pause. There’s the respect That makes calamity of so long life. Amleto (atto terzo, scena prima)
Giovanni 11, 1-45 1Un certo Lazzaro di Betània, il villaggio di Maria e di Marta sua sorella, era malato. 2Maria era quella che cosparse di profumo il Signore e gli asciugò i piedi con i suoi capelli; suo fratello Lazzaro era malato. 3Le sorelle mandarono dunque a dirgli: “Signore, ecco, colui che tu ami è malato”. 4All’udire questo, Gesù disse: “Questa malattia non porterà alla morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato”. 5Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro. 6Quando sentì che era malato, rimase per due giorni nel luogo dove si trovava. 7Poi disse ai discepoli: “Andiamo di nuovo in Giudea!”. 8I discepoli gli dissero: “Rabbì, poco fa i Giudei cercavano di lapidarti e tu ci vai di nuovo?”. 9Gesù rispose: “Non sono forse dodici le ore del giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo; 10ma se cammina di notte, inciampa, perché la luce non è in lui”. 11Disse queste cose e poi soggiunse loro: “Lazzaro, il nostro amico, si è addormentato; ma io vado a svegliarlo”. 12Gli dissero allora i discepoli: “Signore, se si è addormentato, si salverà”. 13Gesù aveva parlato della morte di lui; essi invece pensarono che parlasse del riposo del sonno. 14Allora Gesù disse loro apertamente: “Lazzaro è morto 15e io sono contento per voi di non essere stato là, affinché voi crediate; ma andiamo da lui!”. 16Allora Tommaso, chiamato Dìdimo, disse agli altri discepoli: “Andiamo anche noi a morire con lui!”. 17Quando Gesù arrivò, trovò Lazzaro che già da quattro giorni era nel sepolcro. 18Betània distava da Gerusalemme meno di tre chilometri 19e molti Giudei erano venuti da Marta e Maria a consolarle per il fratello. 20Marta dunque, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. 21Marta disse a Gesù: “Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! 22Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà”. 23Gesù le disse: “Tuo fratello risorgerà”. 24Gli rispose Marta: “So che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno”. 25Gesù le disse: “Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; 26chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?”. 27Gli rispose: “Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo”. 28Dette queste parole, andò a chiamare Maria, sua sorella, e di nascosto le disse: “Il Maestro è qui e ti chiama”. 29Udito questo, ella si alzò subito e andò da lui. 30Gesù non era entrato nel villaggio, ma si trovava ancora là dove Marta gli era andata incontro. 31Allora i Giudei, che erano in casa con lei a consolarla, vedendo Maria alzarsi in fretta e uscire, la seguirono, pensando che andasse a piangere al sepolcro. 32Quando Maria giunse dove si trovava Gesù, appena lo vide si gettò ai suoi piedi dicendogli: “Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!”. 33Gesù allora, quando la vide piangere, e piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, si commosse profondamente e, molto turbato, 34domandò: “Dove lo avete posto?”. Gli dissero: “Signore, vieni a vedere!”. 35Gesù scoppiò in pianto. 36Dissero allora i Giudei: “Guarda come lo amava!”. 37Ma alcuni di loro dissero: “Lui, che ha aperto gli occhi al cieco, non poteva anche far sì che costui non morisse?”. 38Allora Gesù, ancora una volta commosso profondamente, si recò al sepolcro: era una grotta e contro di essa era posta una pietra. 39Disse Gesù: “Togliete la pietra!”. Gli rispose Marta, la sorella del morto: “Signore, manda già cattivo odore: è lì da quattro giorni”. 40Le disse Gesù: “Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?”. 41Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: “Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato. 42Io sapevo che mi dai sempre ascolto, ma l’ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato”. 43Detto questo, gridò a gran voce: “Lazzaro, vieni fuori!”. 44Il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario. Gesù disse loro: “Liberàtelo e lasciàtelo andare”. 45Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che egli aveva compiuto, credettero in lui
Congiuntivo trapassato: che io fossi stato che tu fossi stato
Signore, se tu fossi stato qui
Se tu fossi stato qui la gente avrebbe creduto le cose sarebbero state diverse
Se tu fossi stato qui l’indifferenza si sarebbe trasformata in impegno
Se tu fossi stato qui sarebbero cambiati i requisiti i presupposti le conclusioni
Se tu fossi stato qui non ci sarebbe stato bisogno necessità mancanza
Se tu fossi stato qui allora sì avremmo potuto raccogliere frutti abbondanti senza fatica
Se tu fossi stato qui mi sarei accorto della tua presenza della mia assenza
Se tu fossi stato qui mio fratello non sarebbe morto invano
v. 14 τότε οὗν εἶπεν αὐτοῖς ὁ ἰησοῦς παρρησίᾳ, λάζαρος ἀπέθανεν (apéthanen) Tunc ergo Jesus dixit eis manifeste: Lazarus mortuus est Allora Gesù disse loro apertamente: Lazzaro è morto
ἀποθνῄσκω(apothnésko) morire; il verbo compare nove volte in questo capitolo di Giovanni:
Giovanni 4,49 λέγει πρός αὐτόν ὁ βασιλικός· Κύριε, κατάβηθι πρίν ἀποθανεῖν (apothanéin) τό παιδίον μου L’ufficiale del re gli disse: Signore, scendi prima che il mio bambino muoia
Giovanni 6,50 οὗτός ἐστιν ὁ ἄρτος ὁ ἐκ τοῦ οὐρανοῦ καταβαίνων ἵνα τις ἐξ αὐτοῦ φάγῃ καί μή ἀποθάνῃ (apotháne) Questo è il pane che discende dal cielo, affinché chi ne mangia non muoia
Giovanni 12,24 ἀμήν ἀμήν λέγω ὑμῖν, ἐάν μή ὁ κόκκος τοῦ σίτου πεσών εἰς τήν γῆν ἀποθάνῃ (apotháne), αὐτός μόνος μένει· ἐάν δέ ἀποθάνῃ (apotháne), πολύν καρπόν φέρει In verità, in verità vi dico che se il granello di frumento caduto in terra non muore, rimane solo; ma se muore, produce molto frutto
v. 27 λέγει αὐτῷ· Ναί (nái), κύριε· ἐγώ πεπίστευκα ὅτι σὺ εἶ ὁ χριστός ὁ υἱός τοῦ θεοῦ ὁ εἰς τόν κόσμον ἐρχόμενος Ait illi: Utique Domine, ego credidi quia tu es Christus, Filius Dei vivi, qui in hunc mundum venisti Gli rispose: Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo
ναί (nái) sì:
Giovanni 21,15 Ὅτε οὖν ἠρίστησαν λέγει τῷ Σίμωνι Πέτρῳ ὁ Ἰησοῦς· Σίμων Ἰωάννου, ἀγαπᾷς με πλέον τούτων; λέγει αὐτῷ· Ναί (nái), κύριε, σύ οἶδας ὅτι φιλῶ σε. λέγει αὐτῷ· Βόσκε τά ἀρνία μου Quando ebbero fatto colazione, Gesù disse a Simon Pietro: Simone di Giovanni, mi ami più di questi? Egli rispose: Sì, Signore, tu sai che ti voglio bene. Gesù gli disse: Pasci i miei agnelli
Giovanni 21,16 λέγει αὐτῷ πάλιν δεύτερον· Σίμων Ἰωάννου, ἀγαπᾷς με; λέγει αὐτῷ· Ναί (nái), κύριε, σύ οἶδας ὅτι φιλῶ σε. λέγει αὐτῷ· Ποίμαινε τά πρόβατά μου Gli disse di nuovo: Simone di Giovanni, mi ami? Gli rispose: Sì, Signore, tu lo sai che ti amo. Gli disse: Pasci le mie pecorelle
v. 39 λέγει ὁ ἰησοῦς, ἄρατε (árate) τόν λίθον. λέγει αὐτῶ ἡ ἀδελφή τοῦ τετελευτηκότος μάρθα, κύριε, ἤδη ὄζει, τεταρταῖος γάρ ἐστιν Ait Jesus: Tollite lapidem. Dicit ei Martha, soror ejus qui mortuus fuerat: Domine, jam fœtet, quatriduanus est enim Disse Gesù: Togliete la pietra. Gli rispose Marta, la sorella del morto: Signore, manda già cattivo odore: è lì da quattro giorni
αἴρω(áiro) sollevare, rimuovere, portare via:
Giovanni 5,8 λέγει αὐτῷ ὁ Ἰησοῦς· Ἔγειρε ἆρον (áron) τόν κράβαττόν σου καί περιπάτει Gesù gli disse: Àlzati, prendi il tuo lettuccio e cammina
Giovanni 15,2 πᾶν κλῆμα ἐν ἐμοὶ μή φέρον καρπόν αἴρει (áirei) αὐτό, καί πᾶν τό καρπόν φέρον καθαίρει αὐτό ἵνα καρπόν πλείονα φέρῃ Ogni tralcio che in me non dà frutto, lo toglie via; e ogni tralcio che dà frutto, lo pota affinché ne dia di più
Giovanni 20,1 Τῇ δέ μιᾷ τῶν σαββάτων Μαρία ἡ Μαγδαληνή ἔρχεται πρωῒ σκοτίας ἔτι οὔσης εἰς τό μνημεῖον, καί βλέπει τόν λίθον ἠρμένον (erménon) ἐκ τοῦ μνημείου Il primo giorno della settimana, la mattina presto, mentre era ancora buio, Maria Maddalena andò al sepolcro e vide la pietra tolta dal sepolcro
Togliete la pietra sollevatela fate entrare la luce l’aria
Togliete la pietra lasciate che i suoni gli odori entrino riempiano
Togliete la pietra riattivate i canali i sensi le antenne
Togliete la pietra riaccendete il cuore la linfa gli occhi
Togliete la pietra spalancate i polmoni le braccia le finestre
Togliete la pietra inciampo e scandalo per il cammino
Chi è senza peccato scagli la prima pietra ma chi ha peccato tolga la pietra dal proprio ingresso
Io spero, Signore. Spera l’anima mia, attendo la sua parola. L’anima mia è rivolta al Signore più che le sentinelle all’aurora Salmo 129
Stark abstrahierte Halbfigur – Franz Wilhelm Seiwert
Domenica 19 marzo 2023 – IV di Quaresima
Giovanni 9, 1-41 1Passando, vide un uomo cieco dalla nascita 2e i suoi discepoli lo interrogarono: “Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?”. 3Rispose Gesù: “Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è perché in lui siano manifestate le opere di Dio. 4Bisogna che noi compiamo le opere di colui che mi ha mandato finché è giorno; poi viene la notte, quando nessuno può agire. 5Finché io sono nel mondo, sono la luce del mondo”. 6Detto questo, sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco 7e gli disse: “Va’ a lavarti nella piscina di Sìloe” – che significa Inviato. Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva. 8Allora i vicini e quelli che lo avevano visto prima, perché era un mendicante, dicevano: “Non è lui quello che stava seduto a chiedere l’elemosina?”. 9Alcuni dicevano: “È lui”; altri dicevano: “No, ma è uno che gli assomiglia”. Ed egli diceva: “Sono io!”. 10Allora gli domandarono: “In che modo ti sono stati aperti gli occhi?”. 11Egli rispose: “L’uomo che si chiama Gesù ha fatto del fango, mi ha spalmato gli occhi e mi ha detto: “Va’ a Sìloe e làvati!”. Io sono andato, mi sono lavato e ho acquistato la vista”. 12Gli dissero: “Dov’è costui?”. Rispose: “Non lo so”. 13Condussero dai farisei quello che era stato cieco: 14era un sabato, il giorno in cui Gesù aveva fatto del fango e gli aveva aperto gli occhi. 15Anche i farisei dunque gli chiesero di nuovo come aveva acquistato la vista. Ed egli disse loro: “Mi ha messo del fango sugli occhi, mi sono lavato e ci vedo”. 16Allora alcuni dei farisei dicevano: “Quest’uomo non viene da Dio, perché non osserva il sabato”. Altri invece dicevano: “Come può un peccatore compiere segni di questo genere?”. E c’era dissenso tra loro. 17Allora dissero di nuovo al cieco: “Tu, che cosa dici di lui, dal momento che ti ha aperto gli occhi?”. Egli rispose: “È un profeta!”. 18Ma i Giudei non credettero di lui che fosse stato cieco e che avesse acquistato la vista, finché non chiamarono i genitori di colui che aveva ricuperato la vista. 19E li interrogarono: “È questo il vostro figlio, che voi dite essere nato cieco? Come mai ora ci vede?”. 20I genitori di lui risposero: “Sappiamo che questo è nostro figlio e che è nato cieco; 21ma come ora ci veda non lo sappiamo, e chi gli abbia aperto gli occhi, noi non lo sappiamo. Chiedetelo a lui: ha l’età, parlerà lui di sé”. 22Questo dissero i suoi genitori, perché avevano paura dei Giudei; infatti i Giudei avevano già stabilito che, se uno lo avesse riconosciuto come il Cristo, venisse espulso dalla sinagoga. 23Per questo i suoi genitori dissero: “Ha l’età: chiedetelo a lui!”. 24Allora chiamarono di nuovo l’uomo che era stato cieco e gli dissero: “Da’ gloria a Dio! Noi sappiamo che quest’uomo è un peccatore”. 25Quello rispose: “Se sia un peccatore, non lo so. Una cosa io so: ero cieco e ora ci vedo”. 26Allora gli dissero: “Che cosa ti ha fatto? Come ti ha aperto gli occhi?”. 27Rispose loro: “Ve l’ho già detto e non avete ascoltato; perché volete udirlo di nuovo? Volete forse diventare anche voi suoi discepoli?”. 28Lo insultarono e dissero: “Suo discepolo sei tu! Noi siamo discepoli di Mosè! 29Noi sappiamo che a Mosè ha parlato Dio; ma costui non sappiamo di dove sia”. 30Rispose loro quell’uomo: “Proprio questo stupisce: che voi non sapete di dove sia, eppure mi ha aperto gli occhi. 31Sappiamo che Dio non ascolta i peccatori, ma che, se uno onora Dio e fa la sua volontà, egli lo ascolta. 32Da che mondo è mondo, non si è mai sentito dire che uno abbia aperto gli occhi a un cieco nato. 33Se costui non venisse da Dio, non avrebbe potuto far nulla”. 34Gli replicarono: “Sei nato tutto nei peccati e insegni a noi?”. E lo cacciarono fuori. 35Gesù seppe che l’avevano cacciato fuori; quando lo trovò, gli disse: “Tu, credi nel Figlio dell’uomo?”. 36Egli rispose: “E chi è, Signore, perché io creda in lui?”. 37Gli disse Gesù: “Lo hai visto: è colui che parla con te”. 38Ed egli disse: “Credo, Signore!”. E si prostrò dinanzi a lui. 39Gesù allora disse: “È per un giudizio che io sono venuto in questo mondo, perché coloro che non vedono, vedano e quelli che vedono, diventino ciechi”. 40Alcuni dei farisei che erano con lui udirono queste parole e gli dissero: “Siamo ciechi anche noi?”. 41Gesù rispose loro: “Se foste ciechi, non avreste alcun peccato; ma siccome dite: “Noi vediamo”, il vostro peccato rimane”
Il cieco non vede ma non parla nemmeno
Non parla subisce fango sugli occhi cemento su fessure mai aperte
Non parla ma ascolta attentamente le indicazioni
Non parla ma va esegue alla lettera con fiducia scetticismo forse ma va
All’apertura degli occhi segue l’apertura della bocca poche parole all’inizio un racconto ripetuto
Poi le parole prendono consistenza la testa si alza gli occhi guardano in faccia investigatori improbabili
Fino all’incontro tra due scacciati dal tempio
Credi? Non so Vedi? Ora vedo Credi in ciò che vedi? Ora credo
v. 4 ἡμᾶς δεῖ ἐργάζεσθαι τά ἔργα τοῦ πέμψαντός με ἕως ἡμέρα ἐστίν· ἔρχεται νύξ (núx) ὅτε οὐδείς δύναται ἐργάζεσθαι Me oportet operari opera ejus qui misit me, donec dies est: venit nox, quando nemo potest operari Bisogna che noi compiamo le opere di colui che mi ha mandato finché è giorno; poi viene la notte, quando nessuno può agire
νύξ (núx) la notte, il tempo in cui non si lavora, ma anche il tempo in cui non si vede più nulla:
Giovanni 3,2 οὗτος ἦλθεν πρός αὐτόν νυκτός (nuktós) καί εἶπεν αὐτῷ· Ῥαββί, οἴδαμεν ὅτι ἀπό θεοῦ ἐλήλυθας διδάσκαλος· οὐδείς γάρ δύναται ταῦτα τά σημεῖα ποιεῖν ἃ σύ ποιεῖς, ἐάν μή ᾖ ὁ θεός μετ’ αὐτοῦ Egli venne di notte da lui e gli disse: Rabbì, noi sappiamo che tu sei un dottore venuto da Dio; perché nessuno può fare questi segni miracolosi che tu fai, se Dio non è con lui
Giovanni 11,10 ἐάν δέ τις περιπατῇ ἐν τῇ νυκτί (vuktí), προσκόπτει, ὅτι τό φῶς οὐκ ἔστιν ἐν αὐτῷ Ma se uno cammina di notte, inciampa, perché la luce non è in lui
Giovanni 21,3 λέγει αὐτοῖς Σίμων Πέτρος· Ὑπάγω ἁλιεύειν· λέγουσιν αὐτῷ· Ἐρχόμεθα καί ἡμεῖς σύν σοί. ἐξῆλθον καί ἐνέβησαν εἰς τό πλοῖον, καί ἐν ἐκείνῃ τῇ νυκτί (nuktí) ἐπίασαν οὐδέν Simon Pietro disse loro: «Vado a pescare». Essi gli dissero: «Veniamo anche noi con te». Uscirono e salirono sulla barca; e quella notte non presero nulla
v. 29 ἡμεῖς οἴδαμεν ὅτι μωϊσεῖ λελάληκεν ὁ θεός, τοῦτον δέ οὐκ οἴδαμεν πόθεν (póthen) ἐστίν Nos scimus quia Moysi locutus est Deus; hunc autem nescimus unde sit Noi sappiamo che a Mosè ha parlato Dio; ma costui non sappiamo di dove sia
v. 30 ἀπεκρίθη ὁ ἄνθρωπος καί εἶπεν αὐτοῖς, ἐν τούτῳ γάρ τό θαυμαστόν ἐστιν ὅτι ὑμεῖς οὐκ οἴδατε πόθεν (póthen) ἐστίν, καί ἤνοιξέν μου τούς ὀφθαλμούς Respondit ille homo, et dixit eis: In hoc enim mirabile est quia vos nescitis unde sit, et aperuit meos oculos Rispose loro quell’uomo: Proprio questo stupisce: che voi non sapete di dove sia, eppure mi ha aperto gli occhi
πόθεν (póthen) da dove:
Giovanni 1,48 λέγει αὐτῷ Ναθαναήλ· Πόθεν (póthen) με γινώσκεις; ἀπεκρίθη Ἰησοῦς καί εἶπεν αὐτῷ· Πρό τοῦ σε Φίλιππον φωνῆσαι ὄντα ὑπό τήν συκῆν εἶδόν σε Natanaele gli chiese: Da dove mi conosci? Gesù gli rispose: Prima che Filippo ti chiamasse, quando eri sotto il fico, io ti ho visto
Giovanni 3,8 τό πνεῦμα ὅπου θέλει πνεῖ, καί τήν φωνήν αὐτοῦ ἀκούεις, ἀλλ’ οὐκ οἶδας πόθεν (póthen) ἔρχεται καί ποῦ ὑπάγει· οὕτως ἐστίν πᾶς ὁ γεγεννημένος ἐκ τοῦ πνεύματος Il vento soffia dove vuole, e tu ne odi il rumore, ma non sai né da dove viene né dove va; così è di chiunque è nato dallo Spirito
Giovanni 4,11 λέγει αὐτῷ ἡ γυνή· Κύριε, οὔτε ἄντλημα ἔχεις καί τό φρέαρ ἐστίν βαθύ· πόθεν (póthen) οὖν ἔχεις τό ὕδωρ τό ζῶν; La donna gli disse: Signore, tu non hai nulla per attingere, e il pozzo è profondo; da dove avresti dunque quest’acqua viva?
v. 31 οἴδαμεν ὅτι ἁμαρτωλῶν ὁ θεός οὐκ ἀκούει, ἀλλ᾽ ἐάν τις θεοσεβής ᾖ καί τό θέλημα (thélema) αὐτοῦ ποιῇ τούτου ἀκούει Scimus autem quia peccatores Deus non audit: sed si quis Dei cultor est, et voluntatem ejus facit, hunc exaudit Sappiamo che Dio non ascolta i peccatori, ma che, se uno onora Dio e fa la sua volontà, egli lo ascolta
θέλημα (thélema) la volontà, il desidero, il piacere:
Giovanni 4,34 λέγει αὐτοῖς ὁ Ἰησοῦς· Ἐμόν βρῶμά ἐστιν ἵνα ποιήσω τό θέλημα (thélema) τοῦ πέμψαντός με καί τελειώσω αὐτοῦ τό ἔργον Gesù disse loro: Il mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato, e compiere l’opera sua
Giovanni 6,39 τοῦτο δέ ἐστιν τό θέλημα (thélema) τοῦ πέμψαντός με ἵνα πᾶν ὃ δέδωκέν μοι μή ἀπολέσω ἐξ αὐτοῦ ἀλλά ἀναστήσω αὐτό τῇ ἐσχάτῃ ἡμέρᾳ Questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nessuno di quelli che egli mi ha dati, ma che li risusciti nell’ultimo giorno
Giovanni 7,17 ἐάν τις θέλῃ τό θέλημα (thélema) αὐτοῦ ποιεῖν, γνώσεται περί τῆς διδαχῆς πότερον ἐκ τοῦ θεοῦ ἐστιν ἢ ἐγώ ἀπ’ ἐμαυτοῦ λαλῶ Se uno vuole fare la volontà di lui, conoscerà se questa dottrina è da Dio o se io parlo di mio
La notte avvolge nel silenzio nel buio ma la luce arriva non preannunciata imprevista
La notte sembra impenetrabile non lascia spazio nell’infinito scorrere del tempo ma la luce è accelerazione improvvisa squarcio fessura taglio
Ci sbracciamo nel buio annaspando ma solo così le mani possono incontrarsi stringersi per dirigersi ἀλλήλους verso la luce inevitabile
Fratelli, un tempo eravate tenebra, ora siete luce nel Signore. Comportatevi perciò come figli della luce; ora il frutto della luce consiste in ogni bontà, giustizia e verità Efesini 5,8
Giovanni 4, 5-42 5Giunse così a una città della Samaria chiamata Sicar, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: 6qui c’era un pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo. Era circa mezzogiorno. 7Giunge una donna samaritana ad attingere acqua. Le dice Gesù: “Dammi da bere”. 8I suoi discepoli erano andati in città a fare provvista di cibi. 9Allora la donna samaritana gli dice: “Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?”. I Giudei infatti non hanno rapporti con i Samaritani. 10Gesù le risponde: “Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: “Dammi da bere!”, tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva”. 11Gli dice la donna: “Signore, non hai un secchio e il pozzo è profondo; da dove prendi dunque quest’acqua viva? 12Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede il pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo bestiame?”. 13Gesù le risponde: “Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete; 14ma chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna”. 15“Signore – gli dice la donna -, dammi quest’acqua, perché io non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua”. 16Le dice: “Va’ a chiamare tuo marito e ritorna qui”. 17Gli risponde la donna: “Io non ho marito”. Le dice Gesù: “Hai detto bene: “Io non ho marito”. 18Infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai detto il vero”. 19Gli replica la donna: “Signore, vedo che tu sei un profeta! 20I nostri padri hanno adorato su questo monte; voi invece dite che è a Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare”. 21Gesù le dice: “Credimi, donna, viene l’ora in cui né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. 22Voi adorate ciò che non conoscete, noi adoriamo ciò che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. 23Ma viene l’ora – ed è questa – in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità: così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano. 24Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità”. 25Gli rispose la donna: “So che deve venire il Messia, chiamato Cristo: quando egli verrà, ci annuncerà ogni cosa”. 26Le dice Gesù: “Sono io, che parlo con te”. 27In quel momento giunsero i suoi discepoli e si meravigliavano che parlasse con una donna. Nessuno tuttavia disse: “Che cosa cerchi?”, o: “Di che cosa parli con lei?”. 28La donna intanto lasciò la sua anfora, andò in città e disse alla gente: 29“Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia lui il Cristo?”. 30Uscirono dalla città e andavano da lui. 31Intanto i discepoli lo pregavano: “Rabbì, mangia”. 32Ma egli rispose loro: “Io ho da mangiare un cibo che voi non conoscete”. 33E i discepoli si domandavano l’un l’altro: “Qualcuno gli ha forse portato da mangiare?”. 34Gesù disse loro: “Il mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e compiere la sua opera. 35Voi non dite forse: “Ancora quattro mesi e poi viene la mietitura”? Ecco, io vi dico: alzate i vostri occhi e guardate i campi che già biondeggiano per la mietitura. 36Chi miete riceve il salario e raccoglie frutto per la vita eterna, perché chi semina gioisca insieme a chi miete. 37In questo infatti si dimostra vero il proverbio: uno semina e l’altro miete. 38Io vi ho mandati a mietere ciò per cui non avete faticato; altri hanno faticato e voi siete subentrati nella loro fatica”. 39Molti Samaritani di quella città credettero in lui per la parola della donna, che testimoniava: “Mi ha detto tutto quello che ho fatto”. 40E quando i Samaritani giunsero da lui, lo pregavano di rimanere da loro ed egli rimase là due giorni. 41Molti di più credettero per la sua parola 42e alla donna dicevano: “Non è più per i tuoi discorsi che noi crediamo, ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo”
Acqua viva che scorre scaturisce sgorga
Acqua che rinfresca scende in gola disseta riattiva rigenera
Acqua che manca serve si fa attendere non arriva
Acqua insostituibile indispensabile indisponibile
Acqua che non finisce anche quando la sete è infinita
Dammi da bere Signore riempi il mio vecchio secchio con acqua che possa placare la sete inestinguibile di chi cerca
v. 7 ἔρχεται γυνή ἐκ τῆς σαμαρείας ἀντλῆσαι ὕδωρ. λέγει αὐτῇ ὁ ἰησοῦς, δός μοι πεῖν (péin) Venit mulier de Samaria haurire aquam. Dicit ei Jesus: Da mihi bibere Giunge una donna samaritana ad attingere acqua. Le dice Gesù: Dammi da bere
πίνω(píno) bere:
Giovanni 6,56 ὁ τρώγων μου τήν σάρκα καί πίνων (pínon) μου τὸ αἷμα ἐν ἐμοί μένει κἀγώ ἐν αὐτῷ Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me, e io in lui
Giovanni 7,37 Ἐν δέ τῇ ἐσχάτῃ ἡμέρᾳ τῇ μεγάλῃ τῆς ἑορτῆς εἱστήκει ὁ Ἰησοῦς, καί ἔκραξεν λέγων· Ἐάν τις διψᾷ ἐρχέσθω πρός με καί πινέτω (pinéto) Nell’ultimo giorno, il giorno più solenne della festa, Gesù stando in piedi esclamò: Se qualcuno ha sete, venga a me e beva
Giovanni 18,11 εἶπεν οὖν ὁ Ἰησοῦς τῷ Πέτρῳ· Βάλε τὴν μάχαιραν εἰς τήν θήκην· τό ποτήριον ὃ δέδωκέν μοι ὁ πατήρ οὐ μή πίω (pío) αὐτό; Ma Gesù disse a Pietro: Rimetti la spada nel fodero; non berrò forse il calice che il Padre mi ha dato?
v. 10 ἀπεκρίθη ἰησοῦς καί εἶπεν αὐτῇ, εἰ ᾔδεις τήν δωρεάν τοῦ θεοῦ καί τίς ἐστιν ὁ λέγων σοι, δός μοι πεῖν, σύ ἂν ᾔτησας αὐτόν καί ἔδωκεν ἄν σοι ὕδωρ ζῶν (ydor zòn) Respondit Jesus, et dixit ei: Si scires donum Dei, et quis est qui dicit tibi: Da mihi bibere, tu forsitan petisses ab eo, et dedisset tibi aquam vivam Gesù le risponde: Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: Dammi da bere!, tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva
ὕδωρ ζῶν (ydor zón) acqua viva:
Giovanni 7,38 ὁ πιστεύων εἰς ἐμέ, καθώς εἶπεν ἡ γραφή, ποταμοί ἐκ τῆς κοιλίας αὐτοῦ ῥεύσουσιν ὕδατος ζῶντος (ydatos zóntos)Chi crede in me; come dice la Scrittura: fiumi di acqua viva sgorgheranno dal suo seno
Genesi 26,19 καί ὤρυξαν οἱ παῖδες Ισαακ καί εὗρον ἐκεῖ φρέαρ ὕδατος ζῶντος (ydatos zóntos) I servi di Isacco scavarono poi nella valle e vi trovarono un pozzo di acqua viva
Geremia 2,13 ὅτι δύο πονηρά ἐποίησεν ὁ λαός μου ἐμέ ἐγκατέλιπον πηγήν ὕδατος ζωῆς (ydatos zoés) καί ὤρυξαν ἑαυτοῖς λάκκους συντετριμμένους οἳ οὐ δυνήσονται ὕδωρ συνέχειν Perché il mio popolo ha commesso due iniquità: essi hanno abbandonato me, sorgente di acqua viva, per scavarsi cisterne, cisterne screpolate, che non tengono l’acqua
v. 13 ἀπεκρίθη ἰησοῦς καί εἶπεν αὐτῇ, πᾶς ὁ πίνων (pínon) ἐκ τοῦ ὕδατος τούτου διψήσει (dipsései) πάλιν Respondit Jesus, et dixit ei: Omnis qui bibit ex aqua hac, sitiet iterum Gesù le risponde: Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete
διψάω (dipsáo) avere sete:
Giovanni 6,35 Εἶπεν αὐτοῖς ὁ Ἰησοῦς· Ἐγώ εἰμι ὁ ἄρτος τῆς ζωῆς· ὁ ἐρχόμενος πρός ἐμέ οὐ μὴ πεινάσῃ, καί ὁ πιστεύων εἰς ἐμέ οὐ μή διψήσει (dipsései) πώποτε Gesù disse loro: Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà più fame e chi crede in me non avrà mai più sete
Giovanni 7,37 Ἐν δέ τῇ ἐσχάτῃ ἡμέρᾳ τῇ μεγάλῃ τῆς ἑορτῆς εἱστήκει ὁ Ἰησοῦς, καί ἔκραξεν λέγων· Ἐάν τις διψᾷ (dipsá) ἐρχέσθω πρός με καί πινέτω (pinéto) Nell’ultimo giorno, il giorno più solenne della festa, Gesù stando in piedi esclamò: Se qualcuno ha sete, venga a me e beva
Giovanni 19,28 Μετά τοῦτο εἰδώς ὁ Ἰησοῦς ὅτι ἤδη πάντα τετέλεσται ἵνα τελειωθῇ ἡ γραφή λέγει· Διψῶ (dipsó) Dopo questo, Gesù, sapendo che ogni cosa era già compiuta, affinché si adempisse la Scrittura, disse: Ho sete
Venite a vedere un uomo che mi dice tutto quello che ho fatto
Venite a vedere un uomo che chiede ben sapendo che può solo dare
Venite a vedere un uomo che ascolta una donna
Venite a vedere un uomo affaticato che non rinuncia all’incontro
Venite a vedere un uomo che chiede acqua e riceve domande
Venite e vedrete una donna con l’anfora vuota e la testa piena di domande di dubbi di speranze
Passa davanti al popolo e prendi con te alcuni anziani d’Israele. Prendi in mano il bastone con cui hai percosso il Nilo, e va’! Ecco, io starò davanti a te là sulla roccia, sull’Oreb; tu batterai sulla roccia: ne uscirà acqua e il popolo berrà Esodo 17
Matteo 17, 1-9 1Sei giorni dopo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. 2E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. 3Ed ecco, apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui. 4Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: “Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia”. 5Egli stava ancora parlando, quando una nube luminosa li coprì con la sua ombra. Ed ecco una voce dalla nube che diceva: “Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo”. 6All’udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. 7Ma Gesù si avvicinò, li toccò e disse: “Alzatevi e non temete”. 8Alzando gli occhi non videro nessuno, se non Gesù solo. 9Mentre scendevano dal monte, Gesù ordinò loro: “Non parlate a nessuno di questa visione, prima che il Figlio dell’uomo non sia risorto dai morti”
E’ bello per noi stare qui in disparte
E’ bello per noi stare a guardarti
E’ bello per noi quando tutto è già pronto preparato perfetto
E’ bello per noi quando c’è solo da guardare ascoltare gustare
E’ bello per noi quando con tre tende ci sembra di chiudere fuori tutto tutti
E’ bello per noi ma c’è una voce dal cielo che buca le tende le orecchie
E’ bello per noi ma il distacco la discesa a valle fa parte della salita al monte la completa
E’ bello per noi può esserlo per altri
v. 1 καί μεθ᾽ ἡμέρας ἓξ παραλαμβάνει ὁ ἰησοῦς τόν πέτρον καί ἰάκωβον καί ἰωάννην τόν ἀδελφόν αὐτοῦ, καί ἀναφέρει αὐτούς εἰς ὄρος ὑψηλόν κατ᾽ ἰδίαν (kath’ idìan) Et post dies sex assumit Jesus Petrum, et Jacobum, et Joannem fratrem ejus, et ducit illos in montem excelsum seorsum Sei giorni dopo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse su un alto monte, in disparte
κατ᾽ ἰδίαν (kath’ idían) in disparte, in luogo isolato, separato:
Matteo 14,13 Ἀκούσας δέ ὁ Ἰησοῦς ἀνεχώρησεν ἐκεῖθεν ἐν πλοίῳ εἰς ἔρημον τόπον κατ’ ἰδίαν (kath’ idían)· καί ἀκούσαντες οἱ ὄχλοι ἠκολούθησαν αὐτῷ πεζῇ ἀπό τῶν πόλεων Udito ciò, Gesù partì di là su una barca e si ritirò in disparte in un luogo deserto. Ma la folla, saputolo, lo seguì a piedi dalle città
Matteo 14,23 καί ἀπολύσας τούς ὄχλους ἀνέβη εἰς τό ὄρος κατ’ ἰδίαν (kath’ idían) προσεύξασθαι. ὀψίας δέ γενομένης μόνος ἦν ἐκεῖ Dopo aver congedato la folla, si ritirò in disparte sul monte a pregare. E, venuta la sera, se ne stava lassù tutto solo
Matteo 24,3 Καθημένου δέ αὐτοῦ ἐπί τοῦ Ὄρους τῶν Ἐλαιῶν προσῆλθον αὐτῷ οἱ μαθηταί κατ’ ἰδίαν (kath’ idían) λέγοντες· Εἰπόν ἡμῖν πότε ταῦτα ἔσται, καί τί τό σημεῖον τῆς σῆς παρουσίας καί συντελείας τοῦ αἰῶνος Mentre egli era seduto sul monte degli Ulivi, i discepoli gli si avvicinarono in disparte, dicendo: Dicci, quando avverranno queste cose e quale sarà il segno della tua venuta e della fine dell’età presente?
v. 2 καί μετεμορφώθη (metemorphóthe) ἔμπροσθεν αὐτῶν, καί ἔλαμψεν τό πρόσωπον αὐτοῦ ὡς ὁ ἥλιος, τά δέ ἱμάτια αὐτοῦ ἐγένετο λευκά ὡς τό φῶς Et transfiguratusest ante eos. Et resplenduit facies ejus sicut sol: vestimenta autem ejus facta sunt alba sicut nix E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce
μεταμορφόομαι(metamorphóomai) cambiare la forma, trasfigurare, da cui metamorfosi:
Marco 9,2 Καί μετά ἡμέρας ἓξ παραλαμβάνει ὁ Ἰησοῦς τόν Πέτρον καί τόν Ἰάκωβον καί Ἰωάννην, καί ἀναφέρει αὐτούς εἰς ὄρος ὑψηλόν κατ’ ἰδίαν μόνους. καί μετεμορφώθη (metamorphóthe)ἔμπροσθεν αὐτῶν Sei giorni dopo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo, Giovanni e li condusse soli, in disparte, sopra un alto monte. E fu trasfigurato in loro presenza
Romani 12,2 καί μή συσχηματίζεσθε τῷ αἰῶνι τούτῳ, ἀλλά μεταμορφοῦσθε (metamorphústhe) τῇ ἀνακαινώσει τοῦ νοός, εἰς τό δοκιμάζειν ὑμᾶς τί τό θέλημα τοῦ θεοῦ, τό ἀγαθόν καί εὐάρεστον καί τέλειον Non conformatevi a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza quale sia la volontà di Dio, la buona, gradita e perfetta volontà
2 Corinzi 3,18 ἡμεῖς δέ πάντες ἀνακεκαλυμμένῳ προσώπῳ τήν δόξαν κυρίου κατοπτριζόμενοι τήν αὐτήν εἰκόνα μεταμορφούμεθα (metamorphúmetha) ἀπό δόξης εἰς δόξαν, καθάπερ ἀπό κυρίου πνεύματος E noi tutti, a viso scoperto, contemplando come in uno specchio la gloria del Signore, siamo trasformati nella sua stessa immagine, di gloria in gloria, secondo l’azione del Signore, che è lo Spirito
v. 6 καί ἀκούσαντες οἱ μαθηταί ἔπεσαν ἐπί πρόσωπον (epí prósopon) αὐτῶν καί ἐφοβήθησαν σφόδρα Et audientes discipuli ceciderunt in faciem suam, et timuerunt valde All’udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore
ἐπί πρόσωπον (epí prósopon) con la faccia a terra:
Matteo 26,39 καί προελθών μικρόν ἔπεσεν ἐπί πρόσωπον (epí prósopon)αὐτοῦ προσευχόμενος καί λέγων· Πάτερ μου, εἰ δυνατόν ἐστιν, παρελθάτω ἀπ’ ἐμοῦ τό ποτήριον τοῦτο· πλήν οὐχ ὡς ἐγώ θέλω ἀλλ’ ὡς σύ E avanzatosi un poco, si prostrò con la faccia a terra e pregava dicendo: Padre mio, se è possibile, passi da me questo calice! Però non come voglio io, ma come vuoi tu
Levitico 9,24 καί ἐξῆλθε πῦρ παρά Κυρίου καί κατέφαγε τά ἐπί τοῦ θυσιαστηρίου, τά τε ὁλοκαυτώματα καί τά στέατα, καί εἶδε πᾶς ὁ λαός καί ἐξέστη καί ἔπεσαν ἐπί πρόσωπον (epí prósopon) Un fuoco uscì dalla presenza del Signore e consumò sull’altare l’olocausto e i grassi; tutto il popolo vide, mandò grida d’esultanza e si prostrò con la faccia a terra
Numeri 20,6 καί ἦλθε Μωυσῆς καί ᾿Ααρών ἀπό προσώπου τῆς συναγωγῆς ἐπί τήν θύραν τῆς σκηνῆς τοῦ μαρτυρίου καί ἔπεσον ἐπί πρόσωπον (epí prósopon), καί ὤφθη ἡ δόξα Κυρίου πρός αὐτούς Allora Mosè e Aronne si allontanarono dalla comunità per recarsi all’ingresso della tenda del convegno; si prostrarono con la faccia a terra e la gloria del Signore apparve loro
Faccia a terra esercizio salutare
Faccia a terra la testa non pretende di capire la mano non sa che fare
Faccia a terra umiltà consapevolezza bisogno di resettare riassettare
Faccia a terra ginocchio che cede polmone in affanno spossatezza
Faccia a terra posizione da cui sembra impossibile la ripartenza
Faccia a terra ma le orecchie rimangono aperte ascoltatelo come un’eco ascoltatelo un’implorazione ascoltatelo alzatevi e non temete
Retta è la parola del Signore e fedele ogni sua opera. Egli ama la giustizia e il diritto; dell’amore del Signore è piena la terra Salmo 32
Matteo 4, 1-11 1Allora Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. 2Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. 3Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: “Se tu sei Figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino pane”. 4Ma egli rispose: “Sta scritto: Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio“. 5Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del tempio 6e gli disse: “Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù; sta scritto infatti: Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo ed essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra“. 7Gesù gli rispose: “Sta scritto anche: Non metterai alla prova il Signore Dio tuo“. 8Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria 9e gli disse: “Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai”. 10Allora Gesù gli rispose: “Vattene, Satana! Sta scritto infatti: Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto“. 11Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco, degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano
Ancora una volta tentati di non farsi tentare
Ancora una volta assediati da domande da evitare
Ancora una volta sul monte sul pinnacolo dall’alto della nostra supponenza
Ancora una volta l’ebrezza il brivido del tentativo dell’esperimento
Ancora una volta quaranta giorni per prenderci il nostro tempo per dilatare il respiro per provare di nuovo fame
v. 1 τότε ὁ ἰησοῦς ἀνήχθη εἰς τήν ἔρημον ὑπό τοῦ πνεύματος, πειρασθῆναι (peirasthénai) ὑπό τοῦ διαβόλου Tunc Jesus ductus est in desertum a Spiritu, ut tentaretur a diabolo Allora Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo πειράζω (peirázo) mettere alla prova, da πέραν(péran) che significa oltre, dall’altro lato, da cui ex-perimentum è proprio quello che tiri fuori da ciò che sta dall’altra parte, che non vedi:
Matteo 16,1 Καί προσελθόντες οἱ Φαρισαῖοι καί Σαδδουκαῖοι πειράζοντες (peirázontes) ἐπηρώτησαν αὐτόν σημεῖον ἐκ τοῦ οὐρανοῦ ἐπιδεῖξαι αὐτοῖς I farisei e i sadducei si avvicinarono per metterlo alla prova e gli chiesero che mostrasse loro un segno dal cielo
Matteo 19,3 Καί προσῆλθον αὐτῷ Φαρισαῖοι πειράζοντες (peirázontes) αὐτόν καί λέγοντες· Εἰ ἔξεστιν ἀνθρώπῳ ἀπολῦσαι τήν γυναῖκα αὐτοῦ κατά πᾶσαν αἰτίαν; Allora gli si avvicinarono alcuni farisei per metterlo alla prova e gli chiesero: È lecito ad un uomo ripudiare la propria moglie per qualsiasi motivo?
Matteo 22,18 γνούς δέ ὁ Ἰησοῦς τήν πονηρίαν αὐτῶν εἶπεν· Τί με πειράζετε (peirázete), ὑποκριταί; Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, disse: Perché mi tentate, ipocriti?
v. 2 καί νηστεύσας ἡμέρας τεσσεράκοντα καί νύκτας τεσσεράκοντα ὕστερον ἐπείνασεν (epéinasen) Et cum jejunasset quadraginta diebus, et quadraginta noctibus, postea esuriit Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame
πεινάω(peináo) aver fame, ma anche aver bisogno, soffrire una mancanza, da cui penuria:
Matteo 5,6 μακάριοι οἱ πεινῶντες (peinóntes) καί διψῶντες τήν δικαιοσύνην, ὅτι αὐτοί χορτασθήσονται Beati quelli che sono affamati e assetati di giustizia, perché saranno saziati
Matteo 12,1 Ἐν ἐκείνῳ τῷ καιρῷ ἐπορεύθη ὁ Ἰησοῦς τοῖς σάββασιν διά τῶν σπορίμων· οἱ δέ μαθηταί αὐτοῦ ἐπείνασαν (epéinasan) καί ἤρξαντο τίλλειν στάχυας καί ἐσθίειν In quel tempo Gesù attraversò di sabato dei campi di grano; e i suoi discepoli ebbero fame e si misero a strappare delle spighe e a mangiare
Matteo 25,37 τότε ἀποκριθήσονται αὐτῷ οἱ δίκαιοι λέγοντες· Κύριε, πότε σε εἴδομεν πεινῶντα (peinónta) καί ἐθρέψαμεν, ἢ διψῶντα καί ἐποτίσαμεν; Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare? O assetato e ti abbiamo dato da bere?
v. 8
πάλιν παραλαμβάνει αὐτόν ὁ διάβολος εἰς ὄρος ὑψηλόν (óros ypselón) λίαν, καί δείκνυσιν αὐτῶ πάσας τάς βασιλείας τοῦ κόσμου καί τήν δόξαν αὐτῶν Iterum assumpsit eum diabolus in montem excelsum valde: et ostendit ei omnia regna mundi, et gloriam eorum Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria
ὄρος ὑψηλός(óros ypselós) monte alto:
Matteo 17,1 Καί μεθ’ ἡμέρας ἓξ παραλαμβάνει ὁ Ἰησοῦς τόν Πέτρον καί Ἰάκωβον καί Ἰωάννην τόν ἀδελφόν αὐτοῦ, καί ἀναφέρει αὐτούς εἰς ὄρος ὑψηλόν (óros ypselón) κατ’ ἰδίαν Sei giorni dopo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte
Isaia 40,9 ἐπ᾿ ὄρος ὑψηλόν (óros ypselón) ἀνάβηθι, ὁ εὐαγγελιζόμενος Σιών· ὕψωσον ἐν ἰσχύϊ τήν φωνή σου, ὁ εὐαγγελιζόμενος ῾Ιερουσαλήμ Sali su un alto monte, tu che rechi liete notizie in Sion; alza la voce con forza, tu che rechi liete notizie in Gerusalemme
Apocalisse 21,10 καί ἀπήνεγκέν με ἐν πνεύματι ἐπί ὄρος (óros) μέγα καί ὑψηλόν (ypselón), καί ἔδειξέν μοι τήν πόλιν τήν ἁγίαν Ἰερουσαλήμ καταβαίνουσαν ἐκ τοῦ οὐρανοῦ ἀπό τοῦ θεοῦ L’angelo mi trasportò in spirito su di un monte grande e alto, e mi mostrò la città santa, Gerusalemme, che scendeva dal cielo, da Dio, risplendente della gloria di Dio
Bisogno di deserto di silenzio di tempo di vuoto di ascolto di preghiera di Lui di loro di basta di ancora di àncora di solitudine di specchio di buio di lentezza di fermata di partenza di sogno di sorrisi di complicità di dire di non dire di capire di farsi capire di amare di guardare di essere guardati di chiudere di aprire di riaprire di provare di gusto di gioia di sale di insieme di quotidianità di spazio di entusiasmo di presenza di assenza
Quaranta giorni quaranta bisogni quaranta di sogni quaranta disegni
Crea in me, o Dio, un cuore puro, rinnova in me uno spirito saldo. Non scacciarmi dalla tua presenza e non privarmi del tuo santo spirito Salmo 50
Matteo 5, 38-48 38Avete inteso che fu detto: Occhio per occhio e dente per dente.39Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu porgigli anche l’altra, 40e a chi vuole portarti in tribunale e toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. 41E se uno ti costringerà ad accompagnarlo per un miglio, tu con lui fanne due. 42Da’ a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle. 43Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico. 44Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, 45affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. 46Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? 47E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? 48Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste.
Avete inteso che fu detto ma adesso non più
Sapete bene come funziona ma io vi dico
La vostra esperienza vi insegna ma l’esperienza di me porta più in là
Si è sempre fatto così siete arrivati fin qui con questa prassi questa consuetudine abitudine con questo abito che tira solo un po’ dietro le braccia
Ma io vi dico girate i vostri occhi accorgetevi girate il vostro volto la guancia c’è un modo diverso c’è un mondo diverso c’è un mondo che attende una tunica un mantello una camminata insieme
Girate i vostri occhi le menti le mani convertitevi e spezzate la catena
v. 38 ἠκούσατε ὅτι ἐρρέθη, ὀφθαλμόν (ofthalmòn) ἀντί ὀφθαλμοῦ (ofthalmù) καί ὀδόντα ἀντί ὀδόντος Audistis quia dictum est: Oculum pro oculo, et dentem pro dente Avete inteso che fu detto: Occhio per occhio e dente per dente
ὀφθαλμός (ofthalmòs) occhio, da optomai che significa vedere, da cui ottico e oftalmologo:
Matteo 20,33 λέγουσιναὐτῷ·Κύριε, ἵναἀνοιγῶσινοἱὀφθαλμοί(ofthalmòi)ἡμῶν Gli risposero: Signore, che i nostri occhi si aprano
Matteo 21,42 Λίθονὃνἀπεδοκίμασανοἱοἰκοδομοῦντεςοὗτοςἐγενήθηεἰςκεφαλήνγωνίας·παράκυρίουἐγένετοαὕτη, καίἔστινθαυμαστήἐνὀφθαλμοῖς (ofthalmòis)ἡμῶν La pietra che i costruttori hanno rifiutata è diventata pietra angolare; ciò è stato fatto dal Signore, ed è cosa meravigliosa agli occhi nostri
Matteo 26,43 καί ἐλθών πάλιν εὗρεν αὐτούς καθεύδοντας, ἦσαν γάρ αὐτῶν οἱ ὀφθαλμοί (ofthalmòi) βεβαρημένοι E, tornato, li trovò addormentati, perché i loro occhi erano appesantiti
v. 41 καί ὅστις σε ἀγγαρεύσει (angaréusi) μίλιον ἕν, ὕπαγε μετ᾽ αὐτοῦ δύο et quicumque te angariaverit mille passus, vade cum illo et alia duo E se uno ti costringerà ad accompagnarlo per un miglio, tu con lui fanne due
ἀγγαρεύω (angaréuo) costringere, obbligare, da cui angheria:
Matteo 27,32 Ἐξερχόμενοι δέ εὗρον ἄνθρωπον Κυρηναῖον ὀνόματι Σίμωνα· τοῦτον ἠγγάρευσαν (engàreusan) ἵνα ἄρῃ τόν σταυρόν αὐτοῦ Mentre uscivano, incontrarono un uomo di Cirene, chiamato Simone, e lo costrinsero a prender su la croce di lui
v. 42 τῶ αἰτοῦντί (aitùnti) σε δός, καί τόν θέλοντα ἀπό σοῦ δανίσασθαι μή ἀποστραφῇς Qui petit a te, da ei: et volenti mutuari a te, ne avertaris Da’ a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle
Matteo 6,8 μή οὖν ὁμοιωθῆτε αὐτοῖς, οἶδεν γάρ ὁ πατήρ ὑμῶν ὧν χρείαν ἔχετε πρό τοῦ ὑμᾶς αἰτῆσαι (aitésai) αὐτόν Non fate dunque come loro, poiché il Padre vostro sa le cose di cui avete bisogno, prima che gliele chiediate
Matteo 7,7 Αἰτεῖτε (aitéite), καί δοθήσεται ὑμῖν· ζητεῖτε, καί εὑρήσετε· κρούετε, καί ἀνοιγήσεται ὑμῖν Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto
Matteo 21,22 καί πάντα ὅσα ἂν αἰτήσητε (aitésete) ἐν τῇ προσευχῇ πιστεύοντες λήμψεσθε Tutte le cose che domanderete in preghiera, se avete fede, le otterrete
Tutto sommato non è così difficile è sufficiente essere perfetti come lui
E’ sufficiente essere con lui essere in lui
Quanto dista l’oriente dall’occidente, così egli allontana da noi le nostre colpe. Come è tenero un padre verso i figli, così il Signore è tenero verso quelli che lo temono Salmo 102
Matteo 5,17-37 17Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. 18In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto. 19Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli. 20Io vi dico infatti: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli. 21Avete inteso che fu detto agli antichi: Non ucciderai; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio. 22Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geènna. 23Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, 24lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono. 25Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. 26In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo! 27Avete inteso che fu detto: Non commetterai adulterio.28Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore. 29Se il tuo occhio destro ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geènna. 30E se la tua mano destra ti è motivo di scandalo, tagliala e gettala via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geènna. 31Fu pure detto: “Chi ripudia la propria moglie, le dia l’atto del ripudio”. 32Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, eccetto il caso di unione illegittima, la espone all’adulterio, e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio. 33Avete anche inteso che fu detto agli antichi: “Non giurerai il falso, ma adempirai verso ilSignore i tuoi giuramenti”. 34Ma io vi dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di Dio, 35né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi, né per Gerusalemme, perché è la città del grande Re. 36Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. 37Sia invece il vostro parlare: “Sì, sì”, “No, no”; il di più viene dal Maligno
Non sono venuto ad abolire ma se la vostra giustizia non alzerà la testa si scioglierà da sola
Non sono venuto a distruggere ma se la vostra giustizia non incontrerà l’agape scomparirà lentamente
Non sono venuto a dissolvere ma se la vostra giustizia non genererà la libertà crollerà su se stessa
Sono venuto a portare novità buona novella nuovo annuncio ma trovo persone legate al vecchio al garantito al solo iota
Eppure la mia voce non si spegne continua avete inteso che fu detto ma io vi dico
v. 17 μή νομίσητε ὅτι ἦλθον καταλῦσαι (katalysai) τόν νόμον ἢ τούς προφήτας· οὐκ ἦλθον καταλῦσαι (katalysai) ἀλλά πληρῶσαι Nolite putare quoniam veni solvere legem aut prophetas: non veni solvere, sed adimplere Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento
καταλύω(katalyo) dissolvere, distruggere; la katalysis in chimica è lo scioglimento:
Matteo 24,2 ὁ δέ ἀποκριθείς εἶπεν αὐτοῖς· Οὐ βλέπετε ταῦτα πάντα; ἀμήν λέγω ὑμῖν, οὐ μή ἀφεθῇ ὧδε λίθος ἐπί λίθον ὃς οὐ καταλυθήσεται(katalythésetai) Gesù disse loro: Vedete tutte queste cose? In verità vi dico, non resterà qui pietra su pietra che non venga diroccata
Matteo 26,61 εἶπαν· Οὗτος ἔφη· Δύναμαι καταλῦσαι (katalysai) τόν ναόν τοῦ θεοῦ καί διά τριῶν ἡμερῶν οἰκοδομῆσαι Dissero: Costui ha dichiarato: Posso distruggere il tempio di Dio e ricostruirlo in tre giorni
Matteo 27,40 Ὁ καταλύων (katalyon) τόν ναόν καί ἐν τρισίν ἡμέραις οἰκοδομῶν, σῶσον σεαυτόν· εἰ υἱός εἶ τοῦ θεοῦ, κατάβηθι ἀπό τοῦ σταυροῦ Tu che distruggi il tempio e lo ricostruisci in tre giorni, salva te stesso! Se tu sei Figlio di Dio, scendi dalla croce
v. 32 ἐγώ δέ λέγω ὑμῖν ὅτι πᾶς ὁ ἀπολύων τήν γυναῖκα αὐτοῦ παρεκτός λόγου πορνείας (pornéias) ποιεῖ αὐτήν μοιχευθῆναι, καί ὃς ἐάν ἀπολελυμένην γαμήσῃ μοιχᾶται Ego autem dico vobis: quia omnis qui dimiserit uxorem suam, excepta fornicationis causa, facit eam mœchari: et qui dimissam duxerit, adulterat Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, eccetto il caso di unione illegittima, la espone all’adulterio, e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio
πορνεία (pornéia) rapporto sessuale illecito, da cui pornografia:
Genesi 38,24 ἐγένετο δέ μετά τρίμηνον ἀπηγγέλη τῷ Ιουδα λέγοντες ἐκπεπόρνευκεν (ekpepòrneyken) Θαμαρ ἡ νύμφη σου καί ἰδοὺ ἐν γαστρί ἔχει ἐκ πορνείας (pornéias) εἶπεν δέ Ιουδας ἐξαγάγετε αὐτήν καί κατακαυθήτω Circa tre mesi dopo, fu portata a Giuda questa notizia: Tamar, la tua nuora, si è prostituita e anzi è incinta a causa della prostituzione. Giuda disse: «Conducetela fuori e sia bruciata
Matteo 15,19 ἐκ γάρ τῆς καρδίας ἐξέρχονται διαλογισμοί πονηροί, φόνοι, μοιχεῖαι, πορνεῖαι (pornéiai), κλοπαί, ψευδομαρτυρίαι, βλασφημίαι Dal cuore, infatti, provengono i propositi malvagi, gli omicidi, gli adultèri, le prostituzioni, i furti, le false testimonianze, le bestemmie
Matteo 19,9 λέγω δέ ὑμῖν ὅτι ὃς ἂν ἀπολύσῃ τήν γυναῖκα αὐτοῦ μή ἐπί πορνείᾳ (pornéia) καί γαμήσῃ ἄλλην μοιχᾶται καί ὁ ἀπολελυμένην γαμήσας μοιχᾶται Perciò io vi dico: Chiunque ripudia la propria moglie, se non in caso di unione illegittima, e ne sposa un’altra commette adulterio
v. 34 ἐγώ δέ λέγω ὑμῖν μὴ ὀμόσαι (omòsai) ὅλως· μήτε ἐν τῶ οὐρανῶ, ὅτι θρόνος ἐστίν τοῦ θεοῦ Ego autem dico vobis, non jurare omnino, neque per cælum, quia thronus Dei est Ma io vi dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di Dio
ὀμνύω(omnyo) giurare, promettere:
Genesi 22,16 λέγων κατ᾽ ἐμαυτοῦ ὤμοσα (òmosa) λέγει κύριος οὗ εἵνεκεν ἐποίησας τό ῥῆμα τοῦτο καί οὐκ ἐφείσω τοῦ υἱοῦ σου τοῦ ἀγαπητοῦ δι᾽ ἐμέ E disse: Giuro per me stesso, oracolo del Signore: perché tu hai fatto questo e non mi hai rifiutato tuo figlio, il tuo unico figlio
Genesi 26,3 καί παροίκει ἐν τῇ γῇ ταύτῃ καί ἔσομαι μετά σοῦ καί εὐλογήσω σε σοί γάρ καί τῷ σπέρματί σου δώσω πᾶσαν τήν γῆν ταύτην καί στήσω τόν ὅρκον μου ὃν ὤμοσα (òmosa) Αβρααμ τῷ πατρί σου Rimani in questo paese e io sarò con te e ti benedirò, perché a te e alla tua discendenza io concederò tutti questi territori, e manterrò il giuramento che ho fatto ad Abramo tuo padre
Matteo 26,74 τότε ἤρξατο καταθεματίζειν καί ὀμνύειν (omnyein) ὅτι Οὐκ οἶδα τόν ἄνθρωπον. καί εὐθέως ἀλέκτωρ ἐφώνησεν Allora egli cominciò a imprecare e a giurare: Non conosco quell’uomo. E subito un gallo cantò
Non si tratta di passare col rosso ma di accendere il motore
Non di superare sulla destra ma di alzare la testa di osservare qualcosa qualcuno al di là del nostro finestrino
Non è un liberi tutti ma un libera tutti
Avete inteso che fu detto ebbene qui vengono dette altre cose
Non di solo iota vive l’uomo ma di parole intere di parola che dà senso che restituisce significato
Se vuoi osservare i suoi comandamenti, essi ti custodiranno; se hai fiducia in lui, anche tu vivrai.
Egli ti ha posto davanti fuoco e acqua: là dove vuoi tendi la tua mano Siracide 15